martedì 20 febbraio 2018

fatevi i gatti vostri n. 874 " per un grande amico"

Nel post precedente
ho rammentato Claudio, un grande armonicista, grande amico e personaggio di rilievo nel nostro gruppo ristretto di amici della prima ora. Come ben sapete, nei miei interventi, non mi faccio scrupolo nell'accostare dolori e gioie, riflessioni di una certa profondità e cazzate stratosferiche ma Lui voglio ricordarlo
senza altre distrazioni con una delle poesie che  amava e che è stampata accanto alla foto che porto sempre dietro.

In queste parole si condensa infatti una filosofia di vita che ritengo sia l'unica a permetterci di combattere solitudine, dolore e momenti critici della vita. Non ho mai abbracciato fedi religiose e così la vita eterna delle persone più care l'affido al ricordo, usciti dalla dimensione terrena ed entrati a vivere per sempre con me nella memoria.
Poi quando anche la mia ora arriverà, se ne avrò facoltà, farò un nuovo post col resoconto di come vanno le cose.


lunedì 19 febbraio 2018

fatevi i gatti vostri n 873 "skizofrenia in si bemolle" ♫ racconto di Dante

Per quanto riguarda l'esecuzione coll'armonica ho sempre sofferto di skizofrenia ossia ho l'io diviso. Da piccino sono cfesciuto in mezzo a valzer tanghi polke e mazurke che la mi mamma cantava e fischiava davvero bene mentre stirava montagne di panni. la prima armonica me la comprò lei e di consguenza imparai a facci l'amapola,creola, la paloma, il valzer dela povera gente, reginella campagnola. Ma verso i 17 anni avevo i capelli lunghi fino ar culo e ir sacco apelo sempre pronto e sonare quella roba voleva dì esse antico ma antico cola muffa sopra e la mi bravi alpini dela famosa marca  tedesca Honer fu rimpiazzata da una blues harp sempre dela Honer che era più adatta ale musiche del periodo. Il mi mentore musicale era Barabba che poverino è morto l' anno scorso a giugno lasciandomi un buco ner petto che mi ci passa l'aria e mi fa tossì. Lui quando io sonavo i valzerini si dedicava al ping pong e  a alivorno stracciava tutti dato che aveva avuto pe maestro il su zio Carlo detto il Matto, che allenava la nazionale italiana al club Romito di Firenze. A que tempi ir campione de campioni era Stefano Bosi di Firenze. Poi a claudio nome ar secolo di Barabba, ni venne su coglioni ir ping pong e comincià a piacenni Woodie Guthrie e la beat generation. Mi scriveva le poesie di Corso e Ferlinghetti e mi fece innamorare dell'America on the road. Barabba imparò l'armonica così bene che guasi nessuno sonava lo gnau come lui. Per gnau noi si intendono le note ottenute contronatura ovvero distorgendone ir sono naturale. Era un purista e credo che un valzer un l'abbia mai sonato mentre io, sebbene di bandiera mi fossi votato a Dylan e company, conservavo un amore pe tanghi e mazurche e a casa continuavo a sonalli pe la mi mamma.Per me il maestro inducusso del genere era Emilio Perazzi. Ma pe dire come lo conobbi bisogna allarga ir discorso Quando facevo l'università a Firenze m'ero fissato cole scorribande in Emilia Romagna, non che le ragazze fiorentine un mi piacessero ma erano toscane come me e si sa l'erba del vicino è sempre più verde poi all' epoca parlo del 72  73 anche se era arrivato l'onda del 68
mica proprio tutte erano sciolte e disinibite per cui a Firenze si rimediava eccome,  ma non sempre si concludeva. Se passavi l'appennino e ballavi tutta la sera poteva esse che la ragazza decidesse che venì a letto con te era prematuro ma un assaggio di cosa sapeva fa te lo dava di certo  e se la storia le bolognesi le ha rese icone  dell'abilità in certe piccole variazioni  erotiche al tema canonico un motivo c'era e a me non mi pareva il vero che ci fosse. Così sempre in nome della mi ambivalenza emozional musicale, facevo i sit in in piazza Signoria e bazzicavo tutti i collettivi politici e l'assemblee  ma il sabato sera inforcavo la motocicletta e scavalcavo l'appennino buttandomi tra le braccia delle prosperose confinanti che erano rossissime pe inclinazione politica ma ballavano il liscio e ti spiaccicavano le poppe addosso che ti pareva un miracolo che il paradiso fosse così vicino, appena di là di là dall' appennino.
A volte  andavo a ESt, in Romagna grandi ballerine e poppe dala quarta insù, altre volte mi spingevo  anche più in su e in un paesino di campagna nei dintorni di Piacenza sentii per la prima volta Emilio Perazzi impegnato in una polka coll'armonica che mi lasciò sbalordito. Impostazione intuitiva, coll'armonica tenuta co du dita senza sfruttare la cassa formata dalle mani, un fiato che pareva Mennea a corre i 200 metri e una velocità che io ancora me la sogno. Cor una chitarra e un armonica facevano ballare decine di coppie e non avrei mai smesso d'ascoltallo.
Qui vi propongo due suoi brani che ho trovato in rete, uno d'una diecina d'anni fa e uno dell'anno scorso.


