martedì 8 gennaio 2019

Fatevi i gatti vostri n. 1206 "meglio leali o maiali? i dubbi di capodanno

Han fatto bene Dinoe Dante a riesumare quel vecchio Capodanno. Io l'avevo sentito raccontare da piccina e mi ricordo che il bar impazziva dalle risate ogni volta che la storiella arrivava alla conclusione. Nel frattempo mi hannod ato tempo di riorganizzare le idee e di poter postare la promessa cronaca di questo Capodanno.
Come già sapete dai post precedenti il bar era il medesimo dello scorso anno ma la simpatica vecchietta veneziana che lo gestiva e che ci aveva preso tanto a benvolere a capitolato di fronte ai soldoni cash messili davanti dagli attuali proprietari cinesi. Cento non eran cifre da barri dielle adiacenze Piazza San Marco odi Rialto che superano anche il milione d'euri, ma il baretto aveva buon passaggio e il permesso di piccola cucina. La signora aveva chiesto 300'000 euri ma le meglio offerte da acquirenti locali si attestavano sui 220 poi ti arriva Mister Wang, apre il borsello le sciorina davanti un pacco di fogli da 500 euri alto come una bibbia e le dice qui ci sono i 300 mila posso iniziare domattina?. Per poco alla signora non viene un colpo vanno insieme alla banca e dal notaio. Mister wang non entra il giorno dopo, ci vogliono 2 settimane ma il bar veneziano diventa mandarino seguendo la sorte di molti altri locali in Venezia.
Con noi sonos tati gentili e corretti nella trattativa. Certo hanno gran voglia di lavorare ma poco senso estetito e un senso della pulizia ai minimi termini. Io che sono abituata mi sono rifatta da una parte e ho fatto tirare tutto alucido ma mi hanno messo a disposizione una squadra di 4 ragazzotte infaticabile che se le avessi a Livorno renderi il Bar Nado il più bel barre della costa toscana. Gli uomini hanno sistemato tutti l'apparecchi musicali erd elettronici e Holly con Samatta e Dani hanno fatto l'allestimento tavolini e buffet.
Alle 9 e mezzo s'è attaccato. C'era meno gente dell' anno prima, i cinesi pagano lo scotto del cambio di gestione e il fatto che i veneziani amano i bar gestiti da persone del posto. Un caffè dai cinesi lo possono anche prendere se son di passaggio ma non scelgono il loro bar per una serata così ci siamo affidati alla sorte e la sorte ci ha sorriso alle 11 quando un gruppo di Inglesi di circa 15 elementi si sono affacciati proprio mente Bobby e Dani cantavano roba di Sheeran. Dante li ha accolti subito sfoderando un inglese non oxfordiano ma spendibilissimo e appena i nipoti hanno finito il pezzo lo hanno affiancato nel servizio al tavolo.
La birra ha cominciato a scorrere a fiuumi e quando le trombanti e Samatta si sono messe a fare Hey jude, Penny lane ed Yesterday è stato un tripudio. Dante e Holly hanno rinunciato a fare il repertorio dei rivoluzionari irlandesi e l'hanno sostituito con dell' ottimo country americano.  Verso mezzanotte abbiamo avuto un altra infornata, tutti cinesi che il proprietari ha preso sotto l'ala protettrice. Accipicchia se bevono anche i cinesi. Considerato che erano in stragrande maggioranza e che i cinesi non rompono mai le palle alle donne abbiamo deciso di mandare in oda il nostro numero di spogliarello e can can che avevamo fatto anche l'hanno scorso. Ci siamo costumate solo noi 4 Perche Dani aveva la bua al pancino e Holly e Costanza anche se avrebbero una struttura fisica da pèoter gareggiare con noi hanno elegantemente glissato dicendo che nonne e nipoti non possono fare lo stesso numero.
Un successone! I cinesi hanno chiesto il bis non soi quante volte. Gli inglesi ci hanno accompagnate col battimani a tempo di musica.
Poi Dino ha fatto un po' di cabaret al piano mentre Bobby con sommo imbarazzo traduceva la storiellina del capodanno di M. Non è scappato nessuno quello l'ha scritto Dante per scherzo.
Alle 2 di notte era tutto finito, solo allora io e Samatta ci siamo rese conto che in fondo alla saletta, in penombra erano seduti due giovanotti che da qualche giorno ci seguono come ombre. Si proprio i due giovani gondolieri e devo dire giovani perché hanno uno 21 anni e l'altro 20 mentre le due compagne di banco sono ormai a quota 26. La cosa ci imbarazza un pochino ma ci da modo di gestire la situazione con una certa autorità. Diventeranno i nostri fidanzatini? Difficile? Chissà.  I nostri toy boys?  Bè brutti non sono e i ragni dovrebbero smettere di sentirsi padroni incontrastati delle nostre aree riservate quindi "forse". Parlo più per me che per Sama che di questi tempi non esagera come da giovanissima ma quanto meno si organizza. Resteranno solo amici? Chissà. Certo loro ci resterebbero male e forse un po' anche noi. Cona Sama ci siamo scambiate delle confidenze (siamos tate di banco insieme dal primo giorno di elementari all' ultimo di liceo) e abbiamo riscontrato che a nessuna delle due è scattato il fuoco sacro della passione. Ma per passare una notte piacevole con un bel ragazzo serve davvero la passione? Le trombanti giurano di no ma io non lo so. Sama dice che ogni tanto bisognerebbe esse meno umani e più maiali mah....!
Giusto per scherzare sul tema il Ciampi tra i pezzi conclusivi della serata ne ha scelti due e facendomi un grossissimo complimento ha detto questi sono due fra i pezzi più difficili che una ragazza possa cantare e conosco solo Zanzina in grado di farlo. Considerate le voci che hanno Holly e Dani e la pulizia nel canto che caratterizza Sama e le tropmbanti sono diventata rossa come un peperone. I pezzi poi potevano essere anche un po' allusivi ma spero fossero vetusti per il giovane gondoliere che probabilmente non sannemmeno chi fosse Leali. Pe ragioni anagrafiche dovrebbe esse preistoria anche per me e le mie amiche ma chi bazzica i vecchi fin da piccola invecchia presto almeno nei guati.

