domenica 29 agosto 2021

fatevi i gatti vostri 1886 " Speciale musica" La Nado Sconvort Bende presenta.

Dante. in estate, s'è mosso poco ma per quel poco non ha certo disertato i vecchi amici. Mancandogli l' appuntamento con Ito, che oramai lo guarda sereno da lassù nzieme al gatto Esserino. ha preferito lo scoglio labronico alla rena bollente e alle carni scosciate di Follonica. Così ha fatto la spola tra Calafuria e il barre. 

A giorni dovrebbe rientrare a Venezia per dare il cambio a Holly che si è sciroppata calura e gatti anche se è stata alleggerita nella fatica da Bobby. Il buon nipote, infatti, dopo mesi e mesi di esilio oxfordiano, ha deciso di passare l' agosto nella natìa Venezia.

La presenza di Dante al barre ha anche ravvivato le ambizioni musicali del nostro gruppo. Pel su compleanno gli si erano regalate du armoniche nove 





e soprattuto un microfano come si deve. Non che il suo ricavato da un fanale di bici non andasse bene ma non si poteva regolare bene coll' amplificatori e così, sebbene fosse efficiente per le sonate in solitaria, quando sonava in gruppo  capitava che  prendesse toni troppo alti distorcendo e coprendo gli altri oppure rimanesse troppo in sordina il tutto con forte funzione evocativa pe le bestemmie del Ciampi.

Ecco due bei pezzi nei quali, oltre a lui coll' inseparabile armonica, stavolta amplificata per benino, partecipano Dino, con organo e chitarra, r mi babbo ala batteria e George Dalton che interviene con perfetti ricami vocali, del resto se un lo sa lui l' americano chi lo deve sapé? George guida anche il  sottofondo col nostro coro  dall' inglese incerto ma dar volume robusto, 

Aim e biliva è il primo pezzo reso immortale  in Italia da Caterina Caselli


 


e seiv de last denz fo mi il secondo, in italiano ce lo fecero conosce i Rokes cola incredibile voce di Shel Shapiro che ala mi mamma Nara garbava di brutto ma poi dovendo sceglie si orientò sur prodotto nostrano e pigliò r mi babbo Ampelio.


 

Bon ascorto


Zanza

martedì 24 agosto 2021

fatevi i gatti vostri 1885: Speciale Agosto "Il ritorno del Pastis Damì" ovvero Dani e Zanza in vacanza."

 Avessi aspettato quarche artro giorno avrei fatto un mese pieno di ferie dal blogghe ma mi sembrava troppo, così contentiamoci di questo lungo stacco che ha coinciso anche cor un certo riposo dal lavoro.

Vi racconto com'è andata: Intanto per mia grandissima anzi incommensurabile gioia Dani si è presa una mesata di ferie ed è ancora qui da me. Era tanto che un ci si concedeva un bel tocco di cameratismo e quando l' ho vista arrivare cor su zaino enorme ho capito che va bene la barca, va bene i traslochi le conzegne e tutto quer che si vole ma c'è un momento che bisogna fa r bagno in un mare serio e allora un c'è niente di meglio che Livorno er su Tirreno.

Visto che io di barre ero piena infino all' occhi la mi mamma m' ha suggerito: " O perché care le mi bimbe, o perché voi due un vi levate dale palle pe na diecinaia di giorni e poi magari quando tornate ci date ir cambio a me e er tu babbo che magari anche na settimana sola di stacco si farebe dimorto volentieri?"

La mattina dopo s'era sur traghetto pe la Corzica. S'era proposto di venì anche  anche ale trombanti e a Samatta ma sturtima è fissata coi francesi che si sciacquano le palle er gigi cor profumo invece che coll' acqua er sapone, mentre Federica e Marina o se preferite Tromba Daria e Tromba Marina avevan dei ricordi corsici che  a lorolì un gli piaceven punto.

Marti ci s'era fidanzata con Bobby e ancora sta storia se la strascica dietro e anderà avanti pe chissà quanto. Fede aveva sperimentato le varie forme di briachezza e d' infedeltà del vecchio George Dalton e sebbene un abbia esitato a rendegli corna ramificate  con interessi abbondanti e ci si sia poi rimessa nzieme come fa da diec' anni a sta parte, un gli faceva voglia di andà in posti troppo rievocativi. Cos' anche le trombanti so andate in terra di Francia  a caccia di piselli sciacquati colo Scianelle numero cinque.

