martedì 11 maggio 2021

Fatevi i gatti vostri 1836 "un voce di famiglia: Kate Dalton"

Ve lo ricordate George Dalton e l' eterno tira e molla amoroso della trombante maior Daria (ar secolo Federica)?. Se sì, vi ricorderete che aveva anche du figliole;   una Seanna co na voce bella come quella di lui è quella che andette n ferie n Corzica l' estate scorza co Martina e Bobby. L' altra, più piccina si chiama Kate e un s'era mai vista a Livorno. Quest' anno ha portato lei: Venendo dall' America ha già fatto i vaccini e penza di sta un ber po' di tempo cor su babbo. "Armeno questa è un po' più piccina di me" ha commentato Daria appena l' ha vista. "Seanna sembrava la mi sorella e lui i r babbo di tutte due". Roba che succede quando s' ha la passione pe l' omini maturi ma ormai so tant'anni che si confonde co brizzolati e a parer mio un si corregge più.

Nzomma ieri sera so venuti al barre e siccome la cosa più bella del Bar Nado è, come ricorderete, una veranda  angolare enorme  a fronte d' un bugigattolo di saletta bancone e d' una sala musica sul retro discretamente grande ma inutilizzabile ar momento.

Co queste giornate megliorate per temperatura, a sedé fori si sta bene, peccato ci sia ancora sto coprifoco serale che ci assassina l' ore in cui si incasserebbe di più. Comunque ieri anche pe festeggià il ritorno del Ciampino s' è deciso di canticchià e sonà.

Dato che uno de lettori ci aveva chiesto se ci s'aveva la versione coll' armonica di Evry body's talking, pezzo reso immortale dal filme  Un omo da marciapiede, che è stato presentato ierlaltro, mi so adoperata a cercalla nell' archivio che ormai occupa un casino di ardischi esterni. Poi siccome un la trovavo  m'è venuto a mente di chiede a George se ce la poteva fa lui.

"Boiadé"  ha detto 

anzi luilì ha detto "of course" ma poi ci ha ripensato e m' ha chiesto se l' avessi  mai sentita fare da na donna.

"No perché na donna da marciapiede.... nzomma digià se ne dican tante di noi povere donne..." prencipiavo ad aggovigliammi ner discorzo e ala fine ho dichiarato che  no un l' avevo mai sentita.

"Te la facciamo io e Kate" mi ha detto.

Il mi fratello Riccardo, ir tafano appena l' ha sentita m' ha detto "boia dé ma l' ha ' sentita che voce arrapante? Vesta vì te lo ita fori dale mutande solo adascortalla"  e gli ho dovuto tirà na pedata n' uno stinco perchè un si facesse sentì dar  babbo di lei e nemmeno da Valentina la su fidanzata che in quer momento era andata ar camerino a piscià ma poteva arivà da un momento all' altro, dato che avevo digià sentito lo scroscìo delo sciacquone.

Eccola vì donque. Notevolissima, na ragazza che ti modula la canzone sillaba per sillba che un arza mai i toni ma t'entra dentro peggio dela supposta che volevano mette ar Ciampi in Isvizzera.





Il Ciampi interrogato da me e dar mi babbo su cosa avesse appurato Costanza sulla famigerata SA Svizzera un ci ha saputo dì na sega di concreto. Ha detto che sebbene la sede fosse a Lugano parlavano in tedesco e lui il tedesco un lo sa. Costanza ha cercato sì di renderlo edotto di molti tatticismi strutturali delle società anonime ma alui in realtà un gliene importava nulla e l hà lasciata parla perché in tar modo aveva almeno il vantaggio di un avella sempre addosso perché se è vero che lei un puzza come la maggior parte dele donne di questo mondo pel su naso delicatissimo conserva addosso troppi odori di detersivo (ha detto proprio così) I bracci gli sanno di aersana di quello che si teneva ar gabinetto ner sessanta e la topa ha un profumo improbabile di rosa e cannella che un capisci se sia roba da mangià o da ruzzacci nela maniera più classica.

Nzomma sei stomachevole gli ho detto

Boia io stomachevole? Io so delicato d'orfatto e basta mi piacerebbe una donna che sappia d'acqua e basta, ne di sudore ne di sapone. D'acqua è na richiesta possibile su sta terra?

Ala fine l' unica cosa che io er mi babbo s'è potuto capì ma s'era già capita mesi fa, diciamo quindi che s'è appresa in modo più dettagliato è che la SA ha un capitale che pole anche essere costituito per l' occasione ossia voi comprà un barre da dugentomila euri? Du sere prima crei una SA gli metti come capitale diciamo 202000 euri e il barre lo fai comprà ala società Ora sti 202000 euri si possan suddivide in 202 azioni da 1000 euri l' una o anche in altri tagli e si danno ai soci in ragione di quanto hanno messo. Te presempio hai messo 5000 euri? becchi 5 azioni. La gestione amministrativa della SA viene di solito data a una società Fiduciara che pernsa ad ottemperare a tutto ciò che la legge elvetica richieda e si occupa anche di tenuta libri contabili ecc. Le azioni sono al portatore tranne che uno statuto speciale un disponga diversamente quindi io potrei avé 15 azioni da 1000 euri ma non essendo nominali ne potrei vende 8 a Samatta che entrerebbe nella SA senza dover dare comunicazione agli altri membri. Diciamo che alleanze strane o vendite non gradite all' altri soci son sempre possibili quindi l' ideale è detenere armeno il 51 % dele azioni per essere sicuri che nessuno decida per noi. In realtà a me e ar mi babbo sta cosa ci interessava relativamente perché se si spigliano i soldi dela vendita è ovvio che non siamo interessati ad azioni e comunque non sarebbe interessante tenessene un pacchettino perché un ci decidi un cazzo. Diciamo che se ci fossero libere da acquistà il 51% si potrebbe tené ad esempio 99000 euiri dei supposti dugento e l' altri lascialli ad altri soci, ci si garantirebbe così la garanzia decisionale ed eventualmente il tenersi il bar pur dovendo poi dividere gli utili con gli aventi diritto.

