In zoma sendo che eso vissido everme dopo di aver faciuto istare cum preocupassione agnorme tuti noi gati (pe me purale mai estate) e tuti i lumani (sendo invecie esi piucché di luno) ava in ventato questa istoria dela Blioteca Niverzale del Gato serino che poi gliela ava fata dimolta Bobi e che il prublema nun lera che eso fava il gato in strutto ma che no si aveva deniato pe gnente di diciera la Bliuteca del Gato serino e del lecelentisimo Sinior Gato Dogie Serenisimo Balena. Eco nun lava fato e desso nianche se eso si ginochiava a diciermi ci vollio anco Te inzieme il Gato Dogie allui gli sponderà FAN CULO te e tuti gli ibri tui inscriti o diti a vocie.
Ammè mi ava piaciuto un ibro multo belisimo che dopo del il libro Artusi la sciensa di maniar bene mi aveva piaciuto anco cuesto sendo che trata di una siniora in sardinia che era una lisola indove cierano i tonni e anco le sardinie e cuest dona ava in dotato una ragassa che poi però no sapeva che cuesta che la dotata era un siniora speciale che aveva una dotassione come che ciò io che no ci piacie che uno o dipiù di luno istava male da morire e alora noi overo IO e anco questa perzona si aiutava a escire dal mondo dandoli una leniata e massandolo. E bastava che guardavite la mia sanpa per capiscere che no era dificile.
Alora cuesto aveva istato il s' unto dell' ibro che io indicievo una gara tra tuti chi lo ndovinava lielo regalavo in forma legiuta che no si faticano i locci
e cuesto era il dono di me ebasta sperante che vi ava piaciuto sinò era listesso
vonstro Gato Balena
In pratica il nostro gattone lancia una sfida:
riuscite a indovinare dal suo sgrammaticato e personalissimo sommario di quale romanzo di grande successo (edito nel 2009 e vincitore di prestigiosi premi letterari italiani) stiamo parlando?
Ovviamente se non indovinate ma lo volete ascoltare lo troverete nello scrigno di Esserino per l' accesso al quale Vi invitiamo ancora a comunicarci la vostra email per il rilascio della password personale
Dani
AVVERTENZA: APRITE A TUTTO SCHERMO PER FARCI ENTRARE BALENA! Il nostro motto : Visto che scrivono cani e porci anche io e Balena proviamo a dire la nostra: Fatevi i Gatti Vostri e camperete a lungo. Se ti piacciono le nostre avventure scrivi la tua e mail qui sotto e schiaccia "submit" l'abbonamento è gratis e sarai avvertito quando esce un nuovo post
mercoledì 23 dicembre 2015
martedì 22 dicembre 2015
fatevi i gatti vostri n. 645 "arrivano i doni " il dono di Esserino"
Cari Amici, quest'anno coi doni ci simo trovati un po' disorganizzati ma Esserino, gatto da sempre dedito alle attività culturali,che espleta nel tempo libero dall' attacco ai gomitoli della mamma ha trovato un rimedio che ci pare ottimo. In più in questi giorni è pappa e ciccia con mio fratello Bobby al quale passo la parola.
Un abbraccione grande grande
Dani
Cari amici, in alcuni ritagli di tempo ho pensato di riordinare la vasta biblioteca di audiolibri che si può reperire on line.
Non si tratta di roba mia di Dani o di appartenenti al blog. Esistono siti dedicati curati da appassionati spesso non vedenti o ipovedenti che da anni provvedono a tali raccolte
ad essi si sono aggiunti altri volontari dato che,ultimamente l'audiobook sta riscuotendo grandi consensi anche tra il resto del pubblico.
Quando erano in vita nonno Uliano e Don Luigi facemmo scorta di indirizzi e reperimmo vere chicche della letteratura mondiale.
Vorrei che chi ci legge ne potesse far uso o estenderne la fruizione a suoi conoscenti che per problemi legati alla vista o ad altro ne potrebbero trarre beneficio e compagnia.
Don Luigi diceva che erano un dono per l'anima e Uliano amava le pagine lette bene anche se troppo spesso si addormentava dopo i primi minuti.
