sabato 19 dicembre 2015

fatevi i gatti vostri n. 643 " Brivido a Natale"


Che Esserino sia vivace non è cosa nuova! Balena, col passar degli anni, è diventato l'emblema del gattone quasi sempre sornione e sonnacchioso ma prontissimo a salti nel cerchio di foco quando appena percwepisce il tintinnio di un piatto. Il suo Fratello, invece, in questi quasi dieci anni ( eh sì son nati a fine maggio del 2006 e piano piano si stanno avvicinando ai due lustri) ha consolidato i suoi ben noti atteggiamenti  singolari per quanto riguarda il rapporto con gli umani e la comunione coi medesimi. Dorme abbracciato ad Holly e spesso entra sotto le coperte, quando lei è assente lui si fa malinconico e vaga come i cani che hanno perso il padrone. Come vede un pc acceso, una televisione in funzione, uno stereo che diffonde un po' di musica lui è subitò lì, tocchiccia con le zampe, cammina sulle tastiere ecc. per non dire di quando ci facciamo la doccia e lui ci fa gli agguati dietro la tenda e di quando salta sulle spalle di Holly  come fosse un micetto di due mesi mentre anche lui è quasi più grosso di lei.

 



Insomma mentre Balena, se non fosse per la mole e per il faccione te lo potresti anche dimenticare, Esserino ti ricorda in ogni momento che hai un gatto e che per lui conti parecchio, difatti  momenti come questo della foto qui sotto



  sono davvero rari. Bene veniamo al dunque, come sempre appena attaccano i primi freddi Holly diventa particolarmente casalinga, lavori in barca non ce ne son quasi più, il  freddo ti attanaglia e l'umido riesce a fare anche peggio, così Holly tira fuori i ferri da calza, gli uncinetti e gli accessori da sarta e inizia a produrre alternando i momenti di creatività so stoffa lana e cotone cvon quelli in cui si sfoga col forno, pizze, focace rustiche, e dolci in gran quantità Esserino è sempre lì che srotola i gomitoli, mette la zampa nella maionese, fa cadere i pinoli dal barattolo e poi con quel faccino da santo invoca l'abbraccio che non tarda ad arrivare. Una decina di sere fa mentre stavo arrotando i coltelli in vista dell' uso frenetico che se ne farà a Natale sento un urlo, Dante vieni presto e la vedo che teneva la testa di Esserino. Il micio enciclopedico aveva ingollato un filo di lana lungo una settantina di centimetri e Holly non era riuscita a bloccargli le mandibole, io conosco la manovra e, se vi dovesse succedere coi vostri attuatela subito il gatto va affesstao a due mani per la testa e gli si deve fare pressione ai lati della bocca, aprono subito e se c'è un corpo estraneo non riescono a deglutirlo. Ma ormai era tardi Holly ha subito guardato su internet e purtroppo le notizie in merito a fili, spaghi e simili ingeriti dai gatti non erano confortanti. Abbiamo chiamato la clinica veterinaria di Mestre che è aperta h 24 ma ci hanno detto che al momento la meglio cosa da fare era somministrare olio di vaselina sperando che ammorbidisse il tutto e permettesse un transito non traumatico del filo. La mattina dopo eravamo già dal nostro veterinario di fiducia e agli esami radioscopici ed ecografici il filo non si vedeva. Il buon veterinario non ha drammatizzato ma essendo un nostro conoscente si  è fatto dovere di informarci su quali fossero i  pericoli e quale fosse la prassi nel caso il filo non fosse stato espulso naturalmente. I pericoli sono quelli che se il filo si impiglia  in parte nella valvola tra stomaco e intestino  o in qualche ansa intestinale e il resto prosegue spinto dal movimento delle feci il filo estendendosi puù causare abrasioni o addirittura tagli all'intestino. Per di più il filo era a tre capi e di lana molto forte dura anche da spezzare con le mani. Nel caso il gatto avesse manifestato dolori, irrequietezza, nausea, vomito, si sarebbe reso necessario l'intervento chirurgico che consiste nell'aprire l'addome del gatto e iperare l'intestino nel punto dove, per mezzo di una ecografia appare localizzata la parte più importante del corpo estraneo, qualora il filo abbia fatto lesioni si rende necessaria l'asportazione della porzione di intestino danneggiata. Il decorso post operatorio poi non sipresentava neppur esso tanto banale, perché c'è rischi di infezioni, il gatto deve defecare senza sforzo ecc. roba che rende la vita difficile a noi umani, figuriamoci a spiegarlo a un felino.
Siamo tornati a casa mogi mogi. L'anno scorso c'era il mi babbo che stava male. Quest'anno si sperava di fare un Natale come si deve, coi ragazzi che tornavano a casa, le luci, il fuoco e tanta roba buona da mangiare e da bere. Per qualche momento abbiamo anche paventato l'ipotesi che il gatto potesse morire e insomma ci si guardava io e Holly senza sapere cosa dire.
Per tre giorni Esserino ha fatto la solita vita di sempre ma senza andare mai alla sua cassettina della popò e noi a svegliarsi ogni volta che si sentiva raspare. Macché,  era sempre Balena che manco a farlo apposta, in quei giorni, ha prodotto reperti fecali di proporzioni umane. Nel dubbio abbiamo dovuto sezionare ogni campione per vedere se per caso non fosse stato Esserino il produttore e magari il filo fosse la sorpresa all'interno di quelle uoca di....cioccolata.
Holly piangeva sempre più spesso e cominciavo a telefonare al veterinario in maniera quasi ossessiva prevedendo già cosa ci riserbassero quei giorni. Alla fine una notte sento raspare e vedo Balena sul letto che russa, chiamo Holly ci precipitiamo in bagno, niente ha fatto solo la pipì, in più ha le emorroidi  in fuori e pare si stia sforzando. Torno a letto mentre Holly approfitta per pulire la sabbia. Di lì a poco un urlo:
Vieni Dante vieni lo sta facendoooo!
Esserino ha la diarrea ma è riuscito ad evacuare e il lughissimo filo di lana è nella cassetta, ancora integro, per fortuna forse nell' ingoiarlo oanche per effetto dell' olio ha formato una pallina piuttosto compatta ed ha attraversato l'intestino in quel modo. Lo abbiamo conservato e appena possibile lo porteremo alla basilica di Sant'Antonio a Padova come ex voto per un piccolo miracolo casalingo!



