lunedì 14 giugno 2021

fatevi i gatti vostri 1870 " una sonata al mare"

Un brano che mi incantò la prima volta che lo ascoltai e che mi incanta ancora! Che stupendo ritratto della vita che è riuscito a fare questo bizzarro geniale astigiano di Paolo Conte co quella giornata ar mare. Ah già il tutto m' è venuto in mente pensando a bimbi dele mi bimbe. Astigiani anche loro, promettevan bene almeno pel vino.  Certo ragazzi  mia, come  dico nzieme a Balen è vero che  "de gustibus este  sputandum" ma quelle so 4 tope ma tope  no perché lo dico io che posso di d' avelle cresciute nzieme ar Ciampi ma se mi dovessero chiede: "dimmi chi per te è la topa profonda di Livorno?" un ci penzerei du secondi: "Zanzara" "O chi è la topa nfocata di Livorno?" idemme  come tempo di reazione "Samatta" e se nfine co quella confidenza da barbiere che s'ha tra noi maschi mi domandassero . " O Dante ma  chi so le più trombabili di Livorno?"
" Boia dé omina nomina! Le stupende trombanti Federica e Martina o se si voglian chiamà come s'è sempre fatto: Tomba Daria e Tromba Marina".
Ora esse ner mezzo a un topaio di codesto genere, belle nteligenti argute, aperte di testa e di cuore e con chi se lo merita (penzerei) anche di zampe o come si fa ad andà via?
 Nemmeno r Ciampi che riuscì a dichiarà  e sostené di fronte all' insurti del Bar Nado al completo che Naomi puzzava di sudor,e la Bruni gli faceva cascà le palle e la Bellucci era comune come r municipio di Pisa.
Torniamo a Paolo Conte, Allora visto che oggi toccava ammé r poste  e mi toccherà per tutta la settimana, mentre mi rosolavo al mare in un posto che a trovallo a Venezia so bono solo io e domani ve lo mostro, ho scritto a Zanza: "dinni a quella caata der Ciampi che mi piacerebbe sentì sto pezzo che era tra i nostri preferiti e lui oltre a cantallo bene lo faceva ar piano co na percussione che se lo sentano Paolo Conte e Bollani gli battano le mani a 4". E se dall' ardilà lo sente ir su omonimo Piero Ciampi che anche lui cantava co questo stile ed era avanti luce rispetto a su contemporanei,  di sicuro dirrà: Boia dé che classe! Basta chiamassi Ciampi.
Nato dancane o un me l' ha mandato davvero ero andato a beve a un baretto di quelli che hanno la blututte e acchiappano quarsiasi canzone e te la rifanno a tutto volume sula spiaggia e allora gli ho chiesto se mi potevano mette sta covere d' un mi amico pianista. Boia dé l' hanno messa. Un ci crederete ma so venute parecchie persone a dinni meno male che hai levato quelle rotture di coglioni tamburi afro e hai messo dela musica seria. Una signora mi ha chiesto le parole perché a sentì lei, che si diletta a scrive poesie,  gli sembrava na poesia bellissima.
Lo è infatti
roba per palati fini
Bona giornata da Dante
qui il pezzo e sotto il testo


Una giornata al mare
Solo e con mille lire
Sono venuto a vedere
Quest'acqua e la gente che c'è
Il sole che splende più forte
Il frastuono del mondo cos'è
Cerco ragioni e motivi di questa vita
Ma l'epoca mia sembra fatta di poche ore
Cadono sulla mia testa le risate delle signore
Guardo ma cameriera
Non parla è straniera
Dico due balle ad un tizio
Seduto su un'auto più in là
Un'auto che sa di vernice
Di donne, di velocità
Più in là sento tuffi nel mare
Nel sole o nel tempo chissà
Bambini gridare
Palloni danzare
Tu sei rimasta sola
Dolce madonna sola
Nelle ombre di un sogno
O forse di una fotografia lontani dal mare
Con solo un geranio e un balcone
Ti splende negli occhi la notte
Di tutta una vita passata a guardare
Le stelle lontano dal mare
E l'epoca mia è la tua
E quella dei nonni dei nonni
Vissuta negli anni a pensare
Una giornata al mare
Tanto per noi morire
Nelle ombre di un sogno
O forse in una fotografia lontani dal mare
Con solo un geranio e un balcone


Il film è presentato da my movies.it

RITRATTO DI UNA 
GIORNALISTA CHE RISCHIÒ 
LA SUA VITA IN CERCA 
DELLA VERITÀ..
Recensione di Davide Verazzani

Il 26 giugno 1996 la giornalista dublinese Veronica Guerin fu uccisa in un agguato da un killer, inviato dalle gang di spacciatori che infestavano la capitale irlandese e soggiogavano la sua gioventù. Questo fu il risultato dei reportage scottanti che la Guerin aveva scritto negli anni precedenti, adorata dai lettori, ostracizzata dai colleghi, inascoltata dal governo; il quale peraltro, una settimana dopo la sua morte, in una sessione straordinaria approvò una legge anti-droga che contribuì a sconfiggere i trafficanti. Joel Schumacher, con piglio cronachistico, ha preso in mano questa vicenda, poco nota al di fuori dei confini irlandesi, e l'ha affidata alla sensibilità di Cate Blanchett, già avvezza ad interpretare ruoli di donne coraggiose e straordinarie. Una volta scontati i necessari tributi all'ovvietà manichea che suddivide il mondo in buoni (uno solo, la protagonista) e cattivi (tutto il mondo che la circonda, fatalmente in ritardo), il film si lascia vedere senza buchi né scossoni, anche se al termine rimane la sensazione di avere visto niente più che un'ottima prova di professionalità hollywoodiana. 


Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Veronica Guerin, giornalista del conservatore Sunday Independent , svolge nel 1994 un'inchiesta sullo spaccio di droga a Dublino. Il 26-6-1996, a trentasette anni, è assassinata. Dopo la sua morte le leggi irlandesi sono modificate e le autorità si decidono ad arrestare i baroni della droga. Nell'itinerario poco esemplare - se si esclude Tigerland , 2000 - dell'eclettico J. Schumacher, mancava il dramma biografico di impegno civile. Lacuna colmata con questo mediocre film, prodotto da Jerry Bruckheimer, scritto da due yes-women (Carol Doyle, Mary Agnes Donoghue) e diretto in linea con gli stereotipi del cinema hollywoodiano d'azione: situazioni demagogiche o banali, verniciate di falso documentarismo; dialoghi annaffiati di enfasi apodittica; personaggi schematici; cronachismo manipolato in modi spettacolari; ritmo serrato di montaggio parapubblicitario. Si salva l'intensità della protagonista C. Blanchett.

domenica 13 giugno 2021

fatevi i gatti vostri n 1869 " Zanza un extraterrestre? secondo i sondaggi sì "

Oggi è giornata dura, la mi mamma si sente poco bene, i mi fratelli un si sa indo siano er mi babbo è preso dall' anzia perché ci s'hanno parecchie prenotazioni che includano il mangiare. E' da stamattina che sto in mezzo a tegami (d'acciaio, qull' altri so tutti ar mare) e padelle. Ir mi babbo pulisce il pesce e io lo cucino. Puzzo di fritto e di sugo che appesto ma mi sembra giusto cimentammi ner lavoro dela mi mamma perché ora che il barre si sta ripigliando un pochino e il mi babbo ringrazia Costanza alla pari della Madonna di Montinero, mi sembra giusto che se un giorno lei ha de problemi io le possa dà il cambio. Tanto perché quarcheduno me lo chiederà vi voglio anticipà co na dritta, a mangià der pesce congelato un c'è nulla di male basta essene consapevoli e se siamo dei gestori è tassativamente previsto il fatto di indicallo c'è comunque un modo che vi pole aiutà se un sete di mare e temete di rimané fregati. Il metodo conziste ner sapé qual'è ir pesce di stagione. Presempio a giugno so di stagione: Cefalo, dentice, nasello, orata, pesce spada, sardina, sogliola, spigola, tonno, triglia, gamberetto rosa, granchio, rana pescatrice, razza, ricciola, sarago, scampo, sgombro, totano. E' parecchia roba se vi propongano come appena pescato quarcosa che un'è in quest'elenco aguzzate l' occhi e mettetevi la mano ar culo. So guasi le due e mezzo so riescita a mettemi a sedé 10 menuti. Ale 3 prencipierò l' allestimento dell' area barre. Ale 5 arrivano Sama e le trombanti ad aiutammi.

A proposito dell' altro giorno e dell' incontro al mare: so stata l' unica a riceve un messaggio dal ragazzo che mi garbicchiava. Ha iniziato bene ma poi s' è sciupato. Mi dispiace non averti salutato prima di andare via  eravamo in molti ma mi sembrava di essere solo in due. Consentimi una battuta. Se fai l' amore come nuoti sei un extraterrestre.

Gli ho risposto: nel sondaggio rilevato  su un campione di 1500 ragazzi  ho avuto l' 87% dei conzenzi fa' un po' te.

Samatta dice che gli cascheranno le palle. 

Meglio così le friggo.

Da domani ripiglia Dani o forse Dantino io vi abbraccio e vi auguro tanto sole e belle vacanze

Zanza


Il filme di oggi un mi ricordo chi l' avesse chiesto ma è un vecchi western. Dino se lo ricorda.

Io invece un mi ricordo da dove ho ricopiato la presentazione e mi scuso tanto cogli autori.



