venerdì 14 aprile 2017

fatevi i gatti vostri n.677 "torno a casa lessa"

E finalmente e' tornata la nipote stralessata da un volo extralonge e demolita dalle attese in aeroporto che mettono anche un po' di paura, dati i tempi. Sono proprio io, non ci sentivamo dal periodo natalizio e, credetemi ho affrontato un tour de force durissimo per sbolognare in 3 mesi un pezzetto di vita australiana. Molti mi riterranno matta, lasciare un lavoro buono e sicuro all' 85% per un niente quasi certo. Lo so ma il prezzo era cancellare troppe cose che formano la mia persona. Rivedere la famiglia due volte l'anno non era cosa per me. Ho lasciato qualche gancio (ho pur sempre pescatori in famiglia) per eventuali traduzioni, invvii di articoli di giornale e foto dall' Italia. Ho preso contatto con varie agenzie di viaggi  istituzionali e on line agencies al fine di far viaggiare i turisti australiani verso la Serenissima  e viceversa. Insomma se usciranno "do schei" bene! Altrimenti laverò i piatti o mi metterò a dipingere nelle calli facendo l'artista di strada. Insomma sono talmente contenta che non sento neppure il jet lag. Ho dormito tutta la mattina ma adesso, dopo aver letteralmente mangiato di baci i gatti, sono pronta per tornare in aeroporto a prendere Bobby che arriva nel tardo pomeriggio. 
Nel frattempo il cuore è corso al blog. 
Un solo post povero bloguccio nostro! Di materiale ce ne sarebbe stato, ché la zia ha sfornato di tutto e di più ed ha fatto miracoli con uncinetti e ferri circolari. 
Lo zio ha fatto alcune foto bellissime e ha scritto raccontini e poesie. Chissà poi perché sia tanto infingardo nel pubblicarle? Forse invecchiando è diventato più orso ma per me è sempre lo zio più incredibile del mondo. La zia merita tutto il mio trasporto e non finivo più di abbracciarla e sbaciucchiarla. Sembrerà strano che io e forse anche Bobby parliamo sempre degli zii e quasi mai dei nostri genitori. Vogliamo un gran bene anche a loro ma hanno ognuno la propria indaffaratissima vita e noi siamo cresciuti qui. Eravamo ancora alle superiori quando arrivarono Esserino e Balena, alle elementari io e alle medie Bobby quando arrivò lo Zio con la bici dell' arrotino e quintali di arnesi senza i quali non si sarebbe potuto muovere da Livorno. Spero che presto riprendano i contatti coi nostri amici del Bar Nado. So che Dino ha passato un discreto inverno facendo l'altalena tra Livorno e la Svizzera. Si vede che dopo tanti anni Costanza ha scavato una breccia nel cuore del buon Ciampi anche se zio Dante sostiene che se Dino avesse trovato a Livorno una "topa" dal sapore  di cioccolata non si sarebbe mai mosso dal Bar Nado. A proposito del Bar, ancora resiste nella sua assurda ma pittoresca location e resistono Nara Ampelio e i tre figli. A Zanzara ho già telefonato. Spero di farci presto un salto. Ormai sono anni che non vado a Livorno. Certo non sentire la bella voce di don Luigi e la stretta di mano di nonno Uliano non sarà facile....
Tra i vari fogli che zio Dante ha lasciati ammontinati (come dice lui)  sulla  macchina da scrivere, ne ho trovato uno con scritto:

Pel mi babbo (ha il cuore tenero l'orso)

La  posto volentieri in ricordo del mitico nonno Ulianoe  di Don Luigi che gli voleva far credere al Paradiso a costo di tirare anche lui du' moccoli.

