sabato 23 settembre 2023

fatevi i gatti vostri n. 2018 " La fine dei tormenti "

Mai titolo fu più discutibile di questo odierno. Perché i tormenti non finiscono mai e tanto meno i "tormentoni". Il nostro progetto partiva però dagli anni sessanta per arrivare ad oggi e quindi cerco di dare degna conclusione a questa  fatica rievocativa. Del resto da sempre l'estate è caratterizzata da veri e propri tormentoni, ovvero brani che chiunque adora, canta e balla. Generalmente appartenenti alla sfera pop, i tormentoni risultano ben noti anche a chi non pare apprezzarli. La loro natura è infatti universale. È tale la loro diffusione da non poter scappare. Non c’è luogo che possa tenere al sicuro da quel motivetto accattivante

Ecco dunque I migliori tormentoni estivi dal 2010 al 2023



2010 Shakira Waka waka

Nel 2010 tutti cantavano (a modo proprio) “Waka Waka” di Shakira. Si tratta di una delle sue hit più famose, selezionata per rappresentare i Mondiali di calcio in Sudafrica.




2011 tre ex aequo

In alcuni anni è difficile individuare un solo vero tormentone. È il caso del 2011, che d'istinto porterebbe a incoronare “Danza Kuduro” di Don Omar e Lucenzo. A contendere la vetta vi sono però brani come il remix di Bob Sinclair, “A far l’amore”, che ha riportato Raffaella Carrà in cima alle classifiche. Che ne direste infine di  “Ai Se EU Te Pego”, di Michel Telò. Li mettiemo tutti alla pari




2012 Flo Rida Whistle

Nel 2012 tutti fischiettavano “Whistle” di Flo Rida. Si tratta però di un anno che ha visto nascere un vero e proprio fenomeno globale, PSY, che ha portato in ogni angolo del mondo la sua “Gangnam Style”, che ha raccolto negli anni circa 3 miliardi di visualizzazioni.



2013 Daft Punk Get Lucky

Nel 2013 si registra il ritorno dei Daft Punk, che fanno un salto nel passato fino agli anni Ottanta. Coinvolto anche Pharrell Williams nella loro “Get Lucky”, tra le più suonate tutto l’anno, non solo in estate. 



2014  Enrique Iglesias  Bailando

Nel 2014 Enrique Iglesias fa il proprio esordio tra i maestri dei tormentoni estivi. È lui a meritare lo scettro con “Bailando”. Soltanto la prima di una lunga serie di hit estive che fanno di lui un must della stagione. 



2015 Alvaro Soler El mismo sol

Ancora Spagna in vetta nel 2015, ma stavolta non c’entra Enrique Iglesias. La sua “El Perdon” è apprezzatissimo ma è impossibile non indicare come vero tormentone estivo dell’anno “El Mismo Sol” di Alvaro Soler.



2016 ex aequo Iglesias Soler

La coppia tiene duro anche nel 2016. Il clima spagnolo, pacifico e sereno, nel quale certe canzoni scaraventato gli ascoltatori porta nuovamente a premiare Enrique Iglesias e Alvaro Soler. Stavolta le hit sono rispettivamente “Duele El Corazon” e “Sofia”, a pari merito.



2017 Luis Fonsi e Daddy Yankee   Despacito

Il 2017 è innegabilmente l’anno di “Despacito”, di Luis Fonsi e Daddy Yankee. Una di quelle canzoni che sembrava non avrebbe mai lasciato le nostre radio.



2018  J-Ax e Fedez Italiana

Nel 2018 eravamo tentati ancora da un ex aequo soprattutto in virtù del fatto che  i maggiori tormentoni in Italia sono stati nostrani. Ecco un trittico difficile da dimenticare. Si parte con “Italiana” di J-Ax e Fedez, proseguendo con “Da Zero a Cento” di Baby K e concludendo con “Amore e Capoeira” di Giusy Ferreri, Sean Kingston e Takagi e Ketra. Alla fine abbiamo dato la preferenza a Italiana.



2019  Shawn Mendes Camila Cabello Senorita

La coppia Shawn Mendes e Camila Cabello ha conquistato il mondo nel 2019, con la loro “Senorita” che ha risuonato in ogni dove.



2020 Elodie Guaranà

Tempi duri per il  tormentone dell’estate 2020 si era in piena pandemia e solo  a settembre si tirarono le somme ma intanto, guardando ai titoli italiani, è impossibile non citare “Guaranà” di Elodie e “Karaoke” dei Boomdabash affiancati ancora da Alessandra Amoroso.



2021 Fedez Orietta Berti Achille Lauro  Mille

Non tutte le classifiche sono concordi e spesso Mille e Malibu si alternano sul gradino più alto del podio tra le varie abbiamo scelto questa classifica della quale riportiamo i primi 5

Mille – Fedez, Achille Lauro e Orietta Berti: 335 pt.

Malibu – Sangiovanni: 326 pt.

Mi fai impazzire – Blanco e Sfera Ebbasta: 298 pt.

Marea – Madame: 246 pt.

Un bacio all’improvviso – Rocco Hunt e Ana Mena: 239 pt. 



2022 Carl Brave e Noemi  Hula-Hoop, 

Ci sembrano meno sfruttate reggaeton, musica latina e canzoni in spagnolo. Si tendono a recuperare gli anni Sessanta  la disco anni Settanta. Mettiamo sul gradino più alto Hula Hop che  è una canzone deliziosamente rétro, un po’ anni Sessanta, un po’ “cantautorap”, cioè puro Carl Brave. A parere di Zio Dante sembra abbiano riscoperto il Molleggiato e Caudia Mori



2023  Achille Lauro e Rose Villain. Fragole

Lo sapete che io e Zanza siamo viziatelle e avevamo ceduto a quella fragole panna e champagne che era piaciuta anche a Dino ad onta dei caustici giudizi espressi in precedenza su Achille Lauro. Poi per metterci in dubbio tutti si son messi a fare qualcosa al top, specie Mengoni ed Elodie quindi mettiamo la nostra lista dando anche per coerenza la nostra scelta al binomio fragole e bollicine francesi e non ce ne voglia Zaia ma il prosecco lo beviamo tutti i giorni.

