domenica 24 dicembre 2017

fatevi i gatti vostri n. 798 " dimessi i due Cervelli"

Tutto bene, hanno avuto un po di corpo sciorto, ma credo più pe la fifa che pe altro ale 2 s'era fori dall' ospedale. Intanto Booby è già arrivato, ora si è appena mangiato un boccone  mangia un boccone e poi si va a pigliare Costanza. Intanto per il vostro pre- natale ecco un bellissimo Jingle Bells che, finalmente calmi, Dante e Dino hanno improvvisato per festeggiare lo scampato pericolomentre  una esecuzione convintissima e Natalizia ma anche blues ar massimo come sanno fare solo loro due

Baci Zanza

fatevi i gatti vostri n. 797 " Dramma del 24: Tafano e Vale in Ospedale"



Da Montelupo si vede Capraia, Dio fa l'omini e poi l'appaia. Siamo ar Pronto soccorso dell' Ospedale di Mestre, tanto pe esse ala vigilia di Natale e ora vi racconto come ci siamo arrivati.
Intanto ieri sera siamo stati no bene ma benissimo, ci s'avevano tante cose da raccontassi, Dante e Dino hanno sonato, ie e Dani s'è cantato e tutti insieme s'è permesso a Holli di non fare niente, cosa rara, perché ha ancora tanto dolore e non ci pareva bello d'essere in tre donne e far fare le cose a lei. Valentina s'è prodigata in maniera particolare in tutto perché, dice lei, "se un giorno un si sa mai mi dovessi sposà....." al che io le chiedo: "co chi cor mi fratello?"  e lei saggiamente risponde "no no pelamordiddio come marito sarebbe peggio d'una punizione". Insomma fa un training generico pel futuro, mettiamola così. Per intanto  ha infornato e sfornato, bruciandosi le dita ma pochino. Ha lavato i piatti, che al controllo di Dani son resurtati modestamente unti e insomma s'è riso tanto tanto anche con Vale medesima che ala fine ci doleva la pancia. Siamo andati a letto non troppo tardi perché era dala mattina che ci si dava da fare come ndemoniati. Io e Dani s'è chiuso occhio che erano le tre. Ir mi fratello e quell'artra,  nela camera accanto a noi, si devan esse addormentati subito, perchè si sentiva un silenzio di tomba, strano perche tutte le vorte che entrano in una quarche forma di intimità, anche leggera, intendo abbracci e baci, riescano a combinà quarche guaio. Sei mesi fa lei bruciò ir letto cola sigaretta e appena una settimana dopo in un impeto di passione infilò un dito in un occhio a Riccardo. Aveva l' undie di quelle costruite e per poco un l'acceca. Poco dopo fu 'r Tafano a staccagni un piercing da un posto intimo che pe Natale un lo posso dì indove. 

Nzomma so pericolosi e difatti siamo ar pronto soccorso pe via di lorolì. Ecco ir fatto:
All' otto  Vale er mi fratello ci bussano, noi si ronfava in fase di recupero ma Dani li sente:
"Siamo noi, si fa colazione fori e poi si passa dar Camper a piglià dela roba".
"Boia dé" faccio rivolta a Dani : "ne gemelli si vede che r cervello va tutto a uno de due perché ci s'era ieri ar camper  o un lo poteva portà a casa allora quello che gli serviva?"
 Dani però osserva argutamente: " secondo me lei s'è dimenticata la pillola e lui ha lasciato i preservativi nel camper."
"Boia! Ma te Dani e sei meglio di Ellery Queen!
La spiegazione era perfetta.
"Oppure- aggiunge la criminologa -qui non si sentivano abbastanza da soli."
Alternativa altrettanto valida anche se un mi sembrano tipi tanto vergognini.
Ci si rimette a dormì e dopo n'ora o più sento una gran  serie di bestemmie a du voci, inequivocabirmente Dante e Dino che commentano anche:
"Allora un capiscano una sega nulla, e sai e c'era anche scritto sopra!"
Scendiamo chiediamo spiegazioni, loro sono già pronti colla giacca
"Valentina ha bevuto ir veleno ner camper." annuncia Dante
"O come?"

"Cola bocca" replica sarcastico Dino " in supposte ancora un lo fabbricano"
"non proprio ir veleno,- ci ragguaglia Dante - ir petrolio dela stufa."
Pare sia andata così: C'erano dele bottiglie nel camper, una di vino rosso sur tavolino e una di petrolio insieme all' arnesi
e allora Riccardo, pe scardassi, piglia la bottiglia del vino rosso co scritto cabernet franc (vello toscano l'avevo finito a novembre) ne beve un sorso e passa la bottiglia lei e lei:
"Ovvia Ricca lo sai che ir rosso mi fa i fortori di stomaco!"
"Aspetta che n'ho vista un antra" fa lui.
Piglia l'altra bottiglia e annuncia  "Bianco  dei Pirati  insapore inodore , . Perfetto questo deve avè solo r grado arcolico se no un ci scriveva inodore e insapore" e ni passa la bottiglia
Lei beve un sorsino e dopo un attimo ni sputa tutto addosso
"ma che merda m'hai dato scemo? E sa di muffa!"
Inteligente come la merda l'assaggia anche lui e sputa: "ma è disgustoso!"

