martedì 17 aprile 2018

fatevi i gatti vostri n. 924 "Carlo-1953"

Guardavo il blog con aria stanca augurandomi di ricevere il solito messaggio di Zanza o di Dani  "dormi tranquillo ci ho pensato io al post"
Aldo l'avevo sentito stamattina. E' un amico, medico in pensione, al quale, ogni tanto, confido qualche malanno ricevendo incoraggiamenti e il consiglio di qualche farmaco.
M'è parso strano che ritelefonasse, così l'ho salutato dicendogli: "hai trovato il rimedio miracoloso pe la mi schiena?"
"Col rimedio di Carlone un si sente più nessun male" m'ha risposto e siccome il Carlone del quale condividevamo l'amicizia poteva essere uno solo ho solo chiesto "come e quando?"
Stamattina, aveva avuto un ictus qualche tempo fa  il figlio ha avuto il garbo di mandare un sms a tutte le persone che aveva in rubrica ma siccome so il rapporto che hai te col telefonino ho preferito dirtelo, magari avresti visto uozzapp tra na settimana".

E così a giugno Barabba e ora Carlone

Ciao Carlo, omone grande e buono! Al funerale un ci posso venì e a mandatti i fiori coll' interflora mi sembrerebbe di pigliatti pel culo. 
A Te che ai tempi d'oro toccasti la vetta nella classifica dei migliori venditori italiani lascio queste due righe. Se ti riesce di vendile, quando sei di là, magari ti ci compri una seggiola comoda e ti  poi riposà a lungo, soprattutto poi ti potrai allentà la cravatta e  levà quelle scarpe strette che ti facevano sempre male.
Con affetto Dante

Ma ditemi il senso questa vita
di cui conto i giorni in punta di dita
guardando  ogni poco che uno va via
augurandogli  RIP   e cosi sia

Ne' mi  libri ammucchiati, nele collezioni
ne'  ricordi d'amore, nelle  mille  emozioni
vedo  solo espedienti mal programmati
per de'  giunti  ar mondo digià condannati
 
A giugno Barabba  adesso Carlone
son stati strappati  dal carrozzone
e tra amici di sempre, compreso chi scrive,
si leva il bicchiere  per chi sopravvive

Ad altri cent'anni di  questa esistenza?
scusatemi: è il vino  oppure è demenza
così ripensando  al tuo funerale
amico fraterno non vedo alcun male

nel dir che lasciare st'enorme cazzata
è stata una cosa davvero azzeccata

lunedì 16 aprile 2018

fatevi i gatti vostri n. 923 "profumo di donna" il compleanno di Amedeo (audioracconto di Dante)

Nel 1969  uscì il romanzo di Giovanni Arpino "il buio e il miele"  nel 1974 Dino Risi ripropose il tema del romanzo nel film Profumo di donna e ne affidò il ruolo di protagonista a Vittorio Gasman, che lo affrontò in maiera talmente superba da vincere  per la sua interpretazione: il festival di Cannes, il David di Donatello. il globod'oro, la grolla d'oro e il nastro d'argento e sfiorò l' oscar con una nomination che ebbe molti sostenitori. Nel 1992 Al pacino chiamato a interpretare il protagonista in Scent of a woman di Martin Brest
vinse l'oscar come migliore attore e il golden globe. Analoghi riconoscimenti per la regia andarono a Risi nel 75 e a Brest nel 92.
Forse è per questo che ho intitolato così l'audioracconto che presento oggi. Perché spero di aver rivestito di un aura  teatrale un momento che mi ha  imposto riflessioni profonde, non semplici, non indolori.
Nei miei raccontini cerco di esorcizzare i fatti troppo crudi della vita e di trovare vene di comico misto magari a tragico anche in quei fatti che sarebbero semplicemente cronaca di dolore e di sofferenza. 
Piuttosto che alla fantasia pura preferisco affidarmi ad una "fabula" che trae sostanza da fatti realissimi accaduti a me o a persone che conosco o delle quali ho sentito dire. Poi nell' esercitare la parola o la tastiera aggiungo, tolgo, commento prendendomi la libertà che è concessa a chi si cimenta nel paziente lavoro del narrare.
Non è stato facile raccontare la serata di compleanno di Amedeo ma ho cercato di farlo col sorriso, aiutato in questo dalla tragicomica umanità di Zanzara e di Samatta.
Ad Amedeo faccio solo una raccomandazione: 
"Per piacere, visto che gli argomenti sono scabrosi e che faccio riferimento anche a loro non farlo ascoltare alla tu mamma e alla tu zia
patto fra  uomini ok?"