Un grandissimo abbraccio a Tutti. Per gli auguri di Pasqua c'è tempo
Dani





Pel mi Babbo

Se vado  'n dietro 'olla fantasia
e sfoglio ir mi registro de' ricordi
rivedo me che faccio 'ome i sordi
e sbuffo pe' la tu' pignoleria

Sta attento! Occhio a quer palo che ci sbatti
ascorta l'esperienze dela gente
perché se tutto  solo, t'arrabatti
il resultato sarà poco o niente

Parole sante che ho riponderato
tant'anni dopo, colle mi vedute
ma anche coll'inciampi e le  cadute
che troppo spesso m'hanno  rintronato

Mi manca non so più se 'r tu occhiolino
in occasione d'una mia vittoria
o la smorfia severa e 'r sermoncino
pe'  qualche folle notte di  baldoria

Mi manchi ma mi spunta un gran sorriso
se  ti vedo pell' aria incaminato
e penso   con che cura avrai contato
quanti passi distava 'r Paradiso




sabato 1 aprile 2017

fatevi i gatti vostri n. 676 "scimmiottando Trilussa"

Intanto la notizia del giorno: A Pasqua tornano i nipoti e Dani  definitivamente. Sono stato rimproverato aspramente dalla nipote per aver lasciato languire il blog da mesi. In pratica da quando è partita lei. E' vero, mi scuso coi pochi amici rimasti che magari ci leggono volentieri e ci incoraggiano. Col ritorno di Dani credo che il blog possa recuperare  una certa regolarità di pubblicazioni.

Un abbraccio Dante

Oggi guardavo Balena sul divano e mi sono voluto provare a scimmiottare, non so con quale esito, quei pezzi di Trilussa in cui le bestie fanno riflettere gli umani. Se gli amici romani vorranno correggere le imperfezioni dovute ad un maneggìo piuttosto rozzo del romenesco, gliene sarò grato

si intitola

er gatto e 'r cane
============
Er Gatto
Er gatto, amico mio, s'è organizzato,
fin dai primordi dela razza sua.
in modo che lui penza da scacchista
e se ne frega de li cazzi tua.

Arotola la coda 
te se  struscia
te fa capì che lui 

pe te è 'n amico
ma in fonno in fonno,  
lo sai che te dico?
Cascasse er monno
venisse la guera
e scomparisse
l'omo sotto tera,
lui, quanno che se sente 

er ventre tonno
de robba bona
che jai rifilato,
se sdraia sur divano
pija sonno
e  si lo sveji

"va morì ammazzato!"

Er cane


Er Cane
fin dar giorno che l'allatti
diventa l'ombra tua
robba da matti

nun poi manco piscià che ce l'hai appresso
t'aspetta tutto er giorno come un fesso
e quer bastone,
co cui l'hai menato,
quanno che glielo tiri
l'ariporta
sempre de corsa,
senza pijà fiato.
Si poi er padrone more
er cane piagne
nun se ne fa raggione
e ar cimitero
è facile trovallo

pe' davero
a piagne  

sula tomba der padrone

ar gatto tutta sta sdorcineria

je sta sur cazzo
nu la pole vede
speciarmente
perché l'omo è 'no stronzo
e solo er cane

nun ce vole crede

sabato 21 gennaio 2017

fatevi i gatti vostri n.675 "la paura fa 130"