Fragole – Achille Lauro e Rose Villain. ...

Pazza musica – Elodie e Marco Mengoni. ...

Italodisco – The Kolors. ...

Mon amour – Annalisa. ...

Occhiali da sole – Diodato. ...

Considera – Colapesce Dimartino. ...

Un briciolo di allegria – Mina e Blanco.

Buona settimana a tutti e grazie per la pazienza e la fedeltà con cui ci seguite

Dani

addenda:

Come promesso Samatta e le Trombanti si sono prodotte in uno sforzo che reputo davvero encomiabile visto il risultato, vere professioniste! Ho inserito il pezzo nel baule online che mio fratello Bobby condivide con Balena, Buon Ascolto. Dani





domenica 17 settembre 2023

fatevi i gatti vostri n. 2017 "un giorno dopo l' altro"

E così anche Zanza è ritornata al bar Nado a Livorno. Dani ha ripreso il suo lavoro barca con la zia ed io le mie peregrinazioni  all' ormeggio della mia barca e al mio vecchio camper che costituisce una sorta di luogo di rifugio e meditazione.

Il periodo in cui le due ragazze sono state insieme Venezia ha rappresentato per me e per Holly una discreta parentesi dalle tensioni tensioni quotidiane determinate da finanze familiari, economia  nazionale, politica e cazzi vari. Ho aiutato Holly in barca e quando c'è da movere mani e gambe alla svelta e da badare a non farsi male le quistioni dela Meloni passano in secondo ordine. Colle ragazze s0è chiacchierato la sera, le poche volte che stavano a casa. Le due ragazze conservano nei miei confronti un affetto è una stima che le porta spesso ad eleggermi come voce oracolo per qualche loro dubbio. Tuttavia questo aspetto che in passato era una mia attività pressoché quotidiana va scemando in ragione di tempo di pertinenza delle mie risposte. Cerco di spiegarmi meglio: intorno ai 15 vent'anni di Dani io riuscivo ancora ad avere una visione abbastanza chiara del mondo e mi permettevo di trasmetterle giudizi consigli e strategie di vita. Non è più così. Se qualcosa conoscevo del mondo, della gente e del suo modo di vivere tutto questo ha subito i colpi di una pesante obsolescenza sono cambiati i principali valori di riferimento. I miei consigli servirebbero più a creare una asociale o una disadattata piuttosto che  una persona integrata nella vita di questi tempi. Così dal ciarliero che ero, sono diventato taciturno e anche solitario. La mattina presto dopo che Holly e Dani sono andate al lavoro prendo il mio vecchio Ciao, raggiungo Piazzale Roma spingendolo. Poi di lì  mi avvio verso la zona Malcontenta dove, come sapete, tengo parcheggiato il mio vecchio camper e  la mia barca, ormeggiata in un canale poco lontano. La distanza da Venezia non è grandissima ma c'è comunque da attraversare tutto il Ponte della Libertà per raggiungere Marghera e poi nantra diecina di chilometri. Credo che, in totale, dalla porta di casa al camper ce ne siano una ventina. Negli ultimi tempi sono uscito in barca solo una voltam accompagnando Holly Dani e Zanza per una piccola gita con pranzo sulla spiaggetta della barena delle Giare.

Per il resto ho impiegato il tempo fare piccole migliorie alla barca e al posto di ormeggio che consiste in una Riva fluviale piuttosto malmessa e piena di erbacce. Col tempo uno dei due pali si è marcito ed è crollato. Così non potendo al momento comperarne uno nuovo per le consuete ovvie ragioni e non volendo tagliare un alberello per farlo da me,  l'ho sostituito con un tubo in ferro montato in due tempi. 


In più da tempo provavo una certa difficoltà nello scendere dalla strada fino alla barca. La riva è scoscesa ed ha una pendenza obliqua per circa 3 metri. Un tempo la scendevo e la risalivo con alcuni saltelli ma un fastidioso risentimento a un legamento esterno del ginocchio mi impedisce, al momento, questa prova di agilità. Allora ho costruito una scaletta rudimentale scavandola nella terra e mettendo alcuni assi fissate per dritto e sorrette da paletti per il contenimento della terra  che avevo spianata a mo' di gradini.
Poi le ho tinte di verde e coperto i gradini con della paglia per non turbare troppo l'habitat naturale. 


Qui mi fanno visita le anatre e anche un Cigno enorme,
 


da un paio di giorni viene a razzolare tra le ninfee. Sono i miei amici con loro non ho bisogno di fare discorsi e soprattutto di ascoltarne. Così si va avanti, un giorno dopo l'altro. come cantava Tenco e come vi metto qui in calce, anzi oggi pe scappà dall'autoreferenzialismi, tipici del bar Nado, ve la faccio sentì cantata da un livornese co' fiocchi: Bobo Rondelli


Buona Domenica
Dante

domenica 10 settembre 2023

fatevi i gatti vostri n.2016 "Il sole del nordeste"

Sono ancora  quassù. Complici la mi mamma, Dani e appunto il sole del nordeste. La mi mamma sentendomi finalmente serena e gioiosa mi ha detto " O Zanzina resta costassú finché ti pare. Ci sto io al barre co tu fratelli e anche r tu babbo. Luilì, e lo sai anche te, un è bono a sta senza fa na sega nulla. Così  se io devo sta a fa la massaia, che un l'ho mai fatta e luili a rompimi le palle girando a voto per casa, è meglio si stia al barre come s' è fatto per na vita".

Un sarebbe propio così. Io il loro ritiro dal lavoro lo immaginavo ricco di viaggi in posti che un hanno mai visto. Di crocere su lussuosi tranzatrantici ollinclusivve e così via. 

Un escludo che lo faccino prima o poi ma per ora nisba. 

