giovedì 15 maggio 2014

fatevi i gatti vostri n 570 " e vedrai tutto un mondo a colori...."

Sto lavorando a maglia, faccio varie cose con l'uncinetto ma sento un po' la stanchezza di primavera e non ho ultimato niente di interessante. Dormo abbracciata ai gatti e quando posso lavoro.
Oggi stavo mettendo in ordine il mio pc ed ho trovato una cartella che aveva creato Dante c'era scritto e vedrai tutto un mondo a colori.... Pensavo ci fossero vecchie canzoni perché lui canticchia spesso cin cin con gli occhiali di Herber Pagani nella quale ricorreva appunto la frase suddetta. In realtà erano illusioni ottiche, ma secondo me non tanto comuni e mi sono piaciute perchè tutto è in movimento ve le regalo per un minuto di relax senza pensare a niente ovvero guardare palle che girano e che non son quelle che girano di solito specie quando si ascolta il telegiornale.

Un abbraccione da Holly



mercoledì 14 maggio 2014

fatevi i gatti vostri n. 569 "recensione giallo martedì"

Una lettrice ci ha chiesto, via mail, di pubblicare   un commento personale sul giallo del martedì, per decidere se, visto il numero e la mole delle puntate, il tutto  possa essere di suo interesse prima di intraprenderne l'ascolto.
Personalmente ho ascoltato 6 o sette puntate e mi piace molto perché lo seguo come un racconto senza voler giocare alla detective. Zio Dante e Bob sono gli unici ad averlo ascoltato ( e lo zio che lo ha anche letto in cartaceo, ritiene che la versione audio risulti decisamente più accattivante anche perché letto bene).
Altro non saprei dire. La scelta è stata fatta per il protagonista, molto umano e l'ambientazione. Firenze è stata una città importante nella formazione dello zio, che pur essendo rimasto legatissimo alla sua Livorno riconosce alla città gigliata il fatto di averlo svezzato culturalmente, deve avere assai  buoni ricordi di quegli anni perché non gli manca il sorriso sornione quando ne parla.
Di seguito posto una recensione al giallo che potrebbe essere d'un certo interesse.

Un abbraccio a tutti
Dani
qui le nuove puntate:
terza parte 1
terza parte 2
terza parte 3

recensione e premi del giallo
Premio Scerbanenco 2009 e Azzeccagarbugli 2010. 

