lunedì 25 settembre 2017

fatevi i gatti vostri n. 702 " chi bazzica lo zoppo"

E allora Sabato sera io e Dani s'è recuperata Costanza che è venuta in versione casual e ci ha sconvolti tutti. 
Abituati come eravamo a vederla tutta firmata, cor macchinone, e mezza vetrina di Bulgari distribuita tra  orecchi,  collo e  polsi, siamo rimaste basite quando l'abbiamo vista raggiungere Marghera, dove Dante le aveva trovato un parcheggio vicino al suo vecchi camper, con un pick up con parecchie tracce d'uso ( leggi, graffi, bottarelle e segni di nobile sporco da lavoro) è scesa in jeans larghi e non di quelli strappati alla moda o colla vita tanto bassa che pare che una si sia caata addosso e poi  se li sia tirati giù pe non inverniciassi fino ar collo. Camicione a quadri di quelli che adora Dante e giubbettino senza maniche come adoprano i pescatori e i cacciatori. Niente anelli, collane o orologi, men che mai l' orecchini. S'è tagliata i capelli corti corti e così  valorizzano il suo viso e non le stanno affatto male. A noi donne, che le chiedevamo conto di tanti cambiamenti, ha detto che quando ci invitò da Cipriani a Torcello si sentiva un'aliena e che non le dispiacerebbe vivere alla dioboia come si fa noi. 
Ora sù un esageriamo. C'è bell' e stato san Francesco che s'è spogliato delle ricchezze pe fassi umile e povero e mica c'è bisogno che Costanza, pe bazzicà dele zoppe come noi, faccia piange 'r gioielliere e la concessionaria della Mercedes. Se però vole fa la scaciata due o tre giorni co noi va bene. 
Siamo arrivati a casa dopo le due di notte e io e Dani ci siamo subito infilate a letto, lei ha indugiato un attimo, forse alla ricerca della doccia ma Dani l'ha diacciata subito,: "zio Dante s'è messo in testa di rifare l'impianto e non ha ancora riallacciato il tubo, vieni a letto così poi domani si spera di poterci lavare". 
"In quale letto defo antare?" ha chiesto timida timida e io giù a ride con Dani: "Oh Costanza o quanti ne vedi di letti? Vieni ti faccio posto nzieme a noi"  e mi sono spostata verso Dani alzandogli la coperta e il lenzuolo. A dire il vero ni si poteva allestire il lettino di Bobby ma un s'aveva voglia e poi se vole vivere alla bona noi s'aiuta. 
S'è infilata dentro boncitta boncitta e ha solo balbettato:" scusate, ho sempre dormito sola o con uomo per cuesto ho stata un poco imparazzata". 
Ni s'è chiarito che anche se un ci s'ha nulla contro le gaye noi s'era tutte e due bestialmente etero e che poteva sta tranquilla. Di lì son scaturiti  lazzi e risate che alle 4 un s'erano ancora spente. In particolare ci faceva ride pensare  al fatto che Dino, quando siamo arrivate, dormiva sul divano e quando lei si è avvicinata per dargli un bacetto sulla testa, nel sonno ha bestemmiato farfugliando " Balena, Esserino!  un rompete tanto 'oglioni co sto lecchìo, che io ho bisogno di riposammi". 
Sono giorni e giorni che vive in simbiosi con quel divano, Dante gli voleva fà anche un bussolotto pe pisciacci dentro così un si deve arzà nemmeno per quello. 
A rievocare la scena a letto tutte e tre insieme si rideva e a un certo puto Dani salta su e ni fa: "Scusa  ma ci devi togliere una curiosità, tanti anni fa Dante ci raccontò che eravate Te e Dino e lui e un altra ragazza a passare la notte insieme in una baracca sul mare e a un certo punto lui aveva visto Dino che faceva l'amore con te tenendosi il guanciale sul viso ma è vero o è una barzelletta dello zio?". "Ah sì cierto che io mi ricorda!  Fero ferissimo! Io era a cavallo di Dino molto presa da situazzione e lui prente guanciale e si copre faccia e io dice: 'perché  tu no mi guarda? Fuoi imaginare di esere con altra dona?' E lui: ' no ma che pensi? E' che a vedetti i capelli a andà avanti e n'dietro mi viene r mal di testa!'
 Ah Ah, io dofefa capire sino di allora che lui e molto molto strano". 
Costanza, che ha più o meno l'età di zia Holly,  potrebbe esserci mamma  ma così, a letto con noi, a ridere, pareva una ragazzina quando l'argomento di conversazione è diventata la crisi sentimentale di Dani ha avuto parole molto motivanti, la frase che in particolare mi ha colpito, tanto che me la sono scritta era : 

nell' amore non dobbiamo conservare le ceneri dobbiamo tenere acceso il fuoco. 