Baci a Tutti e perdonatemi lo scempio di questi due capolavori di Fausto così maldestramente affrontati da Zanzina  l'accompagnamento è quello del mitico Ciampi coadiuvato alla batteria nientepopodimenoche da Holly visto che Ampelio è a Livorno, la figlia di ampelio cantava e Holly anche se non suona la batteria conosce bene i fondamentali della ritmica quindi a lei un plauso particolare.




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lunedì 7 gennaio 2019

fatevi i gatti vostri n 1205 " 31 dicembre 1970 Un Capodanno di merda "

Noi siamo fatti così: ci garbano le riflessioni profonde, la musica bella i penzieri arditi ma, tarvorta, si scade anche un pochino ner greve e ci se ne scusa con chi dovesse avé lo stomaco debole. Presempio pe l' urtimo dell' anno Dino, che di solito parla poco, ha raccontato una storiellina vecchia di guasi cinquant'anni fa. Ir tutto accompagnandosi cor piano come faceva tant'anni fa ir maestro Enrico Simonetti, che noi s'ascortava ala televisione da ragazzetti prima e da adolescenti poi. Io ho riso come un matto ma diversi avventori der barre cinese so scappati dala sala co conati di vomito.

La vicenda, vissuta,  lo posso garantire per avevvi partecipato di persona nzieme a Dino, si colloca nel lontano 1970. S'aveva 16 anni, quarcheduno guasi 17  ed era l'ultimo dell' anno. Come sempre un si sapeva che cazzo fare e alla fine ir povero Barabba (ir nostro amico Claudio, che ci ha lasciato ir 16 giungo dell' altr'anno) disse che ir su zi Carlo aveva un casaletto voto a Montescudaio e che, a chiediniene, un averebbe detto di no.
"Vai andata!" si proruppe tutti in coro e in men che non si dica ci si ritrovò in una ventina di aderenti tra maschi e femmine.
La serata un andò male, si cucinò, si fecero le sarsicce alla brace e, soprattutto, si bevve tutti fino a mbriacassi. Noi maschi pe trovà il coraggio di chiede la topa ale bimbe presenti e loro per avé la scusa pe dicci di sì perché ardevano dala medesima voglia anche lorolì che da quanto ni tirava la pelle dell' infracosce ni si movevano l'orecchi. 
Pe la cronaca nessuno combinò niente ma parecchi e parecchie rigettarono pel troppo bere. Il clù dela serata fu però quando Eolo, così detto perché mollava dele curegge che appestavano, incominciò a reggesi la pancia e a lamentassi: "oioia tragazzi mi pare di stiantà, varcosa mi deve avé fatto male!"
e noi tutti:
 "Boia no eh! Eolo une scurreggià qui perché ti s'accende ir foco ar buo der culo" ( è cosa nota che i peti avendo origine gassosa possono essere accesi con un normale accendino).

