martedì 8 settembre 2020

fatevi i gatti vostri n. 1599 "la voglia del ciuco"

Patty ci ha richiesto la bellezza del somaro invitandoci a non fare le scemette con battute sul tema. Il titolo, vista la domanda, era d'obbligo e lo ha suggerito Samatta.

Per il resto ci limitiamo quindi all' approccio fenomenologico con pertinente corredo fotografico. La foto è opera di Dani che rimase rapita dalla dolcezza di questo asinello e lo ritrasse ipso facto. Mi ha giurato più volte che quando troverà un uomo con occhi tanto buoni e orecchie così grandi gli aprirà il suo cuore e quant'altro.

Il film è già in cineteca, noi siamo chiusi grazie a una scema della quale non conosciamo il nome e cognome ma che è risultata positiva al tampone e tra i vari  di Livorno nei quali è transitata ha fatto anche il nome del Bar Nado. Per la cronaca di tutti i presunti bar nei quali si dovrebbe esser fermata ha detto: non sono sicura al 100 % mi pare ma avevo bevuto parecchio. 

E veniamo al bello

io ho una memoria fotografica e al bar sta tipa non l' ho vista. 

Dani era con me e Dino anche ma la dolce ubriaca non si ricorda neppure  l' ora. In ogni caso nel giorno incriminato io Dani e Dino abbiamo fatto giornata intera e nessuno di noi  la ramenta. Purtroppo non teniamo telecamere accese di giorno per via della privacy. Dei bar che ha elencato due molto chic non li hanno chiusi. Io ho fatto ricorso ma preventivamente devo star chiusa.

Alla salute ci tengo e anche a quella dei miei clienti ma almeno che sia vero, altrimenti il covid può diventare un arma per rovinare la gente più di quanto non sia.

Tutti quelli transitati al bar e giuro che non sono più di 15 persone sono disposte a testimoniare di non averla vista entrare e permanere e in alternativa accettano anche di  farsi il tampone ma no! Dovrebbero stare chiusi in casa 2 settimane. Nemmeno a Me Dani e Dino lo fanno. Se poi dicessi che mi stavano dando una mano magari mi mandano l'ispettorato del lavoro e buonanotte.

Ma vaffanculo!!!

Il film dovrebbe essere carino, il cast è ottimo speriamo di consolarci col somaro




INDAGINE SU UNA SOCIETÀ

 