A colazione mentre Dino si faceva imboccare da Costanza e zio Dante  zuppava i biscotti nel vino invece che nel caffé n'ho fatto: "Dante senti bella sta roba" e n'ho mostrato  la frase.
Dante l'ha letta, l'ha riletta e poi rivolto a Costanza: interessante....  ma è roba tua?
 "No no Dante non sono così poetica, ero per laforo a Monaco e  l' ho letta su un muro in tedesco. io ho solo fato tradizzione e aggiunto 'nell'amore' 
"Vedi Zanzarina" mi fa allora Dante "voi sete in bona fede e anche lei" ma noi siamo vecchi e appena l'ho sentita sta frase  ho provato a levà la parola  amore e pensando che era scritta in tedesco  mi son detto "voi vedé che  cola destra nazi in parlamento si so messi in capo di  ricomincià a giocà cor foco e cola cenere que troiai lassù".

Poi mentre ci si dava da fare per organizzare la giornata Dino si è finalmente svegliato e ha cominciato a raspare colla chitarra che sta appesa sopra il divano, a portata di mano. Zio Dante ha preso l'armonica e per tutti noi e per voi hanno sonato la malintesa. A Livorno la malintesa è ...ma  no dai ve lo racconto un'altra volta sinnò viene troppo lungo 
bon ascolto

Zanza

domenica 24 settembre 2017

fatevi i gatti vostri n. 701 "si traducie anca"

A gentile richiesta di Patty rispondiamo con la rapidità della "lucie"
e alleghiamo anche la traduzione fatta direttamente dal Gato Dogie Serenissimo e riveduta e corretta da Esserino Gatto è bella lunga ma è bella. c'è stato un tempo in cui Bob Dylan toccava gli animi! Ora i tempi stanno cambiando ancora ma temiamo in peggio, per quello dante dice che cambiano i tempi ma lui no.
salutoni da Zanza, Dani e mici



Come gather 'round people
Wherever you roam
And admit that the waters
Around you have grown
And accept it that soon
You'll be drenched to the bone.
If your time to you
Is worth savin'
Then you better start swimmin'
Or you'll sink like a stone
For the times they are a-changin'.

Come writers and critics
Who prophesize with your pen
And keep your eyes wide
The chance won't come again
And don't speak too soon
For the wheel's still in spin
And there's no tellin' who
That it's namin'.
For the loser now
Will be later to win
For the times they are a-changin'.

Come senators, congressmen
Please heed the call
Don't stand in the doorway
Don't block up the hall
For he that gets hurt
Will be he who has stalled
There's a battle outside
And it is ragin'.
It'll soon shake your windows
And rattle your walls
For the times they are a-changin'.

Come mothers and fathers
Throughout the land
And don't criticize
What you can't understand
Your sons and your daughters
Are beyond your command
Your old road is
Rapidly agin'.
Please get out of the new one
If you can't lend your hand
For the times they are a-changin'.

The line it is drawn
The curse it is cast
The slow one now
Will later be fast
As the present now
Will later be past
The order is
Rapidly fadin'.
And the first one now
Will later be last
For the times ey are a-changin'.
Venite intorno gente 
dovunque voi siate 
ed ammettete che le acque 
attorno a voi stanno crescendo 
ed accettate che presto 
sarete inzuppati fino all'osso. 
E se il tempo per voi 
rappresenta qualcosa 
fareste meglio ad incominciare a nuotare 
o affonderete come pietre 
perché i tempi stanno cambiando. 