L'accesso funziona così
collegatevi a questo link
lo username e la password
Al momento non potrete far nulla ma presto avrete la chiave per il tesoro del micio:
i lettori che conosciamo, infatti, potranno accedere all' elenco che viene messo on line ma in questo contenitore privato
Se vi interessa scriveteci il vostro indirizzo e mail e noi vi abiliteremo all'accesso inviandovi una password personale
Capisco che il metodo sia leggermente laborioso rispetto ad altre forme usate da me in passato o da altri bloggers
ma non voglio che queste letture vadano in mano a persone che ne possano fare uso commerciale.
Mi si potrebbe obiettare "ma che te ne frega se non è roba tua e tanto la si trova in rete?"
rispondo subito: considero questi accessi un bene comune e voglio che in rete restino. Come non danneggio una panchina del parco o non distruggo la pensilina alla fermata del bus cerco di oppormi alla distruzione o alla vandalizzazione delle cose buone di internet
C'è veramente una montagna di roba buona che, ovviamente ha un certo peso in megabytes, quindi quando richiederete un audiobook sappiate che potrebbe avere il peso di alcune centinaia di mega.
Non c'è altro da dire
passo 1
chiedeteci la password personale per accedere all' elenco autori.
visionatelo
chiedeteci un libro o più purché non troppi tutti insieme.
L'elenco autori è già completo, quello dei singoli titoli è in costruzione ma procede bene.
Se volete scriverci in privato invece che sul blog, la nostra e mail è sempre la stessa
esserinoebalena@email.it
Esserino e il suo Umano Bobby
lunedì 21 dicembre 2015
fatevi i gatti vostri n. 644 " la capanna dello zio Dante"
Oggi tocca a me, zio Dante è andato a raccoglier legna per la stufa e nonostante io e Bobby che lui ormai chiama "i borghesucci capitalisti" ci fossimo offerti di provvedere al combustibile al vibno e ai liquori per tutte le feste, non ne ha proprio voluto sapere. Comprare la legna già tagliata? Un' onta e che uomo è uno che compra la legna al supermercato? Poteva andare per il cambio merce quando arrotava le lame al produttore di combustibili ma ora che il tipo è fallito e si è ammazzato per i debiti di confezionato non vuol sentir parlare.
"Sapete perché questo cazzo di mondo va male?" attacca "Perché ormai si vive per il consumo, tutti sognano un lavoro ma sapete per che cosa? per spendere, ma dico io se uno non coltiva di proprio o non pesca o non ha animali è normale che compri carne, pesce e verdure ma il problema mica sta qui eh nooooooo......"
e allora quando zio Dante la mette così c'è da aspettarsi un' orazione ciceroniana:
"Mica vanno porca miseria (eufemismo) a comprare ai mercati generali, vanno a comprare le zucchine a due euri e mezzo e i carciofi a settanta centesimi. Guarda guarda qui!" e ti mostra una cassetta di carciofi stupendi 5 euro 25 " li ho pagati e non mi pare che me li abbiano tirati dietro, i cavoli l'ho pagati 35 centesimi al chilo e le zucchine ad avergli dato un euro e 15 mi pareva di aver subito una rapina perché cazzo lo so quanto costa la roba e so quanto va al contadino e quanti ricarichi ci si mettono sopra. Smettete di comprare la roba fuori prezzo, che la diano al maiale!Che diamine è anche un diritto che chi piega la schiena incassi ! Ci mancherebbe ma tutti i parassiti che si pongono nell' intermedio per me possono crepare. Ecco eliminare il parassitismo da questa società del cazzo ecco cosa bisogna fare!"
Io mi rendo perfettamente conto che il suo discorso è pulito ma sono nata in altri tempi dove il valore aggiunto è la legge e internet una risorsa primaria e me ne sono resa conto quando ho cominciato a farmi le sopracciglia e a darmi il rossetto, tutte cose inutili vero, dento mi sentivo a posto per come ero, nature anzi se devo dirla proprio come me la sento il momento in cui mi sento meglio è quando mi tuffo in acqua e riemergo con un costumino da due euri no logo, ma ho capito anche che dovevo vivere e che se tutte le mie amiche seguivano la moda e andavano alle feste, in qualche modo, magari senza essere l'oca plagiata, con una buona dose di consapevolezza e di vari distinguo, anche io dovevo assoggettarmi alla maledetta "norma".
