martedì 3 gennaio 2017

fatevi i gatti vostri n.670 " il pranzo di Costanza" un reportage di Dani e Zanzara che ci vole fino ala Befana pe leggelo

Mamma mia che creatura dell'alba sto diventando! Non sono ancora le 7 e sono già davanti al mio portatile, mi sono svegliata alle 5 e mezzo, quando ho sentito la zia uscire giù per le scale. Alle sei si è svegliata anche Zanzara. Il suo ragazzo, Andrea, è dovuto ripartire nel pomeriggio del primo gennaio per dare il cambio al babbo e così  addio alla pensioncina da sogno. Lei si è trasferita da me visto che il suo lavoro da giornalista freelance è di molto free anche a livello di compensi. Matteo fa il benzinaio col padre, non il petroliere con Moratti, quindi c'è poco da largheggiare. Mentre il caffè passa gorgogliando nella moka e il suo aroma satura  l'aria di casa iniziamo, a quattro mani, il resoconto di ieri. 
Questa collaborazione è particolarmente gradita ed efficace perché oltre al piacere di stare insieme (abbiamo sempre legato alla grande) Zanza conosce meglio di me alcuni episodi che ebbero per protagonisti Dante e Dino da giovani e mi sarà di grande aiuto. A quelli che loro due definiscono "i bei tempi"  lei non c'era ancora ma il Bar Nado è da sempre  la vera Gazzetta di Livorno e mantiene, ad oggi, tutti i suoi archivi.
Giornata di gran daffare dunque quella del 2! La cara Svizzera che non si chiama Costanza,  la chiamiamo così per questa sua dote, riaffermata nel corso di decenni, ci ha invitati tutti a pranzo da Cipriani  a Torcello e, ovviamente, la maggior parte di noi non sapeva cosa mettersi addosso. Noi donne temevamo che Dino venisse con l'eskimo e nutrivamo concrete paure sulle scelte di Dante. Dino  ha ancora un modello d'eskimo degli albori, già in pieno '68 lo accquistarono, quattordicenni, sia Dante che lui ma poi , crescendo, la taglie cambiarono. Così quello odierno indossato usualmente da Dino risale probabilmente al '74 quando ormai il suo sviluppo fisico era consolidato. Ovviamente, ieri, zio Dante era certo  che l'amico mettesse l' eskimo e quindi, non avendo più l'eskimo, fin dall' alba ha ricercato e tirato fuori da un baule, is soffitta, un giaccone a quadri rossi, tipo boscaiolo del Canada o dell' Alaska. Io e la zia, che siamo donne, però avevamo visto che Costanza, il 31 dicembre, portava una borsa in carta il cui logo riconduceva a un elegante negozio di abbigliamento specializzato in cachemire. Inoltre, grazie alla fuoriuscita di consistente lembo di tessuto blu avevamo ritenuto che  potesse contenere un cappotto elegantissimo per Dino.  Un Dino in giacca cravatta e cappotto non lo avevamo mai visto  e sarebbe stato una sorpresona alla guisa del  vedere vestito in modo classico lo zio che, addirittura, si è sposato in maglietta e scarpe da tennis.Così abbiamo continuato a navigare nel dubbio della mìse del Ciampi fino alla sconvolgente rivelazione 
Io non ho granché con me, la vita australiana nella quale ho tacitato alcune istanze del mio corpo correndo sulla spiaggia con metodo e disciplina, mi hanno tonificato molto ed  ho ricreato  il mio guardaroba in Australia.Per questa vacanza  non avevo quindi portato  che cose essenziali. Alla fine,  pescando tra vecchio e nuovo, ho rimediato  un tubino in maglia nero, un maglione a collo alto rosa chiaro e un impermeabile regalatomi da Bobby con una imbottitura creata apposta per il clima londinese. Bobby ha un impermeabile simile e un abito serio col quale usualmente va all' università e aveva dichiarato che avrebbe messo quello. Zanzara mi  ha  mostrato una mini ascellare da visual shock, rossa e piena di strass, calzamaglia termica maglioncino nero e maxicappotto stile anni 70 color melanzana roba da Vogue. Il Tafanino era d'accordo di farsi  prestare un vestito da mio fratello, hanno grosso modo la stessa taglia. Valentina la sua ragazza ha i tatuaggi ovunque e pensavamo, maliziosamente  che li avrebbe  tenuti  il più scoperti possibile nonostante la temperatura. Il dramma era  la zia, lei ha davvero il fisico alla Audrey Hepburn e con la mise che avevo scelto io  sarebbe stata da favola, ma la mia roba le va larga e io temevo che se si fosse  messa in competizione con Dante sarebbe potuta  anche venire con gli stivali da barca. Intendiamoci non sono una conformista come pira non sia Zanza ma neppure contesto tutto e tutti come fanno lo zio e la zia. Se ritengo che un posto sia da elegantoni o peggio da parvenu non ci vado ma se  vado non mi vesto come la befana. 
Su una cosa non si poteva derogare,  a Torcello bisogna si arriva in motoscafo, del resto la cosa è nota anche in letteratura e nel cinema

“… ci prendiamo un motoscafo e andiamo a pranzo da Cipriani a Torcello.”
(Mordecai Richler “La versione di Barney”)