Venite scrittori e critici
che profetizzate con le vostre penne
e tenete gli occhi ben aperti
l'occasione non tornerà
e non parlate troppo presto
perché la ruota sta ancora girando
e non c'è nessuno che può dire
chi sarà scelto.
Perché il perdente di adesso
sarà il vincitore di domani
perché i tempi stanno cambiando.
Venite senatori, membri del congresso
per rispondete alla chiamata
e non rimanete sulla porta, 
non bloccate l'atrio
perché quello che si ferirà 
sarà colui che ha cercato di impedire l'entrata
c'è una battaglia fuori
e sta infuriando.
Presto scuoterà le vostre finestre
e farà tremare i vostri muri
perché i tempi stanno cambiando.

Venite madri e padri
da ogni parte del paese
e non criticate
quello che non potete capire
i vostri figli e le vostre figlie
sono al dì la dei vostri comandi
la vostra vecchia strada
sta rapidamente finendo.
Per favore andate via dalla nuova
se non potete dare una mano
perché i tempi stanno cambiando.

La linea è tracciata
La maledizione è lanciata 
Il più lento adesso
Sarà il più veloce poi 
Ed il presente adesso
Sarà il passato poi
L'ordine sta rapidamente
scomparendo.
Ed il primo ora
Sarà l'ultimo poi
Perché i tempi stanno cambiando.
 


sabato 23 settembre 2017

fatevi i gatti vostri n.701 " ci si prova anche noi"

Insomma va bene che i due fanno parte della band storica del bar nado, va bene che Dani è cresciuta al sono dell' armonica di Dante e io dela chitarra di Dino ma s'aveva voglia di partecipare un poinino anche noi. Dani canta bene, io mi difendo e allora ni s'è chiesto di fa un pezzo in quattro, anzi l'ho chiesto io e Dani m'è toccato convincela, Siccome non ci riesce di andare perfettamente a tempo quando i ritmi sono indiavolati Dante ha deciso per una lagna dilaniana (leggi di Dylan Bob) e Dino ha sistemato una chitarra e un mandolino (quello di Dante ) a mo di quatro venezoelano che è una sorta di ukulele. il pezzo è famosissimo  ma a Dante piace specialmente  perché gli evoca una delle frasi che ama di più  ripresa pari pari da quanto Billy the kid rispose a Pat Garrett nel famosissimo western di sam Pekinpah. Speriamo d'esse riescite a fa na osina carina.
La dizione di Dani è perfetta la mia sbava leggermente ma spero un si senta troppo.
Balena ha gnaulato in segno di approvazione e moveva la coda a tempo.
Abbraccio serale in attesa della svizzera che dovrebbe arrivare in macchina verso mezzanotte e bisognerà andalla aprendere per fagliela parcheggiare in terraferma perché nei canli le mercedes ci fanno una brutta figura.

Zanza e Dani



fatevi i gatti vostri n.700 " L'ora di Lugano valzer con Dino e Dante"

Al ora noi antri gati si speravimo che sendo istato Raggi (scrito groso senò la sindachesa si incassa) dicievo sendo istato Raggi unto l' umero sete ciento speravimonoi antri gati osia gato serino e cuesto inscrivente Sinior Gato Dogie Serenisimo Balena, speravimo tonno arri petere che ciera una donassione limentare che ci spetava pssendo esa cumzistere in tono senplicie, tono con pina giala o diritura il pre ferimento di noi medesimi osi il tono con sorcio. Anterntivamente si poleva maniare anche takino o anche majale sendo noi gati adoranti il Gato eternisimo e no cuel musonero diallà ne cuela barba caprina di acquà.

dito leto e sotoinscrito da 
gato serino 
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Gato Dogie Serenisimo Balena 

cuesto die duesimoventi di setenbre de lano di grassia cincuemiladiciasete che si conta dala concuista dei prati dell'andilà da prte del Sinior Gato Eternisimo Omniputentisimo che vivisce e rennia nei seculi dei seculi osia pero onnia se cula se culorum.

