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Films su vecchie librerie la cui permanenza viene difesa con le unghie e coi denti ce ne son molti ma questo non lo conoscevamo. Non pensiate che anche sommando le visioni di tutte le nostre redazioni si possa aver visto tutti o un larga percentuale dei films che elenchiamo. Sarebbe pura Utopia. Accingiamoci dunque a passare alla cineteca di Esserino questa "casa dei libri". Una nota in merito alla cineteca: è possibile che troviate i titoli presentati direttamente in scaffale o che al loro posto ci sia un documento con la pertinente collocazione. I films sono ugualmente ben accessibili dipende solo da momentanee ragioni organizzative legate allo spazio disponibile. Poi cercvherò di aggiungere questa tessera al mio mosaico di libri e films sulle biblioteche perché finché ci saranno libri ...... ma perché dirlo? Chi lo sa lo sa e gli altri non sono interessati o sono interessati ad altro. Ormai c'è chi sogna di farci dei pubs o delle pizzerie a taglio al posto di quei polverosi ricettacoli di tarli. Un abbraccio da Dani recensione da my movies
ISABEL COIXET TORNA AD OCCUPARSI DI FIGURE
FEMMINILI ISPIRANDOSI AL ROMANZO DEL 1978
DI PENELOPE FITZGERALD.
Recensione di Giancarlo Zappoli venerdì 16 febbraio 2018
Fine Anni '50. Hardborough, Inghilterra. Florence Green ha perso il marito nel secondo conflitto mondiale e ha deciso di aprire una libreria (seguendo un impulso che la lega al primo incontro con quello che sarebbe divenuto suo marito) in quest'area culturalmente depressa. La sua impresa non sarà semplice perché nella cittadina c'è chi vuole utilizzare l'edificio per altre (presunte) iniziative culturali e farà di tutto per fermarla. Non sarà però del tutto sola perché troverà la collaborazione di una bambina e di un anziano appassionato lettore.
Isabel Coixet torna ancora ad occuparsi di figure femminili e questa volta fa riferimento al romanzo del 1978 di Penelope Fitzgerald.
Con simili premesse (l'origine letteraria datata e la trama) ci si aspetta un film vecchio stile ed in parte l'attesa viene suffragata dalla messa in scena. Party in cui le chiacchiere e gli sguardi sono fondamentali, porte che cigolano, pettegolezzi femminili, personaggi solitari avvolti dal mistero non mancano. Però si rivela interessante il modo in cui vengono utilizzati, a partire dalla contestualizzazione. Quando Florence giunge in quella zona provinciale della Gran Bretagna la voce narrante (di cui scopriremo alla fine l'identità) ci fa quasi 'sentire' le implicazioni legate al piacere della lettura. Non si tratta solo di sensazioni tattili legate alla carta su cui sono impresse le parole ma ancor più di ciò che si prova leggendo e delle emozioni che accompagnano lo scorrere delle ultime righe di un libro che ci è piaciuto.
A questo si aggiunge la riflessione sull'effetto dirompente (che ormai si va sempre più perdendo in questi nostri tempi) della letteratura all'epoca. Romanzi come "Fahrenheit 451" di Ray Bradbury o, in misura maggiore e fomentatrice di 'scandalo' tra i benpensanti, "Lolita" di Vladimir Nabokov erano al centro di un dibattito che andava al di là della ristretta cerchia letteraria. Basta pensare alle proteste che Stanley Kubrick ricevette da importanti associazioni di 'difesa della famiglia' quando decise di trarne un film per rendersi conto dell'impatto. Florence acquista 250 copie del romanzo e lo pubblicizza in vetrina, lei che di sensuale non ha nulla e quando indossa un abito rosso manifesta innumerevoli perplessità ma sa riconoscere, magari con consulenza di supporto, il valore di un testo. Questa volta Coixet non presenta però solo il versante in chiaro della femminilità perché alla neolibraia contrappone una 'domina' dell'alta borghesia che ha messo sotto tutela il marito generale (tanto da spingerlo a raccontare false versioni di quanto accade) ma utilizza tutti i mezzi per contrastare la diffusione di una cultura non allineata. Troverà sulla sua strada un lettore accanito che si dimostra capace di uscire dalla gabbia protettiva della lettura per affrontare la vita reale e una bambina tanto riccioluta quanto determinata.
