martedì 13 aprile 2021

fatevi i gatti vostri 1809 " The cat in the divàn"

Non è certo una novità mi direte voi e sono d'accordo. I gatti adorano i divani e i nostri non fanno eccezione anzi direi che adorano i divani di giorno e il letto di notte quando Balena troneggia tra lo zio e la zia, Emma continua ad entrare e uscire da sotto le coperte e Cice o dorme sul guanciale al di sopra della testa di zia Holly oppure, se vuole rilassarsi completamente, opta per la cesta di vimini che sta sotto il letto proprio sotto alla schiena di zio Dante, il quale è convinto che lei, in questo modo, stia cercando di curarlo dal mal di schiena.

Durante il giorno invece continua la triplice alleanza per la spartizione del  divano nel nostro salottino studiolo che ospita anche la redazione veneziana di "fatevi i gatti vostri". Balena si alterna tra le due femmine che ormai hanno raggiunto la consistenza corporea di gatte adulte e non sfigurano affatto accanto alla sua ragguardevole possanza da Gato Dogie. Spesso sono tutti e tre insieme, come avrete visto nei molti repertori fotografici 

che hanno trovato ospitalità su questo blog, altre volte le due si alternano

 tra le sue poderose "sanpe". 

In questa immagine Balena sembra solo ma c'è una gatta nel divano ,da cui il titolo. Non mi si obietti  che Lady Jane De Beaumont alla quale va un affettuoso saluto, direbbe "on the sofa". Ho dovuto parlare in inglese per quasi due anni e mezzo ed anche insegnare agli inlesi il latino, in inglese, qui si tratta solo di una licenza da blogger e poi Emma è proprio "in"  sapete vedere dove?








Nel film invece abbiamo una vecchia signora in the van che in inglese significa furgone, l' ho visto ieri in streaming sul canale che indico in cineteca. Bello ma un po' lento e non proprio allegro. La presentazione è da My movies

Buon Martedì

Dani

THE LADY IN THE VAN È DA 
GUARDARE PER LA PRESENZA
DI DAME MAGGIE SMITH, 
MAGNIFICA NELLE SEQUENZE 
PIÙ STEREOTIPATE COME 
IN QUELLE PIÙ INTENSE.
Recensione di Emanuele Sacchi
giovedì 26 novembre 2015


Il vicinato dello scrittore e commediografo Alan Bennett è infestato da una presenza curiosa ma inesorabile: una anziana signora, che vive in un furgone parcheggiato di fronte alle dimore degli sfortunati abitanti di un quartiere upper class. Bennett a poco a poco entra in confidenza con Miss Shepherd e con il suo passato misterioso, finché il rapporto tra i due non si trasforma nella più singolare delle convivenze, con Miss Shepherd che parcheggia costantemente di fronte alla casa di Bennett.
Le ragioni del duraturo successo della pièce di Alan Bennett sono evidenti. La commistione di un irresistibile humour corrosivo in stile Jerome Klapka Jerome e di una capacità descrittiva fuori dal comune non conosce età, specie se applicata a una messinscena che si avvale, oggi come ieri, del carisma di Maggie Smith, icona della recitazione britannica.
La trasposizione su grande schermo sa di scommessa, benché Nicholas Hytner sia ormai un veterano nel campo (questo è il suo terzo adattamento da Bennett, dopo La pazzia di Re Giorgio III e Gli studenti di storia): difficile infatti gestire un plot così minimale e un testo così breve senza rovinarne la vis comica. Hytner costruisce quindi una cornice che riassesti la scomposizione temporale della narrazione. Anziché scoprire à rebours la reale natura di Miss Shepherd, l’evento traumatico dell’incidente viene collocato nell’incipit suggerendo l’origine dell’attuale stato mentale della signora. Prevalgono linearità e concordanza tra intreccio e fabula, a scapito dell’intensità drammatica della vicenda. Ma a Hytner sono così consentiti inserti di surreale, come la visione di un Dio Padre barbuto totalmente pythoniana. La suddivisione del personaggio di Bennett in due identici Bennett, l’uno narratore e l’altro protagonista fattivo della vicenda, agevola l’introduzione dell’elemento comico benché l’effetto stanchi ben presto. In sostanza, nonostante l’ottima interpretazione di Jennings, la sola ragione per guardare The Lady in the Van anziché leggerlo rimane Dame Maggie Smith, magnifica nelle sequenze più stereotipate come in quelle più intense, professionista instancabile al di là di una confezione e di una direzione quasi televisive (dove per televisivo, in ogni caso, si intende il lusinghiero standard della BBC). 

