mercoledì 14 maggio 2025

fatevi i gatti vostri 2103 "Se ascoltassero luilì nvece di volé antifascisti l'amanti der duce "

Io, lo sapete, PiCcIno un lo son mai stato e nemmeno PidDino o PiDocchio che dir si voglia. 

Pur riaffermando  r mi penziero, forze anacronistico e probabirmente dissidente anche co me stesso, mi so espresso, spesso in modo favorevole ne confronti d'un esponente  vintage della sinistra italiana. Grosso modo mio coetaneo. Lo faccio di novo e volentieri dopo avé fenito di legge r su libro "Chiedimi chi erano i Beatles".

È la narrazione di come la sinistra sia sparita. Un testo che bisognerà propone  a chi ancora è a scuola e di certo anche ala Schlain. 

"Perché oggi manca un vero movimento collettivo rivorto al cambiamento?"Si interroga Piergigi. Non si tratta di un’opera nostalgica né di una critica, ma di un racconto su na maniera diverza di fare politica. Come succedeva quando la sinistra rappresentava un movimento che non era solo generazionale, ma di carattere collettivo. E adesso? Oramai non c’è più un "noi": per questo motivo la sinistra perde terreno. Luilì ce lo spiega n modo chiaro e ben argomentato. Conziglio di leggelo ma soprattutto di fallo legge a chi ha da 15 ai 25 anni.

Il libro è stato messo in bella mostra da Esserino ed essendo fresco di stampa lo trovate da comprare dappertutto.

Bona Giornata 

Dante

ecco anche la sinossi

“Se c’è qualcosa che vi urta nel profondo, non state lì a pettinare le bambole. Non importa in quanti sarete, se in tanti o in pochi o da soli. Impegnatevi, e collegate l’impegno a un pensiero. Magari con l’aiuto di chi ha frequentato la politica per tutta una vita e dovrebbe dedicarsi a seminare e non a raccogliere.” È un invito, quello di Pier Luigi Bersani, che nasce da un viaggio lungo tutta l’Italia e dalle conversazioni avute, spesso davanti a una birra, con studenti, giovani militanti e attivisti. E in queste pagine l’ex segretario del Partito democratico, oggi semplice iscritto, si rende disponibile per “continuare quel dialogo mettendoci un po’ di radici, un po’ di memoria e qualche approssimativa rima storica che possa essere utile a dare maggior consapevolezza del presente”. Partendo dalla Storia, infatti, Bersani racconta le scansioni e i momenti chiave della vicenda italiana ed europea, per capire quale è il senso (e il metodo) della buona politica, quale il peso del lavoro, inteso come soggetto, nell’evoluzione delle nostre democrazie; quale atteggiamento tenere verso il nuovo tecno-capitalismo e le derive della globalizzazione. Con uno sguardo attento, impreziosito da aneddoti e ricordi personali, proprio su quel “partito della nazione”, il Pd, sulla sua fondazione, sulle prospettive, sulla sinistra “da non lasciare mai incustodita”. Pagine “fuor di metafora” impegnate e generose (“la generosità” dice Bersani “è la materia prima della politica”), ispirate a un principio cui l’autore non ha mai derogato, ancora più valido nel confronto con queste nuove destre: “Per reagire non servono parole alate o politiciste. Servono parole per l’uguaglianza e per la dignità e il valore di ogni diversità; parole che semplicemente si facciano capire e non appaiano straniere ai luoghi dove si svolge la vita comune della gente”.

domenica 11 maggio 2025

fatevi i gatti vostri 2102 "M'ha fregato r nome e un sarebbe stato male esse n proffe come lui"

In vita mia ho fatto cento lavori. Andavano dal fabbro all'arrotino, dal venditore di aspirapolveri al camionista. , Di molti altri v' ho raccontato in quarcheduna di ste dumila e più pagine di blogghe.Tra tutti sti lavori un è mancato quello di nzegnante. Avevo successo coll' allievi, meno co colleghi, mezzemmezzo cole colleghe. Tra quest'urtime c'era chi m'assediava e chi si vortava di là. Colle dirigenze un so mai ndato daccordo. Donque la mi carriera da proffe è stata parecchio frammentaria e caratterizzata da entusiasmi iniziali e da diverze lettere di dimissioni.

Così quando Dani mi ha regalato le registrazioni dele du stagioni della serie televisiva "Un professore", prodotta da Rai fiction mi sono messo a guardalle, un paio al giorno. con un certo interesse.