Alla fine il Ciampi ha sentenziato che ci s'era capito più di lui e che comunque quando arivava Zhang se s'aveva bisogno di consigli da camera charitatis si poteva fa na telefonata a lei lassù.

Bona Giornata 

Zanza


La presentazione del film odierno  è da my movies. Le indicazioni su canali tv e streaming le troverete in cineteca ma dal primo pomeriggio.

IL MAESTRO DEI RAPPORTI FAMIGLIARI ELEVA IL SUO LINGUAGGIO CON UN'
AMARA ANALISI DELLE DISUGUAGLIANZE SOCIALI. E DIVENTA UN CLASSICO VIVENTE.
Recensione di Emanuele Sacchi
mercoledì 16 maggio 2018

In un umile appartamento vive una piccola comunità di persone, che sembra unita da legami di parentela. Così non è, nonostante la presenza di una "nonna" e di una coppia, formata dall'operaio edile Osamu e da Nobuyo, dipendente di una lavanderia. Quando Osamu trova per strada una bambina che sembra abbandonata dai genitori, decide di accoglierla in casa.

La famiglia, per definizione, non si sceglie. O forse la vera famiglia è proprio quella che si ha la rara facoltà di scegliere. Libero arbitrio parentale: un tema niente affatto nuovo nel cinema di Kore-eda Hirokazu, dallo scambio di figli di Father and Son alla sorellanza estesa di Little Sister.

Ma Un affare di famiglia percorre solo in apparenza binari antichi, nascondendo una differente declinazione della materia, che guarda al sociale come l'autore non faceva dai tempi di Nessuno lo sa. In un'opera brutalmente separata in due atti, che lavora molto sul dialogo con lo spettatore. Il primo segmento sembra esaudire appieno le aspettative di quest'ultimo, introducendolo a un gruppo di ladruncoli che, per interesse prima e per affetto poi, si ritrova a festeggiare un colpo, simulando di avere dei rapporti effettivi di parentela. Tutto sembra procedere nella direzione più attesa, sino alla svolta narrativa che riapre il vaso di Pandora e rimette tutto in discussione. "Buoni", "cattivi", giusto e sbagliato, diventano concetti ribaltati sullo spettatore e sui suoi dubbi, con una padronanza della narrazione - già intravista nel "rashomoniano" The Third Murder - che guarda al relativismo di Kurosawa Akira, ancor più che al consueto termine di paragone di Ozu.

Kore-eda è ormai talmente padrone della propria poetica, elaborata attraverso una lunga e pregevole filmografia, da poterne disporre a piacimento, rivoltandola come un guanto per offrire nuovi punti di vista, nuove ricerche di verità.

Il conflitto tra legge morale e legge sociale trasforma i toni quasi da commedia della rappresentazione della famiglia fittizia in un dramma colorato di nero, che colpisce come una sferzata, dopo aver aperto il cuore al sentimento. Lo scontro tra legge e natura raggiunge il suo apice nell'epilogo di Un affare di famiglia, dimostrando l'invincibilità della prima - che ostruisce la costruzione di un modello alternativo - ma ribadendo con forza le ragioni della seconda.

Un approfondimento sul piano filosofico rispetto al passato dell'autore, che si rispecchia in una maestria formale sempre più stupefacente. Nel primo segmento Kore-eda costruisce una successione di microsequenze mirate ad abbattere ogni resistenza emozionale: il quadro familiare che si ricompone nella plongée dei fuochi d'artificio e poi nell'orizzontalità del bagnasciuga; le simmetrie di lividi e bruciature (le braccia delle donne, le gambe degli uomini), che accomunano paternità o maternità e sembrano segni del destino, esposti di fronte a una giustizia che chiude occhi e orecchie.

Con la grazia che lo contraddistingue nella trattazione delle dinamiche familiari e nelle sfumature di comportamento dei più piccoli, infatti, Kore-eda seziona, con un invisibile bisturi, l'ipocrisia su cui si regge il formalismo nipponico e svela l'abisso che separa le classi sociali. Le professioni umilianti o usuranti che accomunano i membri della "famiglia" costituiscono il nuovo proletariato urbano, assai più eterogeneo e meno leggibile di quello analizzato da Marx. La classe operaia che, anziché sognare il paradiso o una rivoluzione, convive con il "job sharing".