Genere:Western
Anno:1970
Paese:Germania Occidentale, Italia, Spagna
Durata:117 min
Formato:16 MM, TECHNISCOPE, TECHNICOLOR
Distribuzione:TITANUS - AVO FILM
Fotografia:Alejandro Ulloa
Montaggio:Eugenio Alabiso
Produzione:ATLANTIDA FILMS S.A. (MADRID), TERRA FILMKUNST (BERLINO), TRITONE FILMINDUSTRIA (ROMA)

TRAMA VAMOS A MATAR COMPAÑEROS

Nel Messico travagliato da lotte intestine, Yod, uno svedese mercante d'armi, entra in contatto con Mongo Alvarez, un generale rivoluzionario cui stanno a cuore più i soldi della rivoluzione. Poiché sembra, per l'appunto, che del denaro sia custodito in una cassaforte, la cui combinazione è nota soltanto al professor Vitaliano Xantos, un idealista non violento, capo di un gruppo di giovani e autentici rivoltosi, il quale, però, si trova a Fort Yuma, prigioniero degli americani, Yod si incarica di liberarlo. Con il valido aiuto di Chato - un peone luogotenente di Mongo - lo svedese raggiunge il suo scopo, ma il viaggio di ritorno, per lui, il suo compagno e Xantos, viene continuamente ostacolato da John, un americano che è stato pagato per uccidere il professore. Riusciti a sventarne le insidie, Yod, Xantos e Chato, che intanto si è convertito alle idee del mite rivoluzionario, raggiungono il villaggio in cui sono attesi da Mongo. Nel frattempo il rivoluzionario ha iniziato una vera e propria persecuzione nei confronti dei seguaci del professore. Schieratosi temporaneamente dalla loro parte, Yod, appoggiato da Chato, elimina il generale e la sua banda, ma non riesce, successivamente, a impedire che Xantos venga ucciso da John. Sbarazzatosi anche di questi, lo svedese decide di restare a fianco di Chato e dei giovani rivoluzionari.

sabato 12 giugno 2021

fatevi i gatti vostri 1868: Peggio dell' ingresi, n' ordinaria storia di mare (by Zanza)

Mi gira ancora un po' r capo mentre scrivo.

Ieri siamo andate al mare, io, Samatta e le trombanti, a dì la verità sarebban volute venì anche Camillina, la sorella di Sama, che è doventata fidanzata fissa der Mosca, ir mi fratello piccino e Valentina l'altra storica compagna der mi gemello Riccardo, r Tafàno. Ovviamente volevan venì da sole pe fa n' infornata di donne ma i mi fratelli hanno arzato un muso lungo come i bimbi piccini quando un si dà retta a loro capricci. Hanno passato l' inverno a sistemà le su motociclette e volevano andà a fa na girata colle su bimbe.

Alla fine l' hanno avuta vinta anche perché un si trattava d'una giratella corta ne dintorni di Livorno ma Riccardo aveva preventivato di spingesi fino a Portovenere e ale 5 terre. Io stessa so amante di que posti e così ho detto loro che era una bona occasione pe fa quarcosa di diverso. Pe preparà le moto hanno impiegato tutta la mattina e so partiti cor un sole che secondo me so arrivati cor capo bollito.

Noi nvece ci siamo contentate  di fa un sarto a Quercianella tanto per istendesi un po' meglio che su nostri amati scogli di Calafuria.

Siamo ndate cola macchina di Samatta ie e lei e le Trombanti cola loro, co tutta la roba da spiaggia libera e  preparate per benino a livello di estetista. Il lavoro di pelatura s'è fatto da noi, a scambio, ma orami un certo verso ci s'ha e del resto co soldi che ci vogliano a fassi le cerette e altre cazzatelle c'entra di mangià fori e di fassi avanzà quarcosa.

I costumi si so comprati in una svendita invernale ed erano davvero carini per il resto s'aveva un po' di musica e da bé.

Tra trippole e trappole ir mi progetto d' arivà presto la mattina è ndato nculo ala grande perché chi aveva na cosa da fenì di fa, chi doveva anda ar gabinetto perché poi ar mare è un casino fa quella grossa, nzomma siamo arivate in ispiaggia che mancava un quarto all' undici er sole erà già bello arte e cocente. 

Tant'è che s'è penzato subito di dissetacci. La cambusa era responzabilità di Samatta alla quale s'erano dati 8 euri a testa pe fa la spesa. Lei voleva prende la roba al barre ma la mi mamma un ha voluto perché sa agli hard discount i prodotti si pagano meno di quello che costano a noi dai rappresentanti.

Quando Samatta ha aperto la su borza friga s'è mandato tutte un grido di stupore. Pareva davvero lo scaffale der mi barre. Birre,  Prosecco e Campari e Aperolle. Non è che non si volesse dà lavoro ai baretti che hanno riaperto sule spiagge, so bene per esseci passata di persona, con quanta anzia hanno atteso di poté riprencipià a vedé gente, purtroppo, però, anche noi siamo senza un centesimo e quindi scerta forzata: spiaggia libera e mangià e beve da casa.

Tanto pe sgranchicci s'è subito fatta na bella garetta di noto pella quale si so messe in premio due birre ala prima arrivata, una ala seconda e il diritto di stà a guardà, l' altre due che bevevano, riservato ala terza e ala quarta.

Siccome siamo di mare e ci piace fa l' esagerate s'è deciso che 500 metri, tanto pe incomincià andavan bene. Ho vinto facile su Martina, Federica e Samatta distaccando la seconda di più di 50 metri. Quando siamo tornate accanto a nostri asciugamani ce n'erano altri 4 voti e mentre Samatta prencipiava a bestemmià sull' educazione dela gente, che co tanto spazio ti si deve venì a mette proprio ar culo, abbiamo visto sortì dall' acqua i proprietari di que teli. Quattro bei bimbi tutti gocciolanti che scotevano i capelli come fanno i cani cor pelo bagnato. Unica nota negativa è che  erano così bianchi caciati che pareva facessero luce. 

