lunedì 12 dicembre 2011

fatevi i gatti vostri n. 366 "il cane che pisciò addosso all'albero genealogico"

Di come il mio vero nome di battesimo non sia Dante scrissi in uno dei primi post.  Per i curiosi, e gli amanti della saga di famiglia, nella colonnina a destra, c'è l'archivio. 
A Livorno però, fin da piccino, son sempre stato Dante. Lo devo a  un  fratello del mi povero nonno soprannominato Dante perché sapeva parecchia divina commedia a memoria. A sentire i vecchi   coevi  sopravvissutigli, aveva una tal voce stentorea che al suo "lasciate ogni speranza....." si sarebbe sciolto il corpo  anche  a Benigni. 
Ho vaghi ricordi di quest' uomo imponente  che improvvisava in ottava rima.   Maestro nell' intessere   finali in  "ica"   sposava alle medesime,  strofe in cui  asseriva  d'esser uomo all' antica,  di  viver di fatica, e di voler morire sulla .... 


Cosi fui Dante, ma non era finita, infatti, leggendo il mio nome e cognome, parecchie persone, ancor oggi, pensano a un gioco. 
In effetti, anni or sono, quando qualcuno, sentendomi improvvisare in poesia, mi pigliava pelle mele chiedendomi: "Dante come l'Alighieri?" rispondevo chiarendo che quel "Dante", fiorentino, era il poeta da' versi divini io, Dante livornese, ero Da' vini Diversi (Rosso di Bolgheri  tra i preferiti).
In realtà tutto il bailamme sorse  col trisavolo di mio nonno, il conte Ferdinando Davini Malfatti le cui sostanze  non ebbero l'avventura di passare ai discendenti, essendo state anticipatamente trasferite,  nelle assai meno nobili ma rapacissime mani dei biscazzieri e delle puttane che il conte teneva in somma considerazione e grazie alla cui frequentazione alleviava il tedio delle uggiose giornate de' su' tempi.  Non è tanto, tuttavia, il resoconto delle passioni dell' uomo che qui occupa il nostro interesse quanto la genesi dell' attuale cognome mio. Il nobile ramo dei Malfatti, pur apportando maggior gloria al casato dei Davini, riduceva, infatti, a fonte di ilarità la lettura dell avìto nome e cognome  che pareva assai più appropriato a un oste o an vinattiere  maldestro. 
Volle così il nonno del nonno del nonno del mi' nonno, cangiarsi nome acciocché l'equivoco disapparisse e , in supponente considerazione della propria  unicità prese il partito di corroborare la maestosa progenie  dei Davini apponendovi  "DIVERSI" e creando il motto che compare anche oggi sullo stemma di famiglia


Peggiori? Migliori? Mai Eguali! Davini Diversi


Ovviamente non è mancato chi  ha voluto far della facile ironia  presumendo una  diversità che non ci disonorerebbe  affatto ma che,ad oggi,  per mera testimonianza  storico famigliare, non  annovera alcun rappresentante tra gli appartenenti al nostro albo genealogico.


Ovvio che, nell' agone costituito dalle stradine della Venezia o del Pontino, rioni popolari della vecchia Livorno,  quando qualcheduno provava a motteggiare chiedendo
 " Diversi davvero? O in che?" 
valeva assai più la prontezza che lo stile della risposta, la quale suonava, di solito così:   
"chiedilo ala tu' sorella quando dimena r'culo "
o se disposti a una scazzottata: 
"chiedilo ar tegame ( donna di malaffare) di tu' ma' (tua mamma) 'osa ci s' ha di diverso noiartri!


Questa storia sul cognome la scrissi divers' anni fa e per farvi intendere quanto possano essere caustici i livornesi Vi dirò solo questo: Don Luigi mi propose di trovarmi lui un titolo adatto. Accettai di buon grado e il pezzo fu intitolato: 
il cane che pisciò addosso all' albero genealogico.