Con Un affare di famiglia si ride, ci si commuove e si rischia di finire con il cuore in frantumi. Mai così pessimista, ma forse mai così lucido, Kore-eda è ormai un classico vivente.

lunedì 10 maggio 2021

fatevi i gatti vostri 1835 " Ma Dino è uomo d' onore e rifiuta il vaccino in supposta "

Ascoltatemi amici tutti del blogghe e briachi riuniti del Bar Nado …
Io son qui a salutare il ritorno del Ciampi, non a lodarlo.
Il male che l’uomo fa vive con lui ed oltre di lui.
Il bene sovente, rimane nascosto dietro le chiacchiere dei maldicenti… e  così è anche di Dino.
Malelingue e pisani  vi han detto che Dino era superbo. Grave colpa se ciò fosse vero e Dino con grave pena l’avrebbe scontata.
Ora io con il consenso del barre  tutto, poiché il Bar Nado è luogo d’onore, e anche gli avventori, tutti, ancorché briachi storici, tutti uomini d’onore…
Io vengo a parlarvi d' un Dino che di certo non conoscete.
E' da sempre mio amico. Fedele giusto con me… anche se quarcheduno afferma che sia superbo e  questo quarcheduno è omo d’onore.
Si è vero. Sul mi pianto e sule mi depressioni Dino beveva.
Un superbo avrebbe scorza ben più dura di questa.
E tuttavia sostiene quarcheduno che egli è superbo e è questo quarcheduno è omo d’onore.
Si è anche vero che tutti voi mi avete visto briaca alle feste del Barre e in tali occasioni innumerevoli  volte offersi a Dino da beve  e  mai Dino pensò di rifiutarlo. Era superbia la sua?
E tuttavia quarcheduno è qui ad affermare che egli era superbo e voi lo sapete, quarcheduno è uomo d’onore.

Io non vengo qui a smentire quarcheduno ma soltanto a riferirvi quello che io so.
Tutti voi amaste Dino e la su musica un tempo, non senza causa. Quale causa vi vieterebbe oggi di amarlo ancora? Perché o Voi Dino è tornato e il Bar lo accoglie cor core tripudiante e se quarcheduno è qui ad affermare che egli era superbo questo quarcheduno amici è un omo di merda

Dopo mesi di elvetici coiti e di fancazzismo spinto all' ennesima potenza, finarmente il Ciampi ha sentito r bisogno di rivedé Livorno. In Isvizzera  gli hanno fatto sia ir vaccino che l richiamo. Pare la cosa un sia stata semplice perché, avendo egli la naturale avversione commista a puro terrore per ogni forma di puntura, l' equipe di medici privati, assoldata da Costanza, aveva deciso di fagli ir vaccino in supposta. La reazione è stata di quelle che fanno guadagnare fama imperitura e a vorte anche la medaglia al valore. "Mettetivicela voi codesta roba su pel culo. Dino è uomo d'onore!" Pare abbia pronunciato fiero e poi tiratasi su la camicia abbia porto l' omero all' ago ala stessa maniera che Muzio Scevola offerse la mano al braciere.

Ovviamente a luilì il vaccino non  ha fatto alcun effetto collaterale perché  virusse, antivirusse e sistema immunitario erano accucciati agli ordini dela grappa di pere William colla quale pare Dino abbia sostituito il ponce durante il prolungato soggiorno elvetico.

Appena entrato al barre ha sospirato a lungo e poi ha pronunciato le fatidiche parole del figliol prodigo vando rientra n casa.

"Com'è caate sciorte? Mi mancava codesto puzzo di merda!"
Poi c' ha raccontato dela Svizzera ma nonostante io morissi dala curiosità è stato parco, come sempre nel mettermi al corrente di vesta lunga esperienza:
C'era na casa ....bella. Co du bagni. N frigorifero sempre pieno. Un divano.....un letto e leilì.
Una vacanza d'amore raccontata da lui doventa na forma di depressione.
"Ma sei stato bene?"
"Sì nzomma, "bene" mi pare n'esagerazione. Un po' meglio che qui".

Come avrete capito è arrivato stamattina, Costanza un poteva e un si fidava a fagli fa quella guidata tutto da solo, così gli ha messo a disposizione un autista che lo ha accompagnato fino ala verande del Barre e poi dopo un caffè e na brioscia è voluto ripartì subito perché luilì è svizzero e na boccata d'aria a Livorno o un riposino gli sembravano na trasgressione esagerata. R Ciampi invece era bello fresco come na rosa. Ha dormito tutto r viaggio sdraiato di dietro e ha sostenuto che a venì in giù così è meglio che n treno o n' aereo.

Io ero dietro a prende r timone del blogghe lasciatomi da Dani e da Dante del quale ho finarmente avuto l piacere di rilegge quarcosa e di riscontrà che un ha per niente perzo r su smalto nelo scrive e nel raccontà speriamo anche di potello abbraccià presto a ciccia. Giovedì vaccinano anche lui, armeno così m'ha detto Dani si farà il dose unica così dovrebbe esse a posto da subito. Dino ha dugentomila cose da dicci, ncluse le ricerche che ha fatto Costanza sula SA ervetica che dovrebbe rilevà il barre per mano del famigerato Stefano Zhang che in quest'urtimi tempi s'è rifatto sentì e dovrebbe passà in questi giorni. Peccato perché co sta mezza riapertura gli affari si so ripigliati un pochino e la giornata si strappa. Certo un c'è da sartà di gioia ma ala sopravvivenza senza sballi ci s'era abituati anche prima der covidde.