"Vai! Ha detto Federica pe oggi s' è rimediato! Ce n' è uno per ciascuna senza leticasseli."

 "A me piace quello cola tartaruga ner buzzo  ha replicato Samatta". 

"A me quello coi boxer bianchi" ho detto  io e mi so presa der tegame dale mi meglio amiche, n coro, perché, secondo loro, il bianco  trasparente e bagnato laciava intravedé un monticello di roba raggrumata ed ero voluta andà sur sicuro. Io a dì la verità nemmeno ci avevo penzato ma visto che ste stronze mi ci avevan  fatto cascà l' occhio ho visto che la mi scerta, giuro, puramente casuale, un era sbagliata.

Si sono presentati ed hanno chiesto se potevano trattenersi con gli asciugamani vicino ai nostri.

"Oramai che ce li avete messi senza chiede...." ha risposto Samatta.

e l' aria un po' interrogativa che  è apparsa sur loro volto ci ha confermato quello che avevamo già intuito dalle prime parole che avevan detto.

"Un sete di Livorno voialtri" gli ho fatto io

"No siamo  di   Mongardino, vicino ad Asti"

"Boia dé, Asti, la 5a repubblica marinara!" ha ironizzato Martina.

"O che ci fate qui al mare?" è tornata alla carica Sama

"Siamo in viaggio verso la Corsica ma abbiamo il traghetto stasera alle 19 e abbiamo voluto approfittare".

"Non vi conveniva da Genova a Bastia?"

"Si ma siamo in moto e non ci dispiaceva fare la Liguria e un po' di Toscana, così siamo partiti alle 5 di mattina. Abbiamo fatto una tappa una Portofino e una al Forte dei Marmi".

"Avete finito i soldi e sete cascati a Quercianellla".Ha concluso per loro Fede.

"No no, anche se è vero che in quei posti ti spennano, ci siamo salvati. Qui siamo arrivati perché a Livorno ci hanno detto che se cercavamo spiaggia, Quercianella andava bene.

"E' vero a Calafuria c'era il verso di favvi rovinà i ginocchi" ho soggiunto io

"E come mai su tutta la spiaggia avete messo l' asciugamani vicino ai nostri?"

"Perché eravate le più carine della spiaggia e non c'erano ragazzi accanto a voi".

"Va bene- alla fine ha sentenziato Sama- l' interrogatorio è stato superato vi potete mette a sedé e se vi va nella borza friga ci so dele birre diacciate".

Avevano tanta roba bona anche loro, anche se non proprio adatta al caldo del mare, pasticcini, cioccolatini che s'eran bell' e strutti ma dal sapore delizioso. A un certo punto mentre riflettevo ho penzato che incontri così sula spiaggia libera mi capitavano quando s'aveva 13 o 14 anni. Ora vedevo tre quasi trentenni e na 27 enne che s'era noialtre, mentre le nostre nove conoscenze erano tutti compresi tra trenta e 32 anni. Probabilmente ncontri casuali così ai quattordicenni d'ora un so se gliene capitino. La probabilità ci sarebbe ma avvezzi come sono a predeterminà tutto cor telefonino probabilmente quando si vedano dal vivo vole dì che si so digià messi d'accordo su istagramme o tittocche. 

I ragazzi erano molto educati e simpatici e questo ci ha disposte bene nei loro confronti. S'è riso e s'è scherzato su sto fatto e anche sula combinazione piuttosto rara che nessuno di loro fosse fidanzato o sposato e neppure noialtre. Ovviamente so stati ancora  interrogati ancora a varie riprese da Sama che quando ci si mette riesce guasi ad esse indisponente ma ha le su ragioni perché dopo la storia co quer  francese che, dopo che ci s'era cotta scoprì che aveva moglie e du figlioli ha giurato che prima di andà cor uno sposato se la cuce cor filo di nylonne.  Hanno comunque ammesso  tutti di avere qualche storiellina ma niente di impegnativo da poter chiamare fidanzamento o peggio ancora situazione prematrimoniale e noi, come mi par giusto, s'è detto la medesima cosa. Dalla mattina alle 11 fino all' ora di pranzo (eran le 2 passate)  s'era bevuto discretamente, io le du birre del premio e un paio di Campari soda, Sama 3 ceres e uno spritz e le trombanti avevan finito una bottiglia di prosecco con aggiunta di una puntina di bitter. I nostri novi amici si sono limitati ala birra e al vino che avevano anche loro ma non sono rimasti indietro per quantità. Da mangiare noi ci s'aveva roba leggera e fresca preparata dala mi mamma e i ragazzi avevano una riserva notevole di formaggi e salumi. Non ci siamo proprio abbuffati perché si sa che r sole fa un brutto effetto sul troppo mangiare e anzi  dopo ir caffà e un gelatino al baretto, prima che prencipiasse la digestione, m' è venuta l' dea barzana di rifà r bagno tutt'inzieme. Si so presi i soliti 500 metri che so un'andata e ritorno ala boa ultima. Na cazzata per me dato che Dantino m' allenava a fa i 5000 e 10000 metri, roba facile anche per Marti che ha poca forza ne bracci e nele zampe ma è molto agile e ha una ciccia che galleggia come r sughero. 10 vasche dure ma fattibili per Samatta e Fede, una specie di tortura nfernale pe que poveri quattro ragazzi delle colline astigiane abituati più ala nebbia che all' acqua. A galla ci stavano, si sforzavano anche di faccela ma diverse volte s'è penzato di dovelli andà a riprende. Quando so arrivati a terra, probabilmente già in fase di digestione eran più bianchi dela mattina, si so stiantati sull' asciugamano che parevan morti. Così noi bone bone ci siamo messe ognuna cor su telo vicino a quello che s'era scelto fine da prencipio e siamo rimaste ad aspettà. Fede che è più ntraprendente gli ha anche massaggiato mpo le gambe. Io poi tanto pe passà r tempo ho ciucciato nantre du ceresse e mi so addormentata di brutto. Quando mi so svegliata c'era Samatta e basta vicino a me,  s'era digià rivestita e faceva le borse. "Boia o che ore so?" gli ho chiesto. 