Pubblichiamo il consueto listone film proseguendo con i titoli della lettera L. Data la grande presenza di elementi preceduti da tale articolo lo suddividiamo in parti. Qui di seguito i titoli compresi tra La 24 e La Du. Ci scusiamo per l'assenza di notizie di cronaca familare e locale ma Bobby è in gita con Martina, Dante e Holly sono in barca anche loro per un giretto di piacere. Io Zanza e Dino siamo invece sul tirreno con la barca livornese di Dante. Cerchiamo di approfittare di questi scampoli di libertà prima che il covid faccia chiudere di nuovo le stie. Zanza (provo a pubblicare col cellulare quindi perdonate tutte le imperfezioni che non sarò riuscita a preventivare)
La 24 ore di Le Mans 1971 La 25ª ora 2002 – Streaming La babysitter 2017 La ballata del boia 1963 La ballata di Buster Scruggs 2018 La ballata di Cable Hogue 1970 La ballerina del Bolshoi 2017 La bamba 1987 La bambola assassina La bambola assassina 1988 La bambola assassina 2 1990 La bambola assassina 2 1990 – Streaming La bambola assassina 2019 La bambola assassina 3 1991 La bambola di Satana 1969 La banda degli onesti 1956 La banda dei Babbi Natale 2010 La banda dei fratelli James 2010 La banda del Gobbo 1977 La banda del porno. Dilettanti allo sbaraglio 2005 La banda della Bmx 1983 La banda delle frittelle di mele 1975 La banda Grossi 2018 La banda Olsen e il Re dei ladri 2010 La banda Vallanzasca 1977 La battaglia dei dannati La battaglia dei dannati 2013 La battaglia dei demoni 2016 La battaglia dei sessi 2017 La battaglia di Algeri 1966 La battaglia di Hacksaw Ridge 2016 La battaglia di Jadotville 2016 La battaglia di Midway 1976 – Streaming La Befana vien di notte 2018 La bella addormentata nel bosco 1959 La bella Antonia prima monica e poi dimonia 1972 La bella e la bestia 1991 La Bella e la Bestia 2014 La Bella e la Bestia 2017 La Bella e le Bestie 2017 La bella gente 2009 La bella vita 1994 La belle epoque 2019 – Streaming La bellezza del diavolo 1950 La bellezza del somaro 2010 – Streaming La belva col mitra 1977 La belva dalle calda pelle La belva umana 1940 La bestia uccide a sangue freddo 1971 La bicicletta verde 2012 La bocca del lupo 2009 La bottega degli errori 2015 La bottega del barbiere 2 2004 La bottega del barbiere 2002 La bottega del barbiere 3 2016 La buca 2014 La buona uscita 2016 La bussola d oro 2007 La caccia 1966 – Streaming La caduta degli dei 1969 La caduta delle aquile 1966 La caduta. Gli ultimi giorni di Hitler 2004 La calda vita 1963 La califfa 1970 La cambiale 1959 La camera azzurra 2014 La camera dei morti 2007 La campionessa 2019 – Streaming La canzone del mare 2014 La canzone di Carla 1996 – Streaming La capra 1981 La capra 1981 La carica dei 101 1961 La carica dei 101 1961 – Streaming La carica dei 101 1996 La carica dei 101 II – Macchia, un eroe a Londra 2003 La carica dei seicento 1936 La casa 1982 La casa 2 La casa 2 1987 La Casa 2013 La casa 4 1989 La casa 5 1990 La casa 7 1989 La casa ai confini della realtà 1989 La casa che grondava sangue 1970 La casa che non voleva morire 1970 La casa con la scala nel buio 1983 La casa con la scala nel buio 1983 La casa degli spiriti 1993 La casa dei 1000 corpi 2003 – Streaming La casa dei fantasmi 1958 La casa dei libri 2017 La casa dei massacri 2003 La casa dei sogni 2016 La casa del diavolo 2005 La casa del diavolo 2005 – Streaming La casa del sortilegio 1989 La casa dell orco 1988 La casa dell orco 1988 La casa della 92ª Strada 1945 La casa delle anime perdute 1991 La casa delle bambole – Ghostland 2018 La casa delle estati lontane 2015 La casa delle streghe 2005 La casa di Cristina 1999 La casa di famiglia La casa di famiglia 2017 La casa di Helen 1987 La casa di Jack 2018 La casa di Mary 1982 La casa nel vento dei morti 2011 La casa nera La casa nera 1991 La casa Russia 1990 – Streaming La casa stregata 1982 La casa sul lago del tempo 2006 La casa sul mare 2017 La cena di Natale 2016 La chiamata 2017 La chiave 1983 La chiave di Sara 2010 La chiesa 1989 La cieca di Sorrento 1934 La ciociara 1960 La citta che aveva paura 2014 La città della gioia 1992 La citta delle donne 1980 La citta ideale 2012 La citta incantata 2001 La citta invisibile 2010 La città perduta 1995 – Streaming La città si difende 1951 La città verrà distrutta all alba 1973 La classe operaia va in Paradiso 1972 La clinica dell amore 2012 La colazione