Un grande abbraccio a tutti

Zanzara 

la recenzione ar filme è da my movies


PACINO E WALKEN IN UN 
FILM CHE SA VALORIZZARNE 
LE QUALITÀ.
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 10 luglio 2013

Al esce di prigione dopo aver scontato 28 anni di pena. Ad attenderlo all'uscita c'è il vecchio amico e complice Doc che lo accompagna nella sua prima serata e notte di libertà. Doc però ha un compito preciso: il boss che all'epoca ha perso l'unico figlio nella rapina che ha portato Al in carcere ha atteso tutti questi anni per vederlo uscire e poi ucciderlo. Il compito è stato affidato a Doc.
Fisher Stevens ha alle spalle un film del 2002 e il suo sceneggiatore Noah Haidle è agli inizi ma il loro connubio ci offre un film che sa come valorizzare dei grandi attori pur partendo da situazioni stereotipate da innumerevoli rivisitazioni. A cominciare dall'uscita dal carcere. Molti ricorderanno quella di Michael Douglas in Wall Street - Il denaro non dorme mai con la restituzione di un cellulare enorme indicatore del trascorrere degli anni. Anche qui il passare del tempo è determinante ma basta uno sguardo e uno scambio di battute tra Pacino e Walken per suggerire come e quanto quei 28 anni abbiano pesato su entrambi i personaggi. Il primo cerca di divorare in poche ore tutto quanto gli è mancato. Dal sesso (ora c'è il Viagra da ingoiare in quantità inusitate con effetti inattesi) al cibo al bisogno di una casa che non viene soddisfatto dall'appartamentino dell'amico. Perché Doc ha vissuto in una prigione interiore fatta di quotidianità senza sorprese, di medicine per difendersi dagli acciacchi della vecchiaia ma, soprattutto, sovrastata da una condanna: l'obbligo, pena la perdita della propria vita, di uccidere l'amico di sempre. Viene anche fissata una scadenza: entro le 10 del mattino successivo. Così allo spettatore viene chiesto di seguire i due in un tempo e in uno spazio sospesi nell'attesa. A loro si aggiunge un Alan Arkin pilota spericolato come quando era giovane e si affiancano tre attrici capaci di offrire un'insolita umanità a personaggi a loro volta a rischio di stereotipo: la maitresse di un bordello, l'infermiera (una Julianna Margulies che fa tornare alla mente il suo personaggio in ER) e una cameriera in un diner. Sono ruoli minori che però offrono la conferma di come il cinema possa ancora sfruttare al meglio attori di provata esperienza offrendo loro un copione su cui intervenire non solo per ottenere il primo piano migliore. 

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Dopo 28 anni di prigione, Val esce e trova ad attenderlo solo il suo grande amico Doc che, ricattato da un boss vendicativo, ha però l'incarico di eliminarlo entro le 10 del mattino seguente. Recuperano l'amico Hirsh da un ospizio e si scatenano in una notte di follie irresistibile e tremenda: li aspetta la malattia, la vecchiaia, l'esecuzione. 3 straordinari attori per 3 straordinari vecchiacci in questo gustoso film per attori scritto da Noah Haidle, venato di umorismo leggero e malinconico: "una bella storia di amicizia e coerenza, un po' trascinata, un po' casuale, un poco realistica e un poco surreale, molto naturale, splendidamente recitata" (G. Molteni). La Margulies in una piccola parte riesce a fulminare con il suo incredibile sguardo. Belle musiche di accompagnamento.

domenica 9 maggio 2021

fatevi i gatti vostri 1834 " L' Ilaria che tira..." Festa dela Mamma

Questa è un addenda messa dopo, quando ho prencipiato a sentì dì ovunque che era la festa dela mamma. Un me n'ero ricordato e mi dispiace perché la mamma nzieme ar cellulare è na cosa abbastanza importante. Di certo se si perdano se ne sente la mancanza. Così facci i mi auguri a tutte le mamme der mondo a quelle che ci sono e a quelle che un ci sono più. Quarcheduno mi disse che doventano angeli, questo un lo so ma in ogni caso l' aiuto che danno gli angeli loro ce l' anno anticipato. 

Voglio fare anche un augurio livornese la cui creazione non è mia ma si deve alla verve di Don Luigi Banti che na vorta disse auguri anche ale mamma deli stronzi di tutto ir mondo perché ho sentito dì che i parti dar culo so parecchio dolorosi.

qui di seguito il poste originario ovvero quer che avevo scritto prima dell' addenda sula mamma

--------------------------------------------------------------------

Siccome da ieri la mi nipote e la su zia mi tengano all' oscuro di che cosa stiano almanaccando for di casa tutto il giorno io ieri so andato n campagna n riva al fiume a sistema un po' dela mi roba e soprattutto il campere. Siccome nell' anni s'erano create diverse infiltrazioni d' acqua e piano piano dilagavano nela struttura lignea dela cellula abitativa avevo du possibilità o ricoverallo in un ambiente al riparo dela pioggia o restauragli tutto il sopra impermeabilizzandolo. Quest' ultimo lavoro sarei anche bono a fallo da me ma ho troppo male ala schiena e ale gambe pe arrampicammi su e giù come no scimmione e ala fine ho deciso di fagli una copertura con dell' ondulato ncatramato.  E' venuto fori un lavoretto accettabile che lo preserverà dall' ultime piogge di primavera mentre io gli risano i punti critici dall' interno. Stamani dato che le du cospiratrici risò andate via all' arba ho intenzione di seguità i lavori ma prima vorrei penza a sto blogghe domenicale.