"Le sei n punto hai dormito tre ore e hai russato come un omo".

"E i bimbi?"

" I bimbi ale 5 c'hanno salutato e ci andati nculo perché  dovevano esse un ora prima al traghetto e sistemà le moto, ti salutano".

"O come e so andati via così?" 

"O cosa cazzo  volevi che facessero, l' hai sfiniti co quella budellata dela notata poi hai dormito come na ciuca. Del resto l' unica che s'era messa ncapo di potecci fa qurcosa era la trombante major. Marti cor suo è stata carina ma un voleva nemmeno si facesse mezze idee perchè fino a che un gli passa r magone di Bobby mi sa che l' adopra pe stacci a sedé sopra e basta."

"Boia o te? Aveva la tartaruga marina r tuo" Le dico ridendo

Io che? Io che Zanzina? O che volevi che me lo portassi a casa e gli dicessi ndiamo stendimi sur letto e fai ala sverta che dopo ciai da andà ar traghetto??? Dele volte mi sembra che tu stia fra i marziani.

"A me però mi sembrava di garbagli ar mio e anche lui mi garbava....un mi sarebbe dispiaciuto punto..."

"Trombacci?  O fattici l' ennesimo firme? Oioia o che leggi i fotoromanzi di vand'era giovane Nara te costì? Ascorta Zanzina un so 4 bimbi so 4 omini e noi siamo 4 donne sula trentina ti pare che se volevano venì a letto con noi un avrebbero potuto buttà via na trentina d'euro del traghetto e pigliallo domani? O magari nvitacci ad andà con loro? Marti fece così co Bobby un ci vole mica l' inciclopedia dele relazioni eh. "

"Sarà ma mi sembri d' un cinismo esagerato"

"Allora ascorta ora ti porto difilato  ar traghetto poi fai come ti dico io: te ti levi le mutande  e gliele  sventoli come na bandierina salutandolo mentre saltelli, così magari capisce e scende oppure ti fa cenno di andà via con lui.

"Nzomma sarei stata io che ho sciupato tutto coll' idea dela notata?"

"Ma no dai scema, cosa voi avé sciupato, se volevano isolassi a coppie  hanno avuto mille occasioni pe potello fa, ci potevano chiede di fa un giro in moto per Livorno, potevano fa finta di affogà e fassi sarvà, un so nemmeno io quanti modi ci so pe entrà in intimità co na ragazza se lo voi fa".

"Allora di noi un gliene importava na sega, voi dì?"

"Oddio ma sei tarata? Ma ti si sembra da buttà via noialtre te incrusa? Ovvio che a fa sesso con te o con me o cole trombanti ci verrebbero tutti l' omini di Livorno e anche diverse donne, fori che bimbi piccini e l' omini ghei. Ma siamo anche donne adulte e lorolì avranno penzato che magari alla prima un gli si dava. C'era da rompicisi un po' i coglioni, loro avevano la vacanza preparata e poi so sicura che domani in Corsica gli arrivano le su donne che avranno preso il traghetto da Genova.

"Ce lo potevano dì allora no?"

"Sì certo! Come me lo disse a me r francese che aveva moglie e figlioli, che gli cascasse r pisello e le palle e gliele mangessero i cani a quer pezzo di merda".

"Peccato! Dai un ci penziamo più.  O le trombanti? 

"So andate via perché mangiano dala su nonna stasera ha fatto li zerri sotto r pesto".

"O noi ora che si fa?"

"Senti, a casa mia c'è Camilla cor tu fratello. Se mi posso fermà a dormì da te si finisce tutta sta roba da beve e quando siamo belle cotte si dorme come quando s'andava a scuola e ci s'aveva il compito in classe".