La seconda motivazione a sta qui a Venezia di più der programmato  me l' ha regalata Dani. Noi due siamo legatissime da quando s'era ragazzotte d' una quattordicina d'anni e Dante la portò al nostro barre, a Livorno, nzieme co Bobby, r su fratello maggiore. Da allora il nostro sodalizio di amiche, confidenti e compagne d avventure ha resistito conzolidandosi e rinnovandosi ad ogni occasione. Dante che in questo periodo è in eccellente forma fisica l' ha sostituita nella equipaggio della barca della zia Holly. Così lei è stata libra di venire al mare commé e lui ha cercato di mitigare coll' ergo terapia i recenti dolori che si è trovato a dover fronteggiare.

Infine il Sole . Chi l' avrebbe mai detto? Un settembre recorde! Co temperature agostinee e un venticello di grecale, che qui è nomato bora e che spira tutti i giorni con velocità  che spaziano dai 12 ai 24 km orari, è come avere il condizionatore sula spiaggia. Il Lido di Venezia  ha spiaggioni enormi e dala strada ala battigia ci son sempre distanze dai dugento ai quattrocento metri. I bagni, che qui chiamano stabilimenti, forse in omaggio ala vocazione industriale del Veneto, cessano la loro estensione a una settantina di metri da riva. Bona parte deli stabilimenti hanno nome Venezia Spiagge e credo ci sia dietro qualche partecipata comunale, molto efficenti i servizi, comodità ampie anche se non si pole parlà di ambienti di lusso diciamo che sono per un popolo che pole spende na quarantina d'euri al giorno per tené r bellico ar sole. Pur rientrando parecchia parte di quella settantina di metri nella loro concessione demaniale. La direzione  rinuncia (per modo di dì) a quello spazio in favore delle persone che affittano na cabina, qui detta capanna, presso lo stabilimento  e la usano, oltre che per passare dale mutande al costume, anche per ricoverare un ombrellone e una sdraia personale

Ne resulta che davanti a ogni bagno pare di vedere una spiaggia libera che tuttavia libera non è perché se uno dei numerosi guardaspiaggia di colore assoldato per l' occasione ti viene a chiedere il tu numero di cabina glielo devi dare oppure rimuovere la tu installazione da spiaggia

Qualche volta ci siamo messe lì usufruendo dell' abbonamento della nonna di Dani  o a quella più prestigiosa del  De Bain. 




Un hotel sciccosissimo presso il quale la mamma sempre di Dani  ha una mega capanna in cui, volendo, ci si pol far portare il mangiare dal ristorante o portasselo da casa purché sia ncartato nela confezione di una di velle gastronomie che quando c'entri un sai se voi du etti di salame o se sei entrata a piglià un braccialetto da Bulgari. Del resto l' essere scicche ha r su prezzo. Dani non ama troppo fermassi li. Teme di incontracci le amiche del su mamma che son manierose anche troppo e invadenti idemme.  Così a volte si va ala spiaggia libera che ha un simpatico baretto propio sul mare o meglio ancora si cavalcano le nostre bici fino ai Murazzi  dove i massi a difesa de flutti mi fan sentire guasi suli scogli di Livorno. In più ci sono delle simpaticissime capanne costruite da volenterosi che, se le trovi libere ti permettano di avere ombra e mangiare in una condizione confortevole senza rena ner pane e sole sur capo. 

Le bici le ha allestite Dante e ha fatto du capolavori. A gurdalle fanno rigettà anche  r piu abboccato de ladri ma a pedalacci pare di volà.  L' aspetto rigettevole  è stato studiato apposta  perché un si poteva fà come lui che si porta la graziella piegata in borsa sul vaporetto. E neppure ci andava di mètte ogni giorno du bici normali sul traghetto andata e ritorno. Così Holly e  Dante c'è le hanno portate in barca al Lido e si tengano legate qui. Ci sono de parcheggi dedicati e badate la quantità che ce n'è.

La mattina si piglia il vaporetto diretto e dopo 30 menuti  di navigazione siamo pronte a inforcalle.  Siamo nere come du carboncini e coll' abbronzatura si vedano meno i segni dela cellulite mpietosa arivata come bonusse nzieme ai trent'anni. Sta fotto me l' ha fatta Dani e devo dì che è la più bella che ho avuto in vita mia 
Questa invece è lei che è na strafica da paura ma la foto è banale, l' ho fatta io nfatti



Non abbiamo cercato compagnia maschile e nessuno c'è l ha offerta. Meglio cosi  per lo più  son rotture di coglioni

Baci a tutti

Zanza & Dani



domenica 3 settembre 2023

fatevi i gatti vostri n. 2015 "O te e lo mangi il breccino?" In ricordo di Upi

Lo scorzo fine settimana siamo stati chiusi per lutto. Ora è il momento di dà la via a ricordi.

Ci sono molti tipi di amicizia che non escludono contrasti e talvolta anche qualche scazzottata dopo la quale, se le fondamenta erano robuste, ci si stringe la mano e si rinnova il sodalizio. 

Ci sono amicizie fraterne, come quella con Dino, nelle quali ci può stare il battibecco, la presa per il culo et similia ma comunque rette da qualcosa di archetipico bevuto col latte materno e pertanto saldissime.

C'è poi nela mia ormai discreta esperienza di vita il rapporto con un amico col quale non ho mai avuto modo di sperimentare qualcosa di simile a quanto descritto finora. Un'amicizia nela quale non c'è mai stata mezza parola di troppo, nella quale ti intendevi ad occhiata o anche con solo mezza parola. Mai uno screzio, mai un dissapore. Capitava di non vedessi per mesi e mesi ma quando ci si incontrava scattava vicendevole il sorriso, testimone del piacere di ritrovassi e in bona salute. Allora riattaccava il gioco dei ricordi, la rievocazione delle avventure giovanili, la risata al rammentare situazioni buffe condivise.