 Costanza si era offerta di pensare anche a quello ma qui sorgeva un punto d'onore da rispettare : la barca doveva  essere quella della zia 
"perché barche così a Venezia se le sogna anche George Clooney, quindi e acqua o non acqua nei canali, ci si va cola barca di Holly" aveva sentenziato  lo zio  mettendosi in marcia all'alba  per andarla a prendere  in bici dato che, colla solita nostra fortuna , una volta che serve la barca lui l'ha ormeggiata fuori Venezia, arrivato lì avrebbe caricato la bici sulla barca e raggiunto noi, almeno così  ha dichiarato, assai sicuro di ciò che stava per fare.  
A conti fatti eravamo  in 10 persone. La barca è lunga e robusta  e ci si sta ma non proprio  alla grande, in più   il rischio era quello morire congelati perché è scoperta e Torcello è a  6 miglia marine (una undicina di km da casa nostra). 
A Venezia i Cipriani  hanno diversi ristoranti  oltre l' Harry's bar, che al momento,  però, trattano di chiudere o di cedere. Ovviamente nessuno di noi è mai entrato nel prestigioso Ristorante che fa angolo col il RetroGiudecca e sta proprio di fronte all' isola di San Giorgio e al Bacino San Marco ma è quello che vediamo più spesso, specie  quando, in estate, ci muoviamo in barca cogli zii.   Sappiamo che lì i prezzi sono da infarto,  ma noi  si va alla Locanda  che è nella laguna nord, sull' isola di Torcello, vicina a Burano e Mazzorbo. Ora che qui  diano da mangiare gratis è escluso ma pare che l'ambiente sia più sobrio e proprio per questo ancora più ricercato. Costanza del resto  fin da piccola è abituata al jet set. Come faccia poi una usa a passare dalla Costa smeralda a Montecarlo, da Portofino a Saint Moritz, ad esser cotta così di Dino, che non è brutto ed  ha  certo un suo stile ma è talmente indisponente da far cadere le palle, non lo sappiamo. 
Zanzara mi narra nei dettagli semiscabrosi un episodio che sapevo dallo Zio. Lui però l'aveva  buttato là in fretta perché quando rievoca certi episodi del passato zia Holly non sempre la prende bene.... 
Angela, invece grazie all'autorevole fonte del Bar altresi conosciuta come Radio Nara (la sua mamma) mi racconta d' una volta in estate  che erano insieme Lui, Dino, Costanza e un' altra ragazza di Livorno di nome Maila.  Arrivate la sette non   sapevano come passare la sera o in fortunata ma probabile sorte, la notte. Zio Dante aveva aperto, col cacciavite , una baracca sul mare come fosse lui il padrone e avevano cenato davanti al mare tutti  insieme. Il dopocena invece lo avevan fatto separati che per quanto intimi i nostri son cresciti con una scuola di pensiero piuttosto calssica per quanto attiene la promisquità. Così Costanza e Dino in camera da letto, e Dante e Maila in un'altra cameretta con un letto abbastanza piccino da far bestemmiare Maila che era una ragazzona grande come lo zio con una quinta e un sedere che facevano provincia e un bel viso da bambolona, unico difetto, bestemmiava, beveva il vino come un omo, berciava quando faceva sesso e bevendo e mangiucchiando tra le riprese, ruttava e scoreggiava senza ritegno. Uno stupendo animale che intimoriva mezza Livorno e col quale solo lo zio e pochi eletti avevano il coraggio di confrontarsi. Al mattino Maila si era scusa pei berci con Costanza dicendo abbi pazienza ma un mi riesce di tenemmi e quando ni do la via un sento seghe sveglio r quartiere. Costanza facendosi forte della confidenza concessale  aveva chiesto a Mailona "ze anche Tante tenefa il guanciale su faccia quanto  che erano a letto inzieme e stafa di soto lui?  Maila rimasero  stupita e quando lo disse a Dante lui  ne chiese conto a Dino senza peritarsi affatto: Oh ciampino o che storia sarebbe vesta qui che cola svizzera a cavallerizza ti copri l'occhi cor cuscino?"
 la risposta fu:
"Ohioia Dantino lo sai come so' storto io un so' di bocca bona come te, leilì è na brava ragazza ma a fa ste cose  ha un verso come un ciuco a sciacquà i bicchieri, mi rimbalza addosso che sembra ndemoniata , mi fa dondolà peggio d'una barca  e poi m'arrivano que  capelli biondi lunghi  nel muso come frustate  e allora almeno vello  me lo copro" 
Come si fa a non amare un tipo cosi  e difatti la bella Costanza si cosse allora ed è rimasta lessa!
 Ci siamo permesse di narrare  questo piccolo e vetusto particolare intimo perché ormai è battuta comune anche in presenza di Costanza che ancora oggi quando si rievoca la cosa fa con ingenuità tipicamente elvetica:
 "Io era ciofane e molto cucù (parola in uso nella svizzera italiana per dire tonta) e no capiva perchè lui copre fiso e allora penza, sono io tanto orendosa? Opure lui istà con me ma intanto  penza di altra dona opure lui non fole stare soto di dona e si fergogna come i taliani teroni? Insoma mi arifafano  tante tomante  a mio zervelo che io perdevo konzentrazzione e alora mi dofeva movere più in freta  pe no perde piacere e cvesto a lui dava ancora più fastidio"
Mentre fantasticavamo sti ricordi  (per dirla come  Totò nella "livella") s'erano gia fatte le 8 e mezzo e io Zanza e Vale, che nel frattempo si era aggregata  ci   siamo decise  fare a turno  un bel bagno bollente  coi gatti, no non è che li  volessimo lavare  in vasca  ma eravamo in  casa mia e di Bobby che è più fredda, la zia non c'era, Dante nemmeno, quindi  avevo  portat su i mici, il bagno è lastanza più cada e Balena si è stesosubito  sulla lavatrice mentre Esserino sedeva  su water, no non in quel senso. ... è quasi-umano ma la fa nella sabbietta. Sedeva sul water coperto. Poi ci siamo dedicate alla vestizione, più o meno siamo tutte e tre sul metro e settanta, appena più abbondantine sopra e sotto io e Zanza, e la "coloratissima" Valentina davvero davvero carina vista nuda. I tatuaggi sono ovunque e vari sono i piercings , bellissimi i primi d, pare d'essere a un art gallery, immaginatevi che  sul sedere ha un drago meraviglioso rosso e blù  con scritto in inglese "guardami negli occhi" in collocazioni strategiche  i piercing a me fanno una paura terribile e lei li ha sul naso sulla lingua e...ebbene  sì anche lì . Ecco un suo bel ritratto frutto di uno scatto del Tafano che come saprete condivide il lavoro con la sorella ma più orientato alla carriera di  fotoreporter.
abbiamo coperto gli occhi perchè Vale non è proprio timida forse ama esibire i suoi tatoos ma teme il web.Il drago è solo per  Rik e per noi.