"No no unné aria... è roba grossa e dimorto" si lamentava lui 
e noi impietosi si spinse dentro ar cesso e ci si chiuse.

E' impossibile cole parole descrive l'afrori che sortivano da quell' uscio. A turno ci si passava davanti per poi riferire all' astanti tutti che lì dentro un c'era nulla di umano. Pareva che ci si allocasse  Satana in persona che ripitturava l' inferno a secchi di merda.
Dopo un po' cor una vocina che pariva sortisse propio dall' oltretomba si sentì Eolo che si raccomandava:
"Oh pezzi di merda voiartri costì, me la data un pochina di carta che qui un ce n'è punta?."
Morgante, che al momento pareva il più sano di tutti perché avendo adocchiato una tipa  che, ar medesimo tempo o anche da prima, aveva adocchiato lui, si voleva tené un pochino di cervello per none sbaglià buco alla prima occasione che niera capitata Così raccattò  du fogli di carta bianca spiegazzata  che erano poggiati sur tavolino e niene diede dicendo:

"Ecco vì Eolo, un ce n'è altra cerca di  fattela bastà"
Passò un pochino poi siccome un si sentiva nulla ci si decise ad aprì l' uscio e si vide Eolo 
che era sempre a sedé sur cesso cole mani marroni,
ir viso marrone, la schiena amrrone e l'occhi di fori.
" O che hai fatto ni si chiese?"
"Vella merda di Morgante m'ha passato l'incarto der burro" rispose.
Proprio così e se non avete mai provato a pulivvi r culo co la carta del burro, date retta a noi, non ci provate
sortireste ir medesimo effetto o anche peggio a seconda della consistenza dele vostre deiezioni.
Presi da pietà si andò a frugare nella dispensa delo zio di Barabba e si trovò un rotolo di carta tipo scottex
ni si porse e quel poveretto piano piano cominciò l' opera di detersione, sfortunatamente a secco perché il freddo aveva diacciato i tubi e la poca acqua minerale che s'aveva s'era adoprata pe cucinare.
Quarcheduno più caritatevole  pensò di dagli der vino ma ci mancò poco che venisse linciato da quelli che avevano ntenzione di beve fino ar mattino e un s'era in pochi.
Ala fine Eolo sortì fori e si messe in un cantuccio come un cane bastonato che s'è cacato addosso dala paura.
Passarono un altro par d'ore e mentre le coppie s'erano guasi formate, la tipa che piaceva al Morgante attaccò a starnutì e a soffià che pareva un mantice.
"Un c'è mica restata un poina di carta?" chiese 
e dar cantuccino indove s'era accartocciato zitto zitto, Eolo ni porse un foglio di scottex dicendo "mi dispiace ma l'ho adoprata guasi tutta".

"Grazie mi basta" disse lei commossa e si soffiò ir naso, appallottolò ir foglio e lo buttò ner foco der camino.  Poi sentendoci e vedendoci ride,  ci guardò chiedendo "O di che cazzo ridete facce di merda?"
"Facce di merda noi?" ni fece eco Dino  a nome di tutti vatti a vedé alo specchio così capisci  chi l'ha la faccia di merda".
Eolo n'aveva dato uno scottex usato e lei s'era verniciata di marrone  dala fronte ale labbra.

Dante & Dino


domenica 6 gennaio 2019

fatevi i gatti vostri n. 1204 "mi sento una Befana"