C'era poi, fra noi, un codice comunicativo che traeva spunto da vicende aneddotiche  afferenti ala nostra comune memoria. Ne ricorderò una tra le tante. Raccontava, il mio amico, di un certo Tapino, proprietario di un cane. A lui  si presentò un conoscente con una cartata di cibo in mano. Si trattava di ossa di bestia e chiese al Tapino: "O Tapino, e li mangia l' ossi il tu cane?" E il Tapino di rimando: "O te la mangi la breccia?" Per chi non sapesse cosa sia la breccia chiarisco che consiste in grosse spezzature di sasso con le quali si solevano ricoprire le strade sterrate. Colto alla sprovvista e un po' mortificato il tizio, con tono gnegnoso di scusa, riprese: "Diobono Tapino, e volevo dì l'ossicini" ma il Tapino, impietoso e cinicamente logico ribadì cor una domanda tagliente ar pari d' una coltellata: "O te e lo mangi il breccino?" Trattasi si breccia dalla spezzatura più piccola con la quale si coprono vialetti un po' più curati. Per noi tale vicenda, ormai ascesa al grado di aneddotica, era rappresentativa della situazione in cui  uno ti fa domande o proposte idiote e nel persistere in tale posizione. Tale però era il grado di intesa tra me e il mio amico che quando ci trovavamo insieme al cospetto di qualcheduno che faceva un discorso stùpito (stupido) lui mi chiedeva: "O quanto ce n'è di breccino?" e io rispondevo al volo "Oh mammina" che nel nostro vernacola sta per (mamma mia non puoi immaginare quanto ce ne sia). Nessuno capiva e noi si rideva, complici.  Adesso anche lui ha passato il ponte e spero sia insieme a Esserino a Ito e a chi dei nostri amici s'è avviato prematuramente. A me resta la consapevolezza di aver avuto il privilegio di aver fruito di un rapporto di amicizia unico e d'essere restato cor un vòto (vuoto) dentro  che non credo ci sia modo di  riempillo.

Dante

Queste foto si scattarono nel '72  e te le ho portate a far vedere in giugno, l' ultima volta che t'ho visto.

Ora che ti sei lasciato ale spalle questo mondo di merda l'occhi e li poi anche aprì.

venerdì 18 agosto 2023

fatevi i gatti vostri 2014 "pronte pe lo scodinzolìo ar Lido"

Ed eccoci arrivate alle  le hit estive dal 2000 al 2010. Posto stasera che è venerdì, perché dopo il turno che durerà fino ale 2 di stanotte, lascerò il barre nelle mani dei miei fratelli e dei miei genitori pe na diecina di giorni. Con Samatta domattina si parte. Si fa un salto a Venezia da Dani. Leilì, nel frattempo, stanotte lei dovrebbe rientrà dalla su splendida vacanza in Islanda nzieme ar fratello Bobby. Le trombanti vanno ale Canarie a vedé se rimediano du canarini docche. Come uccelli so piccinetti i canarini ma a loro2lì interessa come cantano mica come so grossi.  Dino verrà raggiunto da Costanza che lo dovrebbe portà in quarche posto scicche in Sardegna o sula Costa Azzurra. Ancora devan decide. I giorni che vanno dal 20 al 31 agosto mi garbano in modo particolare. La roba prencipia a costà di meno ed è cosa fondamentale. Sento però, in quel periodo, anche ir senzo dell'estate rovente che cede pian piano r passo ar clima pur sempre estivo ma vorgente al  settembrino. Ma non voglio indurge in questi sentimentalismi tutti mii. Quindi largo a primi successi. Il prossimo post lo faremo da Venezia a più mani e concluderà la serie delle gettonatissime canzoni estive dar 2011 ad oggi.

Le sorelle Iezzi seguitano ad apparì come dele ragazzotte sofisticate ma io ero a fatica all' elementari quando lorolì sfornarono quest'ennesimo successo. Ad esse sincera non stiantavo né stianto ora di simpatia per loro ma bisogna riconosce che hanno saputo giocà abbastanza bene su propri personaggi visto che prencipiarono come coriste degli 883 sula voce c'è poco da dì: l'hanno.Cecchetto che ha la vista acuta fu il primo a pintalle verzo il grosso pubbrico. Tutte e due sonano la chitarra più  Paola basso  e Chiara tromba. Nzomma verzatili e preparate poi cola svorta sessi dell'anni dumila hanno sdoganato quer tantino di trasgressivo che ala gente piace. Ora hanno cinquant'anni e fra un po' le vedremo a fa la pubbricità der tina ledy cantando "gocce di piscia su di voi" e sicuramente quarche migliaio di adoratori trasgressiv li raccatteranno ancora.



2000 – Vamos a bailar – Paola e Chiara

La prima estate del nuovo millennio è circondata da un’infinità di tormentoni estivi ma la hit “Vamos a bailar” del duo Paola e Chiara è stato il tormentone per eccellenza.

Rimasto al primo posto per 4 settimane tra i singoli più venduti in Italia è tutt’ora il singolo più venduto dalle sorelle. Registrato anche in inglese e spagnolo ha riscosso particolare successo pure all’estero.



2001 – Tre parole – Valeria Rossi

Pure l’anno successivo ha visto la nostra amata Italia in pista. Infatti il successo estivo più venduto nel 2001 è stato “Tre parole” di Valeria Rossi.

“Dammi tre parole: sole, cuore, amore.”

Impossibile negarlo, tutti l’abbiamo canticchiata grazie alla sua melodia super orecchiabile e in testo particolamente no sense.



2002 – Asereje – Las Ketchup

Il singolo “Asereje“, debutto delle 3 artiste spagnole Las Ketchup è stato un successo planetario e tormentone estivo in tutto il mondo. 

La canzone, accompagnata dal famoso balletto, e a primo impatto senza senso ha, invece, una spiegazione. Il ritornello si rifà alla prima strofa del brano Rapper’s Delight cantata dal punto di vista di chi, non sapendo la lingua inglese, improvvisa usando parole a caso.