domani  insieme alle amenità varie del giorno metterò  l'accesso all' audio in cui racconto la seconda parte della storia di Ito. Non è roba nuova ma chi amasse risentirlo rivivrà un po' di avventure del mitico genitore di Esserino e Balena.

Un abbraccio a tutti

Dante

venerdì 18 dicembre 2015

fatevi i gatti vostri n.642 " Il Tonno Inglese"

Ringrazio i  lettori che son passati e quelli che passeranno a trovarci e in particolare  Elenamaria che pare particolarmente affezionata alle miciose vicende . Un ringraziamento particolare a Lei per non aver mai smesso di seguirci da 8 o 9 anni. Una piccola avvertenza è doverosa la saga di Ito continua è vero ma è stata scritta diverso tempo fa. Mi mancava questa parte della sua infanzia che ho conosciuto di recente e avevo fatto iniziare il nostro sodalizio da quando affittai la casa del Nespolo a Follonica. Potremmo dunque ripercorrere la storia in questo modo.
ITO nasce nella casa di Dedo, trascorre la prima giovinezza presso l'osteria lì vicino e, nel frattempo, durante le sue scorribande familiarizza con le case dei vicini. Quando Ito viene arrotato dalla macchina ha già una discreta familiarità con la casa del nespolo, lì vive Agata la mamma di Esserino e Balena e di altri tre deliziosi micetti diversi dei quali dovrebbero essere stati generati dalla Medesima e da Ito. Per chi non ricordasse bene le vicende che narrai illo tempore metto il racconto letto  in due puntate. ecco la prima