Buon Ascolto Dante  

 “Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi i miei dolori, i miei dubbi, le mie risate. Vivi gli anni che ho vissuto io e cadi là dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io.” Luigi Pirandello.




sabato 14 aprile 2018

fatevi i gatti vostri n 922 " una tragedia sulla via della stazione"

Ero proprio lì che stavo andando alla stazione quando ho cominciato a sentire le voci. la tranquilla cittadina di Follonica pareva incredula, sbigottita, un fatto di sangue così grave non si era mai registrato anche se, a novembre c'era stata una questione di denaro tra due soci regolata col fucile e terminata con la morte di uno.
Ieri pare la lite sia scaturita per una banalissima tubatura dell' acqua appartenente a un albergo  che perdeva rilasciando acqua sull' entrata di un esercizio di osteria gastronomia. Come sia andata non lo so e non sono stato a curiosare più di tanto ma la cosa mi ha lasciato un senso di sgomento. Conoscevo di vista le tre persone coinvolte, il proprietario della gastronomia ha sparato, il proprietario dell'albergo è morto, suo fratello in coma, ricoverato a Siena. 
Meglio ancora conoscevo la farmacista che è rimasta gravemente ferita da una pallottola vagante che l'ha colpita mentre passava lì davanti. Non voglio far commenti su torti, ragioni, su armi e loro uso registro solo il fatto di perché dopo giorni che vi racconto che passò di lì per il mio Ito diventa un dovere di cronaca.


A Livorno abbiamo fatto lo stesso la nostra serata musicale ma per oggi non voglio postare musica.
Stamattina ho visitato Ito e l'ho trovato ancora, anzi mi apettava seduto all'angolo della strada che percorro per raggiungerlo. Domattina vado a visitarlo per l' ultima volta (di questa tornata eh, ci mancherebbe altro)  nel pomeriggio sera abbiamo aderito a un invito di Amedeo, sono proprio curioso di conoscerlo a meno che non si tratti di una delle sue bufale.

Un abbraccio a tutti

Dante

venerdì 13 aprile 2018

fatevi i gatti vostri n.921 " al Bar Nado si sona e si canta, finalmente!"

Insomma ci si ripromettevano grandi concerti e, ora che la sala musica era stata fatta con tanto sacrificio non rimaneva che ritrovassi e dare la via ala voce. Ovviamente attaccare senza Dante ci pareva un sacrilegio e Dino accampava sempre la scusa che se non c'è Dante che stona la sua funzione di direttore d'orchestra diventa vana perché io canto poco e Samatta e le Trombanti non fanno errori neppuire se le pigli a pedate ner culo mentre fanno un acuto.
Ovviamente scherza perché Dante pur non venendo da una educazione musicale formale, sta parecchio attento, prova le cose ed ha sicuramente la memoria migliore rispettoa tutti noialtri messi nzieme.
Così ieri sera dopo aver mangiato bene ma non troppo peso, bevuto bene ma senza abbiocco ci siamo spostati ai pezzi da combattimento e ni s'è detto "cosa ti senti di fa Dantino i bitorz, ervis o roba italiana? "  e lui mi fa 
"voglio fa i Rolliston, gubbai rubitiusdi"
Bada che unnè facile come sembra" n'ha detto Dino
allroa vole dì che si farà diverse vorte finche un viene bene.
D'accodo Maestro ha detto con fare ironico Dino, allora scegli tu la strumentistica.
Io faccio ir solista coll'armonica te mi fa ir controcanto coll'organo  e la base cor piano e mi ci vole Ampelio ala batteria perché Riccardo cresce benino ma fa ancora caare abbastanza.

