martedì 24 dicembre 2024

fatevi i gatti vostri n 2063 "L'appello natalizio"

Mi piaceva quando eravamo in 14 o 15 a Natale. A quel tempo il Tafano e la sua girl di allora dormivano nel camper dello zio perché, sebbene ci fossero a disposizione l'appartamento della zia e quello mio e di Bobby, al piano di sopra, non avevamo abbastanza posto per far dormire tutti. Nemmeno utilizzando la cucina e il corridoio. Quest'anno per forza di cose il numero è ridotto ma sono felicissima di avere tra noi per la prima volta Ampelio e Nara. Bobby alla fine è arrivato ieri sera ma ha annunciato che oggi lo avrebbe raggiunto una collega Amy e mi ha chiesto l'auto per andarla a prendere in aeroporto. Appena arrivati a casa, verso le 11, lui ce l'ha presentata in effetti come collega e come scusa per la sua presenza ha addotto che lei  desiderava tanto vedere Venezia e lui voleva sdebitarsi per una collaborazione stretta in cui Amy si era fatta valere egregiamente come professor assistant. Zio Dante le ha dato un occhiata stile TAC e poi ha annuito sussurrandomi "per essere ngrese è piuttosto  trombabile, comincia ad avere buon occhio r mi nipote". A parer mio lo aveva avuto già con Martina ma le sorelle non debbono metter bocca su ste cose. Vorrei però sapere dove dormirà Amy visto che la mia camera va ad Ampelio e Nara. Dino dormirà con Costanza nella solita pensione davanti a casa nostra. Io dormirò nel salottino degli zii con le gatte. Insomma libera c'è solo la camera di Bobby. A meno che lei non vada alla pensione e mio fratello occupi la sua camera da solo per poi trasferirsi da lei di notte. E' capacissimo di aver pensato tutto ciò, perché lo conosco dall'infanzia e so che nelle questioni di cuore (o di coscia come dice Zanza) è tutt'altro che trasparente. I coniugi Fabbri che poi sarebbero babbo e mamma di Zanza arrivano col furgoncino di Ampelio insieme a Dino verso le 15. Ampelio nonostante la meritata pensione e il bar che in mano a Zanzina va piuttosto bene continua a usare la stessa macchina che prestava a noi al tempo delle mitiche scorribande.

L'appello sia pur in forma raccontata è fatto. Credo di aver presentato tutti i partecipanti alla cena della vigilia e al pranzo del 25. Il menù è parco prevede solo due grandi teglie di pizza fatte dalla zia. Formaggi e salumi per chi li ama, pane toscano e olio dello zio Dante per stimolati bruschette. Vino rosso di Bolgheri come sempre. Per i dolci la zia ha dato forfait e quindi pandori e panettoni come avranno la maggior parte degli italiani. Ampelio porterà cavallucci, ricciarelli e panforte a difesa della toscanità. Dimenticavo, in arrivo anche 5 litri di aperitivo preparato da Zanza e shakerato o meglio mixato  durante il viaggio in auto. Grappa di Bassano e Centerbe abruzzese per le digestioni più difficili. Il "caffè alla livornese" lo preparerà Nara, ci è abituata. Le gattine Cice ed Emma sono già in agitazione. Balena per adesso sta buono in formato cenere sul comodino di Zia ma potrebbe fare una apparizione come fantasma tigrato. Non mi farebbe paura e lo vorrei come regalo di Natale. Proverò a sognarlo. Credo di aver detto tutto.

Non mi resta che augurarvi una felicissima cena della vigilia e notte di Natale. 

