giovedì 16 dicembre 2021

fatevi i gatti vostri n 1893 "a blue clisma" (Dante Armonica)

 



Come ar solito la tombante maior ha leticato con George perché l' ha trovato briaco fradicio, completamente incapace di dagni quer che lei s'aspettava. Così il Ciampi s'è messo a canticchiagli blu crismasse e Dante,  informato del fatto, ha subito realizzato una versione personalizzata per sola armonica  intitolata Blù Clisma sottintendendo quello nella foto ovvero l' enteroclisma. Ovviamente me l' ha inviata e io la pòsto
Bacioni a tutti Zanza

I'll have a blue Christmas without you
I'll be so blue just thinkin' about you
Decorations of red on a green Christmas tree
Won't be the same if you're not here with me
And when those blue snowflakes start fallin'
That's when those blue memories start callin'
You'll be doin' all right with your Christmas of white
But I'll have a blue, blue, blue, blue Christmas
I'll have a blue Christmas starts snowin'
And when those blue heartaches start hurtin'
You'll be doin' all right with your Christmas of white
But I'll have a blue, blue, blue, blue Christmas
You'll be doin' all right with your Christmas of white
But I'll have a blue, blue, blue, blue Christmas
I'll have a blue Christmas without you
I'll be so blue just thinkin' about you
Decorations of red on a green Christmas tree
Won't be the same, dear, if you're not here with me
And when those blue snowflakes start fallin'
That's when those blue memories start callin'
You'll be doin' all right with your Christmas of white
But I'll have a blue, blue, blue, blue Christmas
Oh, but I'll have a blue, blue, blue, blue Christmas

mercoledì 15 dicembre 2021

fatevi i gatti vostri n 1892. speciale Dicembre: i poste del convento (1)

Nuntio vobisse gaudium magnumme habemus postem.

Di solito si contano i giorni dell' avvento e anche ala lidelle ho trovato a 99 centesimi un ber contagiorni che a ciascun giorno avventizio fa corrisponde n cioccolatino, eccolo qui sotto in una dele tante verzioni proposte a clienti.

Ovviamente l' ho comprato, poi Dani m'ha fatto sapé che Dante ne ha tre cosi mangia cioccolata ala mattina a pranzo e a cena.  Tanto pe une smentissi si parte in ritardo ma anche noi, quest' anno s' è deciso di contare armeno i 10 giorni  ci separano dal 25 e di chiamalli: "I giorni del convento" perché intanto un si riesce a movissi per varie e contingenti ragioni, non ultima la ripresa del covidde. Sono comunque riescita a strappare a Dante la promessa di partecipare attivamente ad un po' di interventi pre natalizi sur blogghe.

Spero che la cosa sia gradita a tutti que lettori che ci sono rimasti fedelissimi. Io non so ancora cosa farò, pole essere che vada  un po' di giorni a Venezia. A Dino gli tocca la Svizzera e mi pare che na volta tanto un abbia storto la bocca come di solito faceva guasi che si dovesse sforzà pe riunissi co quella meravigliosa creatura che noi s'è battezzato Costanza e che tale rimane anche a sostegno del famose omen nomen o omina nomina se son più d'uno. Il barre un va nè male ne bene, stantìeggia dice r mi babbo. Dopo una bona ripresa quando si riescì a sarvallo col' intervento appunto di Costanza, s' è ripagato tutto ir debito che in tempo di pandemià un'è stata poca cosa ma poi il lavoro s'è appiattito sugli stessi standarde degli anni pre covidde. Le tromabanti e Samatta stanno bene e vengano spesso a trovammi ma hanno più casini che capelli n capo. R' Tafano ha cambiato du ragazzotte pe conzolassi der lascito di Valentina ma ora riè solo. Il Mosca sta sempre co Camillina la sorella di Samatta. Io mi so scritta diverze volte cor tedescotto che rimediai in Corzica e anche Dani si scrive cor suo ma niente di che, come ha chiosato ir Ciampi a drusciassi le lettere ala topa un si sente un granché. Oramai le lettere le scrive solo Dante ma anche cor telefonino l' effetto resta piuttosto sciapo.

Bona notte a Tutti e

A presto

Zanza


lunedì 1 novembre 2021

fatevi i gatti vostri n 1891 speciale 1 Novembre "ner segno der giallo"

Le decidessi io le sorti der mondo, riscriverei tutto. Come se fosse uno di que romanzi melenzi indove va tutto bene e si vive felici e contenti anzi, guai a dì che dopo tutta sta felicità bisogna penzà anche a morì perché quello un rientra nelo schema dela melenzità. 

E allora fatte ste conziderazzioni un c' addentriamo in cose compricate der tipo: "io quer politi'o lì un l' avrei fatto nemmeno nasce" oppure " fossi io r padreterno ir covidde l' avrei fatto venì solo a chi mangia i pipistrelli" anche perché si contenterebbero tanti ma se ne scontenterebbero altrettanti. 