poi mi piglia me e mi fa:
"sta vì che ho messo su è la strumentale
poi te scegli la vocalizzazione"
"Io no -ho detto- mi sortano i berci, ci vole una voce simile ala mia ma con più senso musicale si fa fare a Samatta"

bene allora prima la strumentale  cliccate su (Dante Dino Ampelio per ascoltare)
DANTE DINO AMPELIO


poi la versione intima che deve fa strugge i cuori co Dino ala chitarra a Sama all' ugola. (likkate su Samatta e Dino)


SAMATTA e DINO

Ne sono usciti due pezzetti tarmente bellini che Dino a risentilli nemmeno ci credeva.
Eccoli per Voi.
Non scegliete tra l'uno e l'altro sono da ascoltare in momenti diversi e tutti e due riportano ad anni indimenticabili e bucano dentro.

Baci Zanza

giovedì 12 aprile 2018

fatevi i gatti vostri n. 920 "dal terrore alla gioia " vicenda vissuta con audioracconto.

Pomeriggio inoltrato il bar langue, brutto tempo che tiene la gente tappata in casa. Ancora nella veranda si stenta a star bene. Abbiamo spento le stufe perchè la temperatura si è alzata ma dopo dieci minuti che stai fermo in una posizione ti entra il freddo addosso. Ai tavoli interni ci sono mio faratello Mosca e Camilla che si scambiano amorevoli tenerezze e Dino e Dante che Dormono un o da un lato e l'altro da quello opposto, con la testa appoggiata sull'avambraccio. Visti così paiono proprio due vecchi ubriachi. In sala prove mio fratello Riccardo, il Tafano, prova per l'ennesima volta alcuni tempi alla batterie e il mio babbo che è stato un valente batterista s'incazza perché non gli da retta. Valentina,la ricorderete la bella e tatuatissima Vale che ci ha anche accompagnato nelle trasperte veneziane, sistema le unghie a mamma Nara che a forza di toccar detersivi e varechina le ha davvero malridotte. Dante di ritorno dal gatto che stavolta ha visitato usando la mountain bike,
 perché con la bici da donna che usa di solito ci mette troppo,

 mi ha dettato un raccontino, leggendolo. E' una cosa vera, che a tutti noi capita qualche volta ma mi ha fatto piacere fargliela leggere perchè le sue caratteristiche di narratore, a parer mio risltano assai bene nel parlato. Per chi invece non ama l'ascolto, posto, in calce anche lo script.

 Ad Elenamaria che chiede come si scarichino le puntate del racconto " il fucile da caccia suggerisco di farlo direttamente dal link al sito su cui sono ospitate credo siano tutte su hearthis.at ma se alcune fossero su soundcloud non cambia niente.  Praticamente invece di ascoltarle cliccando la freccina sul nostro post, clicchi sul link che appare accanto "follow" e che ti manda sul sito ospitante lì  trovi i nostri brani e quando nemetti uno in ascolto insieme ai vari comandi per ascoltare, metter in pausa ecc, trovi anche scritto download lo clikki e il gioco è fatto. Le ho sempre inserite io ed ho reso pubblica la possibilità del download. Spesso faccio cos' anche con la musica ma non sempre, talune volte infatti gli autori dei brani originali non amano che si facciano delle cover dei loro brani. Appare un controsenso perché secondo me cantare un brano della grande Mina è un renderle omaggio e non certo sottrale due o tre centesimi di vendite ma io di logiche commerciali non capisco un acca.
Un bacione a Tutti
Zanza





