martedì 8 ottobre 2019

fatevi i gatti vostri 1325 "per i nostalgici del surrealismo e della metacritica"


Nel post precedente ho parlato della "Montagna Sacra" film cult di Jodorowsky e poi ho pensato: chissà se alcuni dei lettori amerebbero rivederla. A me è piaciuta un sacco all' epoca e l'ho riguardata volentieri inq uesti giorni. Certo il filo conduttore può sfuggire ma il bello è proprio questo e ci sono immagini che sono veri e propri quadri. Così Bobby su mia richiesta l' ha appena aggiunta alla videoteca di Esserino e Dani sta inserendo in biblioteca "corso accelerato di creatività" dello stesso autore, al momento l' unico testo in e book che possiedo di A. J. Per i bighelloni, qui sotto ricopio quanto dice Wikipedia sul film e soprattutto l' illuminante recensione che compare su "la scimmia pensa" 
Buona Giornata a Tutti

Dante

La metacritica di Alejandro Jodorowsky
(https://www.lascimmiapensa.com/2017/09/05/la-montagna-sacra-recensione-film/)


Il film è stato prodotto da Allen Klein, manager dei Beatles, dopo il forte successo underground della sua pellicola precedente, El Topo   
 Un ladro, molto somigliante alla figura di Gesù Cristo, dopo molte disavventure con persone pseudo-religiose, fugge in cima ad una torre che si rivelerà poi un laboratorio di un misterioso alchimista. Dopo aver preso parte a vari riti iniziatici l'alchimista gli presenta sette persone, le più potenti della Terra, che, insieme a loro, rappresentano le nove concezioni di vita indicate dall Enneagramma della personalità.
Il regista ha partecipato alla pellicola anche in veste di attore, compositore, scenografo e costumista.
La montagna sacra  è una fantomatica e misteriosa montagna situata sull’inesistente isola del Loto, sulla cima della quale, secondo l’Alchimista, si trovano nove immortali custodi del segreto riguardo la verità del mondo e della vita; come poter cedere la propria individualità del singolo io e diventare un unico io collettivo, in comunione con gli uomini e le donne che popolano questo mondo.  Impersonato dallo stesso Alejandro Jodorowsky,l’alchimista è una sorta di profeta, custode di una verità più grande; si fa carico dell’istruzione dei personaggi principali ed assumerà il ruolo di loro guida spirituale per condurli in cima alla montagna sacra, spodestare gli immortali ed ottenere quella grande verità da condividere con l’umanità tutta.  
Jodorowsky drammaturgo, poeta, artista e cineasta cileno ricrea un’opera dalle tinte grottesche e metaforiche ad un livello tuttavia piuttosto superficiale, permettendo allo spettatore una facile ed agevole comprensione del testodelle immagini mistificate costruite dall’artista di origini ucraine. Tanto più che la costruzione dell’opera  e la sua componente narrativa sembrano voler suggerire allo spettatore la giusta interpretazione della messa in scena ideata dall’autore stesso, mostrando come dietro immagini visionarie e allegoriche si celino significati nascosti, profondi veicolanti opinioni assai critiche e satiriche. La montagna sacra è un’opera straordinaria nella quale Jodorowsky fonde il proprio genio artistico e poetico, generando una pellicola dalle immagini e dalla cromatura simbolica piuttosto coerente con  stessa. Jodorowsky compie un’aperta e spietata critica al sistema mondo nella sua interezza. Le scene iniziali vedono il protagonista muoversi, in compagnia di uno storpio, tra le strade di una non precisata città dell’America latina. Qui corpi nudi e insanguinati giacciono ammassati alla mercé di turisti americani e occidentali divertiti dallo spettacolo che gli si presenta davanti, intenti a fotografare quello che essi ritengo essere un evento folkloristico del paese. Soldati marciano trionfanti innalzando corpi di uccelli sventrati.
