domenica 8 luglio 2018

fatevi i gatti vostri n. 1034 " nelle mani di Dino: i cambi di tonalità "

Nel post precedente, Stefano Bollani ci ha esaustivamente introdotto al concetto del cambio di tonalità in un medesimo pezzo musicale.
Zanza mi ha mandato una esecuzione del tico tico fatta da Dino con arrangiamento suo, secondo me è da archivio o, comunque da dilettevole ascolto. Pubblico prima di andare a letto perché c'è bufera su Venezia e domattina ci sarà da alzarsi prima dell' alba perché la mia barca sarà devastata. meno male che Dante è venuto su con me.
Proprio lui, Dante, vedendo il mio affannarmi intorno ai post su questo tema mi ha detto: 
"difatti con l'armonica il Tico è uno dei pezzi più difficili da eseguire"
 e alla mia domanda se lo sapesse fare, tanto per non smentirsi ha replicato con estrema sufficienza:
"boia dé se lo fanno Bollani e Dino cor pianoforte  dopo tant'anni di conservatorio voi che un lo faccia io coll' armonica imparata pe la strada  da autodidatta!"

Certe volte lo ammezzerei e lo darei in pasto ai gatti.

Holly

fatevi i gatti vostri n 1033 " El tico tico xe na roba granda" by Holly

Sono sveglia da tempo e così dedico questo post mattin ad una cara lettrice che si definisce "creatura dell'alba". La immagino la Patty mentre alle 5 è già in pista per prendere i treni che da Roma la portano nelle altre città della moda. Buon Lavoro Patty.

Adoro il Tico Tico e lo ballicchiavo anche bene da ragazzina poi i disatri dei miei piedi mi hanno ridotto a pura estimatrice di questo stupendo samba perché in fondo il tico tico altro non è che un pezzo di samba davvero per addetti ai lavori.
Per qual motivo lo sia musicalmente ce lo spiega un grande del pianoforte come Stefano Bollani in questa trasmissione rai che avevo messo via da tempo col proposito di postarne il link.
ecco la spiegazione del Maestro clicccate per vedere

Cliccate per il video della rai con Bollani

A livello visuale, invece come tecnica esecutiva del ballo,  mi rimetto a questo esempio di perfezione. Lui è divino ma  conserva la bellezza algida  tipico dei baltici, lei è semplicemnte incantevole: Federica Malaguti classe 1976 (mica più una ragazzina eppure un dinamismo e una energia incredibile) ecco il mio ideale nella ballerina è questo: quando la sensualità sposa la perfezione tecnica.





 Darei metà della mia coda per ballarlo così ma quella dei gatti no! Quella non si tocca

Holly

sabato 7 luglio 2018

fatevi i gatti vostri n. 1032 "accompagnamoli con un bel samba"

Tornano a casa i mitici brasiliani, piegati da un Belgio, poco blasonato ma giovanissimo ed efficientissimo.
Accompagnamoli dunque con un Samba che essendo loro dedicato da Venezia non può che avere, nel titolo almeno, qualcosa di locale.

MESTRE marscial uno stupendo brano del 1934 che tutti i cultori del samba dovrebbero conoscere e che non so se il Nado Music Bar abbia nel suo smisurato repertorio.

 Chi commenta è Holly che non si intende di calcio ma ama il samba e avrebbe preferito i Brasiliani a Belgi e Francesi.
 Tiferò per l' Inghilterra che almeno ospita i nipoti, ci allieta coi pub storici e ci delizia coi suggerimenti letterari di Lady Jane. 

Con affetto Holly


giovedì 5 luglio 2018

fatevi i gatti vostri n.1031 " La banda di Samatta"

Leggimelo te Zanzina se nò vado di fori davvero.
Ci provo:
La disciplina di cui al combinato disposto degli art. 67 primo comma lett. m) e 69 secondo comma del Tuir è comunemente nota, tra chi si occupa di enti non commerciali, perché disciplina il trattamento dei compensi dei soggetti che svolgono attività sportiva dilettantistica. Se, sotto tale prof ilo, gli approf ondimenti sono molteplici, meno studiato appare l’ampliamento che il legislatore ha operato di questa disciplina, per ultimo, con l’art. 1 co. 299, lett. a) l. 296/2006. Inf atti il campo di applicazione è stato esteso ai: “direttori artistici ed ai collaboratori tecnici per prestazioni di natura non professionale da parte di cori, bande musicali e filodrammatiche che perseguono finalità dilettantistiche”.

Un c'ho capito na sega
Io idemme

Samatta, perennemente a corto di fondi come la sottoscritta ha presentato la sua candidatura a direttrice della banda di un paesotto nel pisano.
Già è difficile che quei piércoli si facciano dirigera da na donna e poi livornesissima per giunta, già il compenso verbalmente ventilato sarebbe di 350 euro ar mese con du giornate di prove ala settimana e rimborso spese più cento euri per tutta la giornata quando ci sono spostamenti per manifestazioni.