L' unico atelier a disposizione era il mio armadio, Zanza aveva  portato di suo ma Vale  nulla tranne jeans pile e giaccone di pelle da uomo. Con due tocchi da artista io e Zanza l'abbiamo sistemata così figa che al Tafano per poco gli viene un colpo.
 Alla fine vestiti di tutto punto, e dunque, piuttosto eleganti i giovani e Costanza in abito blu con cappotto di cachemire blu (era suo dunque quanto avevamo intravisto),  informalissimi lo zio che pareva Jack nikolson in shining ma con un piccolo tocco di eleganza dato da camicia bianca e nastrino al collo come portavano nei fil western e per tocco finale un cappello texano di feltro che gli sta benissimo ma che pareva messo apposta per farsi dire che non era ancora carnevale , la zia con un poncho peruviano coloratissimo e un cappello sempre peruviano jeans e anfibi miei perchè le fanno male i piedi e io ho 2 numeri più di lei, Dino con una papalina bordeaux, la sciarpa del Livorno e l' eskimo col cappuccio sopra la papalina. Dopo un quarto d'ora di navigazione zio che aveva bestemmiato contro tutte le barche che incontrava  perche corrono e schizzano tutto e tutti, prende il mio cellulare e chiama Cipriani. dato che usa il vivavoce sono in grado di riportare fedelmente la conversazione

drin drin
drin drin
drin drin
drin drin
drin drin
drin drin
drin drin
"Locanda Cipriani Buon Giorno"
I"o bestia (ma non ha detto io) o n ciavete nessuno a codesto telefono? Ero bell' e pronto a ritornà ndietro!"
"Perche signore sta venendo da noi?"
"O sinnò per cosa vole che la chiami pe sapè l'ora esatta?"
"Scusi signore ha per caso una prenotazione?"
"Diamine sennò un ci si pole mica venì da voi"
"E' vero signore e mi permetta, posso sapere a che nome?"
commento rivolto a noi " boh m'ha detto digià 3 vorte  'signore' si vede che co poveracci un ci si perdan neppure a rispondeni"  poi al suo interlocutore:
"Io cane ladro  e boia (ma non ha detto io) ora so qui che mando la barca e un so dove l'ho messo r foglio ma quando arrivo ni si fa vedè"
"Bene signore e potrebbe gentilmente dirmi  quanti siete?"
"10"
"Credo di aver capito signore, per caso ha prenotato una signora tedesca?"
" No Svizzera"

Dino che lo conosce sentendolo laconico mi fa: "quando fa così sta pe mandalli in culo stai a vedé come finisce sta storia."
"Possiamo esserle utili in qualche modo?"
"Volevo sapè se da voi c'è il verso di legà la  barca?"
"intende forse  dire 'ormeggiare' la sua barca " signore?"
"no Maremma strega e maiala! Ho detto legà no ormeggià, Io serpe (ma non ha detto io) La voglio legà cor una catena sennò dicevo  'ormeggialla' la so la differenza mica so di campagna come r' vostro sindaco. Io so nato a Livorno, Tirreno, vento onde da 6 metri, mare di quello serio comprì? .
"Ho capito signore ma come desidera 'legarla' la sua barca?"
"cor una catena no? Mica vorra che la leghi cor una cima, me la tagliano e la portano via e io poi co chi incazzo co Cipriani?"
" Ha perfettamente ragione  signore ma qui guardi nessuno tocca una barca ormeggiata vicino alla nostra locanda"
"si eh ? Ladra della Donna e( e non dice Donna e poi giù un'altra bestemmia che pare emulo de' bravi all'incontro con don Abbondio) ma se ero venuto da du giorni a Venezia e m'anno fregato r motore
poi quelli che cianno i soldi e vengano da voi  pensa che siano de nobili? I nobili quelli veri mangiano n casa anzi un mangiano nemmeno e stanno attenti a un e spende co tempi che corrano! Chi viene in codesti posti è perche i soldi gli costan poco, dimorti che rubano, politici, faccendieri, ruffiani, puttane, trafficanti di droga,
comunque la catena ce l'ho io fatemi trova un palo libero arrivederci e grazie"
 e riattacca.

Dopo questo biglietto da visita era perfettamente inutile essersi tirati a lucido ma Costanza per nulla  imbarazzata ma, educatissima e avvezza ai modi di Dino se n'è rimasta zitta e tranquilla e pare divertita da questa compagnia piuttosto naif.
Appena arrivati lo zio, che se vuole i modi,  ha mandato avanti lei a recitare la parte che le spettava ovvero dell'anfitriona, mentre lui ha ormeggiato e incatenato il gozzo della zia continuando a dire "e tanto ci son dei figliol di troia buffi quass, e so i napoletani del norde i veneziani, eh tanto mi fido a lasciagli sta barca senza sicurezza e so capaci di scioglimela e falla andà ala deriva ma va,nculo a loro e a sta pozzanghera"
Zia io e Bobby siamo Veneziani DOC ma non ci tange sappiamo che Dante ama Venezia quasi quanto Livorno è che deve sfogarsi in qualche modo è da troppo tempo che sta buono a casa.