Poi ni viene ir dubbio "un sarà mica che ir teschio vole dì veleno?"
Chiamano Dante e i resto lo sapete. Abbiamo preso il tram, che per fortuna porta davanti dove sta il camper e intanto Riccardo aveva già chiamata la guardia medica che al momento non poteva mandare nessuno ma ha consigliato di andare subito in ospedale. Per fortuna il vecchio Ford,  che Dante aveva seppellito sotto un ammasso di vecchie coperte pe proteggelo dal gelo, s'è messo in moto subito e l'ospedale è a nemmeno 10 menuti di strada, bello davvero e ipermoderno.
Adesso sono tutti lì  in osservazione, i sanitari pensano che non ne abbiano assunto una quantità tale da creare problemi ma ad ogni buon fine hanno chiamato il centro veleni di Firenze (il migliore in Italia, si sa che le Toscane son discrete avvelenatrici) per maggiori ragguagli sulla sostanza e per conoscere  i possibili effetti, tra i quali, a sentire internet, pare ci sia il rischio di cecità e il soffocamento polmonare.
"Pel primo problema -commenta Dante- un c'è pericolo, ciechi son di già e sì che c'avevo scritto tutto quello che serviva pe sta attenti."
Speriamo in Bene anche perché a mezzogiorno arriva Bobby e nel pomeriggio Costanza.
Vi sarò sapere l'evoluzione.Scusate  gli errori di battittura e la sintassi ardita ma ho scritto colo smartphone e mi fa fare più casino di quanto faccia già di mio
Baci Zanza

sabato 23 dicembre 2017

fatevi i gatti vostri n 796 " Avevino rivati esi mici"

Incontenibile il Rotolo quando ci ha sentiti su per le scale. Pare che sia balzato dal letto trascinando anche Holly e Esserino e miagolava forte:
Avevino Rivati esi mici di mama e babo e avevino le scatuline pemmé. Sì perché Zanza ha mandato la foto di un monticello di scatolette di tonno e zia Holly le ha mostrate a Balena. Si dice che i gatti non vedano come noi ma Balena pur nella sua pigrizia e nella ostinata negazione di grammatica e sintassi già da tempo ci ha rivelato doti particolari come ad esempio comprendere la parola cibo in ogni lingua del globo terracqueo e nell'aver inventato una sorta di linguaggio universale col quale comunica a tutti il suo appetito. Non importa la provenienza e la lingua del suo interlocutore, lui prta la zampa alla bocca, la muove avanti e indietro ed emette un MMMMAAAAAAAAOOOOOOOOOOOO  così convincente che pochi resistono.
Comunque i 4 sono arrivati carichi di roba e doni che descriveremo al momento appropriato. Zanzara ha preso possesso della mia camera che diventa da stanotte la nostra e non pensi male l'anonimo dormiremo sì vicine vicine  ma parlando di uomini ci siamo capiti?
Dino si è già impossessato del divano e dei mici. Riccardo per stanotte accetta la stanza di mio fratello e Zanzara, malignissima ha commentato, armeno comincia senza cilecche perché a lui ir freddo un lo intirizzisce ma lo rattrappisce. S'è beccata il vaffa ma ha fatto ridere tutti. Zio Dante ha chiesto subito a Vale se avesse tatuaggi nuovi ma lei ha detto che li pouò mostrare solo alle amiche, intendi noi. Chissà dove li avrà fatti.
Tutti sono stati a visitare il piede di Zia e lo hanno toccato come se fosse il dito di San Pietro in Vaticano.
Adesso siamo tutti intorno alla stufa con grandi fette di focaccia in mano. Dino ha preso la chitarra di casa e la zia gli ha chiesto subito il suo brano natalizio preferito.
Lei adorava la versione di Amy Winehouse.