Come musica ho ripescato l'insuperabile "Mamma maiala jazz" eseguito dalla Bar Nado Jazz band per una mitica vigilia di Natale del 2022. Parodia di uno dei nostri pezzi preferiti ovvero "Ho visto la mamma baciare Babbo Natale"



Auguri e bacioni a Tutti a domani per il pranzo del 25

Dani

 a seguire le parole per chi la volesse cantare



Wow! Mommy's kissing Santa Claus!
I saw Mommy kissing Santa Claus (kissing, kissing Santa Claus)
Underneath the mistletoe last night
She didn't see me creep
Down the stairs to have a peep
She thought that I was tucked up
In my bedroom, fast asleep
Then I saw Mommy tickle Santa Claus (tickle, tickle, Santa Claus)
Underneath his beard so snowy white
Oh, what a laugh it would have been
If daddy had only seen
Mommy kissing Santa Claus last night
He saw Mommy kissing (kissing, kissing) Santa Claus
I did! I really did see Mommy kissing Santa Claus
And I'm gonna tell my dad

Then I saw Mommy tickle Santa Claus (tickle, tickle Santa Claus)
Underneath his beard so snowy white
Oh, what a laugh it would have been
If daddy had only seen
Mommy


lunedì 23 dicembre 2024

fatevi i gatti vostri 2062 "Veneziani o Genovesi?"

Bestiacce entrambi tanto che al tempo delle repubbriche marinare, mossi dall'ambizione di dominà r Mediterraneo, si smusarono di cazzotti all'urtimo sangue  senza che ci fosse uno de du contendenti a spuntalla e a poté dì: boia dé se n'è prese ma s'è vinto noi.  Ma oggi dico "Genovesi" e un voglio ntende quelli della repubblica marinara bensì Fabio,eccellente narratore ben noto anche pe su nterventi curturali a tressessanta infilati a corroborarà il lavoro de commentatori e cronisti der giro d'Italia e der Tour de France. Mi piace il modo di scrive di Fabio. Così  quando Dani m' ha regalato st' audiolibro mi so messo l' auricolari nell'orecchi pe godemmi r su avvincente racconto. Non l'ho ancora fenito d' ascortà ma da quel che ho sentito per ora, m' ha straconvinto sulla bontà della storia e sulle su qualità di scrittore. Mi par giusto quindi inserillo a pieno merito nella Biblioteca d' Esserino condividendo la gioia dell'ascolto co chi potrà venicci a visità a Venezia . Infine, nota non da poco, Fabio legge da sé ed essendo nato e vissuto al Forte dei Marmi nella sua parlata manca quel che di cialtronersco de Livornesi e soprattutto è assente quella vena antepatica tipica de liguri suoi confinanti.

Buona giornata anzi, siccome è guasi Natale aggiungo uno dei nostri storici pezzi realizzati dal duo Dino (chitarra) e me (armonica). A proposito  nel pomeriggio arriva Bobby e domattina Ampelio Nara e il Ciampi


Dante



Palos, Spagna, agosto 1492. Nuno ha sedici anni, ed è un granchio. O almeno questo è il soprannome che gli ha dato sua madre, morta pochi mesi prima, di cui Nuno conserva un ricordo che è dolore e luce insieme. Pur vivendo sul mare, Nuno non ha mai desiderato solcarlo, e preferisce guardarlo restando aggrappato alla terra, proprio come fanno i granchi. Finché, per una serie di circostanze tanto sfortunate quanto casuali, deve imbarcarsi su una nave di cui ignora la destinazione. Si tratta della Santa María, a bordo della quale Cristoforo Colombo scoprirà – per caso e per sbaglio – il Nuovo Mondo. Mentre Nuno si renderà conto, lui che di navigazione non sa nulla, di condividere lo smarrimento coi suoi compagni molto più esperti: tutti spaventati da quell’impresa folle e mai tentata prima. Avendo imparato dalla madre a leggere e scrivere, Nuno diventa lo scrivano di Colombo, e trascorrendo ore ad ascoltarlo sente crescere l’entusiasmo per i grandi sogni di questo imprevedibile esploratore visionario. Attraverso lo sguardo di Nuno, percorriamo il viaggio più importante della storia dell’umanità: i giorni infiniti prima di avvistare terra, fino alla scoperta di un mondo nuovo, una nuova umanità, una nuova, diversa possibilità di intendere la vita. In questo Paradiso Terrestre, Nuno imparerà quanta ferocia, quanta avidità possa motivare le scelte degli uomini, ma anche la forza irresistibile dell’amore, che lo travolgerà fino a sconvolgere i suoi giorni e le sue notti.