Alla fine si entra tutti mentre Costanza già ci aspetta, in ordine Bobby elegantissimo, il Tafano a ricalco, Io  e la zia  e Zanza e Vale a braccetto , Dino e Dante un parecchio  staccati
appena  Dino arriva alla porta colla papalina, l'eschimo e la sciarpa del Livorno e l'occhili di tartaruga accomodati col nastro isolante gli domandano se ha prenotato
e Dino li guarda con quell'aria tra l'assonnato e uno che ti prende per i fondelli
si gira verso Dante e gli fa
"ma che vole sto vì? Parlaci n po' te che sai l'ingrese"
e Dante
"so na sega che vole, fanno più domande che da carabinieri"
poi fa un passo avanti e chiede
"cosa c'è"
con quel tono che chi si sente interloquire in quel modo pensa 'se sbaglio risposta questo mi pianta un cazzotto nel muso'.
"chiedevo se lor signori hanno prenotato"
"o porca ladra nfa di vella Donna o quante prenotazioni volete? o un vel'ha fatta la signorina Kazzimaier la prenotazione?"
"Ah fate parte della compagni mi scusi tanto signore,volete darmi i soprabiti?"
 e fa come per aiutare Dino a togliersi l'eskimo
"no no lasciamelo sta addosso poi se ho cardo  l'attacco dietro ala sedia un si sa mai se qualcuno me lo piglia mi tocca ammazzallo di botte e un voglio mica finì in galera come lui accennando a Dante". 
 parla sempre poco ma quna volta che parla dice anche troppo quella della galera se la poteva risparmiare ma così sanno cosa si possono aspettare.
Probabilmente Costanza nel breve lasso di tempo in cui è stata sola ed ha consegnato la prenotazione deve aver corrisposto anche un lauto anticipo sulle mance magari dicendo che è con una compagnia di artisti burloni, perché gli addetti non fanno una piega e accompagnano lo zio e Dino al tavolo dove noi abbiamo già preso posto.
A questo punto la zia si sente in dovere di dire la sua: "
Dante se continui così io prendo e ritorno a casa col vaporetto e anche Tu Dino non drgli mano e poi anche per una forma di rispetto per Costanza che ci ha invitato così gentilmente". 

Lo zio si mette buono buono a sedere ma il danno lo fa proprio  Costanza che per minimizzare dice "oh Holly io conoscevo pene qvesti tue da tantissimi ani forse sono qvella che li conosce pìu mellio qui" e la zia  com'è ovvio si incazza e mi fa all' orecchio  ma facendosi sentire da tutti 
"vorrei proprio sapere come li conosce, se uno per volta o tutti e due insieme
 digià con quella storia di lei e Maila il tuo zio mi ha fatto incavolare  e ora lei rinforza la dose" 

ma la trattengo e son certa che zio Dante non ha scambiato nient'altro che amicizia con Costanza e poi si parla di più di trent'anni fa ma  in fondo lo sa anche zia Holly per fortuna le sue impennate durano poco e poi si rasserena.
Al bere un altro piccolo fremito quando zio Dante  delegato a scegliere chiede "due fiaschi di rosso per ora".
Gli addetti non fanno una piega solo in una trattoria di second'ordine avanzerebbero il luogo comune ed errato che col pesce il rosso non ci sta.
Ma sul lato professionale non c'è proprio nulla da dire gli ostentano ben cinque fiaschi di rosso delle migliori cantine toscane decantandone i differenti pregi (e Bobby che giurava avessero solo le bordolesi...)
Dante ne toglie due di mano al valletto commentando
"va bene va bene un mi sta a dì altro che mi confondi  io r vino lo bevo mica mi ci faccio le seghe mentali."

da qui in poi per ogni cosa consumata mettiamo un giudizio con stelline * e il commento di chi ha assaggiato.
Chianti Castelgreve DOCG, Gallo Nero **** molto buono, tutti.

Con il tipico fiasco in paglia naturale. Colore rosso rubino intenso, questo Chianti Classico a base di uve Sangiovese si presenta con profumi eleganti, con note di viola e sfumature di frutta matura. Gusto pieno armonico con tannino morbido e vellutato, finale persistente.
 
Poi ecco finalmente la pappa, metto qualche foto scattata e accanto, come premesso sopra, le nostre personalissime stelle miscelènne.




 pane appena sfornato fresco con riccioli di burro **** bono x tutti ma ci vole poco a fallo
Risotto vegetariano     * * * * 1/2 gustosissimo ma leggermente oltre la cottura gradita da Dante
Pasta fresca tirata a mano con polpa di capesante * * * * * la migliore! tutti concordi
risotto alla Torcellana *****   meglio del primo, Dante
risotto alla milanese con ossobuco  * * * * * tutti tranne Dante che non l'ha preso
 frittura mista di stagione con verdure alla julienne fritte *****  superlative!!!  Dino le ha riprese due volte idem Valentina
Grigliata di branzino, scampi e coda di rospo * * * *  eccellente anche se  le mescolanze di pesce e crostacei lasciano perplessa la zia, non i livornesi che nel cacciucco celebrano la mescolanza



Qui sotto Millefoglie alla Cipriani con crema Chantilly e vaniglia del Madagascar
***** eccezionale, da farcisi del male Zia Holly, Costanza, Dani, Zanza , Vale e il Tafano

sorbetto al limone **** molto buono,Tutti. Nota: ne abbiamo mangiati di meglio, pochi, ma anche di peggio innumerevoli.
I primi erano da favola, i secondi anche abbiamo preferito per lo più pesce tranne lo zio che lui ormai carne e pesce non li mangia più quindi per lui formaggi e verdure.La zia ha controllato che il pesce fosse tutto locale e di stagione e ha dato l'ok
Roba davvero ottima preparata come si deve, servizio inappuntabile
Conto? A Costanza. Al tavolo  non arriva proprio, si sarà arrangiata lei o forse ha referenze tanto buone che il conto glielo mandano direttamente in azienda.
Alla fine il ricamo
dopo esserci riempiti e con soddisfazione il cameriere chiede
posso offrirvi un liquore una grappina, un amaro
e Dante
"hai detto offrirvi vero?"
Certo signore è un piacere per noi
Allora portaci un paio di bottiglie di grappa bona grazie.
Arrivano due bottiglie di una riserva piuttosto buona
che non vengono messe in conto (assicura Dino che al momento di alzarsi infila la bottiglia rimasta a mezzo nel tascone dell' eskimo che non si è tolto durante tutto il pranzo).

