martedì 13 aprile 2021

fatevi i gatti vostri 1809 " The cat in the divàn"

Non è certo una novità mi direte voi e sono d'accordo. I gatti adorano i divani e i nostri non fanno eccezione anzi direi che adorano i divani di giorno e il letto di notte quando Balena troneggia tra lo zio e la zia, Emma continua ad entrare e uscire da sotto le coperte e Cice o dorme sul guanciale al di sopra della testa di zia Holly oppure, se vuole rilassarsi completamente, opta per la cesta di vimini che sta sotto il letto proprio sotto alla schiena di zio Dante, il quale è convinto che lei, in questo modo, stia cercando di curarlo dal mal di schiena.

Durante il giorno invece continua la triplice alleanza per la spartizione del  divano nel nostro salottino studiolo che ospita anche la redazione veneziana di "fatevi i gatti vostri". Balena si alterna tra le due femmine che ormai hanno raggiunto la consistenza corporea di gatte adulte e non sfigurano affatto accanto alla sua ragguardevole possanza da Gato Dogie. Spesso sono tutti e tre insieme, come avrete visto nei molti repertori fotografici 

che hanno trovato ospitalità su questo blog, altre volte le due si alternano

 tra le sue poderose "sanpe". 

In questa immagine Balena sembra solo ma c'è una gatta nel divano ,da cui il titolo. Non mi si obietti  che Lady Jane De Beaumont alla quale va un affettuoso saluto, direbbe "on the sofa". Ho dovuto parlare in inglese per quasi due anni e mezzo ed anche insegnare agli inlesi il latino, in inglese, qui si tratta solo di una licenza da blogger e poi Emma è proprio "in"  sapete vedere dove?








Nel film invece abbiamo una vecchia signora in the van che in inglese significa furgone, l' ho visto ieri in streaming sul canale che indico in cineteca. Bello ma un po' lento e non proprio allegro. La presentazione è da My movies

Buon Martedì

Dani

THE LADY IN THE VAN È DA 
GUARDARE PER LA PRESENZA
DI DAME MAGGIE SMITH, 
MAGNIFICA NELLE SEQUENZE 
PIÙ STEREOTIPATE COME 
IN QUELLE PIÙ INTENSE.
Recensione di Emanuele Sacchi
giovedì 26 novembre 2015


Il vicinato dello scrittore e commediografo Alan Bennett è infestato da una presenza curiosa ma inesorabile: una anziana signora, che vive in un furgone parcheggiato di fronte alle dimore degli sfortunati abitanti di un quartiere upper class. Bennett a poco a poco entra in confidenza con Miss Shepherd e con il suo passato misterioso, finché il rapporto tra i due non si trasforma nella più singolare delle convivenze, con Miss Shepherd che parcheggia costantemente di fronte alla casa di Bennett.
Le ragioni del duraturo successo della pièce di Alan Bennett sono evidenti. La commistione di un irresistibile humour corrosivo in stile Jerome Klapka Jerome e di una capacità descrittiva fuori dal comune non conosce età, specie se applicata a una messinscena che si avvale, oggi come ieri, del carisma di Maggie Smith, icona della recitazione britannica.
La trasposizione su grande schermo sa di scommessa, benché Nicholas Hytner sia ormai un veterano nel campo (questo è il suo terzo adattamento da Bennett, dopo La pazzia di Re Giorgio III e Gli studenti di storia): difficile infatti gestire un plot così minimale e un testo così breve senza rovinarne la vis comica. Hytner costruisce quindi una cornice che riassesti la scomposizione temporale della narrazione. Anziché scoprire à rebours la reale natura di Miss Shepherd, l’evento traumatico dell’incidente viene collocato nell’incipit suggerendo l’origine dell’attuale stato mentale della signora. Prevalgono linearità e concordanza tra intreccio e fabula, a scapito dell’intensità drammatica della vicenda. Ma a Hytner sono così consentiti inserti di surreale, come la visione di un Dio Padre barbuto totalmente pythoniana. La suddivisione del personaggio di Bennett in due identici Bennett, l’uno narratore e l’altro protagonista fattivo della vicenda, agevola l’introduzione dell’elemento comico benché l’effetto stanchi ben presto. In sostanza, nonostante l’ottima interpretazione di Jennings, la sola ragione per guardare The Lady in the Van anziché leggerlo rimane Dame Maggie Smith, magnifica nelle sequenze più stereotipate come in quelle più intense, professionista instancabile al di là di una confezione e di una direzione quasi televisive (dove per televisivo, in ogni caso, si intende il lusinghiero standard della BBC). 