"Brava brava" mi fa lui "fai bene anco te a genufletterti ai dictat del monopolio di quei quattro finocchi che si chiamano stilisti" e quando lo richiamo al fatto che l' epiteto che usa non è tanto carino anzi non è proprio da lui ribatte che non gliene frega un cazzo di cosa si infila nel culo una persona per lui ci si possono mettere anche un albero e chiamarlo tesoro ma quando fanno delle lobby e gestiscono in maniera monopolistica un business allora sì che gliene frega e l'ammazzerebbe tutti insieme a i politici perché chi prende 300000 euri al mese e ruba bisogna no ammazzallo bisogna levagli tutto e mettelo a lavorà cor una pala 22 ore al giorno e du ore a contà il lavoro che ha fatto.
Insomma un delirio innaffiato da bicchieri di vino e madonne in tutte le salse.
Poi ha detto che sarebbe andato oltre Marghera dove avevano tagliato degli alberi per costuire e li avevan lasciati per terra in attesa di buttarli via. "Ci faccio la legna per tutto l'inverno" ha detto prendendo l'accetta e una sega e poi è sceso cantando "La cambio io la vita che...."
Adesso che sono grandicella ho forse ridimensionato il mito dell' eroe del quale mi son pasciuta durante l'adolescenza e che lo zio ha sempre rappresentato a 360 gradi ma l'aver ridimensionato l'accettazione incontrastata mi ha riempito ancor di più di tenerezza per quest' ultimo lottatore. Capisco e mi sento in sintonia con la sua vita piena di sconfitte e purtuttavia indomita.
Ormai ha 62 anni e il tempo lo sta rendendo quasi antico ma quando ti da la mano te la spezza in due e fa ogni cosa col piglio di un ragazzo, in confronto io e mio fratello che comunque non facciamo parte dei bamboccioni e ci siam levati da casa a 14 anni sembriamo rammolliti.
Bobby mi diceva ieri che gli inglesi in confronto non fanno niente, lavoricchiano, parlano molto, bevono di più ma ad uno come lo zio darebbero quattro stipendi e devo dire che gli australiani lavorano sì, ma mica poi tanto anzi, se lo fanno bastare e come il lavoro. E allora com'è che Australiani e Inglesi stanno parecchio meglio che in Italia?
Io ho una risposta semplicistica l'ho e più tempo passo all'estero più me ne convinco, loro mantengono molti meno parassiti e fondamentalmente sono più onesti. Qualcosa rubicchiano anche loro, qualche evasioncella la fanno ma robetta! Davvero poca cosa in confronto a ciò che avviene qui. Sono belle giornate queste del rientro a Venezia, in casa fa caldo e nelle calli fa il giusto freddo quello che ti permette di camminare 20 minuti e poi ti spinge in un bacaro a bere un' ombra. Quando rientri a casa la stufa è il massimo del godimento. Lo zio ha venduto una stufa a pellet che avevamo ed ha portato dalla Toscana una vecchia cucina economica di quelle col forno, la vasca dell' acqua calda, i cerchi e la piastra per cucinarci sopra e perfino la raggiera sul tubo per mettere i panni ad asciugare che delizia!
Un abbraccio a Tutti
Dani
qui di seguito metto il finale del racconto di Ito per chi lo volesse riascoltare!