Dato che non mi ricordo neppure dove metto le chiavi di casa sicuramente ci potranno essere delle piccole contraddizioni o incoerenze spazio temporali, non me ne vogliate, tali vezzi caratterizzano anche la prosa di blasonati autori, come potrebbero esser esenti dalle saghe narrate a voce davanti alla stufa.Dani, proprio ieri sera si è messa vicino alla stufa e guardando il fuoco che scoppiettava e le castagne (l'ultime purtroppo) che s'abbrustolivano diffondendo il loro tipico aroma per casa ha detto: ci sono dei momenti e delle sensazioni che non cambieresti per tutto l'oro del mondo per me lo stare in questo cantuccio con voi e coi gatti è il paradiso. Bobby è arrivato anche lui e dato che in Inghilterra stanno meno male che qui ha portato un vagone di regali, una sciarpa e una pipa per me (che non fumo da anni) un giubbotto tipo chiodo per la sorella, molti libri di uncinetto e modelli per Holly e una serie di congegni per tessere ma soprattutto un sacco di queste
per Esserino e Balena
specialissimo Tonno che Balena appena l'ha visto si è messo a rotolarsi sulla schiena e poi a leccare tutti e ad arpionarci le gambe con le unghie tanto da farci domandare seriamente se i gatti non sappiano leggere.  forse leggere non sanno ma riconoscono la forma della scatoletta! Comunque Natale o non Natale ne abbiamo aperte due e i porci han fatto bisboccia.
Domani metto il secondo pezzo dal nostro archivio e vi si racconta il dramma domestico di Esserino che ha rischiato di farci passare il natale colle lacrime.

A dopo
Dante

giovedì 17 dicembre 2015

fatevi i gatti vostri n.641 "1 racuntino di Dante inscrito e leto da eso me desimo ' Radici - leggende di briachi e di gatti'..."


Circa 11 mesi fa scrissi e lessi su questo blog una storia in du puntate intitolata Histoire d'Itò, era abbastanza completa in quanto narrava l'epopea del micio a partere dal mio incontro con lui . Mancavano tuttavia le radici più profonde che sono state rintracciate attraverso una paziente ricerca basata su testimonianze orali spesso rese confuse dai fiumi di vino che c'erano scorsi sopra nel frattempo. Ne ho cavato un raccontino e l' ho letto, maluccio perché sono un po' afono di questi tempi e Holly mi tiene a stecchetto col vino.
Un abbraccio a tutti   Dante