Io e Dani s' ha una simbiosi speciale e ci siamo dette subito: "Un ci mettiamo obbiettivi ner capo. Si va lì si nòta, si piglia r sole e se si trovano du ragazzotti ci si ruzza un pochino, però siamo d'accordo che  se se ne adocchiasse uno solo, allora  si lascia pèrde. Difatti unè ir caso di  sciupassi la vacanza perché una magari  rimedia n' avventurina agostana e l' altra  restà n bianco".

Pe l' occasione Dante ci aveva prestato la su vespa rimessa tutta a novo un par d' anni fa. La raccomandazione era stata:

"Cercate di stacci attente perché mi ci so fatto un culo così a rimettela a posto". Difatti aveva ancora la sella coperta col nailon e le manopole fasciate cola pellicola domopacche perché in un momento di folli ha scelto sella bianca e manopole bianche.

Io la vespa la mando abbastanza  bene perché è sempre stato un mezzo abbastanza presente da Nado e ho imparato da ragazzotta. Quella di Dante è grossa e pesa ma è potente e permette anche giri lunghi. Dani tanto sicura un si sente ma comunque la sa mandà anche lei e mi ha datto qualche cambio nele tirate più lunghe. Grossi problemi cole restrizioni covidde un si so avute anzi, in Corsica un se ne parlava proprio. La gente era vaccinata e si comportavano benino senza fare troppi assembramenti o almeno così è stato ne posti visitati da noi.

S' è avuto culo. S'era ad Ajaccio per visitare  dele isole bellissime dette Sanguinarie  e Dani, una mattina,  dopo essere andata colla vespa  a comprare del cibo  mi torna al campeggio seguita da du tipi che a vedelli a prim'occhiata facevano nvidia a bronzi di Riace. " Sono Tedeschi, in moto,- mi fa lei-  e mi hanno chiesto indicazioni proprio per il nostro campeggio" e lei, ovviamente  ce li aveva portati invitandoli a seguire la vespa. Visto che posto un ce n' era, Dani, che ha inaugurato il mese dell' intraprendenza, ha proposto loro di divide la nostra piazzola, è poi  andata a sentire la direzione che, ben lieta di pigliare più soldi, ha dato l' ok e i due ragazzi  ne son stati felicissimi. Le piazzole sono abbastanza ampie e le du tende c'entravano senza stare troppo appiccicate. Efficientissimi hanno prencipiato a montà la su roba a torzo nudo e n costume e ammé ogni tanto mi ci cascava l' occhio. Belli arti biondi di quelli che Itle ci voleva fa na razza da allevamento. Avevano na bella tenda a iglù grossa





 guasi quanto la nostra mitica canadese avuta in prestito da Dantino.