sabato 19 dicembre 2015
fatevi i gatti vostri n. 643 " Brivido a Natale"
Insomma mentre Balena, se non fosse per la mole e per il faccione te lo potresti anche dimenticare, Esserino ti ricorda in ogni momento che hai un gatto e che per lui conti parecchio, difatti momenti come questo della foto qui sotto
sono davvero rari. Bene veniamo al dunque, come sempre appena attaccano i primi freddi Holly diventa particolarmente casalinga, lavori in barca non ce ne son quasi più, il freddo ti attanaglia e l'umido riesce a fare anche peggio, così Holly tira fuori i ferri da calza, gli uncinetti e gli accessori da sarta e inizia a produrre alternando i momenti di creatività so stoffa lana e cotone cvon quelli in cui si sfoga col forno, pizze, focace rustiche, e dolci in gran quantità Esserino è sempre lì che srotola i gomitoli, mette la zampa nella maionese, fa cadere i pinoli dal barattolo e poi con quel faccino da santo invoca l'abbraccio che non tarda ad arrivare. Una decina di sere fa mentre stavo arrotando i coltelli in vista dell' uso frenetico che se ne farà a Natale sento un urlo, Dante vieni presto e la vedo che teneva la testa di Esserino. Il micio enciclopedico aveva ingollato un filo di lana lungo una settantina di centimetri e Holly non era riuscita a bloccargli le mandibole, io conosco la manovra e, se vi dovesse succedere coi vostri attuatela subito il gatto va affesstao a due mani per la testa e gli si deve fare pressione ai lati della bocca, aprono subito e se c'è un corpo estraneo non riescono a deglutirlo. Ma ormai era tardi Holly ha subito guardato su internet e purtroppo le notizie in merito a fili, spaghi e simili ingeriti dai gatti non erano confortanti. Abbiamo chiamato la clinica veterinaria di Mestre che è aperta h 24 ma ci hanno detto che al momento la meglio cosa da fare era somministrare olio di vaselina sperando che ammorbidisse il tutto e permettesse un transito non traumatico del filo. La mattina dopo eravamo già dal nostro veterinario di fiducia e agli esami radioscopici ed ecografici il filo non si vedeva. Il buon veterinario non ha drammatizzato ma essendo un nostro conoscente si è fatto dovere di informarci su quali fossero i pericoli e quale fosse la prassi nel caso il filo non fosse stato espulso naturalmente. I pericoli sono quelli che se il filo si impiglia in parte nella valvola tra stomaco e intestino o in qualche ansa intestinale e il resto prosegue spinto dal movimento delle feci il filo estendendosi puù causare abrasioni o addirittura tagli all'intestino. Per di più il filo era a tre capi e di lana molto forte dura anche da spezzare con le mani. Nel caso il gatto avesse manifestato dolori, irrequietezza, nausea, vomito, si sarebbe reso necessario l'intervento chirurgico che consiste nell'aprire l'addome del gatto e iperare l'intestino nel punto dove, per mezzo di una ecografia appare localizzata la parte più importante del corpo estraneo, qualora il filo abbia fatto lesioni si rende necessaria l'asportazione della porzione di intestino danneggiata. Il decorso post operatorio poi non sipresentava neppur esso tanto banale, perché c'è rischi di infezioni, il gatto deve defecare senza sforzo ecc. roba che rende la vita difficile a noi umani, figuriamoci a spiegarlo a un felino.
Siamo tornati a casa mogi mogi. L'anno scorso c'era il mi babbo che stava male. Quest'anno si sperava di fare un Natale come si deve, coi ragazzi che tornavano a casa, le luci, il fuoco e tanta roba buona da mangiare e da bere. Per qualche momento abbiamo anche paventato l'ipotesi che il gatto potesse morire e insomma ci si guardava io e Holly senza sapere cosa dire.
Per tre giorni Esserino ha fatto la solita vita di sempre ma senza andare mai alla sua cassettina della popò e noi a svegliarsi ogni volta che si sentiva raspare. Macché, era sempre Balena che manco a farlo apposta, in quei giorni, ha prodotto reperti fecali di proporzioni umane. Nel dubbio abbiamo dovuto sezionare ogni campione per vedere se per caso non fosse stato Esserino il produttore e magari il filo fosse la sorpresa all'interno di quelle uoca di....cioccolata.
Holly piangeva sempre più spesso e cominciavo a telefonare al veterinario in maniera quasi ossessiva prevedendo già cosa ci riserbassero quei giorni. Alla fine una notte sento raspare e vedo Balena sul letto che russa, chiamo Holly ci precipitiamo in bagno, niente ha fatto solo la pipì, in più ha le emorroidi in fuori e pare si stia sforzando. Torno a letto mentre Holly approfitta per pulire la sabbia. Di lì a poco un urlo:
Vieni Dante vieni lo sta facendoooo!