Ex combattente del battaglione San Marco ed ex partigiano, il commissario Franco Bordelli è un poliziotto vecchio stile. Piace alle donne, ai reietti, ai criminali onesti e anche agli altri scrittori di gialli, a Camilleri in particolare, forse per via dell'ironia sorniona e del suo modo diretto e genuino di affrontare ogni indagine. Dopo il successo dei primi tre episodi dedicati al burbero commissario (Il commissario Bordelli, Una brutta faccenda e Il nuovo venuto), tutti ambientati nella Firenze degli anni Sessanta, Marco Vichi si cimenta in un romanzo che esula dalla semplice trama poliziesca per affrontare una delle pagine più tristi e suggestive della storia italiana. Firenze entra prepotentemente nella narrazione, con i suoi palazzi, le sue strade tortuose che si snodano tra i capolavori dell'arte, le sue botteghe e i vizi dei suoi bottegai. L'alluvione che sommerse la città il 4 novembre 1966 taglia in due il romanzo, spezza la trama sottile dell'indagine, irrompe come l'ondata di piena dell'Arno, per affondare sotto il fango i mali di una società imputridita. 
L'omicidio che deve affrontare questa volta il commissario Bordelli è tra i più efferati. Il cadavere di un ragazzino di appena tredici anni è stato ritrovato nudo nel bosco. Prima di ucciderlo, i suoi aguzzini lo hanno seviziato e violentato. Nessuna traccia, nessun sospetto, la pioggia che da giorni cade fitta sulla città e sulle colline cancella ogni pista, logorando i nervi di un uomo ormai vecchio, troppo malinconico, ossessionato dai ricordi della guerra. Il commissario ha promesso al padre del ragazzo di scovare l'assassino, ma già dopo i primi giorni si accorge che non è una promessa facile da mantenere. Si attacca disperatamente a un pezzo di carta, molto meno di un indizio, e si trascina svogliatamente tra i sentieri di montagna, per liberare un po' la mente, per evitare di fumare le solite venti sigarette, per immaginarsi già nel casolare che lo aspetta dopo la pensione. Morte a Firenze è la storia di una città marcescente, che imputridisce sotto tre metri di acqua torbida che ha invaso le strade dopo l'inondazione, che nasconde e preserva al suo interno le deviazioni dei suoi poteri occulti. Ma è anche la storia di uomini che il giorno dopo il disastro lavorano insieme per salvare l'enorme patrimonio artistico della città, come i libri della Biblioteca Nazionale. 
A non fare arrendere il commissario Bordelli è la sua indole intimamente fiorentina. è la sua curiosità a trascinarlo fuori dalla questura per infilarsi nelle cucine e nelle bettole, nei postriboli e sui viali delle Cascine, dove auto di lusso raccattano giovani ermafroditi e ronde nostalgiche del Ventennio giocano come i lupi con l'agnello. In una di queste notti passate a vagabondare tra le vie di una città unta e maleodorante, incontrerà il colonnello Bruno Arcieri, un personaggio creato da Leonardo Gori e protagonista del suo libro L'angelo del fango. Sarà l'austero colonnello (che a sua volta ha incontrato il commissario Bordelli nel romanzo di Gori) a indicare uno spiraglio nelle indagini e a riaprire una pista che sembrava ormai compromessa. 
Amaro, irriverente, con un finale coinvolgente e tragico, questo nuovo romanzo di Marco Vichi non ha solo tutti gli ingredienti classici dell'Hard Boiled chandleriano, ma ha anche la forza dirompente delle immagini dell'Istituto Luce e la malinconia di chi, ancora immerso nei ricordi nella guerra, ha visto crescere una nuova generazione di giovani "capelloni". Tra gli ideali tramontati della borghesia decadente e il boom consumistico degli anni Sessanta, Marco Vichi non trova né mediazioni né compromessi. La brama di potere è un peccato che ha accomunato negli anni i ricchi cittadini fiorentini ma anche i loro figli, è una poltiglia che invischia ogni cosa e contro cui il commissario Bordelli, forse, non ha più voglia di lottare.



sabato 10 maggio 2014

fatevi i gatti vostri n. 568 "la novella più corta che ci sia"

Questo Sabato posto una breve audiolettura de "la novella più corta che ci sia" che ho scritto apposta per questo blogghe. 
Nelle immagini del filmino i gatti, il cane ombra in un mio olio, altri quadretti miei, "lo spaccone"con Paul Newman e Jakie Gleason, che nterpreta uno stupendo Minnesota Fats.C'è anche Dantino giovane, con occhiali da agente segreto e fotogramma in posa, quando aveva in mente di tentare fortuna a Hollywood..... meno male che restò a Livorno.


Un abbraccio e Buon weekend a Tutti

Dante

venerdì 9 maggio 2014

fatevi i gatti vostri 567 " i gatti mi piacciono troppo"

Decisamente per esprimere questo incondizionato amore che mi lega ai gatti non ho bisogno di stimoli corroboranti ma al vedere la corruzione dilagante e le facce da culo che ci hanno governato e che sono in buona parte inquisite e agli arresti, il mio amore per i felini diventa venerazione. 
Ieri, purtroppo, o sarebbe il caso di dire per fortuna,  ho lavorato tutto il giorno e oggi anche, così saldo il mio impegno settimanale col blog con un abbraccio a tutte le nostre lettrici e lettori e postando alcune vignette sui mici (reperite in rete) che mi fanno sbellicare per come "fotografano" il carattere dei nostri pelosi amici. Ovviamente per chi vuol farsi una scorpacciata di vignette, tutte originalissime, non c'è nulla di meglio che il blog del nostro amico Rasputin  clikkando sulla scritta giallina qui accanto RASPODIE vita e pensieri di Rasputin