 Una vorta che si sò sistemati sono tornati a ringraziacci, ci hanno offerto dele birre diacce marmate che un so come avevavo fatto a portalle così gelate e ci hanno nvitate ala spiaggia. Peter e Friederik avevano 25 anni da fenì, du bimbi in confronto a du trentennone come me e Dani ma erano talmente ben strutturati che anche Dani che è una stanga e io che al mi metro e 70 c' arrivo, si sembrava comunque du bimbette accanto a loro. Na bella mattinata, sole, acqua e tanta rispettosa educazione che è na roba rara da trovassi. Nel pomeriggio abbiamo fatto, nzieme a loro, l' escursione  a pagamento alle isole Sanguinarie. Trenta euri a testa, un po' parecchi, ma meritava. Una meraviglia.  Al ritorno siamo andati a cenare tutti e 4  nzieme un bel locale sur mare che durante e anche dopo mangiato  faceva  musica. Sebbene sempre in un clima di estrema educazione e cortesia ci s'era un po' sciolti tutti e si ragionava in inglese, non troppo,  si beveva,  molto più di quanto si parlasse e s' ascoltava quella bona musica.  Così ala fine visto che  du bei  ragazzi accanto ci s' avevano e se in quer momento  m' avessero fatto sceglie un avrei saputo su quale orientammi  n'ho chiesto a Dani: " E ora bimba bella che si fa? Io prencipio già a entrà n' anzia, a te intanto quale ti garba?" Leilì oramai era su di giri e mi ha risposto cola voce mpastatella: "Ma che ti importa Zanza? Lasciamo che facciano loro, tanto stasera mi va bene proprio tutto anche di scambiarseli se ti va". Ho riso forte perché non è sua consuetudine esprimesi così liberamente come tutte le nordiche è assai più misurata di noi livornesi ma negli anni ho avuto modo di vedere che quando si fa prendere dall' estro è di fori come Samatta. Fra mangiare e bere nel locale ci siamo rimaste più del previsto guasi fino all' una  e  verso la fine dela serata  s'è visto che i tedesconi dovevano essesi organizzati tant'è che uno si stava pigliando cura di me e quell' altro di Dani.  Siamo tornate al campeggio che era guasi notte e  uno dei ragazzi, quello che stava più vicino a Dani si è allontanato con lei verso la tenda a iglù. Io ho preso pe la mano Peter e l' ho guidato  verso la nostra.  Tutti e quattro si penzava e si voleva la stessa cosa e non ci sono state mosse false o incomprenzioni. Pur in una piazzola ampia le tende erano vicine e, se per un minimo di discrezione, ho cercato di pensare solo a quello che avevo a du dita dal mi naso e intorno ale mi zampe,  sentivo comunque Dani e lei, la mattina dopo, mi ha raccontato che sentiva me e così ci siamo messe a ride  tutte e due come du sceme. "Boia Dani- ni dicevo io- ma te lo sai che  bèrci di brutto quando sei sur pezzo e lei  ridendo mi rispondeva "Ah forse perché tu non ti senti, non solo soffi  e mugoli come una gatta ma commenti a voce alta  peggio che in un film porno". 

Comunque  dopo un altra bella giornata e na nottata pari ala prima, dove però Dani è stata nela tenda italiana e io in quella tedesca che anche in questa ci si stava benino. Per fortuna, visto che ormai ci s'era detti tutto quello che c'era da dissi, siamo riuscite a sbolognalli senza troppi problemi o forze anche a lorolì stava bene così perché hanno ripreso la moto e noi la vespa dirigendoci in du direzioni diverse e d' estate v' assicuro  è na benedizione perché trovassi tra le palle uno per un mese perché magari c' hai passato una notte post birra e mojiti unnè proprio r massimo, due poi pole esse addirittura mbarazzante.

S'era tutte e due d'accordo su sta linea e così siamo riuscite a girare parecchio l' isola concedendosi anche quarche artra avventuretta che ci ha rialzato l' autostima ma non indulgo ad altri racconti perché come vanno ste cose lo sapete meglio di me e un serve scende ne particolari in maniera ricorrente.

Dante ci aveva suggerito la strategia per rimanere simpatiche ai Còrsi che, specie sula parte di costa che quarda la Toscana, so parecchio indipendentisti e la Francia e i francesi gli stanno dimorto su coglioni a lorolì.

Il suggerimento si basava su una sua antica esperienza. Luilì, quando c'era l' occasione, nelle afose mattinate estive aveva presa l' abitudine di  beve il Pastisse che è na specie di anice der quale si fa molto uso anche sula costa azzurra. Proprio lì, nfatti, nzieme aun caro amico di Bordighera, aveva fatto conoscenza di quell' aperitivi serviti colla brocchetta dell' acqua er diaccio e li pretendeva anche ar Bar Nado rimediando dei colossali vaffanculi che comunque venivano poi mitigati dal casareccio tentativo di creare una sorta di surrogato adoprando l' ottima anice del Varnelli.  Successe dunque che un' estate cor Ciampi vennero   in Corzica co questa medesima vespa che adesso ci ha affidato e ar primo barre che trovarono penzò bene di far provare ar Ciampino un vero Pastisse. A Dino un gliene mportava na sega perché per lui due erano le bevande canoniche: ir ponce ne mesi autunnali e nvernali e la perziana in quelli primaverili ed estivi. La perziana poi si faceva coll' anice e un aveva una gran voglia di assaggiarne un parente che per lui era inferiore in partenza. Ma pe fallo sta zitto e soprattutto per riposassi ir culo dale troppe scosse subite in vespa accondiscese e si stianto sur una sedia. Dante  vide che nzieme ale marche francesi ce n' era una che si chiamava Damì e si vedeva dall' etichetta che era fatto in Corzica. Cor su francese splendido chiese: "De Pastì Damì sivuplè" .E ir barrista sorrise e gli rispose in decente italiano: "Pastis Corso signore, una scelta molto sensata, grazie per l' apprezzamento".


