Ed ecccoci al Martedì in Giallo. Il precisissimo (si fa per dire) fratellino mi ha lasciato le consegne per far sì che le puntate del suo post continuino indipendentemente dalla sua assenza. Alla mia replica che poteva postarle tranquillamente da lì ha replicato che la redazione del blog è a Venezia e anche l'ambiente in cui si elaborano i post ha la sua importanza. Filosofia Bobbiana che non ha nulla a che vedere con Bobbio Norberto ma parecchio con Bobby Fratello.
In ogni caso mi fa piacere far capolino tra Gatti, gialli e novelle, dopo un anno in cui mi ero occupata del blog quasi da sola, mendicando gli interventi dei vari componenti il gruppo familiare, un po' di riposo serviva. Son bastate però alcune settimane di lontananza dalla pagina bordeaux per farmene sentire la mancanza. Verò è che sono stata la promotrice del referendum interno volto ad appurare se fosse il caso di continuare ma non si trattava di disaffezione anzi, semmai del fatto che mi sentivo inadeguata a corroborare la paginetta con nuove idee e riflessioni.
Speravo che la laurea mi aprisse una nuova vita e invece mi mancano i compagni e l'università e invidio sinceramente il fratello che nell' università ha trovato il modo di restarci a vita.
Per il momento invio curricula e sostengo colloqui nei quali le parole son sempre altisonanti ma, di converso, non si presagisce alcun "son d'argent".
Mi stanno davvero sullo stomaco i sedicenti manager e manageresse delle risorse umane che dopo aver messo annunci del tipo
offresi opportunità brillante carriera a persona dinamica capace di lavorare in autonomia prestabilendo obbiettivi e strategie d'azione. Bella presenza, dinamicità, predisposizione ai contatti umani, Disponibile a trasferimenti. Automunita. Titolo preferenziale Laurea in discipline tecnico scientifiche. Età massima anni 25.
tradotto in pratica: vendere integratori alimentari palestra per palestra o casa per casa o via internet o creando dimostrazioni in casa propria o altrui. Ovviamente a costi superiori di circa il 30% rispetto a quelli praticati nei supermercati per contenuti e principi attivi identici ma boccetta ed etichetta differente.
Ma andatevene affanculo.
Non trovo niente di indecoroso nella vendita porta a porta o negozio per negozio, zio Dante quando studiava si manteneva vendendo aspirapolveri ed era un bravissimo venditore ha ancora le varie stelline d'oro di quando faceva il record (ovvio che si ruppe le palle anche di quel settore). Che però un testa di cazzo cerchi di convincermi che la mia ascesa economica e la mia realizzazione personale passino per le sue boccette di plastica che prima dovrei addirittura comperare per poi rivendere maggiorate mi fa venir voglia di schiacciarle tutto sotto i piedi davanti ai suoi occhi da idiota che tentano vani esercizi di fascinazione letti sui manuali del fai da te. E po a che cazzo serve la bella presenza perché uno speri di portarmi a letto comprandomi 30 euri di prodotti? E la laurea per avere una dialettica superiore a quella dei miei clienti o per magnificare le meraviglie biologiche contenute nei flaconi? No forse solo per stampare bigliettini con scritto
Nome marchio dr.ssa Dani consulente tecnico.
Qualcuno che ha investito un po' di più nella propria formazione tenta di convincerti usando le strategie di cominicazione tratte a pezzi e bocconi dalla PNL (programmazione neuro linguistica)
Parolai Non Leali li chiama lo zio.
Mi arrangio coi tanti lavoretti che fa anche la zia e che mi passa volentieri. Spesso si tratta di semilavorazioni ittiche e la cosa mi lascia addosso un discreto odorino di pesce ma del resto pecunia non olet.
Altre volte trovo qualcosa come promoter nei supermercati o come standista alla fiere ma ormai gli anni incalzano e quando le gambe si saranno gonfiate, il sedere sceso e le tette ammosciate ci sarà ben poco da mostrare, ché di fondo questo è il motivo per cui ti prendono.
Ok di me ho parlato fin troppo e mi è servito da sfogo.