Terrore e gioia immensa oggi.
In post del passato scrissi di come uno dei miei vizi capitali sia quello di  mantenere un magazzino nelle vicinanze del regno di Ito. Quando nel 2009, per necessita economiche impellenti dovetti abbandonare la casetta del nespolo per la quale pagavo un affitto, basso per un posto di mare ma alto per le mie tasche, affittai a prezzo bassissimo ma purtroppo costante un magazzino nel quale infilai tutta la mia roba che, del resto non potevo portare a Venezia in una casetta di 50 metri quadri. In quel buco, per fortuna graziato dall' umidità sperai che trovasse ricovero anche il gatto e sognavo distributori di cibo a fotocellula che erogassero croccantini al solo passaggio del monarca peloso. Non andò come speravo. Sebbene non ci siano più di mille metri tra il magazzino e la casa del nespolo c'è troppo passaggio di macchine e Ito, già vittima di un investimento (ci conoscemmo così) copre col suo regno un area che oltrepassa il chilometro quadrato ma che non tocca strade con troppo traffico. In pratica ogni giardino, parchetto, sterro, pinetina nel suo raggio è sua e la difende colle unghie e coi denti ma oltre non va e forse è proprio per quello che è ancora lì ad aspettarmi. Veniamo però al nocciolo perchè io mi perdo sempre nella polpa. Mi ha fatto piacere che la lettura del fucile da caccia sia piaciuta ringrazio tutte le amiche che si sono espresse con toni lusinghieri nei mie confronti Un pensiero particolare va ad Elenamaria alla quale mando, oltre a un pensiero affettuosissimo anche un monito: " non mi ci sono mai provato ma con tanti pezzi di ferro, fili motorini, condensatori che ho nel magazzino un giorno potrei fabbricare la macchina del tempo e, visto il dolce pensiero che mi hai indirizzato puoi star  tranquilla che potrei riportarti anche a venti anni indietro...."
Dunque ieri sera almanaccando con l'ultima puntata del racconto ho pensato anche ai moltissimi audiolibri che posseggo e mi sono accorto che il vecchio hard disk sul quale li ho archiviati non era nella mia borsa. Io non ho uno di quei begli hard disk che sfoggiano tutti sui treni, piccoli, compatti e tascabili. Il mio è proprio un hard disk da pc che apparteneva a bobby, ha circa 500 giga, abbastanza per me, ma non ha un rivestimento e i fili per collegarlo sono attaccati coi coccodrilli come quelli con cui terminano i cavi di soccorso per le batterie auto. Comunque non c'era e dato che non lo usavo da novembre quando venni a fare la raccolta delle olive, ho pensato che magari poteva essere in magazzino. Nulla. Chiamo Holly, a casa non c'era. Le chiede se cortesemente mi può guardare nel camper. NOn è lontano ma sta almeno a 11 km da casa e Holly non ha la macchina ma sentendo la mia disperazione prende il tram e verifica. Nulla. Dopo aver governato Ito (in toscana governare significa anche dar da mangiare, governare i polli, governare il maiale ecc.) torno al magazzino ma non vedo traccia dell' hard disk che piccolo non è. Richiamo Zanzara perché mi guardi al bar e chieda a Dino se per casdo l'ho lasciato a casa sua. Nulla. Vado a casa della mia zia. Ribalto tutto ma l'esito è il medesimo. Preso dalla disperazione perchè lì sopra ho mezza vita di letture e tante altre cose compresi programmi di scacchi introvabili, una intera biblioteca di ebook ecc ecc. mi arrendo vinto ormai dalla disperazione. Mentre non ho più neppure la forza per bestemmiare mi chiamano i padroni del rimessaggio della barca che ho quaggiù. Va spostata in terra perché per domani c'è allarme della protezione civile per le piogge e dato che sta in un fiumiciattolo se questo esonda mi spacca tutto.
Ci mancava questa. Parto in bici, la vespa la sto restaurando, mi faccio 4 chilometri di campagna e arrivo alla barca, la tiro in terra e già che ci sono decido di dare una pulita alla chiglia. Nella barca ho un calabottino chiuso a chiave dove tengo gli arnesi. Lo awpro per prendere una spatola e un raschietto e mi cade l'occhio su uno zainetto di quelli a tenuta stagna. Lo apro e vedo dei soldi, sessanta euro, solo io che faccio la fame posso dimenticarmi 60 euri in basca, sotto ai soldi una maglietta che mi aveva regalato la mia mamma a cui tengo tantissimo, eppure me l'ero scordata alzo la maglietta e vedo i fili rossi e neri non ci voglio credere, guardo meglio, l'hard disk è lì da quattro mesi. Non faccio neppure i lavori. Non ho il pc con me ma volo in una copisteria e chiedo di attaccarmelo a un computer. Tremo dalla paura, la barca è stata al freddo al gelo alle piogge per mesi e, sebbene lo zainetto fosse stagno, esternamente era fradicio, chissà.
Si aprono i primi files li provo. C'è ancora tutto. Investo trenta euri per una chiavetta da un sacco di giga in cui entra tutta la mia roba e finalmente esausto mi siedo a un bar osteria, devo festeggiare anche se son da solo : "mezzo litro di rosso" qui si usa ancora anche se ormai si è diffusa la moda di ostentare un calice da 3 euro nei molti wine bar sorti negli ultimi anni.