Il pastis non si beve puro, ma diluito in acqua fredda con successiva aggiunta di ghiaccio (una parte di pastis per 5/7 parti di acqua). NB: il ghiaccio va aggiunto rigorosamente alla fine. In questo modo cambierà colore: dal giallognolo al bianco sporco. Per avere la denominazione di 'Vero Pastis', la bevanda deve avere una gradazione alcolica di 45 gradi. 
Viene servito in un bicchiere alto con ghiaccio, in abbinamento ad un’apposita piccola caraffa di ceramica piena d’acqua naturale fredda

O anche con una di quelle misure da vino in uso anche nelle osterie Italiane e destinate a contenere quartini, mezzi litri e litri.
Una maggiore diluizione ne fa anche un ottimo dissetante.
Inutile dire di lì a poco, Dante e Dino si trovarono a conversare  d' indipendenze e d'attentati e se li fecero amici tutti. Così prima di salutacci ci ha dato la mappa dei su posti preferiti e noi augurandoci che a distanza di tanti anni ci fossero ancora siamo partite col prezioso foglietto a quadretti in tasca. Il Pastisse ci è piaciuto e lo abbiamo trasformato in una sana e ricorrente abitudine. In più quer goccio d'arcole, prima di pranzo, invece di facci da aperitivo a me e a Dani ce lo smorzava l' appetito e spesso s'andava a fa dele lunghe notate senza avé toccato cibo. Il resultato è stato ottimo. In un mese nzieme si so persi guasi 4 chili a testa e s'è guadagnato in tonicità dele zampe e der culo che ner nòto trovano ir loro toccasana.

Di posti belli ce ne sono moltissimi, sebbene le guide non convenzionali inneggino all' interno, meno esplorato e meno turistico ve lo sconziglio in estate, troppe zanzare. Seganlo 4 tappe d'obbligo, nela prima, ala sola vista  ci s'è aperto il cuore e dopo, come v' ho raccontato anche quarche cos'altro, sono le Isole Sanguinarie così dette pel colore rossiccio derivante dala presenza d'ossido di ferro imperdibili al tramonto.

Poi due posti classici che difficlmente troverete poco affollati come in queste foto, nell' ordine Palombaggia e Rondinara 

 infine Le famosissime Bocche di Bonifacio più belle dele bianche scogliere di Dover.



Pe salutavvi piglio spunto da una delle chiuse classiche del gatto Balena:
"Nzomma  noi erimo istate benisimo et cusì isperavimo anca  de voiantri tuti"
a presto
Zanza e Dani.


giovedì 29 luglio 2021

Fatevi i gatti vostri n. 1884 " Speciale: Auguri Dante! Il Valzer dela poera gente te lo sonano all' Inpisse "

SESSANTASETTE precisi scoccati alle 11 e mezzo di questa mattina. Me lo ha comunicato Dani.

Lui per festeggiare il compleanno è andato a un patronato a chiedere se gli toccava un po' di penzione.

Nulla di nulla! Ha lavorato una vita ma sempre come cazzo gli è parso e nei registri Inpisse resulta poco o niente, comunque non abbastanza da consentiggli di riceve quarcosina. Hanno provato a vedé se poteva armeno chiede l' ape sociale ma pare che lui e Holly abbin fatto l' errore madornale di sposassi e così i proventi seppur modesti della attività di Holly lo mettan nela condizione di non poté avé nemmeno quella. Né redditi di cittadinanza o altri cazzi. L' unica sarebbe che lui e Holly si separassero ma probabilmente  riceverebbe la sociale solo a 71 anni. Perché pare che ci voglia der tempo dala separazione per non favorire situazioni artefatte. Roba da chiodi! Se uno si manda in culo cola moglie e si separano senz' addebiti ammesso che uno dei due un abbia un cazzo che fa per quattr' anni si mangia i coglioni o si lecca la topa?