Grappa Bonollo Riserva **** non è una grappa da 80 euri ma tra le commerciali di livello alto fa la sua eccellente figura anche grazie al palmares dei premi ricevuti, in Veneto varie grappe battono questa fuoriserie modenese ma ha 50° e a Dante e Dino questo basta e avanza.
MEDAGLIA D'ORO GRAPPE INVECCHIATE - ACQUAVITI D'ORO 2011
ALAMBICCO D'ORO 2010
Siamo al ritorno Dante e Holly tirano a sorte per chi pilota la barca ma sono così alticci che alla fine ci riporta Bobby,  appena rientrati in centro lascia il timone a Dino che così si toglie la soddisfazione dell'attraversamento di venezia, se la cava bene ma non c'era da temere, figlio di marinaio e cresciuto in casa di Uliano. Zanza sona l'armonica di Dante  e nemmeno male, il Tafano dorme briaco e beato, Costanza continua a chiedere a zia se sono stati bene, la zia le dà piena  soddisfazione. Io ciondolo a braccetto con Valentina che ogni tanto rutta come un uomo, dev'essere parente di Mailona, ma si scusa dicendo che ha la gastrite.
 "E' in mani buone ir mi' Tafanino" commenta Zanza  "se poi dovesse anche  berciare quando è sul pezzo per me ....la pole anche sposà!".
Un abbraccio da Dani e Zanzara



lunedì 2 gennaio 2017

fatevi i gatti vostri n. 669 "Tutti da Cipriani! + Secondo semestre Pin Up calendar"



Di seguito il secondo semestre del calendario e il link per scaricarlo,
 (quando si apre la finestra di datafilehost cliccate sulla scritta download grigia più piccola alla vs. sinistra non sull' altra azzurra che è solo pubblicità)
 Mentre le  girls del primo semestre rimanevano esterrefatte e maliziosamente imbarazzate per l'improvvisa caduta delle mutande, le fascinose pin up moderne  non paiono proprio provare imbarazzo alcuno, solo alcune  hanno le mutande, ma anche quelle  è come se non le avessero!
Vado di fretta perche Costanza (che non si chiama così) ma l'abbiamo ribattezzata noi per la perseveranza nel tempo, ci ha invitati tutti a mangiare da Arrigo Cipriani, la mensa della Caritas in pratica. Domani saprete com'è andata.

Un caro saluto a Tutti

Bobby



Luglio





Agosto






Settembre




Ottobre



Novembre

Dicembre

domenica 1 gennaio 2017

fatevi i gatti vostri n. 668 " si prencipia bene" Calendario per Voi




Dale prime notizie dell' attentato di Istambul cascano le braccia ma come molti hanno detto il terrore non può cambiare le nostre vite e così con un pensiero che parte dal cuore per queste nuove vittime della follia umana ci apprestiamo a consumare il primo giorno di questo 2017, che, se nelle premesse pare ricalcare il suo predecessore ci lascia comunque la speranza legata sempre a ciò che ancora non è stato, au un domani migliore, a un mondo senza guerre convenzionali e non, all'amore tra i popoli al posto dell' odio, alla speranza pei giovani,  a governi senza ladri 

 E contentiamoci qui perchè per chiedere anche che non ci siano più terremoti, frane, inondazioni implicherebbe una fede che noi non abbiamo bevuto col latte materno. Detto questo andiamo avanti non come se nulla fosse, anzi consapevoli di tutto quel che accade ma senza che questa consapevolezza e attenzione turbi il nostro modo di vivere.
Bon Anno 

no non è Balena briaco, quello qui sotto! Balena è più grosso, si è appena alzato si è lavato e ora rivole mangiare!

Iniziando un anno nuovo non si può non pensare al calendario un oggetto che da sempre allieta le nostre case permettendoci sempre di riorganizzare la nostra bussola mentale. 
quanti se n'ha? data numerica
oggi o che è?    giorno dela settimana
che  settimana è sta vì? numero di settimane presenti nel mese 

e poi ricordo con tenerezza le segnature der mi babbo

le routinarie:  canbiata bonbola der gasse ( prima dele labiali un sapeva mai se ci volesse l' emme e allo metteva senpre la n)le sanitarie:  portato r bimbo dar dottore

le angoscianti  canbiale del frigo che tutte le volte che la leggeva pareva pesasse più del frigo quella cambiale.

 le addiaccianti:  cascato Lido 'n acqua ar molo, affogato

ma per me e Dino, che l'autore del simpatico blogghe dal quale traiamo a prestito ste due  immagini, chiama ultrasessantenni, ir calendario era quello piccino, da tasca che il barbiere regalava ar mi babbo e a Renato (babbo di Dino)  e che noi al più tardi a marzo ni s'era di già bell'e fregato pe pavoneggiaccisi co' nostri amici.
Avete apito vello cole donnine disegnate ma mezze gnude e ammiccanti a chiunque avesse la benevolenza di sfoglialle.
L'urtimo ce l'ho ancora, era d'un barbiere veneto, perché ir mi babbo era venuto a lavorare in trasferta a Porto Marghera a du passi da Venezia e mi diceva sempre: dantino se stai bono ti porto a vedè le gondole. Chissa che r denstino un avesse già predestinato che ala fine dovevo cascà in questa grossa pozza d'acqua .Anche Dino se ne riora a memoria  di que calendarini e in questi giorni si so' rievocate le donninne con rivisitazioni mnemoniche der tipo: "ma te la riordi vella ola faccia d'ameriana e r custome che n'entrava n'mezzo ale mele? " A questo proposito avrei pronta na mezza audionovella ma oggi un ho testa di leggela e mi manca Dani che è andata ad accompagnare Zanza  in giro per Calli e Canali.
A proposito lo sapete che la laguna è guasi secca? mai vista na roba simile, le gondole paiano appoggiate per terra, i vaporetti non circolano pel Canal Grande, pare la pubblicità del Tesugo Delonghi ch el gavea sugà el canal, in onda diversi anni anni fa nei caroselli pubblicitari in tv. Ecco alcune immagini dell' agghiacciante realtà:




meno male che la bella barca da pesca di Holly l'abbiamo portata in un canale periferico della laguna sud verso Malcontenta, dovevo fargli alcune manutenzioni e lì ho un amico che ha uno spiazzo in terra dove si può lavorare. La mia devo ancora andare a vederla ma spero bene e poi non è di tanto valore.
Veniamo dunque al Calendario dono che io e Dino abbiamo pensato per i lettori, non ce ne vogliano le ragazze che, tra l'altro costituiscono la maggioranza delle nostre lettrici, il prossimo lo faranno Dani e Zanza coi meglio omini presenti sulla piazza. Questo regalatelo a mariti, compagni o anche figlioli, come ha detto Zanzara, moderna quanto a visione della vita ma tradizionalista nella roba di coscia," preferisco un omo che quando si passeggia nzieme  guarda r culo ale donne che uno che lo guarda all' omini......."