Esserino ha la diarrea ma è riuscito ad evacuare e il lughissimo filo di lana è nella cassetta, ancora integro, per fortuna forse nell' ingoiarlo oanche per effetto dell' olio ha formato una pallina piuttosto compatta ed ha attraversato l'intestino in quel modo. Lo abbiamo conservato e appena possibile lo porteremo alla basilica di Sant'Antonio a Padova come ex voto per un piccolo miracolo casalingo!
domani insieme alle amenità varie del giorno metterò l'accesso all' audio in cui racconto la seconda parte della storia di Ito. Non è roba nuova ma chi amasse risentirlo rivivrà un po' di avventure del mitico genitore di Esserino e Balena.
Un abbraccio a tutti
Dante
venerdì 18 dicembre 2015
fatevi i gatti vostri n.642 " Il Tonno Inglese"
Ringrazio i lettori che son passati e quelli che passeranno a trovarci e in particolare Elenamaria che pare particolarmente affezionata alle miciose vicende . Un ringraziamento particolare a Lei per non aver mai smesso di seguirci da 8 o 9 anni. Una piccola avvertenza è doverosa la saga di Ito continua è vero ma è stata scritta diverso tempo fa. Mi mancava questa parte della sua infanzia che ho conosciuto di recente e avevo fatto iniziare il nostro sodalizio da quando affittai la casa del Nespolo a Follonica. Potremmo dunque ripercorrere la storia in questo modo.
ITO nasce nella casa di Dedo, trascorre la prima giovinezza presso l'osteria lì vicino e, nel frattempo, durante le sue scorribande familiarizza con le case dei vicini. Quando Ito viene arrotato dalla macchina ha già una discreta familiarità con la casa del nespolo, lì vive Agata la mamma di Esserino e Balena e di altri tre deliziosi micetti diversi dei quali dovrebbero essere stati generati dalla Medesima e da Ito. Per chi non ricordasse bene le vicende che narrai illo tempore metto il racconto letto in due puntate. ecco la prima
Dato che non mi ricordo neppure dove metto le chiavi di casa sicuramente ci potranno essere delle piccole contraddizioni o incoerenze spazio temporali, non me ne vogliate, tali vezzi caratterizzano anche la prosa di blasonati autori, come potrebbero esser esenti dalle saghe narrate a voce davanti alla stufa.Dani, proprio ieri sera si è messa vicino alla stufa e guardando il fuoco che scoppiettava e le castagne (l'ultime purtroppo) che s'abbrustolivano diffondendo il loro tipico aroma per casa ha detto: ci sono dei momenti e delle sensazioni che non cambieresti per tutto l'oro del mondo per me lo stare in questo cantuccio con voi e coi gatti è il paradiso. Bobby è arrivato anche lui e dato che in Inghilterra stanno meno male che qui ha portato un vagone di regali, una sciarpa e una pipa per me (che non fumo da anni) un giubbotto tipo chiodo per la sorella, molti libri di uncinetto e modelli per Holly e una serie di congegni per tessere ma soprattutto un sacco di queste
per Esserino e Balena
specialissimo Tonno che Balena appena l'ha visto si è messo a rotolarsi sulla schiena e poi a leccare tutti e ad arpionarci le gambe con le unghie tanto da farci domandare seriamente se i gatti non sappiano leggere. forse leggere non sanno ma riconoscono la forma della scatoletta! Comunque Natale o non Natale ne abbiamo aperte due e i porci han fatto bisboccia.
Domani metto il secondo pezzo dal nostro archivio e vi si racconta il dramma domestico di Esserino che ha rischiato di farci passare il natale colle lacrime.
