lunedì 21 settembre 2020

fatevi i gatti vostri n.1611 "per farsi un sedere così non serve il chirurgo"

 Ho appena  fatto in tempo a raccontarlo nel post precedente che oggi, prima giornata di lavoro, ho sperimentato  la mia  discesa nell' inferno. Sarò breve perché rientro adesso, sporca e sudatissima ma voglio licenziare il post odierno prima della doccia, dopo so che mangerò un boccone e crollerò a letto.

Per sommi capi

Sveglia alle 5

colazione con gli zii e partenza da casa alle 5 e mezzo

per le 6 lasciamo zio Dante presso un grande cantiere dove deve prendere accordi per dei trasporti pomeridiani.

Ore 6, 15 cominciamo a caricare i medicinali e a metterli in gita: in pratica la zia inizia a stivare quelli che saranno consegnati più vicino all' ormeggio della barca, così si salva un po' di carburante non è gran cosa ma tutto fa. Siccome lei ha problemi alle caviglie io sto sulla riva e le passo pacchi e pacchetti, posso contare su una buona mobilità di gambe e sono giovane, non mi pesa anche se alle 7,15, quando abbiamo finito ho bisogno di sedermi.

Ci dirigiamo verso due punti di scambio su un canale di Mestre in prossimità delle cui rive possono arrivare camion e furgoni. Lì dobbiamo lasciare scatole a dei corrieri e iniziano i guai

uno degli autisti, un moldavo si è perso col furgone e al punto di scambio non c'è nessuno a cui lasciare i colli. Chiamo la ditta che chiama l' autista e richiama me solo per dirmi che è ancora a 10 m da Mestre.

Si fanno alla svelta 10 m  ma noi dobbiamo anche tornare a Venezia e non è cosa brevissima col mototopo.

Comunque riusciamo a iniziare le consegne alle 8 e 40.

Terminiamo alle 12, 30 ma non ormeggiamo la barca, andiamo a recuperare Dante e mangiamo qualcosa tutti insieme seduti in barca. Alle 14 dobbiamo essere ancora a Mestre a caricare dei ponteggi che consegneremo a una ditta che sta lavorando in fondo al sestriere di Castello. Zio Dante sostiene che montare un ponteggio per mettere un condizionatore è roba da pazzi e che lui farebbe due fori dall' interno piazzerebbe la staffa e calerebbe l' unità esterna dalla finestra con delle cinghie. Il suo ragionamento pare filare  ma non è che son sempre imbecilli gli altri e furbo lui, magari sti poveracci temono una mega multa se vengono beccati a fare queste acrobazie ma con lui non si può ragionare e l' unico argomento valido è quello di Holly:

"Meno male che siamo in una città di imbecilli altrimenti se tutti fossero come te e il Ciampi io non guadagnerei un centesimo".

"Via Hollina- la rabbonisce lui- le donne veneziane  mi garbano anzi sete le meglio tope d' italia sennò ti  pare che sarei venuto a sposammi vassù. So l' omini che un so tanto ngegnosi, escluso Cacciari che ha un ber cervello e difatti te sei venuta a cercattelo a Livorno l' omo  e anche la tu nipote era laggiù a caccia co Zanzina."

Facciamo spallucce e lo ignoriamo.

Portare i tubi da ponteggio non è cosa facile. Gli operai sono ì' pronti e sono giovani e robusti ma non sanno come si carica un barcone. Se non lo bilanci lo puoi fare affondare e se con scatole e pacchi è facile con tubi metallici non è la stessa cosa.

Zio Dante urla e lega bestemmia e crea tiranti e strutture che non si sa per quale miracolo alla fine risultano robustissime. Povero zio è vero talvolta eccede nel magnificare le doti sue del Ciampi e dei Toscani in genere  ma lui e quasi tutti i suoi amici, che ho avuto modo di conoscere, hanno mani d' oro. Perfino il Ciampi in barca è abilissimo e rema alla perfezione.

Sono le 15 e 20 la barca è stracolma c'è solo spazio per la zia al timone e io e lo zio ci sediamo sui tubi.

Considerato il peso, i carichi sporgenti, i pericoli vari, la conseguente prudenza, ci mettiamo un ora e mezzo  per  portarsi presso la calle dove ci stanno aspettando, sono solo in due e dal punto di ormeggio a quello dove costruiranno il ponteggio ci sono almeno 150 metri di distanza. Sono due ragazzoni ma sarebbero meglio 4 o 5 anche mingherlini. Lo zio fa un rapido calcolo e deduce che rischiamo di far troppo tardi così decide di mettere tutto il carico a terra. Questo è un lavoro in più che ci accolliamo e che certo nessuno ci pagherà. Scarichiamo io e lui e accidenti se pesano queste strutture metalliche. In una quarantina di minuti abbiamo terminato sono le 17 e 30 adesso dobbiamo passare a riscuotere il lavoro. Fra ormeggiare andare in ufficio e ripartire perdiamo un' altra mezzora ma abbiamo il compenso di tanta fatica 150 euri. Per carità fanno comodo ma in tutto abbiamo lavorato 3 ore e mezzo in 3 e poco conta il fatto che nei tragitti si stia seduti perché comunque è tempo che se ne va e quando sei a stivare il carico la fatica è notevolissima. In pratica abbiamo preso 16 euro e spiccioli a testa. Togli il gasolio, l' usura barca e le tasse ne resteranno 10 eppure di questi tempi c'è da augurarsi che lavoretti così capitino almeno 3 volte a settimana.

Corro a lavarmi

il film è un grande classico di Sidney Lumet lo rivedrò volentieri anche io ma non stasera.

Dani


DODICI GIURATI A RAPPORTO.

Il film denuncia chiaramente la sua origine di sceneggiato televisivo: si svolge in una stanza dove dodici giurati stanno decidendo se condannare o assolvere un ragazzo sbandato accusato d'omicidio per rapina. Dapprima quasi tutti sono convinti della colpevolezza del giovane ma poi, piano piano, uno dei giurati, calmo e riflessivo, riesce a convincere gli altri che non ci sono indizi sufficienti per formulare un verdetto di colpevolezza. 

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Dodici giurati devono giudicare un ragazzo accusato di parricidio. Uno solo di loro ha qualche dubbio sulla condanna dell'imputato e, con una finezza psicologica pari alla sagacia dialettica, riesce a convincere gli altri a votare per la non colpevolezza. Tratto da un teledramma (1954) di Reginald Rose (diretto da F. Schaffner), è il 1°, eccellente film di S. Lumet, fino a quel momento attivo in TV. Serrato, intelligente, acuto, senza cadute né passaggi artificiosi sebbene l'azione si svolga interamente a porte chiuse. Fu prodotto da H. Fonda e R. Rose con l'Orion e contribuì ad aprire le porte di Hollywood a una nuova generazione di sceneggiatori e registi televisivi. Rifatto per la TV nel 1997 da William Friedkin.


3 commenti:

  1. Commento oggi perché pensavo che ieri vi foste presi una meritatissima pausa. Leggo invece di una infernale giornata di lavoro. Non posso che complimentarmi con Te Holly e Dante per tanta buona volontà e ringraziarvi per avere avuto la premura di non farci mancare il film nonostante i molteplici impegni
    Grazie di cuore
    Giovanni Martinelli

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  2. Mi accorgo adesso, dopo aver inviato il mio commento, che mancava quello vostro introduttorio che denominate area riservata ai redattori. Spero di non aver combinato danni sovrapponendomi in quello spazio, se così fosse scusatevi e sentitevi liberi di cancellare il mio commento.
    Giovanni Martinelli

    RispondiElimina

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