mercoledì 7 marzo 2018

fatevi i gatti vostri n. 887 "una rivoluzione x 2"


Cantava come fa di solito
mentre scendeva  le scale
incurante dei risultati
elettorali
insensibile ai trionfi
dei fascio-bunga-leghisti
irridente la tronfia  gloria
dei cinque stelle
cantava forte


"In tutto il mondo uniamoci
perché il nostro avvenire
potremo conquistarcelo
solo con il fucile"

gli hanno chiesto:
"Dante ma sei felice per cantare così?"

"L'uomo per ritrovare un briciolo di dignità deve compiere la discesa nella merda
e sono contento che quel democristiano ritinto imbecille e borioso
abbia fatto da ascensore per il baratro della sinistra!"

"Intendi dire che toccato il fondo rinascerà la vera coscienza della sinistra?"

risponde cantando

"In tutto il mondo uniamoci
perchè il nostro avvenire
potremo conquistarcelo
solo con il fucile"

"Dante ma quanti credete d'essere?"
"Per ora siamo due"
ha risposto con estrema convinzione.

"Uno sei tu ma chi sarebbe l'altro?"

"il fucile"

domenica 4 marzo 2018

fatevi igatti vostri n. 886 : "Sala musica quasi finita, 2 puntata storia burl"



Mentre i lavori sul retro del bar fervono, lo stiamo trasformando in sala prove e mettiamo degli insonorizzatori alle pareti, tutti gli uomini validi sono impegnati. Il lavoro sta venendo davvero bene perche sparando gli amplificatori al massimo dalla parte del bar il rumore non supera quello di una radio a volume alto ma non c'è bisogno di tutta quella potenza. Samatta si è fatta prestare del materiale tecnico per controllare, resa, assorbimento, eco riverbero della stanza e Armando, il suo babbo sta rifacendo tutto l'impianto elettrico ex novo. E' andato in pensione quest' anno dalla stanic ma dato che si è sempre occupato di elettricità negli stabilimenti, fa qualche lavoretto per una ditta di installazioni elettriche che così ci farà anche un timbro per la certificazione a norma.
Con questo tipo di soluzione potremo suonare anche di notte senza dare noia ad altri condomini degli appartamenti soprastanti. La SIAE deve essere stat chiamata da loro perché quando si è stronzi si è stronzi, sapevano che i carabinieri o i vigili avrebbero alla prima visita fatto solo abbassare e ammonito di non fare più tanto rumore, invece avvertendo la SIAE speravano di farci prendere un multone che a noi sarebbe pesato molto.
La mia opera è richiesta c'è da lavare e pulire! Quindi approfitto per postare la seconda parte della storia del burlesque . 
Baci a presto Zanza

STORIA DEL BURLESQUE
Il boom del Burlesque come fenomeno di costume e di moda  2 e ultima puntata.
di Lorenza Fruci
Il testo è estratto dal saggio THE BURLESQUE BOOM: A PHENOMENON OF COSTUME AND FASHION pubblicato all’interno dei volumi Fashion through History Costumes, Symbols, Communication (Volumi I e II) a cura di Giovanna Motta e Antonello Biagini. LINK AL VOLUME.
Gli anni a seguire iniziarono a segnare la decadenza del burlesque anche se esistevano ancora le dive del genere. Due su tutte: Dixie Evans “la Marilyn Monroe del Burlesque” e Jennie Lee “The Bazoom Girl” famose entrambe negli anni ‘50 e ’60. E’ a loro che si deve la rinascita del burlesque. Infatti dal 1968 Jennie Lee iniziò a lavorare alla creazione del museo del burlesque Jennie Lee’s Exotic World in un ranch in California, ma morì prima di riuscire ad aprirlo. Lo fece per lei l’amica Dixie Evans nel 1990 chiamandolo Exotic World (nel 2006 venne spostato a Las Vegas nel Nevada e chiamato Burlesque Hall of Fame). Lì, ancora oggi, sono raccolti abiti, locandine, accessori originali delle più famose artiste della storia. Per pubblicizzarlo Dixie Evans nel 1991 istituì il Miss Exotic World un concorso per nuove leve del burlesque che diede nuovo impulso al genere.

Nel 1995 nacque anche The Golden Days of Burlesque History Society un’organizzazione no-profit fondata da Jane Briggeman con lo scopo di diventare un punto di incontro per tutti coloro che avevano lavorato nel burlesque prima del 1965. L’organizzazione intendeva preservare la storia del burlesque attraverso la pubblicazione di libri, la raccolta di materiale e l’organizzazione di riunioni rievocative con ballerini, cantanti, registi, produttori, macchinisti, costumisti, coreografi ma anche direttori di teatro e proprietari che avevano lavorato nella Golden Age del burlesque in ogni parte del mondo. La missione della Briggeman è ancora oggi quella di non perdere memoria di una fetta importante di storia dell’America e non solo.