Lui ha detto semplicemente che quando ne avrà bisogno si metterà un passamontagne in testa anderà all' Inpisse cola doppietta di Uliano e si farà dare quello che gli serve, non un centesimo di più perché è na persona onesta. Un gli daranno la pensione ma vitto e alloggio in galera è sicuro che glielo danno e quando sortirà di galera lo inzeriranno in qualche cazzata sociale. Lo fece un mi amico di Cecina. Erano anni che  un trovava lavoro e allora lui prencipiò a fassi dele ndovenose di fisiologica e quando ebbe il braccio tutto martirizzato dall' ematomi, cola classica voce der tossico andette ne vari centri sociali. Un ci crederete ma du settimane dopo era a fa il giardiniere temporaneo, poi ala fine l' hanno preso fisso e ora fa il custode in un parco nazionale. Penzo che se facessi la troia redenta mi sistemerebbero anche me sinnò farò la fine di Dantino.

Comunque auguri caata der 29 luglio 54! Te la caverai lo stesso, come sempre, siamo fiduciosi.

Per intanto ho riscovato in archivio musiche un valzerino improvvisato co lui all' armonica e il Ciampino ala chitarra. E' il notissimo valzer dela poera gente ma ammé mi piace rinominallo Valzere dell' Inpisse. Bon ascorto.


Holly tanto pe ride gli ha fatto trovà pronta sta panzanella che pubblico per una interessante variazione:

Siccome potrebbe capitare di non avere pane raffermo o anche fresco pole esse un conziglio bono per tutte: Holly ha preso un sacchetto di pane da toast di quello integrale e lo ha usato al posto di quello raffermo con l' attenzione di non lasciallo troppo tempo prima di spappolallo. Quindi l' ha bagnato e poi l'ha sfatto dopo 5 menuti. Solo per lui perché a Dani e a Lei un gli piace. Cice s'è messa di guardia. A vedella la variante  pare nteressante

Bona giornata da Zanza






lunedì 26 luglio 2021

fatevi i gatti vostri 1883 "Speciale: se un sete bone a fa na sega 'n cucina sarvatevi cola panzanella"

N'ho fatte du tinozze ieri sera perché Samatta finiva l' anni ma aveva pochissimi soldi pe dà da mangià a tutti e trenta i su nvitati e ancora meno pel beve. I r mi babbo la conosce da quando era piccina e già manifestava il su caratterino perché quando s'aveva na diecina d'anni veniva al barre a fa dei compiti nzieme a me, appena vedeva Riccardo ir mi gemello gli gli diceva: "Riccardino Riccardino, fammi vedé ir pisellino"

e luilì ni rispondeva; "solo se mi ci dai un bacino"

allora lei gli faceva il gesto dell' ombrello accompagnato dall' immancabile: 

"atté caata guardatelo da solo e tiratelo nszu e n giù finché un ti casca quel popò di troiaio". 

Così il bon  Ampelio n' ha detto: "ma quanti sordi c'hai  Sama da nvestì in questo compreanno?. 

E lei mogia mogia ha risposto:

"arrivo a fatica a venti euro".

 Lui s'è grattato la zucca indove l' ha più pelata e poi n' ha detto: 

" senti, la birra un ci si fa ma il vino te lo do io come regalo di compreanno e la panzanella te la regalano Nara e Zanza così con codesti venti euri ci poi andà a fa r tegame a Parigi che lì un ti conosce nessuno e un ci fai scomparì".