Anche se sono piasani sono nel cuore di quel povero sindaco che per tirare fuori sti soldi avrà fatto i salti mortali ma ancora non capisco perché non ci sia una legge chiara che dica un cavolo di direttore di coro, banda orchestra ancorché operante in ambito dilettantistico deve ricevere una paga oraria minima di.....
e lì una cifra che sia per lo0 meno decorosa per chi ha studiato per anni e anni.

Comunque per avere quei due spiccioli si sono presentati in dodici!

Sama ha titoli esuberanti per avere l'assegnazione ma non ci conta per niente.
Come pezzo d'esecuzione ha registrato proprio la mitica canzone di Bigazzi e Del Turdo con l'arrangiamento Doppel e varie addenda del maestro Ciampi che ne ha esaltato il ritmo di Rumba così dopo il tormentone di Johnny Cash s'è attaccato vello di Luglio.
Qui Samatta dirige un groppo bandistico Livornese che si è gentilmente prestato alla realizzazione del brano.
La registrazione l'ho fatta io nella sla prove del Bar Nado e mi pare buona tutto il resto è merito dei suonatori e naturalmente della Maestra Samantha Giusti per noi Samatta e basta
Baci Zanza

mercoledì 4 luglio 2018

fatevi i gatti vostri n 1030 " cavalleria rusticana"