Dante

fatevi i gatti vostri n. 365 " che dimenio di coda "

"Grazie all' incipit dell' amico MATEMAURO abbiamo conosciuto questa deliziosa iniziativa della Dante Alighieri che, nella dilagante palude culturale d'oggi, tiene a cuore la conservazione della nostra bella lingua.
Si tratta di adottare una parola (si può farlo da QUI) e di impegnarsi alla sua diffusione con i modi e mezzi che uno preferisce.
Ho trovato tra le varie proposte di parole, che stanno scomparendo e necessitano di angeli custodi, "dimenìo"
e, dato che evocava in me lontani ricordi di espressioni livornesi, udite dalla mia mamma e dalla mia nonna, ne ho richiesto e ottenuto l'adozione. Questo è il simpatico certificato che la Dante Alighieri rilascia quando affida una parola




Viene richiesto di fornire una motivazione e una citazione.
Siccome una motivazione di più augusta possanza non mi veniva, ho scritto la verità: "perché è una parola che veniva spesso usata da mia madre (livornese)". Volevo scrivere "dala mi' mamma" ma già il mio nome poteva sembrare l'opera di un buontempone e mi sono astenuto. Il referente più autorevole per la citazione mi è parsa, a pieno titolo, l'ava, (riporto qualora non si leggesse nella foto del certificato): "Bada che dimenio di coda questa gatta, se 'n trova un micio mi diventa matta, vecchio adagio livornese sentito spesso da mia nonna, talvolta riferito ironicamente a qualche umana ancheggiante durante la passeggiata"
La nonna, di solito, usava un lemma più greve in alternativa a micio" ma il senso di "complemento virile" pardon "gattile" è comunque reso.
Ieri sera mentre  si chiacchierava di ognibene e anche di questo, Dino ha detto :

"mi sa che Monti con tutto questo dimenio, abbia un obiettivo duplice: parare il culo ale banche e sfondallo a noi".

L' uso è efficace e rende l'idea ma alla Dante Alighieri penso che storcerebbero il naso.


Saluti a tutti


Dante



domenica 11 dicembre 2011

Fatevi i Gatti Vostri n. 364 " Arriva Dino "

C'è agitazione in casa, 
alle 11 arriva da Livorno Dino Ciampi, il miglior amico di zio Dante. Dino e Dante, a vederli, sembrano due figure complementari e mai come nel loro rapporto mi è capitato di veder esaltati i valori più profondi dell' amicizia.  Si fermerà due o tre giorni, poi ripartirà con Dante alla volta di Roma per rimediare gli spiccioli di Natale dall' omino dei jingles". Da anni ormai, Dino e Dante scrivono pezzetti musicali in qualità di "negro" o ghostwriter, come si dice all'americana. Di base Dante è il paroliere, Dino il musicista ma si alternano nei compiti anche se la rifinitura della partitura musicale tocca sempre a Dino. L' omino dei jingles (qui dovrei fare riferimento ai vecchi post nei quali il personaggio compare, ma non abbiamo mai fatto i tags e adesso è un casino) commissiona ai due un certo numero di musichette e li paga, poco, indipendentemente dall' esito. Dante è certo che il tipo lavori per qualche professionista del settore perché ha sentito spesso le proprie produzioni, variate, arrangiate ma non abbastanza da coprire la struttura di base. Comunque son soldi benedetti. Dino quando viene da Livorno porta sempre una borsa frigo con del buon pesce per i gatti e anche per me, che sono rimasta l'ultima a mangiarlo.
Il dopo pranzo, insieme al dopocena, rappresenta il momento clou dell' incontro. I due suonano, cantano, bestemmiano, rievocano fatti e misfatti della loro vita e, non bastasse la memoria elefantina di Dante, vi si aggiunge l' incipit di Dino che ogni cinque minuti esordisce con un: "ma te la ricordi la tale?" e giù rievocazioni e risate.
La zia sta preparando la pasta fatta in casa e per l'aperitivo ha sfornato questo bellissimo tornino di zucchine.
Il vino è pronto  e per il dopopranzo ci sono i biscottini allo zenzero (stesse formine ma diverso contenuto) che si sposano benissimo con la grappa. Balena si sta strusciando alle gambe del tavolo da cucina e si lecca i baffoni.