2003 – Chihuahua – Dj Bobo

Questo singolo diventa il maggior successo di Dj Bobo nonchè tormentone dell’estate 2003 in tutto il mondo e quindi non poteva non essere citato nella nostra classifica de le hit estive dal 2000 al 2020.



2004 Anastacia – Left Outside Alone

Left Outside Alone è il brano dell’estate 2004 presentato da Anastacia. Il brano è stato scritto dalla stessa artista ed è una dedica al padre che abbandonò la famiglia quando lei era ancora una bambina. Il singolo in Italia ebbe un ottimo successo arrivando alla prima posizione dei singoli più venduti e visto l’enorme successo il brano fu utilizzato da una nota compagnia telefonica come campagna pubblicitaria.



2005 – Gasolina – Daddy Yankee

Correva l’anno 2005, Youtube era stato lanciato da poco e il brano raggaeton “Gasolina” diventava il tormentone estivo per eccellenza.

Il brano dell’artista raggaeton Daddy Yankee ebbe un successo strepitoso e toccò la maggior party e del mondo, dagli Stati Uniti, America Latina, Giappone, Australia e naturalmente l’Europa.



2006 – Siamo una squadra fortissimi – Checco Zalone

Dopo la vittoria della nostra amata Italia ai Mondiali di Calcio 2006, Checco Zalone fece uscire il singolo “Siamo una quadra fortissimi” con una melodia canticchiabile e parole divertenti ma con errori grammaticali, segno contraddistinto del personaggio pugliese.

Quest’ultima diventò un vero e proprio tormentone estivo.



2007 - Bruci la città Irene Grandi   

Da rockettara aggressiva a donna dolce e sensuale. Fu questa la trasformazione di Irene Grandi, la regina incontrastata di bandiera italica dell’estate 2007. “Bruci la città” fu non solo uno dei pezzi più trasmessi dalle radio, ma anche una delle canzoni che in giro per la città si sentivano  cantare di più dai bambini e se la cantavano anche i bimbi  vuol dire che l’obiettivo era centrato e la canzone colpiva davvero tutti, trasversalmente. E propio di questa bellissima canzone dela toscanissima Irene Grandi, che   anche lei unnè più di nidio (Firenze 1970), eccovi una cover che solo una voce potente ma musicarmente  educatissima come quella di Samatta poteva realizzà, naturalmente nzieme a Dino che si dimena tra la chitarra e il pianorgano er mi babbo come sempre a picchià sula batteria.





2008 Non ti scordar mai di me Giusy Ferreri


Il fenomeno Ferreri esplode immediatamente, confermandosi a pieno titolo tormentone estivo del 2008 e canzone più scaricata sul web secondo la classifica Fimi Nielsen. Giusy è ancora ufficialmente cassiera all’Esselunga, essendo in aspettativa, quando raggiunge il primo posto in classifica. Ben presto si renderà conto che la strada da percorrere è quella del canto, scambiando definitivamente il registratore di cassa con la sala di registrazione. Il lieto fine della commessa che diventa cantante fa breccia nei cuori e nei giornali, che apprezzano il romanticismo delle storie in cui tutto sembra essere nato per caso



2009 Paparazzi Lady Gaga


Scritto da Rob Fusari e dalla stessa Lady Gaga, il brano delinea i patimenti di Gaga per bilanciare successo e amore, ed in particolare è dedicato al suo compagno d'epoca, Lüc Carl.

Durante un'intervista, Poiché Ron Slomowicz di About.com ha parlato di diverse interpretazioni del singolo, Gaga ha risposto:

Beh, sono molto lieta che vi siano distinte interpretazioni, è stata proprio questa l'idea. Il brano ruota attorno a cose diverse – discute sui miei quesiti, desidero la fama o desidero l'amore? Parla anche di come corteggi i paparazzi per farli innamorare di me. Parla della prostituzione dei media. È una canzone d'amore dedicata alle cineprese, ma è anche una canzone d'amore dedicata alla fama o all'amore – puoi averli tutti e due, o puoi averne solo uno



2010 Mondo Cesare Cremonini

Cesare Cremonini, "Mondo" - 2010

«Ho visto un posto che mi piace, si chiama mondo!» canta Cesare Cremonini nell'estate 2010 quando scala le classifiche italiane con la hit "Mondo", estratta dalla prima raccolta di successi "1999-2010 The Greatest Hits". Insieme a lui anche Lorenzo Jovanotti, che ha preso parte al singolo sia in fase di scrittura sia di interpretazione. Daricordare però che anche Ligabue mise a segno un gran successo con Un colpo nell' anima.

Licenzio sto poste mentre cola mano destre metto digà mutande e costumi in valigia. Eh sì anche i costumi perché se a quarcheduno fosse sfuggito a Venezia ir mare c'è. Bisogna raggiungelo col vaporetto ma cor una mezz'ora si sbarca al Lido e la spiaggia per chi un sela immagina è quella del fime morte a Venezia, decisamente miglia al di sopra per qualità rispetto ale gettonatissime spiagge di Rimini Riccione e co.

Cero per noi che siamo di scoglio come le triglie avé trecento e passa metri d'arenile ci pole dì pohino ma intanto andiamo a vedello. In tant'anni siamo sempre arrivate a Venezia d' inverno e una passeggiatina in riva all'adriatico a sdindellà mele e poppe come tre sceme pole esse un divertimento.

Bon uicchende

Zanza


venerdì 11 agosto 2023

fatevi i gatti vostri n. 2013 "Le canzoni di quando s'era piccini! Io e quarchedun artro"

Licenzio vesto post di venerdì sera perché domani ho giornata libera e se esce un ber sole vorrei andare al mare co Samatta e le trombanti. Spero che il post bello denso apporti qualche nota simpatica al vostro week end.

E siamo arrivati a' mi anni. Anzi a' nostri perché sia io che r mi gemello Riccardo ma anche il piccolo Mosca si rientra ner decennio e ci cascano n pieno anche  Samatta co le  du trombanti e  Dani. Tutti quanti  venuti ar mondo in quell'anni novanta che oramai distano da noi circa tre decenni.