Se quarcheduno di voi avesse l' avventura di andà a lègge il poste di ieri troverebbe tra i commenti un velenoso intervento di quella Ilaria da Pisa che già ebbe modo di facci conosce la su gnoranza un po' di tempo fa. Si scusò poi, è vero, con me sostenendo che era roba di tope, nelo specifico ruggine fra lei e Zanza ma è tornata ala carica stamattina presto, si vede che ha dormito male perché gli dev'esse mancato quer famoso calmante fra le zampe che rende il sonno profondo e l' anima allegra. Ecco quanto scrive: Continui imperterrito ad esibire coteste glorie da nulla, vantando una conoscenza dell' arte che non hai, suonando musiche che fanno venire il latte ai ginocchi, citando quali tue conoscenze nomi di persone che hai letto su qualche giornale d'epoca, ci appesti con storie di scopate mal riuscite con donne che probabilmente non ti hanno mai cacato di pezza e che trombi solo colla tua fantasia malata. Ho zittito quella maiala della tua sedicente giornalista di Livorno ho taciuto di fronte agli sforzi di quella penosa e sgrammaticata della tua nipote ma continuerò a mettere in risalto tutte le goffe bugie che escono da cotesta redazione di merda

e perché tu non dica che non ho il coraggio di firmarmi mi firmo eccome
Ilaria
nota: non ho l' avatar perché non ho voglia di perdete tempo a farlo ma fai conto che sia un dito medio alzato.

faccio presente che il "cotesto" pensando di scriver bene è tipico d' una pisana.

Dato che il poste di ieri riguardava il detective di Bosch io mi sono permesso di tradurre in inglese quanto scriveva e di mandallo a Michael Connelly cor un addenda:

Dear Michael I am an Italian reader of yours who participates in the preparation of a blog "fatevi i gatti vostri"  in which, in addition to many various topics, there are also some reviews or rather presentations of the episodes of the Bosch Series inspired by the most famous of the characters of your novels.

Among the comments I received this one  which, judging the rather offensive tone ,  would seem to come from a girl full of resentment probably for having been fucked in an unsatisfactory way but since I do not remember of  having ever seen her without underwear I turn her comment to you and to the director of the series. Do not give too much weight to her words, she is from Pisa and the Pisans do not know what they are saying  in addiction to this  history reminds us that they often even retract what they had declared with conviction 

Best Regards

Dante Davini Diversi

per chi un sapesse l' ingrese r senzo era vesto:

Caro Michael sono un tuo lettore italiano che  partecipa alla redazione di un blog nel quale trovano posto, oltre a molti vari argomenti, anche alcune recensioni o per meglio dire meglio presentazioni degli episodi della Serie Bosch ispirata al più famoso dei personaggi dei tuoi romanzi. Tra i commenti ho ricevuto questo che, giudicandone il tono piuttosto offensivo, sembrerebbe provenire da  una ragazza piena di risentimento probabilmente per il fatto di essere stata trombata in maniera insoddisfacente ma siccome non mi ricordo d'averla mai vista senza mutande io giro il suo commento a te e al regista della serie. Non dare troppo peso alle sue parole è di Pisa e i pisani non sanno quello che dicono perdipiù  la storia ci ricorda che spesso addirittura  ritrattano ciò che avevano dichiarato con convinzione.

Con i migliori saluti

Dante Davini Diversi


Probabilmente questa povera crista voleva far riferimento al post precedente intitolato un caffè con Mussolini.

Ora io posso anche nventà dele storie di fantasia ma vi penzate che potrei cità dele persone che so morte per cosa? Pe riceve i plausi di Martinelli o di Patty che mi hanno gratificato dela loro amicizia e stima da  tredicianni e più? Un so mica un inluenzere che cerca riscontro su na massa di perzone. Questo è ir gazzebo d' un baretto virtuale ner cuale si ritrovano ar massimo na diecina d'amici di vecchia data potrei mai tirare in ballo Luzi e famiglia, no stimatissimo giornalista e bravi musicisti facendone nome e cognome se un fosse vero? E poi mica scrivo che ci si frequentava, l' ho ncontrati na vorta di sfuggita e ho preso un caffè nzieme perché ce l' hanno offerto. Sull' arte ho sempre detto d'esse un dilettante.

Tra i quadri che ho ecco qui i Russo che ho rammentato









e anche r viale a firma Mussolini, 

si vede meglio da sta posizione vicino a sti du marinaretti di Antonio Bueno che ebbi la fortuna di conoscere a Firenze sempre quando facevo il corniciaio da del quale mi sono dovuto accontentare solo di du miniature litografiche perché i su quadri costano troppo pe le mi povere tasche.

i mia di quadri,nvece,  so sto gattone rosso e quer briaco fra l' incazzato e l' assonnato che sta pe stiantassi sur tavolino, credo si veda  bene che un so io l' artista

Ah dimenticavo, ho fatto anche sta specie di scultura conicheggiante, la vedete accanto all' ennesimo cavallino di Teo l' ho verniciata con colori acrilici che mi pareva si abbinassero al quadro e l' ho chiamata  "Sintonia, omaggio a Teo Russo"

Non mi pare nfine d'avé raccontato prodezze amatorie, anzi nele mi storielle  so sempre le donne quelle più sveglie. Ovviamente lì un ho mai usato nomi veri ne mi so mai soffermato in descrizioni che esulassero da raccontino ed esprimessero una qualunque forma di compiacimento descrittivo di situazioni che secondo me appartengano ar mi privato e a quello delle perzone che possano avé condiviso que momenti. Comunque  un ho mai raccontato cose non vere o fantasie morbose ma se l' avessi fatto dico un siamo mica a un processo che si deve dì la verità, so racconti e mi pare esista la licenza di scrive.