Il micio venne ar mondo  nella notte più lunga dell'anno, una notte che prencipiava alle tre e mezzo di pomeriggio e alle sette di mattina ancora tiranneggiava sui tenui barbagli di luce di un' alba che stentava a sorgere. 
Se fosse nato di pomeriggio, di sera o di notte, non fu dato di sapello anche se, grazie alla testimonianza dei guasi umani che si trovavan di lìntorno si poté stabilire il lasso di tempo tra il "non c'era" e il "c'era". 
Dunque fin quando Dedo non messe in moto l' ape pe andà al circolino comunista a sfassi di gòtti il micio un c'era. Quando tornò briaco fradicio ci poteva anche esse ma Dedo un vide neppure il letto, si schiantò per terra vestito e russò e bestemmiò nel corso di sogni in cui il mondo di merda si faceva beffe di lui e lui pisciava sul mondo annegando tutti i su occupanti. 
A dire il vero si pisciò nei calzoni e fu forse la sensazione di molliccio a svegliallo verso le tre di notte e a quell'ora.... c'era! e come se c'era! c'era così bene che i miagolii che lanciava  a intervalli minimi pareva fossero una sfida a chiunque avesse avuto l'intenzione di incrociare il suo futuro destino di gatto dominante. Dedo tramortito dal vino, dalla stanchezza dal peso di una vita che aveva preso un verso nel quale lui ormai si ritrovavav a suo agio ma che non gli permetteva mai d'esser padrone di ciò che avrebbe fatto appena posato il bicchire, si tirò su con fatica, bestemmiò ancora, ruttò, si cavò i calzoni pisciosi adoprandoli per dassi un'asciugata alle palle e alle cosce  e poi, ripromettendo a se stesso che prima o poi si sarebbe lavato, si volse verso quell' affaretto che berciava a piò non posso. 
"Se non ti cheti ti do al maiale della Gina" gli fece in tono minaccioso. Poi siccome era discgraziato ma non era cattivo se lo messe nel palmo di una mano e lo portò all'altezza del naso paonazzo. "E così quel budellone dela tu mamma ha pensato di metteti al sicuro caandoti sul mi letto eh??" ni fece  ma mentre l'aspetto e la voce mettevano in scena  la quintessenza del burbero, il vino ni si rimescolava nello stomaco e dava al cuore incartapecorito un goggiolino di tenerezza per quell' affarino che senza sembrare ancora neppure un gatto nella vocetta perentoria ne riassumeva già i tratti salienti. 
"Allora visto che ti voi imponere a codesta maniera  ti chiamerò Benito"sentenziò  Dedo compiacendosi con se stesso per il proprio acume e poi seguitò: "ma occhio che se rompi troppo i coglioni potresti finire a capallingiù" e lo tenne sospeso colle zampe didietro in aria e il capino che guardava terra. 
Poi siccome nella sua disgraziata esitenza Dedo era un briaco piuttosto coerente s'attacco al fiasco e cor una sorsata ne fece fori guasi un quartino, alla salute del nuovo arrivato.
Fosse stato per Dedo, il piccolo Benito sareebbe di certo morto di fame dato che a mangiare il su ospite un ci pensava nemmeno per sè. Ma ci pensò di certo la gatta ad allattarlo e pare che in pochi giorni avesse portato anche un  gattina, probabilmente l'unica altra sopravvissuta della sua cucciolata. La micetta cominciò presto a seguire la mamma nelle uscite mentre Benito pareva non ne volesse sapere di staccarsi dal coltrone pulcioso sul quale passava buona parte della sua giornata
Dopo una ventina di giorni Dedo si stancò di tutto quello gnaulio e di quel gattino che saltava dappertutto facendo cadere bona parte del sudiciume che lui aveva ammucchiato senza alcun metodo ma con parecchia perseveranza. Così di nascosto alla gatta mamma lo  cacciò nel tascone della giubba  e in cambio di mezzo litro lo cedette a una trattoria poco distante dalla zona degli orti dove era la sua baracca, una topaia  ricavata erigendo alla meglio delle pareti fatte con materiale di recupero intorno a una legnaia ormai dismessa.
"Vi leverà dale  palle i topi e anche li scarafaggi e con tutti l'avanzi che avete non vi costerà niente mantenerlo".
Il micio crebbe robusto e forte e fin da piccolo mostrò un carattere che lasciava poco sperare agli altri maschi della zona, delimitava ogni giorno tutto il muro di cinta della trattoria e del giardino all'aperto e man mano che cresceva aggiungeva nuovi territori con una strategia che ricodava quella dell' apogeo coloniale della Roma imperiale.
Tutti in breve conobbero Benito e lui seppe ingraziarsi la maggior parte delle persone che frequentavano la trattoria. C'era il mare a nemmeno cento metri, gli orti anche meno distanti e una pineta secolare che bastava attraversare la strada per raggiungere quel paradiso zeppo di topi, scoiattoli, uccellini. C'erano anche di versi cani e qualcuno sciolto. Qualche ardimentoso provò a rinnovare l'antica tenzone coll'atavico nemico ma non ebbe la gioia di contar glorie anzi spesso ni toccò dire che i graffi sul muso li aveva presi dalla cagna della su' moglie per non passare da bischero con tuttta la canizza de su amici.
Poi una mattina Benito attraversò, soprappensiero,  i 7 metri di strada che lo separavano dalla pineta. Quando sentì la frenata era oramai  tardi e la ruota dela macchina gli era già addosso. Con l' estrema vitalità che hanno tutt' i gatti si rotolò di lato, sentì  lo scricchiloio della zampa, poi  le imprecazioni  del guidatore che dopo essere sceso  gli assetò una pedata scaraventandolo tra i cespugli della pineta infine il rombo del motore che ripartiva e  il dolciasto del sangue che gli stava riempiendo la bocca.

