domenica 12 luglio 2020

fatevi i gatti vostri 1543 " Un grandissimo Vittorio"

 Quando si parla di un film di questa portata si possono mettere per primi i riconoscimenti che ha ottenuto




Su richiesta della prof cinefila Murasaki acquisiamo il Giardino dei Finzi Contini. La Prof si ripromette di farlo vedere in classe, bene

al film pensiamo noi
agli studenti penserà Lei
ai popcorn e ai semi speriamo pensi la Ministra sexy, il compito dovrebbe essere alla sua portata.

IMPORTANTE 
Sempre per la nostra amica Murasaki (ma anche per chi avesse avuto la stessa disavventura di veder sparire il film prima di averlo visto) recuperiamo Danton e lo mettiamo in cineteca  nel settore dei films disponibili dove trovate anche la lista dalla A alla G. Ovvio che se avete perso altre pellicole, richiedendocele le troverete lì, sempre in ogni caso precedute da annuncio in un nostro post e/o da una notifica nei commenti del vostro blog personale. Io e Dani andiamo a prendere la barca dello zio Dante, a Malcontenta e ci dirigeremo a fare il bagno al largo dell' isola di Pellestrina, distanze di sicurezza assicurate.
buona domenica a Tutti

Bobby

ecco la recensione tratta da my movies


DAL ROMANZO DI 
BASSANI, VITTORIO DE SICA TROVA IL PUNTO PIÙ ALTO 
(CONQUISTANDO IL SUO QUARTO OSCAR) DELLA FASE FINALE DELLA SUA FILMOGRAFIA.
Recensione di Giancarlo Zappoli

Ferrara 1938-1943. Le Leggi in difesa della razza sono operative e gli ebrei debbono condurre una vita separata rispetto agli altri italiani. Giorgio è sin dalla preadolescenza amico della bella Micòl Finzi Contini. Li separa la classe sociale ma li unisce l'immenso parco della villa in cui spesso ci si ritrova tra amici a giocare a tennis. E' lì che Giorgio comincia a provare un sentimento diverso dall'amicizia per la ragazza che però non vi corrisponde. Intanto scoppia la guerra e la situazione degli israeliti si fa di giorno in giorno più precaria.
Non era certo il primo libro a cui Vittorio De Sica si ispirava per una propria opera cinematografica (si pensi, solo per citarne due tra i più famosi a Ladri di biciclette di Luigi Bartolini o a La ciociara di Moravia) ma è stato di certo quello che gli ha causato più problemi. Bassani si identificava totalmente con il protagonista a cui aveva dato anche il suo nome e non voleva che si mutasse nulla della sua sorte per quanto riguardava soprattutto il finale. Ma ciò che più aveva preoccupato De Sica (che per la prima volta si staccava dall'amico ma anche maestro sceneggiatore Zavattini) era ciò che il nuovo entrato Ugo Pirro ricorda nel suo interessantissimo libro "Soltanto un nome nei titoli di testa". Il fatto cioè che lo scrittore, a cui era stato consentito di proporre una prima stesura della sceneggiatura avesse in primis tradito il proprio romanzo volendo aprire il film con i rastrellamenti compiuti dai tedeschi in divisa e costruendo la vicenda sui flash back. Quella degli ordini gridati, delle camionette, degli stivali che risuonavano sul selciato era ormai divenuta una sequenza comune e stereotipa di moltissimi film sulla seconda guerra mondiale e Bassani sembrava in questo modo voler negare l'atmosfera stessa della propria opera che invece De Sica sa cogliere con estrema sensibilità.
Il regista trova qui il punto più alto (conquistando il suo quarto Oscar) della fase finale della sua filmografia lavorando proprio sui mezzi toni di una vita sospesa in cui la ricchezza materiale (ai Finzi Contini non mancano i mezzi economici) può solo cercare di proteggere dal progressivo isolamento sociale. La vicenda di Giorgio e Micòl diventa così una lettura, che può apparire fredda ma non lo è, di una separazione all'interno di una separazione in cui l'ingenuità del primo (che a uno sguardo contemporaneo può sembrare eccessiva) è costretta a confrontarsi con una maturità più consapevole del dolore che talvolta è necessario causare agli altri per evitarne uno maggiore sul piano dei sentimenti. E' costruendo intorno a questo nucleo tematico un susseguirsi di segnali (ad esempio le telefonate anonime, l'inibizione della frequentazione della biblioteca) che De Sica e Pirro con Vittorio Bonicelli rendono ancor più tragico il finale. Senza svastiche e blindati ma con la consapevolezza profonda dello sterminio in atto. 
Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?

Scrivi a Giancarlo Zappoli
DAL ROMANZO DI BASSANI UN FILM NOSTALGICO, SUGGESTIVO E STRUGGENTE.