Su wikipedia un sanno nemmeno chi è ma spero sia vivo e campi 100 anni poi anche senza sapè chi è basta ascortallo,+. Quando Claudio portò a Livorno un armonicista nero, talentuoso e rinomato  performer di blues e questo signore ni chiese come era lo stile italiano, barabbino un seppe fa di meglio che presentagli me e io, che mi vergognavo come un cane ad ammette che sapevo sonà le mazurke, tirai fori una cassetta dove avevo registrato Perazzi pe fallo sentì ala mi mamma. Sgranò du occhi bianchi, che sur nero dela pelle facevano impressione, e disse "noi soniamo la musica degli shiavi d'America ma quest'uomo suona Mozart e Brahms" tanto pe fammi capì che è solo Salvini che pensa che i neri parlino all'infinito.
A dire il vero Perazzi sonava il liscio benissimo ma si sa che mazurke e polke, che nel liscio la fanno da regine, mica le ha inventate Casadei.
Insomma la mi bravi alpini la sono da più di cinquant'anni ma ogni tanto mi capitava di prendere l'armonica e pensare a Emilio Perazzi. A forza di prove e di moccoli sono arrivato a questo punto, questa che eseguo è una polca  composta dal Bolognese Leonildo Marcheselli, virtuoso suonatore di organetto ed esponente di spicco del filone Filuzziano (il liscio che si balla solo a Bologna e provincia). Faccio il possibile perchè ho la tosse ma anche a polmoni liberi non è che migliorerei di tanto. Non metto il mi  video perchè in confronto a me Perazzi sembra un giovanotto, e poi per via dela bronchite un mi so voluto fa il bagno e Holly dice che se mi vedete in queste condizioni rigettate anche la colazione che avete appena fatto. Se la ballate in coppia o anche da sole poi mi dite se si tiene bene ir tempo o se fo qualche sbalzo.

DANTE


domenica 18 febbraio 2018

fatevi i gatti vostri n.872 "Zanza pel Cispia" ♫

Ho ricevuto un video da Zanzara, secondo me molto bello e ricco di sentimento, lei lo voleva dedicare a un suo ragazzo. Il  "Cispia" primo indimenticabile ragazzo di Zanza che molti anni fa, prima che nascesse il nostro ormai vetusto blog, intuì la posizione del ponte sull'arcobaleno e con l'ingenuità  e l'ardire dei sedici anni lo volle percorrere....in moto. Ne abbiamo parlato spesso con Zanza che da quel giorno ha il cuore in congelatore e, sebbene sembri la più spigliata di tutte noi, non è più riuscita ad innamorarsi. Ho pensato a lungo se pubblicarlo ma credo che le nostre immagini ancorchè virtuali debbano raggiungere il web con un contenuto dell' anima oltre che con le finzioni del virtuale. Noi edulcoriamo la realtà, ideiamo luoghi della fantasia in modo da rendere  il reale meno duro o semplicemente più accettabile. Qui  invece Zanza  mette la sua totale  semplicità  e quella della sua cameretta, quella che ospita  anche me quando la raggiungo a Livorno. Mentre io tendo a circondarmi di oggetti in perenne emulazione di zio Dante, il rifugio di Zanza è così essenziale da ricordare una cella monastica. Un letto, un armadio, un  tavolinetto pc. Mi ha chiesto di non pubblicare il video perché mal riuscito e per non dare spazio a qualche cretino di commentare il suo naso importante e le sue labbra carnose. Quindi intesi, mezza parola fuor di posto  e ci penso io! Per il resto il video mi piace e Zanza canta bene, interrompe solo all' ultima strofa perchè si sta commuovendo troppo.
So che in fondo,  Zanza non ha problemi a condividere un pensiero e una emozione con dei veri amici ma, per tutela della sua privacy copro con password il che mi permette di monitorare gli accessi e gli abusi.
la pass è la città natale di Dino tutta in minuscolo.
Buon ascolto
Dani