Eccomi eccomi!
Anche se il traguardo dei 1200 post è stato felicemente superato ci tengo a non lasciare troppi intervalli tra le nostre pubblicazioni.
Rispondo subito a Patty e a Murasaki ringraziandole di cuore  perché, in queste feste natalizie, sono state sempre con noi. 
Io e Bobby, negli ultimi tempi, purtroppo, abbiamo un po' diradato i nostri interventi. E' vero che dagli anni in cui eravamo gli unici due animatori del blog molti contribuenti e relativi contributi si sono aggiunti ma a discolpa del fratello devo ammettere che lavora davvero tanto e grazie alle mie poco ponderate scelte si sobbarca anche un andata e un ritorno giornalierei Londra Oxford che non son proprio uno zuccherino. Quanto a me attraverso il periodo cosidetto del "rimando".  Rimando tutto e mi ritrovo stanca alla sera, pronta a dormire. Ovvio che le promesse a me stessa vengono smistate al giorno dopo e poi a quello dopo ancora. Tra di esse anche quella di essere un po' più presente a livello di interventi on line. Sono molte le cose su cui avrei da soffermarmi sia per quanto attine la vita londinese sia per quella che si snoda tra calli e canali ma purtroppo avendo accumulato questioni di ben più vitale inportanza, leggi: lavoro, sopravvivenza, amori, i miei post vengono stivati in fondo all' accantonamento predetto in attesa di uscire fuori, tutti insieme!
Per quanto riguarda il resoconto della sera di Capodanno, che Murasaki reclama con motivata curiosità e fondate ragioni, dato che lo avevamo promesso, devo dire che la responsabilità è tutta di  Zanza. 
Zanzina da brava giornalista prende appunti su tutto, comprese queste serate ma proprio in questi giorni si è lasciata fuorviare da una passioncella per un bel veneziano giovane e aitante che al momento fa l' apprendista gondoliere. A dire il vero sarebbe già un gondoliere provetto perché qui il mestiere è quasi ereditario e  a 7, 8 anni si apprende anticipatamente l'arte della voga e della conduzione della barche veneziane. Il giovane, del quale non sono ancora autorizzata a dire il nome, è però senza materia prima ovvero non ha una gondola sua e ad oggi fa solo alcune sostituzioni. Proprio in uno di questi momenti è riuscito a rimorchiare  Zanzina e Samatta alla quali ha offerto un giro gratis (dovevano avere una mise notevole quel giorno). Poi per non fare il cavalier con due dame che , si da, fa la parte del salame  ha subito fatto conoscere a Sama un collega altrettanto....interessante. Per farla breve appena hanno un attimo libero le due vecchie compagne di banco spariscono per tornare la sera tardi, tutte misteriose, a tenere sulle spine me e Marina e Daria che meriteremmo di essere messe al corrente degli sviluppi di questa romanticissima love story a coppie. Ho comunque ricordato alla redattrice folle di mantenere quanto promesso.
E veniamo alla giornata odierna. La Befana è stata piuttosto moscetta, quanto a doni, ma ci ha regalato un pranzetto casalingo di tutto rispetto opera di Zia Holly e Costanza che ormai fanno un accoppiata di ferro.
Mentre scrivo Zio Dante e Dino guardano episodi anni 70 del tenete Colombo. Le livornesi sono in giro per Venezia ma senza musica perché erano stanche. Chissà che i due gondolieri non abbiano trovato altri due volontari per le trombanti che sieran tirate a lucido. Io avevo un po' di buetta al pancino e un grosso brufolo sul naso, molto freddo addosso e poca voglia di mettermi in gioco. Mi sono guardata allo specchio e ho visto la mia seconda anima quella da befana!  Così sono rimasta al caldo a scrivere con la compagnia dei mici, veri artisti nella ricerca del tepore .
Che sia quello irradiato dal caminetto dantesco
o quello che si crea con l'abbraccio fraterno è indifferente
Buona Giornata a Tutti

Dani



sabato 5 gennaio 2019

fatevi i gatti vostri n. 1203 " a secco di giga"

Scusate la la latitanza

nella ebrezza delle feste non abbiamo tenuto d'occhio il contatore della nostra wifi! Siamo tra i pochi che, per risparmiare qualche euro, vanno ancora a consumo e così abbiamo finito i 25 giga mensili che sono sì tanti ma, quando siamo in parecchi e soprattutto se si scaricano audiolibri e films, finiscono in un attimo. Mi ero offerta di fare una addenda instant ma la Zia si è opposta, "tra due giorni parte il nuovo mese e si aspetta! Bisogna sapersi gestire" ha sentenziato. Le lezioni di economia aziendale della svizzerotta cominciano a dare i frutti!

A casa sono cambiate poche cose, ma qualcosa sì.