Di certo in questo  mi romanzo ipotetico,  in cui tutto va bene avrei messo nzieme Bobby co Zanzara, lui perché è solido ma un po' grigiolino e lei perché è frizzante come l' idrolitina ma ogni tanto ni svanisce la polvere a leilì e si deprimisce o si depressa no forze.... si depreme dev'esse così che si dice. Anche r Tafanino e la mi nipote l' avrei visti bene nzieme ma sarebbero durati quanto  n' abbaio di cane e allora  mi sa che è meglio che un sia io a scrive le sorti del mondo. 

Come unico romanzo donque mi limiterò a scrive ir giallo di cui avete digià bell' e letto o ascortato una parte.  Purtroppo sto lavoruccio, un po' pe la pandemia un po' pe l' infingardia delo scrivente oramai ha messo la muffa tra le pagine già scritte e quelle da scrive. 

In questi giorni però so abbastanza attivo e vedo con favore l' idea di non lascià cose a mezzo. Ci metterò tanto ma ce la dovrei fa. Intanto ho fenito di sistemà il motorino che vi feci vede a settembre delo scorzo anno, il Romeo ve lo ricordate?

 Scherzosamente l' ho voluto fa in istile militare come presa per culo di questo monduccio che prencipia a penzà ala terza guerra mondiale. Qui sotto ero già a bon punto cola carrozzeria ma ancora mancava il motore che mi ha fatto ammattire non poco.



Qui sopra, nvece è pronto e Holly se n'è impossessata dicendo "ma questo è un giocattolino perfetto per me". Si ma è un affarino che corre sverto come un serpente quindi per lei che nata col remo in mano e no coll' accelleratore ci vorrà un pochino di praticantato 

Un oggetto nvece il cui restauro e la rimessa in istrada, mi ha gratificato tantissimo  è questo Gilera supersporte che qui vedete fenito accanto al mi campere.








E' der 1969. Tutto risistemato e giallo com' era ai su tempi, romba che è una bellezza e per tutto settembre ci ho scarrozzato anche Holly che sfoggiava un casco rosa confetto. Di cilindrata è piccino, solo 100 cc ma corre come un serpe e indove ci sono le curve dimostra tutta la sua agilità, si riesce a guidallo come na bicicletta e a piegassi così tanto che Holly ha paura che un ci si faccia a ritornà insù. La caratteristica che distingue anche la su epoca è quella di avere l' assetto a X ovvero il cambio al piede a destra e la frizione alla mano sinista, il freno posteriore a pedale a sinistra e il freno anteriore al manubrio sulla destra. Bisogna sta un po' attenti perché se uno si fosse avvezzato ai cambi ala giapponese oramai in uso anche sule moto italiane, quando uno penza di frenà didietro si ingarbuglia e sale di marcia ma so quisquilie comprenzibili pe la gente stagionata come me.

Pel resto si va avanti più o meno come sempre: idee tante, soldi punti. 

Quarche gioia e diverzi dispiaceri, non ultimo quella di un carissimo amico d' infanzia il cui niccke era Faiv ma si scriveva all' ingrese. Tra l' altro era stato anche ir medico dela mi mamma, der mi babbo e mio finacché so stato in quell' area geografica.  Fin da  appena laureato e fatto l' esame di stato s'era messo con grande dedizione a esercitare la sua professione di medico di famiglia  ed essendo noi due  d' età (o forze lui era der 53) penzavo si sarebbe nvecchiati   nzieme  e nvece c'è toccato lasciallo andà via da solo perché, sebbene avesse tantissimi amici, come cantava Fabrizio De André "quando si more si more soli".

Intanti i gatti si preparano ar periodo natalizio e noi anche. I negozi hanno già prencipiato a mette fòri le robe di Natale, forze per concede più tempo ale vendite. Pel resto un si parla altro che dei vaccini e dei no vax e io che sono pela libertà di pensiero di parola e d' azione non ce l' ho coi no vacse anche se mi sono vaccinato e il giorno 9  mi farò anche il terzo ma una cosa un capisco con tutte le libertà che ci hanno fregato con tutte le ingiustizie che si vedano dala mattina ala sera solo sta ca'ata riesce a coalizzare le persone? Poverannoi.......

Bona giornata a tutti Dante

lunedì 25 ottobre 2021

fatevi i gatti vostri 1890 " speciale 2 ottobre "a futura memoria" canta una nostra amica.

Lei lo ha intitolato così e così lo si lascia ci mancherebbe altro. Perdipiù il titolo rende l' idea di come pararsi il culo quando ci raccontano cose che puzzano da lontano.