Chiaramente queste sequenza simboleggiano il dilagare dell’orrore della guerra civile e della violenza perpetrati nei paesi sudamericani da governi corrotti alla guida di apparati militari, ai cui soldati deumanizzati viene ordinato di portare la morta sopra le teste dei propri fratelli e delle proprie sorelle. Vittime innocenti di poteri politici ed economici, mentre l’opinione pubblica dei paesi “civilizzati” assiste in maniera passiva. Il nostro protagonista è Cristo, che si ritrova risucchiato in questo vortice di corruzione e decadimento sociale e morale; diventato ormai lo strumento della Chiesa cattolica per la sottomissione culturale e assoggettamento del popolo ignorante e offuscato da false speranze ed illusioni. Il messaggio di Jodorowsky è chiaro, egli critica l’utilizzo dell’immagine di Cristo compiuto seguendo regole di merchandising, per creare una “clientela” fedele, schiava e alienata. Il nostro Cristo nel tentativo di rompere le catene di quell’oppressione giunge nel laboratorio dell’Alchimista, in cima ad una torre. L’Alchimista rivela l’illusorietà di quella realtà opprimente, dietro la quale si maschera un sistema che si muove con cinismo e linearità, nel portare avanti i propri obiettivi. Per compiere la missione affidatagli dal suo nuovo maestro, Cristo ha bisogno di compagni per scoprire una verità superiore. Entrano in scena a questo, l’uno dopo l’altro, figure di uomini e donne, incarnazioni di microcosmi, istituzionisistemi economici ed industriali espressione di piccole porzioni di umanità, quelle porzioni padroni del mondo. Ora la critica di Jodorowsky si fa più mirata, più accanita e cinica. I discepoli dell’Alchimista incarnano nel particolare le industrie del benessere, bellica, artistica, ludica, la polizia, l’imprenditorato edile e il potere economico. Nel generale, ad un livello astratto rappresentano l’avidità, l’apparenza, il lusso, la guerra, listruzione delle masse. Assoggettati al governo, al potere politico, svolgono il compito di indottrinare ed offuscare le mente di frange di popolazioni meno abbienti ed ignoranti, al fine di renderli schiavi ed alienati. La compagnia dei nove una volta rinunciato alle proprie ricchezze e ai propri avere, si mette in viaggio per ghermire la verità dai nove immortali e condividerla con l’umanità oppressa liberandola dalle catene della schiavitù. 
 L’opera critica di Jodorwosky è sicuramente di grande fascino ed intrattenimento; il regista elabora un film che riesce a coinvolgere grandemente lo spettatore, dimostrandosi stimolante. Tuttavia la ribellione istigata appare in un primo momento debole, idealista ed altamente ingenua. La retorica Jodorowskyana si dimostra ridondante e irrealizzabile. Il viaggio alla scalata della montagna viene mostrato per tappe, fino a quella finale, il successo. Manca di spiegare come realizzare un simile viaggio, mancando solide basi e radici alla retorica filosocialista, di cui è consapevole. Ciò nonostante il genio di dell’artista cileno va oltre questa mera critica anticapitalistica. Svela la propria natura di prodotto filmico, e quindi illusoria, rivelando la prigionia della percezione e dei sensi dovuta alla falsità delle immagini e dell’arte. Il monito di Jodorowsky ora punta a liberarsi da quelle catene, svelare le illusioni e appropriarsi della propria umanità. Dimostra così una retorica più lucida e matura, che va oltre la mera e superficiale critica di un sistema mondo, ma dell’intero sistema mondo, facendone una sorta di meta-critica. Il messaggio di Jodorowsky è chiaro, non si può operare una critica o una rivoluzione nei confronti di un sistema politico-economico se prima non ci si libera dalle catene dell’oppressione dei sensi, bisogna disilludersi.

domenica 6 ottobre 2019

fatevi i gatti vostri 1324 "Un Homenaje a Alejandro" raccontino letto da Dante

Stavamo tutti e sei (tre umani e tre mici) in cucina, i pelosi alle prese con tonno e sfilacci e noi  a gustare un delizioso passato di verdura di zia Holly che, costretta a starsene a casa per i guai ai piedi, si rifà coi fornelli. Delle micette sto preparando una vera galleria fotografica  che posterò nekl corso della settimana non dubitate. Nella stessa rassegna troverete anche Balena che non le abbandona un attimo.
E adesso state a sentire come la fantasia dello zio, mescolando come sempre realtà e fiction è riuscita a combinare due elementi tra loro apparentemente distanti.
Questa mattina avevo scaricato in rete un libro di Jodorowsky  dal titolo Cabaret mistico e quando l'ho detto allo zio lui,sereno sereno lui mi recita:

“Quando, con l’età e la rinuncia a qualsiasi seduzione, abbiamo raggiunto un elevato livello di Coscienza, possiamo sciogliere gli ormeggi che ci tengono legati al corpo".