Questo ho ottenuto dopo cinque giorni di amorevolissime cure prestate alla mia amichissima Dani. Parrà poco ma aver dato voce (e che vocie...) al Gato Serenisimo che se ne sbatte di allà e di acquà, non mi par cosa da poco. Siamo uscite e abbiamo anche riso ma quello della Dani è riso scotto, di quello che sa di appiccicato, come dice la mi mamma, e credo ci voglia un po' di bava di lumacone per cauterizzare una ferita che pare non si voglia risargire in tempi brevi. 
A Venezia il tempo è stato bello. Holly ci ha portato in barca ed ha lasciato Dante e Dino a casa a sbevacchiare e suonare perché mentre io son guarita alla svelta dalla bronchitella liviornese, Dante pare peggiorare e la sua tosse fa ballare il muro di casa. Dino passa dal divano letto al divano ovvero la notte ci dorme sopra dopo che glielo ho aperto e di giorno fa lo stesso dopo che glielo ho chiuso. Il bagno spero che lo faccia da sé anche se ha due piedi neri che la mi mamma si metterebbe le mani ne capelli e lo butterebbe fori di camera solo a vedello. Dante è assai lieto di questo particolare perché racconta che Holly tutte le sere, appena lui si gnuda e si prepara a infilassi nel letto accanto a lei ni bercia: " o indove vorresti veì te? un vorrai mia venì a letto con codesti piedi eh?" 
 Eh sì come se parlasse in livornese Holly! Vabbè perdonatemi la licenza glielo dirà in veneziano ma il succo è il medesimo. 
Come facciano poi loro omini  a nsudiciassi i piedi in quel modo ora che è stagione di scarpe e carzini unnè dato di sapello, del resto  anche Riccardo ir Tafanino, mio fratello, ha beccato spesso reprimende in questo senso da mamma Nara che gli bercia dietro : "o Riccardo brutto pezzo di merda accidenti ar' tegame di tumà che t'ha fatto che poi sarei io.... o indove ti credi d'andà co codesti piedi sudici?  Ho cambiato le lenzola ora ora, va via, levati da tre passi  (sottinteso dai c.   ma le signore non dovrebbero dirlo) sinnò ti c'annego io  nela vasca ti c'annego (da noi la ripetizione cantilenante del verbo a mo' di chiusa di frase pare conferire maggior enfasi alla stessa come in frasi del tipo: "l'avevo comprata nova l'avevo comprata"  dice Alvaro sgomento quando trova la cinquecento col paraurti a ciondoloni oppure "un mangi nulla un mangi"  (la mamma alla figliola che vole fare la modella).
 Stasera sul tardi arriva anche la svizzerotta che in segreto al telefono m'ha chiesto se pole dormire in camera con me e Dani perché se é vero che Dino lei lo vole portare lassù a curassi è anche vero che fino a che un s'è rimesso a modino un gliela fa vedé nemmeno dar buo dela serraturra e c'è da crederle perché è bona come ir pane ma di volontà ferrea come l'acciai tedeschi. Dante reso edotto in merito a tali intenzioni ha commentato: " dè tanto se pensa di fagli un dispetto a luilì.... si sgomentava digià all' idea di cavassi i carzoni e poi rimettiseli e poi rilevasseli luilì! E le mutande e carzini ndove li metti? Anche velli lì e levateli e mettiteli! E la canottiera e levatela e rimettitela ci doventerebbe matto co tutto sto lavorìo. Il  rimedio niene avevo trovato gli avevo detto 'fatti i pantaloni cor buco ner cavallo come facevano le puttane dela stazione a Livorno che pe fa prima facevano un buo ner mezzo ai collant e 'n un secondo erano bell' e pronte al servizio". Insomma ci ha fatto schiantare dale risate e anche Dani alla fine gli ha dato la via anche lei al ride  e mi faceva: "ma te la immagini Costanza coll' intimo di Victoria's Secretes o di Jole Novelli  cola pelle liscia tutta depilata al laser e Dino col robo  gli  penzola  dal buco dei pantaloni? E giù a ride come dele matte, tanto appena arriva  la Svizzera ni si racconta anche a lei! Comunque un po' di musica s'è fatta ed ecco come ai vecchi tempi il duo del Bar Nado che si esibisce in un valzerino doc. Tanto perché c'è aria di Svizzera si intitola " L'ora di Lugano" perché ai tempi de tempi, si parla forse di prima dell'anni 80 o giù di lì ale 5 in punto dar mi babbo al baretto che alloro era 2 metri per due e tutta veranda aperta (poi per fortuna si son fatti finestroni apribili d'estate ma che ti sarvano dall' inverno e dal libeccio) dicevo alòe 5 in punto arrivavano dante, Dino, Bob Rock, Barabba (in nostro Claudio da poco passato dal Gatto eterno) chi pigliava la chitarra chi l'armonica, e si faceva l'ora di Lugano (in realtà il titolo è addio Lugano Bella ma Dante sostiene, per me  a ragione, che fa caare e loro l'han sempre evocata così eccoli per Voi.  (hanno finito un litro di vino pe falla decente dé).