Era una nostra abitudine specie prima di compiti difficili, il pomeriggio al barre ci si allenava coll' aiuto di Dante e Dino poi la sera si mangiava e s'andava a dormire tutte e due nel mi letto e si stava abbracciate dala paura che s'aveva. A me se c'era ir compito in classe di greco mi si scioglieva anche il corpo e mi toccava anda a scuola col rotolo di carta igienica nela cartella perché in bagno mancava sempre.

E così s' è fatto  anche ierzera e un ho nemmeno sognato, quando mi so alzata a piscià verso le 4 di mattina Samatta russava, come un omo, proprio come aveva detto di me ar mare.

Come si farà a ritrovà la poesia in questo mondaccio arido? Mentre mettevo la presentazione dell' episodio delle nostre amiche ngresi m'è venuto da penzà ai casini sentimentali dele due e all' arcole che si sciroppano e ho avuto n'illuminazione

armeno pe ieri siamo state peggio noi


Bon Sabato

Zanza


da movieplayer.it

SCOTT & BAILEY




 


EPISODE 7 - Regolamento di conti 

Uscita originale:
23 Aprile 2012
Durata:
60 Min
Diretto da:
Morag Fullarton
Scritto da:
Amelia Bullmore

Sean sorprende Rachel quando le svela di essere in contatto con la madre di lei, che ha espresso il desiderio di rivederla. Andy non riesce ad accettare il fatto che Janet ha chiuso la loro storia e mostra il suo lato vendicativo tenendola all'oscuro di informazioni pertinenti il caso. Il team sta indagando sulla morte di Leon Foster che sembra essere inizialmente il risultato di lotte tra gang di strada.





venerdì 11 giugno 2021

fatevi i gatti vostri 1867 " Per alcuni la rete è solo per prendere pesci "

E allora ecco un altra bella rottura di palle. Il canale tv che per lungo tempo offrì i suoi servigi ai cinefili è definitivamente chiuso: Perché ci domandiamo? Perché in qualche modo violava il copyright? Ma figuriamoci. La cosa va letta in maniera differente: questi canali o siti streaminc, se operano in violazione di qualche legge nazionale e vengono oscurati, riaprano da un altra parte in du menuti, cambiano registrazione, cambiano estenzione nfondo ar nome e ripigliano via come han sempre fatto. Da un po' di tempo a sta parte, però,  le cose son cambiate e molti di questi siti, gestiti alcuni da spiriti libertari, altri invece tendenti a raccattare un po' di pubblicità, si non trovati ad esser bersaglio di una lotta senza quartiere. Fatta da chi secondo voi? Se vogliamo vedere la cosa con forte miopia si pole pensare che stato per stato sieno state  irrigidite le norme. Riflettiamoci un po' sopra però. Penziamo davvero che in una situazione di merda come quella determinata dar covidde ci siano deli spazi per mettesi a difende strenuamente ir diritto d'autore? Ma pellamordiddio, un gliene è mai fregato un cazzo e l' hanno sempre demandata, sta difesa, a istituti come la siae e simili. Lorolì ai governi, semmai s'impegnano in quarcosa a latere del Covidde si tratta di roba in cui possan rimedià conzenzi elettorali o quattrini o ripartizione di aree di potere.

C'è invece quarcheduno che un interesse grosso ce l' ha ed è un interesse che contempla un mercato globale. Durante la pandemia giganti come Google e Amazon hanno visto cresce i su bilanci da fa schifo. Tutti e due, con varie e differenti forme vendano filmi. A volte pare li regalino come fa Amazon con Prime ma in realtà te li regalano se paghi un abbonamento ad altri servizi e così via. Ovvio che a cotesti signorotti dell' etere rompe i coglioni chiunque operi e fornisca servizi gratisse in maniera indipendente. E allora che fanno? Semplice, vanno dai providers di servizi e ni dicano papale papale: "Vuoi sta connoi o contro di noi? Noi ti si passa un ber po' di lavoro ma la devi fa' fenita di ospità questo codesto e quello, sennò doventi un nemico e provati a immaginà cosa vole dì esse un nemico nostro". Cosa volete che faccino questi operatori? Tolgano dale loro memorie tutti quei contenuti che rompevano le palle ai signorotti e così piano doventerà tutto a pagamento ma non è solo questo. Al tempo d'oro de canali liberi al massimo in cambio d' un ber firme ti dovevi sciroppà na diecina di foto di cazzi ritti o di tope aperte  ma bastava clikkà la icchisse se un li volevi vedé o lascialli sta lì se magari ti potevano nteressà. Questa era la mercede. Noi peraltro s'erano sempre trovati canali tv e streaming che conzentivano  anche na visione pulita da questi troiai di cui si diceva. 

Adesso sta doventando sempre peggio. Mi hanno segnalato du lettori che non si riescano più a vedé nemmeno i filmi in alta definizione.

Ci dispiace però che vada a sparì una rete che era mondo di contenuti liberi anche se, lo riconosco, stando ale leggi vigenti c'era anche parecchia roba in aperta violazione delle norme emanate da parecchi stati.