"O non faceva novanta la paura?" Penseranno subito i nostri lettori.
No per noi  fa 130!!!
Euri...130!! Questo è stato l'onorario in notturna della clinica veterinaria dove ieri sera abbiamo portato di corsa il Rotolo. Non ho termini di paragone e potrebbe essere una cifra onestissima alla latitudine di gente normale ma per noi è una enormità che ci mette in ginocchioni per almeno 2 settimane.
S'era andati a fare un po' di spesa colla Barca, io e Holly, soli, perché Dani è ripartita per l'Australia 3 giorni fa. Aveva un biglietto con date aperte ma, fosse stato per la voglia che aveva lei, lo avrebbe fatto scadere. Così alla fine la su zia, che è testa ragionevole e motivante  con tutti, fòri che colo scrivente, l'ha convinta a rientrare e a tirare su un po di soldi perché tornare a Venezia senza una lira non è da furbi. Nel frattempo, poi, è bene  darsi da fare per lasciare la casa e vendere nei mercatini australiani la valanga di roba che ha comprato in poco più di un anno.
 Dicevo che, insomma, s'era andati a far spese in barca. Chi ci segue da sempre ormai avrà acquisito il fatto che a Venezia se devi fare acquisti piccoli basta un carrellino a due ruote da trascinarsi su per ponri e scalette ma se pensi di superare i 50 chili di peso la faccenda doventa un casino.
Bastano  un paio di confezioni da 6 d'acqua minerale da du litri, aggiunte alla spesa per una settimana, per fare di un trasporto normale una cosa ardua. Anche in barca, poi, non è semplice perché non ci sono ormeggi davanti alla Coop che affaccia proprio nel Bacino Santa Chiara, al principio del Canal Grande, nè ce ne sono negli altri supermercati e discounts presenti in città. L'ormeggio "a la romana" ovvero in doppia fila, è severamente punito con contravvenzioni che superano l'importo della spesa e così l'unico modo è andare in due, ormeggiarsi alla meglio anche ad altre barche o a una ringhiera, un pilone, un anello (tutte cose sanzionabili) con uno dei due che resta in barca per spostarla se se ne presenta la necessità e l'urgenza o se arrivano le guardie che per fortuna arrivano in barca e, ad occhio attento non sfuggono da quando sono a 500 metri. Partendo s'erano lasciati i gatti allegri e beati. Si facevano compagnia sul divano e poco prima, sia Esserino che Balena, avevano saltato e ruzzato con noi come due gattini di pochi mesi invece che due felinoni maturi di guasi undicianni. Al ritorno s'era  portato tutto il ben di Dio,  comprato,  fin nella nostra soffitta. Alla finestra di questo miracoloso ma elevato magazzino, per fortuna già da diverso tempo, ho potuto applicare una carrucola. Holly sta su alla finestra e mi manda giù una cesta capiente attaccata alla fune , io riempio la cesta, poi tiro la fune a due mani  e la roba arriva in cima alla casa baipassando le scale che sono talmente ritte da far soffiare non solo Balena e me ma anche Holly che ha fisico scattante e leggerissimo. Scesi in casa, m'ero attaccato al fiasco, per ripigliarmi da tutto quello stress, quando Holly mi chiama in camera e mi fa : "Dante secondo te Balena sta male?". Lo guardo, era sonnolento e coll' occhi  poco vigili. Lo tocco, era diccio marmato. Provo ad alzallo, ma  e mi si ributtava giù.  A palpallo ovunque  non miagolava, però. "Cascare un è cascato" ni fo a Holly " ma mi piace poco". Ho preso un fonendoscopio, che fa da corredo ala macchina che mi ci mesuro la pressione e gli ho ascoltato il cuore. Poi siccome di veterinaria un so guasi nulla,  pe avé un metro di comparazione ho ascoltato quello di Esserino. Contando i battiti al minuto di tutti e due mi dava  170 per Balena 182 per Esserino. Non mi pareva ci fosse in ballo roba di cuore. "Avrà mangiato male?" si pensava e allora  "Andiamo a vedè se ha rigettato da qualche parte" niente. "Avrà il mal di corpo?" "Andiamo a vedè se ha ca'ato normale". Nela sabbia c'era dela diarrea. "O di chi sarà dell' uno o dell' altro?". "E allora guardiamogli il buco del culo a tutti e due ". Balena era tutto merdoso, cosa strana per lui che ha sempre un culettino rosa come un bimbo. "Aspettiamo a vede se si ripiglia un pochino?!". Intanto si mangia ma nessuno dei due ne ha gran voglia. Holly intanto aveva digià l'occhi lacrimosi. Allora ni fo: "chiamiamo r vetrinario... se lo pole venì a vedè". Il nostro veterinario era oberato da cani, gatti, uccelli, padroni  e padrone di cani, di gatti e d'uccelli  e alla descrizione de fatti  ci consiglia di portallo alla clinica veterinaria aperta 24 ore su 24. 
Che volevi fa? Si mette Balena nella gabbiona si sarta in barca, si copre la gabbia cor una coperta e una cerata e cor una volata meglio di velle che fanno i tassì quandop so pieni di giapponesi e corrano pe un perde il se'ondo carico, si arriva proprio davanti all' h24, che da casa nostra son 10 minuti di barca. Sono stati gentilissimi, il gatto aveva cuore bono, polmoni col rantolo ma q ce li ha fin da piccolo, zuccheri a posto, vaccini fatti. Per fagli l'analisi del sangue l'hanno rasato nella gola e glielo hanno preso di lì, perchè a una bestia di quel genere è difficile trovagli le vene tra i muscoli e il grasso d'una zampa che, senza esagerare, pare un braccio di Holly. 
Insomma pericoli in atto non ce n'erano. Ci hanno proposto di lasciallo lì pe la notte ma Holly non ne ha voluto sapere: o tenevano anche lei o niente. 
Un po' bestia è la mi moglie (sennò un l'avrei pigliata) ma non abbastanza pe ricoveralla col gatto e, del resto, umani al seguito non sono consentiti nelle notti. Così s'è riportato a casa, felici almeno di sapere che di certo un motivo pe' tanta moscezza c'era ma che rischi vitali un si vedevano. L'abbiamo messo a letto con noi e Esserino. Holly, sfatta dalla notte precedente, che aveva passato a pesca ha dormito con Esserino sotto le coperte, io con Balena appoggiato alle gambe. Alle 3 ho sentito un tonfo e mi sono alzato ritto sul letto. Balena era in terra, davanti alla ciotola dei crocchi vuota e la guardava con uno sguardo intenso e malinconico. L' ho rifornita  e lui, piano piano, l'ha vuotata poi ha ruttato ha scoreggiato un gas venefico, che pareva d'esse in Vietnam al tempo de berretti verdi ed risaltato sul letto, da solo. Alle 4 ronfava a pancia all'aria, alle 6 ha svegliato Holly perché aveva fame. Poi ha preso Esserino ancora dormiente tra le zampe e lo cullava, lo sguardo era quello di sempre
 e allora gli ho detto in un orecchio "cazzo Balena c'è costato una settimana di lavoro di tutti e due sto scherzo! Lo sai che c'entravano oltre cento scatole di tonno col sorcio con que vaini lì?". Mi ha guardato con occhi stupiti ed increduli poi, nela lingua de mici ha gnaulato.... parecchie bestemmie.