Una caterva di canzoni belle e di gran successo, tra le qual,i  se dovessi sceglie la meglio, sarei in grande imbarazzo.

E proprio in grazia di tale imbarazzo decisionale per la conzueta cover musicale musicale abbiamo voluto peccare di campanilismo e rendere omaggia, in  un certo senzo anche rifondere, quella che per noi è indiscutibilmente una dele voci più caratteristiche tra i cantautori italiani. Parlo di Marco Masini  che, pur sfoggiando un talento musicale  e una voce caratterizzata  dall'unicità, ebbe la sfortuna di diventare bersaglio di una delle peggiori dicerie che possan colpire una persona dello spettacolo: quella di essere sfigato e portar sfiga. Ne uscì perché il talento non può essere soffocato dalla cialtroneria. Ma ne usci con ferite notevoli. Penzate che ancor oggi sentiamo battute cretine da personaggi  di merda come uno che ho avuto occasione di sentire di perzona. Quando si diffuse la notizia della morte di Franceschino Nuti, in un barre che frequento talvolta, nele serate di libertà, sto cervello penzò bene di esordire cola battuta: "Capirai poche settimane fa  dala Venierre c'erano Panariello e Masini.  Hanno  fatto gli auguri a Francesco Nuti, che ti volevi apettà?". Da non credeci! Fossì stata al mi barre gli avrei tirato un caffé ner muso e nvece qualche merda come lui ci ha anche riso. A fare le cover di Marco si sono impegnati ir mi gemello, Riccardo e il Mosca, al secolo Edoardo. Quest'ultimo per la prima volta ci regala una sua interpretazione canora espressamente fatta pe sto blogghe perché cantare canta ma è schivo dalle pubbricazioni. Sebbene Dino non sia benevolo con lui e ne annoti ogni imprecisione, a parer mio Edo non canta male e mi farebbe piacere che partecipasse più spesso. Sia lui che Riccardo sono allievi del Ciampi e sanno suonare ambedue la chitarra e il piano. Ben lontani dalla  classe del maestro ma abbastanza abili per un auto accompagnamento, lasciano il vecchio a bofonchiare e a scotere la testa in segno di rassegnazione durante l'ascolto dele loro esecuzioni. Su Riccardo Dino dice che è sì ben intonato e suona decentemente ma che invece di eseguire una canzone seguendone la partitura, tende ad adattalla sfacciatamente  ala su voce. Una voce  che ha potenza piuttosto modesta e quindi ne sortano delle decenti moscerie. Più cattivo con Edo che ha soprannominato "Edo e le stecche estese" adducendo a spiegazione del nicche che non solo Edo stona abbastanza spesso ma che quando lo fa sembra esserne compiaciuto e allora strascica la nota dello svarione rendendola una sorta di belato. Non ha tutti i torti ma secondo me meritano ambedue l'ascolto e poi si tratta di roba fatta in casa così come i miei pezzi. Tra noi del barre bisogna distinguere i vari livelli: il Ciampi, Samatta e le trombanti sono maestri di musica e sòrtano dal conzervatorio. Ir mi babbo e la mi mamma, Armandino e Roberta (genitori di Samatta e Camillina) sono dei bravi mestieranti. Ner senzo che tant'anni fa si guadagnavano da vivere sonando e cantando nei locali. Non sono maestri, certo,  ma bravi artigiani si. Come outsider di tutto rispetto metto Dante che, autodidatta in tutto, non ha mai preteso di saper cantare ma se canticchia lo fa benino e con personalità, specie se non si richiedano grandi mezzi vocali. L'armonica la sona alo stesso livello in cui ir mi babbo suona la batteria e Armandino la chitarra. Inzomma è un amatore che però anche davanti ar pubblico la su figura la fa. Poi veniamo noi: io, Riccardo, Edoardo, Camillina, siamo dei dilettanti e le mperfezzioni ci accompagneranno sempre. In un altra categoria Holly, Dani e Bobby. Holly a livello di voce è una pista avanti a tutti. Un soprano purissimo che accoglie il plauso perfino dell'arcigno Dino. Purtroppo non può permettersi di cantare troppi pezzi per problemi ale corde vocali e,  tecnicamente, paga   il fatto di aver lasciato il conservatorio a meno di metà percorso. Dani e Bobby sono anche loro dilettanti ma con alcune aree del repertorio in cui riescono a esprimersi davvero bene. Come, presempio, nelle canzoni Sheeran (lui) e in quelle di Joan Baez (lei). Oltre ai due pezzi restituiti in covere da mi du fratelli oggi ne propongo anche uno mio, accompagnata da Dino ala chitarra. Credo di avevvi raccontato tutto e  fatti sentire più vicini alla compagnia del nostro barre.

Bona Settimana

Zanza




Sotto questo sole (Francesco Baccini e i Ladri di Biciclette) 1990

Sotto questo sole è una canzone scritta da Francesco Baccini, Paolo Belli ed Enrico Prandi, e cantata dallo stesso Baccini con i Ladri di Biciclette nel 1990. Questa collaborazione artistica causò forti tensioni e attriti all'interno dei Ladri di Biciclette. Paolo Belli scrive infatti, sul suo libro, che lui era l'unico a volere la partecipazione di Baccini, mentre gli altri componenti della band non erano d'accordo. Questo scontro, portò alla separazione di Paolo Belli dai Ladri di Biciclette.