  


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domenica 17 settembre 2017

fatevi igatti vostri n.699 "tra zanzare ci si intende"

E così mi sono fatta coraggio e sono partita per   Venezia portando con me Dante e Dino. 

Il mi babbo ha bestemmiato un po' perché gli davo il cambio al barre e ora che comincia a invecchiare i turni lunghi lo affaticano ma che ci fa uno come lui a casa? Lui e la mi mamma sono sempre vissuti tra il banco e il retrobottega e troppa casa mi sa che gli farebbe male.  Potrebbe sembrare un'impresa di poco conto aver portato il Ciampi  ma non è stato affatto semplice.

 Dino era restio a qualunque tipo di azione, compreso il lavarsi e dante si è dovuto incazzare di brutto con l'amico fraterno fino alla micacci fisica del tipo: ti voi ammazzre allora t'ammazzo io a legnate!. La minaccia è stata seguita da uno schianto micidiale che Dante ha tirato sul tavolo di cucina dell' amico fraterno usando il maccheronaio (che è un mattarellone lungo quanto il tavolo e che sta infilato in un foro all' altezza delle gambe. Il tavolo che doveva risalire agli anni 50 ha spalancato le zampe ed è crollato con un fragore indicibile. Poi mi sono messa io tirarcli calci negli stinchi e alla fine gli ho fatto una borsa con un po' di panni e Dante l'ha caricato di peso in macchina. Non s'erano fatti ancora dieci chilometri che dormiva in una maniera quasi comatosa. 

Staremo una settimana a Venezia. Avrei voluto portare anche il Tafanino per rallegrare un po' la mia amica del cuore Dani  ma temevo di far peggio e allora proverò io a scuoterla dal torpore "alla Dino" che pare affliggere anche lei. Per fortuna il suo di torpore  è retto dal magone ma  non dall' alcole. 

Holly si è detta pronta a rifocillarci e a curare le bronchiti che io e Dante ci siamo beccati a sguazzare nel fango. A sentire Holly c'è una vera e propria invasione di zanzare e ha dovuto mettere le retine a tutte le finestre perché comunque i gatti hanno bisogno d'aria. Io non mi preoccupo troppo....tra zanzare ci si intende. 

Alla fine della settimana prossima, se il Ciampi non fa troppo ostruzionismo dovrebbe calare anche Costanza alla quale ho telefonato cercando di organizzare un piano per far disintossicare un po' Dino. Niente ricoveri per carità ma lei che ha i mezzi economici spero possa trovare qualche sostegno adeguato. 

Ho scritto questo post nell'area di servizio di Bologna. Non ce la facevo più a guidare e tossire e ora mi darà il cambio Dante tossendo e guidando. 

Dino si è svegliato un attimo ed ha bofonchiato malette tutte le zanzare anche quelle cole gambe. Si vede che un pezzettino di cervello ni funziona ancora.

Ciao a tutti un abbraccio da

Zanza

sabato 16 settembre 2017

fatevi i gatti vostri n. 698 "ci risiamo.....guasi tutti"

Siamo mancati a lungo e senza spiegazione e allora, visto che la buona volontà di buttar giù qualche post c'è, cerchiamo di riannodare le fila di un discorso interrottosi prima dell' estate. 
A scrivere sono io, Zanzara  la figliola di Ampelio e Nara sorella del Tafano . 
Anche se qualche mio intervento ha animato, negli anni, la paginetta dei nostri mici, i lettori più affezionati capiranno subito che qualche piccolo guaio in redazione deve esserci stato: 
Dani, che al ritorno dall' Australia aveva preso in mano col suo solito entusiasmo, la conduzione del blog ha avuto un brutto incidente. 
No non di macchina, un incidente sentimentale di quelli che ti demoliscono senza neppure farti un graffio. Non sono autorizzata a parlarne ma la mia carissima amica veneziana si sta ancora leccando le ferite.Spero solo che mi ascolti e che torni a far la scema insieme a me che morto un Papa se ne fa un altro o se del caso anche due!