 Jodorowsky continua così:
"Tutto è un regalo: le piccole soddisfazioni, i sottili messaggi dei sensi, l’affetto che ci scalda il cuore come un balsamo, gli incontri gentili con altri esseri umani, la capacità di essere di aiuto agli altri. Ogni giorno è un buon giorno.”

e l' editore invita all' acquisto concludendo:
Un grande Maestro affronta lo spauracchio più grande: la vecchiaia. E ci aiuta a capire perché sia un grande dono.

Roba delle ore 11 quindi finita lì. Alle 13, mentre alzavamo i cucchiai colmi del passato della zia, arricchito con pane abbrustolito aglio e olio toscano non pensavo più al libro del mattino.

Assaporando quella delizia nella quale si mescolavano i sapori di zucchine, cavoletti, carote, piselli, patate e fagioli mi è venuto da dire alla zia: "con tutti questi fagioli borlotti dovrò cercare di usare la massima cautela nei rapporti sociali di stasera"
al che la zia mi ha risposto: "a meno che tu non voglia emulare tuo zio che grazie ai fagioli ottenne gli applausi di un cinema intero".

Ho chiesto lumi e quando lui con pazienza ha iniziato a raccontare
e ho trascritto questa storia dalla sua viva voce. Poi per trasmetterla a quei lettori che amano ascoltare le novelle piuttosto che leggerle l' ho spinto a rileggermela mentre lo registravo.
Io sto ancora ridendo
spero che vi piaccia anche per l' affresco di un periodo fiorentino al quele lo zio ritorna sempre con la piacevolezza datagli dal ricordo di tempi che per lui dovettero esser davvero belli.

In serata Bobby posterà Colombo aggiungedolo a questo stesso post.

Eccolo si chiama dente per dente troverà posto nella   nella videoteca di Esserino  a partire dalle 19:00
  Bobby ore 18.20
 

Buona Domenica da

Dani e famiglia umana e miciosa.

questa è la lettura sotto riporto il testo

Riceviamo la cortese segnalazione del prof. Martinelli che riscontra come il file audio si interrompa dopo poco dall' inizio. Uno dei soliti scherzi di blogger che pare non gradire rimandi a spazi troppo vasti ospitati su altre piattaforme. Proviamo a rimediare scusandoci per il disagio di chi avesse provato nel frattempo Dani 