dei campioni La colazione dei campioni 1998 La collera del vento 1970 La collina degli stivali 1969 La collina dei papaveri 2011 La colomba non deve volare 1970 La comune 2016 La comunidad 2000 – Streaming La concessione del telefono 2020 La confessione 1970 La congiura degli innocenti 1955 La congiura della pietra nera 2010 La coniglietta di casa La coniglietta di casa 2008 – Streaming La conseguenza 2019 – Streaming La conversazione 1974 – Streaming La coppia dei campioni 2016 La corrispondenza 2016 La corsa piu pazza d America 1981 La corta notte delle bambole di vetro 1972 La corte 2015 La cosa 1982 La cosa 2011 La Cosa da un altro mondo 1951 La costola di Adamo 1949 La creatura 1988 La creatura dei ghiacci 2009 – Streaming La creatura del cimitero 1990 La croce di ferro 1977 La cruna dell ago 1981 La cuoca del Presidente 2012 La cura dal benessere 2017 La cura dal benessere 2017 La custode di mia sorella 2009 La Dama rossa uccide sette volte 1972 La danza delle luci 1933 La dea dell amore 1995 La dea Fortuna 2019 – Streaming La decima vittima 1965 La destinazione 2002 La diseducazione di Cameron Post 2018 La donna che canta 2010 La donna che visse due volte 1958 La donna del lago 1965 La donna del tenente francese 1981 La donna dello scrittore 2018 La donna elettrica 2018 La donna esplosiva La donna esplosiva 1985 – Streaming La donna fantasma 1944 La donna leone 2016 La donna piu odiata d America 2017 La doppia ora 2009 La doppia vita di Veronica 1991 – Streaming La dottoressa del distretto militare 1976 La dottoressa preferisce i marinai 1981 La douleur 2017 – Streaming La Duchessa 2008
Proprio ieri rispondendo a un commento nel quale Patty dichiarava la propria decisione e spigliatezza nell' approccio sentimentale, ricordando che, al tempo in cui Valerio, suo attuale marito, la corteggiava ella ben presto si sentì in diritto di chiedergli se la volesse per una notte o anche per quella dopo, per quella dopo ancora e così via finanche ad averla tra le braccia arricchita da' segni impietosi del tempo disegnati sul corpo e sul volto.
Mia nipote nell' elogiare tanta franchezza della amica commentatrice osservava che nella sua terra natale tale prassi ovvero l' esser diretti e franchi è pressoché disconosciuta regnando sia tra gli uomini che tra le donne una discreta ipocrisia celata spesso dalla locuzione: "non sta bene, non è decoro, son robe da non farsi, da non dirsi ecc." rinforzate dalla esclamazione "Mària Vèrgine!!! Che oltre allo stupore cela una discreta dose di biasimo riferito a quanto si è visto o sentito.
Tale uso pur avversato da Dani, in questo ben educata da Holly che è nemica giurata di ipocrisia e convenevoli, permane, secondo la stessa, come agente fortemente condizionante di una pratica sociale generalizzata che riesce comunque a impastoiare anche chi non vorrebbe condizionarvisi.
In memoria dei giovanili sermoni ricevuti dalla zia, Dani ricordava un proverbiuccio che Holly non mancava di declamare quando le amiche o compagne di scuola della nipote capitavano in casa nostra e pur mostrando una affettata educazione guardavano e annotavano ogni cosa pronte a far scempio delatorio di ogni nostro costume che non si confacesse alle stolte consuetudini della loro famiglia. Recitava dunque: tute verzinèe co' vestìi bianchi ...da davanti! Da dadrio? No vàrda Iddio. Davanti tutte verginelle in abiti bianchi viste dal davanti di dietro? Lì Iddio non guarda. Che si presta a una doppia lettura ossia con riferimento alla falsità ma anche alla pratica già citata in nostri post passati di ricorrere al coito anale per arrivar vergini all' altare.
Rileggendo queste righe non so perché mi è venuto in mente un libro che ho letto recentemente e che si intitola
Il culo non esiste solo per andare di corpo. Antologia della letteratura greca e latina. Testo latino e greco a fronte
Alvaro Rissa è il nom de plume di Walter Lapini, professore ordinario di Letteratura Greca all’Università di Genova che lo ha mutuato dal ben noto personaggio creato da Nanni Moretti.
Tra i vari passi si riporta il ben noto frammento Oraziano
Fulgidas mirare nates Noemis
et nega, si vis, opus esse divom:
non modo ad faeces datur exituras
scilicet anus.
Guarda le fulgide chiappe di Noemi,
e nega pure, se credi, che siano opera divina:
è evidente che il culo non esiste
solo per andare di corpo.