Whether in the process of bowling, walking the dog, changing a tire or most commonly, carrying groceries, wardrobe malfunctions conspire to cause maximum embarrassment to Frahm's pin-up girls. 

o mentre giocano a bulinghe, portano a spasso r cane, cambiano na gomma a la macchina o più comunemente portano le borse dela spesa, un difetto dela biancheria intima cospira per determinare il massimo dell' imbarazzo alle ragazze pin up di Frahm.

perdonate la traduzione al braccio

Frahm è il disegnatore che nell' anni 50 allietava calendari e pubblicità con donnine stupefatte e imbarazzate dall' improvvisa "calata delle mutande"
troppo carine! 
così fino a giugno (vella di Giugno le mutande se l'era levate a casa pe evità l'imbarazzo)  si sono adoprate veste vì poi ne abbiamo messe di altre realizzate da autori più moderni ma antico e moderno almeno per quanto attiene quest'arte di nicchia paion rincorrere tematiche piuttosto simili e piuttosto stabili e meno male perchè se si perde la certezza dela topa e dela luce elettrica ci si ritrova al buio e cole mani sul culo, almeno io e Dino, ma penzo anche Bobby, r'Tafanino,l'omo di Zanza e quello che ancora non c'è pela nostra Dani.

Calendario Pin UP Girls by 
Dante Davini Diversi & Dino Ciampi
made in Venice by Leghornian minds

Gennaio 
Febbraio


Marzo

Aprile



Maggio

Giugno 
Domani si postano quelle da Luglio a Dicembre e anche il linke pe scaricalle e stampalle 
Bon Anno  da  Dante e tutti quell'altri.

lunedì 26 dicembre 2016

fatevi i gatti vostri n 666 " Cioccolata orologio e TOPA svizzera" audioracconto di Dante Davini Diversi

Pubblico io un audioracconto-cronaca dello zio, dato che mia sorella si è infortunata leggermente. Un abbraccio e tanti auguri  Bobby

il Titolo è 
Cioccolata Orologio e TOPA svizzera 
audioracconto di Dante Davini Diversi
per ascoltarlo


Cliccate qui: CIOCCOLATA OROLOGIO E TOPA SVIZZERA

Intanto oggi mi tocca scrive a me dato che Dani pe facci vedé una danza Maori è rimasta nchiodata ala schienao o meglio io fo il brogliaccio e poi toccherà a Bobby trascrive e mette in rete il raccontino.
Fin da stanotte  ho dovuto tené bono Balena che s'è svegliato a metà nottata e saltando sur letto coll'occhi di fori e cole zampe ritte  diceva che se Esserino un era bono a fa la bestia servaggia del blog 666 l'avrebbe fatta lui cole prevedibili conseguenze. E' bastato dinni "pappa" e metteni du crocchi nela ciotola pe mette fine ala rappresentazione. 
Poi ho dovuto gestire la  sorpresa pe Dino. Un regalone che se un se lo sa godé davvero quando si torna a Livorno gli pianto una pedata ner culo e lo butto ner fosso grande. così se vole morì ha trovato la scorciatoia. 
Dunque i più attenti e affezionati tra i lettori ricorderanno che in post piuttosto antico narrai la storia di un vecchio amore di Dino o per lo meno d'una che da tant'anni era innamorata di lui perché su sentimenti der mi fratello di latte un ci scommeterei nemmeno cinquanta centesimi contro 100 euri. Comunque volendo fa un riassuntino com'all' elementari:  s'erano conosciuti quando Dino era già grandicello, io e lui si potevano avé 29 o 30 anni  e quell'anno dato che coll' università ci s'erano bell' e giocate tutte le carte utili a fa carriera ci si arrabattava a fa i bagnini in un villaggio svizzero guasi all' uscita di Follonica. Il lavoro ce l'aveva trovato la mi zia che abitava lì e riforniva il villagiio di frutta e verdura che coltivava lei e finito r'lavoro si dormiva a casa sua  perlomeno quando si dormiva. Nzomma  successe che una ragazzetta che un arrivava a 18 anni prese una di quelle cotte pe Dino che lo messero in non poco imbarazzo. All'epoca la depressione  gli era anche presa anche se il carattere malinconico era il su pezzo forte. Giovani abbronzati e cola canottiera rossa s'aveva un monte di donne dintorno e tutte più o meno erano tra i 25 e i 35 anni più qualche Amerigo Vespucci come noi si chiamavan le signore nave-scola o coguars come le chiamono oggi i giovani che son tutti doventati anglofili e dicono assòle per dì il vecchio buodiulo che sonava tanto bene specie n bocca a Livornesi. Nzomma mentre io cercavo di fa come l'orso che prima dell' inverno sabbuffa quanto più pole, Dino non riusciva a mandar via quella ragazzotta che ni faceva perdere tante, troppe occasioni con le maggiori di lei. Finì l'estate e non avevano combinato nulla perché lei era cotta ma perbene e Dino un era cotto ma secondo me era mbecille già da allora. La bimba aspettò un anno sempre a scrivegli cartoline da posti più inne dela svizzera e talvolta anche d'altri paesi poi l'anno dopo, forte dei diciottanni compiuti da poco tornò in Italia, lo rintacciò  steso ar sole perchè co tutti i casini combinati il posto al villaggio ce l'avevano levato e ni saltò addosso. Poi ni ci risaltò e ancora e ancora finché Dino mi disse oh Dante, un sarà mia ninfomane. Un era perché si condondeva solo con lui e più lui era restio più lei ni s'appiccicava. Ala fine anche il Ciampi cedette e ci si fidanzò ma la cosa un era destinata a durare, con quer su carattere di merda tanto disse e tanto fece che alla fine lei piangendo lo mandò in culo. Continuarono a sentissi, poi lei si fidanzò, si sposo, si divise, divorziò si risposò si ridivise si ridivorziò. Finche quarche anno fa Io l'amici del barre e soprattutto Don Luigi che ci mise i soldi di tasca, si riusci a vestillo per benino a fallo lavà come una macchina nova e a spedillo in isvizzera. Ci stette bene ma poi rivenne via. Lei che nel frattempo aveva i quattrini che ni sortivano dall' orecchie ni volle regalà un pianoforte a coda che fece recapitare a Livorno ma il seguito un ci fu.
Ieri sera mentre m'arrivano l'auguri di natale sur un telefonino che ha ancora lo sportello e non ha uozzap e tutti que troiai che un li sopporto, così mi chiamano a voce, chi vole, sento una voce con discreto aaccento tedesco che mifa
"Ciao Tante Pon Natale" e poi nela conversazione mi chiede ovviamente come stava Dino. A me in questi momenti vengamo l'idee meglio e così mi so spostato n camera subito seguito da Holli che si preparava a picchiami na padella n testa. Poi ha sentito la telefonata e s'è carmata, nzomma gli ho detto, "Dino è qui ma invece di passattelo ar telefono che ne diresti di fa un salto a Venezia te?"
Contrariamente al passato, in cui m'avrebbe piglio la  macchina e arrivo, mi ha parlato delle bufere di neve che c'erano intorno alla su casa di montagna aggiungendo però che riusciva a raggiungere un aeroporto  sarebbe venuta la mattina seguente. Posto a casanoi  un ci sà ma i soldi pell'albergo un gli mancano davvero così siam rimasti daccorddo che mi aggiornasse e stamattina è arrivata proprio sotto casa cor una bel motoscafo taxi che quando ir tassista m'ha visto venire giù coi panni di casa s'è dimorto meravigliato che una signora così elegante frequentasse dela gentaccia come me.
 E' nvecchiata anche lei, ha passato i 50 ma le porta dimolto bene e non ha perso il sorriso che aveva da ragazza anzi le rughettine di espressione mi pare ni stiano bene.
Dino c'è rimasto di sasso e m'ha detto piano" vigliacco questa me la paghi", al che gli ho replicato "no questa te la paghi da te, anzi credo te la dia gratisse" e così la cosa è finita in una bella risata. La svizzerotta ci ha portato cioccolate buonissime per tutti e un orologino da tasca  vintage molto carino,per me. A Dino invece ufficialmente un gli ha portato niente ma noi che si cominciano ad avé i capelli bianchi si sa che 'ncartato nele mutande gli ha portato un dono che conserva per lui da più di trent'anni, vera costanza svizzera!