Omaggio ad Alejandro.
E se leggendo il titolo non avete pensato a Iodorowsky significa che siete più giovani di me o che del surrelismo v' importa tanto quanto a me dela Meloni se pigliassero  presentà la collezione di intimissimi
Jodorowsky poteva essere il mi babbo e casualmente è nato il 17 di febbraio (del 29) lo stesso giorno in cui è morto Uliano (che era del 28). Quando avevo  19 anni, nel 1973 firmo la regia di un capolavoro, osannato da tanti ma capito da pochi. La montagna sacra. Io lo vidi a firenze un anno dopo. Lo davano all' Universale in via pisana dove si pagava poco e si vedeva di meno perche tutti fumavano e per respirare ci voleva la maschera antigass. Avevo cenato ala trattoria del coraggio in via dei Michelozzi una traversina tra Via Maggio epiazza santo spirito, penne all'arrabbiata e fagioli coll' occhio per secondo, porzione doppia, du bicchieri di rosso seicento lire in tutto
l' unico posto che poteva rivaleggiare con Schioppo in via dell' alfani, prezzo fisso 700 lire e la mensa universitaria  di via San gallo 400 lire ma mangiare dui merda. Spesso non avevo neppure quelle 400 lire e mi facevo una pasta asciutta aglio oglio e peperoncino (du etti e mezzo per vince la fame) e scarpetta con mezzo filo di pane nell' unto che restava ner piatto (circa 10o lire di spesa) 150 cor un bicchiere di vino che pigliavo in bicchiere di plastuica dal Vinaio che faceva angolo tra borgoallegri e via ghibellina e che portavo in casa tenendolo pari pari attento a un versallo.
Quella giorno nvece era andato tutto di culo, la mattina avevo scaricato mobili per Don Peppino Ceva Grimaldi principe napoletano (vero)  ma all' epoca dei fatti rigattiere in via de Macci, poco più in giù e sul lato opposto del Cibreo il noto locale dello chef Picchi dove non sono mai entrato perché secondo me se due individui son riusciti afar restare su coglioni la gentile e stupenda Firenze questi son proprio Fabio Picchi e Matteo Renzi du monumenti di saccenza che appena apran bocca la gente cambia canale. Ripigliamo ir punto: Don Peppino m'aveva dato dumila lire e io c'avevo comprato na bici da corsa parechhio usata da Aldo Peretti che faceva il bottigliaio sempre in via de Macci ma nel pezzetto compreso tra via dell' agnolo e borgo Allegri. Qualche volta lavoravo anche da lui, s'andava a raccatare bottiglie vote in guasi tutti i ristoranti di firenze, Poi le bordolesi bone da rimbottigliare si lavavano e si rivendevano mentre le bottiglie non riciclabili si spaccavao in una grande buca alc entro del su cortile e poi na vorta al mese si caricavano su un camio che le portava ale vetrerie di empoli. Non vi descrivo quante piccole ferite ci si facessero ovunque sul corpo per caricare a secchi quel vetro che pesava anche parecchio. Comunque la bici poteva valere anche 3mila o 3500 lire ma Aldo mi voleva bene e mi disse meglio a te che a quarche loffio
 e poi i soldi pochi malidetti e subito. Nememno c'ero salito sopra  che sulla cantonata di via dell' agnolo m'imbatto nel Baco un tipo bianco caciato piccino e guasi tisico famoso perche lavorva all' acquedotto e s'era autodennciato per non so quale casino volesse portare ala ribalta cor resultato che avevano arrestato lui e aveva perso il lavoro. Ora faceva il guardiano di notte ed era tutto fiero perché aveva una pistola ala cintola.
Oh Dante
Oh Bachino
o che lai prersa te la bici del bottigliaio
come vedi
la volevo io ma m'ha chiesto tremilacinque e un c'arrivavo
allora, come oro ero di idee rapide ni chiesi
quanto ni potevi dà
1500 e la mi bici da donna ndietro che l'avevo pagata 2000 da lui  ma m'ha detto che ha bisogno de soldi perche le bici a mangialle so dure.
Senti baco dammele a me que soldi e la bici e piglia te questa però per questo regalo che ti faccio mi devi regalà armeno un fiasco di rosso s'intende quando poi.
Ci mancò poco mi baciasse.
Io portai la bici da donna ala sarta di via dele pinzochere  che niera morto il marito e sula su bici cola canna da omo un ci voleva anda perche ni si vedeva le cosce e un voleva che la pigliassero pe  maial cor su marito appena sotterrato da n mese.
Bada Marisa cosa t'ho rimediato ni dissi  si fa cambio però n'ho dovuto mette 500  lire di copertoni seminovi e quelli me li devi da a parte.
Marisa un aveva problemi di soldi tanto che spesso li prestava alle conoscenti bisognose  cor un piccolo nteresse, no roba proprio da strozzina ma nemmeno da benefattrice.
Fu così contenta che mi regalò anche du paia di jinze der su marito che era anche lui un omone dela mi taglia e mi stavano proprio bene. perché essando sarta l'a veva adattati in un modo che avrebbero fatto sembra senza pancia anche il bacchino di Boboli
Così riavevo le 2mila dela mi paga na bici aggratisse du paia di carzoni seminovi  che ci sarei andato a ballre al Poggetto  il sabato che venicvae un fiasco di vino da avere.
Felice come un bimbo pedalai fino alla trattoria del coraggio, cenai come descritto sopra e poi mi concessi il cine cor un avanzo di mille lire secche pel giorno dopo,  avevo vent'anni , pochi penzieri na bici e mille lilre n tasca, se mi fosse capitata na ragazzotta discreta  da trombacci tutta la notte avrei potuto dì che r Paradiso era a Firenze e io c'ero cascato ner mezzo.