A Ferrara, negli anni che preludono alla seconda guerra mondiale, solo pochi amici sono ammessi nella ricca villa e nel bel giardino della famiglia israelita dei Finzi-Contini. Tra questi vi sono due giovani, Giorgio e Giampaolo. Ma ben presto le vicende private e le pene di cuore vengono travolte dalla ben più grande tragedia collettiva della guerra. La famiglia dei Finzi-Contini viene deportata in Germania; Giampaolo scompare sul fronte russo; solo Giorgio si salverà. Tratto dal celebre romanzo di Giorgio Bassani, il film rievoca con struggente nostalgia un passato ancora lontano dalle brutture, a cui De Sica sa dare i colori più suggestivi e teneri, senza tuttavia cadere nel patetico, come farà poi, purtroppo, in alcuni dei film successivi.
Recensione di Stefano Lo Verme

Ferrara, 1938. Nel giardino della villa dei Finzi Contini, una ricca ed altolocata famiglia di origine ebraica, i due fratelli Alberto e Micòl ospitano ogni pomeriggio un piccolo gruppo di amici per giocare a tennis; fra questi c'è anche Giorgio, un giovane studente figlio di commercianti, che coltiva una segreta passione per Micòl. Nel frattempo, il governo fascista promulga le leggi razziali contro gli ebrei.
Il regista Vittorio De Sica porta sullo schermo il celebre romanzo di Giorgio Bassani Il giardino dei Finzi Contini, ambientato nella città di Ferrara durante gli ultimi anni del regime fascista. La versione cinematografica del libro di Bassani riprende (con qualche inevitabile semplificazione) la storia dei Finzi Contini, una ricca famiglia altoborghese di Ferrara vittima delle persecuzioni antisemite; Bassani, che all'inizio aveva partecipato alla stesura del copione, in seguito ha preso le distanze dal progetto per dissidi di carattere artistico. Sebbene sia stato accolto con qualche riserva da parte della critica, il film di De Sica si è rivelato un grande successo internazionale, ed ha ottenuto diversi riconoscimenti, fra cui l'Orso d'Oro al Festival di Berlino del 1971 ed il premio Oscar come miglior film straniero. La pellicola, sceneggiata da Vittorio Bonicelli ed Ugo Pirro, si sofferma in particolare sull'amore del protagonista (che nel film viene chiamato Giorgio, come l'autore, ed è interpretato da Lino Capolicchio) per la fascinosa Micòl Finzi Contini (l'attrice francese Dominique Sanda), una figura distante ed enigmatica che non ricambierà mai la passione di Giorgio. Insieme a loro, un piccolo gruppo di coetanei che trascorrono le proprie giornate nel giardino del titolo; fra questi il fratello di Micòl, Alberto (Helmut Berger), e un loro amico milanese, Giampiero Malnate (Fabio Testi). Intanto, sullo sfondo, emergono con prepotenza i drammatici eventi storici del periodo compreso fra il 1938 e il 1943, dalle leggi razziali allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
Se Il giardino dei Finzi Contini si presentava come un'opera sul valore della memoria e sul rimpianto per una giovinezza ormai lontana, la trasposizione di De Sica risulta indubitabilmente suggestiva nel rievocare l'atmosfera elegiaca del romanzo, attraverso un tono narrativo languido e malinconico; non sempre, però, il film riesce a rendere in pieno la dimensione poetica del testo di Bassani, e nella parte conclusiva inserisce un finale creato ex-novo (la deportazione dei Finzi Contini) che, nell'intento di commuovere lo spettatore, rischia di scivolare nel sentimentalismo. All'eleganza formale della pellicola contribuiscono in maniera essenziale le musiche di Manuel De Sica e la splendida fotografia di Ennio Guarnieri.


17 commenti:

  1. A R E A __ C O M U N I C A Z I O N E__ R E D A T T O R I __B L O G
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    Le risposte a questo primo commento sono riservate allo staff. I nostri lettori possono commentare seguendo le consuete modalità.
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    Bobby Venezia on line dalle ore 19:00 alle 23:00

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  2. Io avanzerei una richiesta a latere di questo film ossia il libro o l' audiolibro per biblioteca o audioteca. Sono andata a Torino in auto e adesso devo essere a Nizza per metà mattina, ti scrivo in viaggio durante sosta caffè.
    Di sicuro sognerei la tua pasta e anche la tua amaca con gatto in questi gg meglio posto che a casa non c'è
    Baci
    PATTY

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  3. Approfitto subito della gentilezza con la quale Bobby mette a disposizione titoli che ci siano sfuggiti per richiedere "I guerrieri della notte" a dire il vero, dopo la richiesta non mi sono accorto neppure se ci sia stato un post dedicato. Chiedo scusa e ringrazio. Proverò la ricetta stasera, buona gita in barca
    Giovanni Martinelli

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    1. ci sono io in cabina di regia oggi
      no Prof. non mi risulta inserito lo faro mettere a Dani questa sera
      Holly

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    2. Ho controllato e per dale una risposta corretta la situazione è questa. Il film fu recensito e inserito in occasione del nostro post 1527 intitolato Livorno e le barche (a cura di Zanza) è quindi rimasto in cineteca per 6 gg e poi messo in magazzino. Lo troverà da questo pomeriggio nella sexione "disponibili dove restera per qualche giorno ancora
      a presto
      Holly