Si strascinò alla meglio nel giardinetto della  casa più prossima alla pineta,la conosceva bene, e lì c'erano nati i gattini frutto d'una dele su prime avventure gattose  passò dalla gattaiola tagliata nel basso della porta e, memore delle abitudini infantili, si lasciò cadere di fianco  su 'n piumone  che era buttato da una parte, per terra, vicino al letto.
Le forze gli mancavano e il sangue arrivava alla bocca sempre più copioso, stese le zampe a angolo retto e girò la testa di lato, pronto pel viaggio finale , l' urtime parole che udì furono dele bestemmie esagerate e la sensazione  dela mano rude d' un uomo che gli tastava la zampa e il petto.

mercoledì 16 dicembre 2015

fatevi i gatti vostri n. 640 "una listoria e un prometimento"

Carisimi lamici tuti che, anca no iscribendo, ci penzavite! sendo che ciavevite un quoricione grandisimo che ontre che pei gati doratisimi vonstri bateva anca pe noiantri gati bloganti:

Cun piaciere nunsio vobis Gatum Mannium, 
io era 3dici  chi lugrami !!!
sendo istato pesato ogi steso sula balancia diun sinior dotore che ava curato Serino e fata la visitassione a memmedesimo.

Cume averete caputo ciera cuì cummé anca Dani dita la Lustraliana sendo che desso instava nela luntanisima Ceania indove a Natale ciera il sole e i lalberi sule spiagie ,
così faciendoli tale cosa inpresione aveva tornata indele nebie di Venessia.
Dumani rivava anca cuelo che gliera allei come Serino a me, sendo stati fati dala semmmedesima mama, sorela dela mama lumana dinoi Lolly.

ma ora vollio lasiare il parlamento a Serino che senò dicie che io era preputente inspero sulamente che avite vedito che io ora ero instrutto e meto le vingule.

Carissimi amici, ci siete mancati tanto e vi abbiamo pensato spessissimo. Purtroppo le vicende della nostra famiglia felumana sono state tante e così intricate da non averci permesso di manifestravi con costanza il profondo affetto che abbiamo per tutti Voi. Io ho rischiato di morire DAVVERO e vi racconteremo per filo e per segno  come è andata e come per buona sorte sono qui a scrivervi.

Il titolo del blog è "una storia e una promessa". 

La storia si dipanerà per tutti e nove i giorni che ci separano dal Natale e sarà scritta da tutte le mani disponibili, narrerà le ultime vicende e niente, prometto, sarà trascurato anzi, lo arricchiremo con le nostre foto.
La promessa deriva da una specie di voto che ha fatto Dante quando stavo per morir. Proprio in un giorno di quelli che la mamma piangeva e mi teneva abbracciato si è  infatti rivolto alla mamma e con l'incipit di una bestemmia così sonora che quelle dei bravi dei promessi sposi sarebber parse al confronto dei sospiri di fanciulla ha detto " se.......il gatto campa....e qui un'altra interiezione blasfema, il loro blogghe non lo mollo più!
Come vedete sto bene e  dato che, Pacta Servanda Sunt   potete contarci (Balena che conosce il latino come il miaulino ha drizzato le orecchie e ha detto subito "come il pato del mio tono con sorcio che mi avano promettuto per Natale?").
Per stasera mi fermo alle anticipazioni.
Dani è appena arrivata e Balena vuole mangiare i Canguri, i Pappagalli, i serpenti e perfino lo Squalo dei quali Dani ci ha già parlato.
Domani inizierà il racconto di Natale con molti episodi che hanno noi mici per protagonisti.
Di solito a Natale abbiamo sempre fatto qualche dono. Non so se ce la faremo anche quest'anno ma speriamo che il nostro ritorno sia già un piccolo dono per chi ci vuole bene e ci segue da tanti anni.
Esserino Gatto