In questo romanzo, Fabio Genovesi non solo ci racconta la navigazione di Colombo come mai è stato fatto prima, ma ci cala dentro una grande avventura umana, esistenziale e sentimentale, che si snoda attraverso imprese, amori, crudeltà spaventose e improvvise tenerezze, svelandoci come dietro la scoperta occidentale delle Americhe si nascondano violenze, soprusi e malintesi, ma soprattutto l’insopprimibile, eterno istinto degli uomini a prendere, consumare e distruggere tutto, persino se stessi

domenica 22 dicembre 2024

fatevi i gatti vostri n. 2063 " e pareva e pareva sì....."

Du anni fa si titolò un poste un po' trèsce pe l'atmosfera natalizia fatta di oranti in ginocchioni e belanti pecorelle. R' titolo n questione mi rammento fosse più o meno: pare l'abbia n culo r blu clisma. E leilì a sentilla belà pareva davvero ntenta a sciroppassi du litri di camomilla pela  via dell'ano. Si trattava ovviamente di Kate la figliola più piccina di George Dalton che in altre occasioni s'era definita unanimemente la voce più arrapante del blogghe. Quest'anno nessuno della famiglia Dalton è a Livorno. Ci si domanda dunque:  "Chissà se ora se lo sarà levato o magari mossa dar Natale se ne sia fatto n'altro?". Proviamo a risentilla per indovinà l' arcano. 

Io e lei, strafatte di ponci e tutte e due a corto di maschi (lei in quell'occasione, io guasi sempre) si riscrisse anche la versione trasgressiva dell'arcinoto brano strappalacrime portato al successone da Elvisse. Eccola qui, ricordatevi che la potete cantà ma no in presenza di minori perché abituati come so a onlifanze vi direbbero che è roba da educande e fa ca'à per davvero meglio dell'enteroclisma. 

Baci Zanza






I'll have a blu clisma without you    

Senza di te mi farò un triste clistere                             

I ll be so blu with that  clisma in my asshole 

sarò così triste con quel  cristere ner buo der culo

and those  pants of red on my bottom so sad                

e quelle mutande rosse sur mi  sedere così triste

wont be the same that I showed  to  youuu                        

non saranno le stesse  che mostravo  te

 I' ll have a blu clisma                                                      

Mi farò un triste clistere 

that's certain                                                                    

questo  è certo

and when the pains of bell push me strongly                 

e quando i dolori di pancia mi    spingeranno con forza                                                                                                                      

you' ll be fucking away with a girl so ok                      

tu sarai a trombare lontano con  una ragazza proprio  giusta                                                                                                                                                                                 

And  I'll have a blu clisma in my asshole                      

E io avrò un triste clistere ner buo  der culo.

sabato 21 dicembre 2024

fatevi i gatti vostri 2062 " 'na frebbre brutta e mala"

Scrissi, ne primi mesi del ventitrè,  di  quel Marco Teglia col quale mi intrattenni in varie occasioni durante una calda estate a Follonica, ospiti entrambi di un carissimo amico, medico di mia zia.  Ne scrissi su questo blog recensendo due suoi scritti dai quali trassi anche alcune letture. Si trattava de "il Popolo va agli Uffizi" e "il Popolo va a Viareggio". Aggiunsi anche  il rimando a un commiato che Adriano Sofri aveva pubblicato in occasione della prematura scomparsa di Marco. Mi par di ricordare che in quella occasione rammentassi anche del talento musicale di Teglia, simpaticissimo affabulatore ed ottimo cantautore. Al contempo  in quello scritto lamentavo di aver perduto un cd contenente alcuni simpaticissimi brani musicali opera di Marco. Bene, a novembre quando mi sono dedicato alle olive e ai gattini, nel rovistare tra le mille carabattole con le quali ho riempito la cantina di mia zia  ho trovato proprio quel cd, ancora perfettamente funzionante. 