Mi sarei anche sentito di citare qualcosa di simile, magari in greco ma mi è venuta in mente un altro scritto apocrifo che si tende ad attribuire al grande gobbo, non Andreotti no, mi riferisco a quello dell' ermo colle.
Come sapete Giacomo era fortemente attratto dalle donne ma probabilmente più che seghe e puttane non conobbe nella sua breve e sofferente esistenza
Nelle lettere scritte in occasione del suo primo viaggio a Roma del 1822 è ben noto questo scritto che ha tovato collocazione ufficiale e canonizzazione nell' opera omnia di Leopardi
Giacomo Leopardi (Recanati 1798 - Napoli 1837)
Lettera al fratello Carlo
Roma, 6 dicembre 1822
Testo originale
...Lasciando da parte lo spirito e la letteratura, di cui vi parlerò altra volta (avendo già conosciuto non pochi letterati di Roma), mi ristringerò solamente alle donne, e alla fortuna che voi forse credete che sia facile di far con esse nelle città grandi.
V'assicuro che è propriamente tutto il contrario.
Al passeggio, in Chiesa andando per le strade, non trovate una befana che vi guardi.
Io ho fatto e fo molti giri per Roma in compagnia di giovani molto belli e ben vestiti.
Sono passato spesse volte, con loro, vicinissimo a donne giovani: le quali non hanno mai alzato gli occhi; e si vedeva manifestamente che ciò non era per modestia, ma per pienissima e abituale indifferenza e noncuranza: e tutte le donne che qui s'incontrano sono così.
Trattando, è così difficile il fermare una donna in Roma come a Recanati, anzi molto più, a cagione dell'eccessiva frivolezza e dissipatezza di queste bestie femminine, che oltre di ciò non ispirano un interesse al mondo, sono piene d'ipocrisia, non amano altro che il girare e divertirsi non si sa come, non la danno (credetemi) se non con quelle infinite difficoltà che si provano negli altri paesi.
Il tutto si riduce alle donne pubbliche, le quali trovo ora che sono molto più circospette d'una volta, e in ogni modo sono così pericolose come sapete."
Pare tuttavia che egli abbia scritto all' amato fratello anche questi versi (poi impietosamente censurati da qualche critico bacchettone) duolendosi di non aver scelto Venezia, piuttosto che Roma qual meta del suo viaggio, alternativa che lo stesso Carlo gli avrebbe suggerito in una missiva del giorno precedente.
Ahi qual cruccio
m'assale o mio diletto
sapendo dalla tua
missiva d'ieri
che tu avresti
viaggiato volentieri
in posto mio
a Venezia e non a Roma
tal scelta
indipendente dall' idioma
s'atterrebbe soltanto
a maggior fama
ch'hanno le donne
di cotesta parte
in pratiche d'amore
Duolmi infatti
essere reso edotto
dal tuo scritto
che lì oltre il Po
ben si conserva l' uso
di serbar la verginità
cedendo il buso
Per non indurre qualche folle ricercatore a tentar di provare l' autenticità dello scritto mi limiterò a dire che noi (e in questo senso mi sentirei di poter conferire cittadinanza onoraria anche al prof. Lapini) in fondo siamo della stessa razza di quelli delle teste di Modigliani.....
Giornate particolari queste, nelle quali pare si debba far tutto con affanno. Da Oxford hanno richiamato Bobby perché debbono programmare i seminari per il nuovo anno. Mi viene da pensare: "proprio per questo che è un tipo di meeting che puoi fare al pc richiedi la presenza fisica? E siamo in una discreta fucina di cervelli!" Così Bobby, mentre, col generoso ausilio di Marti, sta facendo il barcaiolo con la zietta, si trova a dover decidere come e quando andare. Ovviamente Martina lo seguirebbe volentieri perché, a dispetto delle dichiarazioni che ambedue avevano fatto, zio Dante che li ha visti da vicino dichiara solennemente che sono cotti l' uno dell' altro. Certo che lei dovrebbe almeno ripassare da casa a prendere un paio di mutande di ricambio che in Inghilterra sono d'obbligo.
Correva una barzelletta tra la piccola comunità italiana che frequentavo sporadicamente durante il mio periodo di lavoro a Londra ovvero che alle ragazze inglesi siano necessari solo due paia di mutande, io pensai che lavandole vicendevolmente si poteva andare avanti benino perché in una notte e un giorno un paio di mutande stese si asciugano o al limite puoi sempre ripassarle col phon invece mi spiegarono che al lunedì una ragazza inglese si mette un paio di mutande, al martedì si mette le stesse ma da rovescio, il mercoledì mette in uso il secondo paio che rovescerà il giorno dopo e così si arriva al giovedì "E il venerdì?" chiesi io, ingenua.
