venerdì 11 dicembre 2020

Fatevi i gatti vostri 1689 " La porketta e i limiti di Dino"

 Ieri la mi nipote mi ha portato in regalo quattro hardischi che ha comprato a un mercatino e una simpatica presa di connessione alimentata a corrente che permette di usarli come unitò esterne sebbene fossero in origine degli hardischi interni che sono stati smontati da computers in demolizione. L' ha comprati a Mestre "dai Negri" lo scrivo senza alcuna finalità offensiva perché il luogo è ormai denominato così e anche i gestori si appellano  così. Poi mi sembra più ipocrita mettesi a sottilizzà se è corretto dì nero o negro. Lorolì so simpatici hanno messo su una specie di mercatino in zona industriale e vendano roba quasi tutta recuperata dallo svuotamento case e cantine, quando trovano qualche compute vecchio sia in uno sgombero che appoggiato (e non si dovrebbe) a qualche cassonetto lo smontano e ne recuperano le parti buone. Dani era in cerca di regalucci bizzari ed economici per il Natale e ha visto sti dischi impilati. Dalla iniziale richiesta di 30 euri li ha ottenuti a 20 e con 15 euri ha comprato il connettore in un negozio di elettronica. 



Io un ci avrei mai pensato ma si vede che anche senza avé sangue mio sta ragazza mi somiglia parecchio e non solo pe la prestanza fisica (la mia ormai fa parte de ricordi) ma pel volessi ingegnare a costruire, a riciclare nzomma a cercare quelle vie non convenzionali usate da tutti.

Gli hardischi arriva in totale a un tera, 250 giga l' uno e rispetto ad un unica unità consentono di ripartire il rischio di rottura o di perdita dati. Costituiranno un bel pezzo di cuore della mediateca di Esserino. Ora ho lavoro fino a Natale colla tanta roba da trasferire e ordinare.

Il pezzo musicale di oggi è una  porketta che eseguii diversi anni fa e che Zanza aveva salvato.

Si tratta di una porca brillante opera del maestro Marcheselli.

Forse una delle porke più belle da ballare.

La troverete anche in archivio mediateca tra la musica del Bar Nado

Vi metto anche un video tutorial con dei maestri che v' inzegnano come si fa. Io imparai da autodidatta ma se avessi avuto queste dritte sarei doventato un ballerino migliore. e vi posso assicurare che in breve sarete in grado di eseguire almeno come fanno i signori di questo video, magari non la Brillante di Marcheselli che sfiata anche me coll' armonica ma dele porkettine sempli (ve ne posterò) di sicuro quelle sì.


 Poi mi voglio piglià una soddisfazione enorme: A Dino di ballà un gli è mai riuscito. Non perché gli manchi il senso del tempo e del ritmo ci mancherebbe altro ma perché un sopporta di sentissi una danna addosso, dice che gli da noia il puzzo del fiato e che sente l' odore dell' ascelle. Nzomma l' avreste dovuto vedé le poche volte che ci s'è provato sembrava uno che lo stessero portando ala sedia elettrica.

Provateli sti passi, anche da soli, il ballo e la musica sono dele grandi medicine pell' animo.

Bona giornata a tutti

Dante

Il filme di oggi è mr Ove, in cineteca dopo ezzogiorno, qui il commento da my movies


UNO SCORBUTICO E DISPERATO PENSIONATO RITROVA LA VOGLIA DI VIVERE GRAZIE ALLA VICINA IRANIANA E ALLE SUE FIGLIE.
Recensione di Andrea Fornasiero
martedì 24 ottobre 2017

Il signor Ove ha 59 anni e non sopporta molte cose della vita moderna a partire dai burocrati di stato, fino a quelle offerte per cui se compri una cosa ha un prezzo, ma se ne prendi due pezzi è scontata. Ove è stato presidente di una comunità di villette e come tale ha imposto un ordine ferreo a tutti insieme all'amico Rune, ma i condomini si sono stancati di lui e gli hanno tolto il titolo. Ora anche la Saab, presso a cui ha lavorato per molti anni e a cui è sempre stato fedelissimo, ha deciso di poter fare a meno di lui, che si fa mandare in pensione. Indesiderato da tutti e senza alcun desiderio che non sia la perfetta cura della comunità, decide di togliersi la vita, ma i suoi piani vanno a rotoli per una serie di circostanze, su tutti l'arrivo della nuova vicina Parvaneh, di origini iraniane e con un marito svedese piuttosto imbranato.

Di vecchi burberi è piena la storia del cinema e appena ne vediamo uno in veste di protagonista sappiamo che prima o poi il bisbetico sarà domato. A fare la differenza è in questo caso l'aggiornamento alla convivenza multietnica, che però finisce per smorzare nella correttezza politica la causticità del protagonista.

Il signor Ove insomma non è certo il Clint Eastwood di Gran Torino, anche se per arrivare al cuore di entrambi fa da grimaldello una presenza femminile vicina di casa, di origini relativamente esotiche. Se per Clint era una determinata ragazza di etnia Hmong, qui è invece una donna iraniana, che cucina bene ma ha bisogno di lezioni di guida, oltre che di una mano in casa visto che il marito non sa, tra le altre cose, montare la lavastoviglie. Ad aumentare il coefficiente di irresistibilità della vicina c'è una figlia in arrivo, che si aggiunge alle due bambine a cui manca propio la figura di un nonno...