"Lei" è la carissima amica Patty da Roma che da anni firma i suoi commenti al nostro blog come "prencentrence". Già in passato ci aveva dato modo di apprezzare la sua voce che l' aveva fatta giudicare come "dotata" da un esaminatore  storto ed arcigno  come il Ciampi. Anzi ad esser sinceri aveva anche aggiunto: "Boiadé sta bimba cola voce va insù e ngiù come n'ascenzore!" E allora cara Patty beccati i complimenti rinnovati e il "bimba" che non fa mai male. Abbiamo ricevuto stamattina la sua registrazione riuscita assai bene per essere stata realizzata in ambiente domestico (solo chitarra e voce) e la postiamo subitissimo.

Eccola dunque in un pezzo che Samatta e le Trombanti reputano uno stornello difficilissimo proprio per i continui canti di di ritmo e i salti d' ottava. Il brano tratto dalla Tosca cinematografica magistralmente interpretata da Monica Vitti e Gigi Proietti invita Roma a non dar retta a chi la sta coglionando......



Grazie a Te Patty, a Chi ti ha accompagnato con la chitarra, non so se è tuo marito Valerio e bon ascolto a tutti

Zanza

domenica 10 ottobre 2021

fatevi i gatti vostri 1889 speciale ottobre: "Ir Tafano a lezione di volo".

 Avevo pattuito di raccontarvi il seguito delle disavventure amorose del Tafano ed eccomi a mantenere la promessa. 









Donque, considerata ormai insanabile la frattura tra lui e Vale, ir mi gemellino s'e messo rapidamente l' animo in pace. Alle mi domande su come fosse stato possibile che fosse andato a puttana un sodalizio che durava da oltre dieci anni e che tutti noi vedevamo prossimo allo sfociare nei fiori d'arancio, lui dapprima aveva fatto il vago ma, dietro le mi inzistenze mi ha poi confessato che le cose non andavano più tanto bene fra lorolì addirittura da qualche anno. 

A sorreggere l' impalcatura dell' unione c'erano di certo i una grande compatibilità fisica e il fatto che per Riccardo non fosse facile immaginare una ragazza bella ala pari di Vale e per lei un maschio attraente come r mi fratello. 



Gnudo un lo posso mette e nemmeno in viso perché è timidino da fa paura e s' incazzerebbe Solo con me che siamo stati anche in pancia nzieme un si vergogna e avete la mi parola che è un soggettino da collezzione.

Non è per vanto familiare ma la mi mamma è stata generosissima nel trasmetteci il su corredo di dna. Si consideri poi che quelli che io considero i mi punti deboli ovvero il nasone e le poppe grosse, eredidati rispettivamente da Ampelio e Nara, addosso a lui come maschio, queste eccedenze stanno benissimo. Ovviamente non mi riferisco ale poppe che erano oggetto della su derisione: avevo 10 anni e già ne avevo il doppio dela mi maestra e luilì mi meleggiava dicendomi: "co codesti pormoni, Zanzina, te e ci poi volà" al che io rispondevo "bello codesto troiaio di coda costì che ti ciondola dappertutto e te la potresti annodà". Poi crescendo ho capito che valeva il motto che Balena ripeteva sempre a Esserino storpiando il latino alla su maniera: Meglius abbundare cuam deficiere ossia meglio esse grassi che scemi. Di converso Riccardo non si è mai preoccupato di valorizzare il suo fisico con palestre e quant'altro. Ottimo notatore, come tutti in famiglia, si contenta di quello natatorio come unico sport che gli aggradi e lo pratica solo in mare perché le piscine fanno caà. Secondo me fa bene perché è rimasto in forma senza gonfiassi troppo. Il problema tra lui e Vale era, secondo la campana familiare, la grande diversità di interessi. Riccardo sona la chitarra, ama la musica, scrive qualcosina di suo, legge parecchio. Per il resto non fa un cazzo, è indolente e socialmente si dedica al su gruppo di amici e ala condivisione delle birre. Ha un pregio però: non è smartphone dipendente, anzi il più dele volte se lo dimentica sul comodino r cellulare o sulla scrivania ed esce senza. Valentina che ha buon cervello lo ha sempre messo al servizio del corpo, della salute e della propria capacità imprenditoriale. Io ci ho parlato spesso e mi ci trovavo bene ma non gli sortire dal su orticello cor un penziero politico o esistenziale perchè per lei la politica è una cazzata e le riflessioni sulla vita son seghe mentali, tempo sottratto allo step e al mantenimento del culo in forma. Nzomma na brava bimba ma con dei limiti precisi eretti intorno  alle ristrette aree di interesse. Ala fine lei si deve esse rotta le palle d'avé dintorno un trentenne che ancora un sa cosa deve fa e cosa vole dala vita e lui dopo avé avuto per dieci anni tra le mani quelle mele sode come il marmo deve avè penzato che quando il tempo avrebbe inevitabilmente  attaccato quer monumento, tra le mani gli ci sarebbe rimasto poco o nulla. Messe così le cose, la bilancia parrebbe pendere a favor guasi di Riccardino, indolente sì ma più profondo e più umano ma come vi anticipai  anche lui per certi verzi mi fa cascà le palle che un ho. Difatti cosa passa pel capo di questo mostro di senzibilità? Ar Tafano era sempre piaciuta  Dani e sapeva di piacegli anche a leilì ma quando s'era ragazzi ci si vedeva poco e quando s'è prencipiato a frequentassi di più, lui era digià a pane con Vale. Poi Dani aveva avuto altri fidanzati per conto suo e nzomma un c'era mai stata l' occasione pe vedé se l' antica attrazione reggesse ar tempo. 