Sama s'è commossa. Perché il vino bastava a due osterie di briachi e la panzanella avrebbe fatto stiantà na cinquantina di perzone da quanta se ne poteva fa stando ai carcoli dela mi mamma.

ecco la foto e la ricetta valida anche per quelle di voi che un so bone a fa na sega n cucina:



La preparazione più semplice della panzanella è questa che vi dico io e che la mi mamma mi ha dettato:  Per 4 perzone, tagliate mezzo chilo pane, mi raccomando che sia pane sciocco toscano, a fette di mezzo dito l' una  e stendetele in una zuppiera largotta. Versateci sopra piano piano un quartino  di acqua con aggiunti 3 cucchiai d'aceto, meglio rosso ma no roba barsamica o altro, aceto vigliacco da 50 centesimi al litro,  pigiatele cole  le mani finché sono zuppe levate l'acqua in eccesso, quindi lasciatele così  per tre quarti d'ora un ora. Il pane toscano, sciocco e  se si pole cotto a legna, pole avere anche diversi giorni sulle spalle. Deve essere raffermo e per questo  va ammollato coll' acqua. Un tempo nei paesi c’erano pochi forni e lì si andava tipo una volta alla settimana a cuocere il pane. Quello duro poi veniva riutilizzato, nella panzanella o nella pappa al pomodoro d’estate, nelle zuppe con cavoli e verdure invernali nelle stagioni fredde. Mondate una  cipolla rossa (un serve che sia blasonata)  e affettatela fina fina mettetila in una tegame o altro contenitore nzieme un terzo di bicchier d'acqua di  e idemme di aceto di vino: lasciatile a macero pe na ventina di menuti, mescolatele ogni tanto. Poi sgocciolatele. Spuntate e sbucciate un cetriolo bello grosso (per quello un po' d'occhio lo dovreste avé di vostro, tagliatelo pel verzo del lungo e poi affettatelo in modo da avere mezze rondelle fini.  Tagliate  i pomodori a pezzettini e fategli uscire un poino di sugo. Sbriciolate r pane ammollato in una grande scodella  e, se è troppo bagnato, strizzatelo . Aggiungete le cipolle che avrete sgocciolato prima, poi mescolateci anche i pezzi di pomodoro col loro sugo, le fettine di cetriolo e il basilico spezzettato a mano. Fate riposare la panzanella ottenuta in frigorifero per  1 ora, poi conditela con 4 cucchiai di olio nostrale, 15 g di aceto, pepe e sale: ricordatevi che il pane toscano è sciapo, quindi un po' sale ci vole, come nela vita del resto che ci viene data sciapa e bisogna sapessela condì da soli.

Bona Giornata a tutti da

Zanza

mercoledì 21 luglio 2021

fatevi i gatti vostri 1882 " albo d'oro n 2: I riccioli neri dela Trombante Maior "

Ierzera (martedì) mi so concessa un par d'ore di libertà al barre e mentre i miei genitori stavano al banco ho acceso la televisione per sentire la registrazione del concerto di Fabrizio de André.

Ci s'era io ir Ciampi e le du trombanti e quando Fabrisse ha prencipiato l' attacco di "Andrea s'è perzo..." m'è venuto spontaneo di dì 

"boia che ber ritmo!"

 e il Ciampi subito spalleggiato dale du merde mi fa, guasi a presa di 'ulo: 

"Boia dé o un lo senti che è na beguìnne. Su quel rittimo  niziale ci potresti seguità cola Paloma e un se n'accorgerebbe nessuno".

Poi sono incappada nela seconda nciampicata dela sera ed ho chiesto 

"Ma perchè dice che Andrea s'è perso se è morto sotto i colpi dela mitraglia?"

E il Ciampino cola su grazia di sempre mi fa:

"Certo che se tu facessi l' ornitologa  pe fatti riconosce n' uccello  bisognerebbe fatti vedé  no struzzo".

"Boia caata questa un l' ho capita" replico.

"E lo vedo che un l' hai capita, un dubità. Allora te la spiego e nell' unico modo spiegabile perché ci so stati dei brodi che han voluto anche ipotizzà che Andrea presempio in Germania è un nome da donna ma un ci hanno capito na sega.

Donque Andrea è un omo ma non more corpito dala mitraglia. Vello è Riccioli neri che era l' amore, omo anche lui, di Andrea. Poi a Riccioli neri ni tocca d'andà al fronte, chiappa na smitragliata, more e arriva a casa la lettera d'encomio che dice che è morto pe la patria e l'ha firmata qualche generale di merda cor timbro del re. Andrea si sente sperzo e non riesce più a rientrare in sé finche trova pace annegandosi ner pozzo.