Nel mentre, a ogni tentativo di suicidio fallito, Ove rivede parti della sua vita, ricordando la sua relazione con la moglie Sonja, che di lui si era innamorata probabilmente perché lo riteneva buffo e che infatti non ha mai perso il sorriso. Tanto che lui le è ancora devotissimo e le porta spesso fiori al cimitero. Ha poi un ruolo chiave la moglie di Rune, che ha bisogno di una mano per difendere il marito dal prepotente stato sociale svedese, di cui Ove è nemico giurato fin da quando ha lottato per far installare una rampa per sedie a rotelle a scuola.

Quest'ultimo elemento è piuttosto spiazzante, visto che lo stato sociale svedese sarà pur intrusivo ma sicuramente è anche molto avanzato e garantisce varie tutele, ignote in diversi altri Paesi europei. Tanto che i crudeli burocrati lottano per accollarsi le spese mediche del povero Rune all'interno di una casa di cura, insomma non si tratta esattamente di Equitalia che minaccia un pignoramento dei beni a qualche poveraccio. Ma visto che tutto è relativo, è pure ammissibile che per Ove questi burocrati, rappresentati con una arroganza sopra le righe, siano il Male incarnato. Il problema è che non causano una reale tensione drammatica se non quasi alla fine del film, così come non c'è niente che sorprenda nella stucchevole storia d'amore con la moglie. Ove inoltre è burbero ma a suo modo è anche educato, dunque non usa mai parole davvero inopportune. Se la può prendere malamente con la padrona di un piccolo cane che gli orina in cortile, mai si permetterebbe insulti razzisti né omofobi e finirà per ospitare in casa un ragazzo gay che, dopo aver fatto coming out, è in rotta col padre.
Tratto dal romanzo L'uomo che metteva in ordine il mondo di Fredrik Backman, Mr. Ove dunque ha il tipico protagonista dal un cuore d'oro, che oltretutto neppure lo nasconde molto bene ed è insomma burbero solo fino a un certo punto. Ma se il bisbetico è irragionevole solo che in certi dettagli, ecco che solo questi dettagli faranno sorridere e ripetendosi perderanno presto il loro effetto. Troppo presto per un film che invece si trascina per due ore verso un esito inevitabile, movimentato solo da un paio di facili scene strappalacrime. A essere davvero irresistibili sono le scene di tentato suicidio, provocatorie e irriguardose dei nostri tabù, ma finiscono per essere troppo poco e concentrate all'inizio di un film, che con il procedere si smorza inesorabilmente.

5 commenti:

  1. A R E A __ C O M U N I C A Z I O N E__ R E D A T T O R I __B L O G
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  2. Caro Dante, hai seminato bene e Dani che ha assorbito i tuoi racconti ed ha assistito alla realizzazione di chissà quanti marchingegni ti sta dando la meritata soddisfazione. Non è casuale che dei due ragazzi tirati su in età adolescenziale da Holly e te sia stata la femmina a seguirti e in qualche modo ad emularti. Per il maschio sarebbe stato forse un confronto troppo difficile col rischio poi di saper troppo di clone. Bene ha fatto ritagliare il suo percorso di docente universitario e a saper mitigare le istanze libertarie senza rinnegarle.
    Dani ne è uscita stupenda guerriera, la associo alla bella e valorosa Bradamante arioestea.
    Non sapevo di questo uso degli harddisk riciclati, molto interessante.
    Perfetta la polca e assai utili i tutorial perlomeno per chi ha voglia di mettersi in pista.
    Grazie per il film
    Buona Giornata
    Giovanni Martinelli

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  3. Ma che bella musica! Mi piaceva tanto ballare le polche e anche valzer. mazurke. Chiaro che essendo quasi cieca, ho un decimo su un occhio e ombre sull' altro, ho bisogno di un cavaliere che mi porti, ma sapevo andare, ad occhi chiusi andavo via come se li avessi aperti. Grazie mi ha portato l' allegria in casa e la tua polca con armonica è la meglio delle tre.
    Un abbraccio Eliana

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  4. Neppure io avevo pensato al riciclaggio degli harddisk ma non bisogna proteggerli con un guscio? So che son tanto delicati. Grazie per la bellissima polca Brillante dovuta a quel grande papà della Filuzzi che si chiamava appunto Leonildo Marcheselli. Diciamo che non ti danno il tesserino della sanità regionale e nemmeno ti fanno votare alle regionali dell' Emilia Romagna se non sai ballare queste robe. La seconda variante di foggia western mi piace meno anche se fa parte del corredo. Il ballo elegante dovrebbe essere scivolato via come spiega il primo maestro tuttavia la polca in origine prevedeva i saltelli, son stati i Filuzziani a darle la dignità che toccava ai valzer e ne è venuto fuori uno dei balli più belli anche perché piuttosto istintivo e alla portata di chiunque ha un pò il senso del tempo.
    Ovviamente per Natale ci troveremo tutti a ballare la polca! Tutti? Io e Giacomo che per fortuna sa ballare.
    Grazie di tutto
    Anna

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  5. Quando vi ho conosciuto tramite Patrizia lei mi aveva detto di quanto fosse un impensabile contenitore il vostro blog. Credo sia ormai un anno che vi leggo e ogni volta che apro mi stupite
    la scuola di ballo è quello che ci vuole. Mi sono messa a studiare. E' facile, almeno spero. I primi passi sono facili e per una che ha ballato solo scuotendo la testa e le braccia è una sorta di rivelazione. La vita comincia a 40 anni? Speriamolo.
    Un abbraccio a tutti e la richiesta di un film di animazione (ho visto che ne avete presentati di molto belli) Mary e il fiore della strega, è per una mia nipotina ma lo guarderemo insieme.
    Grazie e buona serata
    Lucy

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