Un abbraccio a  Tutti 
Dante 

n.d.r.
scusate ma io di solito scrivo cola macchina meccanica quindi, prestato al pc, faccio casini orrendi. Mancano virgole punti ecc. Scrivo come penso ,forsanche peggio, perchè per scrivere bevo e quando scrivo mi vien sete e ribevo ma voi che già date prova di amicizia e di indulgenza a perde tempo a leggemi...perdonatemi

perdonatemi....se ho il vino facile....sono un tipo amabile pur se bevo così..... D.D.D.

domenica 15 gennaio 2017

fatevi i gatti vostri n. 674 " l' eskimo di Dante"

E' arrivato or ora lo zio e sono andata a prenderlo io alla stazione con l'ombrello perché sta ricominciando a fioccare neve soffice e bianca. Venezia che non ha la possibilità di mezzi a motore per le strade conserva sempre un po' di più il manto nevoso e sulle barrche cosa che non si vede spesso qui, c'è neve accumulata.


Lo zio è arrivato imbacuccato nell' eskimo e sembrava un bambino da tanta era la gioia di averlo ritrovato.
Ha voluto persino raccontarmi i dettagli inerenti l'origine del suo giaccone, dettagli davvero singolari, che estendo ai nostri amici lettori. Ovviamente l'eskimo storico e di letteraria ispirazione resterà quello di Dino, nessuno vuole insidiare il prestigio di quel capo super vintage ma quello di Dante era gemello ed hanno una storia particolare diversa da tutti gli altri: La maggior parte degli eskimi venivano fabbricati a fine anni 60 e inizio 70  in Germania e il primo eskimo da 14enni che acquistarono Dante e Dino al mercatino di Livorno aveva anche una targhetta sulla manica con la bandiera tedesca ovviamente quando la videro Uliano e Don Luigi ex compagni partigiani proruppero all'unisono levate subito quel troiaio dalla manica senno vi si butta via anche r giaccone. Qualche anno dopo, quando i nostri si erano ormai strutturati fisicamente crescendo abbondantemente in larghezza e in altezza Dante, solo in altezza Dino, si rese necessario l'acquisto di un nuovo eskimo e qui intervenne un fatto a dir poco singolare. Rispetto agli eskimi di importazione tedesca,  una produzione speciale, commissionata dalla base americana di stanza tra  Livorno e Pisa, venne confezionata da una ditta di Montecatini Terme. Dovendo fare un numero limitato di campioni che dovevano preludere a una fornitura di massa, realizzarono circa 300 capi tutti destinati alla base e misero una cura particolare nella realizzazione. La lana del pellicciotto interno fu fatta arrivare  da Nuoro, le maniche interne erano di coperta militare i terminali dei polsini in lana verse, il modello, ovviamente restava quello classicissimo, l'unica differenza dall' eskimo tedesco era la targhetta interna che recava una bandiera a stelle e strisce. Probabilmente mancò all'eccellente ditta il la di qualche autorevole lobbista (che con gli americani è d'obbligo) ed esauriti i primi 300 capi gli ordini si fermarono. Nel contempo la fabbrica, speranzosa aveva cominciato la produzione sfornando altri 500 pezzi. Non trovando però una nuova commessa rimasero, come si dice in gergo, in pancia al magazzino che dopo circa 6 mesi tolse l'etichetta U.S. Army, mise accanto alla bandiera maericana la scritta Sport Man e riempì le bancarelle  di alcuni stockisti Livornesi con quell'eccellente materiale che fu acquistabile al prezzo basso anche allora di 10mila lire.