Ai nostri affezionati lettori possiamo solo dire che in cineteca continueremo a mettere info su chi è vivo e su chi è morto 

Questo non è un reato né una forma di connivenza. Come sapete noi non si sponsorizza nessuno e non siamo legati economicamente a nessuna forma di provento pubblicitario, percentualistico o su base dei clikki ricevuti. Credo si sia tra i pochi a mantenere una pagina quotidiana senza avé ma visto ne chiesto un centesimo. 


Sulle info odierne, che troverete in un file con data 11giugno ecc. integrata nel suo stesso titolo,  tentiamo di dare una risposta e una soluzione semplice agli ultimi problemi evidenziati nelle  segnalazioni pervenuteci da voi lettori, anzi nell' intestazione delle varie info metteremo, d'ora in poi, la data in modo che sappiate sempre quali sono l' ultimi aggiornamenti

Bona giornata da Zanza


presentazione da my movies .it


L'ACTION DEFINITIVO DEGLI ANNI OTTANTA, SPARTIACQUE DI UN GENERE.
Recensione di Emanuele Sacchi
mercoledì 23 agosto 2017

L'agente di polizia Richard Chance è sulle tracce del falsario Eric Masters, che ha ucciso il suo partner. Pur di catturarlo è disposto ad abbandonare ogni vincolo etico e reperire i fondi necessari in maniera illegale.

Dopo l'inseguimento in contromano di Vivere e morire a L.A. il cinema action è obbligato a fermarsi, riflettere e confrontarsi con un nuovo standard qualitativo e quantitativo.

Come con Bullitt o Il braccio violento della legge nei decenni precedenti. Quest'ultimo titolo, non a caso, reca la stessa firma di Vivere e morire a L.A., quella di William Friedkin: il confronto con il predecessore è inevitabile, anche se le diversità sono pari ai punti di continuità. Se là il gioco di guardie e ladri era demarcato in maniera netta, qui tutto è menzogna, in una Los Angeles dominata da un unico Dio, come chiarisce un incipit indimenticabile. Sono i soldi, veri o falsi, a determinare i destini, a cambiare proprietario in continuazione, a rendere i contorni di giusto e sbagliato sfumati e inafferrabili. Sono loro l'unico kingmaker: guardie e ladri ora sono solo pedine intercambiabili, tutti devono sporcarsi le mani quando è solo il verde dei dollari a contare. E le guardie devono ricorrere a qualsiasi mezzo se vogliono avere ragione di ladri sempre più onnipotenti e incistati nella società civile. Lo sa Masters - criminale artistoide edonista e amorale, un Willem Dafoe che qui diviene star - con le sue matrici impeccabili, Mago di Oz a cui arrivare attraverso un tortuoso sentiero d'oro; lo sa Richard Chance, che reca il suo destino nel nome, e che di questa tenzone infinita ha fatto prima di tutto una questione personale. E "corporativa", alimentata dalla morte di un collega anticipata dal più ovvio degli stereotipi sul poliziotto in pensione ("Sono troppo vecchio per questo schifo"): ribadire a se stessi di essere un poliziotto significa soprattutto cercare disperatamente di affermare la propria identità, di puntellarla in un mondo che va in frantumi. Si avverte l'influenza del nuovo venuto Michael Mann, che con Strade violente e Miami Vice sta già cominciando a cambiare le coordinate di un genere: Friedkin riprende in mano lo scettro per confezionare l'opera definitiva di un'epoca e, poi, cedere definitivamente il testimone a chi saprà rendere nuovamente vive e pulsanti le strade di L.A. Indimenticabile la colonna sonora white funk affidata ai Wang Chung, così come i colori primari di un'opera che non conosce età. 

In una Los Angeles, una volta tanto non da copertina, si combatte la lotta senza esclusioni di colpi tra un falsario assassino (Dafoe) e due poliziotti decisi a eliminarlo a ogni costo. Ma il confine tra il bene e il male appare sempre più sfumato. Ancora una volta Friedkin confeziona un film di grande successo e di azione travolgente, avvincente e violento quanto basta.

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Per vendicare la morte di un collega anziano - in gergo: il suo "gemello" - l'agente federale Chance (Peterson) dà la caccia al pittore falsario Masters (Dafoe), aiutato dal nuovo "gemello" Vucovich (Pankow), seguendo una sola regola: quando ti hanno ammazzato il migliore amico, non esistono regole. Il tema non è nuovo (l'esile linea di confine che divide l'uomo della legge dal criminale) né è nuova la storia. Non sono le pur appariscenti qualità tecniche, formali, spettacolari (la fuga in auto contromano all'ora di punta) a renderlo uno dei più scattanti, violenti e pessimisti film d'azione degli anni '80. Il brio dell'azione, la capacità di sorprendere, la velocità del ritmo, la sagacia del montaggio (magistrale la sequenza sulle fasi di lavorazione di una banconota falsa), la fotografia di Robby Müller che esalta una Los Angeles inedita non vanno a scapito della profondità di scavo dei personaggi, nemmeno nelle figure femminili di contorno, con un "malvagio" di fascinosa grandezza. Chance ha con lui un rapporto speculare: i due si assomigliano e obbediscono alle stesse regole della giungla o, se si preferisce, a un'etica machiavellica. Poche altre volte era stato rappresentato con altrettanta concretezza il regno di Mammona sulla terra. Sceneggiato dal regista con Gerald Petievich, ex agente federale passato alla narrativa, sulla base di un suo romanzo.