Buona Domenica


Dani

sabato 10 dicembre 2011

Fatevi i Gatti Vostri n. 363: " Quando gli anarchici ammazzavano i Re"


In merito all'attentato ad Equitalia, nutro dei dubbi sull'autenticità del volantino di rivendicazione mostrato in video, non ho, tuttavia udito smentite ,al momento in cui scrivo, da parte della FAI federazione anarchica informale da non confondere assolutamente con la Federazione Anarchica Italiana. Credo infatti che gli aderenti alla federazione anarchica informale possano benissimo essere tutt'altro che anarchici. Ma dati i commenti che leggo in giro e il pressapochismo che li anima,  sento l' obbligo di dedicare questo post al fatto in questione.
DDD



Un pacco bomba rivendicato dagli anarchici della FAI (federazione anarchica informale) è esploso tra le mani del direttore dell' agenzia Equitalia di Roma Marco Cuccagna.


Tra l'unanime biasimo qualche voce si è levata dicendo "era ora" o "se la son cercata".


Tra gli ultimi post di "fatevi i gatti vostri", ospitati da Splinder, ebbi occasione di riferire su una mia vicenda privata che mi vedeva coinvolto in una delle tante esazioni che lo Stato commissiona ad Equitalia e che la medesima rende operative, sostanziandosi nell' esercizio dell' esazione (retribuita) la sua ragion d'essere. Parlai di brave ed umane persone incontrate allo sportello e vociai contro i banchieri che vi seggon dietro e che ora seggon dietro lo scranno dell'attuale presidente del consiglio. 
Che la mia fede sia anarchica l' ho scritto e ribattuto, che l'aver guai con equitalia e l'essere anarchico automatizzi un avallo del gesto rivendicato dalla Federazione Anarchica Informale : NO. Assolutamente no. Io capisco e riconosco le ragioni storiche ed oggettive degli anarchici quando sostengono che la loro unica guerra è la guerrilla, l'attentato. Lo strapotere dei grandi gruppi d'interesse uccide ogni giorno di morte violenta o per lento strangolamento. L'artigiano che s' impicca e la signora che si annega coi figli forse, in un mondo più umano non si sarebbero trovati a pensare di non poter più farcela di essere dei "falliti" da preferire la fuga eterna alla lotta perduta in partenza. Non capisco però il mettere a rischio persone che ben poco hanno a che vedere col Nemico con la N maiuscola. Credo che le cellule della federazione anarchica informale rappresentino un delirante gruppo di folli che pochissimo hanno a che vedere con la storia e l'ideale anarchico. Ne usano spezzoni di linguaggio ma in maniera rozza e scorretta e facendosi  scudo di questa sigla  chiunque potrebbe essere l'attore, chiunque il mandante.  Il pacco bomba che inviano (sempre che non smentiscano) può dilaniare lo smistatore delle poste, il fattorino, qualunque impiegato di Equitalia e infine ancorché giunto nelle mani cui era diretto, può essere un quadro medio alto di un agenzia di Equitalia l' obbiettivo strategico di un azione anarchica?
Ammesso e non concesso che la guerra sia guerra (ma son sempre più lontano da queste concessioni) se ci si spara frontalmente, chi cade cade, fa parte del gioco. Per fortuna oggi in guerra non ci si va per obbligo ma per libera volontà così si sa a cosa si va incontro.
Quando però si vuol compiere un' azione dimostrativa si fa  per caso un' attentato a un tenente o un capitano?
Mi diranno alcuni  che quel metaforico tenente di equitalia ha sposato la causa dei banchieri. E per questo è degno di morte?
Forse è il passare del tempo. 
I tempi cambiano, tutto cambia e io non mi ci ritrovo più.


Una volta gli anarchici ammazzavano i re.




Dante


venerdì 9 dicembre 2011

fatevi i gatti vostri n. 362 "nel regno del forno"

Oggi  Holly ha fatto i panini alle olive, Esserino li ha annusati approvando, Balena ne ha divorato un bel pezzo, mentre eravamo distratti. Zia ne ha mangiato 1, io 2,  Dante il resto fino ad esaurimento.
Eccoli appena sfornati e, dato che abbiamo scritto solo due righe ecco una tenerissima foto 
di Esserino

Dani

giovedì 8 dicembre 2011

fatevi i gatti vostri n.362 " la mattina del dì di festa "