Per anni Dante e Dino si son vicendevolmente biasimati per non averne presi tre a testa ma considerato che Dino porta il suo da oltre 40 anni e che quello di Dante non più usato dal 99 quando  la sua mamma coorse dal Gatto Eterno dimenticando nella fretta  di comunicare al figlio dove aveva riposto l'eskimo. Don Luigi e nonno Uliano non ebbero granché da dire senza gli americani i mitra partigiani avrebbero falciato diversi tedeschi ma ce li saremmo tenuti in casa parecchio di più. Qualche compagno dell' epoca ebbe da ridire su quella bandiera imperialista ma Dante replico pronto: ma... secondo te... popo' di caata sciorta che un sei artro, il su eskimo Dylan indo l'ha comprato? n' Russia? L'avrà comprato vicino a casa sua no? E poi e ci so' americani bravi e teste di cazzo esattamente 'ome da noi presempio Dino è bravo e te se na testa di 'azzo". E qui possiamo concludere con  una istantanea dello zione felice e imbacuccato . Ho usato il filtro seppia seguendo alcune dritte di zanzara e mi piacciono molto le foto con questa patina di "antico".
La storia dell' antico non mi pare piaccia troppo allo zio che replica "sarebbe un giro di parole pe dammi der vecchio?"
"no zio, ho detto antico non vecchio" ma lo devo convincere poco perché mi fa:
"ascorta un po' danuccia ma atté l'autraliani t'anno fatto assaggià dell' uccelli sarvatici o de polli"
Immaginando dove possa andare a parare cerco di parare di terza come una brava schermitrice di Livorno e dico
"bè il pollo è un grosso uccello in fondo"
ma non ce la faccio con un vecchio maestro d'ironia
"sì è un grosso uccello ma svolazza svolazza e un s'arza mai....e se s'arza un pochino dopo du secondi ricasca giù"  .
Pericoloso mettersi a tenzone su argomenti carnascialeschi come questo.  
Dimenticavo la cosa più importante la visita ad Ito è stata fonte di gioia ulteriore in quanto il micione sta bene ed è bello grosso e ben nutrito dalla vicina che lo ha praticamente adottato lasciandogli l'uso del portico e della cantina nella quale gli ha anche allestito una caldissima cuccia.
 probabilmente l'entusiasmo è corroborato dalle notizie sui due porci appartenenti alla sua vasta produzione filiale
Pare però che anche la vita dei nostri migliori amici, così come la nostra sia soggetta a gioie e dispiaceri:
Purtroppo proprio mercoledì un pezzetto di storia animale si è chiusa, il cane Laki (in Toscana come si pronuncia così si scrive), epico e coraggioso opponente delle scorribande
  di Ito e company, si è  liberato del Parkinson che opprimeva le sue 16 primavere ha abbaiato a Ito o al nulla e poi è partito per i prati del Cane d'Iddio ( la lectio è mutuata dallo zio Dante, che mi assicura essere detta associazione di lemmi equiparabile a bestemmia grave solo in determinati contesti) dove avrà sicuramente un posto d'onore. Il cane Laki apparteneva proprio alla vicina che nutre Ito.La stessa ha riferito allo zio che  il micione ogni mattina esce dalla cantina con fare circospetto valuta la presenza o meno dell' antico rivale e poi con fare sconsolato ne va ad occupare la vecchia poltrona sfondata, quasi in una forma di rassegnata accettazione di quell' ineluttabile fato che ci accumuna tutti.