lunedì 12 aprile 2021

fatevi i gatti vostri 1808 "il braccio di ferro con le Paoline"

Grazie infinite a Zanza che, sebbene oberatissima da lavoro e preoccupazioni, si è avvicendata a me nella redazione del post durante la settimana appena passata. Il blog per me non è una fatica, anzi! Talvolta però incontro  qualche difficoltà a scrivere, cercare i film, organizzare cineteca e biblioteca. Cio consegue al fatto che, ormai da qualche anno, ci siamo assestati sul ritmo della pubblicazione quotidiana. Un discreto impegno ma facilmente assolvibile con più redattori. Basterebbe che Bobby si risvegliasse dal suo letargo e cooperasse come ha sempre fatto "ab urbe condita". Se poi lo zio si mettesse alla tastiera senza dover essere spronato ogni volta e la zia invece di una ricetta per anno ci facesse omaggio dei suoi segreti culinari, non dico una volta alla settimana ma almeno un paio di volte al mese, non ci sarebbero davvero problemi a far filar via tutto come sull' olio. Per sua stessa dichiarazione d' intenti "fatevi i gatti vostri" non è un quotidiano ne osserva una cadenza rigidamente programmata. Ci sono stati periodi  nei quali una intera annata ha dovuto accontentarsi di poco più di una cinquantina di interventi. Poi qualche anno fa il ritmo è cambiato. Ciò è stato dovuto ad alcuni fattori coagenti: in primis il fatto che   lo zio nutriva la  speranza di arrivare a  superare il numero totale di pagine della Bibbia (1320) più Nuovo testamento (1186) prendendo a riferimento i tomi editi dalle Edizioni Paoline. "Ci riescirà - si interrogava un tempo - di scrive più cazzate di quante n'hanno scritte loro e pur avendo noialtri un numero di redattori assai inferiore?" 

Il secondo elemento motivazionale è che tale sua aspirazione viene condivisa dal Gatto Balena supportato dalle Gemelle Esser. Balena, conscio del fatto che ad ogni 500 numeri si suole organizzare una gran festa con prelibatezze e tonno in abbondanza, desidera vedere presto il n. 2000 ed ha spiegato ad Emma e Cice quanto questo evento sia memorabile per la pancia felina. 

Alcuni elementi circostanziali hanno poi corroborato la maggior frequenza delle nostre uscite:

Le tre redazioni: Venezia, Livorno, Londra. 

Il mio rientro in pianta stabile a Venezia

L' aver allargato il ventaglio dei nostri interessi e delle nostre attività culturali con la Fondazione Esserino Gatto  che tiene in vita una mediateca di ragguardevoli proporzioni e che ospita Biblioteca, Audioteca, Cineteca.

Infine il fatto che il recensire libri, audiolibri e film rappresenta di per sé una motivazione allo scrivere che si aggiunge al resoconto dei nostri fatterelli, umani o felini che siano.

Oggi è lunedì e, rispettando la promessa fatta a suo tempo presentiamo un nuovo episodio della serie Scott & Bailey che ha incontrato l' interesse di molti tra i nostri lettori. Con quello della settimana scorsa (il sesto) si è chiusa la prima stagione della simpatica serie televisiva. La seconda stagione conta 8 episodi. Quindi per due mesi avrete la possibilità di stare in compagnia con le due poliziotte di Mangèster, la città che Balena invidia ai gatti britannici. La presentazione, di solito mutuata  da Sorrisi e Canzoni TV, è stavolta presentata con movieplayer.it dato che la blasonata testata cara alla mia nonna (che, a proposito, è migliorata molto) non elenca gli episodi 1 e 2 della 2a stagione.  Le emittenti che trasmettono in diretta o streming sono indicate, invece, come al solito,  in cineteca sotto la voce Scott & Bailey.


Buon inizio di settimana per tutti voi 

Dani

SCOTT & BAILEY - STAGIONE 2

La locandina di Scott & Bailey

La seconda stagione della serie televisiva Scott & Bailey (2), composta da 8 episodi, è stata trasmessa per la prima volta dal 12 Marzo 2012 al 30 Aprile 2012. Disponibile in Italia dal 25 Settembre 2012 al 13 Novembre 2012.