Cor cervello da omo che ha e senza conzigliassi cola su sorella che di omini un è un esperta ma come ragionano le donne lo sa, piglia la macchina e va a Venezia. Ora dico io, armeno trova na scusa  per esse li o quantomeno avverti Dante che vai lassù magari a cercà na barca o na motocicletta o chessò io. Nvece  si presenta a casa di Holly con questa motivazione: "so venuto via da Livorno perché mi so lasciato co quella scema di Vale e ho bisogno di svagammi la testa. Ar che Dante gli ha detto subito: "Oh Tafanino una vorta codeste pene s'affogavano ar casino peccato che anche qui i casini l' abbino chiusi dal tempo dela Merlin. Io avevo quattr'anni  e allora l' unico referente autorevole potrebbe esse quer Toffanin che ncontrasti quand'eri giovane e nzeguisti un perizoma dai quattro mori infino a Treviso. Luilì se la memomoria un m'inganna ti raccontò la storia de meglio casini der Veneto e di Treviso in particolare". Tutti hanno riso ma l' uscita un deve esse stata tanto felice perché pare Dani si sia un poino immusonita. Nzomma digià un doveva esse tanto contenta perche l' ovvietà dei fatti la rendeva una seconda scerta.  Che poi  una sua eventuale elargizione di topa potesse anche venì presa alla stregua di una consolazione ala madam Sitrì gli dov'esse sembrata troppo.  Certamente è stata gentile e amichevole e per un paio di giorni lo ha sempre invitato nela su compagnia di amiche e di amici ma si è tenuta ben distante da un punto di vista fisico ed ha sempre fatto in modo che le sue attenzioni fossero rivolte a qualche altro maschio dela su compagnia. Il Tafanino al terzo giorno è risceso da noi e m'ha confessato le sue nove pene ricevendo anche la mia reprimenda: "Davvero hai culo d'esse bello e che le donne ti so sempre cascate addosso da sé perché se tu n'avessi dovuta conquistà una saresti ancora a fatti le seghe ar gabinetto. Hai fatto come quei torzoli che quando s' organizzava na festa ti venivano intorno per ballà e se poi te un n'avevi voglia passavano a fa la stessa proposta a la tu amica col resultato che questa penzava 'povero merda lei ti dice di no e allora t'accontenteresti di me ma sai come ti vado ner culo a te costì!'  Ora se na budellata di sto genere la fai a 15 anni pole anche passà. Ma a trenta e poi cor una tipa sensibile come Dani sei proprio di fori".

"Si però in Corsica coi tedeschi mica avete fatto tanto le difficili te e la tu amica".

Roba da pisciagli in bocca pe un fagli dire altro ma è r mi gemello e cerco di spiegagli che pe na donna ci possano esse momenti piacevoli e basta lì e per quello un è che serva na conoscenza profonda ma di certo io quei piaceretti en passant un me li concederei mai cor uno che gli sto dietro da anni e che l'ho sognato da ragazzetta. Poi ovviamente io la penso così, un è che sia la portavoce di Dani anche se siamo parecchio in sintonia sul modo di vedé le cose. Mi limito ad aggiunge:

" Potevi aspettà Natale, brodo che un sei altro, quando ci si trovava tutti nzieme te venivi su da solo e al fatto che t'eri lasciato dedicavi solo du mezze parole invece di fanne un piagnisteo e poi con eleganza e delicatezza dedicavi a chi t'interessava alcune di quelle attenzioni che una donna nota e apprezza".

"Sarebbe?"

"Intanto ascoltalla e fagli vedé che apprezzi i cervelli orte ai culi e ale poppe, poi piccoli gesti di cavalleria ma non affettati e infine magari gli potevi chiede se ti portava in barca. Lei è una marinaia abilissima, se ti portava a vedé tutti i ponti di Venezia, in mezzo ala gente, era meglio sta fermo. Se nvece ti portava a vedé l' isolotti sperduti magari voleva dì che no spiraglio s'era aperto anzi dirrei anche un uscio".

"Boia allora dele donne un ho capito un cazzo".