"Il venerdì- mi risposero- è l' ultimo giorno della settimana lavorativa ed essendo ormai in sentore dell' unica doccia settimanale che sono disposte a concedersi, le nostre girls mettono di nuovo quelle che avevano indossato il lunedì e che comunque ormai hanno ogni traccia organica ben essicata".
"Restano pur sempre il sabato e la domenica!" Esclamai io e la risposta fu la più ovvia
" Bè il sabato e la domenica o si masturbano o fanno sesso e in entrambi i casi le mutande non servono".
Ovviamente con un pizzico di maliziosità l' ho raccontata anche a Martina prima che partisse alla volta di Venezia con Bobby e lei, con una smorfia schifata ha replicato: "pensavo che il limite del degrado l'avesse toccato Federica (Daria per i nostri lettori) con quel briaco di George ma mi rendo conto che mi sto mettendo in competizione". Alludeva ovviamente alle vecchie frequentazioni di Bobby che finora annovera nel suo palmares di seduttore latino solo storie e storielle con partners appartenenti alle bianchicce figlie d'Albione.
Qui a Livorno vige il terrore perché i covid cases aumentano e si teme un nuovo lockdown. Il bar sta lavoricchiando ma a rilento: Io per adesso aspetto qui ma se Bobby dovrà ripartire per l' Inghilterra anche io sarò costretta a correre in aiuto della zia. Nel frattempo le battute di caccia al maschio, che ci eravamo ripromesse insieme a Zanza, non hanno dato grandi frutti: abbiamo incontrato parecchi ragazzi alcuni dei quali anche decisamente attraenti ma non è scattato proprio nulla. Per me, se devo essere sincera i Toscani e il Livornesi in particolare sono simpaticissimi e alla mano ma scherzano troppo e il fatto di buttar tutto sullo scherzo non mi fa comprendere le loro reali intenzioni. Zanza mi dice che niente qui è diverso da come è dalle altre parti, che te la chiedano scherzando o che imbastiscano una serata romantica che poi... si sa come va a finire. è la stessa cosa, ovvero gli uomini cercano sempre di venire a letto con te. "Guardati da quelli che non fanno così perché o hanno dei problemi o sono in qualche modo perversi" aggiunge come chiosa.
Probabilmente ha ragione ma il ragionamento è un po troppo generalizzante e per di più anche se quando un ragazzo mi mostra un certo interesse io immagino dove voglia arrivare, mi piace che ci arrivi con un corteggiamento elegante e non precipitoso. Qui invece ti siedi a bere qualcosa con due ragazzi che magari non ci dispiacciono e dopo cinque minuti ci chiedono: "che ne dite di una seratina con musica, passeggiata romantica e magari una trombatella fino a domattina?" Poi ridono e ti aggiungono: "E si scherza eh! Un te la prende a male Veneziana noi qui a Livorno siamo fatti così..."
Comunque sia anche se il sistema mi risulta difficoltoso da digerire lo preferisco ad un viscido che fa il gentleman e poi tenta di violentarti o si incazza se non ci stai.
Per adesso come risultato parziale c'è solo da dire che le allieve di Diana cacciatrice hanno fatto cilecca.
Penso sia tutto per oggi
Buona giornata a tutti Dani in cineteca: L'anno che i miei genitori andarono in vacanza. recensioni da my movies
FILM DI FORMAZIONE BRASILIANO
CON TONI DA COMMEDIA.
Recensione di Matteo Signa sabato 17 febbraio 2007
Presentato in concorso alla cinquasettantesima edizione della Berlinale, L'anno in cui i miei genitori andarono in vacanza rappresenta bene l'evoluzione cinematografica che un paese come il Brasile ha realizzato negli ultimi dieci anni. Dal 1995 sembra viva una stagione felice, la cosiddetta "retomada". Il suo "processo di risensibilizzazione" consiste nel riscoprire le identità e nel far conoscere e rendere protagoniste le problematiche della vita urbana, le zone di frontiera e le aree di frattura sociale. Lungi dal voler essere un semplice film di formazione in cui si mostra il passaggio del protagonista dall'infanzia alla sfera adulta, la vicenda tratta un tema impegnativo e importante come quello dell'esilio. Ognuno dei protagonisti si scontra con questa realtà sia letteralmente che metaforicamente. I genitori del protagonista sono costretti a lasciare il proprio figlio in quanto attivisti politici. Mauro non riesce a gustare fino in fondo le bellezze dell'infanzia in quanto perennemente in bilico tra il mondo reale e quello sognato. Il Brasile, stesso, risulta essere un personaggio in esilio. La passione e il calore che il suo popolo dimostra attraverso il tifo per i Mondiali del 1970 non ha nulla da spartire con il regime interno schiacciato dal potere di pochi. Con un tono tipico della commedia, il piccolo protagonista sembra ricoprire il ruolo di regista. Grazie al suo sguardo curioso e alla vivace voce (è anche il narratore della storia) diveniamo quasi complici della sua capacità di adattamento a un mondo per lui ignoto e ostile. Fondamentali nella pellicola i colori del Bom Retiro, il frenetico quartiere in cui Mauro vive e che rappresenta, a suo modo, un vero e proprio universo in scala ridotta. Portoghese, yiddish, tedesco e italiano sono le lingue parlate. La ricca offerta di stimoli culturali viene assorbita da Mauro e dai suoi giovanissimi amici con un candore e una leggerezza che controbilancia bene le tragedie di quegli anni.