Di Iodorowsky avevo già visto il Topo un anno prima e m' era piaciuto, avevo anche avuto la pretesa di spiegallo a terzi. L' unica che fece finta d'ascoltammi  era  Stefania na bellissima tossica di Belluno (il destino mi diceva gia allora che subivo la mortale attrazione pe le venete)  lei  diceva d'essa la mi ragazza in realtà  ero io a esse  innamorato, lei nvece anaffettiva come la stragrande maggioranza de fruitori di eroina era di fori come un terrazzo e l' unica cosa di cui si preoccupava era di fregammi i soldi di tasca quando m'addormentavo a letto co lei. Ala fine mi ruppi le palle mi i du ce4nci che aveva da me in una borsa, ni messi in mano un migliaio di lire e il biglietto del treno per belluno. Penso sia scesa a Bologna perché lassù la su mamma la teneva legata cola catena del cane e la campana della mucca  ar collo perché un andasse a drogassi.

Ritorniamo a Bomba: ero seduto al cine e guardavo attento la montagna sacra quando dopo poco più d'  un ora di immagini surreali e apocalittiche cerimonie di iniziazione nel corso di una esplosione in una strada vidi che dalla pancia di una donna sventrata dallo scppio estraevano salsicce.  Dov' esse stato il combinato dell' esplosione della pancia che s'a priva dellle sarsicce fatto sta che
i fagioli mangiati a cena mi mossero il corpo. Il moto della mi pancia era inequivocabile era gasse che cercava un varco.
Cercai di scurreggià pianino alzando sala sadia solo quel tanto di natica che basteva ma fu come quando l' acqua straripa dall' argini d'un fiume
L aria compressa nell' intestino  parti come un boato e a contrasto col sedile di legno  la scureggia risoò come na cannonata
pe un secondo il brusio continuo che c'era nel cine la scio spazio a un fine chiosatore che s'alzo in piedi dale sedie centrali e vociò
Bravo! Questa è la vera lezione di Iodoroschi. Seppi pi che era un assistente di Pio Baldelli che all' epoca nzegnava storia delc inema a scenze politiche3 in via Laura.
Parti un applauso che coinvorse guasi tutti li spettatori
un battimani d' un minuto continuastivo.
Boia m'arzai per ingrazia cor un mezzo inchino
e mi partì il bisse
un altro boato che un aveva niente di umano
e l'assistente
disse
queste ce l' hamandate il Maestro....   per procura e in segno di stima pe la nosta attenzione ne confronti dela su opera
 tutti battiedero ancora le mane
e io piano piano andai fino ar gabinetto pe levammi   l'angoscioso dubbio che nela foruscita der gasse mi potessi esse caato addosso.

giovedì 3 ottobre 2019

fatevi i gatti vostri n 1323 "le figlie dei gatti chiappano i topi"

Noi a Livorno si usa questa figura retorica di contenuto per definire una situazione in cui  i genitori hanno una qualità e la si ritrova nei figli. Concetto  che talvolta si esprime anche con " bon sangue non mente".  Ma non mi riferisco ale meravigliose micine di Holly, stavolta parlo di un' umana, direi infatti che Camillina Giusti, sorellina di Samatta e figlia di Armando e Roberta, ambedue ottime voci, già udite in post passati, abbia ereditato la peculiare abilità di famiglia nel canto.

Eccola, accompagnata da Dino, in una superba cover di un pezzo classico della indimenticabile Giuni

Doveva scrive Dante ma si deve ancora riprende da una paura che ha subìto, ve la racconterà lui presto.
Quanto a me appena lui è arrivato a Venezia l' ho abbracciato e sono tornata a Livorno a dar mano ai miei

ciao a Tutti

Zanza



domenica 29 settembre 2019

fatevi i gatti vostri 1322 " Ito sa come fassi capì"

Siamo agli sgoccioli! Domani o dopodomani si lascia la Toscana alla volta della Magna Palude. Holly, Balena, Emma e Alice, ormai ribattezzata Cice, m' aspettano. Dele bestie so sicuro, dell' umana meno perché nell' ultimi tempi era piuttosto nervosa. Ito sta godendosi le ultime colazioni con me ma, saggio come un gatto della sua eta' sa essere, pare sapere gia' tutto ed ha raddoppiato gli attestati di amicizia tra omo e gatto. Si struscia e accenna anche a qualche capriola sul fianco. Ieri l'altro e' addirittura salito sul sedile della Panda




 ad aspettare che gli preparassi il piatto, almeno spero non volesse dirmi che sarebbe anche disposto a un viaggio con me.