sabato 17 febbraio 2018

fatevi i gatti vostri n. 871 " Scusa Babbo"

Scusa Babbo, 
a sta dietro ala tosse, 
ala canzone di Califano 
e a ste teste di azzo der barre, 
che mi pigliano anche pel culo,  
ho trascorso guasi tutta la giornata  e m'era passato di mente che è il 17 febbraio. 

 Meno male Babbo, che questo 17 febbraio qui  un mi poteva chiamà nessuno a dimmi che eri  morto di prima mattina, sennò un lo so come la potevo piglià. 

Stai bono lì dar Gatto Eterno un ti move,   e aspettaci che prima o poi s'arriva tutti.


ir tu figliolo

fatevi i gatti vostri n. 870 " scuola di canto for dummies by Dante" ♫

Se entrate in qualsiasi libreria troverete, su ogni argomento dello scibile, dei manualetti per inesperti
del tipo "scacchi for dummies" "chimica for dummies". Così oggi voglio fare qualcosa sul canto for dummies ma prima andiamo indietro cor tempo.
Quando s'era ragazzi io e Dino ci s'appassionò, come tutti quelli dela nostra epoca ai complessi e si cominciarono a comprà le chitarre, le batterie e l'organi. Anzi tutti le compravano e noi si guardava perchè un s'aveva una lira. Dino per lo meno aveva la  chitarra di Renatino, ir su babbo che quando un era briaco, cioè guasi mai, la sonava anche piuttosto bene. Io ebbi in regalo un armonica dala mi mamma. Tutti e due si cantava malino ma io decisamente peggio tanto che quando avevo chiesto a Don Luigi d'insegnammi (lui aveva na voce stupenda e dirigeva la corale dela su parrocchia) mi disse "ascorta Dantino hai du belle zampe, gioca a pallone o se  te la senti con codeste manone e codesti bracci poi fa ir pugilato ma un mi chiede d'insegnatti a cantà perchè sarebbe come vole fa na spiaggia di sabbia a Livorno".
Con questo ncoraggiamento lasciai perde e mentre Dino continuava a studià musica io  mi messi a fa la boxe. Per di più difficilmente ho la voce chiara perché il salmastro mi deve avè slato le corde vocali e come piglio un filo d'aria mi viene la raucedine. Quando ho cantato ir farfallone amoroso è stata la giornata del miracolo che anche se co doversi erroretti di viato, m'usciva na voce chiera. Ora risò a punto e daccapo e co questa ricaduta di freddo m'è venuta na voce terribile.
Mal voce non c'entra nulla cor cantà e siccome vi sento da commenti che mi dite: o com'è difficile. O come fate voi a cantà tutti bene? Ma quarcheduno che stona un c'è?
Vi voglio chiarire il mistero. Intanto andando indietro ai primordi del blogghe i lettori dela prima ora ricorderanno che io e Dino spesso s'andava a Roma a consegnare delle canzoni che ci venivano commissionate da un tipo di cui un s'è mai saputo ir nome e che noi s'incontrava sempre o a Piazza Risorgimento o a Piazza Ungheria. Spesso si trattava di gingles da pubblicità, altre volte di canzoni intere e roba mia e di Dino è transitata su canali tarmente ufficiali da esse guasi colonnelli, anzi generali da quant'erano ufficiali. Ma chi fa il ghost writer, in letteratura o in musica deve sapé sta zitto come sta zitta una puttana che ar barre incontra ir su cliente abituale a braccetto ala moglie. Ci mancherebbe altro che ni dicesse ha dormito bene ragioniere dopo quella mezz'ora da me?
Così si sta zitti e ora che un si vende più nulla perchè vene un pezzo bello pe 300 o 500 euri è come vendesi l'anima a prezzo di frattaglie, si sona solo per noi e questa è la ragione per cui il blogghe s'è andato riempiendo di musica.
La musica si sa tira musica e l'amici di chi fa musica di solito so musicisti ecco spiegata la ragione dle perché tutti s'arrangiano benino al bar Nado. Come ho già detto ir peggio pe la voce so io che difatti un canto guasi mai e allora io sono ir più qualificato pe incoraggiare i timorosi.