"Difatti, ma sai che? E sei belloccio caro ir mi gemellino e vedo che c'è una tutta in tiro che ha prencipiato a venì a piglià ir cappuccino la mattina e l'aperitivo la sera e un credo che venga per me...."

Bona domenica a tutti

Zanza

lunedì 27 settembre 2021

fatevi i gatti vostri 1888 speciale 2. Settembre " Ner padule de ricordi "

Ci fu un un tempo, nela prima metà dell' anni Settanta, in cui io, come avrete ormai ben saputo da altri miei scritti su questo blogghe, vissi una lunga parentesi fiorentina. Fu quello un periodo durante il quale  co Dino si stiede meno appiccicati, voi perché bona parte del nostro tempo libero era mpegnato a raccattare l' immensa quantità di topa che c'era a giro, voi perché il Ciampino andava avanti co su studi di conservatorio e siccome pe lui se i conservatori italiani son generalmente boni, il Mascagni di Livorno era quarcosa ar di sopra dele nuvole. Così appena aveva du menuti liberi montava sur treno e tornava a casa. Io no, a casa un ci tornavo guasi mai. Ir mi babbo passava un discreto periodo di crisi col lavoro e quando pur di non restà a studià a Pisa avevo scerto Firenze m' aveva detto: "Dantino io nele tu scerte un ci voglio entrà, Pisa uné che mi stia simpatica ma ci s'arriva anche cola lambretta, studià a Firenze vole dì trovà armeno un posto letto e mangià fori tutti i giorni. Te li se fatti du conti te costì?"

Gli risposi che ce l' avrei fatta bene da solo ma  che avrei dovuto fammi lo stato di famiglia per conto mio per esse sicuro di piglià il presalario. Una sorta di aiuto elargito dall' Opera Universitaria che, all' epoca, conzisteva in 500mila lire annue di cui mezze in soldi e mezze in boni libro. Io i libri li comprai sempre usati e spesso ne feci anche a meno arrangiandomi a cercare i testi in biblioteca.  Tutti i miei  boni libro li scambiavo coi boni menza appartenenti a parecchi studenti che avevan diritto ala menza gratisse, pel fatto che potevan dichiarare un basso reddito ma che un ce la facevano a sta in pari coll' esami per aggiudicassi il presalario. Avevo trovato una coppia di napoletani, ragazzo e ragazza,  che in cambio dele 250 mila lire mi davano boni pasto per un valore equivalente. Lorodue studiavano sui medesimi libri e poi appena fatto l' esame li rivendevano recuperando un bel po'. I boni menza me li davano prendendone metà ciascuno dai loro. Poi, quando andavano a mangià, riescivano a faccela cor un bono solo perché lei, che aveva du occi verdi che sdraiavano solo a sbircialli, quando passava davanti al banco dela pasta e dela carne guardava l' inserviente con fare da gatta e diceva " datemene  assai, se potete, perché tengo un amica mia che non si può permettere la mensa". Figuratevi se un gli riempivano una scodella! Ar massimo quarcheduno un po' più arzillo gli domandava se la su amica fosse bona come lei ricevendo la prevedibile risposta: "meglio assai, meglio assai". Barcamenandomi così,  un chiesi mai neppure un centesimo a casa ma un fu per niente semplice. Assolto il problema libri e pancia, dovevo pagà l' affitto, la luce, r gasse, l' acqua, mettemi quarcosa addosso da vestì ed avé un minimo d' argian de posce pe poté sortì con quarche ragazza e magari portalla al cinema all' Universale o a ballà all' Auditorium Flog al Poggetto.  Lavori ne trovavo a bizzeffe, ero giovane e avevo forza da buttà via. La mattina ale tre, sarebbe guasi meglio dì la notte, a quei tempi, si poteva ancora andà fori der mercato ortofrutticolo di Novoli e c'era sempre da aiutà a scaricà quarche camio rimediando un po' di sordi e restando liberi già all' otto di mattina. Era quer che ci voleva per poté andà a seguì le lezioni in Piazza Brunelleschi. Volavo in bici fino all' aule di Lettere ma, quando arrivavo, di solito m' addormentavo e facevo il semplice atto di presenza pe avé la firma sul libretto o perchè la mi faccia fosse abbastanza conosciuta al professore ar momento dell' esame. Ci girava poi un ber campionario femminile e io, co la solfa che ero uno studente operaio, avevo un ottima entratura per chiedere loro  dell' appunti o infilammi in qualche gruppo di studio. Avevo la barba, i baffi e i capelli che m'arrivavano un pezzo in giù pe la schiena e, anche se un' ero propio un adone di fattezze, quer pelo n testa sommato a na bona stazza fisica mi bastavano pe avè la mi parte di paradiso. Dino ricordando qull' anni coniò una volta una espressione sintetica che riassumeva come andavano le cose: "L' anni in cui un si doveva chiede nulla". E' vero, bastava sta lì e ala fine t'arrivava addosso quarche dono der celo incartato magari in una gonna lunga che sembrava fatta cole tende dela mi mamma e un un gilettino da omo. Le ragazze un sembravan tante aspiranti veline o aspiranti tegami come ora. Il rossetto se lo davano in poche e la minigonna un se la mettavano più. Il viso di solito era privo di trucchi e l' unica concessione era a qualche treccia o a quarche scignonne. A me mi garbavano così: quando potevì vedé le cose ar naturale. Ormai avevo passato l' età in cui mi attiravano r culo le zampe e le poppe, probabilmente mi sentivo pronto per quarcosa di più serio e scimmiottando il Ciampi ala ricerca dela sintesi direi che quella fu: la stagione dell' occhi e deli sguardi. Se da un lato le donne avevano messo all' indice tutto quello che poteva sembrare mercificazione del corpo o asservimento alla cultura maschilista dela donna oggetto, d'altro canto erano state nvestite da na ventata di libertà e d'indipendenza per cui un serviva più un fidanzato anche pro tempore pe confrontassi coll' altro sesso. Ragion per cui se non eri classificato come stronzo maschio sciovinista eri ammesso ner paradiso terrestre dove le ragazze un avevano problemi a fa r bagno gnude in ogni specchio d'acqua che si prestasse a ciò e nemmeno a infilassi ner tu sacco a pelo dentro a na tenda piccina che a fatica ci si respirava. Capii presto che quer paradiso aveva un prezzo. Non era possibile goderne appieno se si lavorava di notte e così smessi d'andare a scaricare al mercato e m'arrangiai in mille altri modi che un vi racconto perché son certo d' avevveli digià raccontati. Vi dico invece di un posto magico che una mia compagna di università aveva fatto conosce al nostro gruppo e che fu scenario di bellissime giornate tra la natura. Leilì abitava a Firenze ma era nata a Campi Bisenzio e un giorno, che s'aveva in mente una cena per festeggiare l' esame di antropologia culturale ,che era andato bene a tutti, ci disse: " vicino a dove abitavo anni fa, c'è un padule bellissimo, 