Abbiamo riso troppo con il "Luglio" di Dante fatto sul piano di Costanza che, nel caso ci legga, abbracciamo con tanto affetto.  Dino ovviamente non si è fatta scappare l'occasione per riandare indietro nel tempo. Il suo esercizio della memoria, meno consueto di quello di Dante ma altrettanto ricco di particolari a me ignoti (o non ero nata o ero troppo piccina)  mi è piaciuto tanto che ho pensato di riproporlo col titolo "Cavalleria Rusticana". Visto che la musicò Mascagni, grande Livornese, la cosa  un mi  dispiace punto.
"Boia dé è sempre stato così Dantino, quando si mette in capo una cosa un lo move nemmeno le cannonate" attacca Dino Ciampi ". Lui cola volontà riesce a fare dele cose impossibili che a me mi sfiancano solo a pensalle. Na vorta s'era ragazzotti  sui quindici anni, un tipo di Shangai, Tale Nicche (probabile versione labronica di Nick) ci prese a manate tutti e due. Forse aveva anche ragione perché lui veniva a rompe le palle e afa ir ganzo in zona nostra ma noi, come replica,  ni s'era buttata ner fosso la bicletta e lui , senza mezzo per movesi, aveva perso un incarico da fattorino. Comunque io me la misi via con serenità, in fondo avevo preso na manata un po' pesante e basta ma Dante tutti i giorni mi diceva "vedi? M'ha lasciato cinque dita sul viso e cinque a te ma un sa quanto ni costeranno a lui lì questi segni "
"e che ni fai? - lo pigliavo in giro io, l'ammazzi pe du manate?"
"No ni tronco tutte e dieci le dita."
 Nicche di Shangai, però, aveva armeno 4 anni più di noi e sebbene non fosse un colosso aveva l'aria di avecci voluto risparmià a dacci du manate perche se ci avesse preso a cazzotti di certo c'avrebbe sfatto ir muso.
Dantino non sentì seghe. Cominciò a fa le flessioni, partì co 20 e ne aggiungeva una al giorno poi metteva le gambe su una panchina e avviava a fa dele serie nfinite d'addominali, ala fine di 3 mesi faceva oltre cento flessioni sui bracci e guasi 150 addominali.  Era doventato ir doppio muscoloso di quello che era digià prima e a quer punto raccattò tutti i soldi dele paghette, che aveva messo via, andò all' accademia pugilistica livornese e ci stette guasi sei mesi. Tornava  pesto da fa paura, e ni facevano male perfino l'orecchi dale botte ricevute ma lui ndomito quando ni dicevo" ma chi te lo fa fa?"  mi rispondeva "gnene faccio mangià quelle dita vedrai se un lo faccio inginocchià per terra a dì basta a quella caata d'omo." E alla fine era doventato come na macchina da guerra Ogni tanto quando pe' scherzo mi tirava un cazzotto in una spalla mi pareva che m'avesse dato una martellata cor mazzolo da tanto aveva aumentato la potenza de su colpi. Poi un giorno all' inizio dell' estate seguente, mi disse" vieni, si va a Shangai a sardà ir conto"
Io rubai la lambretta ar mi babbo e, per precauzione, portai anche ir sovrapposto co dele cartucce a pallettoni in tasca, no pe ammazzà nessuno ma in quell' anni andà a provocà in casa d'arti poteva volé dì ritornà coll'ambulanza quindi ir fucile serviva  pe fa capì che un ero innocuo e la lambretta  pe fa prima a scappà se fosse stato il caso. S'arrivò presto e lui si presentò al barre. Con estrema educazione disse:" bona sera me lo potete chiamà Nicche, se c'è"
Fedora la signora che gestiva il barre ni fece: "poi anche  passà dentro anche se un hai 18 anni, è di là che gioca a biliardo"
ma lui replicò: "no siccome ni devo fa parecchio male è meglio che resti fori un ni voglio creà guai ar barre".
Fedora lo guardò con un aria tra il divertito e lo stupito perché, anche se aveva i bracci gonfi come du bussolotti, Dantino  aveva sempre il viso da ragazzo mentre Nicche pur non essendo il vero e proprio terrore di Livorno era un  rissaiolo che non si tirava mai indietro tutte le volte che scoppiava un casino.
Venne fori e Dante esordì: "so venuto a rompeti ir muso e  le mani pe lo schiaffo che hai dato a me e a Dino a fine estate scorsa ar Pontino. Se avevi problemi cola bici la dovevi chiede e ti si dava, se era rotta ti si pagava, eri te che rompevi le palle a casa nostra e te l'eri meritato, invece hai alzato le mani e ora so qui pel saldo."
Nicche sottovalutò la questione e rispose: "se mi fai ripensà a quella storia ti gonfio davvero".
Dante guardo' l'altri del barre e disse:
"Io e lui soli  eh badiamo bene, se quarcheduno si mette di mezzo ci pensa Dino cor fucile".
"Casomai ci si mette di mezzo pe sarvà  te bimbo! Quer fucile ve lo potete anche nfilà ner culo" ni rispose Budellone, un omone che pesava più d'un quintale e aveva le mani come du pale, ma quando mi vide  infilà ar volo le cartucce nele du canne si zittì come na botta.
Tricche ebbe la malaugurata idea di mostrarsi strafottente e colla punta di una mano fece come per soffianni il moccio dal naso ma un c'arrivò, un destro doppiato da un sinistro l'avevano digià chiappato ner muso. Reagì e tirò un par di sventole anche lui ma Dantino era robusto come un torello e, in confronto ai cazzotti che aveva preso dai pugili veri, quelli di Nicche ni parevano carezze. Ala fine mentre Nicche cercava di riorganizzassi pe un attacco, un montante che pareva un colpo d'ariete lo addormentò del tutto. Dante continuò a tonfallo anche mentre era per terra poi gli montò coi piedi sule mani e si sentì lo scricchilìo de diti stronchicciati.
Ala fine mise la ciliegina su la torta: mentre ir su avversario era in terra  semisvenuto tirò fori na boccetta di smalto dela su mamma e ni verniciò l'unghie di rosa  concludendo rivolto  a Budellone:
"Quando si sveglia sta merda dinni che impari a fa a cazzotti come l'omini, perché li schiaffi l'omini un li danno".
Nessuno intervenne e s'andette via cola lambretta ma piano piano guardando indietro con aria soddisfatta. I più vecchi di Shangai vennero al Bar Nado a cercare Uliano e Renatino. Renatino era a Cecina e Budellone, Canizza e Bulle si trovarono davanti Uliano e Don Luigi che ni dissero seri seri: se sete venuti a fa i conti co noi pe du ragazzetti diticelo! Così prima  si chiama la Croce rossa pe favvi portà via e poi s'attacca il discorso. Fare a cazzotti col Babbo di Dante e Don Luigi insieme era impresa impossibile per chiunque e la delegazione di Shangai si dovette limitare a dire: "Armeno ar fucile, però, stateci attenti perché in galera ci mettano voi." Così io per via del fucile ne buscai come un ciuco dar mi babbo, la sera, quando lo seppe da Don Luigi.
In merito ala perseveranza di Dantino ti potrei anche raccontà di quando s'invaghì di Miss Viareggio, un topone da fa paura. Luilì  gliela chiese pe sei mesi di fila finché una sera, che lei aveva bevuto parecchio, ni disse di sì.  Dantino perù non tornò soddisfatto come da Shangai.  Ar barre intero, che voleva sapé ir resultato di quell' epica conquista,  disse solo: "Boia dè! E' stata male. Tutta la notte a rigettà. Avrà buttato fori na carretta d'arcole, cosa volevi trombà in quelle condizioni, mi venivava da rigettà anche a me.... m'è toccato lavalla tutta  e riportalla a casa cor un tassì. Probabilmente per la vergogna lei un si fece più vedere e Dantino un la cercò più.
Fin qui il racconto poi Dino conclude: "Bei tempi Zanzina quando un eri ancora nata e le cose si risolvevano da noi.
Metti ner blogghe "Luglio" che te lo fo a modino  visto che me l'ha chiesto vella popò di caata di profugo a Venezia  e piglia la chitarra dal muro dove da sempre è attaccata ar chiodo, vicino ala stampa di Pellizza da Volpedo.