 Ho parlato di una panda e difatti questa e' la novita' della settimana:: dal 2008 non avevo piu' un auto per problemi di soldi e perche mi bastava e avanzava il camper.
Poi l' altro giorno Armandino, il babbo di Samatta, e' arrivato al barre cor una pandina tutta piena di ammaccature, senza le serrature e cor uno specchietto mancante.


"Bella sta Lamborghini!" N'ho detto ma luilì, che oltre a lavorare ale benzine dela Stanicce e a cantare in qualche localetto, fa il dopolavoro come meccanico in una officina di impianti a metano ha replicato: "boia la terrei per me se un ci fossero già tre macchine in casa: una pe la mi moglie e due pe le mi figliole. Vesta vì e va come un treno e un pieno di metano costa 5 euri ma domani ni devo smonta' l impianto perchè il capo ci fa trecento o 400 euri co quello e il resto lo manda in demolizione.
Li per li io un ci pensavo proprio ma Ampelio sarta su: " "Ioboia! Allora datilaa  a Dantino che l'addopri come sedia a rotelle visto che un camina guasi piu".
"Avoglia de" ha risposto luili'"basta paghi limpianto e la macchina niene regalano".
"Ad avelli 300 euri e poi c' è ir passaggio, l' assicurazione, anderei oltre mille, roba da ricchi no per me". Ho commentato amaramente io.
"Ascorta Dante" ha detto Armando "se mi vieni a rifà le ringhiere del terrazzo la Panda me la faccio scalà io  dala paga di sabato e un tiri fori niente".
"Se hai i soldi pe assicuralla quelli pel passaggio te li presto io m'ha detto Dino "e poi senza dovemmeli rende basta  che sotto le feste ci trovi una stanza pe qualche giorno a me e ala svizzera  che lo sai a Venezia ci si viene volentieri del resto ma mica si pole venì sempre gratisse co tutti i milioni d'euri che ha leilì."
Nzomma m'hanno convinto, ho trovato una assicurazione online che facendo le sospensioni du vorte all' anno co 250 euri l'anno me la copre. Tanto quando sono a Venezia la terrò chiusa all' orto in Toscana.
E così è arrivata la Panda e Ito c'è saltato dentro e la ha annusata tutta. Poi ieri mattina al nostro appuntamento, dopo 45 giorni che ci si vedeva puntualmente, non è venuto e mi ha lasciato con un magone che m'ha costretto ad andare a chiedere alli spazzini se per caso avessero trovato un gatto arrotato da quarche macchina.
La sera ho telefonato ala signora che lo ospita in giadino e m' ha detto che s'era fatto vivo poco dopo che ero andato via. Due più due fa 4 ho penzato: era nascosto, ha visto la macchina c'è salito volentieri pe rendesi conto ma non vole venì via, anzi m' ha fatto  capì  che  non vole movesi affatto. Stamattina però c'era e gli ho giurato, cola croce e lo sputo, che non lo movo di lì. Allora ha mangiato e poi è andato via a coda ritta sdindellando le palle come a volermi dire:" Ti voglio bene ma io devo fare ancora un centinaio di gattini e non mi posso movere dal mi regno".
Stavolta ho scritto parecchio, ho tanti bagagli da fare e sto finendo anche la ringhiera a casa di Armando. La pandina va bene e mi aiuta nei movimenti di primo mattino.
Ah dimenticavo, Bobby avrà già messo Colombo nela videoteca di Esserino 
si chiama L' Uomo dell' Anno.
Bona Domenica a Tutti

Dante

Dante

domenica 22 settembre 2019

fatevi i gatti vostri 1321 Piovesse Merda!