Partiamo
Anticamente presempio in grecia anche i poemi Omerici erano musicali e difatti si usava una metrica che permetteva una vera e propria cantilena. Bene quando uno pensa d'esse stonato è solo perchè non sa vedere indove vanno l'accenti in una canzone. Non è proprio tutto, ma se imparate a dividela bene vedrete che canterete anche la roba di Mia Martini che un è per niente facile. Pigliamo l'esempio di quella di Califano postata ieri.
Ovvio che una gran voce un ci vole, Califano la cantava co una raucedine doppia dela mia ma non è facile perchè se si sbaglia la metrica un viene più e difatti Giacomo che dice di non essere stonato ha trovato difficoltà. Probabilmente non conosceva bene la canzone e sentendola bassa ha detto: vesta vì è ala mi portata. Un vilasciate ngannà da Ampelio, Ampelio è un batterista cantante che da giovane ha carcato i dancing di tutta la costa toscana e dela Liguria per cui quando è su di voce ni potete fa cantà tutto, come ala su moglie del resto.
Ma torniamo ai ciuchi, cioè a me.
Nela canzone quali so i punti difficili?
eccoli qui:
Califano ha forte accento romanesco quindi quando ha scritto non ha pensato a libertà ma a libbertà  non alla giornata ma ala ggiornata
quindi non dico che dovete raddoppiare come lui ma sentirete che anche io romaneggio per non perdere il tempo
ascoltate come lo dico io tenedo presente che potete far di meglio
vivo la vita così ala giornata
un punto critico poi è qui
Forte --- Sorte   se si pronuncia forte in modo moscio dopo si stona su sorte
tutte le strofe fino a vivo la vita sono semplicissime
ma il ritornello vivo la vita, apparentemente facile è insidioso (non parlo per gli intonatoni ma per chi stona anche a cantare Azzurro)
quindi
Vìvo  calcate sulla i   ricalcate sulla ì di vita dicendo quasi vitta così alaggio'
calcate sulla o ma chiusa
se avesse scritto e pprendo quello che dà invece che con quello che dà
sarebbe più facile ma l'ha scritta lui quindi tenete presente che la e di quello va allungata.
poi calcate sulla i di sorriso altrimenti stonate la frase dopo
pAsso unOra (i)n sUa cOmpagn(i)aaa   Qui ci vuole grinta con voce poca o tanta bisogna cantare un po' più alto
eppO(i) vvAdo v(i)aaa
le i fra parentesi vanno pronunciate ma veloci se no fanbno stonare le maiuscole indicano i punti su cui calcare.

Ve la canto tenendo presente quanto vi ho detto e perdonatemi se mi scappa detto sgiornata invece di raddoppiare la g alla Califfo. Perdonate la voce pessima e la registrazione fatta tutta da me (scordate quelle di Zanza e di Dani, quasi perfette) Però la base è buona e viscandisce il tempo in maniera davvero didattica, per lavorarci sopra ascoltate a volume basso così le distorsioni e il riverbero della stanza non danno troppo fastidio,
 buon lavoro
Un Saluto a tutti gli apprendisti
DANTE

Ho una chita/rra per amica e con voce malandata

canto e suono la mia libbertà.

Se sono triste canto piano, se sono in forma suono forte,

così affronto la mia sorte.

Se non amo grido abbasso anche se non mi è concesso

dico sempre quello che mi va.

Se voglio un corpo e un po' d'affetto,

faccio un giro cerco un letto e una donna che ci sta.

Chi mi vuole prigioniero non lo sa che non c'è muro

che mi stacchi dalla libertà.

Libertà che ho nelle vene, libertà che mi appartiene,

libertà che è libertà.

Vivo la vita così alla giornata con quello che da'

sono un' artista e allora mi basta la mia libertà.