Ho appena fenito di vedé tutte le puntate della prima e della seconda stagione e in autunno dovrebbero attaccà cola terza. L'aspetto, no trepidante ma co interesse. Ora però provo a buttà giù quarche considerazione su quer che ho visto e provo a fallo n'italiano armeno sufficente sinnò un ci crede nessuno che ho nzegnato.

Bona Giornata

Dante



"Un Professore", attraverso la storia di Dante Balestra, un insegnante di filosofia anticonformista interpretato da Alessandro Gassmann, cerca di raccontare le sfide e le complessità della vita scolastica e adolescenziale. si propone di offrire uno sguardo sulla generazione dei giovani di oggi.

Dal punto di vista emotivo e narrativo, "Un Professore" riesce a coinvolgere lo spettatore grazie alla bravura degli attori e alla naturalezza delle interpretazioni. Alessandro Gassmann dà vita a un professore che, pur con le sue contraddizioni e limiti, riesce a trasmettere passione e autenticità, rendendo i filosofi come Socrate, Nietzsche e Epicuro non semplici teorie, ma strumenti per affrontare i problemi di tutti i giorni. Dante ha il naturale talento per catturare in vari modi l'interesse dei suoi alunni, non si può dire altrettanto di lui come uomo e come familiare: incapace di instaurare legami duraturi, passa da una donna all'altra intrecciando relazioni fugaci e superficiali, senza mai legarsi veramente a qualcuno.  Claudia Pandolfi,con la sua spontanea e naturale avvenenza, nel ruolo di Anita, e i giovani Nicolas Maupas e Damiano Gavino, contribuiscono a creare un cast credibile e coinvolgente, capace di suscitare empatia e riflessione.

Tuttavia, la serie presenta anche evidenti limiti. La rappresentazione scolastica appare spesso poco credibile: è difficile immaginare un insegnante che possa avere in classe il proprio figlio senza che questo influenzi il giudizio, o che possa lasciare gli studenti per fare lezioni all’aperto senza rispettare regole di logistica e buonsenso. La scuola stessa sembra ridotta a pochi personaggi, con pochi insegnanti e un ambiente poco realistico, dove le vicende si concentrano quasi esclusivamente sulla classe protagonista. Inoltre, alcune trame risultano forzate o improbabili, come il personaggio del detenuto che si aggira in giro per raccogliere soldi del pizzo.

Uno dei punti forti della serie è la capacità di affrontare temi delicati e attuali, come l’omosessualità, spesso non dichiarata apertamente nella prima stagione, e le difficoltà di crescita di giovani come Simone, il figlio di Dante, che si confronta con il suo orientamento e con le relazioni complicate con i coetanei. La serie cerca di rappresentare anche il fenomeno degli hikikomori, anche se in modo stereotipato, e il peso delle aspettative sociali e familiari sui ragazzi. La difficoltà di comunicare tra generazioni emerge chiaramente: Dante, pur con il suo talento naturale, fatica a relazionarsi con il figlio, i genitori e gli altri adulti, spesso sono incapaci di comprendere i disagi dei giovani o di instaurare un dialogo autentico.

Nonostante le incongruenze e le semplificazioni, "Un Professore" si rivela un eccellente prodotto di intrattenimento che, grazie alle interpretazioni e alle storie di vita dei personaggi, riesce a suscitare emozioni profonde. La serie invita a riflettere sui temi giovanili con cui si confrontano gli adolescenti.  Numerose le vicende con cui lo spettatore si può identificare e di notevole interesse i problemi dei ragazzi,che riflettono di una generazione cal confronto con  adulti dalle vite altrettanto complesse.





venerdì 9 maggio 2025

fatevi i gatti vostri 2101 "Il Gatto Eternissimo sceglie r Leone"