A dopo
Dante
ITO nasce nella casa di Dedo, trascorre la prima giovinezza presso l'osteria lì vicino e, nel frattempo, durante le sue scorribande familiarizza con le case dei vicini. Quando Ito viene arrotato dalla macchina ha già una discreta familiarità con la casa del nespolo, lì vive Agata la mamma di Esserino e Balena e di altri tre deliziosi micetti diversi dei quali dovrebbero essere stati generati dalla Medesima e da Ito. Per chi non ricordasse bene le vicende che narrai illo tempore metto il racconto letto in due puntate. ecco la prima
Dato che non mi ricordo neppure dove metto le chiavi di casa sicuramente ci potranno essere delle piccole contraddizioni o incoerenze spazio temporali, non me ne vogliate, tali vezzi caratterizzano anche la prosa di blasonati autori, come potrebbero esser esenti dalle saghe narrate a voce davanti alla stufa.Dani, proprio ieri sera si è messa vicino alla stufa e guardando il fuoco che scoppiettava e le castagne (l'ultime purtroppo) che s'abbrustolivano diffondendo il loro tipico aroma per casa ha detto: ci sono dei momenti e delle sensazioni che non cambieresti per tutto l'oro del mondo per me lo stare in questo cantuccio con voi e coi gatti è il paradiso. Bobby è arrivato anche lui e dato che in Inghilterra stanno meno male che qui ha portato un vagone di regali, una sciarpa e una pipa per me (che non fumo da anni) un giubbotto tipo chiodo per la sorella, molti libri di uncinetto e modelli per Holly e una serie di congegni per tessere ma soprattutto un sacco di queste
per Esserino e Balena
specialissimo Tonno che Balena appena l'ha visto si è messo a rotolarsi sulla schiena e poi a leccare tutti e ad arpionarci le gambe con le unghie tanto da farci domandare seriamente se i gatti non sappiano leggere. forse leggere non sanno ma riconoscono la forma della scatoletta! Comunque Natale o non Natale ne abbiamo aperte due e i porci han fatto bisboccia.
Domani metto il secondo pezzo dal nostro archivio e vi si racconta il dramma domestico di Esserino che ha rischiato di farci passare il natale colle lacrime.
A dopo
Dante
giovedì 17 dicembre 2015
fatevi i gatti vostri n.641 "1 racuntino di Dante inscrito e leto da eso me desimo ' Radici - leggende di briachi e di gatti'..."
Circa 11 mesi fa scrissi e lessi su questo blog una storia in du puntate intitolata Histoire d'Itò, era abbastanza completa in quanto narrava l'epopea del micio a partere dal mio incontro con lui . Mancavano tuttavia le radici più profonde che sono state rintracciate attraverso una paziente ricerca basata su testimonianze orali spesso rese confuse dai fiumi di vino che c'erano scorsi sopra nel frattempo. Ne ho cavato un raccontino e l' ho letto, maluccio perché sono un po' afono di questi tempi e Holly mi tiene a stecchetto col vino.
Un abbraccio a tutti Dante
Il micio venne ar mondo nella notte più lunga dell'anno, una notte che prencipiava alle tre e mezzo di pomeriggio e alle sette di mattina ancora tiranneggiava sui tenui barbagli di luce di un' alba che stentava a sorgere.
Se fosse nato di pomeriggio, di sera o di notte, non fu dato di sapello anche se, grazie alla testimonianza dei guasi umani che si trovavan di lìntorno si poté stabilire il lasso di tempo tra il "non c'era" e il "c'era".
Dunque fin quando Dedo non messe in moto l' ape pe andà al circolino comunista a sfassi di gòtti il micio un c'era. Quando tornò briaco fradicio ci poteva anche esse ma Dedo un vide neppure il letto, si schiantò per terra vestito e russò e bestemmiò nel corso di sogni in cui il mondo di merda si faceva beffe di lui e lui pisciava sul mondo annegando tutti i su occupanti.
A dire il vero si pisciò nei calzoni e fu forse la sensazione di molliccio a svegliallo verso le tre di notte e a quell'ora.... c'era! e come se c'era! c'era così bene che i miagolii che lanciava a intervalli minimi pareva fossero una sfida a chiunque avesse avuto l'intenzione di incrociare il suo futuro destino di gatto dominante. Dedo tramortito dal vino, dalla stanchezza dal peso di una vita che aveva preso un verso nel quale lui ormai si ritrovavav a suo agio ma che non gli permetteva mai d'esser padrone di ciò che avrebbe fatto appena posato il bicchire, si tirò su con fatica, bestemmiò ancora, ruttò, si cavò i calzoni pisciosi adoprandoli per dassi un'asciugata alle palle e alle cosce e poi, ripromettendo a se stesso che prima o poi si sarebbe lavato, si volse verso quell' affaretto che berciava a piò non posso.
