martedì 1 settembre 2020

fatevi i gatti vostri 1592 " tra Santo Spirito e via Laura Firenze 1976"

Film complesso e controverso che vidi senza capillo e che mi prometto di rivedé, con l' occasione presente.
My movies spende poche parole e fa bene" perché con Fellini" come sostenne Dantino che lo portò come autore anche all' esame di storia del cinema con Pio Baldelli "si rischia sempre o di veder troppo o troppo poco".  Dante ricorda che richiesto di un commento personale sul grande regista  disse le stesse parole oltre quarant'anni fa in via Laura mentre sosteneva  l' esame di storia del cinema che si poteva dare  fuori facoltà presso Scienze Politiche. Fin lì Dante, durante l' esame, s' era arrampicato sulli specchi perché, sebbene amasse r cinema aveva passato la notte a sta dietro a Stefania la sua ragazza di allora, bellissima ma strafattissima e irriducibile nel suo perseverare nel buco e nelle menzogne. L' esame lo aveva preparato in tre giorni e proprio la notte in cui doveva rispassare, l'aveva trascorsa a cercalla in giro per Santo Spirito, allora principale piazza di spaccio di Firenze. Quando la trovò l' istinto fu quello di portarla fino casa a forza di  pedate ner culo perché gli aveva rubato le ultime 50000 lire che servivano per arrivare in fondo al mese. Poi siccome era un gentiluomo si limitò a recitarle una cinquantina di volte una litania retta da una variante binomia che andava da "stronza" a "pezzo di merda". Alla fine reagirono i compagni di buco di lei e a quer punto Dante trovò r su sfogo. Sebbene fossero in discreto numero li picchiò tutti ordinatamente r deocraticamente e quando pensava che uno avesse avuto una parte più esigua degli altri lo rialzava di peso da terra come un sacco e ricominciava. Ovviamente nessuno tra quelli che si erano affacciati ala finestra chiamava i carabinieri, era da  solo e quei tossici che appestavano la piazza stavano sulle palle a tutti, né pensavano a chiamarli i tossici che avevan già una lunga lista di precedenti e poco importava loro che  Dante fosse portato al fresco se era certo che sarebbero finiti in sua compagnia. Riuscì a fermarlo solo don Cuba il prete di Santo Spirito che con Cuba Isola aveva poco a che fare ma si chiamava Danilo Cubattoli e di lì il nome. "Via giù smetti caro, hai ragione ma ora basta" gli disse,"se ammazzi qualcheduno poi domani come fai a guardatti alo specchio?" Dante a quell' epoca era irruento ma la testa gli funzionava e si calmò, raccattò Stefania come se fosse una balla di cenci e la riportò a casa. La perdonò anche se di lì a poco avrebbe dovuto ammettere la propria sconfitta in una battaglia che con tutto il cuore avrebbe desiderato vincere. Con qualche moina  quarche abbraccio e forse anche un po'ina di topa che un guasta mai ner fa pace, la nottata finì tranquilla ma l' esame un era stato ripassato e Dantino si dovette presentà, all' indomani, forte solo di quello che gli era restato ammente e un era tanta roba. S'era dunque rimasti al punto in cui tra balbetti e omissini Dante aveva raccontato quarcosa tenendosi opportunamente sul vago per timore che un approfondimento lo facesse scivolare irrimediabilmente. Fu in quel momento che Baldelli che era più bono der pane, col proposito di aiutallo ni chiese: "al di là della critica ufficiale mi pol dire  qualcosa che lei trova nell' opera di Fellini, che cosa vede tra le righe?" E dante pronunciò le fadidiche parole: "Eh cosa vole che gli dica Professore, con Fellini si rischia sempre o di veder troppo o troppo poco".  Baldelli si scosse dal suo abituale  fare assorto, era molto impegnato politicamente e chissà a cosa pensava, poi disse: "Interessante, veramente interessante, questo che ha detto riscatta tutto il suo esame. Le interessa per caso  la lode?" (a chi rispondeva sì faceva una serie di domande di approfondimento) E  Dante rispose:" no no professore  la dia pure  a un altro che magari ne ha bisogno".
Baldelli allora rise e disse" non so quanto abbia studiato giovanotto e non so quanto in realtà sappia di Fellini ma mi pare che del mondo conosca più di tutti quelli che mi son passati davanti finora perché in due parole mi ha dipinto varie categorie di imbecilli".
E a detta di  Dante quelle parole furono meglio della lode e senza dubbio uno dei meglio complimenti che avesse ricevuto.