il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini
Il titolo è ironico. Nel 1970 la nazionale brasiliana vinse per la terza volta la Coppa del Mondo, battendo in finale l'Italia 4 a 1, ma era anche uno degli anni di piombo della dura dittatura militare (1964-85). 2° film per il cinema di Hamburger, anche cosceneggiatore e coproduttore, ha per protagonista il 12enne Mauro, padre ebreo, madre cattolica, entrambi militanti di sinistra clandestini. I genitori lo portano a San Paolo, lasciandolo in fretta a casa del nonno senza sapere che è morto da poco. Di lui si prende cura un anziano ebreo vicino di casa. La convivenza svela a entrambi un mondo sconosciuto. Specialista anche in TV di programmi per famiglia, Hamburger ha confezionato un film tematicamente complesso: un racconto di formazione, i vari tipi dell'esilio, rievocazione di una squadra nazionale di calcio mitica, forse la migliore di tutti i tempi, infine un'indiretta autobiografia (il regista ha giocato in porta per molti anni). 3 premi in Brasile. Distribuisce Lucky Red.
Ieri sera Balena voleva uscire sul terrazzone sopra casa nostra a Venezia e lo zio prima di finire la cena lo ha portato su perché godesse almeno il fresco della sera. La zia era stanca per aver stirato tutto il pomeriggio e lo zio aveva impiegato un uguale lasso di tempo a disostruire la tazza del bagno che rifiutava sia acqua che umane deiezioni limitandosi ad esondare nella vasca da bagno con un liquame marrone e maleodorante. Alla fine è venuto a capo del problema, uno di quei deodoranti in plastica che si appendono al water si era staccato ed era risalito nel collo d'oca e di lì nella tubazione. Il lavoro pareva impossibile senza togliere la tazza che però è lì dagli anni sessanta ed è murata, non siliconata come si fa adesso. Era assai facile romperne la ceramica e le viti ormai bloccate costituivano un ulteriore problema. Finora tali incidenti erano stati risolti col classico Niagara o Mr Muscolo o con la semplice soda caustica ma il pezzo di plastica resisteva agli attacchi e probabilmente aveva costituito una base ottima per una diga di capelli, carta e peli di gatto. Allora lo zio è ricorso ad una lunga sonda a molla che termina con un tortiglione. Di solito quando raggiunge l' ostacolo lo incastra nelle spire e tirando e ruotando si ottiene la rimozione. Il problema era far fare alla molla la curva del collo d' oca, fatta la prima girata infatti l' attrezzo si ripiegava su se stesso e le bestemmie cominciavano a raggiungere Piazza San Marco. Darsi per vinto? Mai! Alla fine ha trovato un tubo semirigido in plastica lo ha modellato col gas a forma di S e immergendo mano e polso in quella palude mefitica è riuscito a infilarlo nel collo d'oca, poi ha introdotto la sonda in questo tubo che le ha permesso di non fare palla e l' ha pilotata fin giù nel tubo dello scarico. Probabilmente al trentesimo tentativo si è sentito un gorgoglio sinistro e l' acqua ha ripreso a scendere prima piano, poi in maniera più decisa. Lo zio ha deliberato che per almeno un mese è proibito gettare carta igienica nel water e quindi va predisposto un sacchetto per la carta ma siccome in breve creerebbe un ambiente assai maleodorante il suo consiglio è di far come i mussulmani ovvero nettarsi il sedere con le mani e poi, ove lo si ritenga socialmente opportuno magari lavarsele.
Dopo ore ed ore di tali fatiche gli zii sono crollati e per una volta tanto visto che la doccia erano riusciti a farla si sono addormentati abbracciati.
Al piano di sopra anche io e Martina riposavamo insieme abbracciati ma eravamo talmente cotti dal sole che non avremmo sentito una cannonata.
E lui, l' ultimo Gatorai prode guerriero peloso apettava lassù con pazienza e dignità che qualcuno si ricordasse di lui.