Purtroppo il livore di Ilaria per Zanzara trabocca e si spande anche sull' amici di Zanzina stessa che però mi pare sia difficile zittire con argomenti tanto inconsistenti. Che la mi nipote sia penosa (sarebbe una sindrome da penuria falllica?) penzo sia a causa der covidde e del su carattere difficile. Sgrammaticata lo è, diatti la laurea magistrale in lettere antiche gliel' ho comprata io inverniciando la ringhiera del terrazzo a tuttti i componenti der senato accademico di cafoscari e accompagnandoli in barca a fa la spesa ala Coppe.

Comunque visto che un gli  voglio male ala nostra  Ilaria le auguro di trovà no uno ma   du be maschi di scerta sua, der colore e dela complessione fisica che a lei più aggradi, che si pongan a su ordini (ci mancherebbe altro) in modo che  possa adopralli uno davanti e uno di dietro o in ogni altra maniera che le piaccia, trovando così  quella pace e quella serenità che anche lei  come tutti merita.

So che arcuni de lettori mi scriveranno che un c'è bisogno di scusassi e che le illazioni di Ilaria un vanno neppure considerate  ma sapete quando una fa così vole dì che ha dentro una sofferenza più grossa di vello che si pensi e se la ignorassi sarebbe davvero na cattiveria, del resto a me che m'arabatto anche a fà r falegname cosa mi costa costruille questo piccolo parcoscenico domenicale sur quale anche lei possa sentissi presa n considerazzione da quarcuno?

Bona domenica a Tutti



La scelta der firme odierno è semplicemente dovuta alla richiesta fatta già da tempo da qualcuno del nostro pubblico e non vuole in alcun caso avere la valenza di un ironico suggerimento pe Ilaria.

presentazione da my movies






Uno dei migliori film americani degli anni Sessanta, diretto dall'inglese in trasferta John Schlesinger. Protagonista è un biondo e atletico texano piovuto nella grande città con l'intenzione di far carriera come gigolò per le signore abbienti. Ma è uno sprovveduto che colleziona solo fiaschi. Ridotto quasi all'accattonaggio, stringe amicizia con un barbone zoppetto. I due decideranno di andarsene dalla grande città per raggiungere la calda e accogliente Florida... 

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Cowboy texano arriva a New York deciso a fare soldi con le donne ma passa brutte esperienze e un duro inverno con Ratso Rizzo, italoamericano zoppo e tubercolotico. Cinedramma patetico su una strana amicizia che sboccia come un fiore nel fango di Manhattan. Ebbe 3 Oscar: film, regia, sceneggiatura (Waldo Salt, da un romanzo di James Leo Herlihy). Per Hoffman, piccolo grande uomo, soltanto una nomination; la ebbe anche Voight. Fu per entrambi il 3° film e il definitivo lancio come star. Grande successo anche per la canzone "Everybody's Talkin'" di Fred Neil, cantata da Henry Nilsson.

sabato 8 maggio 2021

fatevi i gatti vostri 1833 " Bosch e basta "

Oggi mi posso permettere solo la presentazione del terzo episodio, prima stagione, di Bosch. Buona visione a tutti gli amanti del personaggio e del genere. Buon Sabato a Tutti Voi

Dani

Bosch Indagine compromessa


Uscito dalla casa di Nicholas Trent, Bosch incrocia Nate Tyler e lo incolpa di aver causato, con la sua morbosa curiosità, il suicidio dell'uomo. Bosch spera di potersi rilassare tra le braccia di Julia, ma il loro incontro non va per il verso giusto perché iniziano a discutere dei rispettivi problemi di lavoro. In particolare, Bosch sottolinea come sia stata imprudente ad abbandonare il suo partner, sentendosi replicare che lui è l'ultima persona a poterle dare lezioni. Nel frattempo, il processo a carico di Bosh si avvia alle battute finali, con le arringhe di accusa e difesa.

Irving ordina la diramazione di un comunicato in cui si attribuisce il delitto del canyon a Trent. Bosch non è dello stesso avviso e continua a indagare con Edgar, spulciando i casi dei ragazzini scomparsi a Los Angeles negli ultimi decenni. Una pista molto promettente è quella di Arthur Delacroix, un dodicenne che viveva in un contesto familiare piuttosto problematico, fatto di abusi e aggressioni piuttosto frequenti. Bosch va a parlare con la sorella di Delacroix, ricevendo una fotografia di Arthur che mostra al medico patologo, il quale asserisce che con ogni probabilità si tratta del bambino sepolto nel canyon. Bosch è convocato dal procuratore distrettuale Rick O'Shea che, avendo saputo della sua indagine su Città delle ossa, lo ragguaglia a proposito delle confessioni di Raynard Waits, dichiaratosi colpevole dell'omicidio di Delacroix. O'Shea confida a Bosch di voler chiudere il caso in fretta perché sta meditando di candidarsi a sindaco di Los Angeles e la condanna di un pericoloso serial killer lo aiuterebbe molto nella campagna elettorale. Bosch si rappacifica con Julia, riprendendo le loro attività sessuali.