Bacioni a tutti

Zanza


martedì 3 luglio 2018

fatevi i gatti vostri n. 1029 " per aspera ad astra "

PER ASPERA AD ASTRA Uno dei miei motti preferiti " per vie difficili fino a raggiungere le stelle". Io di stelle ne ho raggiunte poche e di strade difficili ne ho percorse parecchie ma non perdo il vizio e quando mi capita di poter incidere questo bel motto su qualche targa o su un vaso lo faccio volentieri.
Mi sono messo a ristudiare musica, un pochino l'avevo studiata con Dino ma pur potendo contare sulla sua estrema disponibilità fin da quando eravamo ragazzi, vedere la facilità con cui affrontava le strade più ardue mi metteva un senso di angoscia perche io per ogni tonalità che apprendevo dovevo detergermi tinozze di sudore. Lui mi consolava dicendomi ci sono anche doti naturali, tutti e due amioamo la musica così come amiamo il mare, tu stai sott'acqua un' infinità di tempo e a me dopo 30 secondi schiantano i polmoni, nella musica accade esattamente il contrario. In quei momenti avrei ceduto tutta la mia abilità nel nuoto nei tuffi e nelle immersioni per saper suonare alla perfezione un valzerino.
Poi l' armonica mi ha aiutato tanto, mi ha dato il senso del tempo e mi ha permesso di correggere alcuni errori di intonazione che, con la voce consevo ancora nella loro primitiva natura.
Ora da tempo ho un tormento. Come sapete, a Natale Costanza ci ha regalato una bella tastiera, perché quando siamo tutti insieme non dovessimo rinuncire al piano e all' organo. Dino ci mette le mani e sembra chopin anche con questa steccona elettronica. Io quando sono solo la guardo con timore e riverenza e qualche volta la tiro fuori ma per ora ci so fare solo il valzer della vedova allegra in maniera dilettantistica ma accettabile.
Oggi invece m'è saltata in testa un'altra aria, scontatissima dato il mese corrente.
Correva infatti il 1968 e avevo dato gli esami di terza media con un febbrone boia dovuto alle immersioni nel fosso reale che avevo fatto per recuperare la mia armonica dopo avercela gettata con rabbia per i miei primi insuccessi musicali. 
Presi la broncopolmonite e mi si creò un brutto focolaio in un polmone. Dovevo stare in casa e non pigliare il sole e Dino, con la chitarra mi veniva a sonare Luglio che era il tormentone di quell' anno.
Così stamattina ho tirato fori la tastiera e ho scaricato la musica e dale 6 e mezzo rompendo le palle ai gatti sono riescito a falla venì fori.
Non v'aspettate granché, è roba che non ha nulla a che vedere colle mie sonate di armonica ma come si dice:
per aspera ad astra e prima di morì vorrei imparà a sonà ir piano un pohinino meglio, fosse mai che all' inferno dove anderò di sicuro abbiano bisogno di un sam che ni faccia ir sottofondo mentre i diavoli infilano coi forchettoni dannati e dannate.

Spero anche che Dino si commova pe sto sforzo e mi risoni Luglio cola chitarra come quando s'aveva quell'anni meravigliosi che un s'hanno più ma si ricordano sempre.

Bona giornata Dante

clikkate qui per ascoltare LUGLIO ho masticato un aglio e mi ritorna insù

domenica 1 luglio 2018

fatevi i gatti vostri n. 1028 " La nemesi del povero buffon"

No non parlo di Rigoletto, quello era un dignitoso buffon gobbo. Il nostro è atletico e piace anche a diverse persone donne e omini. A me poco, specie quando apre bocca. Comunque oggi pregava guardando Spagna Russia. Tutte le prese pel culo ricevute in occasione della nostra "mancata qualificazione" ni facevano bruciare il sedere da tempo.
Anche io da parte mia incrociavo le dita ché li Spagnoli tanto supponenti (spesso con merito) mi stanno di molto sui coglioni.
Tra il Re e lo Zar è quest'ultimo che oggi gode il trionfo dei suoi gladiatori. Sulli spalti le tope bionde saltano di gioia mentre
quella mora guardail voto con amarezza.
Se la gente prendesse la vita cola serietà con cui piglia il gioco del calcio mi sa che si starebbe meglio.

Dante