martedì 17 dicembre 2024

fatevi i gatti vostri 2058 "Trame per onlifanze "

Niente da fare l'uomo Dante si fa desiderare. Oggi mi ha scritto che sta restaurando una statuetta di Babbo Natale e che ha le mani piene di colla e pittura e allora che fare di fronte a tanto impegno natalizio? Ubi maior minor cessat:  provvedo io.

Del resto ho un paio di presentazioni che da tempo tengo in serbo per chi ama irridere i temi più tradizionale e talvolta anche un po' pallosetti. Il tema in questione è quello delle fiabe. Il momento è ideale: Stagione fredda, camini accesi e il natale in arrivo quindi setting ideale per raccontar fiabe. Mi domando però se ci siano ancora bambini che le ascoltano presi come sono da giochi elettronici e telefonini. Così sposto l'obbiettivo sui bambini cresciuti mettendo nella biblioteca del gatto questi due volumetti di fiabe sconce. La raccolta, come si recita in sinossi è esclusivamente per adulti ma visti i tempi potrebbe interessare anche quella  fetta di pueri e puellae che tra non molto si toglieranno le mutande su onlyfans. Magari i più cretivi tra di loro  potrebbero trarre spunto dalle presenti letture per dar trama alle loro esibizioni interpretando la fiaba della principessa sul pisello o del rospo leccante

Bacioni  Zanza



Chi ha detto che anche in passato non ci si concedessero trasgressioni e vizi di ogni tipo, in barba alla morale e all’idea romantica dei bei tempi andati?
Di certo non lo direbbe Selina, principessa insoddisfatta che ritroverà il buonumore solo dopo l’incontro con un rospo a cui piace leccare ancor più che gracchiare, né tanto meno Feburio, sovrano talmente incline agli eccessi da finire egli stesso vittima dei troppi soprusi inflitti alle suddite del regno. Soprusi perversi quasi quanto quelli subiti dalla povera Morena, una lustrascarpe muta e alla mercé di chiunque, e che di chiunque non mancherà di vendicarsi, superando in perfidia e sadismo ciascuno dei suoi aguzzini.
Alle loro vicende si affiancano quelle degli spiriti che s’impossessano di un bosco solo per impossessarsi anche delle donne che vivono ai suoi margini, e di due giovani amanti costretti all’inganno pur di godersi un amore impossibile, e per i quali l’inganno porterà conseguenze inaspettate quanto piacevoli.

La raccolta è esclusivamente per adulti 

lunedì 16 dicembre 2024

fatevi i gatti vostri 2057 "Da Livorno con amore"

Mi pareva di aver capito che da oggi entrasse in campo Dante ma a sta ora ancora non vedo traccia di vita e allora, dato che Dani aveva correttamente preavvertito che oggi sarebbe stata affaccendata in tutt'altre faccende, intervengo io. Lo faccio con un post brevissimo perché sono da sola al barre e la gente richiede ponci e roba calda, dato il clima rigidino. 

Non che mi scoraggi a fare un ponce come si deve, sono una livornese dòcche nata in un barre et ivi cresciuta. Comunque pe fallo speciale come garba a mi crienti ci vole un po' di tempo e con due fratelli latitanti ci sarebbe da bestemmiare di brutto. Ma è Natale e la piglio con la debita calma. Così passiamo ai doni:

 ben due acquisizioni pella biblio di Esserino e due libri che puzzano di Livorno al solo sfoglianne le pagine. Due cimenti letterari della nostra livornesissima Nada usciti più di 10 anni fa ma ancora carini da lègge.

Di seguito le due sinossi. I libri sono digià in biblioteca a disposizione di chiunque, tra i possessori di tesserina, abbi voglia di fà un salto in laguna. 

baci Zanza



In questo primo libro Nada accompagna il lettore in un percorso che tocca molti aspetti della sua storia di cantautrice e di donna: dall’incontro con Piero Ciampi al desiderio di rimanere indipendente e libera dalle logiche del mercato discografico, dalle scelte sentimentali al difficile ma intensissimo rapporto con la madre, alla passione erotica che è all’origine di molte delle sue canzoni più famose. Al centro la personalità di un’artista originale e a volte scomoda, profondamente sincera e spesso controcorrente.