giovedì 10 giugno 2021

farevi i gatti vostri 1866 "Immenzo dietro su' personaggi"



Tutte le volte che mi capita di vedere o di sentir parlare di Robin Williams o di uno de su firme mi ci viene r modo alla gola a penzà a luilì. Mi pareva nfatti una di velle persone che hanno sempre le pile cariche e disposti a trasferirti la loro energia e un avrei mai penzato che in fondo ar copione ci fosse na finaccia. Da "Gummoninghe Viennamme" a quel fantastico pezzo d' altissimo cinema che è "l'attimo fuggente", Robin ci ha regalato tanti momenti indimenticabili sia che si trattasse di firmi comici o  tragici. Dotato di una plasmabilità incredibile portava a livelli massimi ogni sua interpretazione  riuscendo a facci vive la figura interpretata senza far pesare la grandezza di luilì che c' era dietro. Cerco di spiegarmi meglio cor un esempio: grandissimi attori come Bogarte o il nostro Gassmanne erano immensi ma qualunque cosa nterpretassero te vedevi più  loro e la loro arte che il filme. Sortivi dal cine e dicevi: "Boia dé so andata a vede Bogarte, grande!" Idemme pe l'indimenticabile Vittorio. Diverso era co Mastroianni. Che facesse l' omosessuale or playboy, il professore o il ladro, Marcello si  infilava tarmente bene nel personaggio che ti scordavi che cera lui didietro. Ecco secondo me Robin apparteneva a questa seconda categoria di grandi interpreti. Colpito da una grave malattia del ceppo Parkinsoniano, depauperato nel fisico ed anche nell' eloquio ci ha lasciato nel 2014 con un ultimo gesto di autodeterminazione il suicidio. Aveva 63 anni. Credo che uno dei più  bei ricordi di Williams sieno state le parole pronunciate dal presidente degli Stati Uniti Barak Obama in occasione della su scomparsa:

Robin Williams è stato un aviatore, un dottore, un genio, una tata, un presidente, un professore, Peter Pan e tutto il resto. Ma era unico nel suo genere. È arrivato nelle nostre vite come un alieno, ma ha finito per toccare ogni elemento dello spirito umano. Ci ha fatto ridere. Ci ha fatto piangere. Ha dato il suo incommensurabile talento liberamente e generosamente a coloro che ne avevano più bisogno, dalle nostre truppe di stanza all'estero agli emarginati nelle nostre strade. La famiglia Obama offre le proprie condoglianze alla famiglia di Robin, ai suoi amici e a tutti coloro che hanno trovato la propria voce grazie a Robin Williams.»

Oggi ne presentiamo un film minore che tuttavia ne esalta alcune caratteristiche tra quelle che abbiamo cercato di mettere in risalto. Senza di lui il film scompare, con lui regala risate e divertimento

Bon Giovedì 

Zanza

da mymovies.it

Una commedia per famiglie buonismo a go-go, politically correct a tutti i costi, e un sicuro quanto prevedibile happy ending finale

Letizia della Luna      - - - -

Locandina Vita da camper

Bob Munro è un uomo sulla cinquantina: una bella casa in un quartiere residenziale, un lavoro frustrante ma redditizio, una moglie attraente e due figli che, arrivati nella fase adolescenziale, non lo considerano più. A causa di un'irrinunciabile - pena il licenziamento - riunione di lavoro, decide di spostare la meta delle sue vacanze e di portare tutta la famiglia, invece che alle agognate Hawaii, in Colorado, luogo in cui si svolgerà proprio la riunione. Mezzo di locomozione un immenso e colorato camper difficilmente manovrabile e super accessoriato. Le disavventure durante la vacanza si susseguiranno una dopo l'altra e il nucleo familiare, anche grazie alla conoscenza di una famiglia felice e post hippy di camperisti, ritroverà la condivisione di certi ideali nonché il piacere e il gusto di stare insieme.
Commedia tutta incentrata sulla figura di Robin Williams, che in questo film come non mai veste i panni del bravo e pedante padre di famiglia e tanto ricorda Mrs. Doubtfire, non riesce davvero nell'intento del one man show. Il ritmo non riesce mai a decollare lasciando spazio a sonori sbadigli, le gag che dovrebbero far ridere riescono raramente e a malapena a strappare un sorriso e molto più spesso cadono nel ridicolo tanto sono improbabili. La commedia per tutta la famiglia è certamente uno dei prodotti che Hollywood predilige: buonismo a go-go, politically correct a tutti i costi, una buona dose di bigottismo e un sicuro quanto prevedibile happy ending finale. Ma se la consunta ricetta riesce ancora a dare di tanto in tanto buoni risultati, con questa pellicola non si può dire altrettanto, nonostante il regista Barry Sonnenfeld - che qui appare assolutamente privo di personalità e talento - abbia girato alcuni film di tutto rispetto fra cui La famiglia AddamsGet Shorty e Men in Black. Un film assolutamente trascurabile.