Holly

MESSAGGIO PER ELENAMARIA : non trovo la tua email e Dani non ha capito bene se vuoi qualche giallo di Renato Olivieri (mandaci una mail a esserinoebalena@email.it indicando il titolo). Se invece il ringraziamento si riferiva all' audiogiallo, come sai, lo scarichi direttamente clikkando sul blog e poi lo ascolti con comodo offline è  molto bello e lo sto ascoltando anch'io tutte le sere ma saranno 50 puntate ahahahah.














mercoledì 7 maggio 2014

fatevi i gatti vostri n. 566 " Renato Olivieri e la nebbiosa Milano"

Ecco qua, lo sapevo, mi sono addormentata al pc ieri sera. troppe cose da fare e l'appuntamento coi gialli di bob lo affronto di primo mattino con un gran mal di testa e l'odore del caffè della zia che si spande ovunque. Balena dorme a pancia all' aria, Esserino acciambellato, come suo solito.Mentre aspetto che questa uggiosa giornata decida se mettersi "a pioggia" o "a nubi",visto che la primavera ormai è arrivata e se n'è andata senza che si sia vista, posto il materiale diligentemente lasciatomi in consegna dal fratellone.

L'autore che presento oggi è Renato Olivieri:
Renato Olivieri (Sanguinetto (VR)  4 agosto 1925 – Milano, 8 febbraio 2013

il materiale su Olivieri è tratto dal blog di Alberto Riva che sul giallo italiano e su Olivieri  ha speso belle parole  su "Repubblica"

Nato a Sanguinetto in provincia di Verona, trascorre l'infanzia a Torino e a 14 anni si trasferisce a Milano, dove ha vissuto fino alla morte.

Nel 1978 pubblica il suo primo romanzo giallo, Il caso Kodra; in esso compare il personaggio del commissario Ambrosio, uno degli investigatori più noti nel panorama letterario italiano, interpretato al cinema da Ugo Tognazzi in I giorni del commissario Ambrosio, per la regia di Sergio Corbucci.

Caratteristiche dei suoi libri sono le malinconiche atmosfere milanesi e la figura del personaggio principale, un poliziotto introverso, anch'egli malinconico, amante del bello e conoscitore d'arte (non diversamente dal suo autore).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]
1978, Il caso Kodra, stampato nel 1997 nella collana Il Giallo Mondadori con il numero 2520 o stampato nel 1991 nella collana Oscar Gialli con il numero 246.
1980, Maledetto Ferragosto, stampato nel 1992 nella collana Oscar Gialli con il numero 269 dalla Mondadori o dalla Rusconi.
1981, Dunque morranno, stampato nel 1991 nella collana Oscar Gialli con il numero 255 dalla Mondadori o dalla Rusconi.
1983, L'indagine interrotta, stampato nel 1992 nella collana Oscar Gialli con il numero 262 dalla Mondadori o dalla Rusconi.
1984, Villa Liberty, stampato nel 1993 nella collana Oscar Gialli con il numero 290 dalla Mondadori e dalla Rusconi.
1985, Le indagini del commissario Ambrosio, stampato dalla Rusconi.
1987, Largo Richini, stampato nel 1992 nella collana Oscar Gialli con il numero 295 o dalla Rizzoli.
1988, Ambrosio indaga, stampato dalla Rizzoli.
1990, Hotel Mozart, stampato nel 1992 nella collana Oscar Gialli con il numero 275.
1991, Piazza pulita, stampato dalla Mondadori.
1992, Ambrosio ricorda, stampato dalla Mondadori.
1993, Madame Strauss, stampato nel 1998 nella collana Il Giallo Mondadori con il numero 2578.
1994, La fine di Casanova, stampato dalla Mondadori.
1996, Il Dio denaro, stampato dalla Mondadori.
1998, Albergo a due stelle, stampato dalla Mondadori.