Come si soleva scrivere in alcune lettere commerciali: "tanto vi dovevamo e con l'occasione...."

Avendo parlato del talento di Marco dovevo appunto a Voi lettori almeno l'esempio di quanto andavo decantando. Inizio a farlo oggi con un pezzo che mi fa sbellicare. 

Per una migliore comprensione delle arguzie in esso contenute è doveroso far presente che la cantata attinge al vernacolo Fiorentino e che "la cicala", in quel di Firenze è il nome dato a quella deliziosa fessura che le femmine hanno fra le gambe. Corroboro questa asserzione riportando il lemma così come compare nel vocabolario fiorentino online: 

CICALA: 1) Organo sessuale femminile 2) Ragazza piacente Anche “Passera”. 3) L’insetto attaccato agli alberi,

soprattutto a pini, che d’estate ci fa sapere co’ i’ suo tipico suono che fori si schianta da’ i’ cardo che fa.



Il pezzo tratta di una smania o meglio una vera febbre che affligge tre sorelle angosciate per la mancanza di un partner, una febbre che, come dicon loro al proprio medico  "Questa febbre sor dottore la ci coglie a tutte l'ore, di scaccialla un ci riesce la ci cala e la ci cresce, l'è una febbre brutta e mala, la ci cresce e la ci cala".

Buon Ascolto e Buone Feste a Marcone ovunque lui sia, magari ne prati del Gatto Eterno insieme al  mio caro  amico "dottore",  anche lui troppo presto scappato da questo monduccio per accaparrarsi il  su posto tra erba sempre verde e gatti che fanno le fusa.

Dante

venerdì 20 dicembre 2024

fatevi i gatti vostri 2061 "Un nobel di nome Mario"

Ciao a tutti da Bobby, tra pochi giorni sarò a Venezia e prometto di dare una mano un po' più consistente in redazione. Intanto presento questo interessante audio che metterò personalmente in biblio al mio arrivo

a presto


Bobby


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Considerato uno dei massimi romanzieri e saggisti contemporanei, ha conseguito molti riconoscimenti: il Premio Nobel per la Letteratura nel 2010; il Premio Cervantes nel 1994, il più importante per la lingua spagnola; il Premio Príncipe de Asturias de las Letras nel 1986; il Biblioteca Breve nel 1962; il Rómulo Gallegos nel 1967; il Planeta nel 1993, e altri ancora. Assieme a Gabriel García Márquez, Julio Cortázar e Carlos Fuentes, è uno dei massimi esponenti del boom latinoamericano.



Così rispondeva l’autore a chi, al momento della pubblicazione, gli chiedeva se La ciudad y los perros – bruciato in piazza dai militari, considerato dalla critica il migliore tra i suoi romanzi, – fosse un romanzo “sulla violenza”.

E la violenza – fisica e non – fa da sfondo al microcosmo del Collegio Leoncio Prado di Lima dove avviene l’educazione del protagonista-alter ego dell’autore. Un collegio retto da militari secondo una disciplina militare in cui confluiscono sia i figli delle classi inferiori ammessi per merito sia quelli delle classi alte mandati lì dalle famiglie nella speranza di domarli, e dove la sopraffazione, la forza bruta, il dispotismo sono le leggi della convivenza, a dispetto di regolamenti e norme. “Ero un bambino viziatissimo, presuntuosissimo, cresciuto, faccio per dire, come una bambina… Mio padre pensava che il Leoncio Prado avrebbe fatto di me un uomo, – ricorda Vargas Llosa, – ma per me fu come scoprire l’inferno”.


giovedì 19 dicembre 2024

fatevi i gatti vostri 2060 " Scelto per voi da Ampelio"

Se l'abbia scelto perché l'autore è un su collega ovvero un bravo batterista e percussionista o perché scriva bene un lo so. Un l'ho ancora letto. Ma ar mi babbo sì gliè piaciuto e poi mi ha passato il libro perché lo mettessi nella biblio di Esserino. Dagli anticipi e da quarche recenzione oltre la paterna mi parrebbe degno di lettura, fatemi sapé