"Boia Dino e mi confondi e mi pare di un capicci più na sega nulla"

"Allora te lo ridico n italiano perché te r vernacolo un lo ntendi più:

L’amore di Andrea, “riccioli neri”, muore combattendo per la propria patria e Andrea apprende la notizia leggendo la lettera con “la firma di re”. Se analizzi il testo, “Andrea l’ha perso, ha perso l’amore” indica che il ragazzo morto ovvero il soldato, non è Andrea bensì il suo innamorato. A quel tempo, guerra del 15 / 18  i soldati-donna non c’erano ancora nell’ esercito italiano, tesi confermata dal verbo che Fabrizio usa nel verso successivo, “Andrea ha “, quindi Andrea non è morto, ma vivo e soffre per la morte dell’amato (“s’è perso”). Andrea disperato raggiunge un pozzo e dopo avervi gettato una ciocca dei riccioli neri, che il suo amore gli aveva lasciato prima di partire, si uccide buttandosi in fondo al pozzo per la disperazione."

"Boia ci so rimasta di merda Dino, ma te potevi fa anche r professore d' Italiano allora!". 

"Na mezza laurea l' ho ma mi ci so pulito r culo come cor diploma del conservatorio"

"Eh sì- ammetto- un avevo capito un cazzo nulla di questa stupenda canzone e soprattutto non avevo capito quanto anche sul tema dell' amore omosessuale Fabris che era un grande estimatore dela topa  avesse saputo scrivere questa bellissima canzone".

Ora s' infila Martina che cole citazioni ti spacca i coglioni come n martello peneumati'o:

"O n che mondo vivevi Zanzina? Fabrizio medesimo  disse in pubbrico che voleva parlare di un amore omosessuale e dar telefonino cerca indove e quando lo disse:

«Questa canzone la dedichiamo a quelli che Platone chiamava, in modo addirittura poetico, i “figli della luna”; quelle persone che noi continuiamo a chiamare gay oppure, per una strana forma di compiacimento, diversi, se non addirittura culi. Ecco, mi fa piacere cantare questa canzone, che per altro è stata scritta per loro una dozzina di anni fa, così a luci accese, anche a dimostrare che oggi, almeno in Europa, si può essere semplicemente se stessi senza più bisogno di vergognarsene» (Fabrizio De André durante il concerto tenuto al Teatro Smeraldo di Milano il 19/12/1992).

"Ora lo capisci perché ha scelto la beguinne come ritmo?"  Ripiglia il Ciampi  "Amore nostragia dolore uno dei rittimi più adatti."

"Boia hai ragione fammela sentì co la chitarra sempre che tu la sappia."

"O Zanzina questa la sono co na mano sola e con quell'altra mi reggo r gigi mentre piscio o per chi m'hai preso per Dantino coll' organino?"

"Te piuttosto la potresti cantà  aggiunge

poi ci ripenza "anzi no ascorta si fa cantà ala trombante maior che ha na voce a metà fra n'omo e na donna".

"Bada che a scherzà su sto tema rischi che ti mandino in culo in diversi". lo ammonisce tromba Marina

Mica ci scherzo dé e tanto eè na contraltina acchéccata di perride la nostra Tromba Daria e nemmeno s'offende tanto lei pende dale palle vizze di ver briaco di George doventerà tisica a forza di mugoloni pe cercà di tenegli in vita quer troiaio.

"Povera Merda penza ar tuo di troiaio vizzo, lo rimbrotta Daria, te costì se trovi una che gli garba moscio la fai ammattì dar piacere! Ma la canzone la faccio se me l' accompagni.

Eccola qui


Un caro saluto a tutti

Zanza



Andrea s’è perso s’è perso e non sa tornare

Andrea s’è perso s’è perso e non sarà tornare

Andrea aveva un amore Riccioli neri

Andrea aveva un dolore Riccioli neri.


C’era scritto sul foglio ch’era morto sulla bandiera

C’era scritto e la firma era d’oro era firma di re


Ucciso sui monti di Trento dalla mitraglia.

Ucciso sui monti di Trento dalla mitraglia.


Occhi di bosco contadino del regno profilo francese

Occhi di bosco soldato del regno profilo francese

E Andrea l’ha perso ha perso l’amore la perla più rara

E Andrea ha in bocca un dolore la perla più scura.