Immaginate di quale si tratta?
Eccovi  appena registrata, quella fatta alla chitarra da Dino. Spero che la nostra gioia sia contagiosa e tocchi ognuno di Voi, chi è felice in famiglia ma anche chi dovesse trovarsi da solo a leggere queste paginette.
A Lei o Lui che sia diciamo, mettiti nel posto più caldo della casa, versati un bicchiere di vino, chiudi gli occhi e vieni qui tra noi

Un abbraccio

Dani

fatevi i gatti vostri n. 795 "Diario di bordo"

Il viaggio procede bene, i nostri hanno superato la bretella di Bologna e hanno imboccato l'autostrada per Padova. L'arrivo è previsto per le 16 /16,30

Dante voleva andare a prenderli a Mestre, con la barca, ma alla mia obiezione:
"E l'auto dove la mettono?"
Si è arreso, probabilmente è anche un po' cotto dai vari assaggi del vino acquistato perché, sebbene la zia lo ammonisse: "lasciati un po' di posto per le bevute di stasera e dei giorni a venire" ha preteso di degustare il contenuto di ogni fiasca.
Comunque, quando saranno a Padova mi chiameranno e io e lo zio andremo al parcheggio del camper dove ci raggiungeranno. Lì Riccardo che insiste per utilizzare il vecchio Ford come alcova personale dovrà scaricare la sua biancheria e quella di Vale anche se, a dire il vero, il posto in casa ci sarebbe. Almeno fino all' arrivo di Bobby e Costanza che ci raggiungeranno domani pomeriggio ma, stringendosi, anche dopo.
Zanza mi ha mandato due  files col telefonino. Contengono le performances del trio dei fiati ovvero Samatta sax, Tromba Daria e Tromba Marina. Le posterò come sottofondo a questi resoconti del trasferimento dei nostri.
Io la zia stiamo gia sfornando focacce e pizze per gli aperitivi, Esserino fa la gincana tra le teglie, i due rotoli, umano e felino, ronfano abbracciati e beati sul divano davanti alla stufa.

Qui un bel pezzo natalizio col sax di Samatta ma patecipano tutti come accompagnamento, non ho titolo ma zio Dante lo ha definito Rokke eraund Varcosa. L'ho sentito ed è davvero bello fa venire allegria e voglia di....scatenarsi

A presto

Dani

Partiti Fatevi i gatti vostri n. 794 " le deliranti imprese di Zio Dante"

I nostri sono in viaggio!
Alla fine la ragione l'ha avuta vinta e Zanzara, Riccardo, Valentina e Dino sono partiti 5 minuti fa, in pratica a mezzogiorno. Sarebbero stati pronti prima ma l'unico mezzo disponibile era il furgoncino del bar, un vecchio doblò 4 posti che ha una quindicina d'anni. Ampelio lo comprò usato 5 anni fa e lo usa per andare a comprare i rifornimenti del bar e per consegnare qualche pacco natalizio (ma pochi) che vende sotto le feste. Narà ha una seicento piccina piccina buona per Livorno e per trovare parcheggio ma poco affidabile per un lungo viaggio come quello a Venezia. Così oggi Ampelio, aiutato da Riccardo e da Dino ha fatto le scorte per tutti questi giorni e un paio di consegne. Poi i nostri sono partiti alla guida si alterneranno Zanza per il primo tratto, in modo che Riccardo si riprenda dalla sveglia e dalla fatica mattutina e per il secondo appunto il Tafanino. Dino ha portato l'ukulele, quindi in viaggio li terrà svegli suonando. Valentina si è detta molto contenta di Raggiungerci ancota, infatti, mentre Dino e Zanza erano venuti in settembre, loro due non si sono più visti dal Natale scorso. Mosca sarebbe venuto volentieri ma qualcuno per dare il cambio al bar serviva e lui ha in programma un mese all'estero da metà gennaio, quando ad aiutare i genitori ci saranno Zanza e Riccardo.
Qui siamo tutti in attesa, io e Dante volevamo gia preparare le stanze ma zia Holly siè opposta, perché seppur in fase di riabilitazione per le sue operazioni chirurgiche, non rinuncia a sovrintendere ogni spostamento di mobili o altro. Se la ragione l'ha avuta vinta a Livorno non ha avuto lo stesso esito qui a Venezia perchéì zio Dante ha deciso di  andare a comperare il vino e, come se non ci fossero botteghe di vino in Venezia ha scelto di andarlo a comprare a San Brusòn, dalle parti di Mira, proprio dove la Tromba D'aria qualche anno fa buttò gio alcune case e ne soperchiò un vasto numero, ricorderete che per vari giorni in tv si vide addirittura una villa in stile palladiano completamente crollata.
Mentre prendere un carrellino da spesa e comperare 15 litri di vino avrebbe avutoun senso logico. Non abbiamo macchine perché a Venezia non servono, io ne avevo uno che lo zio mi aveva messo a posto di tutto punto ma bruciò nel lontano 2009. Lo zio possiede però un vecchio ma efficientissimo camper che tiene in terrafema in un area privata che ottenne per un affitto accettabile e sulla quale c'è anche un box dove fa i lavori più impegnativi. Poteva tranquillamente andare li in Tram poi, usando il camper andare a prendere il vino e fare all' inverso per il ritorno. Figuriamoci, il camper è coperto, poi va scaldato, poi apri i cancelli, chiudi cancelli, insomma gli pareva che in cambio del freddo risparmiato ci fossero troppe farraggini da superare.
Allorai ha indossato un giccone antivento, casco, tre sciarpe, occhiali da alpinismo, guanti ed ha inforcato il suo ciao Rosso dei primi anni 70 disposto a fasi  almeno una venticinquina di chilometri all'andata e altrettanti al ritorno. Col passare degli anni per i percorsi lunghi ha sostituito la fedelissima bici con quest'altro reperto archeologico che ha restaurato da sé e che, essendo poco più di una bici riesce a tenere nella cantina sotto casa nostra, deve spingerlo come se fosse una bici e salire un paio di ponti prima di essere in piazzale Roma e mettere in moto ma non gli pare una gran fatica e lo fa spesso quando deve andare a Mestre o Marghera. Sostiene che in bici suda e poi si raffredda mentre col ciclomotore se ben coperto gli pare d'essere in paradiso. Temiamo sempre per questa sua tesdardaggine e tali eroismi fuori luogo perché le sue brochiti sono proverbiali e quest'anno è stato ammalato più di 40 giorni. Purtroppo su alcune cose è impossibile fargli intendere ragione, abituato com'è ad affrontare ogni tipo di fatica e di disagio ogni rinuncia all'avventura gli pare un anticamera della morte e ai nostri moniti risponde così:
Se devo vivere legato in casa e colle finestre chiuse è meglio che mi pigli un colpo stanotte.
La zia talvolta si arrabbia ma ormai mi pare abbia rinunciato e si limita dirgli: almanco coverzite bén, che no ti gà sedese anni  (perlomeno copriti bene che non hai sedici anni).
E' partito alle dieci e non è ancora tornato, quindi stiamo un po' in pensiero ma dobbiamo considerare che ha  4 fiasche da cinque litri appese al motorino, una sul portapacchi e una damigiana da 15 tra le gambe.