CHE SCIVOLA
 VERSO UN'IRREVERSIBILE DECADENZA.
Recensione di Marzia Gandolfi

lunedì 13 dicembre 2010

Marcello è un architetto di successo, un marito distratto e un padre (troppo) amicale. Marina è una psicologa disadattata, moglie trattenuta e madre 'eco-solidale'. In mezzo c'è Rosa, liceale di diciassette anni e secchiona irriducibile. Invaghitasi di Armando, un uomo anziano e composto dentro una giacca di tweed, lo invita nella tenuta di campagna dei suoi, decisa a mettere alla prova le loro idee progressiste. Armato di saggezza e piena consapevolezza di sé e della sua età, il senile fidanzato di Rosa costringerà Marcello e Marina a rivedere la loro relazione e la loro condotta esistenziale. In un fine settimana di straordinaria follia, assediato da un coro di amici sull'orlo di una crisi di nervi, i coniugi Sinibaldi e la giovane prole daranno uno schiaffo al conformismo, provando a vivere una vita più autentica.
Terza volta dietro la macchina da presa per Sergio Castellitto, che per l'occasione privilegia il registro della commedia. Dopo il nullafacente Libero in fuga dal sud (Libero Burro) e il chirurgo Timoteo sull'orlo di un amore impossibile (Non ti muovere), Castellitto conduce in campo una coppia di genitori confusi davanti al sentimento della propria "cucciola" per un uomo più anziano di lei. Ispirato da e risultato di un racconto lungo di Margaret Mazzantini, La bellezza del somaro è una sit-com progressista che sostiene con esaltata ironia il provvisorio vacillare delle coscienze borghesi. Coscienze convitate alla tavola di un casale spalancato sulla campagna toscana, a intendere l'apertura mentale di coloro che la abitano. Attraverso una commedia grottesca, Castellitto descrive una società che scivola verso un'irreversibile decadenza, una borghesia indecente che vagheggia un'età (anagrafica) perduta, incapace di inseguire la virtù e accanita nel vizio della giovinezza. A ridimensionare i predoni della nuova e caduca società ci penserà l'Armando "bianco" e misurato di Enzo Jannacci, che come il personaggio omonimo intonato nella sua celebre canzone "cade giù" dal cielo a miracol mostrare. Reduce fiero della vita è il termometro impietoso dei caratteri e delle emozioni della nutrita comitiva che lo circonda, annoiata, narcisista e memore soltanto dei propri successi passati.
Le intenzioni di Castellitto, di qua e di là dalla macchina da presa, sono le migliori ma il film finisce troppo presto per svelare l'ansia di (di)mostrare di essere un regista importante che fa cose altrettanto importanti. La bellezza del somaro, nonostante dichiari una scansione accuratamente teatrale, è viceversa prossimo alla televisione nel linguaggio e nei modi di rappresentazione. È teatro filmato sulla crisi della famiglia e sul rapporto tra genitori e figli, disseminato qua e là con funzione nobilitante da pillole di cultura (le citazioni di Cechov e le atmosfere alla Cechov, il libro dello junghiano James Hillman, le lezioni di Nabokov) pronunciate con solenne sicumera da questo o quel personaggio. Un film ombelicale, chiuso in se stesso che non porta tracce del mondo tout court, che si agita sotto una campana di vetro, come se non ci fosse altro fuori dal rapporto che lega la famiglia dei tre protagonisti. E quando l'attore-autore sembra finalmente portare i personaggi vicini al punto di rottura, il momento cioè delle scelte e dell'assunzione di responsabilità, la commedia adotta la soluzione più facile, escludendo l'Armando (con cui la figliola, sia chiaro e affermato nel film, non farà mai sesso) e ricompattando il gruppo di famiglia in un interno sconsolante. 

5 commenti:

  1. A R E A __ C O M U N I C A Z I O N E__ R E D A T T O R I __B L O G
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  2. Siete due INFAMI! Ma immaginavo che non avreste resistito. L' asinello è bellissimo e non ostenta in suo pendagli come farebbero gli uomini semplicemente lo porta con dignità. Auguri a Dani per la sua ricerca. Veniamo alla questione bar che ho girato a Valerio, giusto fare istanza per la riapertura ma ci sono tempi tecnici per la risposta che comunque sono mortificanti per la cassa. Avete però il diritto di sapere nome e cognome della ragazza e farle causa. Se avete solide testimonianze e non si sviluppa niente da voi pagherà statene certi o se minorenne pagheranno i suoi il danno è reale e quantificabile, la bugia è dimostrabile e se non è imbecille capirà che è meglio rifondervi una settimana o due di magri incassi con una transazione amichevole che trovarsi a pagare spese di avvocati e processuali che le costerebbero almeno 4 volte per poi dovervi indennizzare comunque. L' area labile sta nel fatto se sia stato verbalizzato che non era sicura, in tal caso la responsabilità dell' accertamento doveva essere a carico degli organi preposti. Non vale in tal caso invocare la misura cautelativa in quanto gli interessati in controparte non sono stati neppure interpellati. Pare ovvio che la legge non possa ammettere che un qualsiasi imbecille possa creare danni simili a siamo in Italia e il caso Enzo Tortora docet.
    Buona giornata a Tutti
    e alle ragazze: se avete delle voglie.... toglietevele invece di prendere per i fondelli la povera Patty

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  3. Inutile dire che sono assolutamente d'accordo con Prencetrence. Nel frattempo, un cordiale saluto a chi, in questi tempi di tracciamenti universali, manco è ingrado di ricordarsi se è nato o no 😤😓🙄

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  4. Solidarietà col bar e trovo sensati e appropriati i consigli di Valerio.
    Mi permetterei pur non essendo del ramo di far sottoscrivere alla tipa un foglio in cui dichiara che non è stata da voi e si è sbagliata. In tal caso potreste rinunciare alla rivalsa economica o farvi indennizzare un giorno o due. Credo converrebbe a tutti.
    Non mi espiro sull' asino che comunque gode delle mie simpatie fin da quando Apuleio lo descrisse d'oro.
    Grazie per i films
    Giovanni Martinelli

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  5. esprimo invece di espiro scusate tanto

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