Alle quattro di questa mattina alla stregua di un solerte muezzin lo zio ha lanciato la sua preghiera del mattino.
"Porca.....mi sono dimenticato Balena in terrazzo!". Martina, ancora in preda al sonno, mi ha chiesto se per caso fosse arrivato il suo babbo che è solito annunciarsi con rosari integrali o parziali. Io l' ho tranquillizzata spiegandole che non era un brutto sogno ma solo zio Dante che salutava il nuovo giorno. Il resto della storia l' abbiamo saputo a colazione.
Quando zio Dante ha aperto la porta di ferro, il gatto dormiva con un occhio solo sul torrino più alto. C'era serenità e distacco nel suo sguardo, forse anche un po' di compassione per quel poveruomo che aveva combattuto tutto il giorno a mani nude contro la popò e poi si dimenticava dell' ultimo guerriero tigrato ancora in circolazione.
Pochi attimi dopo era in braccio alla zia per l' invidia di Emma e Cice che non diventeranno mai grosse come lui.
Buon inizio di settimana
Bobby
Sull' ultimo samurai ho trovato roba abbastanza interessante, copio e incollo tutto a beneficio di voglia saperne di più lo troverete in cineteca a partire dalle ore serali di oggi .
Uscito nelle sale italiane il 9 gennaio del 2004, L’ultimo samurai fu un vero e proprio successo di pubblico e critica. Con uno straordinario incasso al botteghino in Italia, il film infatti guadagnò diverse nomination sia agli Oscar che ai Golden Globe. Mentre però Tom Cruise, che nel film interpretava il capitano Nathan Algren, era in corsa solo per il premio di Miglior attore in un film drammatico ai Golden Globe, la vera star fu l’attore giapponese Ken Watanabe. Candidato come Miglior attore non protagonista in entrambe le manifestazioni, Watanabe non vinse alla fine nessuna statuetta: nonostante ciò conquistò il pubblico di tutto il mondo con la sua interpretazione del samurai Katsumoto.
E proprio il personaggio di questo temibile ma leale samurai è al centro della storia alla quale il film, diretto da Edward Zwick, si ispira. Il personaggio interpretato da Watanabe si chiamava nella realtà Saigō Takamori e fu uno dei samurai più famosi della storia del Giappone, appartenente al feudo di Satsuma e vissuto durante l’ultima fase del governo feudale giapponese. Al contrario del bel Watanabe, Takamori era un uomo piuttosto alto e grassottello, ma si dimostrò nel corso della sua vita un ottimo guerriero e grande devoto agli ideali della tradizione giapponese.
Saigō Takamori: la nascita e la crescita del guerriero alla base della storia vera de L’ultimo Samurai
Saigō Takamori.
Saigō Takamori nasce nel 1828 a Kagoshima, da una famiglia legata alla tradizione dei samurai. Fin da subito ricopre ruoli importanti al servizio delle alte cariche feudali, arrivando con il tempo a curare gli interessi della sua provincia presso la corte imperiale. Takamori visse in un’epoca cruciale per la storia del Giappone. Da paese chiuso, come imponeva la politica isolazionista detta sakoku, iniziata nel lontano 1600 e durata per più di due secoli, la nazione si stava infatti lentamente aprendo al mondo esterno e soprattutto alla cultura occidentale.
Un periodo di transizione che prende il nome di Rinnovamento Meiji e che fu caratterizzato dal passaggio del potere dalle mani dei shogun, i militari a capo dei vari feudi, a quelle dell’Imperatore. Takamori fu una figura centrale in questa trasformazione: egli infatti si schierò a favore del rinnovamento, combattendo per la fazione imperiale e alla vittoria l’esercito dell’Imperatore.
Takamori non era però d’accordo con l’apertura totale verso l’Occidente e la sua cultura: il guerriero infatti si oppose con forza all’occidentalizzazione del suo paese. Divenuto un personaggio importante del governo centrale, il samurai portò poi avanti anche le sue manie espansionistiche, cercando, con tutti i mezzi a sua disposizione, di convincere la Corea a riconoscere il nuovo potere dell’Imperatore. Ma le sue idee radicali, che causarono quasi una guerra, non furono ben accette dagli altri capi del governo. Ormai deluso e in disaccordo con le volontà imperiali, Takamori decise di abbandonare per protesta tutte le cariche che ricopriva e si ritirò nelle sue terre a Kagoshima.