"Se non ti cheti ti do al maiale della Gina" gli fece in tono minaccioso. Poi siccome era discgraziato ma non era cattivo se lo messe nel palmo di una mano e lo portò all'altezza del naso paonazzo. "E così quel budellone dela tu mamma ha pensato di metteti al sicuro caandoti sul mi letto eh??" ni fece ma mentre l'aspetto e la voce mettevano in scena la quintessenza del burbero, il vino ni si rimescolava nello stomaco e dava al cuore incartapecorito un goggiolino di tenerezza per quell' affarino che senza sembrare ancora neppure un gatto nella vocetta perentoria ne riassumeva già i tratti salienti.
"Allora visto che ti voi imponere a codesta maniera ti chiamerò Benito"sentenziò Dedo compiacendosi con se stesso per il proprio acume e poi seguitò: "ma occhio che se rompi troppo i coglioni potresti finire a capallingiù" e lo tenne sospeso colle zampe didietro in aria e il capino che guardava terra.
Poi siccome nella sua disgraziata esitenza Dedo era un briaco piuttosto coerente s'attacco al fiasco e cor una sorsata ne fece fori guasi un quartino, alla salute del nuovo arrivato.
Fosse stato per Dedo, il piccolo Benito sareebbe di certo morto di fame dato che a mangiare il su ospite un ci pensava nemmeno per sè. Ma ci pensò di certo la gatta ad allattarlo e pare che in pochi giorni avesse portato anche un gattina, probabilmente l'unica altra sopravvissuta della sua cucciolata. La micetta cominciò presto a seguire la mamma nelle uscite mentre Benito pareva non ne volesse sapere di staccarsi dal coltrone pulcioso sul quale passava buona parte della sua giornata
Dopo una ventina di giorni Dedo si stancò di tutto quello gnaulio e di quel gattino che saltava dappertutto facendo cadere bona parte del sudiciume che lui aveva ammucchiato senza alcun metodo ma con parecchia perseveranza. Così di nascosto alla gatta mamma lo cacciò nel tascone della giubba e in cambio di mezzo litro lo cedette a una trattoria poco distante dalla zona degli orti dove era la sua baracca, una topaia ricavata erigendo alla meglio delle pareti fatte con materiale di recupero intorno a una legnaia ormai dismessa.
"Vi leverà dale palle i topi e anche li scarafaggi e con tutti l'avanzi che avete non vi costerà niente mantenerlo".
Il micio crebbe robusto e forte e fin da piccolo mostrò un carattere che lasciava poco sperare agli altri maschi della zona, delimitava ogni giorno tutto il muro di cinta della trattoria e del giardino all'aperto e man mano che cresceva aggiungeva nuovi territori con una strategia che ricodava quella dell' apogeo coloniale della Roma imperiale.
Tutti in breve conobbero Benito e lui seppe ingraziarsi la maggior parte delle persone che frequentavano la trattoria. C'era il mare a nemmeno cento metri, gli orti anche meno distanti e una pineta secolare che bastava attraversare la strada per raggiungere quel paradiso zeppo di topi, scoiattoli, uccellini. C'erano anche di versi cani e qualcuno sciolto. Qualche ardimentoso provò a rinnovare l'antica tenzone coll'atavico nemico ma non ebbe la gioia di contar glorie anzi spesso ni toccò dire che i graffi sul muso li aveva presi dalla cagna della su' moglie per non passare da bischero con tuttta la canizza de su amici.