Francesco Baccini Le donne di Modena 1990

Le donne di modena  bissa il successo di sotto questo sole. Ma negli anni a seguire si tira addosso critiche di sessismo che perdurano ancora oggi.Nel 2022 durante una serata a Sondrio, dove doveva ricevere un premio, il cantautore ha introdotto il brano con un battuta dicendo: “Oggi forse avrei qualche problema a pubblicare un pezzo del genere perché potrei essere accusato di sessismo”. Una ragazza del pubblico lo ha quindi contestato. Lui sui social spiega: “Il testo mette alla berlina il gallismo italiano. Con questo politically correct saremo costretti a cancellare De André, Dalla, Vasco, Jannacci, Vecchioni”




Gino Paoli Eravamo 4 amici al bar 1991

Quattro amici (conosciuta anche come Quattro amici al bar, o Eravamo quattro amici al bar) è una canzone del 1991, scritta ed interpretata dal cantautore Gino Paoli. All'epoca il brano divenne molto popolare e lo si poteva spesso apprezzare nelle varie trasmissioni radiofoniche. In un successivo remix alla fine del brano è stato inserito anche Vasco Rossi che canta il ritornello di Vita spericolata. La traccia interpreta e traspone in maniera romantica e musicalmente allegra la tipica situazione nella quale in molti si sono trovati a vivere in prima persona, vale a dire il lamentarsi della vita, del lavoro o della società stando seduti al bar e sorseggiando la propria bevanda preferita. La canzone è raccontata come una storia e al termine dell'arco narrativo il protagonista finisce per rendersi conto che il tempo è passato, le cose sono rimaste esattamente come prima, ma egli è rimasto solo, mentre una nuova generazione già bussa alle porte.


Luca Carboni Mare Mare 1992

Il testo è scritto dallo stesso Carboni, che ha curato la musica insieme a Mauro Malavasi. Con questo brano l'interprete si presentò al Festivalbar 1992, uscendone vincitore assoluto. A settembre Carboni eseguì la canzone a Vota la voce e si aggiudicò il premio come miglior artista maschile.

Nel 2013 Carboni ha reinciso il brano in duetto con Cesare Cremonini, inserendola nell'album Fisico & politico. Nel 2020 è stato incluso tra i 45 brani più belli della musica italiana all'interno dell'evento radiofonico I Love My Radio.


Lucio Dalla Attenti al Lupo 1990

Pare che ne avesse fatta una versione non commerciale che cantava solo con pochi intimi e si intitolava "Attenti al culo". Da un estroso e scherzoso talento come lui non mi stupirebbe. La canzone ascoltatissima nell'anno di edizione è tutt'oggi annoverata tra i successi del cantautore bolognese.



Gianna Nannini & Edoardo Bennato Notti magiche 1990

Un'estate italiana, colloquialmente conosciuto come Notti magiche, è un brano musicale composto da Giorgio Moroder, Edoardo Bennato e Gianna Nannini, canzone ufficiale del campionato del mondo 1990 svoltosi in Italia. Il titolo della versione internazionale è To Be Number One, con testo scritto da Tom Whitlock e incisa dallo stesso entourage dell'autore, sotto la denominazione Giorgio Moroder Project.Gianna Nannini ed Edoardo Bennato, la portarono in vetta alle classifiche della penisola. Infatti, da gennaio a settembre, con qualche intervallo, Un'estate italiana è risultata il singolo più venduto in Italia e, storicamente, l'ultimo 45 giri a ottenere un massiccio riscontro commerciale prima della sparizione di tale supporto. Non portò purtroppo gran fortuna all' italia che in quel mondiale si fermò alle semifinali guadagnando il terzo posto.


Marco Masini Malinconoia  1991 

Il termine Malinconoia proviene dall'unione dei termini malinconia e paranoia. Nell'estate del 1991 Masini vinse il Festivalbar nella sezione Album. Malinconoia arriva a vendere oltre un milione di copie solo in Italia: l'album esordì al primo posto nella classifica settimanale e restò in vetta per 11 settimane consecutive, per poi mantenersi in top 5 per altri tre mesi, risultando così l'album più venduto in Italia in tutto il 1991 È il lavoro di maggior successo dell'artista fiorentino, con 1.200.000 copie vendute complessivamente.



(883) Max Pezzali Hanno ucciso l’uomo ragno  1992

Il brano ha come protagonista l'Uomo Ragno, il supereroe dei fumetti della Marvel, a simboleggiare la gioventù che si scontra con le problematiche della vita.[2] Con questa canzone gli 883 partecipano al Festivalbar 1992 e vengono premiati a Vota la voce 1992 come Miglior rivelazione e Miglior album.



 Raf Il battito animale  1993 

Il battito animale è un singolo del cantautore italiano Raf, pubblicato nel 1993. Il brano, scritto da Cheope, diventa un tormentone estivo[1] e vince il Festivalbar 1993.



Marco Masini Ti innamorerai 1993
Continuavano a mettelo in copertina r nostro marco  e nzomma bisogna dà a Cice quer che è di Cice: un era propio Alén Delonne. Lo trovo molto più interessante oggi, guasi sessantenne, con occhiali e barba lunga. T'innamorerai è il terzo album di Marco Masini, pubblicato il 15 gennaio 1993. Si compone di nove canzoni. È uno degli album di maggiore successo dell'artista; fra le canzoni creò particolare scandalo il pezzo Vaffanculo, che suscitò polemiche e censure sia in TV che in radio. La canzone racconta le difficoltà che ha avuto Masini con i discografici prima di diventare famoso e anche dopo il successo a causa dell'immagine di portasfiga che gli era stata dipinta addosso da alcuni giornalisti e da alcuni personaggi del mondo dello spettacolo. 
Qui r mi fratellino Edo detto r Mosca pell'innata capacità di rompe le palle, si adopera nella cover della canzone




883 Sei un mito 1993 

Sei un mito è un singolo degli 883, pubblicato nel 1993 e contenuto nell'album Nord sud ovest est. Il singolo è stato edito in formato maxi singolo e vinile LP, in Italia; esiste anche la versione tedesca del singolo sempre in maxi singolo, con copertina e CD di grafica diversa.