L’ultimo samurai: Takamori contro l’Imperatore nella ribellione di Satsuma
Tornato nella sua città natale, decise di fondare un’accademia militare per veri samurai, così da tenere in vita la grande tradizione degli invincibili guerrieri giapponesi. Nella sua nuova accademia, Saigō accolse anche tutti quei militari che, dopo le sue dimissioni, decisero di seguirlo. E furono proprio quei guerrieri a controllare le province e a spingerle verso una ribellione contro il governo. Lo stesso governo imperiale, per paura di una vera e propria rivolta, decise quindi di inviare delle truppe a Kagoshima per placare gli animi, ma questa scelta fu vista come una presa di posizione e ebbe il risultato completamente opposto. I militari presenti all’accademia di Takamori, ormai veri e propri ribelli, costrinsero Saigō a guidare la rivolta, che prese il nome di Ribellione di Satsuma.
L’ultimo samurai (2003) prende spunto proprio da questo episodio. Nathan Algren, il capitano interpretato da Tom Cruise si ritrova a combattere al fianco di Takamori (nel film chiamato Katsumoto) contro le truppe imperiali. In realtà nel film i guerrieri guidati da Katsumoto combattono non solo per difendere la loro tradizione ma anche l’imperatore stesso. L’Imperatore Mutsuhito del film è infatti ormai del tutto controllato e manovrato dal primo Ministro Omura e dai suoi seguaci.
La ribellione di Satsuma durò in realtà pochi mesi. L’esercito regolare imperiale, composto da 300.000 uomini fermò quello di ribelli, che ne contava appena 40.000. Il conflitto terminò con la Battaglia di Shiroyama, la stessa rappresentata nel finale de L’ultimo samurai.
Raffigurazione della battaglia di Shiroyama, durante la ribellione di Satsuma.
Mentre però nel film i ribelli combattono con le sole armi tradizionali dei samurai, nella realtà l’esercito guidato da Takamori utilizzò armi da fuoco occidentali. La polvere da sparo però finì in breve tempo, costringendo i ribelli ad utilizzare spade e archi, contro i fucili dell’esercito imperiale.
L’ultimo samurai: la storia vera nella leggenda di Saigō Takamori
Ed è proprio durante questa battaglia che nasce la leggenda di Saigō Takamori. La morte del cosiddetto ultimo samurai è infatti avvolta dal mistero. Mentre alcuni testimoniarono che Takamori, dopo essere stato ferito gravemente, chiese ad un suo compagno di porre fine alle proprie sofferenze, altri giurarono di averlo visto svenuto sul campo di battaglia, ormai in fin di vita. In quel caso, pare che i suoi soldati decisero di decapitarlo, come indicava la tradizione samurai. La versione più accreditata è invece quella che vede Takamori ormai spacciato, suicidarsi come imponeva il rito samurai del seppuku, così da mantenere integro il suo onore. Nel film del 2003 è il capitano Algren che dà il colpo di grazia a Katsumoto, come chiede lo stesso samurai.
Suicida o meno, la morte di Takamori pose fine alla ribellione: dopo aver visto il loro leader ormai sconfitto infatti, gli ultimi samurai si lanciarono contro l’esercito imperiale, finendo falciati dal fuoco delle mitragliatrici. La straordinaria storia dell’ultimo guerriero samurai, difensore della tradizione giapponese, non passò inosservata. L’imperatore Mutsuhito, dodici anni dopo la sua morte, perdonò Takamori, riabilitando il suo nome. Dieci anni più tardi invece, il governo giapponese gli dedicò una statua in bronzo, ancora oggi presente nel parco Ueno di Tokio.
Statua dell’ultimo samurai Saigō Takamori al parco Ueno di Tokio.
L’ultimo samurai: il soldato americano sul campo di battaglia
Il personaggio del capitano Algren invece non è realmente esistito. Tuttavia in quel periodo in Giappone, data la graduale apertura del paese verso l’Occidente, è molto probabile che alcuni soldati americani fossero presenti in quei territori durante le battaglie. Gli eventi della battaglia di Shiroyama per esempio, sono raccontate nel dettaglio nelle lettere che l’ufficiale statunitense John Capen Hubbard, presente durante il conflitto, inviò a sua moglie.
La figura di Nathan Algren tuttavia si ispira ad un altro soldato, un capitano francese chiamato Jules Brunet. L’uomo fu realmente inviato in Giappone per addestrare i guerrieri ad utilizzare le armi da fuoco occidentali. Tuttavia ciò accadde prima della ribellione di Satsuma e del Rinnovamento Meiji.
Saigō Takamori è stato sicuramente una figura affascinante ma allo stesso tempo complicata: un uomo legato al passato e alla tradizione, ma non per questo di mentalità chiusa. Takamori fu un personaggio chiave della storia del Giappone, a tratti magica, come tutto il mondo dei samurai, che da sempre affascinano l’occidente. Non stupisce quindi che qualcuno abbia voluto dedicargli un film. E non stupisce che quel film abbia avuto un grande successo.