fin qui le scarne notizie fornite dalla rete eppure se si cerca meglio, come ad esempio in questo post di Alberto Riva in occasione della morte dello scrittore ci si rende conto che dagli appassionati del Giallo Italiano, Olivieri incassava rispetto assoluto e un affetto che va oltre la parabola terrena

Addio a Renato Olivieri. Il giallo italiano perde un gigante  di Alberto Riva


Il commissario Giulio Ambrosio spesso aveva dubbi. E quando aveva dubbi osservava la sua città, Milano. Entrava in un bar e beveva qualcosa. Oppure si fermava in mezzo alla strada ad osservare un albero, un cespuglio, la facciata di una casa, la prospettiva di una delle strade che l’indagine del momento lo aveva portato a percorrere. E nel lettore, quel rapido sguardo di Ambrosio si fissava come un ricordo personale.

In uno dei libri più belli di Renato Olivieri, che è morto l'8 febbraio a Milano all’età di 87 anni, quello intitolato Largo Richini, c’è un personaggio, un professore di storia dell’arte, che vive in via Dell’Uomo, in uno di quei palazzotti di borghesia vecchio stampo che chi conosce la piccola traversa che taglia Via Archimede può facilmente immaginare. Ambrosio lo va a trovare più volte, inseguendo il fantasma di una bella ragazza ormai morta da tempo, che ha lasciato il suo profumo e le sue ombre in quella casa. Non che il vecchio professore sia tra i sospetti (Ambrosio sa quasi sempre da subito chi è o chi non è colpevole, anche se non lo dice al lettore).

Ambrosio ci va per parlare. Il suo metodo d’indagine è platonico. Di solito si inerpica lungo la pazienza della speculazione, che è sempre conoscenza dell’altro. Crede alle prime impressioni, Giulio Ambrosio, ma non troppo: crede di più al linguaggio, al racconto che i suoi testimoni fanno della loro vita e dei suoi intrecci. Renato Olivieri li dipanava tutti con pazienza di elefante, costruendo una musica interna ad ogni romanzo e che risuonava di personaggio in personaggio.

Il commissario Giulio Ambrosio credeva però anche negli ambienti, sapeva che i muri, le finestre, i salotti leggermente fané, le abat-jour, le carte da parati, i soprabiti, le cianfrusaglie, i gingilli deposti come ossa sui centri tavola, le foto nei portaritratti, gli scaffali di libri, le scale con i loro corrimani; Ambrosio sapeva che tutto parlava. Tutto raccontava qualcosa di importante, di indispensabile, che si depositava nella storia e nell’indagine privata del lettore. Il passo del grande giallista.

La sua enorme magia è questa: oggi non si può passare per via Serafino dell’Uomo senza pensare immediatamente a Raffaele Gandus, il professore di storia dell’arte: alle sue paure, alle sue reticenze, al suo amore per Virginia e alla sua casa disordinata di uomo invecchiato in solitudine. Però oggi i libri di Olivieri sono difficili da trovare; come sempre ci si affida alle librerie dell’usato e ai chioschi. Tra i suoi indispensabili segnalo, oltre Largo Richini, i bellissimi Villa Liberty, Piazza Pulita, Hotel Mozart, i racconti di Albergo a due stelle… Così vive per sempre un grande scrittore.