Bobby è ripartito per Londra e io ho malignamente commentato che c'erano troppe donne in giro per casa per i suoi gusti. Siccome, poi, nessuna è particolarmente timorata di Dio quel continuo veder gironzolare sirene seminude devi avergli fatto tornare la voglia di carni bianchicce ed ricoperte di efelidi, soggetti con le quali recita facilmente il suo ruolo di maschio latino. Qui la cosa gli veniva un tantino difficile. Certo mio fratello ha un suo fascino e nessuna delle attuali occupanti di casa nostra lo ha mai snobbato  o ridimensionato, tutte esprimono giudizi lusinghieri su di lui ma si sa, quattro amiche come loro non si fanno torti tra loro e così nessuna lo ha mai preso troppo in considerazione, in particore per per love affairs. Io, da sorella, ho il pass per prenderlo in giro quando quando le trombanti  e Sama passano in perizoma e lui fa finta di tapparsi gli occhi con la mano e, insomma lo abbiam fatto nero.
Zanza e Samatta, nel contempo, grazie alle frequentissime uscite in giro per Venezia sono riuscite a rimorchiare due simpatici giovanotti locali. Non ci hanno, tuttavia, ancora chiesto di lasciar loro la casa libera quindi la faccenda dovrebbe essere ancora confinata alle schermaglie. Se la mia cara amica Zanzina decidesse di dare un taglio alla sua terribile scelta monacale sarei davvero contenta perché capisco su cosa si fondi ma non credo che a lungo andare  possa apportarle alcunché di bene.
Samatta non è afflitta da simili voti ma ha un carattere davvero imprevedibile e se non è lei a corteggiare, conquistare, sedurre  è difficile che  lasci tali incombenze a un uomo
Daria ha il suo George, attualmente in USA che le scrive tutte le sere e si dice lieta che sia lontano perché se no (espressione sua) sta troppo attaccato alle palle. Deve essere un vezzo degli anglosassoni anche Evan, il mio ex, era troppo presente, quasi soffocante. Marina ha il cuore libero ma soffre da tempo di disturbi intestinali che le regalano dolori consistenti e la limitano parecchio nelle relazioni sociali e nei progetti di incontri ravvicinati con l'altro sesso. Quanto a me...bè un bel ragazzo non mi dispiacerebbe ma non cerco e nessuno mi viene a suonare alla porta, per il momento mangio, bevo e canto.
Le suonate in piazza vanno bene. 
Dai fasti Natalizi le finanze si sono livellate su introiti meno esaltanti ma comunque accetabili. Le artiste di strada hanno rinovato il permesso per tutto il mese e se vogliono restare lascerò volentieri loro la casa.
Studentesse non ne ho più prese in affitto perché ho in mente di tornare prima o poi e vorrei trovare spazi liberi.
Zio Dante non migliora e non peggiora sta molto sul divano col gatto Balena.
Dino e Costanza sono ancora al B&B e quest' anno Dino sembra più tenero e partecipativo, ragion per cui Costanza ha confidato a zia Holly che finché dura così, lei rimane, tanto ha una bella squadra di managerini a mandare avanti le sue aziende.
Una sera che eravamo un po' brille le abbiamo chiesto scherzosamente se oltre a Dino non avesse un bel giovanotto nell' armadio a casa sua  in Svissera ma lei ridendo ha risposto:
"Qui esere fero problema non è " afere uno oltre di Dino" problema esere che io non afere nemmeno Dino.
Zia Holly è molto contenta della compagnia di Costanza che a tempo perso si è messa ad aiutarla nella pianificazione del lavoro e bisogna riconoscere che c'è proprio portata. Pur non sapendo molto di Venezia ha subito individuato delle nicchie di attività a cui io, nativa non avrei mai pensato. Roba del tipo c' è uno che vende o  porta solo carta igienica a tutti gli alberghi?
Sembra una cavolata per ridere. Pensate però a quante migliaia di persone staccano i magici foglietti ogni giorno. Bene ci saranno almeno 60 diversi fornitori e abbiamo appurato che molti albergatori comprano la carta da soli al supermercato. Non è detto che sia facile creare un monopolio della velina più amata nel mondo ma vedete che lungimiranza nel pensiero? Fare soldi non è difficle ci vuole la testa abituata a pensare in quel modo Dino vede un sedere e pensa alla tinto Brass lei vede un  sedere e lo moltiplica per tot rotoli di carta all' anno.