Stagione
2
Episodi
8
Genere
Drammatico , Poliziesco , Drammatico , Poliziesco
Uscita in Italia
dal 25 Settembre 2012 al 13 Novembre 2012
Uscita originale
dal 12 Marzo 2012 al 30 Aprile 2012
Creatori e showrunner
Sally WainwrightDiane Taylor
Cast della stagione
Suranne JonesAmelia BullmoreLesley SharpDavid ProshoTony Mooney



EPISODIO 1

Titolo originale:
Episode 1
Uscita originale:
12 Marzo 2012
Durata:
60 Min
Uscita ITA:
25 Settembre 2012
Diretto da:
China Moo-Young
Scritto da:
Sally Wainwright

Le due Detectives indagano su un cadavere bruciato ritrovato in una remota zona di Manchester e su un altro omicidio occorso dopo pochi giorni. Si scopre presto che le vittime sono state torturate prima di essere state uccise. Dopo aver effettuato un arresto scoprono che le indagini hanno appena intaccato la superficie. Intanto Janet caccia suo marito fuori di casa mentre Rachel riceve una visita da suo fratello con il quale aveva perso i contatti.

domenica 11 aprile 2021

fatevi i gatti vostri 1807 " Una lezione tutta da guardare "

Ringrazio chi m' ha chiesto la presentazione di questo bel film. E' domenica ed ho più cose da fare di uno che si trovi al venerdì sera dopo aver dormito tutta la settimana ma il filme l' ho guardato stanotte perché non mi riesciva di prendere sonno. M' è piaciuto parecchio, la Bulgaria viene presentata  plumbea e polverosa  e m' ha messo addosso un' angoscia guasi simile a quella che, tant'anni fa, mi pigliò quando Dantino mi fece vedé "Angi Vera" che però ricordo assai più tetro e lento. Qui si mostrano i dolori e la passione della giovane insegnante di inglese Nadezhda. Irreprensibile, integerrima, pronta a sferzare la sua classe quando a scuola ci sarà un furto. Fino a quando dovrà lei stessa sperimentare quanto sia sfumata la linea d’ombra tra bene e male. Un film asciutto, austero, Un racconto morale. Ritenuto dalla poca critica che ho scorso come uno dei migliori esordi degli ultimi anni. Premiato in parecchi festival.  Imperdibile

Bona Domenica

Zanza


commento da My Movies che gli dava 4 stelle su cinque.


QUANDO LA VITA DIVENTA INVOLONTARIAMENTE UN FILM: L'ANTIPARABOLA DI NADYA. UNA LEZIONE ESSENZIALE E MAI SUPERFICIALE.
Recensione di Marianna Cappi
martedì 15 marzo 2016

Nadyezdhna insegna inglese in una scuola della provincia bulgara, ma più delle regole grammaticali le preme insegnare quelle della convivenza onesta e non lasciare impunito il caso di un furtarello avvenuto tra i banchi della sua classe. Mentre s'ingegna per offrire più di una chance al colpevole di redimersi, scopre che il marito non ha pagato il debito contratto con la banca e che le rimangono soltanto tre giorni di tempo per evitare che la casa, dove vive con l'uomo e con la figlia, finisca all'asta. Inizia per Nade una via crucis in cui i problemi si sommano agli abusi di potere, alla sfortuna e alle scelte sbagliate, in un crescendo che non pare avere fine.
Ed è proprio questa lezione, che la protagonista vorrebbe dare al piccolo ladro e che il destino recapita invece a lei stessa, nel più beffardo e inevitabile dei modi, che copre il tempo del film e tiene in sospeso fino a pochi minuti dal termine, in attesa della glossa morale che dovrebbe mettere fine alla parabola di Nade, riattribuire magicamente il giusto ai giusti e la pena ai disonesti, ma così non è, perché la vita è più ironica e complessa di una storiella morale e il cinema, questo in special modo, assomiglia più che mai alla vita vera.
Esordio di Kristina Grozeva e Petar Valchanov, The Lesson trova ispirazione in un fatto di cronaca, e racconta, con la logica del pedinamento, la trasformazione di una donna. L'esito sa di grande sconfitta così come di piccola rivoluzione, ma è evidente che agli autori non interessa dare un giudizio di merito, quanto piuttosto segnalare le trappole istituzionali e le angherie umane di cui è disseminato il percorso, e la loro migliore qualità sta indubbiamente nella scrittura: nella capacità di sistemare i sassolini narrativi nei punti giusti, con implacabile continuità, e nella sintesi con cui chiudono in un'immagine, anziché affidarsi al dialogo, la condizione di prigionia e al tempo stesso di estrema determinazione della protagonista (che sia l'immagine, più banale, dell'insetto incastrato tra la finestra e la tenda, o quella più eloquente della valutazione dei compiti).
L'interpretazione di Margita Gosheva, che lascia trasudare appena la violenza della disperazione, restando invece aggrappata con le unghie alla rigidità esteriore del suo personaggio, così come la scelta di regia di inquadrarla spesso a confronto con il ritratto della madre e di un passato idealizzato, chiudono il cerchio, contribuendo ad arricchire di colori un film essenziale, amaramente impietoso, mai superficiale. 