domenica 25 dicembre 2016

Fatevi i gatti vostri n. 665 " come i gatti furono risparmiati dal Natale" audionovella natalizia

Stavolta ci daranno addosso tutti, cristiani e musulmani, credenti e semicredenti perché zio Dante e Dino, corroborati nell' inventiva da un generoso uso del fiasco, ieri sera hanno declamato sta roba, organizzando un vero teatrino in casa e facendoci sbellicare. Non ci dissociamo, ci mancherebbe! Però lasciamo a loro meriti e demeriti di questa grottesca rilettura natalizia. Del resto come si crede nel Gatto Eterno per la proprietà transitiva della fede si pensa che un Dio ci si debba avere anche noi ma sulle storie che ci vengono ricamate intorno avanziamo molti e fondati dubbi.
Un grande abbraccio da Dani e Bobby al quale si aggiungono
I Mici gli Zii e Dino
B U O N     N A T A L E

 Come i gatti furono risparmiati dal Natale
novella scritta a quattro zampe di Dante Davini Diversi e Dino Ciampi.
Audio lettura di Dante
Cliccate qui sopra per l'audionovella
ecco a seguire il testo scritto
Un Giorno il signore Iddio, che governava solle sorti del mondo Umano, telefanò ar su collega, r Gatto Eterno che governava l'universo terreno ed extraterreno dei gatti e ni disse: 
"Amico mio io mi sarei anche rotto i coglioni di sentì omini che si lamentano e addirittura rivolgono a me preghiere pe liberalli dale pisciate e dalli gnaulii de tu sudditi.
Lo so che mi omini  so de pezzi di merda e un meritano un cazzo, lo so che bestemmiano e hanno messo in croce rmi figliolo, lo so che mi confondano con quer muso olivastro che chiamano Allà ma un li posso mica ammazza tutti, onni tanto ne faccio sterminà un fotti, poi ni mando li zunami, terremoti, le  trombe Darie e le trombe Marine ma quarcheduno ne devo lascià, sinnò che senzo avrebbe la mi esistenza medesima?
Il Gatto Eterno disse fra sè e se "Vai rià  bevuto nantra vorta, da quando hanno fatto santa la nonna di Belènne quel poriddio è rincoglionito, l'ha sempre addosso ver popò di tegame poi è geloso e beve da fa paura".
Comunque pe rispetto dei pari roli e dela pari potenza fece come Putinne cor presidente Americano, ni sorrise sotto baffi e ni disse:
"Ocché dovrei fa io allora pe mi gatti legaggli  r pisello ncima e tappanni la bocca?"
" No" replicò Iddio" basterebbe un coup de teatre come quello che feci io  cor Natale. Fai nasce un gattino da na gatta che un abbia trombato co gatti terreni poi lo metti in un cantuccio avccanto ni metti un cane e un antra bestia dar fiato caldo, trovi un gatto boncitto che ni fa da babbo e poi nzomma lu predica e gatti si rabboniscano poi la storia dela croce si leva perche quella m'è riuscita male anche a me e se un c'era  la nonna di Agatha  Christie che mi suggeriva la storia dela risurrezzione  e s'era preso ner culo di nulla quella vorta!"
 Il Gatto Eterno guardò ingù e vide che effettivamente  i gatti in terra erano parecchio  disordinati rompevano i coglioni coi loro miagolii da innamorati e pisciavano dappertutto. A lui un gliene mportava na sega ma si sa pell'accordi bilaterali un si poteva venì meno  a un certo rsipetto dele richieste der Dio dell' omini e disse con tono ironico : " va bene si farà questo natale in Casa Cupiello" Ma Iddio che non capiva l'ironia e tanto meno il napoletano disse," No no De Filippo no un lo capisce  nessuno parlano stretto sti terroni e anche a me da quando me l'hanno mandato  in paradiso sta sempre a uggiolammi che qui il caffè fa cacare e che lui lo beveva meglio a Napoli e che vole ritorna ingiù"
 Il Gatto Eterno si astenne  dall' avanzare altri temi, il Signore aveva proprio bevuto della robaccia e se un fosse stato anche lui un ennesima potenza si sarrebbe stati portati a pensare che ni fosse venuto  un po' d'alzaime.
 Cos'ì  na bella notte r Gatto eterno entrò ne sogni d' una gatta che si chiamava Agata, perchè armeno i nomi bisognava cambialli ner copione sinnò la SIAE poteva rompe le palle, e ni spiegò la storia  concrudendo:
"quando fai ir gattino lo chiami bambin gattù e lo si fa diventà gatto predicatore, però siccome io ciò la Gatta Eterna dimorto ma dimorto gelosa e mi potrebbè graffià tutto, te fatti trombà da un gatto  varziasi tanto  l'importante è che si sappia che so stato io e che lui è r becco contento dela situazione"
Agata che allora bazzicava ir gatto Benito detto Ito  ni spiegò la storia,