pericoloso nel periodo di caccia ma ora un ci dovrebbe esse guasi nessuno. In de punti  che so io ci si pole fa il bagno e se si mette le tende un ci rompe le palle nessuno. Almeno ci si leva da queste serate in Santo Spirito che sono sì carine ma ala fine rompano anche un po'."

Io allora lavoravo da Sergione, un fabbro in via De' Serragli. Mi permetteva di fare mezza giornata di pomeriggio, così la mattina andavo a scuola. Il mio compito era di andare a caricare e scaricare nell' officina il ferro che trasportavo cor un vecchio camioncino. S'era di venerdì e gli chiesi  se potevo tenere il camioncino per fare un piccolo trasloco nel fine settimana, quando la bottega era chiusa.  Avuto il permesso caricai tutta la banda di amici e amiche co zaini e tende  dentro al camio e, seguendo l' indicazioni di Rènni (che ar secolo si chiamava Serenella ma siccome gli faceva schifo  lo aveva scorciato così) s'arrivò ar Padule di Focognano che conta di 4 o 5 bacini lacustri 

che si estendano fra i comuni di Campi Bisenzio e Firenze. Non fu un revve come quei casini che fanno oggi e a parte quarche spinello un ci corzero altre droghe, nessuno morì o si sentì male e l' uniche musiche furon la chitarra di Dino, che pell' occasione restò a Firenze,  la mi armonica e, di notte, parecchi mugolii e qualche bercio che sortivano dale tende.  Nessuno però ci faceva caso, tanto meno noialtri che s'era mpegnati nela gestione  dela nostra...di tenda.

Si  mangiò dunque,  si dormì si fece ir bagno e tutte quell' altre cose che era normale ci scappassero in quer contesto.

Poi sta piccola dolcissima parentesi dela mi gioventù sparì ingollata nel padule del tempo e nela melma de troppi ricordi e difatti un l' avo più rammentata né a veglia ne in quarcheduna di queste mi melenze rievocazioni bloggali.

Poi ieri, mentre co Holly si girava pe un mercatino  di roba usata a Venezia, vedo un signore con barba bianca che aveva esposto una diecina di quadri.

Li guardo, li riguardo e Holly mi fa: "Sono carini peccato che ormai  abbiamo la casa piena di cavalli di Teo Russo

"Boia dè -replico- per forza son carini lo vedi che sono quadri toscani?"

"Ecco il solito sottutto -mi dice lei- come farai mai a capirlo? Sono campagne che potrebbero essere anche venete o lombarde"

"Boia Holly ma un lo vedi che accosto a ogni case c'è un cipresso o due o vialetti di cipressi. Qui li trovi ne cimiteri i cipressi."