Le mie madri rappresenta una piacevole sorpresa per intensità emotiva e capacità di coinvolgimento: come un’opera musicale, avvolge e cattura i sensi del lettore, lo fa volare dentro e fuori il ritratto di una donna speciale, la cui voce e le cui storie sanno appassionare per la loro verità e semplicità.




Elke Richter appartiene a una ricca famiglia. I genitori l’hanno portata fin da bambina in Italia, sul litorale di Corielba, ed è qui che Elke torna, adulta, con un passato doloroso alle spalle, per cominciare una nuova vita. Per questo rileva una vecchia fornace e la trasforma in una villa, anzi nella sua piccola grande utopia: una Grande Casa, un luogo per persone che amano il silenzio e lo cercano. Fra queste c’è Gemma, che parla con gli alberi, ha in sé l’energia dell’universo ed è di esempio a tutti. Poi c’è Emilia: rimasta orfana, è andata dalle suore e ha trovato il conforto paterno di un bidello di scuola, prima di perdersi nel miraggio di diventare una ballerina famosa. La Grande Casa è la storia dell’amicizia di queste tre donne speciali e del destino che le ha fatte incontrare. Nada Malanima racconta le vicende di un piccolo gruppo di personaggi indimenticabili. Insieme, essi sapranno ricostruire una convivenza diversa, fatta di passione, di sensibilità quasi medianica, di rispetto per le forze segrete del cuore nella loro corrispondenza con quelle, ancora più forti e segrete, del mondo.

domenica 15 dicembre 2024

fatevi i gatti vostri 2056 "10 giorni a Natale: un libro al giorno nella biblio di Esserino"

Eh sì appena alzata ho dato un'occhiata al calendario e mi sono resa conto che i giorni volano. Mi pare ieri che ho riposto i costumi da bagno e mancano solo 10 giorni a Natale. Mi sono preoccupata, da tempo, infatti, lo zio Dante mi ammonisce sul fatto che più si invecchia più il tempo pare volare. Prevedo una riunione natalizia un po' ristretta rispetto alla nostra tradizione che ha visto partecipazioni massicce in tempi neppure troppo lontani. 

Quest'anno il Bar Nado sarà in mano a Zanza, fratelli, Samatta e Trombanti. 

Io andrò da loro per il 31. 

Arriveranno a Venezia Ampelio e Nara in una sorta di vacanza luna di miele. Una delle poche fughe da Livorno che si concedono. Nara peraltro non ha mai visitato Venezia. 

In auto con loro arriverà anche Dino che sarà raggiunto, come al solito, da Costanza. Lontani ma uniti da più di 40 anni! 

Bobby arriverà da Londra il 23, non sappiamo ancora se con qualche partner bianchiccia al fianco. A sentir lui pare di no ma nelle cose di cuore conosco la sua imprevedibilità.

Vorrei seguire la nostra vecchia tradizione di "un dono al giorno" iniziando proprio da oggi. Considerato che i doni più semplici da estendere ai nostri lettori sono i libri e gli audio, che aggiungiamo ai molti già presenti nella biblio di Esserino, andremo avanti su questo filone. So che raggiungere la biblioteca fisicamente è un arduo compito ma conosco la vostra fede e perseveranza. Così parto aggiungendo, sullo scaffale appropriato. un audio che ho finito di ascoltare proprio stanotte.

L'autrice è la ben nota giallista svedese Camilla Lackerberg, che ha compiuto 50 anni nello scorso agosto. I suoi libri sono da tempo un consolidato successo editoriale ma per questa occasione natalizia ho scelto una serie di racconti adatti al momento proprio per l'atmosfera fredda e nevosa del periodo prenatalizio. 

Di seguito la sinossi del racconto che dà il titolo alla raccolta. Per inciso vi dico che il mio preferito è "Il caffè delle vedove" ma mi sono piaciuti comunque tutti.

Domani il post srà affidato allo zio Dante che di libri da presentare ne ha in serbo parecchi, vedremo cosa proporrà.