Qui sotto la covere e  la sinossi co  du note sull'autore, 

Bona Giornata Zanza




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Hotel Firenze non è un albergo. Niente insegna al neon, né stanze, né letti. Esso esiste solo nella speranza di chi cerca una vita migliore. Il commissario Franco Mezzanotte, che di Firenze si sente ormai parte integrante come l’acqua grigia dell’Arno, non ne sa niente. Così come non conosce il motivo per cui una giovane coppia di sposi sia stata uccisa a colpi di pistola in una villetta della periferia. Non sa perché, nella cella di sicurezza del commissariato, un gigantesco ragazzo di colore sia caduto in un sonno profondo dal quale è impossibile svegliarlo, e non sa come mai una vecchia signora si ostini a contestare la chiara dinamica dell’incidente in cui ha perso la vita suo marito. Come se ciò non bastasse, non sa nemmeno come ricorrere allo spiccato spirito di osservazione di Simòn Renoir, perché il suo vecchio amico è ricoverato in ospedale dopo una brutta caduta. In tutto questo c’è solo una cosa di cui Mezzanotte è certo: può contare su una squadra forse non sempre infallibile, ma che lavora con grande spirito di sacrificio. In una Firenze in bilico tra luce e ombra, il commissario Mezzanotte dovrà confrontarsi con una delle indagini più complesse della sua carriera, per scoprire come può un’illusione trasformarsi nella più crudele delle realtà. Simone Togneri è nato a Barga, in provincia di Lucca, il 30 gennaio 1975. Nel 1999 si diploma all'Accademia di Belle Arti di Firenze. Successivamente tiene mostre collettive e personali in varie località d'Italia e parallelamente svolge un'intensa attività musicale come batterista e percussionista. Negli ultimi anni la passione per la lettura, thriller e noir in particolare, lo ha portato a cimentarsi anche con la scrittura. Al momento vive e ascolta le voci in una grande casa ai piedi dell’Appennino tosco-emiliano.  Con Fratelli Frilli Editori ha pubblicato i romanzi Arnoamaro (2013), Nature morte a Firenze (2015) e Dio del Sagittario (2016), tutti con protagonisti il commissario Franco Mezzanotte e Simòn Renoir

mercoledì 18 dicembre 2024

fatevi i gatti vostri 2059 "I gatti regalano gatti"

Quando e si mettano nzieme la mi nipote e Zanza e farebban venì i senzi di corpa anche a Gesù. Che se quest'anno nascesse ale due nvece che a mezzanotte gli c'entrerebbe di fa n'antra cinquantina di ponci a leilì. Comunque io dovevo ancora dà ir resoconto dela mi calata in Toscana e quindi eccomi qui co le nuove: Quest'anno bone per fortuna e nzieme cole notizie prencipio a distribuì anco la mi parte di regali. So andato giù ntorno a San Martino e la rimpatriata ar bar Nado è stata notevole. Mancavano purtroppo arcuni pezzi da novanta che, avendo paura di un trovà posto si so avviati prematuramente nell'aldilà. Il Ciampi c'era, un po' malandatuccio di salute ma vivo e vivace ner su spirito caustico e nella facoltà d'indisporre chiunque gli rivolga la parola. Verrà a Venezia per Natale e son contento. Più di me sarà contenta Costanza che armeno a Natale avrà quarcosa da nfilassi fra le zampe. Questo sempre che luilì un sia ndisposto come gli capita spesso fin da quando s'era giovani. Dopo alcuni giorni di bevute e sonate co Dino e Ampelio mi chiamava un dovere: La raccolta dell'ulive all'orto di Follonica. Orto che fu der mi babbo e dela mi zia (quella dela casa der nespolo indove visse ITO e nacquero Balena ed Esserino) ma sempre gestito da quest'urtima. Quando anche lei fu vecchia e n preda all'arzaime lo rilevai dala mi cugina, su figliola, che tanto vive in Francia e non gliene mportava na sega. Sta di casa a Venezia e avere un orto a Follonica un è cosa da geni ma sto fazzoletto di terra è vicino al mare (poco più di 1000 metri) e se voglio ci posso campeggiare l mi camper e facci l'unica vacanza al mare che mi posso permette di sti tempi. Poi ci sono 11 piante di ulivo che, a seconda di come gli gira, fruttificano e mi rendano un po' d'olio per casa. Quest'anno l'ulive c'erano e i mi vicini m'avevano avvertito, Non ho altre attrezzature che i teloni, la scala e le mani e così mi sono fatto un discreto culo ma ho cavato un po' d'olio. Quantità modesta ma  qualità eccelsa come diceva r' duce all'italiani quando gli andava male cola raccolta del grano. Ma la cosa meglio è stata quella di trovare l'orto popolato da 5 gatti. Secondo me me li hanno mandati Balena Esserino ed ITo per non farmi sentire troppo solo,