 Holly ha dovuto affrontare una delle peggiori estati della sua vita lagunare. Temperature che sfioravano i 40 e unidità all' 80 per cento: O come si fa, mi domando, a stare in laguna, in barca in quelle condizioni? Eppure ha dovuto starci, i debitucci accumulati in inverno potevano trovare sollievo solo col lavoro estivo e Holly è una che non si tira davvero indietro.
 Dante, a malicuore, si era separato dalla sua metà e dai gatti a inizio giugno muovendo verso la Maremma toscana dove Il babbo e la zia avevano una casuccia a metà. Morti entrambi a breve distanza l' uno dall' altro, Dante si è ritrovato erede di un appartamento vetusto e fatisciente e di un fazzoletto di terra con una decina di ulivi. Se le due misere proprietà  fossero state almeno adiacenti, con una forte dose di ottimismo, la si sarebbe potuta considerare una piccola  fortuna ma distano diversi chilometri tra loro e mentre l' orto è abbastanza prossimo al reame di Ito (qui sta la grande consolazione di Dante) la casa è inglobata in un borgo medievale a mezza collina. Il nostro si è armato di arnesi e buona volontà e ai primi di giugno aveva risistemato il tetto. Al 10 le stanze erano imbiancate e Dante correva come un matto per incontrare Ito di primo mattino (sta benone) e poi alla casetta a far di tutto  per renderla abitabile o meglio affittabile ai turisti che calano a frotte in Luglio e Agosto.
Il 15 era da noi hanno suonato al bar con Dino e gli altri, pareva dess'ere tornati indietro di dieci anni.
Il 16 è morto Barabba. Aveva 61 anni ed era cresciuto insieme a Dino e Dante. Ottimo musicista,bravo scrittore, poeta e valente armonicista. Se ne è sempre parlato poco nel blog perché faceva vita piuttosto ritirata e al barre veniva solo se c'erano Dante e Dino insieme. Il nome gli era stato affibbiato da Don Luigi allo spuntare dei primi peli sul mento che non aveva più tagliato. Al secolo si chiamava Claudio ma credo che così lo avesse chiamato solo la su' mamma.
Per Dante e Dino è stato un colpo micidiale. Dino è stato tra quelli che lo hanno trovato schiantato dall' infarto dopo aver buttato giù la porta perche non rispondeva nè dalla finestra com faceva di solito, né al telefono. Mentre lo calavano nella fossa Dante gli ha suonato l'armonica ma Dino ha ha provato un accordo poi  gli è cascata la chitarra di mano e se ne è andato via. Da allora non è più lui. Né io, né Dante, né la svizzerotta, ormai dal nick Costanza, che gli vole un gran bene siamo riusciti a scuoterlo. Sta zitto e beve e siccome non vuole che gli rompano i coglioni colle prediche non viene più nemmeno al barre da noi. Riccardo, il mi fratello, lo vede spesso alla stazione col bicchiere in mano o in altri barre di passaggio dove non era mai entrato in vita sua. Non credo possa campare a lungo se fa così ma sembra che sia quello che vuole. Dante ha reagito, incupendosi, anche lui e dicendo troppo spesso: meno male che io c'ho i fucili del mi babbo perché quando moio lo voglio decide io e no la sorte e di strascinammi un n'ho punta voglia. Discorsi che mi fanno rabbrividire ma conosco troppo bene Dante e conosco il sentimento profondo che lo lega  che vuole a Holly ai nipoti, ai gatti e a tutti noi e chi ha dentro affetti così forti ama anche la vita.
Comunque qualche turista a casa  gli è arrivato e coi due mesi di lavoro, in cui ha fatto il gestore, talvolta il cuoco e spesso l'organizzatore di gite in barca, è riuscito a recuperare le spese del restauro, l'imu e la tasi. Si preparava a tornare in laguna ed è passato a Livorno, preciso preciso  pe trovacci l'alluvione. Noi al barre  non abbiamo avuto il minimo danno ma una mano a chi era sott'acqua  s'è data e almeno io, Dante e il mi fratello ora  ci s'ha anche un discreto prencipio di bronchite

Un abbraccio a tutti quelli che ci hanno aspettato.
Finché Dani non si ripiglia scrivo io

Angela  al secolo Zanzara

giovedì 14 settembre 2017

fatevi i gatti vostri 697: PORA LIVORNO 'n mano a ste merde




Che il Gatto Eterno li maledica ne secoli de secoli, che stiantino quell' ebete di sindaco che ha idee poche e confuse e quel baronetto di merda che di rosso  ha solo 'r cognome.