Un abbraccio a chi ci segue e a chi non sentiamo da tempo

Dani





Manca poco meno di una settimana a Natale. Adagiata contro le rocce grigie, con le sue casette di legno ammantate di neve, Fjällbacka regala uno spettacolo particolarmente suggestivo, un paesino fiabesco affacciato su un mare di ghiaccio. Martin Molin, collega di Patrik Hedström alla stazione di polizia di Tanumshede, ha raggiunto la fidanzata Lisette sulla vicina isola di Valö per una festa di famiglia. Mentre il vento infuria, il vecchio patriarca dall’immensa fortuna muore improvvisamente durante la cena. Nell’aria si avverte un vago aroma di mandorle amare, e a Martin Molin non resta che cercare di far luce su quella morte misteriosa. Intanto, la violenta tempesta che agita le acque gelide dell’arcipelago non accenna a placarsi, e ogni contatto con la terraferma è interrotto.


lunedì 9 dicembre 2024

fatevi i gatti vostri 2055 "scherzi da gugoli e primo dono di Natale"

Se n'è accorta Zanza, impegnatissima al bar ma sempre attenta anche alle sorti del blog. Ha aperto, infatti, due vostre e mail che segnalano una disfunzione nell'area commenti. Un "Grazie" a Patty che ha scritto per prima e a Eliana che l'ha seguita a ruota. In effetti di tali problematiche avevamo già avuto sentore per qualche nostro intervento comparso e poi desaparecido e per diverse segnalazioni (in commento) di Murasaki, ormai relegata all'anonimato per poterci dire qualcosa.Non sono mancati anche altri event negativii che al momento non ricordo nello specifico ma che si sono presentati, in numero apprezzabile e distribuiti nel tempo. Se è vero che "a caval donato non si guarda in bocca", mi pare che il gestore di blogger si stia facendo un po' troppo i cazzi suoi e non è una singola voce quella che si leva a denunciare quante piccole malefatte. Pare propri che bisogni subire pur di avere qualcosina gratis. Comunque ci stiamo lavorando e speriamo che il tutto si risolva, come sempre in un semplice malfunzionamento temporaneo.

Zio Dante è tornato con un sacco di novità oltre a del buonissimo olio che ha raccolto grazie ai pochi ma generosi ulivi del suo orto in Maremma. L'orto gli dato anche ulteriori graditissime sorprese ma aspetto che sia lui ad estenderle ai lettori. Vi assicuro però che son gioia al solo vederle.

Io inizio con un dono che mi è stato passato dal fratellone Bobby e che metto volentieri a disposizione di tutti voi di passaggio da Venezia allocandolo nella biblioteca di Esserino. Penso possa essere utile a tutti coloro che al momento dei regali vengono presi dal mal di testa, cosa che succede anche a me ogni anno.

Questo libro dovrebbe aiutarvi eccne la presentazione

a presto

Dani




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sabato 16 novembre 2024

fatevi i gatti vostri n. 2054 "C'è da fassi puzzà di merda la bocca a rammentalli...."

 Oggi lo zio Dante ha voluto replicare al post  pubblicato da Zanzina (alcune settimane fa). A corredo del post Zanza presentava la nota Opera Omnia su Mussolini. Lo zio si limita a un breve ma colorito commento:

 "Io co que libri mi ci pulisco r culo a dispetto dela storia e delo studio" Parlanne poi di vell' esseri lì, spece di velli vivi, donne o omini che sieno, e c'è l rischio di fassi puzzà di merda le 'orde vocali e la bocca e c'è" 

ha proseguito usando quella ripetizione in chiusura di frase che pare rafforzare quanto si è appena affermato.

"Metti in bibrioteca sti due" ha concluso "magari un li leggerà nessuno ma so de  penzieri nobili e a leggeli la bocca profuma di libertà e d' eguaglianza"

Non aggiungo altro se non le sinossi e le copertine dei due volumi che ho appena messo nella biblioteca dell'anarco gattangelo. Oggi lo chiamo così, quasi certa che  che col tanto presenziare sulla scrivania e sulla Olivetti dello zio ne abbia mutuato anche il credo.


