mercoledì 2 maggio 2018

fatevi i gatti vostri n. 937 "Il mistero di via del Corno" un giallo a Firenze


Sono nato nel '54 e, da ragazzetto, la mi mamma mi raccontava che, proprio mentre era incinta, aveva visto un film tanto bello che l'aveva indotta a ritornare a vedello anche un altra volta. Il film era di Carlo Lizzani. Proprio nel Maggio del 54 aveva trionfato a Cannes e portava sul grande schermo la versione cinematografica di un romanzo di successo ambientato a Firenze negli anni del fascismo, probabilmente gli anni intorno al 1926/27. Si trattava di "Cronache di poveri Amanti" di Vasco Pratolini. Il film oltre ad essere diretto dalla  mano magica di un regista che avrebbe scritto il suo nome nella storia della cinematografia italiana si avvaleva anche della partecipazione di un Marcello Mastroianni già beniamino dell' 80% delle donne italiane e di un mito dello sport, il discobolo Adolfo Consolini, che nel film ricopriva il ruolo di Maciste il maniscalco di via del Corno, una stradina del centro di Firenze facente parte del dedalo di viuzze comprese tra  l'area di Santa Croce e quella di Piazza della Signoria.
Quando, ormai ventenne, mi ritrovai a fare l' università a Firenze, perché un livornese a Pisa un ci poteva andare, una delle prime cose che mi chiese la mia mamma fu  quella di portarla a visitare via del Corno e in occasione di una sua visita a casa mia ce l'accompagnai volentieri in via del Corno che però la deluse un pochino, le case erano state rimesse a posto e soprattutto, in fondo mancava quell' arco colla finestra che appariva nel filme.

Poi girando per lì intorno  in cerca di una trattoria alla bona si passò per via Vinegia che era parallela e lì l'arco c'era, così io e la mi mamma ci si convinse che sì Pratolini era vissuto in via del Corno e certo aveva ambientato lì il su romanzo ma Lizzani doveva aver preferito l'altra strada per girare il film.
Ero giovane e mi contentavo dele spiegazioni che mi davo in prima battuta. Ora no, quando una cosa mi frulla in mente ci penso, ci ripenso e proprio stamattina m'è ritornato in mente di Via del Corno e di quel passaggio a vòlta che dovrebbe immettere in via de Leoni.
Ho aperto stritteviù  ma nulla, in fondo a via del Corno un c'è traccia come del resto non c'era allora.

E in via vinegia c'è anche se la finestra sopra la vòlta appare spostata rispetto al film. Questo potrebbe essere frutto di un restauro più recente.


Quello che mi lascia dubbioso è che ho scorso mezzo internet cercando dettagli sul filme. Ho trovato di tutto ma nemmeno un cenno al fatto che l'avessero girato in via Vinegia invece che in via del Corno. Visto che Lizzani lo girò nell' anni 50 l'ipotesi che ci fosse stato l'arco anche lì e l'avessero bombardato in tempo di guerra è impossibile ma potrebbe essere stato abbattuto tra il 54 e il 73 (quando non c'era già più).
Faccio un appello a Murasaki, l'unica fiorentina che al momento posso contattare.
"In occasione  di una tua passeggiata verso Piazza Signoria, o di un gelato dal Vivoli mi ci potresti dare un occhiata dal vivo e dirmi che ne pensi?
O una ricerca da assegnare ai tuoi studenti fiorentini ci potrebbe stare? Magari dopo tanto instagramme e telegramme andare a spulciare qualche vecchio archivio potrebbe avvicinarli alla loro città".

Un caro saluto
Dante

6 commenti:

  1. Mi permetto una illazione che mi deriva da antiche frequentazioni di Cinecittà ovviamente è una possibilità remota ma: se la via del Corno avesse avuto l'arco e fosse andato distrutto con la guerra gli artigiani del cinema lo avrebbero potuto rifare di cartone o legno dipinto. Avrebbero addirittura potuto ricostruire una simil via del Corno a Cinecittà. Non ne ho idea ma la butto lí come linea di indagine
    Baciotti
    PATTY

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  2. Cari Autori,
    vi seguo silenziosamente da alcuni mesi, non commento per ritrosia innata, ma vi leggo tutti i giorni, riuscite a trasmettermi calore ed amicizia.