Gli anni ‘90 segnarono la rinascita del burlesque prima in America e poi in Europa e nel resto del mondo, andando a contaminare le altre arti e divenendo un fenomeno sociale e culturale. La rinascita è stata caratterizzata da due “stili”: il Classic Burlesque e il New Burlesque. Il Classic Burlesque si rifà alle forme classiche del burlesque (come la fan dance) sia nella scelte delle musiche, dei costumi che nelle scenografie; l’abbigliamento tipicamente vintage degli anni ‘20, ’30 e ‘40 diventa elemento identificativo dello show che ha uno stile retrò. Il New Burlesque ha sposato la contemporaneità lasciandosi influenzare dalle culture e sottoculture degli anni ’90, è aperto alle contaminazioni tra il burlesque old style e il punk, il rock, il pop… mette insieme bustini e ciocche colorate, tatuaggi, piume e piercing. Gli show di New Burlesque sono un melting pot di elementi classici e contemporanei e un terreno fertile per sperimentazioni e esperimenti espressivi. Per meglio comprendere la differenza tra i questi due stili possiamo mettere a confronto due artiste che li rappresentano: Dirty Martini per il New Burlesque e Dita Von Teese per il Classic Burlesque.

Dirty Martini ha costruito il suo personaggio sulla sua fisicità importante diversa da quelle delle modelle o ballerine. Dopo essersi resa conto che le forme del suo corpo non erano adatte alla danza, alla quale si era dedicata dall’età di 6 anni, cercò un tipo di spettacolo che non le ponesse dei limiti fisici e scoprì il burlesque. Iniziò ad esibirsi negli anni ’90 a New York e ben presto ottenne successo diventando una delle più affascinanti performer diNew Burlesque, non solo in America ma anche in Europa.



 È una delle artiste più coreografiche del panorama contemporaneo, dove è riconosciuta a livello internazionale per i suo show costruiti sull’ironia e sull’autoironia che mixano sottoculture americane, pop e rock. Ha vinto il Miss Exotic World nel 2004 e fa tuttora parte del Cabaret New Burlesque, compagnia che nel 2008 si è esibita in Italia al Napoli Teatro Festival. E’ stato lì che ho scoperto ilNew Burlesque rimanendone affascinata perchè proponeva un modello di donna diverso da quello visto fino a quel momento sulle riviste e in televisione. Con i suoi numeri di New Burlesque, Dirty Martini incita le donne ad essere se stesse, criticando i modelli imposti dai media e dominanti nella danza e nella moda, facendo l’elogio dell’imperfezione e facendosi portabandiera di un nuovo femminismo. Per lei il burlesque, oltre ad essere una forma d’arte, è un modo per rompere i normali stereotipi di genere, è il nuovo punk rock che offre alle donne un modo per ridefinire se stesse, senza tenere conto dei limiti che la società impone.

Dita Von Teese invece ha fatto dello stile Classic Burlesque un vero e proprio stile di vita, tanto che veste vintage ogni ora della giornata. E’ stata capace di ricreare un immaginario retrò di cui è diventa la fashion icon, rendendo la sua immagine immediatamente identificabile con il mondo del burlesque old style

Nei suoi show e nella vita di tutti i giorni rappresenta il glamour, la perfezione, la femminilità classica, il lusso e il passato. Questo insieme di elementi ha fatto sì che il suo personaggio divenisse il massimo rappresentante del genere burlesque. Dita inizia a fare striptease nei locali intorno ai 19 anni, cioè nei primi anni ’90, e, per distinguersi dalle altre che si presentavano già nude, indossava lingerie in stile vintage. Bionda naturale, punta su un nero corvino, mantiene una pelle bianca latte, si crea uno stile e una mise totalmente retrò, truccandosi sempre con un rossetto rosso fuoco. Scelte controcorrenti che le portano i primi successi. Poi nel 2002 approda aPlayboy che impone la sua immagine al mondo.