martedì 10 aprile 2018

fatevi i gatti vostri n. 919 " Il fucile da caccia" ultima puntata legge Dante

Ecco l' ultima puntata  de" Il fucile da caccia " letta dal nostro Dante proprio ieri sera. Anche a me è piaciuto tantissimo ascoltare il libro che altrimenti, per pigrizia, non avrei letto.
Dante è andato via presto questa mattina ma mi ha lasciato il compito di metterla in rete
Buona giornata a Tutti

Zanza



lunedì 9 aprile 2018

fatevi i gatti vostri n 918 " quale "lectio" per il malato di cuore?"

Ieri è sorta una piccola discussione al bar, discussione peraltro civile e argomentata come debbono essi confronti costruttivi. Per la pioggia non sono andato da Ito ma gli ho telefonato dicendo: "lo sai che ci sono, aspettami vecchio Leone, domani ti porto il tonno fresco e, sempre per la pioggia mi sono rintanato nel bar a chiacchierare con Dino e a far progetti. 
Dino vorrebbe andare con me in Nepal e salire, fin dove può un non scalatore, sulla vetta più alta del mondo. Io ci sono stato tanti anni fa e per poco non ci lasciavo le penne. Mi prese il mal di montagna e mi si impennò la pressione. febbre altissima e diuretici che si trovavano col contagocce. Mi salvai ma quando tornai a Livorno morì la mi mamma quasi avesse fatto una sorta di baratto colla Signora dalla Falce. Da sempre bassina che l'avevo, la pressione non è più tornata normale, anzi se non sto attento spesso sale troppo. Dino l'ha più alta di me perché la sua vita è più sregolata e così gli ho spiegato che davvero sarebbe l'ultimo viaggio per tutti e due. Invece di scoraggiarlo l'ho sentito esclamare " E cosa vuoi di meglio?". In effetti morire con un amico al fianco non è male e quel vecchio debito dovrò pagarlo prima o poi, sarebbe abbastanza romantico andare pagare il conto proprio lì dove ottenni la proroga ma vorrei pensarci un po' meglio e ho rimandato la decisione di qualche hanno creando un certo disappunto in Dino che pensava di partire addirittura in estate. Torniamo però alla topica iniziale. La discussione era nata in margine al post nel quale Samatta ha regalato a Lady Jane e non a Miss Jane perché se mia nipote sta attenta alla pronuncia ma non lo sta altrettanto a quello che dicono le persone e la signora aveva detto chiaramente che la sua famiglia annoverava qualche Pari d'Inghilterra. Solla nobiltà inglese so qualcosa ma dovrei rivedere i particolari. Dunque la bella e toccante canzone di Fabris rifatta da Sama agguanta  tutti i nostri lettori e il solito smerdagiochi di Amedeo, commentando, salta su con una roba di una volgarità assoluta che ha fatto infuriare Zanzara che voleva addirittura andarlo a cercare subito e ha comunque fatto storcere il naso a buona parte dei lettori, persino a chi, come Patty ha dimostrato una certa benevolenza nei confronti del cretinetti. 
Sostiene Amedeo che un suo zio gli avrebbe raccontato come la versione originale della canzone avesse tutt'altre rime e che il malato di cuore ormai uomo e consapevole "del tempo sprecato a farsi narrare la vita dagli occhi"  avrebbe incontrato la sua grande ed unica occasione in una ragazza che gli si sarebbe concessa anzi che forse lo avrebbe proprio guidato fino al momento clou in cui concederglisi. Ovviamente con la pressione del povero cardiopatico  alle stelle come la mia in alta montagna. Pare qui, nella lectio attribuita allo zio di Amedeo, che la ragazza avesse però rifiutato un classico coito. Del resto sostiene Amedeo "perché dire che le cosce color madreperla rimasero forse un fiore non colto ?". Per questo la risposta c'è. L'iconografia depone a favore della verginità della ragazza, non a caso nel primo rapporto, illo tempore si parlava di deflorazione quindi i due potevano essere entrambi alla prima esperienza ed essendo trapassato il giovane già al momento del bacio si spiegherebbe la storia del colto o non colto. Vorrei però fare un po' l'avvovato del diavolo: Da studente mi spiegavano che se in un grande poeta si incontra una parola che, pur rientrando nella logica della frase non pare la più opportuna, ci si deve chiedere se non sia il caso di pensare a una lectio difficilior.