 Nogarin prima ancora di preoccupassi di quanti morti c'erano ha detto : io un so' stato 
come Pierino alla maestra che chiedeva chi aveva scoperto lamerica. 
Giusto pe scaricà il barile sugli altri. ha denunciato la tardiva e incolore  allerta lanciata dalla protezione civile, che ha etichettato  la tempesta solo con un allarme arancione. Certo era arancione tutta l' italia e Nogarin non ha la palla di cristallo per sapere che il su arancione si sarebbe tinto  di merda, ma la gravità della situazione era chiara sin da sabato mattina e altre città, Pisa per esempio, si erano attrezzate per tempo, mentre lui non si sarebbe nemmeno peritato di mandare sms di allarme come avrebbe dovuto. Se c'è una responsabilità fisica in quello che è successo lo stabiliranno i giudici e gli organi competenti. 
L'unica certezza è che l'incompetenza al potere e l'idea che la politica migliore la possano fare i cittadini, gli inesperti, quelli che non sanno nulla di come funziona una macchina amministrativa, finora hanno fatto disastri.

Monsignor Giusti si chiede: "Chi doveva avvertire la gente? Sono state fatte le delibere per cambiare i protocolli?". La replica seccata di Nogarin: "Il vescovo faccia il vescovo e non si occupi di cose che non sono di sua competenza"

Ora che la gente di Grillo un capisce una sega e che un so' boni nemmeno a fa l' O cor culo si sapeva da tempo e io da questo rincoglionito a dire il vero un mi so mai aspettato nulla.

Ma te novello  Granduca di Toscana  che ora pontifichi sull' operato de sindachi un lo sapevi che un sanno fa un cazzo e allora se si dovevano adoperà perché con metà del tempo che spendi ora a pontificà un hai arzato ir telefano e gnai chiesto: Oh palle 'ome ti sei organizzato pe ogni evenienza. Invece dormano e poi si rimbarzano le corpe mentre la gente piange i propri cari e tutto quello che è stato perso.

Mi domando io perché dala sera prima il barre di Ampelio che non è in zona a rischio  era mezzo smantellato e ci mancava poino che portasse n casa anche r banco e la macchina der caffè. Laa gente del barre lo piglia pel culo e ni diceva un vorrai mica che straripi r' fosso reale ma lui continuava a dire meglio avé paura che buscanne io quer che posso lo levo.

A ampelio niè andata bene percchè il barre  non è nele zone a rischio e in più è in pratica un angolo di casa chiuso che se lo colpisce l'acqua entra e riesce.
.

Questo infine  il giudizio tecnico di gente che ne capiva quarcosa:
Se c’è una cosa che  ha insegnato il tempo e l’esperienza fatta in questo settore è che fenomeni quantomeno confrontabili, hanno dato luogo a scenari di evento profondamente diversi e distanti tra di loro, ciò a riprova che innumerevoli sono le variabili che compongono un’emergenza e che ciò che conta in questi frangenti sono le ‘sfumature’, dettagli che il sistema di protezione civile deve saper cogliere e possibilmente anticipare con la logica della migliore flessibilità possibile”. Imprevisto, imprevedibile, variabili, sfumature, flessibilità.