"Piovesse Merda" diceva Don Luigi "oggi sarei contento a sta a guardà chi è uscito senza ombrello. Di solito i politici si coprano r capo cor quotidiano"
E con questo ricordo del nostro grande Don eccomi qua, a rispettà  pel rotto della cuffia l impegno preso coi nipoti e mi occupo io del post di fine settimana, perché grazie ala pioggia torrenziale di oggi sono andate in tilte tutte le connessioni internet. Sono riuscito a beccare un punto dove c'è una connessione del comune ma scrivo da sotto un terrazzo che mi copre a malapena e pertanto devo andare di corsa per non bagnare il pc del Mosca che me lo ha gentilmente imprestato. Intanto i ragguagli di rito: Holly e nonna Giovanna sono rientrate a Venezia. Non hanno fatto in tempo ad apprezzare il calore del Bar Nado e la solare estate settembrina delle spiagge di Follonica che era gia' ora di rientrare alla base. Holly era molto stanca e il tran tran quotidiano che mantengo io non era il massimo per lei ma e' venuta da Ito e lo ha portato a passeggiare. Io continuo ad andare da Ito tutte le mattine ma adesso rientro per mezzogiorno perché sto facendo dei lavoretti a casa di Dino e anche alla veranda del Barre.
Mi hanno detto come mettere il filme di Colombo in Biblio
spero di non fare casino ir titolo è

Ciacche si uccide 


e lo trovate nela videoteca di Esserino

Un abbraccio a tutti  quelli che ci leggano

Dante

domenica 15 settembre 2019

fatevi i gatti vostri n 1320 Du pezzi di m....usica; Samatta nela doccia e r Ciampi che fa l' acuti"

Boia dé che merda ch'è r Ciampino vando ci si mette di buzzo bono. Allora, si scherzava, l'altra sera, su tempi d'oro vando s'era fatto un complessino e ogni tanto s'andava a sonà in provincia io, luilì, Ampelio e Armandino Giusti ir babbo di Samatta e così rievocando  mi salta il picchio di domandanni "ma te lo ricordi quandoi s'andette ala cena de minatori in maremma e facesti piange un paese ntero?"
" boia dè m ero toccato r viso cole mani mpregnate di cipolla e mentre ni cantavo Miniera de Niutrolse mi pisciavano l' occhi come fontane. A proposito lo sai che che l'ho rifatta in maniera moderna e Samatta la canta proprio bene, 9solo che a falla cola musica si vergogna ma Zanzina l' ha registrata nela doccia mentre si sciacquava la topa e senti bellina che è anche cantata a cappella."
In effetti Sama ha voce per questa roba e il maestro l'ha modificata così bene che bisogna stringeni la mano ma un pegno me lo deve pagà e allora chiamo Ampelio ala batteria  metto na chitarra in mano una n mano a Armandino e mi devano rifà Miniera nela versione classica. Dei tre tutti hanno voce pe cantalla, io no, steccherei ma il Ciampino è quello che potrebbe anche fa impallidì i falsettisti come Kimme de cugini di campagna o quello stesso de Niutrolse, da quanto è ntonato anche nell' altissimi.
Ecco i du pezzi e, come avrete capito  m'è toccato rimettemi a scrive sennò i mi nipoti, Zanzarina e forze anche quarcheduno de lettori mi levavano r saluto

il firme di Coloimbo lo mette poi Bobby tanto a lui ni riesce d'entrà anche da di là dela Manica

un abbraccio a tutti da Dante e Ito

 

Concerto per un delitto è in videoteca di Esserino


domenica 8 settembre 2019

fatevi i gatti vostri n 1319 "reso il prof. alle lentigginose"

Ore 18:18 ciediamo scusa ai lettori del blog che non avranno trovato foto cui avevamo fatto cenno e neppure l' episodio di Colombo. La potente wifi di trenitalia ci ha aiutato a realizzare questo svarione e noi gonze non abbiamo controllato. Sfatte dal viaggio ci siamo buttate a letto per una dormita pomeridiana e solo ora realizziamo che la paginetta odierna è mutilata e bene. Proviamo a rimediare subito con tante scuse e prencipiamo coll' episodi di Colombo " Bella ma letale" che troverete nella videoteca di Esserino il resto del testo è quello che avevamo postato stamattina con aggiunta delle foto della vespa e del ciao