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Nella classe in cui insegna inglese, Nadyezdhna stigmatizza l'immoralità di un furto di pochi spiccioli. Ma poi, per evitare il pignoramento della casa da parte della sua banca, si fa prestare dei soldi da un usuraio che le intima di prostituirsi per restituirglieli o le ucciderà la figlia. LM d'esordio dei 2 registi bulgari che lo hanno anche sceneggiato ispirandosi a un fatto di cronaca. Apologo dialettico, basato su due giudizi morali antitetici, ma anche originale thriller d'azione quotidiana e film (neo)realista di denuncia sociale dell'oppressione bancario-burocratica. L'interpretazione della Gosheva lascia il segno.



sabato 10 aprile 2021

fatevi i gatti vostri 1806 " Porpa ngrese"

Pulp in ingrese significa Polpa (da noi porpa)  ma si usa spesso per traslato. In Italiano si dice, ad esempio,  il succo del romanzo laddove un ingrese direbbe la porpa del romanzo. A Livorno, mi spiegò ir Ciampi,  quand erano più giovani lui e Dantino, quindi na cinquantina d'anni fa  più o meno ai tempi dele loro  superiori, i maschi solevano distinguere  le ragazze in du categorie : buccia e porpa intendendo che quelle tutte atteggiose, tutte alla moda e che si mostravan molto ma poi in realtà avevan poca roba sotto a panni eran buccia quelle che magari a quell' età avevano un ber par di mele e du belle poppe ma se ne vergognavano come dele ladre eran la polpa, appena gli levavi la buccia vedevi dele belle sorprese. In senzo un po' più metafisico, ma questa era opinione, mi ricordo, di Dantino, la differenza tra buccia e porpa più che attestarsi sulle qualità fisiche d'una tipa rimandava piuttosto ala su disponibilità non disgiunta da una certa disinvoltura nele pratiche di sesso. Vella lì è tutta buccia si diceva d' una che nela passeggiata der sabato pareva fosse Marilì Morrò ma che poi na vorta soli o ti mandava in bianco o un era bona a fa na sega nulla. Nelo scrive il pulp è un genere letterario che propone vicende da contenuti forti, di solito con abbondanza di crimini violenti, efferatezze e scene macabre che di norma s' apparenta coi generi hard boiled, poliziesco e horror. Ner Cinema io dirrei che la summa del Purp si sia raggiunta  proprio con Pulp Fiction di Tarantino che appena trentunenne e già reduce dar successo conseguito co le Iene conquisto un fottìo d' oscari riuscendo a fare entrare il su filme nela lista de cento migliori di sempre.  In un'intervista, Tarantino ha dichiarato che secondo lui il motivo del successo di Pulp Fiction è rappresentato dalla scoperta che coglie di sorpresa lo spettatore. Più tardi affermerà infatti che:«Una delle cose che preferisco nel raccontare storie come faccio io, è dare forti emozioni: lasciare che il pubblico si rilassi, si diverta e poi all'improvviso… boom!, voglio trasportarli improvvisamente in un altro film» A seguì la scia di Tarantino ci si buttarono in parecchi ma pochi gli si avvicinarono. Vesto vì che presentiamo è frai  tanti una discreta  eccezione, lascio che vi dicano il perchè gli assai più autorevoli (di me) recensori ospitati su my movies.