Ovvio che i suoi libri li abbiamo tutti e altrettanto ovvio che se qualcuno di Voi volesse leggere queste superbe pagine non deve far altro che chiedercelo come sempre, via mail a esserinoebalena@email.it

concludo con un abbraccio e i links per l' audiogiallo fiorentino che sta conquistando alcuni estimatori
DANI

5 seconda parte
6 seconda parte
7 seconda parte
8 fine seconda parte

sabato 3 maggio 2014

Fatevi i gatti vostri n. 565 "novelle agrodolci "

Oggi  posto una novella "agrodolce", " che poi son quelle che mi piacciono di più. Magari non proprio drammatiche ma nemmeno alla romanzetto di Harmony ossia sempre col lieto fine perchè s'ha voglia noialtri a cercare il lieto fine, io per ora ho visto dimolte fini ma liete un ne ho viste punte. Per cui una certa aderenza alla realtà ci sta bene anche nelle novelle e, secondo me Paolieri le scriveva proprio bene. Questa, sempre di lui si chiama il cieco ed è ben letta, come al solito da Silvia Cecchini.  Notate ad esempio la minuziosa descrizione degli ambienti, c'è tutto l'occhio dell' ottimo pittore che era il buon Ferdinando.







per ascoltarla 

CLICCATE QUI

In calce  al post trovate anche  altri capitoli di Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno.
AGGIORNAMENTI
Il vecchio sembra stia meglio, Dino no, il Ito pare sparito del tutto.
A Livorno non ci vado da parecchio, non vo in barca e neppure in bicicletta perché ho poco tempo e perché piove sempre. Leggo parecchio, m'arrabatto a lavorare e dormo. Scrivo qualche canzone ma le più le butto via  perché  non riesco a metterci la musica e Dino non ne vuol sapere. Speriamo melliori coll' arrivo del caldo.
Bona Domenica a Tutti e garzie per le tante testimonianze d'affetto

Dante

qui ci sono gli altri capitoli di Bertoldo & co. cliccandoci sopra vi parte l'audio

capitolo 6
capitolo 7
capitolo 8


se ne avete perso qualche parte trovate tutta l'opera 

cliccando qui

giovedì 1 maggio 2014

fatevi i gatti vostri n. 564 " astuto come un gatto "


Oggi vi presento un video a dir poco sbalorditivo ma Esserino si sta allenando in un gioco simile e Balena sta migliorando nel gioco del nascondino.

Il gattino del filmato si chiama Kido e la proprietaria mette subito in chiaro che quel che le interessa è condividere la grande gioia che le dà Kido nel voler giocare con lei al gioco dei bussolotti piuttosto che porre l'interrogativo sul come il delizioso micio riesca sempre a indovinare il bussolotto vincente. Il gioco è  molto in voga anche qui a Venezia nelle calli dove abili truffatori, detti scatollettisti, per lo più provenienti  dall' est Europa, allestiscono sedute lampo di questo gioco accalappiando sprovveduti turisti. Talvolta il gioco viene sostituito da quello delle tre carte, nella sostanza ci sono 5 o sei compari che imbastiscono una sorta di teatrino, fingendosi anch'essi, scommettitori  per accalappiare un pollo. Nella realtà ognuno ha un compito, uno fa il palo, uno tiene a distanza eventuali curiosi, uno è un abile borsaiolo che, nel caso improbabilissimo che l'ignaro scommettitore vinca, lo seguirà per borseggiarlo alla prima occasione.

Aprite il video a tutto schermo! si vede perfettamente!




In questo caso il gioco pare pulito anche se Dante ha avanzato l'ipotesi che la pallina da trovare sia insaporita col tonno oppure che abbia un piccolo dispositivo che la fa vibrare, nel video non si vedrebbe ma il gatto la riconoscerebbe subito.
Io però voglio credere che Kido sia furbo come tutti i gatti e che a un gatto non la si faccia facilmente.
Per di più Kido rischiava di essere soppresso e la signora che gioca con lui lo ha salvato e adottato e questo basta a renderceli simpaticissimi tutti e due.

Un abbraccio a Tutti

Holly