O quanti ragionamenti a posteriori che fanno sti quattro pennivendoli cor culo su salottini tivvù? e ci dican come se scoprissero chissà quale arcano: Disegno dela chiesa. Ispirato da rerum Novarum. Un Francesco più  diplomatico
Una spina per Trampe.
Per carità a sparà a raffica qualcosa si piglia ma nessuno coglie r significato più profondo di questa elezione papale. 
Ovvero, il Gatto Eterno ha deciso d'entrà n azione e ha scerto un felino come lui. Poi sapendo che l' omini dei gatti un hanno troppa paura ha detto "sarà meglio un leone e più facile che ntendano che so incazzato davvero. Vedrai che sentendolo ruggire si cacheranno addosso sti pezzi di merda che un so altro". 
Anche in casa, cor totopapa ci si è  preso di brutto. Difatti ieri mattina,pe scherzo, avevo detto "Ci vorrebbe uno cor carattere.....tipo r mi nipote. Voglio ntende:  profondo,acuto, carcolatore, deciso vando serve ma no irruento." 
Boia dé! Ndovinassi così i numeri ar lotto! R' papa si chiama Roberto come r nostro bimbo.N maniera guasi incredibile ir nostro Bobby nzegna filosofia dela matematica a Osforde e r novo papa è  laureato n matematica e filosofia. 
Mi darete atto che un so concidenze recuperate a posteriori e ricicciate come fanno ala televisione. R' mi nipote, lo sapete dar dumilasette come si chiama, cosa ha studiato in dove sta e cosa nzegna.
Quanto Ar Gatto Eterno ė na realtà immanente a cui non  vogliano crede solo quei torzoli che penzano che l'omo  sia superiore ar gatto.

Auguri Leone 14

auguri da Dante e da tutta la redazione

mercoledì 7 maggio 2025

fatevi i gatti vostri n. 2100 "Samatta Del Nodo"

Tra noialtre Sama è sempre stata quella che picchiava come un omo. 
Ma no un omo normale eh, un vi sbagliate.  Piantava dele saracche co mani e piedi come  quelli che quando picchiano sanno indove fallo e ti stendano prima che tu capisca come hanno fatto.  A vedella un si direbbe perché è sempre stata na discreta topa anche se gli si vedevano i nerbi dele zampe e dele braccia che parevano canapetti d'acciaio. Quando noi si leggeva i giornalini pe ragazzine lei studiava le mosse di Bruce Lì e s'era dato r nicche appunto di Samatta lì (Lee).
Qui al bar Nado si racconta ancora na su memorabile mpresa. 
Uno di quelli che si sentan ganzi pe avé n po' di ciccia di riporto n più sopra le palle, la portò dietro la veranda del barre, se lo tirò fori  e glielo sdindellò davanti ar muso coll'idea di faglielo assaggià. Un immaginava neppure con chi avesse a che fa.  Luilì lo portarono via i su amici  a braccia. Aveval' occhi pesti, i ginocchi stronchicciatii e un nodo a quer coso che se un glielo scioglievano al prontosoccorso gl'andava n gangrena e glielo dovevan taglià. (allego r disegnino per una miglior comprensione della tecnica operativa)

"Peccato- commentò lei, garbata come sempre- ci potevo ruzzà un poino e divertimmici co quer troiaio ma un m'è  piaciuto punto r modo di propònimelo. Così prima ho gonfiato r padrone e poi cor un piede sull' inguine e a forzà di tirà cole mani so riescita ad annodallo". 
Superfluo dire che per molti anni a seguire ebbe l'appellativo di Samatta Del Nodo e soverchie difficoltà a trovare ragazzi che giocassero con lei.
Passato il periodo giovanile. in cui ha fatto la bosse tailandese e un so quant'altre diavolerie, continua ogni tanto a darci saggio di come sia problematico rompegli le palle. 
Tranquille però un vi voglio intorbà coll'ennesimo manuale di autodifesa. Sama ieri è arivata al barre co sto libro e me l'ha buttato sur banco dicendo: "Tieni mettilo dar Gatto è na documentazione mportante, moralmente mi dissocio ma è bene sapé quer che c'è scritto". Ovviamente in biblioteca subito un ce lo posso mètte, come del resto tutta la roba che si rimedia qui a Livorno. Però la sinossi e la copertina eccoli, credo si trovi a comprallo a poche lire e siccome quarcheduno di noi si deve move, prima o poi, o verzo qui o verzo liessù, state tranquilli che in biblio d'Esserino c'ariva e so già fin d'ora che sarà  lettura tenuta in considerazione dal gran dormiente ovvero dal su fratello Balena.
Bona giornata anche se mi da che piova dappertutto
Zanza