Bosch resta convinto che il vero colpevole del delitto di Arthur sia ancora a piede libero. Per appurare che non si tratti di Waits, Bosch ed Edgar si recano in carcere per interrogarlo alla presenza del suo avvocato d'ufficio. Waits riferisce di aver ucciso innumerevoli ragazzini, prelevati con il suo camion lavavetri e portati in un "posto speciale" sul canyon, con Arthur Delacroix che è stato la sua prima vittima. Bosch prova a scendere nei dettagli, chiedendo a Waits di che colore fosse lo yo-yo da cui Arthur non si separava mai. Quando Waits svicola dalla risposta, Bosch ha la prova che non può essere stato lui a ucciderlo. Edgar non è dello stesso avviso, in quanto successivamente Waits ha menzionato un altro oggetto che effettivamente è stato trovato tra le ossa nel canyon. Bosch non sa a che cosa credere.

venerdì 7 maggio 2021

Fatevi i gatti vostri 1832: "un caffè con Mussolini raccontino di DDD"

Avevo chiesto, come sempre, allo zio di preparare un contributo per i post di fine settimana. Lui mi ha registrato un raccontino. 

Sarò scema ma ho pianto ascoltandolo. Non perché il racconto fosse particolarmente triste o mi riconducesse a qualcosa si triste accadutomi.  Il tutto sta nel fatto che lui ha avuto una vita così ricca e si ricorda di così tanti particolari che mi sono sentita svuotata. Quando ero ragazzina e lo ascoltavo, sognavo che avrei fatto una vita come la sua, vissuta al femminile il che la avrebbe resa più ardua manche estremamente gratificante. Invece sono qui che vedo avvicinarsi i 30 anni e a parte gli studi non ho combinato granché.  Di cose belle  ricordo solo il rapporto con la zia Holly, lo zio Dante, Bobby e i gatti tanto  per stare nell'ambito della  famiglia e allargandomi un po': Zanza e tutte le ragazze  della combriccola del bar Nado. Tutto il resto mi sembra irrilevante, noioso, cancellabile.

Comunque non voglio parlar di me. EccoVi il racconto, ricco come sempre di passaggi ( o sarebbe meglio dir salti) di tipo  temporale, spaziale e situazionale usati nella maniera che a lui è appunto più congeniale.

Buon Pomeriggio

Dani

La presentazione del film è da my movies. 




Firenze. Anni Trenta. Il bambino Luca (Zeffirelli nella sua infanzia) è figlio illegittimo di un ricco mercante di tessuti e di una sarta. Resta orfano di madre e viene allevato da un gruppo di raffinate signore della comunità inglese che ammirano Mussolini fino a quando verranno confinate a San Gimignano. Grandi interpreti femminili per un difficile affresco storico. 

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Dieci anni (1934-44) nella vita del fiorentino Luca Innocenti (prima Charlie Lucas, poi B. Wallace), alter ego di Zeffirelli, figlio illegittimo di un mercante di tessuti che cresce in un gineceo di gentildonne inglesi innamorate dell'Italia e della sua cultura (anche di Mussolini), internate durante la guerra a San Gimignano. Da L'autobiografia di Zeffirelli (inedita in Italia), adattata dallo stesso e da John Mortimer. Nonostante i noti limiti del cinema zeffirelliano (oleografia sentimentale, banalità melodrammatica, cartoline illustrate per l'export, fatuità da classe vip, imbarazzanti capitoli finali), l'autobiografismo (romanzato) ha due punti indiscutibili all'attivo: il soggetto (l'idea di base) e la direzione (e la scelta) delle attrici, comprese le due americane (Cher, vestita da Ermanno Daelli, e Lily Tomlin). L'attore che interpreta Benito Mussolini che, passata l'infatuazione, Lady Hester Random (Smith) definisce "bastard", è Claudio Spadaro.




giovedì 6 maggio 2021

Fatevi i gatti vostri 1831 "il Teorema di Giane e Un tonno di nome Wanda"

Lavoro finito, ci siamo anche abbronzati e lo zio ha preso la storica decisione di tagliarsi la barba. A dire il vero io lo avevo sempre visto senza ma dal settembre dello scorso anno se l' era lasciata crescere e sebbene fosse candida non gli stava affatto male. Lo invecchiava un po' ma gli conferiva un certo tono. La zia però non ne voleva sapere  di quella spazzola folta ed ispida che rendeva impossibile dare un bacio al marito. L' altro ieri ha trovato l' argomento vincente: "Dante adesso sai cosa succederà? Lavorando all' aperto ti abbronzerai a metà quindi o questa barba te la tieni anche per tutta l' estate o a Luglio avrai la faccia bicolore". Così lo zio ha preso prima le forbici e dopo averla accorciata ha impugnato un rasoio a mano di quelli che usano i barbieri. La zia, terrorizzata da quell' arnese,  gli strillava di metterlo via mentre lui imperterrito ha dichiarato, come sempre fa in queste circostanze: "E che ci vole? Un servirà mica na laurea pe fassi la barba col rasoio?." E difatti gli è bastato un niente per affettarsi e solo quando il sangue gli stava inzuppando la maglietta si è deciso a chiedere soccorso. In realtà aveva solo decapitato un foruncoletto sul collo e la fuoriuscita di sangue era quel tanto che bastava perchè Emma e Cice saltassero sul lavandino ad osservargli la gola con cupidigia. 
"Levatemi queste du arpie per piacere perché del rasoio un ho paura ma di lorolì sì! Bada con che occhi da assassine che mi guardano". Ci ha urlato. Comunque alla fine la rasatura ha avuto compimento e la zia aveva ragione perché,  alla sera, in effetti, eravamo tutti e tre rossi in faccia. La zia aveva avanzato una richiesta economica molto in linea coi prezzi in uso a Venezia anzi in linea con quelli della crisi perché in tempi normali il noleggio di un mototopo identico quello della zia viene 390 euro col pilota e gasolio a parte. (riporto i prezzi dalla rete)