Buona Giornata a Tutti

Dani





Anarchia, stato e utopia è l’opera più celebre di Robert Nozick, tra le voci più autorevoli del pensiero filosofico-economico degli ultimi cinquant’anni: un classico contemporaneo sui limiti dell’intervento dello stato nei confronti dell’individuo, che dal 1974 continua a interrogarci. Se lo stato non esistesse, sarebbe necessario inventarlo? O sarebbe forse meglio se non ci fosse affatto? È da queste domande che prende l’abbrivio l’analisi di Nozick, che, nel rifiutare sia una visione anarchica dei rapporti sociali sia una in cui l’ingerenza statale è massima, rivendica una terza via per regolamentare i rapporti tra individuo e collettività: lo «stato minimo», le cui funzioni siano limitate alla difesa dei singoli esclusivamente attraverso la tutela dalla violenza, dal furto e dalla frode. Un’ottica radicalmente individualista, in cui ognuno è l’unico responsabile della propria vita, al punto da rigettare ogni forma di paternalismo. Con un’argomentazione chiara e incalzante, Nozick ci invita a riflettere sul significato effettivo del nostro senso di appartenenza allo stato e sull’importanza dei nostri diritti individuali: siamo sicuri che strumenti come la ridistribuzione del reddito generino benessere per tutti? E d’altronde fino a che punto siamo disposti a ignorare i bisogni e le sofferenze altrui in nome della nostra libertà? Un’opera visionaria, che ci spinge a mettere in discussione ogni giorno i confini civili che diamo per scontati, le nostre ipocrisie e, infine, l’essenza stessa del nostro vivere comune.




Considerato da Howard Zinn “uno degli eroi del radicalismo americano”, Berkman raccoglie in questo libro la sintesi ultima del suo pensiero. Il carattere unitario dell’opera le conferisce un valore ulteriore, costituendo, come osservato da Paul Avrich, “un classico che gareggia con ‘La conquista del pane’ di Kropotkin” e inserendosi nella tradizione divulgativa libertaria. Diviso in tre parti, L’ABC si struttura in forma di dialogo con interlocutori immaginari, fornendo un’esposizione chiara della teoria e della pratica anarchica, rivolta “all’uomo della strada”, come sottolinea Emma Goldman nella prefazione al volume. Con un saggio di Roberto Carocci.

venerdì 8 novembre 2024

fatevi i gatti vostri n. 2053 "Dé còcco: occhio a chi tira r còcchio"

"Lo sapevo che vinceva r maiale" e disse r ciu'o nela gara di carnevale. E io che so ciu'o n politi'a e d'elezzioni un me ne ntendo punto, lo sapevo che vinceva r maiale. La mi 'onvinzione un era dettata solo dala pochezza dela parte avversaria, na pora marionetta che rideva tanto e diceva po'o. Neppure dar fatto che era lapalissiano chi fossero a tiragli i fili a leilì. Certo r maiale un aveva fatto niente pe smentissi, gli mancava solo di tirassi fori r pisello e sdindellallo come ha fatto cor microfono, così l repertorio sarebbe stato completo. Occhio tuttavia, perchè a tirà r cocchio del re porco e c'eran du cavalli di razza e facevano e fanno n accoppiata terribile: Ilonne e pole anche sta su 'oglioni ma un si pol dì che un sia n cavallo di razza. Vellaltro forze unnè l'eroe che l'ameri'ani sognano  ma è uno che sa guardare nell'anima dela gente da cui egli stesso proviene. Avevo fenito da poco di ascortà la su "Elegia ameri'ana" n audiolibro. Unè un genio, lo dice anco lui n premessa, scrive benino ma unnè da Pulizze. Analizza bene però, capisce r malumore e l'anima dela classe media e mediobassa ed è pericoloso perchè sa suggerire ar maialone tutte le mosse che i democratici un vedano neppure 'ola situazione davanti all'occhi. Ntendo i demo di lì e anche quelli di qui che penzan che i favori dela gente si piglino mostrandogli che merde e siano i loro avversari. Porini pori mezzi cervelli “Chi merda sconca merda nconca -diceva la mi nonna - e r su corollario recitava anche  che l'adagio popolare vale altrettanto effi'acemente n senzo contrario . Per chi un intendesse r verna'olo mi spiego: la conca è quer mastellone indove si lavavano i panni na vorta. Nconcare vor dì, donque, mètte nela conca e sconcare vol dì tirà fori dala conca. Ovvio che se lavi cola merda ti ritrovi i panni merdosi e se esibisci un bu'ato merdoso vole dì che l'hai lavato cola merda. Ora se ci fosse r professor Martinelli ci renderebbe edotti sulla tipologia di quale  figura retorica sia ma è tanto che un si sente e ci dispiace, parecchio.