giovedì 12 novembre 2015

fatevi i gatti vostri n.639 "cerimo cerimo"

cuesta era sensa paruline sendo sensa lintemprete dela ingua gatina ma ci erano i cuadri di noi e poi sendo che rivava il natale ricierino da cuì in ansi anche le parole e le istorie di noi e de il resto dela familia e dele micissie.
Gato Dogie Serenisimo e gato senplicie serinisimo





martedì 22 settembre 2015

Fatevi i gatti vostri n. 638 " telegrafico "

GATO BALENA sano e magniante
GATO SERINO velme e strisiante
BABO LUMANO DANTE vivo e dietante
MAMA LUMANA LOLLY senpre laburante
BABO GATO ITO vechio ma vivante 
GRUPO LIVORNO sempre sistente
BOBY In vil tera
DANI nela Lustralia 
da indove mi laiutava a inscribe cuesto posticino pe tuti i lamici che avevino penzato che siera morti tuti

Vostro GATO DOGIE ROBUSTISIMO

BALENA

fatevi i gatti vostri n. 637 "sono solo un gattino"


Il babbo umano Dante appena tornato si è dovuto buttare a capofitto in un lavoro, deve preparare qualcosa che dovrebbe portare in casa qualche spicciolo. Tutti stanno in silenzio, lui scrive e bestemmia fa scansioni e prende a pugni lo scanner e la stampante. Comunque abbiamo visto che la zia ha tirato fuori una bella giacca blu coi bottoni dorati  che gli va stretta di due misure un paio di pantaloni grigi ai quali non sale la cerniera, una camicia molto bella che dovrà portare col colletto aperto e un papillon di seta che lui ha creato annodando in maniera originale una vecchia cravatta. Tutto è silenzio intorno a lui, balena è l'unico ammesso nello studiolo tanto non si muove se non per mangiare e fare i suoi bisogni. Io e gli altri umani possiamo solo affacciarsi di tanto in tanto
e allora che fare

Tutti hanno scritto e tutti hanno donato qualcosa o meglio hanno dato l'indicazione per accedere a un dono che altre persone di buona volontà hanno messo on line. Ad esse il nostro ringraziamento.
metto anch'io che parla di un gatto che è solo un gatto. Spero sia di vostro gradimento

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Ludmilla Siersch racconta con ironia il rapporto stretto e a volte conflittuale tra noi e gli animali. Il mondo visto con lo sguardo di un gatto, le strane abitudini degli umani e le piccole grandi avventure da vivere nei quartieri della capitale.
Questa è la storia di Ulisse, un simpatico gatto rosso che guarda alla vita con occhi disincantati, e di Milly, donna eccentrica e raffinata che coltiva il sogno di aprire un rifugio per animali abbandonati. Ulisse e Milly sono una coppia di fatto ideale: giorno dopo giorno, l’intesa tra loro si fa perfetta. Un gioco di carezze, silenzi, tenera dipendenza... Ma come in tutte le storie d’amore che si rispettino, anche stavolta spunta il “terzo incomodo”: alto, bello, dal fascino bohemienne. È Boris, il nuovo vicino di casa. Molly perde la testa per lui, un umano, scatenando la gelosia di Ulisse. Ma il “nostro” non è gatto da starsene buono acciambellato sul divano… Una notte, vagabondando per le strade di Roma, s’imbatte in un capannello di suoi simili che confabulano contro la chiusura dello storico mercato del pesce di Ponte Milvio. Filosofo nato, leader per vocazione, Ulisse si mette subito a capo della protesta a quattro zampe. Insieme a Duscka, il cane di Boris, darà il via a una spettacolare azione eversiva che lo trasformerà nell’eroe di tutti i gatti di Roma.