A proposito siccome la storia der Cinese, der barre dela società Svizzera angoscia sia me che r mi babbo ho penzato di telefonà ar Ciampi perché senta Costanza se mi pole fa na piccola ndagine su sta Tirrenia SA. Vi sarò sapé li sviluppi anche perché il Ciampino m' ha detto che  a giorni dovrebbe rientrà a Livorno.

Bon Sabato

Zanza

UN PULP INGLESE IRONICO E DIVERTENTE. OTTIMA LA 
COPPIA "PADRE-FIGLIO" DI 
ROTH E O'CONNELL.
Recensione di Marianna Cappi
lunedì 26 novembre 2012


Quando il figlio diciannovenne della sua donna gli distrugge l’auto, Peter ritiene che sia giunto il momento di metterlo a lavorare e gli affida un incarico di responsabilità: fare da autista ad un sicario di nome Roy. Per il giovane Adam è una gioia, fare il killer è sempre stata la sua aspirazione. Per Roy invece rischia di essere un impedimento, è ormai stanco di uccidere e tutto ciò che gli preme è fare in tempo a presenziare al matrimonio di sua figlia. Ma il bello deve ancora arrivare, anzi la bella…
Il regista di Ghosted si cimenta nel crime movie ma allo stesso tempo alleggerisce il tono, lo carica di cupo seppur mai troppo cinico umorismo, e trova un equilibrio perfetto, per un film che non aspira a riscrivere il genere ma a divertirsi al suo interno. Storia di un ragazzo in cerca di un padre e di un uomo senza un erede, The Liability ha tutti i pregi dell’essere un film inglese che guarda alla tradizione cinefila americana con passione ma senza spirito di competizione, e punta invece sulla bellezza dei personaggi, sulla bravura degli attori e sulla stravaganza dei colpi di scena. Si rimane incollati allo schermo, perché potrebbe accadere di tutto, ma in fondo accade esattamente il giusto, perché, nonostante le accette e le mani mozzate, non è un film di eccessi ma di indovinata misura.
La costruzione è semplice ed efficace: un ragazzetto senza cervello si ritrova dentro un thriller (letteralmente, perché l’accesso passa proprio da un video su un pc), trascinandoci con lui. Segue l’osservazione ravvicinata dell’arte del mestiere e quindi il desiderio di voler passare all’azione in prima persona. Desiderio bizzarro, in effetti, ma perfettamente in linea con la biografia psicologica di Adam, alias Jack O’Connell. Se Tim Roth è l’attore giusto al posto giusto, nei panni dell’assassino che ha visto il gusto del sangue trasformarsi in stanca routine ed è pronto ad assecondare un lato sentimentale di sé tenuto troppo a lungo in attesa, la vera rivelazione del film è proprio O’Connell e il suo “idiota” pieno di infantile entusiasmo.
Un cinema medio nel senso più alto del termine, che intrattiene con intelligenza e umorismo e fa piazza pulita in un colpo solo dell’immaginario cinematografico desolato e noioso legato al nord dell’Inghilterra. Con un cattivissimo Peter Mullan nei panni del patrigno malavitoso. 


venerdì 9 aprile 2021

fatevi i gatti vostri 1805 "li voglio anch'io l' amici cole superdoti e ne voglio armeno tre!"