Marco Masini Bella stronza  1995

Bella stronza è una canzone di Marco Masini, scritta con Giancarlo Bigazzi,  primo singolo dall'album "Il cielo della vergine".Caratterizzata da un testo forte, scatena polemiche ancor prima della sua pubblicazione per il suo titolo ritenuto troppo esplicito e da taluni ritenuto  volgare. Pubblicato a febbraio trova l'apice dei consensi in estate.Insieme a Vaffanculo è uno dei brani celebri e di maggior successo del cantautore fiorentino. La cover qui di seguito è eseguita dal Tafano che sarebbe r mi gemello Riccardo. Anche lui deve il nicche alla medesima persistenza che ha col Mosca nel rompere i coglioni. Mi astengo dal commentare il mio di nicche che, come sapete tutti, è Zanzara.



Shaggy Mr Bombastic 1995 

Boombastic è un brano scritto da Robert Livingston e Shaggy per il terzo album chiamato Boombastic. Il singolo, utilizzato per uno spot pubblicitario dei celebri jeans Levis diventa un vero e proprio tormentone in tutta Europa, consacrando il successo del cantante giamaicano anche in Italia dove il singolo arriva alla prima posizione della classifica dei singoli più venduti.


Luciano Ligabue Certe notti 1995

Certe notti sortì  nell'agosto 1995 e un quella rimanenza d'estate sbancò .Durante n' intervista rilasciata aVincenzo Mollica il cantante raccontò che una notte, guasi pe sfida, vorse  scrivere una canzone con tutti l'accordi in tonalità di Mi maggiore. Pare propio sia riuscito nell'intento e  creato così quella che in seguito sarebbe diventata una delle sue canzoni più famose. E questa ve la canto io. L'avrete sentita già molte volte su questo blogghe in covere eseguite dalla mi vociaccia. Del resto in questo post estivo non poteva mancare il trio dei fratelli Fabbri. A Dante piaceva molto questa canzone e sebbene fosse uno de su pezzi preferiti coll'armonica inzistiede perché ne facessi una cover, accompagnata dal Ciampi ala chitarra. Così feci e gliela dedicai. Oggi la dedico a voi. 



Eros Ramazzotti Più bella cosa  1996

Più bella cosa è un singolo del cantautore italiano Eros Ramazzotti, pubblicato nel febbraio 1996 come primo estratto dal settimo album in studio Dove c'è musica.Ramazzotti ha eseguito la canzone pubblicamente durante il Festivalbar nell'estate del 1996 (di cui fu anche la sigla). La canzone ha vinto il premio "Best Song", con l'album che ha ricevuto il premio "Best Album". La canzone ha anche vinto gli MTV Europe Gold Awards nel 1997. Come è da tradizione con molte altre versioni di successo di Ramazzotti, ha pubblicato una versione di "Più bella cosa" in spagnolo per Spagna, America Latina e mercati latini degli Stati Uniti dal titolo "La cosa mas bella". 





Los del Rio Macarena  1995 Bayside Boys 1996

Macarena è un singolo del duo musicale spagnolo Los del Río, pubblicato nel 1995 come estratto dal loro album in studio A mí me gusta.La canzone ha raggiunto il successo planetario nell'estate 1996 grazie al remix dei Bayside Boys, che le ha permesso di raggiungere le prime posizioni delle classifiche di oltre trenta paesi, inclusi gli Stati Uniti, diventando col tempo uno dei classici balli di gruppo estivi da eseguire nelle discoteche, nelle spiagge o nelle feste.




Alex Britti Solo una volta o tutta la vita  1998

Solo una volta (o tutta la vita) è una canzone di Alex Britti, in seguito inserito nell'album It.Pop, secondo album, ma primo noto al grande pubblico, del cantautore romano.Pubblicato ad inizio estate 1998, il brano parte in sordina, entrando nella top 20 dei singoli più venduti soltanto il 15 agosto 1998. Sostenuto da una massiccia programmazione radiofonica, il brano diventa un vero e proprio tormentone estivo,[2] e pur non raggiungendo mai la vetta della classifica (arriva al massimo alla seconda posizione), rimane in classifica fino alla fine dell'anno, dimostrandosi uno dei singoli di maggior successo dell'anno.



Cesare Cremonini 50 special  1999

Era il 1999 e Cesare Cremonini non era ancora il fenomeno pop che oggi tutti conosciamo, ma il cantante di un gruppo, i Lunapop, che avrebbero, però, trovato subito il successo con il loro album d'esordio "…Squérez?", uscito nel 1999 e lanciato da un singolo che sarebbe rimasto nella Storia e nella mente di tanti adolescenti, "50 Special": "Ma quanto è bello andare in giro per i colli bolognesi, se hai una Vespa Special che ti toglie i problemi…" cantava Cremonini con la sua già allora inconfondibile voce. Quel brano debuttò in radio e nei negozi il nei negozi il 27 maggio di quello stesso anno e ci mise qualche settimana per farsi spazio tra i singoli estivi, ma ad agosto ottenne il risultato, entrando nella top 10 dell'airplay radiofonico, andando al primo posto e resistendo in classifica per un anno, diventando la canzone che lanciò definitivamente Cremonini nell'Olimpo del pop italiano.



Miranda Vamos ala playa 1999

Vamos a la playa, a mì me gusta bailar…" Semplici parole che rimettano a tutti in mente l’estate del 1999, quando il brano “Vamos a la playa” spopolava nelle discoteche, negli stabilimenti, nei locali, nei programmi televisivi e radiofonici. Ovunque. Ma chi la cantava quella canzone che divenne rapidamente un tormentone, tanto da essere inserita anche nella raccolta estiva del Festivalbar 1999? Forse non tutti ricordano Miranda, nome d’arte di Sandra Miranda Garcia, la cantante nata a Bordeaux ma di chiare origini spagnole che interpretava proprio quel celebre brano.Bella voce, bella topa con perzonale da fotomodella, attività con la quale aveva iniziato la carriera Miranda sembrava destinata a un successo durevole nell'anni. Contrariamente ai pronostici, la carriera di Miranda si fermò lì. Il singolo del 2001, Bamba! (El ritmo de Miranda), non ebbe il medesimo riscontro dei precedenti, e da quel momento in poi della cantante  si sono totalmente perse le tracce.