"E poi questo- continuai- mi pare mi pare...." e rigiravo un quadro cor uno stile ala neo macchiaiola che mi portava la mente a ripassare tante immagini archiviate "questo- ho seguitato- mi pare un posto indove so stato tantissimi anni fa"




"Mahahah! A me pare una barena veneta".

"Holly questa un è una barena! Se un so rimbecillito der tutto per me è un padule" e mentre dicevo ste parole il venditore che mi aveva sentito si è avvicinato dicendo:

"Ha buon occhio il signore li avevo comperati ad un asta a Firenze, anni fa" poi ha rigirato il quadro l' ultimo che avevo esaminato e m'è preso un corpo



A Holly gli ho detto solo che  a Campi c'andavo a caricare il ferro. A volte a indugià su ricordi c'è il rischio di falla impermalì e poi del resto anche lei c'avrà i sua da ricordassi senza bisogno de mia. Ovvio che il quadro ora è a casa nostra.


Dante


mercoledì 22 settembre 2021

fatevi i gatti vostri n. 1887 speciale settembre "na vorta ar mese e Mattia fece le spese"

Na cavarcata ar giorno, diceva la mi zia, ti caverà di torno 'gni malinconia

Bisse in Ebdomada dicevano i greci e da loro mutuò la scuola Salernitana co le su "due  ala settimana", ma quando Alvaro alla su sposa Agnese disse: na vorta ar mese armeno la vorrei, le pronta lo riprese, questi son cazzi miei, modera le pretese e datti na carmata cara la mi caata, te e la tu vorta ar mese.

Nzomma si parlava di frequenza dei post, come averete senza dubbio capito. E allora siccome l' autunno è arrivato e io. che dopo tanto sfoggio di ciccia ho riposto le cosce ne carzoni lunghi, alternandoli, quarche volta, ala sottana corta, mi faccio obbligo di raccontavvi varche cosellina di noialtri perché se è assiomaticamente vero che il nostro blogghe unnè morto, bisognerà anche tenello n vita! O no?

Eccovi allora le Bone Nove:

Coll' incassi dell' estate siamo riesciti a tené a galla il barre e si sono messi a recupero 15000 euri per ripianare i cinquantamila avuti dalla SA Svizzera. Che poi si farebbe prima a dì da Costanza ma lei s'offenderebbe di brutto se si mettesse anche menomamente  in discussione la su creatura gestionale.

Ir mi babbo è contento e mentre prima un faceva altro che parlà di riposassi e di andà in penzione ora ha cambiato musica e dice che tutto sommato stiantà ala macchina der caffè un gli dispiacerebbe punto. La mi mamma, quando lo sente dì così, di ribotta, lo manda n culo. Non perché gli piacerebbe stassene a casa ma una gita for d'Italia purché un sia a Lurdesse la farebbe volentieri, ma vorta ogni tanto. 

E ora eccovi le Nove così così ma abbastanza buffe da rideci:

Ir mi fratello Riccardo, ir Tafano, a seguito d' uno scazzo settembrino, proprio dei primi, s'è lasciato co Valentina e anche Il Mosca, r più piccino de due, ha leticato con Camilla, la sorellina di Samatta, ma in maniera meno grave mentre la rottura di Rik cola tatuata pare nsanabile anche perché su quer culo che ha fatto sognà Livorno per anni ci si so buttati tanti di que pretendenti che parevano mosche su na merda fresca e il rimpiazzo der fratellino è  stato così  rapido da farmi dubitare che ne fossero state gettate le fondamenta già  da tempo. Ora leilí sta co Mattia, che gestisce na palestra e sembra l' abbino gonfiato cor compressore da quanto è grosso. Nel su palmaresse sportivo brucia però una terribile doppia sconfitta a Braccio di Ferro subita proprio qui al barre. 


Ma mica co Dantino! Come potreste penzà voi tutti. Macchè....! E' co  George, il semi fidanzato di Daria, che ha perzo sto omaccione, che quando camina gli stanno i bracci arzati da quanto è pompato. Ora intendiamoci George un' è che sia proprio na mezza sega, a su tempi era n' istruttore de Marinze americani e faceva le flessioni cor una mano sola ma ora se gli fanno n' ecografia ar fegato  e si vedano l' etichette nere der Jek Danielse e paragonato a Dantino a Don Luigi e a Uliano un si pole di che a braccio di ferro sia il vessillifero der Bar Nado. Difatti il tórzolo, pe la vergogna, un' è più venuto neppure a beve ir caffe. L' episodio risale ala metà d'agosto quando il ragazzone venne ar barre nzieme ad amici e amiche fra le quali c'era anche la sorella maggiore di Valentina, belloccia e tatuata anche lei ma meno vampe dela sorella più piccina. Ir mi babbo, che per piglià pel culo la gente ha na predisposizione naturale, gli fece ir caffè nela tazza der cappuccino e gli disse " Bada Còcco te l' ho fatto in questa bella grossa come te, armeno un certo sforzo pe alzalla lo devi fa sennò co quella normale un ci trovi nemmeno gusto
".