Se quarcheduno leggendo 'r titolo avesse  penzato: "Bada mpo sto tegame di Zanzara! E' davvero disgustosa." sappia che è incappato nel famoso "Lapsus Mammae" teorizzato da Sigismondo Freddi da Pescia secondo le cui teorie questo misero scandalizzato, in quer momento, starebbe penzando non ammé bensì ar budello di sumà. Il Freddi da Pescia, sicanalista è il ben noto autore di  "Psicopatologia d' una vita di merda" che, dopo esser giunto  ala undecima edizione è stato riproposto pochi mesi fa in un novissima versione aggiornata  cor titolo  "Psicopatologia di varie vite di merda",  indagine riproposta nela medesima chiave ma con un campione allargato a tutta la scala B der su condominio di Pescia. Intervistato recentemente dalla scrivente, per conto del foglio di libera stampa livornese "So na sega io...", testata che ricalca il modusse perandi di Piero Angela e Figlio, l' autore ci ha confidato che non si faranno ristampe di questa sua urtima fatica essendo già quasi in dirittura d'arrivo l' evoluzione naturale del  saggio che intitolerà " Psicopatologia di parecchie vite di merda" integrando nell' opera anche i resoconti dele su indagini sulle scale A e C. Penserebbe infine di concludere ir su travaglio letterario, per poi ritirarsi a vita privata nella sua villa prospiciente il  Fosso Mefitico nella zona residenziale detta Il Caldàno. La sua ricerca concrusiva, dela quale ci ha cortesemente anticipato il titolo, sarà "Merda Globale visione panfenomenologica" conzistente in una zummata dar microcosmo der su condomino a tutto l' orbe terracqueo. Scrive  dunque il Freddi a proposito del lapsus mammae: "Accade sovente che soggetti psichicamente labili e sessualmente parecchio confusi, talvolta addirittura nell' incapacità di distinguere la topa dar buo der culo, etichettino una persona dell' altro sesso come essere "abietto e disgustoso" attribuendole comportamenti sessuali trasgressivi e comunque contrari alla vigente morale". E' tuttavia convinzione dell' esimio autore che, in questa azione censoria, avvenga uno spostamento dell' oggetto d'amore odio. Starebbero in pratica pensando ale propie mamme, che loro stessi vedano in forma di giganteschi budelli. Tuttavia, essendo troppo forte il contenuto emozionale di quell' immagine, scatterebbe una difesa ad opera del Super Io che trasporrebbe tali pulsioni su un oggetto d' amore/odio "altro" rispetto a quello materno. Vedasi a tal  proposito anche  il saggio dei noti autori livornesi Ciampi e Davini Diversi "La voglio anch'io la mamma troia ce l' hanno tutti e io no"  Collana tegami sfondati - Mental and  Ségher ed., Ardenza Livorno,1987.  

In effetti io intendevo doti supernormali come  sartà da 'n tetto a 'n antro, tirà cazzotti come Dantino da giovane e anche da meno giovane,  arrampicassi su muri come ragnoli, scurreggià gasse propellente che faccia  volà  n cèlo come n Get o nelo spazio come n' astronave. Ir numero di tre me l' ha ispirato r commento al fime quando parla dei leggendari guerrieri dela tradizione slava orientale che so appunto 3. E' dai tempi dela saga del Signore dell' anelli e di Harry Pottere che un ho trovato un fantasy che m' appassioni davvero, proviamo a dà n' occhiatella a questo.

Bona giornata a Tutti

Zanza

La trama l' ho ricopiata da superguida tv 

Trama The Stronghold - La Roccaforte

Un'eclissi solare attiva un portale magico attraverso il tempo e un giovanissimo studente Victor, dal 21° secolo si ritrova catapultato in un'epoca migliaia di anni indietro. Victor non impiega molto a riconoscere nel giovane Alyoshka, nel potente Ilya e nell'austero Dobrynya i leggendari bogatyr (i mitici guerrieri della tradizione slava orientale). ?I tre vivono combattendo i Cumani, che tentano di distruggere Rusichi a ogni costo, usando le armi e la magia nera. Victor incapperà in battaglie con mitiche creature ed eventi incredibili, costretto ad acquisire un coraggio che mai avrebbe immaginato di avere.

Scheda del film

Locandina The Stronghold - La Roccaforte
Regia: Yuriy Kovalyov
UA  2017
Commedia / Azione / Avventura / Famiglia / Storico / Fantastico
Rating: 

giovedì 8 aprile 2021

fatevi i gatti vostri 1804 " Come 'n America" "

Mattinata dal commercialista e quindi pochissimo tempo per accompagnare la presentazione del film odierno ma non c'è bisogno di tante parole. A distanza di tanti anni resto ancora ammutolita come quando vidi i primi filmati. Per chi pensa che ste cose le facciano solo in America"

La presentazione è da my movies le indicazioni sui canali tv o streaming per rivederlo  le troverete in cineteca.