    Oggi vorrei poter contribuire a risolvere il dubbio di Dante sulla questione del post

    "Il set di via del Corno venne costruito in teatro di posa ... [nota 2 'Carlo Lizzani negli extra del dvd del film']"

    https://it.wikipedia.org/wiki/Cronache_di_poveri_amanti_(film)#Riprese

    Un caro abbraccio a tutti voi
    Renata

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    Risposte
    1. Cara Renata,
      sappiamo di vari amici che ci seguono e che solo talvolta, taluni mai, si fanno vivi a fondo pagina. Intanto grazie per la tua attenzione e per i tuoi complimenti. La tua "dritta" parrebbe convergere con quanto ipotizzato da Patty. Vado subito a leggermi il materiale che mi hai linkato.
      E, soprattutto, vinci la ritrosia e scrivici, anche per mandarci a quel paese, quando è il caso. In un mondo in cui il rapporto umano si sta affievolendo per non dire scomparendo, è molto bello sapere che anche a distanza c'è un contatto, culturale, tematico, spirituale.
      In questi giorni è tornato a farsi sentire il prof. Martinelli, davvero un caro amico di dieci anni fa e durante i mesi scorsi abbiamo avuto l'esperienza di un commentatore che veramente ci stava esasperando ma che ci ha poi rivelato un caso davvero commovente.
      Mi fa piacere sapere che da qualche parte c'è Renata che ci legge
      Con affetto e simpatia
      Dante

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  3. Sono andata anche io a rivedermi la nota e di certo la dichiarazione di Lizzani non lascia ombra di dubbio sul fatto che le scene principali siano state ricostruite negli studi di Roma. Nella stessa nota si dice tuttavia che gli esterni furono girati a Firenze e quindi il problema si ripropone. Il film l'ho visto ma non lo ricordo nei particolari. Certo che le scene nelle botteghe o davanti o il ciabattino dal desco siano state girate a Roma mi pare ovvio ma le panoramiche della strada mi lasciano il dubbio. Ogni scenario si può ricostruire
    ma visto che poi devi girare altra roba a Firenze, tipo la fuga in piazza Signoria o il sidecar di Maciste nelle varie strade, avrebbe poco senso non utilizzare uno sfondo già esistente. Poi perché avrebbero fatto l'arco in fondo se in via del Corno non c'è?. Se i fatti sono ambientati nel 26 è difficile trovare un fiorentino vivo che abitasse là e avesse un età della ragione.
    Un nato nel 20 Potrebbe ma avrebbe quasi cento anni. Però i bombardamenti ci sono stati nel 45 e allora una persona del 35 o del 38 quindi un ottantenne potrebbe ricordare. Insomma ci hai proposto un bel rebus caro Dante
    un abbraccio
    Patty

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  4. Meno male ch e han risposto gli altri perché con me cascavi proprio male: non abito più a Firenze da dieci anni, conosco il centro storico a macchia di leopardo e ci giravo regolarmente con la cartina (beh, anche nel resto della città) e di via del Corno nemmen sapevo che esistesse. Portare i ragazzi a visitare l'Archivio del comune invece è una buona idea, perché mi dicono che è tenuto benissimo, ed è un po' che ci penso, in effetti.

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  5. Mi permetto anch'io di esprimere un debole parere sui luoghi del film, ho letto il romanzo di Pratolini diverse volte e di recente ho ritrovato il film, già visto oltre venti anni fa in un cineforum a Berlino. Visitando i luoghi in cui è stato ambientato il romanzo nella sua resa cinematografica , un anziano di via del Corno mi ha mostrato dove fosse la carbonaia di Maciste e la locanda , realmente esistite diceva, purtroppo la via non era identica a quella del film . Non ricordo se sia stato allora quest'uomo a indicarmi via Vinegia come alternativa per l'ambientazione del film che per via dell'arco mi ha ricordato molto la vera scenografia, anche se purtroppo alcuni particolari non combaciavano. Da poco ho letto in una nota, con un po' di delusione, che gran parte delle riprese sono avvenute in studio. E dunque non saprei più dire nulla con certezza, anche se di tanto in tanto ritorno a visitare quei luoghi. Patrizia

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