Diamo respiro a Zanzina che fra un oretta dovrebbe partire insieme a Dino. Speriamo che un arrivino troppo tardi perché dopo aver scaricato il su furgone in piazzale Roma anderò io a portallo a Malcontenta accanto al mi campere e per evità di impestammi sull' autobus tornerò cola mi barca che poi riporterò laggiù un altro giorno. Holly voleva far fermare Zanza direttamente a Malcontenta e che uno di noi andesse a piglialla cola su barca da carico che sta ormeggiata qui vicino a casa. Dubita infatti che la mia che è ferma da tempo possa partire al primo colpo e teme che magari ale sette di sera io mi metta ad armeggiare prendendo un sacco di freddo al quale poi aggiungere il freddo di una attraversata della laguna sudde per tornare a casa. Il rischio c'è anche se il motore è ben custodito oliato e ingrassato all' interno del boxe in lamiera che ho davanti al camper. E' li che, stagione permettendo faccio tutti i lavori più grossi ed è anche qualla il posto indove ho ambientato la residenza guasi da homelesse der protagonista der mi giallo. Col covidde so du anni che poveraccio stà lì al freddo penzando all' omicidi di cui non trova il bandolo e un vorrei esse ne su panni. Io per fortuna dormo a casa in un letto caldo che divo con Holly che un' ha un filo di grasso ma che sotto le coperte la su parte riscaldante la fa. Poi ci so anche tre pelosoni che da sopra le coperte danno il su apporto.
Ala fine Dani e la su zia hanno accettato la mi decisione perché hanno capito che cola barca da carico i viaggi doventavano due e che avrebbero richiesto più di un ora in laguna mentre cola mia in meno di venti menuti ritorno a casa. Il rischio di passà il Natale a letto c'è ma mi metterò du maglioni l' eskimo, la sciarpa i guanti e soprattutto un bel sacco di plastica di quelli pe la spazzatura industriale che parano vento e umidità. Del resto meglio che rischi io che tre persone due dele quali, Dino e Zanza, probabilmente dovranno moversi ancora. Dino ala volta dela Svizzera e Zanza forse in compagnia di Dani, verso la Germani indove penzano di fassi da n' altra sgaruffata dai nipotini di Itle.
Rispondo poi a un quesito posto nei commenti da Patty che chiede lumi sul modo di dire labronico: "fra caà e fa lo spiazzo si fa buio e un s'è fatto un cazzo" sul quale, come lei ben ricorda, ci intrattenemmo con un poste ai tempi di splindere. Il poste non lo saprei ritrovare ma la spiegazione eccola:
Deriva dall' osservazione del comportamento del gatto quando caa. Difatti ser Micio dopo avé scerto il posto e avé caato si preoccupa di coprire gli stronzoli e poi di pareggiare la sabbia o la terra sopra in modo che guasi non si vedano tracce e che la su opera d' arte un faccia asfissià dar puzzo.
Spesso tale operazione viene compiuta con estrema attenzione e ripetuti controlli e annusate per sincerassi che tutto sia stato fatto al meglio. Facile per il creatore del suddetto modo di dire, giungere ad
una analogia adattabile al comportamento di chi si gingilla leziosamente in qualche attività perdendovi del tempo prezioso e giungendo, nei casi più eclatanti a fare appunto tardi, fino a sera, senza aver concluso granché.
Ci sarebbe anche da risponde al parmigiamino che mi chiede lumi sull' accompagnamento e melodia eseguite in contemporanea con una sola armonica. E' cosa più facile a fassi che a dissi ma ci proverò però prima bisogna che ritrovi delle figurine illustrative che ho da qualche parte.
Infine il pezzo musicale natalizio di oggi.
Visto che Dino arriva stasera mi par brutto fa qualcosa senza di lui, allora nell' attesa ho chiesto a Dani di reperire nel su archivio o in quello di Zanza qualcosa fatto sempre al Bar Nado ma da altri valenti
esecutori o esecutrici e lei mi ha procurato questo jingol rocche che Samatta cantò l' anno scorzo cor una vociotta rauca ma abbastanza sessi a dire der Ciampi.
Bona Giornata
Dante