Bona Giornata

Zanza


DOCUMENTARIO CHE CONTRIBUISCE A FAR LUCE SUI FATTI DEL G8 DI GENOVA E DIMOSTRA LA FORZA DELLA DEMOCRAZIA.
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 14 febbraio 2012

20-21 luglio 2001. Gli occhi del mondo sono puntati su Genova dove si sta tenendo il G8. I Movimenti No Global si sono organizzati per mettere in atto una serie di dimostrazioni pacifiche. I Black Bloc intervengono in formazioni da guerriglia per assaltare banche e distruggere auto senza che le Forze dell'Ordine intervengano. I manifestanti pacifici vengono invece caricati. In Piazza Alimonda un Defender della Polizia viene accerchiato dai manifestanti. Qualcuno dall'interno spara e sull'asfalto rimane il corpo di un ragazzo, Carlo Giuliani. Nella notte del 21 polizia e carabinieri fanno irruzione nella Scuola Diaz dove si trova un centro del Social Forum e presso cui dormono numerosi partecipanti alle manifestazioni. Viene attuato un pestaggio senza precedenti e un centinaio di feriti vengono portati negli ospedali. Gli arrestati verranno tradotti alla Caserma/carcere di Bolzaneto dove subiranno altre violenze ed umiliazioni.
Il documentario di Fracassi e Lauria è uno strumento prezioso, a dieci anni di distanza dai fatti, per procedere a una ricostruzione di quanto avvenne in quei giorni. Le testimonianze sono numerose e provengono da fonti diverse. Non vengono quindi ascoltate solo le tesi dei manifestanti ma si mettono in campo anche valutazioni di esperti di tattiche militari oltre a telefonate registrate in quei giorni. Il quadro che ne emerge è sconcertante. Fatta salva la vicenda Giuliani (che viene affidata a una ricostruzione teatrale basata su immagini dalla quale emerge la ricerca di una verità ancora oscura sia per la famiglia che per il presunto omicida) ciò che risveglia la coscienza di chi vede il documentario è il riproporsi di una domanda che chiunque non fosse accecato solo dall'odio ideologico si era posto in quei giorni osservando non chissà quali riprese 'segrete' ma le pure e semplici immagini rilanciate dai media di tutto il mondo. La domanda era: perché si erano lasciati agire indisturbati i Black Bloc non fermandoli alle frontiere e, non avendo operato in tal senso, non contrastandone l'azione violenta sul nascere? L'idea di un disegno preciso esula dalla dietrologia che tanto spesso ha inficiato il modo di fare informazione italiano, per divenire evidenza alla quale si susseguono, in lucida successione, gli eventi della Diaz e di Bolzaneto.
Fracassi e Lauria fanno riecheggiare, senza forse volerlo, le parole di Pasolini sui poliziotti e ci fanno 'sentire' come quelli in azione a Genova appartenessero a una generazione nuova ed estremamente pericolosa, distante anni luce dai loro colleghi di Valle Giulia. Questo non significa affatto (e nel documentario non accade mai) affermare che 'tutta' la polizia è così. Anzi. Le testimonianze di alcuni appartenenti al corpo vanno in senso contrario anche quando, come in un caso, approvano in parte l'operato distinguendo però, con lucidità professionale, lo scopo dai disastrosi esiti. E' un film che, diranno alcuni, dimostra la forza della democrazia: è possibile denunciare quanto accadde ma una vera democrazia non avrebbe mai dovuto assistere a episodi come questi. 

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Passano gli anni, ma la repressione poliziesca nel luglio 2001 a Genova è ancora attuale. 2 giornalisti sono partiti da 1000 pagine di documenti, più di 1000 ore di audio, 100 intervistati per descrivere "la più grave sospensione dei diritti umani dopo la Seconda guerra mondiale", secondo Amnesty International. Su YouTube la testimonianza di Giuliano Giuliani, padre di Carlo, che attende ancora di conoscere la verità sul caso. È la feroce risposta a una piazza di contenuto politico, una festa fino a piazza Kennedy: le cariche sui bambini nelle carrozzine, i mezzi da sbarco "come in Normandia che aprono i portelloni e scaricano sulle spiagge", lo sbarramento delle strade laterali per bloccare la fuga dei manifestanti, l'odore del sangue che invade gli ospedali e la Diaz.

Tutte le recensioni de ilMorandini
CONSULTALO SUBITO

mercoledì 7 aprile 2021

fatevi i gatti vostri 1803 " piccolo tegame aspirante "

'Sto piccolo tegame aspirante non è l' ennesima invenzione di Dante  che potrebbe avere apportato na modifica a na casseruola in modo che i vapori soffiati fori vengano riaspirati e riadoprati nella cottura un po come avviene nei motori turbo dele macchine. E non è neppure una sedicente meraviglia delle tante televendite che con le donne tutte a casa imperversano sulle nostre tv. 