Andrea raccoglieva violette ai bordi del pozzo

Andrea gettava Riccioli neri nel cerchio del pozzo

Il secchio gli disse – Signore il pozzo è profondo

più fondo del fondo degli occhi della Notte del Pianto.


Lui disse – Mi basta mi basta che sia più profondo di me.

Lui disse – Mi basta mi basta che sia più profondo di me.




domenica 18 luglio 2021

fatevi i gatti vostri n 1881 " speciale cineteca: l' odiatore"

Mi interessava questo film perchè il tema degli odiatori, in rete ma anche for di rete è oramai arrivato a livello di emergenza sociale.    In cineteca trovate tutte le informazioni su dove vederlo a pagamento o gratis 

Baci Zanza

Recensione del luglio 2020 (https://www.cinematographe.it/recensioni/the-hater-recensione-film-netflix/)

The Hater: un film che si pone come uno specchio che riflette senza filtri l’escalation di violenza imperante e il cannibalismo sociale




Il premio per il migliore lungometraggio all’ultima edizione del Tribeca Film Festival e l’eco delle  critiche positive arrivato da oltreoceano, avranno convinto i responsabili di Netflix ad acquisirne i diritti, facendolo entrare ufficialmente nel catalogo della piattaforma a partire dal 29 luglio. Stiamo parlando di The Hater, l’ultima fatica dietro la macchina da presa di Jan Komasa, conosciuto per avere firmato la regia di Corpus Christi che, oltre avere raccolto consensi e riconoscimenti internazionali, ha avuto l’onore di rappresentare la Polonia nella corsa alla statuetta per il miglior film straniero agli Oscar 2020, entrando nell’ambita cinquina. Purtroppo sulla strada che portava al gradino più alto del podio c’era tra gli altri il pigliatutto di Bong Joon-hoParasite, che ha interrotto sul più bello il sogno del cineasta polacco. Questo però non gli ha impedito di attirare su di sé le attenzioni degli addetti ai lavori, accrescendo il numero di estimatori del suo modo di fare cinema. Non a caso eccoci qui a un anno di distanza a parlare della sua nuova opera.

Disinformazione e diffamazione sui social sono le armi improprie nelle mani del protagonista di The HaterCon il suo quarto film di finzione, Komasa cambia traiettorie narrative e drammaurgiche, ma sopratutto le atmosfere e il tono con i quali colora di tinte più scure e malsane la storia di Tomasz Giemza (

Maciej Musialowski), un giovane subdolo che nella Polonia dei giorni nostri prova a uscire dall’anonimato e da una condizione economica svantaggiosa facendosi spazio nel mondo intricato e pericoloso della disinformazione e della diffamazione sui social media. Un percorso che alimenterà un odio virtuale destinato a implodere nella rete per poi avere gravissime e tragiche ripercussioni nella vita reale. Una reazione a catena, questa, che travolgerà il protagonista e coloro che via via penetreranno nella sua sfera, a cominciare dai membri della famiglia Krasucka e della primogenita Gabi (Vanessa Aleksander), per la quale nutre una fortissima attrazione e ossessione. Il tutto sullo sfondo di una Varsavia in pieno tumulto, messa a ferro e fuoco da un’ondata di violenza antisemita che porterà all’estreme conseguenze in un epilogo che riporta alla mente atroci delitti di massa.


lunedì 12 luglio 2021

fatevi i gatti vostri 1880: edizione speciale pe la vittoria azzurra.



La scrofa si rotolò in mezzo al letame messe le poppe all' aria e subito un nugolo di porcellini s'attaccarono ai capezzoli mentre lei saggia gli diceva: boni boni ce n' è per tutti, sete tutti fratelli sete tutti figliol di troia.

Questa storiella la raccontava spesso Don Luigi e la adoprava da metafora per tante differenti situazioni.

E chissà mai  perché quando anche io, ierzera, come guasi tutti l' italiani, ho esurtato pe la vittoria dell' Italia m'è tornata a mente sta storiella. Non ho niente di polemico sulla vittoria azzurra anzi sono contenta come ner 2006 quando si vinzero i mondiali.

Così contenta che sono andata a ripescare la registrazione del Ciampi al pianoforte che ci regalò un Fratelli d' Italia per solo piano.

Zanza