venerdì 17 novembre 2017

fatevi i gatti vostri n. 733 "Il tallio del Gato"

No ciera bisonnio di penzare a chi aveva stato il Gato del titulo. Sendo iscrito mai usculoeso puoteva esere solo ME osia il Gato BALENA che ogi in cuesto dì ciasete ovenbre vennardì ava deciduto il tallio a pessetti di chi unque si vicina ala ciotula di memme desimo. Unque okio gato serino strissiantissimo che la sanpa rasoio, manaia ginniottina aveva stata pre parata pe abatesi su onni l' adro.

L'introduzione l'ho chiesta al Gato balena Serenissimo, l'accompagnamento musicale a Dino, il testo al grande Fabris che non me ne vorrà per questa modestissima ma appassionata interpretazione. I rumori di fondo sono quelli della strada su cui si affaccia il Bar Nado, dato che quel crocchione del Ciampi ha nzistito pe sonà di fòri sotto aun sole tisico che fa così pena ale nuvole da lascciallo un poino scoperto. Difatti la chitarra si sente anche troppo bene ma le mi povere corde vocali sentivano lo strizzo dell'aria diaccia e m'hanno consentito solo passione e poca estensione.

La dedico al regno de ragni e a nostri lettori

Zanza

giovedì 16 novembre 2017

fatevi i gatti vostri n. 732 "Stratagemmi pro Ito"

Torno a Venezia dopo 10 giorni passati tra Livorno e Follonica. A Livorno c'è un ber pezzo dela mi vita, Dino, il Bar Nado, ma potrei dì: le mi radici e avrei bell'e detto abbastanza. Poi da quando Zanzara è cresciuta c'è sempre musica e il barre, in cui una volta i passatempi erano le carte e le sfide a braccio di ferro, pur mantenendo il suo aspetto da adorabile bettola anni sessanta ha dato spazio ad alcuni amatori che si ritrovano e sonano lì. A Livorno però non ho più casa, ir mi babbo stava in affitto e quella di Don Luigi è tornata ala chiesa. Don Luigi aveva anche un bugigattolo di suo  dove praticava l'esercizi spirituali con qualche prosperosa parrochiana che ancora lo ricorda con rammarico: " Un omo così un rinasce più!" Siamo d'accordo co loro, forse non avranno apprezzato il prete ma quarcartra cosa di certo l'hanno apprezzata.... Ora in quel piedatterre ci dorme Dino e quarche vorta mi ci fermo anch'io ma Dino quando va a letto è gonfio di ponci e di vino e dorme tutto attraverso russando come un animale, un c'è versi di chiudere occhio.
Nel retrobottega di Ampelio c'è un mobile letto a una piazza, a vedello pare un settimino ma se si gira ha dentro una rete piegata. Il pomeriggio ci si buttano, a turno, Ampelio e Nara pe riposassi e a vorte Zanzara quando non ha voglia di andare a casa. Ho l'autorizzazione speciale dei barristi per dormire lì, c'è anche un bagnetto e l'acqua carda, inzomma tutti i conforte.
A Follonica, anzi a diversi km in collina, c'è la casa dela mi zia che ormai ha l'alzaime ed è ricoverata in una struttura specializzata in questo tipo d'assistenze. La casa è stata affittata ma io c'ho un orto a nemmeno mille metri dar mare che era mezzo de mi babbo e mezzo dela mi zia e che con un po' di passaggi tra me e la mi cugina, ci siamo accomodati perché toccasse a me  mentre lei ha preso un garage in collina.
All'orto ho dieci ulivi, una carciofaia e un po' di baccelli, tutta roba che non si deve annaffiare e che qualcosina dà. Ho fatto dodici litri d'olio bono raccogliendo le olive da me e ho piantato i carciofi. Nell' orto c'è anche un magazzino agricolo e posso dormire lì, è pieno di roba mia e in mezzo a tante scatole di cartone coi libri e tutte le cose mie e dela mi famiglia ci si sta caldi anche in pieno inverno.
Stanotte ho dormito lì per salutare Ito l'ultima volta. Il treno  per movermi da Livorno a Follonica l'ho pagato pochissime vorte, la sera fanno pochi controlli e io ho trovato uno stratagemma. Zanzara m'ha procurato una maschera da negro che serviva per rappresentare uno de' 4 Mori di Livorno. Io mi metto i guanti, e un passamontagna
poi mi siedo in mezzo a i negri che a quell'ora affollano il treno, loro ormai mi conoscano e ridano, anzi mi si mettano davanti perchè mi possa nasconde meglio.
Sempre andata bene. Di mattina faccio un biglietto per una destinazione vicina, che costi poco e lo lascio controllare. Poi mi metto a dormire. Di solito non me lo controllano più ma se per caso tornassero domando smarrito: ma indove siamo? Alla risposta  bestemmio una diecina di volte e dico che mi sono addormentato.
Non lo faccio per cattiveria o malizia ma non potrei spendere 160 euri per andare da Ito. Ci vogliano più di 8 euri a viaggio. Il viaggio per Venezia, che cola carta d'argento costa oltre 50 euri, lo pago regolarmente e anche l'autobus e il vaporetto, quando li piglio. Questo piccolo magheggio lo converto in cibo e medicine per Ito.
Lui lo sa e apprezza, ogni volta, quando lo saluto, gli faccio tre giri intorno con la vespa e lui mi fa una capriola di lato. Da tre giorni la vespa non ce l'ho ma questa è un'altra storia e ve la racconterò domani.
Un abbraccio a tutti
Dante

mercoledì 15 novembre 2017

fatevi i gatti vostri n. 731 " a tamburo battente"