 A quel punto Dita capisce che per uscire dai club dello striptease e proporsi al grande pubblico deve creare uno spettacolo più teatrale. E lo fa con un show che la vede farsi un raffinato bagno in un bicchiere di Martini che le porta successo a livello mondiale. Poi sfila per Moschino, Jean Paul Gautier, diventa testimonial di Agent provacateur e Frederick’s of Hollywood,Wonderbra le dedica una linea d’intimo ispirata agli anni ’40 e ’50 e nel 2014 Dita crea il proprio brand di lingerie Von Follies che si ispira al burlesque, compresa una linea per donne “curvy” e per neo mamme.

Il ritorno del burlesque si spiega sottolineando l’importanza di diversi fattori culturali, come l’ondata vintage che ha influenzato la moda recente e la significativa reazione alla pura e semplice pornografia dettata dalla ricerca di una maggiore femminilità. Il successo del burlesque si deve anche al suo affermarsi come fenomeno di costume e in questo Dirty Martini è stata tra le più grandi fautrici, essendo sostenitrice del New Burlesque come nuovo femminismo: libera la donna da un’estetica standardizzata, dalle taglie imposte dalla moda, da una femminilità codificata. La sua stessa storia è un esempio per tante donne comuni (e non artiste) che chiedono alle performer lezioni di burlesque per esprimere la loro femminilità e imparare un modo divertente per sedurre.

Inizialmente di nicchia, il burlesque è poi esploso come fenomeno di massa arrivando ad influenzare l’estetica delle donne e quindi anche i brand di lingerie, di accessori e di abbigliamento che vi hanno visto un’occasione di business. Oggi quindi quando si parla di burlesque non si fa più riferimento solo al genere di spettacolo, ma ad un vero e proprio “stile di moda”, ben definito e delineato. Chantal Thomass, Agent Provocateur, Moschino, ma anche le italiane Moschino, Yamamay e Intimissimi hanno dedicato più di una collezione allo stile burlesque, arricchendo reggiseni e slip di piume, paillettes, riproponendo bustini, reggicalze e corpetti. Un fenomeno che si è tramutato anche in business per aziende e performer.

sabato 3 marzo 2018

fatevi i gatti vostri n 886 " alle radici della burla"

Continuando un excursus di carattere storico culturale inerente il burlesque riportiamo oggi un interessante artico di Lorenza Fauci

che ci permette di ripercorrere il fenomeno del Burlesque dai suoi esordi a oggi. Chiedo scusa per afferire a testi non miei, dei quali cito fonti primarie e secondarie, purtroppo la vicenda del Bar e della SIAE mi sta assorbendo non poco. Conto tuttavia di risolverla entro domenica e di raccontarvene gli sviluppi.

a presto Zanza



STORIA DEL BURLESQUE
Il boom del Burlesque come fenomeno di costume e di moda
di Lorenza Fruci
Il testo è estratto dal saggio THE BURLESQUE BOOM: A PHENOMENON OF COSTUME AND FASHION pubblicato all’interno dei volumi Fashion through History Costumes, Symbols, Communication (Volumi I e II) a cura di Giovanna Motta e Antonello Biagini. LINK AL VOLUME.
.Di cosa parliamo esattamente quando parliamo di “burlesque”? L’etimologia del termine indica che deriva dal francese, sia come aggettivo che come sostantivo, e definisce un genere parodistico della letteratura del XVI° e XVII° secolo che faceva il verso ai grandi testi classici. Successivamente questi testi parodiati vennero rappresentati a teatro dando vita ad un vero e proprio genere teatrale evolutosi negli anni. Le prime tracce si trovano nell’Inghilterra Vittoriana e la prima artista inglese di burlesque annoverata nella storia fu Eliza Vestris, interprete di opere comiche e di canzoni dell’epoca. Negli anni a seguire il burlesque si sviluppò parallelamente al vaudeville, al cabaret francese, al varietà, al music hall inglese, al cafè chantant francese, mantenendo sempre una peculiarità: era uno spettacolo popolare, che spesso scimmiottava l’aristocrazia,



Dall’Europa si spostò negli Stati Uniti dove inizialmente metteva in scena parodie di libri o testi teatrali classici e successivamente venne influenzato daiminstrel shows, diventando un “contenitore” di sketch comici, varietà, danze e musica. Tra i primi spettacoli di burlesque americani menzioniamo in particolare i Girlie Shows, degli spettacoli interamente al femminile. Il più famoso fu The Black Crook che si svolse a New York nel 1866 e venne ricordato come il primo musical americano, nato dall’unione tra una compagnia di prosa americana e una compagnia di ballo parigina. Introdusse la novità delle ballerine con gonnelline corte e in calzamaglie di seta color carne che davano un effetto di nudità. Nel 1868 dall’Inghilterra arrivò a New York anche la regista Lydia Thompson con la sua compagnia Imported British Blondes, quasi interamente al femminile, per portare in scena Ixion, uno spettacolo tratto da Lisistrata di Aristofane. Le ballerine della Thompson non restavano anonime ma avevano dei numeri individuali e venivano presentate con il proprio nome (cantavano, ballavano e recitavano). Ixion restò in tournée per più di vent’anni segnando lo sviluppo dei Girlie Shows e dando vita ad una prima forma di burlesque al femminile. Il loro successo spinse gli impresari ad  investire su questo tipo di show e il produttore teatrale M.B. Leavitt nel 1869 creò il primo minstrel show al femminile con elementi di vaudeville e parodie musicali unite in un unico show chiamato “burlesque”. 
 