Zanza
nota di redazione
Il post è toccato scrivelo ammé per via dela lingua ma ir fatto l' ha raccontata lui ar telefono a Dani che gli aveva chiesto che cosa si potesse mettere come storiella abbinata al filme di Fellini. Visto che si parlava di Fellini e che il filme ce lo ha chiesto la nostra Proffe fiorentina Murasaki, ammé e a Dani c'è sembrato carino addoprà la storiella fornitaci da Dantino. Del resto,  come avrete visto, un si vole fare solo un blogghe di filmi e commenti ai filmi ma ci piace mantenere la tradizione della novella quotidiana, o guasi, arricchita poi dalle acquisizioni che fa la nostra cineteca. Dani ha registrato il raccontino e Dante quando racconta le cose è  come se le scrivesse quindi la mia restituzione narrativa ha apportato pochissime correzioni a quanto narrato. Ho solo sistemato alla meglio i tempi narrativi della vicenda.

LE DONNE SECONDO FELLINI.

Un cinquantenne donnaiolo, Snaporaz, abborda in treno una bella sconosciuta e la segue. Capita a un congresso femminista dove viene aggredito e dileggiato. Fugge e arriva in casa di un campione di maschilisti fallocrati, Katzone, che ha amato un'infinità di donne, ma ora è anche lui sulla difensiva. Snaporaz rivive come in un incubo i suoi rapporti con l'altro sesso, dai primi turbamenti dell'infanzia alle esperienze sessuali, a un matrimonio ormai stanco. L'avventura è sempre più allucinante. Alla fine si sveglia: è stato tutto un sogno. Sul tema fisso della donna, Fellini improvvisa una variopinta cavalcata di immagini. C'è tanta carne al fuoco e non sempre di prima scelta, in compenso lo spettacolo è sempre all'altezza dei tempi belli. Un grande autore che forse non ha più nulla di nuovo da dire dopo trent'anni ad altissimo livello, ma che sa trattare a meraviglia la sua materia. 


Diario di bordo di un esploratore (Snaporaz = Mastroianni = Fellini) nel suo viaggio sul Pianeta Donna, ma anche tentativo di autoritratto in forma di fantasia onirica, sincero di quella sincerità che in F. Fellini è sfilata, festa, carosello, bella confusione. Di straordinaria ricchezza inventiva, è anche un film sul cinema in chiave di memoria. Film passionale più che ideologico con la forza, e i limiti, di chi si mantiene nell'area autobiografica. Scritto con B. Zapponi e B. Rondi. 4 Nastri d'argento: regia, fotografia (Giuseppe Rotunno), scene (Dante Ferretti), costumi (Gabriella Pescucci). Musica: Luis Bacalov. Il Leitmotiv è di Meri Lao.

5 commenti:

  1. Buongiorno a tutti voi, sono in ritiro spirituale prima del Collegio online delle 10.30 che aprirà l'anno scolastico, e capirete che il momento è davvero emozionante. In compenso ci ho un sacco di cose da dire e vi farò un commento più lungo del post.
    Prima di tutto la Notte Prima dell'Esame: piazza Santo Spirito ai tempi era un tòpos anche per chi, come me, non si era mai nemmeno fatta uno spinello, e tutti a Firenze ci avevamo un/a partner, un figlio o figlia, fratello o sorella, cugino, amico fraterno, zio, nipote, insomma qualcuno molto caro che era in mezzo al tunnel dell'eroina e che non sapevamo come aiutare, che ci tirava delle fregature colossali, perché la dipendenza è così, ma noi non capivamo e non potevamo capire perché a quei livelli il fenomeno era ancora fresco. Mi mancava invece don Cuba.
    Fellini a me personalmente non piace, e non ho mai capito il gran parlare che se ne fa... finché una sera per caso beccai gli ultimi venti minuti di questo film e rimasi assai ammirata. A suo tempo, quando era uscito, ne avevo sentito parlare come di una specie di film mancato, ANCHE DA MIA MADRE (è lunga da spiegare, ma per me l'argomento fu definitivo). E invece ci vidi lo sguardo e la prospettiva di chi capiva benissimo la difficoltà degli uomini di perdere certi punti di riferimento, ma soprattutti delle donne che erano improvvisamente diventate consapevoli di certe pastoie da cui la loro vita era era appesantita e la difficoltà e la fatica di superararle, con queste pur amate creature attaccate alle gonne a frignare "ma allora non mi ami più? E PERCHÉnon mi ami più?" e del tutto incapaci di rendersi conto che quello che per loro era "naturale" per noi era un intralcio. Ecco, quella scollatura a tratti totale (non con tutti gli uomini, certo, ma con tantissimi anche molto disponibili e ben intenzionati) era tipica di quegli anni, e chi è nato dopo una certa data non l'ha conosciuta. Ecco, ame sembra, con questo film e con Prova d'orchestra, che di solito non è messo neppure quello tra i suoi capolavori, che Fellini abbia capito e descritto benissimo gli anni 70 in Italia.
    Vi riscrivo poi per lamentarmi se la Bicicletta Verde è ancora latitante, perché sono anch'io un gattino attaccato alla sottana peggio dei mariti degli anni 70 😅
    buona giornata alla bravissima Zanza, trascrittrice imoeccabile, e buon lavoro a Dante sul motorino, di cui spero di vedere la foto dopo la cura.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. la bicicletta verde c'era eccome, l' ho vista io ma tu hai ragione, al momento non se ne vede traccia, temo che Dante abbia messo le manacce là dentro e per far pulizia l' abbia tolta insieme ai fil ormai stagionati. Comunque provvedo nella pausa pranzo
      grazie per la segnalazione e anche per l' interessante commento, tocca temi e problemi che non mi sono mai posta ma ne ho sentito parlare.
      un abbraccio
      Zanza

      Elimina
  2. Rispondo qui a una gentile quanto incauta offerta fatta da Zanza.
    Ho preso bicicletta e città. Ma da quella bellissima lista vorre anche La congiura degli innocenti, che non sono MAI riuscita a vedere se non a brandelli; La cuica del presidente, che è uno dei tanti film che ho perso negli anni della malattia, e La città incantata di Miyazaki ❤️❤️❤️❤️🙏🙏🙏🙏😇

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Alora averete tuto es ubito ot al "-" velociemente sendo cuesta la uniqua revolussione possenda ali u mani revolussione indove si pilliava tuto es ubito sendo oviamente velliati dala vuluntate di noi sinior Gato Dogie Serenisimo renniante e duciante

      B A L E N A

      Elimina
    2. Amore Balena, che bello risentirti! 😻😻😻😻😻

      Elimina

Il tuo commento è il benvenuto, ci fa sentire bene e ci incita a scrivere ancora GRAZIE
___________________________________________________
Se non hai un tuo profilo puoi commentare come ANONIMO scegliendo tale opzione dal menù a tendina (per conferirgli maggiore personalità puoi aggiungere la tua email)
Se non desideri comparire come ANONIMO hai a disposizione un altro modo semplice: apri una tua pagina qualsiasi su un host gratuito. Dopo aver scritto il commento seleziona la voce URL dal menù a tendina che ti viene proposto. Potrai inserire la tua firma o un tuo nickname e confermarlo scrivendo nella riga sotto l' indirizzo del tuo URL. I tuoi commenti saranno personalizzati e firmati. Un ulteriore modo, forse il più elegante di tutti, ma un po' più complesso è quello di aprire un blog, anche se non hai intenzione di pubblicare. Blogger ti guida passo passo alla creazione e ti farà aprire un account google. I passi sono parecchi ma se tu avessi difficoltà ti aiuteranno i nostri redattori o gli affezionati lettori.
_________________________________________________
COMMENTI PRIVATI: indirizzare a esserinoebalena@gmail.com
_________________________________________________