Vi lascio con una immagine tenerissima
eccoli qui il grosso uomo e il grosso gatto impegnati in una nanna davanti al fuoco. 
Quanto bene che voglio a questi due esseri!

Baci Dani

mercoledì 2 gennaio 2019

fatevi i gatti vostri 1202 " coverte e sottoverte"

Nella terminologia della musica leggera (principalmente pop e rock), una cover è la reinterpretazione o il rifacimento di un brano musicale - da altri interpretato e pubblicato in precedenza - da parte di qualcuno che non ne è l'interprete originale.

La differenza tra interpretazione e cover non è ben definita: in genere quando un musicista interpreta un brano considerato un classico della musica eseguito innumerevoli volte si esita ad usare il termine cover (si parla in questo caso piuttosto di interpretazione). Il termine cover è invece maggiormente utilizzato per indicare la reinterpretazione di brani relativamente recenti (come nel caso delle "cover band" e delle tribute band, gruppi musicali che interpretano solo canzoni note scritte da altri) o una versione differentemente arrangiata.

In altri ambiti musicali (nella musica classica, ad esempio) l'esecuzione di una stessa composizione da parte di interpreti diversi è la regola, quindi non esiste un termine corrispondente. Nel jazz si definisce standard il tema di una canzone nota, che i musicisti usano come base per variazioni e improvvisazioni: queste, tuttavia, non sono semplici interpretazioni o arrangiamenti della canzone originale, quindi non sono assimilabili a "cover".

Questo dice l' autorevole rete in merito a quando si  esegue un brano che ha digià un autore e un interprete.

Noi quarcosa di nostro s'è anche scritto e musicato ma per lo più la roba che si sona è roba d'altri. Usualmente ni si cambia il nome tanto pe non avere rotture di coglioni colla siae o perché magari sciranne trovandosi a corto di soldi pe comprà le seigarette o i croccantini ar gatto potrebbe penzà: fanni anda a vedé chi rifa le mi canzoni e, controllà su internette tutti quelli che hanno sonato la su roba e magari chiedeni un euro a chiorba.

Se poi dovesse sentì i mi nipoti che guasi si sbagliano pe duetti che lui ha fatto co beioncé è capace ni chiederebbe anche i sordi pe anda ar cine oltre a quelli pel gatto e pele sigarette.
Comunque oggi come oggi si covera tutto epare che l' eredi di Enrico Coveri abbiano deciso di chiede i diritti pell' uso del termine.

Visto che s'è tirato in ballo Scìranne e che sì è parlato di covere, conziderato  che ci so a casa tutti e due i mi nipoti e che lorolì l' ingrese lo biasciano meglio che 'rCiampi la cingomma,
vi si propone un pezzo che aveva digià trovato spazio qui sopra ma fedeli ar motto "repetita juvant" come  disse quella matrona romana  che trombava 4 vorte per notte, anche noi ci si ripete e  vi si rifà in versione attuale
prima i mi nipoti che le voci l'hanno belle di suo ma ala su zi Holly  che n'ha nzegnato a canta da piccini ni dovrebban fa un monumento
e poi Dino e lo scrivente in modo solo strumentale
Un verrà  proprio perfect ma si spera sorta perlomeno  ascortabile.



Dante


 

martedì 1 gennaio 2019

fatevi i gatti vostri 1201 "un capodanno in fonderia"


Buon Anno
ieri sera è andata di lusso ma ve lo racconteranno le bimbe dopo. Io sono già sveglio ho rimesso il piccolo calendario automatico che viaggia sempre con me testimone dello scorrere del tempo grande, così io chiamo le giornate mentre i molti orologi che affollano il ripiano della scrivania e i palchetti della libreria sono i testimoni del tempo piccolo: ore e minuti. Li carico ogni giorno nell'arco di tempo in cui mi preparo il caffè del risveglio.
Ieri mentre leggevo un po di notizie sulla rete ho visto questo titolo del 29 dicembre.