Quanto a me: L' Australia mi aspetta, dovrei riprendere lavoro per questo Lunedì. Quindi urge  partire ma proprio non ce la faccio. Così, molto italianamente, ho mandato ai miei datori di lavoro un certificato di malattia, chiedendo però di non retribuirmela (In Australia si può).

Bacioni a Tutti
Dani

giovedì 12 gennaio 2017

fatevi i gatti vostri n. 673 "beati e gelati"

Ecco subito le notizie richieste dalla nostra cara Elenamaria.
A proposito carissima amica: "se ci mandi una tua email indirizzando a esserinoebalena@email.it  ci farebbe tanto piacere, soprattutto per evitare il rischio di perderci o per mandarTi qualche audio file difficile da postare per le dimensioni". Purtroppo il vecchio archivio, che avevamo salvato con fatica e che conteneva molti indirizzi è stato distrutto, in mia assenza, dagli impropri smanettamenti  di zio Dante che resterà dannato alla sua macchina per scrivere, e sarà  un bene per tutti.

Torniamo alle notizie:

Bobby è partito domenica 8, per Oxford. Non credo si possa prevedere un suo ritorno a breve in Italia anche se la storia della brexit lo ha fatto un po' inquietare. Lo avremo sempre, però in occasione di ogni vacanza.
Io ho deciso di abbanonare la via australiana. La vita di là mi ha dato molto dal punto di vista salutistico e del relax ma nella valutazione attuale la avverto  così piatta che non ce la faccio proprio a pensarmi lì per sempre. Non è una posizione  critica, gli australiani ci sguazzano in quel calmo brodo stanno bene sono ben organizzati, inoltr  sono brava gente e anche assai disponibili (almeno per la mia esperienza personale). In più di un anno però non ho fatto altro che pensare a casa mia, a Venezia, ai canali agli zii ai gatti. Moti del cuore non ne ho avuti, anzi, lo stile informal  british degli australiani a prodotto su di me  un effetto sedativo a tutte le latitudini. Bei ragazzi ne ho adocchiati ma a parte qualche valutazione prettamente estetica, alla quale mi sono lasciata andare in momenti di buio pesto debbo riconoscere che.... non mi muovono proprio altro. Così ritorno a Venezia almeno come base per ogni mio futuro viaggio.  Non sarà, tuttavia, una cosetta da nulla. Ho speso tutto quello che ho guadagnato per arredarmi una casetta là e devo far cassa. Poi dovrò vendere tutto quello che non posso trasportare e insomma c'è da fare. Oltretutto troverò condizioni invidiabili, casa coccola, lavoro e stipendio. Arriverò poi con un clima estivo mentre qui lascio un inverno reggelante. Ssono in casa con tre maglioni due felpe pantalone e due paia di calzettoni. I gatti si stringono alla borsa dell' acqua calda che non manca mai sul letto. La zia che era in montagna nel bellunese  ha detto che si stava meglio che qua. E' tornata ieri con la nonna ed ha ripreso a far maglioni  e a cucinare visto che lavoretti, a voucher o al nero, non se ne vedono, al momento.
La costante Costanza è riuscita a sedurre ancora una volta Dino. Sarà, credo, la trentesima volta in trent'anni. Così Dino involto nell'eskimo si è lasciato trascinare in Svizzera dove lei insiste per fargli curare un fegato ormai quasi  alla cirrosi. Ha mezzi e conoscenze Costanza  e, anche se Dino ha solo acconsentito a farsi dare un occhiata noi tutti speriamo in bene. La sera della befana invece sono partiti il Tafanino, la sua Valentina tatuina, Zanzara e zio Dante. Dato che Riccardino aveva la macchina del bar (una vecchia station wagon con 500'000 km che Ampelio chiama "la ciuca") hanno aggregato Dante che, a Livorno, oltre a rimpiazzare Dino al Bar Nado, ha dovuto sgomberare la cantina della casa dove viveva in affitto il nonno Uliano. Era da più di un anno che i proprietari gli facevano delicate ma reiterate pressioni per portar via tutta la roba di una vita ammassata là dentro. Dante già memore di quanto gli fosse costato a livello emotivo  sgomberare l'appartamento da tutta la roba del padre, rimandava ma alla fine ha dovuto decidersi. 
Un premio però gliene è derivato. In una cassa di legno, sepolta sotto altri mobili, ha trovato un sacco da abiti e quando lo ha intravisto per poco non si è sentito male, pulito piegato e imballato c'era l'eskimo gemello di quello di Dino che Dante riteneva ormai   irrimediabilmente perduto nei suoi molti traslochi. La zia lo ha consigliato vivamente di darlo al fraterno amico come ricambio e di non portare altra spazzatura nella loro tana veneziana che è già piccola piena di ogni cosa ma lo zio ha replicato: Boia dé Holly! Ma ni va grande da fa schifo a Dino e poi mica te lo metto nell' armadio, se ti da noia lo tengo addosso. 
Aspettiamo il suo ritorno che dovrebbe avvenire  Lunedì o martedì perché di sicuro passerà dal gatto, a vedere la barca che ha laggiù, a sistemare un orticello mezzo abbandonato.
Penso che pochi giorni dopo il suo ritorno e, dopo avergli strappato la solenne promessa di non abbandonare più il blog, dovrò anche io organizzare la mia partenza ma per il momento non ci voglio pensare.
Un abbraccio e un grazie di cuore ai fedelissimi lettori