Oggi tocca a me,


Dante sta trafficando con l' impianto elettrico e Dani è in giro per piccoli acquisti. Fuori c'è il sole ma la temperatura è rigida. E' il primo post che scrivo su questa nuova piattaforma, preferivo l'aspetto semplice dell'altro ma mi sto abituando  anche a questo e, come detto e ridetto, l'importante è non perderci.
I Gatti dopo una scorribanda, al sole, sul terrazzone che copre la nostra casa, riposano. Esserino è sul tavolo dentro la scatola dei pezzi di uno dei tanti puzzle, che sto completando. Per me sono una vera passione ma, dati i tempi di ristrettezze, ne ho disfatti alcuni vecchi e li ho scambiati con altri (ugualmente disfatti) che erano stati realizzati da mie amiche. Non costa nulla e si fa qualcosa di nuovo. Balena è sul letto e dorme, come suo solito, a pancia all' aria. Ormai abbiamo una testimonianza fotografica rilevante di questa sua semiumana abitudine. Russa, anche e quando smette Dante (a furia di gomitate nei fianchi) inizia il micio.
C'è in giro aria di Natale e con gli spiccioli, che serbavamo in un porcello di coccio, ho comperato una quantità industriale di farina. Le uova le ha procurate Dante scambiandole con un lavoretto  alla motozappa di un contadino della terraferma. Gente che conosco da quando ero  bambina.  La nonna ci portava a vedere gli animali nell' aia della cascina di questi suoi amici. Ritengo una fortuna aver visto i maiali, le oche, i tacchini, dal vivo. Oggi i ragazzi non hanno idea di quanto sia grosso un maiale o della incredibile forza che ha un papero quando ti prende a colpi di becco.
Faccio l' ottanta per cento dei cibi in casa. Pane, pasta all' uovo, dolci per la colazione e la merenda.
Questa mattina ho fatto i biscotti la casa odora di pasta frolla ed essenze. In molti ho messo la cannella che Dante adora.










Buona giornata


Holly











Holly

mercoledì 7 dicembre 2011

fatevi i gatti vostri n. 361 "il teorema del culo"

Portammo Balena dalla veterinaria e la doc, dopo aver fatto due carezzine al micione, guardingo sul tavolo inox, con rapido gesto, quasi impercettibile alla vista, gli infilò in culo il termometro. Il re della ciotola ebbe un sussulto e, con  altrettanto rapida reazione, affettò il polso della temeraria. 
Holly, da brava mamma redarguì il micio, chiamandolo cattivo e sostenendo che la dottoressa non gli stava facendo niente di male, ma questa replicò, scherzosamente, in dialetto, quanto  riporto, per comodità, in italiano: 
" il fatto è che essendo in culo al gatto non brucia a noi". 
Ci pensavo riflettendo sulle parole di chi sostiene che in fondo Monti ha fatto il possibile in una condizione disperata. Si vede che a lor signori non brucia. A Bersani in primis, perché la mia critica viene da sinistra e quindi la deve accettare. Ho il sospetto che la mia posizione sia tanto a sinistra di Bersani che lui immagini  chi la pensa come me, troppo vicino al punto in cui l'estrema sinistra entra a contatto con l'estrema destra mentre a me la sua collocazione pare tanto a destra della mia da parermi confusa con quella del papa (in maiuscolo scrivo solo Gatto Eterno).
Torniamo però alla topica della manovra del governo.
In margine alle riflessioni (meglio dire l'incazzatura di ieri) c' è di più:
le mosse di Monti portano, infatti,  ad una serie di conseguenze a catena che arriveranno come pietre sopra la classe operaia
Sicuramente Monti da buon economista conosce la matematica e il 
teorema di Archimede che recita:
Chi l'ha in culo non vede 
e avrà pensato: " intanto passiamogliela così, che poi i soldini arrivano da tanti altri rivoli che nemmeno si immaginano ".
 Mi rendo conto che dal teorema del termometro  (in culo a voi non brucia a me) si sviluppa  una conseguenza sulla quale non ho ancora sentito commenti ma che spero non sia sfuggita alle menti più critiche


Toglie l’Ici e la cambia in IMU, ma  puttanaccia della miseria,  se cresce del 60% la rendita catastale cresce anche l’Irpef relativa al reddito stimato per il buco  in cui si vive.  O no?


5 teorema di Archimede: chi l'ha in culo non lo vede
corollario pertinente: non lo vede ma lo sente!!!

Dante Davini Diversi