Mattia (l' omone si chiama così) messe le mani sotto all' incavo der bancone e lo smosse in arto facendo trillare tutte le tazzine e aggiunse sogghignando: "Io le tu tazze l' arzo cor banco e tutto".

"Intanto, bischero che nsei altro, m' hai scollato la modanatura" replicò  Ampelio  " Eppoi- seguitò-  mi sarebbe garbato vedetti a fa braccio di ferro con Don Luigi o co Uliano."

"Siee o a fa la lotta coi leoni der Colosseo o a buttà giù r tempio come Sansone ma com'è che i vostri eroi so sempre tutti morti?"

"Ci fosse qui r su figliolo, d' Uliano, replicò r mi babbo abbasseresti la cresta ma se un avessi l' ernia ala cervicale ti darei del filo da torce anch'io".

"Du morti, un latitante e n' invalido hai qualche altro campione in questo cesso di barre?"

 "Ehi Palleii ci li hai ciento dolari da buttarei  via?" Si sentì dire da na voce n fondo al barre.

"Da buttà via? semmai da raddoppialli chi è che s' è fatto sta pera di coraggio, n mercenario straniero?"

S'alzo George, alto e robusto anche lui ma con una pancia in odore da ascite da arcole . In compenzo aveva  una manica tirata su che mostrava un braccio asciutto e nodoso come il tronco di un albero.

Messisi ar tavolino la pratica durò pochino, Mattia aveva il bicipite e l' avambraccio enormi e pintava che pareva si dovesse cacà addosso da un momento all' altro pelo sordo. George opponeva una resistenza all' apparenza passiva ma che non permetteva all' opponente di guadagnare un centimetro in più di quanto gli avesse concesso nella fase iniziale. Alla prima bestemmia di Mattia il buon Dalton prencipiò a recuperare la verticale e poi come una pressa stese l avambraccio dell' altro fino a fagli toccare il piano der tavolino.

Ormai stremato dalla prima prova e reso poco lucido dalla rabbia, il gigante non ebbe sorte  migliore nella rivincita. 

Signorilmente George evitò di sfotterlo e disse semplicemente: "whiskey per tutti Ampelio, il miglior bourbon che hai, paga il signorei."

Pare che ir mi fratello, sta storia l' abbia raccontata a Vale, irridendo il palestrato omaccione ma Vale, che ha una quota della palestra di Mattia, ha preso in maniera così decisa le difese del socio che alla fine ir mi fratello ci s' è incazzato. Non credo che scazzi simili guastino coppie solide a meno che un ci sian già segni di sgretolamento a monte. Non so il seguito, un se ne parla fatto sta che, lapidario, il Tafanino mi ha detto "Con Vale oramai pratica archiviata, tanto più che ora sorte co Mattia". Poi ha fatto la cosa più imbecille che poteva fare. Ricordandosi che Dani aveva un debole per lui, ha preso la macchina ed è andato a Venezia. Questa però è nantra storia e merita d'esse raccontata in altro poste.

Un abbraccio a Tutti

Zanza 

di seguito du note a proposito del somigliantissimo Popeye ritratto nella foto che ho inserito poco sopra, nel post.

Forse non tutti sanno che Popeye (Braccio di Ferro) è esistito veramente. Frank “Rocky” Fiegel, ispirò il personaggio di Popeye. Era un marinaio polacco, emigrato in Illinois negli Stati Uniti, che era sempre coinvolto in combattimenti e scorribande. Frank era anche noto per la sua forza fuori dal comune. Batteva avversari molto più grandi di lui al punto che a volte non si alzavano da terra quando li colpiva con un uppercut. Viene anche ricordato per il suo buon cuore e affetto verso i bambini. Il fumettista Elzie Crisler Segar era vicino a Frank e ha creato il personaggio Popeye nel 1919 per un fumetto comico del New York Journal ispirandosi al suo amico.  Frank aveva un occhio più grande dell’altro, quindi il fumettista battezzò il personaggio “Pop-Eye” che in inglese è il nome di una malattia che colpisce alcuni pesci lasciandoli con un occhio più grande dell’altro. La lattina di spinaci che dà forza al marinaio esisteva anche nella vita reale ed era lo spuntino di Frank durante la pausa di lavoro al porto. Olivia Oyl è stata ispirata a una vera donna di nome Dora Paskel, mentre Bruto è stato ispirato a un ragazzo molto forte che arrivò al porto dove si trovava Franz “Rocky” Fiegel e combatté contro di lui. Frank – Popeye, ovviamente, vinse l’incontro.