Da una finestra si affaccia una donna che un sorriso mi fa.

E' una di quelle, ma è bella e stasera mi va.

Passo un'ora in sua compagnia e poi vado via.

Non mi fido di nessuno sono rose e crisantemo

suono e canto la mia libertà.

Se sono triste suono piano, se sono in forma canto forte

così affronto la mia sorte.

Una donna innamorata anche quella più pulita

prima o poi le corna te le fa.

Tanto vale andare avanti e trattare con i guanti

solo questa libertà.

Vivo la vita così alla giornata con quello che da'

sono un' artista e allora mi basta la mia libertà

da una finestra si affaccia una donna che un sorriso mi fa.

E' una di quelle, ma è bella e stasera mi va.

Passo un'ora in sua compagnia e poi vado via

venerdì 16 febbraio 2018

fatevi i gatti vostri n. 869 " due righe da leggere due versi da ascoltare " ♫

Ciao Amedeo
rispondo in breve alla tua lunga mail, non per liquidarla rapidamente ma perché molti dei tuoi concetti  e dubbi si ripetono. Ti rispondo nel blog perché quanto ti dico vale per ogni nostro lettore e quindi le mie parole assumono carattere generale anche se saranno presenti riferimenti alla tua persona.
In oltre dieci anni  di attività come blogger credo che non ci debbano essere dubbi sulla nostra  onestà intellettuale  sopratutto su argomenti come la libertà di pensiero.
A casa nostra sei  liberissimo di dire ciò che pensi e che vuoi con gli unici, ovvi,  limiti derivanti dal non limitare la libertà degli altri esercitando la tua.
Non censuro i tuoi commenti né quelli di alcun altro commentatore.
Non ho mai preteso un ' etichetta o l'adesione a un codice di comportamento per i miei lettori.
Tu commenti come Amedeo e rispondi di quanto scrivi.
 Altri lettori possono ritenerti inopportuno, sgarbato, esagerato (come ha annotato elenamaria)  manifestarlo è un loro diritto. Noi  possiamo    garantirti  la libertà di espressione  ma non  la simpatia di altri lettori e commentatori
Ambisci a maggiore risalto? Crea un tuo blog oppure  tocca interessi più generali , puoi mandarci raccontini, novelle, barzellette,
se interessanti e originali li pubblicheremo ma, se puoi, scrivi meglio, soprattutto in maniera meno involuta. I nostri strafalcioni e le espressioni dialettali sono sempre intenzionali e ciò dovrebbe valere anche per te purché ti riesca di esser chiaro quando scrivi in italiano.

Buona giornata 
DANTE

Ho chiesto espressamente a Dino se mi poteva fare questa canzone. E' di un autore che ho incontrato diverse volte a Roma e che mi ha sempre sorpreso perché me l'aspettavo diverso,
forse anche un po' stronzo e invece anche solo bevendo un caffé nello stesso bar in viale Angelico e scambiando due parole mi lasciò l'immagine di un cuore speciale e di un artista davvero sopra le righe.

E' una canzone per niente facile, ma abbiamo Ampelio che interdetto dal fare la voce alla Celentano canta col suo timbro naturale.

mercoledì 14 febbraio 2018

fatevi i gatti vostri n. 868 " San Valentino 2018 " ♫

Boia dé ragazzi che Valentina ncazzata vella dela vignetta, sembra me o Samatta, l'omini invece so sempre teneroni, Riccardo r Tafano si strugge sempre pe la su Valentina e Mosca ripresosi benone e già co apelli a spazzolina si vede guasi sempre nzieme a Camilla.
Pe tutti gli innamorati c'è qui sotto na canzone in cui Dino sona la chitarra, Dante l'armonica e Riccardo canta cola su vociaccia un po' rasposa come la mia ma piuttosto ntonato visto che la canzone dice anche Bonanotte Valentina non poteva che falla lui. L'avevano già preparata pell' occasione quando c'era qui Dante perché Riccardo un parrebbe ma è previdente e pei penzieri gentili s'organizza sempre.
  Ir tempo è diverso dala ben nota dolcissima nenia di De Gregori, L'ha riadattato Dino perché Ricca tende a corre un po'  ma siamo certi che ir maestro Principe Francesco non ce ne vorrà. 
Auguri a Tutti l' Innamorati
ZANZA