E' questo un volume che  non può essere maneggiato con troppa disinvoltura: è il frutto di decenni di lavoro dell’uomo che, dopo aver passato più di vent’anni ad attaccare la società tecnologica, ha dedicato il resto della sua vita a scrivere saggi per una rivoluzione a venire.
Per Ted Kaczynski, il famoso UnaBomber, Colpisci dove più fa male non è solo un titolo a effetto, ma un imperativo, un ordine impartito da chi per tutta una vita si è fatto un esercito di un solo uomo. Dopo La società industriale e il suo futuro, abbiamo raccolto una serie di saggi, per lo più inediti in italiano, scritti da Kaczynski durante gli anni della prigionia. Nascosti in oscure fanzine o sepolti negli archivi dell’FBI, questi testi offrono una visione spietata e lucida sul movimento rivoluzionario.
Con logica glaciale e prosa esplosiva, Kaczynski denuncia le trappole del sistema che distolgono l’attenzione dei rivoluzionari e ci incita a non accontentarci di piccole vittorie. Colpisci dove più fa male è un grido di battaglia contro l’apatia e la rassegnazione, un nuovo manifesto per chi vuole colpire al cuore il “nemico” e portare il cambiamento fino alle estreme conseguenze.

domenica 4 maggio 2025

fatevi i gatti vosti 2099 "Gira e rigira si picchia sempre su quer tasto"

Un avevo ancora prencipiato a buttà giu' sto poste. Anzi, un avevo ancora messo le virgolette di chiusura ar titolo, che Samatta e le trombanti, all'unisono, m'hanno berciato nell'orecchi:

"O Zanzina te l'uccelli te li devi levà dar capo e te li devi mette nela topa. Da' retta annoi!"

L'ho mandate n culo. 

Perché i viaggi a lorolì gli fannno bene. 

Del resto sapevo che avevano ragione, così, avendomi colpito in un punto indo mi ci dole, pe la legge del somaro gli vo nculo e piscio chiaro. A tutte e tre e acchì la penzasse come loro.

L'uccelli, di cui parla l'autrice, hanno ali e penne. Quindi  niente a che vedé co quelli di cui farneticano ste tre stronze caate a forza. 

Il libro è bello, lo lessi diverz'anni fa e soprattutto lo trovai scritto divinamente.

Ne conziglio l'acquisto ma, siccome il signor saggiatore ammé un m'ha mai offerto nemmeno mezzo bicchier d'acqua minerale,  lo faccio mètte anche nela bibrioteca di Esserino per esse preso in prestito da chi deve pagà r mutuo di casa e un pole spende tanto in cultura


Bona giornata

Zanza





L’invalido di guerra Nat Hocken scruta il mare vicino alla sua fattoria. Gli piace osservare il movimento degli uccelli sopra l’acqua, vedere come cambia al mutare delle stagioni, seguendo l’urgenza di mettersi in viaggio, migrare verso sud. Quest’anno, però, gli uccelli sembrano molti più del solito e meno timorosi del contatto umano: si avvicinano imprudentemente agli aratri al lavoro sui campi, si accalcano alle finestre come a cercare un riparo dall’inverno che si avvicina. Qualcosa non va. Perché uno stormo ha assalito Nat in casa sua cercando di penetrargli con il becco le orbite? Perché i cieli si fanno neri di bestie improvvisamente ostili? Con il passare delle ore le aggressioni si fanno sempre più feroci e frequenti. È l’inizio di una battaglia tra natura e uomo che non potrà che concludersi con la sconfitta di una delle due parti. I sei racconti della raccolta Gli uccelli – qui riproposti come nell’edizione del 1952 – sono uniti da un filo di tensione e angoscia. Daphne du Maurier si dimostra ancora una volta una maestra dell’attesa, capace di andare in profondità nelle psicologie, di dare vita a una suspense in grado di farci provare il desiderio che il tormento finisca subito e, assieme, che continui ancora a lungo. Spesso considerata una scrittrice di “genere”, commerciale, e quindi trascurata dalla grande critica, in questi racconti du Maurier si dimostra invece straordinariamente abile nel cesellare il terrore con un’abilità sovrannaturale, di dipingere l’ossessione in modo impossibile da dimenticare. Dimostrando che la grande scrittura non è quella che ti indica con precisione gli uccelli che volano nel cielo: è quella che non ti fa più guardare al cielo nello stesso modo.

