sabato 5 dicembre 2020

Fatevi i gatti vostri 1683 . Il monstro di Gatteldorf

 Era io il monstro di gatteldorf io ava maniato le gatine ema e cicie ma cuando ava viduto que la mama lumana ciercava et ciercava  iomè  ava  vuto  luna  bota  de cumovimento  et alora mi avo  metuta  luna  sanpa inde  lagola et  ava rigietato  ese gatine sanie et salvie cume  sì  nogli avise sucieso ulla. Pe  otenisciere anca  la perdunassione de vuiantri le tori  ava metuta esa pelicula de lo riale monstro di uscendorf que puole esere pilliata apprestito  dopo delle undese dela  matina. Cuì  anca lo cumento de maimuvis. 

Balena Primuss  et Secundo Gato Dogie Serenisimo del Rennio Trivenito 

LE TECNICHE inESPRESSIVE DEL MUTO UNITE ALLA MODERNITÀ DEL SONORO.
Recensione di Piero Di Domenico

Nel 1931 Fritz Lang gira M - Il mostro di Dusseldorf, in cui un ignoto assassino (con il volto indimenticabile di Peter Lorre) violenta e uccide numerose bambine senza lasciare alcuna traccia. Nella città viene allora organizzata una fitta rete di ricerche a cui partecipano anche i mendicanti e i criminali. Così si scopre il primo indizio: l'assassino quando avvicina le vittime fischietta un macabro motivo, tratto dal Peer Gynt di Grieg. Presto il mostro viene individuato da un venditore di palloncini che riesce con un gesso a segnargli sulle spalle una grande M (che sta per Morder, assassino). L'uomo è braccato e si barrica in una fabbrica ma viene catturato dalla malavita che vorrebbe giustiziarlo: solo all'ultimo momento viene salvato dalla polizia che lo consegna alla giustizia ufficiale. M - Il mostro di Dusseldorf è uno dei primi film parlati di Lang in cui si fondono le tecniche altamente espressive del cinema muto con la stupefacente modernità di un sonoro capace di raggelare. Ispirato a una vicenda reale, Lang riprende i suoi temi preferiti, come il contrasto tra giustizia ufficiale e giustizia privata, ed esalta gli effetti fotografici e quelli sonori, realizzando l'antesignano dei film sui serial-killers.



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Un ignoto maniaco, che violenta e uccide bambine, semina la paura a Düsseldorf. La polizia ordina retate nell'ambiente della malavita i cui capi, danneggiati negli affari, decidono di reagire organizzando una caccia all'uomo con i mendicanti della città. Catturato, il maniaco viene processato. Lo salva dall'esecuzione la polizia che intanto l'aveva identificato. 1° film sonoro di Lang che ne scrisse la sceneggiatura con la moglie Thea von Harbou ispirandosi a un fatto di cronaca. Esordio di Lorre (vero nome: Laszlo Löwenstein, di origine ungherese), probabilmente nel primo personaggio di deviante sessuale nella storia del cinema. Su una tematica che gli è cara (opposizione tra giustizia ufficiale e giustizia privata, senso della colpevolezza universale), Lang fa un film di taglio realistico che nell'uso della luce (fotografia di F.A. Wagner) non trascura le esperienze espressionistiche, calibrando suspense, cadenze del poliziesco, dramma sociale. Il "tema dell'assassino" (fischiettato dallo stesso Lang) è tratto dal Peer Gynt di E. Grieg; l'idea del tribunale dei criminali deve qualcosa al Brecht di L'opera da tre soldi . Un classico. Rifatto nel 1951 da J. Losey

6 commenti:

  1. A R E A __ C O M U N I C A Z I O N E__ R E D A T T O R I __B L O G
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    Redazione: Dani Venezia on line dalle ore 16:00 alle 23:00

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  2. Certo che il Gattone divoratore è mosso da una burattinaia con una fantasia torbida! Mangiare le gattine per poi vomitarle intere!
    Ecco un filmone che chiede Valerio Mystic River, forse il migliore di Clint regista
    Baci e abbracci
    Patty

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  3. L'ho visto, almeno in parte, anni fa e ricordo che mi mise addosso una notevole angoscia - in qualche modo si finisce per empatizzare per l'assassino. Mi sa che me lo riguardo, Fritz Lang mi piace.
    Visto che siamo in allegria, vi chiedo i due Macbeth: anche qui atmosfera solare, storia allegra, niente sensi di colpa... 😳😆
    Un saluto al Divorator di Micette: il suo è solo affetto paterno. Come ricorderete dagli anni della scuola, anche Chronis avevanun amore DIVORANTE per i suoi figli!

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  4. Grazie avete anche messo l' edizione originale del 1931. Un pezzo da collezione.
    Ho sentito parlar bene di Most Beautiful Island che ne dite di acquisirlo per la cineteca?
    Con immenso apprezzamento per quanto fate per riempire le nostre giornate in questi difficili giorni.
    Giovanni Martinelli

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  5. Grazie a Tutti Voi è un piacere starvi vicini quotidianamente con le 4 sciocchezze che scriviamo e qualche buon film. Dal divano in attesa che la zia scaldi il letto, dove si trasferiranno in gruppo, Balena e le gemelle salutano
    Dani

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