Affori, quartiere nord di Milano, "ah amarcord" avrebbe detto Fellini. Si me lo ricordo dov'è Affori. Quan'ero piccino pensavo fosse una località della fantasia dove gli abitanti non facevano altro che marciare al suono della banda. Difatti la mi mamma, quando gli girava bene, me la ntonava spesso quella canzocina che diceva "il tamburo principal della banda d' Affori ha al suo comando 550 pifferi".Quando fui più grandino mi spiegò che durante il fascismo era una canzone che sbeffeggiava il regime i 550 pifferi erano i componenti del gran consiglio che appunto assommavano a 550 e il tamburopricipal  non era difficile vederlo come la parodia del duce medesimo. Poi vennero i Beatles, i Rolling Stones, Bob Dylan e chi ci censava più alla banda d'Affori finché.....finchè arrivo la stagione di questo raccontino

Capodanno in fonderia

Avevo 19 anni feniti ir 29 di luglio e m'arrbattavo per raccattare i soldi per metter su casa per conto mio. Con Dino, dopo avè ottenuto per meriti indiscussi  l' iscrizione ala Normale di Pisa s'era trovato il verso di fassi cacciare come du lebbrosi e non ci dispiaceva nemmeno tanto perché co pisani  un ci si voleva avè a che fa nemmen di nòccioli. A casa tanto contenti un erano stati Né Uliano, ir mi babbo, né Renatino, ir babbo di Dino, che ad avecci vicini a casa e in una scola prestigiosa come quella un gliera parzo vero. Ma noi s' avevano altre teste. Dino preparava  esami al conservatorio che aveva già attaccato da tempo e non riusciva a concentrarsi per lavorare e studiare io avevo tempo ma nemmeno una lira in tasca. Comunque, con la testa più libera di lui, mi messi di buzzo bono per raccattare i sordi che ci volevano per pigliare in affitto na casa a Firenze dove s'era deciso di andare astudiare.. Quando, a Novembre, grazie a diversi lavoretti di facchinaggio avevo la mi mezza parte di soldi necessari, Dino non aveva combinato ancora un cazzo e mi disse serafico, che avrebbe accettato l' ospitalità d'una su zia che abitava al Galluzzo, lontano dall' università ma pur sempre in una zona fiorentina, per quanto estremamente periferica. L'avrei ammazzato non tanto pe esse venuto meno a patti, co lui c'ero abituato ma perché coi soldi che avevo non c'era da far altro che versare il primo mese d'affitto e i tre di caparra che mi richiedevano. Così a fine novembre presi casa da solo in via dell' Agnolo, restando d'accordo che l'affitto l'avrei pagato il 5 di ogni mese. Ma se Dicembre era coperto, per Gennaio non sapevo dove sbattere il capo e di chiedere soldi in casa un m' andava punto. Speciarmente  dopo aver fatto la bravata di dire che ormai me la cavavo da solo ed ero in grado di badare a me stesso sia pell' affitto che pela sopravvivenza. Intendiamoci,  ir mi babbo iun po' di vaini un me l'avrebbe negati ma solo l' idea di  vedenni ir risolino a presa pel culo mi faceva venire il nervoso e allora andai all' Ediltoscana, una dele peggio ditte di trasfertisti dell' epoca e ni dissi:" mandatemi dove cazzo vi pare anche all' inferno  ma ho bisogno di soldi subito". Pagavano bene ma era come andare nela legione straniera, lavori in cima ale ciminiere, altoforni da demolire con temperature che arrivavo a 80 gradi quando erano spenti da na settimana. Ci lavoravano i derelitti di Livorno quelli forti  e resistenti come come muli ma briachi come ciuchi dala mattina ala sera. A me mi prese sotto protezione ir Boccia, un nome una garanzia, la Stock 84 avrebbe potuto fa na linea di produzione per lui solo ma lui adorava l'Admiral tre stelle dela Bertocchini un cognacche che in casa si teneva pel mal di testa o pe fatti rigettà se t'era rimasto varcosa sulo stomaco. La mattina ale 9 aveva digià sei o sette cognacchini in corpo. Però era un omone co na forza esagerata e nessuno s'azzardava a pigliallo pel culo perché anche da briaco era capace di piglià un omo seduto e di scaraventallo a 5 metri  di distanza cola sedia e tutto.
" Di Dantino vi potete fidà- ni disse-,è giovane ma  ha forza da buttà via e un si lamenta di niente, peccato che studi senno sarebbe un operaio da tené a vita".  Già... sto fatto dello studio in quell' ambienti destava un certo sospetto. Mi presero e mi destinato alle fonderie Tonolli a Paderno Dugnano, sulla via Comasina nelle periferie nord che non sai più se sono ancora Milano o se sei entrato nel nulla.
Turno di notte. Dormivo a Magenta in un appartamento di amici dove trovavano alloggio una diecina di disperati. M'arzavo dal letto ale 2 del pomeriggio, mangiavo in una bettola sotto casa e mi facevo preparare qualcosa anche pe la sera milledugento lire pel pasto un quarto di vino e un panino col gorgonzola incartato insieme a un altro quato di vino in una bottiglietta. Poi andavo col treno fino alle stazione Garibaldi impiegando mezzora.  Attraversavo la stazione, sortivo da un uscita secondaria e mi ritrovavo in via Valtellina un vialone pieno di nebbia che se un estavi attento t'arroitavano e di là pigliavo un mezzo strano a mezza via tra un tram e un trenino che i locali chiamavano el gambedelegn  (il gambadilegno da quanto era zoppicande la sua marcia). A dire il vero il gambadelegn vero e proprio partiva proprio da Magenta ma l'avevano levato nel 57 e queste tranvie interurbane ne rappresentavano i legittimi successori.
Passavo dei paesini nerastri avvolti dala nebbia e mi ricordo che a un certo punto dala nebbia spuntava la scritta   Affori e  mi sovveniva quer  motivetto che da piccino avevo sentito cantà dala mi mamma