Dante, lo sapete dal precedente
 post, è sceso a valle anzi, è passato da costa a costa. Perlappunto è incappato proprio in uno dei rarissimi periodi di ristrutturazione del nostro barretto e così s'è infilato una tuta ed ha contribuito a rimuovere pedane, a scartavetrare e a dare una imbiancata. Non si è fatto però mancare una frequentazione consistente del Gatto Ito e neppure del fiasco che ha vuotato con impegno e perseveranza insieme a Dino. Nonostante i lavori, ogni sera ir mi babbo ha sempre aperto pegli amici perché  non son più tempi d'oro neppure per il Bar Nado e per ogni amico che passa " il fatidico ponte sull' arcobaleno" per accedere ai verdi prati del Gatto Eterno" potete star sicuri che ci sarà un   cliente di meno ar bar Nado, perchè di rimpiazzi non ce ne sono proprio. Lo so bisognerebbe rinnovarsi ma sono stata la prima io a dire di no. Il nostro bar è un posto della memoria, una teca di emozioni che non si trovano altrove e a me di servire il sushi semigelato o di fare gli spritz non mi fa voglia una sega quindi...si seguita coi quartini di vino, i ponci, ir caffè semplice o corretto e le persiane d'estate. E poi indove si potebbe trovare un armonia come quella di stasera? Dino ha staccato dar muro, invece dela solita chitarra, l'ukulele del povero Barabba (oggi son cinque mesi precisi che, a soli 61 anni ha preso la via der ponte) Dante ha cavato di tasca una minuscola armonichina da viaggio e ora ci deliziano cor Tamburino. Ir mi babbo beve coll'occhi persi in un passato che aveva pe sottofondo sta roba, ala mi mamma ni vengano le lagrime all' occhi e io...pe dammi un cincinino di contegno...ballo.
Baci da Zanzara

domenica 5 novembre 2017

fatevi i gatti vostri n. 729 "come eravamo"

Ma qualcuno dei nostri lettori più affezionati si ricorda il nostro blog dei primordi? Sì intendo quello su Splinder. Correva il mese di novembre dell' anno 2007 e mio fratello Bobby dava voce a Esserino cui erano dovuti i principali interventi nei posts. Balena aveva lo stesso linguaggio di adesso ma, rileggendo resto sorpresa dal fatto che le sue dimensioni fossero generosissime anche allora. Considerate che i due fratelli sono nati a fine maggio del 2006 e che pertanto a quell'epoca avevano un anno e mezzo. Ecco in foto uno di quei post tratto dalla galleria dei ricordi. Io ero ancora una teenager e Bobby era di poco più grande.
Baci Dani


sabato 4 novembre 2017

fatevi i gatti vostri n. 728 " e non finisce mica il tonno"

E così a forza di parlare di tonno e della musicalità di Balena, Esserino c'è rimasto un po' male e l'ho sentito da solo in un cantuccio, che cantava una sua cover di Mia Martini

E non finisce mica il tonno
se me ne lasci un po'
Sara' con sorcio  ma è tonno
cosi la  vedo io.
Chissa' se  ne avrò  un poco
O vincerà  la gola che hai te
Se avrai' una faccia unta ma sicura
ti farai beffe di me
Se cerchero' un avanzo
Per ritornare in me
un pezzettino che mi tocchi sicuro
che sia lontano da te'.
Che non finisce mica il piatto
questa è  la verita'
e  ci sia al mondo almeno un gatto
che un dì te  la fara'
chissa se avro' un  pezzetto per me
penso che sarà  dura.
Non ci sara' chi rida di me.
Perche' se  avro' qualcosa
senza  aspettarlo da  te.........
Potrei scoprirmi ancora gatto
Per ritornare me, per ritornare in me,
Per ritornare in me

Appena Zanzara ha letto la bozza si è commossa perché è la sua canzone preferita e forse una di quelle in cui la sua voce piena si esprime meglio. Ci ha voluto regalare una sua interpretazione. Con la chitarra secondo Dino viene "scarsina"  ma ricorderete che qualche anno fa, con l'aiuto di Dante e Don Luigi, la svizzerotta Costanza riuscì a far arrivare a Livorno uno stupendo pianoforte bianco e chi poteva esserci al pianoforte  ad accompagnare Zanzara in questa toccante performance?  Dino certo!  E chi altri se non lui?

La voce è toscanissima e si sente, a tratti ricorda Nada, indiscussa maestra di tutte le migliori  voci labroniche.  Inutile cercarvi  quella vocalità potente ma anche rauca che rese Mia inimitabile ma Zanza è superlativa, ci mette cuore e polmoni 
e si sente!
Baci a tutti Dani 


fatevi i gatti vostri n. 727 "il gatto che sussurrava ai topi"

Dorme beato povero cucciolone. Occupa metà letto ma fa una tenerezza indicibile e mentre dorme sogna topolini che escono dagli angoli come in un cartone animato di Tom & Jerry ma improvvisamente un rumore ben modulato esce dalla sua bocca, no non è un banale ronfio, quella è roba per gatti comuni. Il Rotolo sussurra, sussurra ai topi parole mielate di questo tipo: vieni vieni piccino che ti faccio fare il bannio nel tonno. Da qui la sua predilezione per il tonno consorcio.
Se avete il cuore tenero sedetevi prima di ascoltarlo è un suono simile al canto delle sirene.




vieni vieni topolino
che ti grato insul pancino
veni cuì dal gato bono
che ti mete in messo al tono
e poi cuando  ci siei drento
e ti muovierai cuntento
cuesto gato dolcie e bono
magnierà  sorsio con tono

si consiglia il volume al massimo, è un gatto che sussurra ai topi