Di seguito la sinossi dell'elegia di Vanze.  La mi nipote l'ha digià messa n'audioteca da Esserino.

Pubbri'o oggi perché domattina vo a Livorno pe stacci  npo' di giorni visto che Dino deve avé preso na varche forma di cimurro sto natodancane....

Statemi bene 


Dante



I nonni di J.D. sono sporchi, poveri e innamorati quando emigrano giovanissimi dalle regioni dei monti Appalachi verso l’Ohio nella speranza di una vita migliore. Ma quel sogno di benessere e riscatto è solo sfiorato, perché prima di diventare uomo il loro nipote lotterà a lungo con la miseria e la violenza domestica: una madre tossicodipendente, patrigni nullafacenti che si susseguono uno dopo l’altro, vicini di casa alcolisti capaci solamente di sopravvivere con i sussidi e lamentarsi del governo, in una regione in cui i tassi di disoccupazione sono sempre più alti e l’abbandono scolastico è alle stelle. Eppure quella che J.D. Vance racconta senza indulgenza ma con un amorevole orgoglio di appartenenza non è l’eccezione ma è la storia, in filigrana, di un Paese intero, di quel proletariato bianco degli Stati Uniti che nelle recenti elezioni presidenziali ha espresso la sua frustrazione portando alla vittoria Donald Trump.

sabato 2 novembre 2024

fatevi i gatti vostri 2052 " E lo so che sarebbe ' morti oggi"

"Lo so che sarebbe  'morti, oggi. Ma voglia di foto e ricordi n'ho poca e di viaggi ar cimitero meno"

mi ha detto questa mattina lo zio, inzuppando la sua fetta di pane in un caffè, che aveva già saturato di aroma la cucina, poi ha preso la bottiglia del "cognacche" come lo chiama lui e lo ha generosamente rinforzato. Infine dato che avevo poche idee per il post del giorno questa "triste e mesta ricorrenza..." (tanto per citare Totò) mi ha suggerito di mettere qualche libro avente il giorne dei morti come titolo. "Tanto ce ne saranno diecine"  ha concluso

Io non so se la Christie sia stata la prima ad usare questo titolo per un suo romanzo, fatto sta che ad oggi si contano decine di romanzi perlopiù gialli con questo titolo. La regina del Giallo,   nella versione libro cartaceo ha trovata il suo trono sia nella bilioteca di Esserino,sia  nell' audioteca, con questa bella edizione della Mondadori. A lei abbiamo deciso di affiancare,  tra i tanti ad aver usato il medesimo titolo, un autore sicuro: Maurizio Degiovanni che col suo "Giorno dei morti" non ci farà certo sfigurare. Anche il suo libro è da oggi nella biblioteca del Gatto.

Di seguito le sinossi di entrambi i volumi



Sono ormai passati undici mesi dalla morte della bella e imprudente Rosemary Barton, e il suo ricordo ancora domina su quanti l’hanno conosciuta. All’improvviso però una serie di lettere anonime fa balenare il sospetto che non si sia trattato di un suicidio, come avevano concluso gli inquirenti, ma di un assassinio. Ma chi poteva avere interesse a uccidere la donna? Un marito tradito, una sorella invidiosa, una rivale incattivita o un amante annoiato? O forse Rosemary aveva veramente deciso di togliersi la vita perché tormentata da un oscuro segreto?

Ciò che appare subito chiaro è che nessuno di quanti erano con lei al ristorante Luxembourg, al momento della sua tragica fine, è chi dice di essere. La verità verrà alla luce solamente dopo un’allucinante e fatale ricostruzione del crimine. 



Il romanzo dell’infanzia perduta.
Seduto con un cane a fargli compagnia, un bambino morto per caso. Un orfano, niente famiglia, niente amici.
E invece qualcuno che si chiede perché, e come, e quando.
Qualcuno che si mette a scavare in vite piccole, di cui non ci si cura, di cui non si sa niente.
Qualcuno che non si rassegna all’urlo che non sente, al lamento che non riesce a trovare.
Fino al giorno dei morti.