 Uno è giovane ma svezzato ed è spiccicato a Balena,  m'ha seguito anche sula scala durante la raccolta. Poi c'è una micia rossa e bianca che apparteneva ai proprietari dell' orto accanto al mio e che non se ne è voluta andare quando questi lo hanno dismesso.


Ha sfornato 3 micetti rossi deliziosi che dormano nel mi orto dove una volta stavano gli animali da cortile e dove io adesso ho ricoverato un gran numero di biciclette. Un ci sarà tanto caldo ma almeno un ci piove. Eccone alcune foto. Qui mangiano sul mio pozzo dell'acqua  


questo è Red a pelo medio


questo è Pallino cosidetto per la testa rotonda, a pelo raso


e questo è Leo a pelo lungo e muso leonino

qui il Balenino assiste i lavori controllando


 quante olive siano cadute
e qui sotto  si vede una parte dela raccolta


Sarebbe l'ora de doni, ce n'ho una cassa da mette in biblioteca così procedo ala scelta e ala presentazione in sinossi.  Visto quel che ho scritto in precedenza vi presento questo simpaticissimo qui sotto. Dato che ci s'hanno tutte e due  mettiamo in biblio sia la versione cartacea che quella in audiobook


Bona giornata a tutti  Dante



Cassandra Sartori è la consulente in cultura felina che tutti vorrebbero per amica: simpatica, affettuosa, creativa e, soprattutto, autenticamente e orgogliosamente gattara. Oltre ad aver fatto del suo amore per i gatti una vera e propria professione, Cassandra ha dato vita a una community di proprietari di mici che la seguono sia per le simpatiche e irresistibili imprese dei suoi mici in casa e della sua colonia felina, sia per chiedere e raccogliere consigli preziosi per comprendere il proprio gatto, prevenire tanti problemi che si possono evitare con le giuste attenzioni, affrontare le criticità comportamentali o di ambientamento. L’esperta in relazione felina, infatti, aiuta umani e gatti a impostare fin dal primo giorno una convivenza serena e armoniosa, o eventualmente a riequilibrarla con interventi sul piano relazionale, ambientale e comunicativo.

Tra i tanti argomenti pratici trattati nel libro: come inserire un nuovo gatto in casa (soprattutto se ce ne sono già altri), come affrontare un trasloco, come abituarlo al trasportino, come gestire aggressività o sveglie di notte, come fare in vacanza… E molte altre informazioni e indicazioni che Cassandra ha appreso grazie ai suoi studi in etologia e grazie alla convivenza con i gatti che hanno fatto parte della sua vita, dal primo (indimenticabile) Napoleone a Mimmi, trovata per caso, passando per Perla con la sua cucciolata e Mr. Black, rimasto con lei troppo poco, fino a Filippo, arrivato in famiglia nel momento più caotico, e diventato a tutti gli effetti una star di Instagram.

Nel percorso tracciato in queste pagine, Cassandra ci insegna a capire e a soddisfare al meglio tutte le esigenze del nostro amico felino, accompagnando il lettore dai primi giorni di vita del gatto fino alla sua vecchiaia: perché rendendo più felice lui, saremo più felici anche noi.