"Te gatta troia pell'eternità?" Attaccò incazzato a bestia r gatto.

"Io gatto becco ne secoli de secoli?  Ma vai in culo te e tu sogni" Seguitò.

"e secondo Te il Gatto eternissimo ti avrebbe detto ste cazzate!!!" Aggiunse.

Poi siccome era un gatto parecchio pratico la girò dala parte del culo ni montò addosso e ni disse

" te ne faccio fa cinque di gatti altro che uno!"
E così nacquero Balena, Esserino, Agellone, Agnellino e Arturina e i gatti furono risparmiati dall' ennesima presa per il culo.

sabato 24 dicembre 2016

fatevi igatti vostri n. 664 " nella notte di Natale che farà 'l gatto maiale"

Eculi llà tuti a diciere cativerie sul povero Gato Dogie. Hano insino inscrito cusa che facierà il gato mai ale in dela note di natale. Ma cusa doverebe fare anca un gato no mai ale sendo eso ciò è me famato ansi famatisimo che pe aviere la masima satisfassione ne il tono con sorcio che mi rivava senpre penna Tale io no ava manniato da quatrocientoventi menuti. Ma io era stato bono sensa in sistere o niaulare come facie Serino e sentiva nel lindidentro dimè che il Sinior Gato Eternisimo anca stavolta ava tucato il lanimo dela mama lumana che ava nascondite le caseforti di fero rutonde che esa le talliava cor una lunghia daciaio che però no ciela veva in dela sampa ma la tiene inzieme a dele antre lunghie di aciaio che talliano le carni e i pessi. Cuindi Bonna Tale atuti e speravimo che davino da maniare anca avvoi.
vonstro Gato Balena

NOTTE  DI NATALE COME PIACE A ESSERINO
nome-foto 

Ovviamente ha voluto introdurre la notte santa con uno dei suoi temi preferiti, il tonno, e con un discorso sconclusionato e sgrammaticato. Va bene lo conosciamo mio fratello non cambia, anzi cambia sì ma in volume non in convinzioni. Qui la casa è piena di umani ma in realtà sono solo 5. Babbo Dante e mamma Holly, i nipoti Dani e Bobby e Dino Ciampi arrivato da Livorno. Devo riconoscere che Dino è molto simpatico perché passa buona parte del mattino a Letto e sta immobile come morto senza fare tutta la confusione che fanno la mamma e il babbo alle prime ore dell' alba. Siccome quando dorme è bello caldo anche io e Balena ci siamo trasferiti dal lettone di mamma al divano letto dove sta lui e dormiamo sereni. Dopo tanto tempo siamo tornati anche nella casa di Dani e  Bobby che è appena un piano sopra la nostra. L'avevano affittata perché erano sempre via all'estero ma adesso Dani almeno vorrebbe rientrare in Italia e così noi avremmo altro spazio libero per scorrazzare.
Come è ovvio anche io sono in vigile attesa per la mia razione di tonno che sarà generosamente natalizia.

abbracciamo tutti in attesa di domani!
vostro Esserino Gatto 

NOTTE DI NATALE COME PIACE A BALENA

 

venerdì 23 dicembre 2016

Fatevi i gatti vostri n.663 "La vera storia di Dino Ciampi" audioracconto di Dante

Ieri non abbiamo fatto post, lo zio è partito all'alba per Livorno, doveva prendere alcune cose sue in magazzino e, soprattutto, portare a Venezia Dino Ciampi. Dovevano arrivare per cena, invece tra una cosa e l'altra sono arrivati all' una di notte. Stamattina lo zio s'è svegliato presto, invece Dino continuava a dormire saporitamente. Ho chiesto a zio Dante un nuovo raccontino e gli è venuto in mente di raccontarci  la storia di Dino ma, dato che devo aiurate la zia a far peperoni arrosto, patate, carciofi e quant'altro per domani sera mentre, nel frattempo, Bobby è a fare approvvigionamento di bevande, non potevo scrivere quanto narrato da zio Dante, Così l'ho supplicato di far lui lo script e poi anche di leggerlo. Temevo reagisse male, invece s'è messo alla sua vecchia macchina per scrivere meccanica dicendo: "vabbè è Natale!". Verso le 10 si è svegliato anche Dino e mentre faceva colazione ho ottenuto il suo consenso alla pubblicazione.
Il racconto che ne è uscito mi ha toccato molto ed è, secondo me, assai natalizio anche se ambientato a Livorno in un torrido agosto del 1954.
Buon Ascolto, lo script lo pubblico come scansione del dattiloscritto da cui si vede come lo zio scriva di getto, mortificando estetica e punteggiatura ma senza mai riscrivere un periodo il che continua a lasciarmi stupita perché io, per quanto mi arrangi benino, vivo di copia e incolla.
Un grande Abbraccio e...per gli auguri aspettiamo domani

Dani

ecco l' audioracconto dello zio

per ascoltarlo clikkate qui  "la vera storia di Dino Ciampi"

ecco le scansioni del dattiloscritto di Dante