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Daphne Du Maurier

Daphne du Maurier (Londra, 1907 - Par, 1989) è stata una scrittrice inglese. Le sue storie, dal successo internazionale, hanno ispirato alcuni dei film più iconici di Alfred Hitchcock. Delle sue numerose opere il Saggiatore ha pubblicato Il punto di rottura (2009), Rendez-vous (2010), Il capro espiatorio (2011), I parassiti (2012), Rebecca la prima moglie (2020) e Non voltarti (2024). 

giovedì 1 maggio 2025

fatevi i gatti vostri speciale 1 maggio "Por moi le une de mai c'est juste ça" Dante

Il francese da giovane  un poinino lo masticavo. C'era il banalmente ovvio 

"Vole vu cuscé avèk muà sessuà?" 

Che era d' obbligo quando arivavano le Francesi a Migliarino. 

Poi quarche anno dopo, mentre facevo l'università, mi avventurai nela traduzione dar francese d'una diagnostica sperimentale dele pulsioni d'un certo Leopold Szondi. Era costui  no psichiatra  ungherese che aveva creato un test proiettivo basato sula scerta di foto di ricoverati ner su manicomio. Me la pagarono un po' meglio che a scaricà pomodori al mercato di Novoli ma un la pubbricarono mai. O forze ci messero un altro nome. Tanto pe fammi prencipià na carriera di goste raiter che ancora deve fenì. Da qui r titolo. Un ho più voglia d'anda in piazza a sentì discorzi tanto altisonanti quanto inconcrudenti. Come Une de mai quindi mi piace ricordammi d' una cavalla che aveva sto nome e  vinceva guasi sempre. A que tempi  ero parecchio giovane e Nado, che allora gestiva il barre, aveva la televisione in bianco e nero. L'aveva messa su una menzola arta, a parete, ché la potessero vedé tutti. Mi piaceva  Une de mai perché era na lottatrice e spessissimo, per quel su carattere indomito, vinceva. Ecco  vorrei che lo si facesse o si provasse perlomeno a fallo anche  a sinistra. Lottare pe vincere e no pe fa cavilli perché i fascisti si dichiarino antifascisti e se possibile senza quella cazzo di retorica che mi ricorda Mustafà. Uno che l'aveva ner culo e diceva ch' era a scopà.

A presto Dante





mercoledì 30 aprile 2025

fatevi i gatti vostri 2098 "Boia dé che nvidia ....."

Sì  e mi fa n invidia leilì! Difatti dicano sia la più bella der mondo, attuarmente, 



Ma e mi fa più nvidia st'ometto poco sotto. Lui  co nvidia c'ha fatto dimorti vaini. Eccone la storia, da tené ben presente perché, oggi come oggi, le rivoluzioni so queste altro che quelle cole baricate come le sogna r Ciampi....

Il libro lo ha già passato a Dani ir su fratellone  Bobby, in questo periodo assai attivo tranne che pe scrive. Dani efficacissima come sempre lo ha già collocato ar su posto ma senza leggelo perché dice che a sentì parlà di tanti vaini gli viene il cerchio ala testa a leilì.

Bon Mercoledì 
Zanza

Il racconto definitivo della più grande azienda tecnologica dei nostri tempi. Nel giugno del 2024, trentuno anni dopo la sua fondazione al tavolino di un ristorante Denny’s, Nvidia è diventata la società con il maggior valore di mercato sul pianeta. Nel giro di quei trent’anni la piccola azienda che progettava schede grafiche per videogiochi ha conquistato il monopolio del mercato dell’hardware per l’intelligenza artificiale e, nel farlo, ha reinventato i computer. Ma il successo di Nvidia non sarebbe stato possibile senza il suo visionario CEO Jensen Huang, che più di dieci anni fa ha scommesso la sua intera azienda sul successo dell’AI. Grazie a ore di interviste con Huang, i suoi amici, i suoi investitori e i suoi dipendenti, Witt documenta da vicino l’epica ascesa di Nvidia e del suo inarrestabile leader, diventato una delle figure più influenti della Silicon Valley. “La macchina pensante” è la storia di un imprenditore determinato che ha sfidato Wall Street per portare avanti la sua visione radicale dell’informatica, diventando uno degli uomini più ricchi del mondo. È la storia di una rivoluzione nell’architettura dei computer e del piccolo gruppo di outsider che l’hanno realizzata. Ed è la storia del fantastico e terrificante mondo dell’intelligenza artificiale su cui ci stiamo affacciando. Questa è la storia dell’azienda che sta inventando il futuro.