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    3. Grazie Holly,dalle risposte date ad altri lettori noto con piacere che non si destreggia con competenza solo tra rii e canali e in ottime performances canore ma anche nella storia del cinema, sentir rievocare l' espressionismo tedesco, Lang, Mornau e compagnia varia colloca il vostro salotto cinematografico su piani elevati della mia personalissima classifica sulla cultura cinematografica, del resto, non avevo dubbi.
      Con affetto e simpatia
      Giovanni Martinelli

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  4. Complimenti per esservi comunque organizzati in modo da non farvi defraudare completamente da qualche bel momento estivo. Vivere vicino al mare e avere una o più barche consente sempre sole, aria e privacy. Grazie per i films, sono un tonico importante per le nostre serate casalinghe. Con Giacomo abbiamo deciso di fare vacanza in settembre quando la comprensibile ansia di rivalsa delle folle dovrebbe scemare un po' e la scuola ripartire.Vorremo andare a Levanto e alle 5 terre che da noi basta scender la Cisa. La ricetta della pasta è allettante ma bisognerebbe che Dante oltre alle lezioni di armonica istruisse Giacomo anche sui rudimenti del cucinare altrimenti seguirebbe alla lettera ma dimenticherebbe di salare la pasta, non ungerebbe la teglia, scorderebbe il forno oltre il tempo giusto.
    Buona Domenica
    Anna

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    1. Grazie. Le cinque terre le ho viste una sola volta, incantevoli. In settembre non credo troverete folla. Dante sapeva già cucinare bene quando lo conobbi anzi l' ho un po' inibito perché usa tutto quello che c'è disponibile. Piatti ottimi ma ci vuole un pomeriggio per pulire. Per fortuna c'è Dani che è veloce.
      un abbraccio a te e Giacomo
      Holly

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  5. una segnalazione che è frutto della conversazione con Dina una mia amica che va matta per i film di terrore ma di un certo spessore. I maghi del terrore, del '63 compaiono nella vostra lista:
    Il cast dice Dina è impressionante, Vincent Price, Boris Karloff, Peter lorre e il Regista Roger Corman era all' epoca uno dei più accreditati nel genere. Neppure nei siti di critica che spesso citate ho trovato granché se non che Roger Corman, dopo aver realizzato tanti film del brivido, ne smonta qui i meccanismi irridendoli con esiti spassosi. Che sia da vedere?
    Io proverei, visto che i miei figli amano il genere e un classico del 63 potrebbe essere una esperienza nuova per loro.
    Grazie e buona gita
    Eliana

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    1. Cara Eliana, grazie per la tua presenza nei commenti e per le belle fiabe che mandi, me ne sto occupando io. Ho un fratello con nipotini piccoli ne faremo tesoro oltre a metterle in audioteca. A Dante "i maghi del terrore" piacerà di sicuro adora quegli attori che erano così rappresentativi. Tanto tempo fa ha scritto anche un saggio sull' espressionismo tedesco nel cinema, non che c'entri troppo con questo ma Lang, Mornau ecc prediligevano attori che sapessero recitare anche solo col volto e lo sguardo e i tre citati appartengono a quella razza anche se posteriori.
      Arriverà presto
      un abbraccio
      Holly

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  6. Non credo sia mai stato richiesto: Il diritto di opporsi è del 2019.
    Grazie buona domenica e buon mare
    Lucia

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    1. Vi siete scatenati oggi che ci sono io, la meno competente, OK per il diritto di opporsi. Sto preparando una fila di bigliettini infilzati che sembrano quelli usati nelle pizzerie.
      Un caro saluto a Te Lucia
      Holly

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  7. Buon Giorno sono Faustino da Jesi con due richieste prima che è finita la lettera I
    in passato avevate messo i film ambientati in toscana quelli del Bar Lume ne sono usciti ancora due che si chiamano I delitti del Barlume. Se li avete vi ringrazio.
    Faustino

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    1. Ciao Faustino,
      Nel listone film non compaiono ma può darsi che Dante li abbia a parte. In caso positivo ti daremo conferma sul blog, quindi seguilo nei prossimi gg.
      Un caro saluto a Te e Signora
      Holly

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    2. Sei fortunato Fausto, ho telefonato a Dante che è a restaurare il camper e li ha. Presto li troverai in cineteca.
      Holly

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  8. Wow, fate un servizio impeccabile 😃
    Il che sarà la vostra rovina, perché l'appetito (nostro) vien mangiando!
    Qua fa un bal calduccio e siamo tutte in letargo, e in queste giornate addormentate guardarsi un film è molto piacevole. Stasera tocca ai Finzi Contini, e sappiate che vi lovvo tantissimo ❤️

    RispondiElimina
  9. Grazie Holly,dalle risposte date ad altri lettori noto con piacere che non si destreggia con competenza solo tra rii e canali e in ottime performances canore ma anche nella storia del cinema, sentir rievocare l' espressionismo tedesco, Lang, Mornau e compagnia varia colloca il vostro salotto cinematografico su piani elevati della mia personalissima classifica sulla cultura cinematografica, del resto, non avevo dubbi.
    Con affetto e simpatia
    Giovanni Martinelli

    RispondiElimina

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