Si tratta solo della personalissima rilettura del filme che il bimbo più piccino di Eliana, o meglio la bimba der bimbo vorrebbe vedere nzieme a lui chissà se pe ispirassi o solo pe acculturassi. Non so se anche sta bimba costie abbia una prof che pe stimolare sensibilità e riflessione nele su classi faccia uso dei firmi come fa la proffe d' italiano del figlio maggiore sempre della nostra affezionata lettrice ferrarese. 

Donque Treci, tedicenne subisce r fascino della più disinvolta Evi che sbudelleggia già con una certa decisione e naturale propensione di qui l' aggettivo  "piccolo" presente ner mi titolo perché a tredicianni siamo piccine anche se una certa confidenza e spigliatezza sessuale  cor mi ragazzo a quell' età l' avevo anch'io.

Solo che io  ero innamorata perza e penzavo solo a lui in tema di cuore e anche di quer poco sesso che si faceva. Sebbene di fatto  sapessi  che   che ir codinzolo fra le gambe l' avevan tutti i maschi tutti perché, come ricorderete,  ho un gemello, ir Tafàno, e la mi mamma ci ha  fatto rbagno a noi due nzieme fino a sei sett' anni . Poi ho anche  un fratellino più piccino, ir Mosca e avevo visto che anche lui era differente da me ma guasi eguale ar mi gemello. Detto questo che quell' affaretto servisse pe tirallo nsu e ngiù a mano, pe ciucciallo e pe nfilasselo di qui e di là lo ritenevo cosa riservata solo ar mi unico e immenzo amore che tanto pe fammi ricrede su una tanto marsana convinzione un giorno prese na moto e si stiantò sula panoramica. 

Di lì mi dovetti fa na ragione e penzà che forze c'erano anche dell' altri omini ma c' ho messo anni  a liberammi da quella convinzione e ancora un credo d'esse guarita del tutto. Così mi perdonerete se qualche volta sembro antica e bigotta nel giudizio su queste ragazzette che hanno ancora l' orsacchiotto nel letto ma aspirano a doventà de tegami (o se preferite budelli)  mpareggiabili. Quindi aspiranti tegami e pe la legge dela posposizione attributiva piccoli tegami aspiranti da cui ir titolo.

Bona Giornata

Zanza

La presentazione è da my movies 

IL MERAVIGLIOSO MALEDETTO 
MONDO DELLE TEENAGERS.
Recensione di Giancarlo Zappoli

Tracy ha tredici anni. È una studentessa modello, figlia di Melanie che per portare avanti la famiglia fa la parrucchiera in casa. Al liceo Tracy scopre un mondo inaspettato, dove gli orsetti e le Barbie lasciano il posto agli ormoni in esplosione. Regina di questo mondo è Evie, la più sexy e popolare della scuola, con cui Tracy stringe un'amicizia quasi morbosa. Inizia una discesa verso il baratro della dissolutezza, fatto di sesso, droga e crimine.Il film nasce da un fatto reale: la regista ha conosciuto Nikki Reed e ha sentito il bisogno di farle interpretare in prima persona le situazioni che la ragazza aveva vissuto o immaginato. L'idea è buona e il film vorrebbe essere scioccante. Peccato però che ricada poi nei soliti cliché con la madre tormentata, il suo compagno ondivago e non manchino tutte le caratteristiche della serie 'la mia peggiore amica.' 

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Premiato al Sundance Film Festival, è il film di esordio di una talentosa regista che, basandosi sul rapporto che aveva con Nikki Reed, adolescente in crisi, le ha proposto di scrivere insieme la sceneggiatura e l'ha poi scelta anche come protagonista. La storia è quella di una studentessa modello che, iscritta al primo anno di liceo, entra in contatto con una realtà per lei nuova, dove l'apparire conta più dell'essere e dove, sotto la nefasta influenza di una coetanea più "sgamata", conosce la droga, il sesso facile, il furto. L'assenza di un padre e la presenza di una madre troppo fragile e permissiva non la aiutano. Ritratto nudo e crudo sull'adolescenza americana, arriva come un cazzotto nello stomaco, procede con un ritmo quasi frenetico e lascia alla fine con un profondo amaro in bocca.