Gli ultimi decenni dell’800 segnarono un grande sviluppo di compagnie e di spettacoli al femminile che puntavano sulle “queens” delle varie compagnie come le vere star dello show. Tra queste ricordiamo le Barrison Sisters un gruppo di cinque ragazze note come le “ragazze più peccaminose del mondo” per aver sdoganato nei loro spettacoli la parola “pussy” – giocando sul suo duplice significato – cantando “Would you like to see my pussy?” mentre alzavano la gonna e mostravano le mutandine da cui usciva un gattino nero…





La leggenda vuole che nel 1917 il burlesque incontrò accidentalmente lo strip (data che segna anche l’inizio della storia dello strip): in un locale di New York la ballerina Mae Dix perse involontariamente il suo abito rimanendo svestita. L’imprevisto piacque al pubblico e spinse gli impresari, i famosi fratelli Minksy, a reiterarlo. Nei primi decenni del ‘900 era possibile mostrare le gambe nude, fare allusioni e ammiccamenti, ma non mostrare il corpo nudo. Questo attirò le critiche dei benpensanti e la polizia, tanto che ad un certo punto il burlesque iniziò ad essere perseguitato e spesso venivano fatte delle retate degli artisti mentre erano in scena. Ma i divieti danno vita a mondi e, per evitare la nudità e aggirare le proibizioni, nacquero costumi e coreografie che caratterizzarono il genere. Per coprire i capezzoli vennero creati i Pasties (i copri capezzoli), per il pube il Merkin (cioè la parrucca pubica), per slip i G-string (cioè il tanga), accessori che ancora oggi differenziano uno spettacolo di burlesque da uno stripstease. E, per permettere alle danzatrici di ballare nude, venne inventata la fan-dance, la danza con degli enormi ventagli che servivano a coprire le nudità in un gioco di roteazioni e movimenti sensuali.

Gli anni ‘20 e ‘30 segnarono la Golden Age del burlesque, durante la quale le artiste di burlesque venivano chiamate “danzatrici esotiche” ed erano le star degli spettacoli. Ricordiamo per esempio Sally Rand, famosa soprattutto negli anni ’30 per la fan-dance e la bubble dance (danza con un’enorme palla di gomma) che nel 1937 venne arrestata più volte perché sembrava che si esibisse nuda quando invece indossava sempre una calzamaglia color carne. E poi Gypsy Rose Lee, diva degli anni ‘40, definita “stripper intellettuale” che rivendicò maggiore dignità per il burlesque e creò le basi e le regole di uno show di burlesque. Ricordiamo anche Lili St. Cyr, la “first lady del burlesque” famosa tra gli anni ‘40 e ‘50 che creò il numero della vasca da bagno (bubble bath). Una curiosità su di lei: alla fine della carriera da performer si dedicò alla creazione di una sua linea di lingerie, pensata per le mogli, alle quali proponeva di indossare dei capi ispirati dal burlesque per sedurre i propri mariti.








Continua

venerdì 2 marzo 2018

fatevi i gatti vostri n 885 " anarchici in UK ? In Ireland Of course" ♫

Ciao a Tutti dall' emigrante! 

 Ieri seramio fratello, dopo cena mi  fatto conoscere un  pub singolare   è il Marys Bar a Wexford in Irlanda. C'è un po' di strada per raggiungerlo ma chissà che non si trovi qualcosa più vicino.
Bobby ha aperto il pc e mi ha detto" Lo vedi che in ogni luogo c'è un Bar Nado? Basta saperlo cercare!"
Mi sono commossa, so già dove porterò zio Dante quando verrà a pitturare la nostra casetta.