Poi una mattina Benito attraversò, soprappensiero, i 7 metri di strada che lo separavano dalla pineta. Quando sentì la frenata era oramai tardi e la ruota dela macchina gli era già addosso. Con l' estrema vitalità che hanno tutt' i gatti si rotolò di lato, sentì lo scricchiloio della zampa, poi le imprecazioni del guidatore che dopo essere sceso gli assetò una pedata scaraventandolo tra i cespugli della pineta infine il rombo del motore che ripartiva e il dolciasto del sangue che gli stava riempiendo la bocca.
Si strascinò alla meglio nel giardinetto della casa più prossima alla pineta,la conosceva bene, e lì c'erano nati i gattini frutto d'una dele su prime avventure gattose passò dalla gattaiola tagliata nel basso della porta e, memore delle abitudini infantili, si lasciò cadere di fianco su 'n piumone che era buttato da una parte, per terra, vicino al letto.
Le forze gli mancavano e il sangue arrivava alla bocca sempre più copioso, stese le zampe a angolo retto e girò la testa di lato, pronto pel viaggio finale , l' urtime parole che udì furono dele bestemmie esagerate e la sensazione dela mano rude d' un uomo che gli tastava la zampa e il petto.
mercoledì 16 dicembre 2015
fatevi i gatti vostri n. 640 "una listoria e un prometimento"
Carisimi lamici tuti che, anca no iscribendo, ci penzavite! sendo che ciavevite un quoricione grandisimo che ontre che pei gati doratisimi vonstri bateva anca pe noiantri gati bloganti:
Cun piaciere nunsio vobis Gatum Mannium,
io era 3dici chi lugrami !!!
sendo istato pesato ogi steso sula balancia diun sinior dotore che ava curato Serino e fata la visitassione a memmedesimo.
Cume averete caputo ciera cuì cummé anca Dani dita la Lustraliana sendo che desso instava nela luntanisima Ceania indove a Natale ciera il sole e i lalberi sule spiagie ,
così faciendoli tale cosa inpresione aveva tornata indele nebie di Venessia.
Dumani rivava anca cuelo che gliera allei come Serino a me, sendo stati fati dala semmmedesima mama, sorela dela mama lumana dinoi Lolly.
ma ora vollio lasiare il parlamento a Serino che senò dicie che io era preputente inspero sulamente che avite vedito che io ora ero instrutto e meto le vingule.
Carissimi amici, ci siete mancati tanto e vi abbiamo pensato spessissimo. Purtroppo le vicende della nostra famiglia felumana sono state tante e così intricate da non averci permesso di manifestravi con costanza il profondo affetto che abbiamo per tutti Voi. Io ho rischiato di morire DAVVERO e vi racconteremo per filo e per segno come è andata e come per buona sorte sono qui a scrivervi.
Il titolo del blog è "una storia e una promessa".
La storia si dipanerà per tutti e nove i giorni che ci separano dal Natale e sarà scritta da tutte le mani disponibili, narrerà le ultime vicende e niente, prometto, sarà trascurato anzi, lo arricchiremo con le nostre foto.
La promessa deriva da una specie di voto che ha fatto Dante quando stavo per morir. Proprio in un giorno di quelli che la mamma piangeva e mi teneva abbracciato si è infatti rivolto alla mamma e con l'incipit di una bestemmia così sonora che quelle dei bravi dei promessi sposi sarebber parse al confronto dei sospiri di fanciulla ha detto " se.......il gatto campa....e qui un'altra interiezione blasfema, il loro blogghe non lo mollo più!
Come vedete sto bene e dato che, Pacta Servanda Sunt potete contarci (Balena che conosce il latino come il miaulino ha drizzato le orecchie e ha detto subito "come il pato del mio tono con sorcio che mi avano promettuto per Natale?").
Per stasera mi fermo alle anticipazioni.
Dani è appena arrivata e Balena vuole mangiare i Canguri, i Pappagalli, i serpenti e perfino lo Squalo dei quali Dani ci ha già parlato.
Domani inizierà il racconto di Natale con molti episodi che hanno noi mici per protagonisti.
Di solito a Natale abbiamo sempre fatto qualche dono. Non so se ce la faremo anche quest'anno ma speriamo che il nostro ritorno sia già un piccolo dono per chi ci vuole bene e ci segue da tanti anni.
Esserino Gatto
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