Mentre licenzio il post sento bestemmiare per le scale, è lui che porta su il primo carico di vino.
"Andare e tornare è stata na risata" dice "'r casino è fa i ponti co sessanta chili di roba più' rmotorino più i vetri senza fassi male e senza rompe nulla"
"E tu come hai fatto?"  chiedo" boia dè mia mi cacherò addosso per risorve sti problemi quì a piedi d'ogni ponte ho dimezzato 'r carico e poi ho messo in moto e n'ho fatto sartà li scalini a motore"
Appunto a Venezia, alla vigilia di natale avevavmo bisogno di uno che col motorino acceso salto sui ponti con le fiasche di vino appese, sono sicura che hanno fatto più foto a lui che al campanile di San Marco.
Baci Dani

venerdì 22 dicembre 2017

Fatevi i gatti vostri n. 793 "Badampò Badampò Badampò"

Come si diceva prima du bone amiche si danno 'r cambio ma a un cero punto a Martina n'è preso no struggimento di corpo, probabirmente pe avé mangiato castagne e vino a profusione e allora 'rcambio a Daria nien'ha dato Samatta che, tra l'altro quando c'è da suonare con Dino pare che un aspetti artro e fa un aria tutta mielosa ma è solo pe piglia per culo anco lei eh in realtà parlo di sintonia tra musicisti , fra Dino e Samatta ci corrano guasi quarant'anni e Dino è digià bell' e preoccupato pe l'arrivo dela Svizzerotta a Venezia. Comunque ecco uno stupendo Badampò versine per pianoforte e sax di una celeberrima canzone natalizia che ho trasposto  in forma ridanciana descrivendo il il mio sguardo rivolto alle tre grazie (Samatta, Daria e Marina) gonfie di ponce e lo sberleffando o linguaccia che mi scatta spontaneo
 Mentre voi 
bevete
r ponce
guardo come 
sete conce
cola lingua
r verso vi fo
badampò
badampò 
badampò

a presto Zanza

Fatevi i gatti vostri n. 791 "notte tranquilla"

Boia dé dopo ir bercio fatto ala vista di ver popò d' affare attaccato ar su cavalier servente e dopo li sghignazzi fatti cole streghe, Daria sentiva ir bisogno di redenzione ma un è andata in monastero come, quarche anno fa, s'usava tra i diversi budelli delo spettacolo. Bona bona s' messa in un cantuccio accanto ar piano di Dino e poi ha cavato la troma dall' astuccio per facci sentì che Daria Tromba-Sola dà de resurtati meglio che 'n compagnia. 
Uno de su più be' pezzi," peccato- dice 'r Ciampi- un ci sia più don Luigi" ma co quella verve lì l'avrà sentita anche dale seggiole der Gatto Eterno.

Bona Mattina

ner pomeriggio Tromba Marina (a esse grandi amiche si pole   fa  anche a  turno)

Baci Zanza