         Colombo " Bella ma letale" da subito in videoteca


Zanza e Dani
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Bobby è partito, oggi il suo blog domenicale è affidato a me e Dani  per ragioni logistiche. Ci è dispiaciuto davvero accompagnarlo presto, stamattina,  all' aeroporto di Pisa  dopo quasi un mese di permanenza a Livorno.
Elegante nei modi e colto ma mai saccente o autoreferenziale il giovane prof. ha allietato il nostro cenacolo di donne con garbo e perfetto stile da gentleman. 
Per gli amanti del gossip poca roba, non ci ha provato! Con nessuna di noi perlomeno, pur non mancando ovviamente  di  riserbare ad ognuna una parola dolce o un complimento e neppure  noi  che pure qualche volta, nel chiacchericcio da parrucchiera, lo avevamo preso ad oggetto delle nostre impertinenti curiosità, ci abbiamo provato con lui  anche se per un verso o per l'altro un pensierino ci si fa da anni . Ci piaceva uscire in quattro donne con un uomo, addirittura in 5 se contiamo la sorellona Dani. Credo che questa sia stata l' estate in cui ho fatto più bagni e mi sono perfino tuffata da 8 metri nella caletta dove Dante da ragazzina mi aveva insegnato le coordinate per non sfragellammi suli scogli alla fine Samatta m'ha detto: "boia sei proprio come l' omini ci manca che tu camini sule mani pe metteti in mostra, dicano che era la tattica di Dantino a tempi d'oro".
Luilì Dantino continua tutti i giorni, dal 12 agosto, ad andare dal su Ito e nel frattempo sta costruendo una bici elettrica. Ha finito e collaudato la vespa


  irriconoscibile da com' era ridotta quando prencipiò a smontalla più di un anno fa.


 Ci ha messo tanto ma i lavori a distanza non godano dela continuità lo si sa bene.

Ha rimesso in strada  anche il Ciao arancione gemello di quello che tiene a Venezia. Ir ciao era buttato in fondo al suo magazzino da guasi trent'anni ed è stato solo quando Dantino ha visto che la minima salita in bici ni piegava inesoraboilmente le gambe che  la sera ha detto al Ciampi: "Boia e so' proprio ala frutta Dino, bisogna che mi faccia la sedia rotelle ma cor motore". Il giorno dopo il Ciao era a pezzi, nel primo pomeriggio i suoi 50 cc di motore già cantavano sul litorale di Follonica facendo voltare i passanti che commentavano: "bada te un vecchio ciao e deve anche essere dei primi".  E così ha mezzi per movesi in piena libertà. Il cortisone, senza il quale non camina per niente gli ha regalato un forte appetito e un faccione da gatto che tuttavia, data la mole non gli sta male. 
Tutti i giorni aritorna al barre alle 5 e fin verso le 11 o mezzanotte è con noi a mangiare, chiacchierare suonare. Mi pare che abbia pian piano ripreso lo spirito di un tempo, coadiuvato dal Ciampi che, anche lui è doventato più loquace e meno caustico.
Scrivo dal treno perché Dani e io dopo avere  andiamo, finalmente, dopo avello promesso a lungo, a dare il cambio a Holly sia per quanto riguarda il lavoro che per l'assistenza a Balena e alle gattine che ormai sono gattone imperiali.
Holly andrà a raggiungere Dante e porterà con sé nonna Giovanna che di un pò di cambio d'aria ha proprio bisogno.
Parrà forse a chi ci legge che nel nostro mondo, sospeso tra il reale e il fantastico, ci siano delle persone che non hanno da fare un cazzo e di anno in anno modulano la loro vita sulla base di quella dei gatti o delle loro balzane progettualità. In realtà si lavora e parecchio ma non ci piace troppo raccontare del lavoro. Il lavoro mi diceva Dino quand'ero bimba,  è eguale alla forza mortipricata pello spostamento e già a dilla questa definizione di fisica mi pare di sudà  a insisteci mi potrebbe venì da rigettà.
Si parla allora di picole cose che poi son quelle che a pare mio movano il modo e pienano l'esistenza
mi vengano ala mente de versi
"de tanto correr por la vida sin freno me olvidè que la vida se vive un momento de tanto querer ser en todo el primero me olvidè de vivir los dettalles pequenos" 
ma un era un filosofo o un poeta  spagnolo che l' aveva scritto la cantavano Julio Iglesias e quarche vorta anche Nara, la mi mamma

Baci 


Zanza