7 commenti:

  1. A R E A __ C O M U N I C A Z I O N E__ R E D A T T O R I __B L O G
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    Redazione: on line dalle ore 21:00alle 23:00

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  2. Deliziosi i gatti e simpatici i tuoi titoli. A proposito di Lady Jane se non sbaglio era la vostra dirimpettaia di Londra. Come sta? E l' appartamento che dividevi con Bobby esiste ancora ed è in mano di tuo fratello? Una mia cara amica cercava qualcosa del genere per due sue figlie che dovrebbero andare a studiare là.
    Un caro saluto
    Anna

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  3. Avendo un po' di tempo sono voluta tornare indietro scorrendo i vostri post da Londra erano intorno al numero 900. Dante faceva i lavori a casa vostra e la sera tutti al pub altro che restrizioni! Io commentavo ancora come Anonima e correva l' anno 2018. Bene son quasi mille i post che mi vedono come vostra assidua lettrice e voglio ringraziarvi per il sorriso che portate anche nelle mie giornate peggiori
    con affetto Anna

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    Risposte
    1. Ciao Anna
      grazie per la costanza nel leggere le nostre cavolate. Sono appena rientrata dalle consegne ed ho letto i tuoi messaggi. Son passati 3 anni e mi pare ieri. La parentesi londinese mi era piaciuto ma ne porto qualche ferita.
      Bobby aveva assunto un discreto impegno economico per quell' appartamento e ne conserva ancora la conduzione ma attualmente le due camere sono occupate da uno studente spagnolo e da Evan il mio ex ragazzo che ha anche alloggio a Oxford ma ama stare anche a Londra. Bobby mantiene un mobile letto nel salotto il che gli permetteva di dormire lì quando faceva il giro dei pub con i colleghi ma credo che non ci vada da tempo per gli ovvi problemi covid.
      Se dovesse liberarsi qualcosa ti avviserò ma credo sia difficile perché sia Evan che lo spagnolo hanno residenza a Londra.
      Ciao a presto
      Dani

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  4. Ho appena terminato di vederlo. Niente da dire sulla realizzazione e sull' ottima interpretazione degli attori e sopratutto della protagonista. In un film così essenziale e sobrio poteva esser sobrio anche il finale tutto ciò che segue il trapasso della signora mi è parso inutile.
    Adesso avrei bisogno di un film da ridere perché il pensiero della morte mi fa compagnia da decenni.
    Grazie per il vostro encomiabile operato.
    Giovanni Martinelli

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  5. Mamma mia che grandi che sono diventate, pare che Balena le influenzi anche nell' appetito! Magari sono un po' i primi piani che sfalsano le reali proporzioni, comunque un bellissimo trio.
    Giuro che sono gli ultimi con la T che vi chiedo. Il primo è the "Gambler" che presentaste già mesi fa ma me lo sono persa. il secondo è "the Flu", film coreano su una pandemia, passato in sordina all' epoca ma grande vaticinio per ciò che sta succedendo oggi nel mondo.
    Scusate per le troppe richieste. Forse è l' angoscia che questa vs. meravigliosa iniziativa termini. Ma ripartirete con la A vero? non facciamo scherzi.
    Baci Patty

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