Resta da capire se questo sistema flessibile è stato applicato anche nella cascata d’acqua che tre notti fa ha sconvolto Livorno.Ilfatto.it ha chiesto al sindaco Filippo Nogarin se la Protezione Civile di Livorno poteva, sì, superare l’allerta arancione (non massimo, anche se elevato) diramato dalla Regione Toscana e decidere in autonomia di mettere in campo un’organizzazione per evacuare le persone in zone a rischio. Il sindaco ha risposto di non avere strumenti per valutare una situazione di pericolo crescente causata dai corsi d’acqua.
Esistono però varidocumenti per irischi eventualianche perché il 9 per cento del territoriodi Livorno è a elevata pericolosità idraulica. Il Manuale contenuto nel piano di protezione civile – elaborato a fine 2015 – mette nelle aree a rischio idraulico anche quelle ai lati del Rio Maggiore e Rio Ardenza.

 Le strade, innanzitutto. Tra quelle caratterizzate da “criticità dovute adesondazioni e tracimazioni” ci sono tutte quelle intorno a viale Nazario Sauro e vicine allo stadio, compresa viaRodocanacchi, dove vivevano Roberto, Simone e Filippo Ramacciotti e Glenda Garzelli. Lo stesso vale per le strade diCollinaia ai lati dell’Ardenza e dei suoi affluenti, comprese via Sant’Alò, via Garzelli e via delle Fontanelle, dove abitavano le altre 4 vittime del disastro (Martina Bechini, Roberto Vestuti, Raimondo Frattali, Gianfranco Tampucci). Ma il piano va nel dettaglio fino a prevedere una tabella con il numero di abitanti nelle aree a rischio idraulico “elevato” o “molto elevato”. Lungo ilrio Maggiore, per esempio, sono 3936 divise in 311 abitazioni: 3927 in zone a pericolosità idraulica elevata e altri 9 in zone a pericolosità idraulica molto elevata. Lungo il rio Ardenza, invece le persone che abitano in zone altamente sensibili sono 543 divise in 100 residenze esposte al rischio: 417 vivono in zone a rischio elevato, altre 126 a rischio “molto elevato”. Di tutte queste persone il Comune ha un’anagrafe, numeri di telefono, fissi e cellulari. Ma l’altra notte non è partito nessun avvertimento. “Lo abbiamo fatto – ha detto Nogarin – con l’applicazione”, cioè la app che un cittadino deve scaricare volontariamente dagli store per smartphone e che parla a tutti i cittadini e non ad alcune zone mirate. Bisognerebbe infilaglielo nel culo lo smarfone a sto cervello fritto.

Esistono però varidocumenti per irischi eventualianche perché il 9 per cento del territoriodi Livorno è a elevata pericolosità idraulica. Il Manuale contenuto nel piano di protezione civile – elaborato a fine 2015 – mette nelle aree a rischio idraulico anche quelle ai lati del Rio Maggiore e Rio Ardenza.

 Le strade, innanzitutto. Tra quelle caratterizzate da “criticità dovute adesondazioni e tracimazioni” ci sono tutte quelle intorno a viale Nazario Sauro e vicine allo stadio, compresa viaRodocanacchi, dove vivevano Roberto, Simone e Filippo Ramacciotti e Glenda Garzelli. Lo stesso vale per le strade di Collinaia ai lati dell’Ardenza e dei suoi affluenti, comprese via Sant’Alò, via Garzelli e via delle Fontanelle, dove abitavano le altre 4 vittime del disastro (Martina Bechini, Roberto Vestuti, Raimondo Frattali, Gianfranco Tampucci). Ma il piano va nel dettaglio fino a prevedere una tabella con il numero di abitanti nelle aree a rischio idraulico “elevato” o “molto elevato”. Lungo ilrio Maggiore, per esempio, sono 3936 divise in 311 abitazioni: 3927 in zone a pericolosità idraulica elevata e altri 9 in zone a pericolosità idraulica molto elevata. Lungo il rio Ardenza, invece le persone che abitano in zone altamente sensibili sono 543 divise in 100 residenze esposte al rischio: 417 vivono in zone a rischio elevato, altre 126 a rischio “molto elevato”. Di tutte queste persone il Comune ha un’anagrafe, numeri di telefono, fissi e cellulari. Ma l’altra notte non è partito nessun avvertimento. “Lo abbiamo fatto – ha detto Nogarin – con l’applicazione”, cioè la app che un cittadino deve scaricare volontariamente dagli store per smartphone e che parla a tutti i cittadini e non ad alcune zone mirate.

Bisognerebbe infilaglielo nel culo lo smarfone a sto cervello fritto.