il tamburo principal dela banda d' affori ha al suo comando cinquecentocinquanta pifferi, le ragazze nel vederlo diventan timide, lui confonde il Rigoletto  con Semiramide.

La fischiettavo quando scendevo alle fonderie Tonolli. Mi fermavo a n'osteria dove c'era na cameriera che aveva guasi sempre le puppe di fori e a guardalla mi si risollevava lo spirito, aspettavo dieci all' otto e poi dopo avé timbrato pel turno di notte venivo inghiottito in quel groviglio di tubi di ferro dove si respirava odore di povere e di saldatura.

Era il 31 dicembre del 1973, guasi mezzanotte, si gelava e io avevo appena finito di staccare un blocco di metallo e di mattoni refrattari dala parete di un altoforno.
Da un ora  lo attaccavo da tutte le parti col martello peneumatico e cor piccone e  quando alla fine venne giù cor un tonfo sordo ir Boccia, che era seduto per terra briaco fradicio, mi disse" bravo bimbo un gliel' hai data vinta ma chi deve avé ragione un pezzo di ferro o noialtri?"
"Noialtri - confermai- ci mancherebbe altro".
" Basta pe stanotte, è l' urtimo dell' anno miga si pole stiantà e poi te  domani hai finito" mi disse il Boccia cor una nota di  rammarico nela voce.
"Si aspetto il 2 pe riscote e poi vado a Firenze ho tirato su i soldi per tre mesi d'affitto e spero di trovà quarcosa li pe mantenemmi i mesi dopo".
"Tieni bevi  tanti auguri e bona fortuna"   prese la bottiglia del cognac e me la allungò
Bruciava lo stomaco come l'acido muriatico ma ne tracannai una bella sorsata e poi ni chiesi
" o te che fai Boccia resti quassù?"
"ndove voi che vada? Qui dentro armeno c'è cardo, basterebbe un po' di musica e mi parrebbe d'esse ar veglione di capodanno"
allora cavai di tasca l' armonica e gli sonai la banda d'Affori gruardandolo mentre s'assopiva  cor  su faccione coperto di barba ispida e l' occhi da bimbo rincoglionito.

Eccola vì la Banda fatta da me coll' armonica come la sonai ar Boccia e subito dopo ve la ripropongo   nell' ottima versione in  vero milanese fatta da Nanni Svampa

di novo Bon Anno a Tutti

Dante Davini Diversi


fatevi i gatti vostri n. 1200 " e anche stavolta ci s'è fatta"



Mezzanotte del 31 dicembre 2018
entriamo nel 2019
postando il nostro numero 1200 per la somma gioia del gatto Balena e del gatto Esserino

Lasciamoci alle spalle questo 2018 che ha dato e tolto né più né meno come ogni altro anno. Siamo ancora qui tutti insieme a festeggiare e questo basta e avanza. A tutti i nostri lettori e amici l' augurio che un nuovo anno ricco di salute, momenti felici, pace e serenità ci porti, fra 12 mesi, a salutarci ancora in questo modo

Lo staff di "fatevi i gatti vostri"
e naturalmente LORO