Canta Giacomo Farioli gli altri sono tutti British lo si vede anche dai volti, ma canticchiano bene in italiano. Questo stupendo valzer lo scrisse Pietro Gori anarchico, giornalista, avvocato, poeta, scrittore e compositore italiano. Oltre che per l'attività politica è ricordato come autore di alcune tra le più famose canzoni anarchiche della fine del XIX secolo ... la sua mamma era  di Rosignano (Livorno)  parente  prossima della nonna della mamma di Zio Dante, come si suol dire: "il sangue non è acqua".
Un abbraccio a Tutti
Dani


giovedì 1 marzo 2018

fatevi i gatti vostri n. 884 " firmato contratto, sorella piange ma decide "

Gli insegnanti scappano dall' Inghilterra, salari troppo bassi e vita troppo cara. Pura verità ma è il momento buono per Dani, per quello l'ho spinta a raggiungermi. Passare il giorno a far pizze con zia o continuare ad annientarsi maledicendo il mondo che ci circonda non può essere una via di uscita. lo stesso zio Dante, che ha vissuto una vita "contro", l'ha consigliata vivamente di scappare da Venezia. 
Questa mattina con gli occhi quasi lacrimanti Dani ha firmato il suo primo contratto.
 23'000 sterline nette l'anno, circa 1800 euri al mese che qui sono davvero pochini e che paragonati ai circa 2100 che prendeva in Australia fanno davvero sembrare una scelta sbagliata quella di aver lasciato sole e canguri per venire ad ascoltare le cornamuse nella nebbia. 
Rivediamo però i termini della questione: Io, da solo, spendevo  1200 euro al mese per un monolocale piuttosto elegante ma piccolo (45 mq)  acqua  30 euro, elettricità e gas 70, internet 35, Council tax  120, oltre 1000 euro per mangiare. Aggiungi trasporti, lavanderia e varie raggiungevo una cifra rilevante.
Ho trovato 3 stanze grandine più servizi a 1000 euro. La dislocazione è leggermente più periferica ma sono a 50 metri dalla metro e posso raggiungere ogni angolo della città con facilità. Inotre è un area popolata per lo più da famiglie inglesi. Non discrimino alcuna etnia ma non avere risse e casini sotto casa non mi dispiace affatto. Qui posso avere una lavatrice per mio conto. 
Così ho pensato di pensare io a tutto l'affitto e le utenze mentre  le spese per il mangiare le divideremo a patto che Dani cucini, perché è brava quasi quanto zia. Io posso andare a fare la spesa e magari compreremo una lavastoviglie.
Penso che, così facendo a Dani restinoa un migliaio di euro al mese e io ne risparmierò altrettanti rispetto alla mia vita di prima. 
Inoltre anche la camera di Dani a Venezia potrà essere affittata come la mia. Insomma mi parrebbe una buona partenza. Io e Dani siamo affiatati e quando non abbiamo partners ci piace uscire insieme, lo abbiamo sempre fatto, questo significa che nessuno dei due se ne starà più chiuso in casa.
Certo c'è nebbia, fa freddo è pieno di gentaglia di ogni tipo e gli inglesi di Mary Poppins non esistono più ma la città è viva, è enorme e c'è tutto quello che una persona possa immaginare e desiderare.
Per insegnare a Dani hanno chiesto solo una laurea con una votazione non inferiore al 60% e quando hanno visto il suo curriculum hanno sgranato gli occhi. Insegnerà Italiano, in tal caso  a un'italiana non fanno neppure domande, sono stati attenti all' inglese, ma quello di Dani è eccellente. Basta così, da settembre abbiamo una nuova prof. e per adesso  le hanno offerto di fare rimpiazzi per latino e greco. Col latino va bene, il greco dovrà rinfrescarlo ma anche se il salario è ridotto potremmo  darci da fare per sistemare la casa. Zio Dante si è offerto subito per tinteggiatura piccoli lavori di elettricità e idraulica, lucidatura pavimenti.
In questo post non ho dato la parola a mia sorella perché vi avrebbe rattristato. Non è il suo periodo migliore e mi dispiace perché è sempre stata una bomba di allegria. Non mi sono mai intromesso nelle sue cose ma stavolta aveva davvero bisogno di una spinta. L'altra sera mi ha detto che adora la voce di Sheeran ma il solo pensare a lui in mutande le provoca l' evacuazione totale degli ormoni  ma  chissà,  col tempo, stando qui, che non riesca a farsi piacere i rossi con le lentiggini! Io le ragazze non le trovo affatto male, un tempo  erano  un po' sciatte e camminavano  come uomini   ma adesso con la globalizzazione seguono i modelli di bellezza diffusisi in tutto il mondo, così si stanno raffinando rimanendo, per mia fortuna,  meno problematiche delle mie conterranee.

Bobby