Questo perchè un frate amanuense o un traduttore trovandosi nella difficolta di decrittare una parola avrebbe interpolato quella che gli fosse apparsa più ovvia, rendendo però banale uno scritto che proprio nel cripticismo o in un lemma inusuale  poteva tovare la sua  bellezza e il suo mistero. 
La lectio facilior nel nostro caso e quella che Amedeo è un emerito cazzaro, animato da volgarità e da una forma di odio-timore per le donne che non perde occasione per far risaltare queste sue peculiarità.
"Troppo facile" ha detto Dino rivolgendosi a Samatta e Zanza che covavano rabbia come braci nel camino: "questo giovine testa di cazzo non è stupido, la semplice alternanza tra le sue depressioni in cui è tutto moine e gli attacchi violenti all' immagine femminile non celano un animo semplice, è una merda sì, ma chissà quali motivazioni ha o quali torti ha subito. Secondo me ha inventato tutto ma ci ha studiato sopra e te Dantino che eri bravo a risolvere i gialli che ne dici?"
Io ho rispiegato la faccenda della lectio.
Amedeo non è stupido ma da solo non credo avrebbe potuto intessere un trama volgare sì ma ben elaborata e piuttosto coerente perché De Andrè non era incline al pietismo, piuttosto alla bestemmia, alla provocazione, alla disscrazione, si divertiva a portare le sue conquiste in chiesa e a farci sesso dietro gli altari, aveva una nota e reiterata passione per le puttane dei carrugi genovesi e soprattutto riprendeva spesso testi alterandoli, un po' come talvolta mi diverto a fare io.
Sicuramente a un Fabris ciondolante per il bere e il fumare in eccesso che si fosse trovato in un momento di goliardia con tanti amici dissacranti e irridenti come lui  non sarebbe dispiaciuto stravolgere questa lacrimosa immagine da Libro Cuore, immaginando una vergine sì ma di quelle dai candidi manti ( nelle canzoni del liceo erano quelle rotte di dietro ma sane davanti) che guida (sempre lei a guidare) il malatino ormai fuori di sè per l'emozione verso l'entrata posteriore.
Sì se solo avessi la grazia di parlare con lo zio di Amedeo, ammesso che Amedeo esista e non si tratti di una intera scolaresca magari diretta da un insegnante burlone, penso che mi potrebbe raccontare qualcosa di simile.
Escludo invece l'idea che in origine Fabris abbia scritto la canzone secondo la lectio di Amedeo e poi l'abbia purgata per fini commerciali. Non era così "lecchino".  Di certo l' ellepi  "non al denaro non all' amore né al ciel" di cui fa parte "un malato di cuore" era liberamente tratto dall' antologia di Spoon River e non ricordo se in essa ci fosse un pezzo simile. Se qualcuno ricorda mi illumini. Fabris deve aver tradotto e musicato un'idea non sua, come faceva spessissimo poi, a cena cogli amici si deve esser sentito dire "ma che cazzo hai riscritto il libro cuore?" e lui, con una di quelle boutades per cui era famoso deve aver suonato e cantato la lectio riportata da Amedeo col "porcoddio" compreso.
Intendiamoci, questa non vuole essere l'apologia di un imbecille, Amedeo è quel che è ma nel caso si trattasse di un furbo, magari non diciottenne ma trentenne o ancor più maturo il quale pensa di buttare un esca per vederci abboccare come dei pesci,  sappia che son figlio e nipote di pescatori.

Buona giornata a Tutti

Dante