Considerato che non si trattava di gitanti ma di affitto mezzo da lavoro ne ha chiesti 250. Io e zio Dante non eravamo compresi nel contrattino ma il capomastro conscio di quanto la collaborazione dello zio e il suo marchingegno avessero apportato è stato molto corretto ed ha chiesto: "E per il lavoro di Galileo"

E zio Dante: "intanto mille euro di ammenda pe avé pronunciato ver nome pisano. Poi pel resto che ti devo dì, il ferro era tuo, la saldatrice era tua, il filo a piombo era tuo ti vanno bene 50 euri così ci paghi la pizza e un fiasco di vino a noi tre? Poi il marchingegno lo poi anche tené, ora vedrai che pali diritti come i tua un li pianta nessuno.  Pel lavoro invece di piazzamento  n verticale di ogni palo diciamo....diciamo...... un euro a palo ma siccome un ti posso fa fatture 75 centesimi a palo ti pole andà bene?" 

Credo che al capomastro paresse di aver incontrato Bill Gates quando si mette a fare l' elemosine.  E mentre faceva il conto di 4 pali per 75 centesimi moltiplicato per 50 posti deve aver realizzato che lo zio questo conto lo aveva fatto assai prima di lui ed aveva fatto in modo che la cifra globale venisse duecento euri tondi tondi. 

"Dimmi la verità- glia ha chiesto- avevi già fatto il conto al contrario?"

"Boiadé m' avete chiamato prima Galileo, poi Leonardo o che un volete che un sia bono a fa conti?"

Per inciso sapevamo che Il lavoro tra committente e ditta era stato pattuito in 180 euro a cavana quindi in totale valeva 9000 euri, ma sapete come vanno queste cose, paga il legname. metti il camion, il lavoro di 4 operai per due giornate, il noleggio della barca della zia e i duecento per Dante. Togli iva e tasse e considera che ne prenderà solo metà al momento, non è che abbia proprio vinto alla lotteria, diciamo che anche lui ha portato a casa due onestissime giornate di lavoro . 

Mentre tornavamo a casa la zia a un certo punto  ha chiesto: "Dante io un attrezzo così in tanti anni in laguna non l' ho mai visto usare, come ti è venuta in mente la storia della perpendicolare e dei due cerchi sovrastanti?"

"Boia Holly ma c'è un teorema che dice che una retta che passa per un buco resta retta solo se un si piega".

"Ma dai fammi il piacere e che teorema sarebbe?"

Il teorema di Giane che si si scrive Jane  ma si pronuncia Giàne

"Ma chi l' ha mai sentita sta cavolata?"

"Ma dai Giane quella che veniva a scuola con te e poi ha preso r Nobelle.... Giane  che cor culo addrizzava le banane....."

E la zia desolata  ha scosso la testa in segno di rassegnazione e nella assoluta certezza dell' impossibilità di recupero.

Il teorema di Giane citato nel titolo avete capito quale idiozia sia ma non era finita lì  arrivata a casa ho cominciato a parlare del film richiestoci da Murasaki: Un pesce di nome Wanda.

Balena si è alzato dal suo giaciglio e con voce assonnata ha chiesto: " Ma cuesto pessie cum nomine Vanda no iera miga lo tonno dimé?"

E mi sono arresa anche io coi maschi non c'è nulla da fare bisogna accontentarsi di come sono senza pretender nulla di più. 

Dani




Un gran successo comico, felice lavoro d'équipe fra un superstite della vecchia commedia inglese (il regista Crichton) e il greve ribaldo umoristico del gruppo dei Monty Python. 

Trama:


L appartamento di Ken, balbuziente amico degli animali, fa da base a una colossale rapina di diamanti. La banda è formata da George, boss e mente del colpo, dalla sua amante Wanda, e da un energumeno di nome Otto. Dopo il colpo, Wanda provoca insieme a Otto l arresto di George, ma la cassaforte dove dovrebbero stare i diamanti è vuota. Entra in campo a questo punto Archie, avvocato di George. Il veterano del cinema inglese Charles Crichton incontra due ex Monty Python, una Jamie Lee Curtis in formato bomba sexy e un bravissimo Kevin Kline: il risultato comico è memorabile.

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Ballo di ladri di un pittoresco e immorale quartetto di lestofanti che, con la complicità di un rispettabile avvocato londinese, fanno una rapina in un famosissimo centro di gioielleria e poi cercano di farsi le scarpe l'un l'altro. Son rari i film che metton tutti d'accordo, critici e pubblico, e critici fra loro. Ci è riuscita (almeno in Italia) questa commedia angloamericana, tra le più divertenti e aguzze del decennio 1980-89. Dura 108 minuti, e non ha una gag di troppo. Oscar per K. Kline. Ultimo film di C. Crichton (1910-99).