Dani

lunedì 9 gennaio 2017

fatevi i gatti vostri n. 672 " erino indati tuti via"

E io era solo afredato e afamato con Serino Gato fratelo inbandunati da tuti, Dino ava indato in svissera cola Svissera, Dante ava inprofitato pe indare a Livorno cola familia deli inseti e suoi conpagni. La mama Holy era dala suamama overo la nona umana in duna montania isulata, Boby era intornato nela Anglatera e ci avano lasiati soli solisimi con Dani che ava le valigie pronte e se andava via noi si moriva di fame. Prima moriva Serino sendo lui debule alora io dicievo una preghierina pellui e poi lo maniavo e poi finito di Maniare tuto serino forze moriva anca io no di solitudine perché io era forte e no mi inportava se mi bandonano ma di fama esa sì.

Se legiete questo mesagio e vi vansa una scatulina di pappa dei vonstri gati pe piacere la potete mandare a Venessia ma no al sindaco che sendo morto di fame la mannia lui e nemeno a Caciari perché lui dicie dicie ma di sicuro li casca in del lacua il cibo. Alora fate cusì inscrivete  Al sinior Gato Balena che vicino al canale ciera una casa cor un gato ala finestra e cuelo ero io.

Grassie

vonstro Gato Balena famatisimo

giovedì 5 gennaio 2017

fatevi i gatti vostri n.671 "una Befana per tutti i gusti"

La Befana per Esserino e Balena è una gattona rossa
il sorcio è davanti alla scopa, il tonno tra i pacchi dietro



La Befana per me  è quella che ci ha sempre presentato la zia Holly

Zanzara immagina la sua Befana ancora più simil-strega della nostra
La Befana di Costanza arriva ovviamente dalle montagne con tanto di sci ai piedi
  
La Befana di Dante e Dino è in tema col calendario che hanno creato per Voi,
quindi: Befana pin up anni '50

Riccardino il Tafano, sempre rispettando la tematica del calendario  ha pensato alla ricerca di  una Befana Pin Up  per i tempi moderni


E Vale? Per Valentina di sicuro arriverà una dolce signora che nel 2015 si è presentata al cospetto del Gatto Eterno. 
Si chiamava Isobel Varley ed era la nonnina più tatuata del mondo. Nella sua immensa saggezza e lungimiranza il Sinior Gato Eternisimo la manderà in veste di Befana a riempire la calza di Vale e di molte altre fans del tatuaggio.

e allora, emulando il Papa:
Bona Befana a Tutti Voi