Qui ci sono ben 5 puntate del noir del martedì che seguono in ordine quelle già inserite in altri post. Lo sto ascoltando anch'io e mi sono appassionata. Non è tanto il giallo in sè e il delitto odioso ed atroce che ne è alla base a colpire la mia attenzione, ma il tratteggio dei personaggi e la descrizione dei luoghi mi deliziano. Conosco poco Firenze ma zio Dante che ci visse a lungo dice che l'autore descrive alla perfezione perfino gli angoli delle strade. Beh per un Fiorentino non sarà impresa impossibile anche se io non sarei capace di fare altrettanto relativamente a Venezia.
n 7 fine della prima parte
n 1 seconda parte
n 2 seconda parte
n 3 seconda parte
n 4 seconda parte
Buon ascolto e fatemi sapere se vi piace
un abbraccio a Tutti Dani
AVVERTENZA: APRITE A TUTTO SCHERMO PER FARCI ENTRARE BALENA! Il nostro motto : Visto che scrivono cani e porci anche io e Balena proviamo a dire la nostra: Fatevi i Gatti Vostri e camperete a lungo. Se ti piacciono le nostre avventure scrivi la tua e mail qui sotto e schiaccia "submit" l'abbonamento è gratis e sarai avvertito quando esce un nuovo post
martedì 29 aprile 2014
sabato 26 aprile 2014
fatevi i gatti vostri n.562 " il seguito di Bertoldo & co "
Oggi zio Dante è a lavorare intorno alla barca e mi ha chiesto di sostituirlo nel postare il "seguito" come lo chiama lui, di Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno.
Io non conoscevo questa storia e mi ha molto divertito l'audio assai ben fatto. L'ascoltare alcuni pezzi mi permette di conoscere cose che a livello di lettura non affronterei.
Zio Dante ha un repertorio molto grande di audiolibri, i più su cassetta, quando nel 85 il suo babbo perse la vista da un occhio a seguito di una degenerazione retinica conseguita a un intervento di cataratta precoce, lui si mise a girare le biblioteche cercando tutti i sussidi audio possibili, perchè anche l'altro occhio di Uliano non stava affatto bene e seppur scongiurato il rischio di cecità restava la necessità di non affaticare l' occhio che consentiva un po' di visione. In realtà Uliano ascoltando gli audiolibri si addormentava e quando morì la moglie smise del tutto di ascoltarli dedicandosi un po' di più al barrettino di Ampelio e alla briscola e tressette coll'inseparabile Don Luigi. Io e Bobby quando Dante si mise insieme alla zia gli chiedevamo sempre le sue cassette registrate e le serate che non erano allietate dai suoi racconti venivano trascorse in ascolto delle cassette che, inserite in un vecchio karaoke diffondevano belle voci belle storie nell' aria resa calda dalla stufa a legna. Perlopiù si bruciavano pallets che Dante aveva gratitamente da una segheria per la quale arrotava le lame. Fossero tuttavia pallets in sacchetti invece che ceppi di legna per me è l'immagine che arriva al cuore quella che conta e quella stufa, per me e Bobby, negli anni 2000 era quello che il camino della zia Idea rappresentava per Dante negli anni 50.
Non mi dilungo oltre devo mettermi un po' in tiro e uscire a pranzo con le amiche. Anche l'ultima fiammella non ha retto alla prova delle due settimane, sono sfortunata con gli uomini o forse non ho ancora imparato a individuare uomini con le palle.
Un abbraccio a tutti
Dani
cliccate qui per il 3° capitolo
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Io non conoscevo questa storia e mi ha molto divertito l'audio assai ben fatto. L'ascoltare alcuni pezzi mi permette di conoscere cose che a livello di lettura non affronterei.
Zio Dante ha un repertorio molto grande di audiolibri, i più su cassetta, quando nel 85 il suo babbo perse la vista da un occhio a seguito di una degenerazione retinica conseguita a un intervento di cataratta precoce, lui si mise a girare le biblioteche cercando tutti i sussidi audio possibili, perchè anche l'altro occhio di Uliano non stava affatto bene e seppur scongiurato il rischio di cecità restava la necessità di non affaticare l' occhio che consentiva un po' di visione. In realtà Uliano ascoltando gli audiolibri si addormentava e quando morì la moglie smise del tutto di ascoltarli dedicandosi un po' di più al barrettino di Ampelio e alla briscola e tressette coll'inseparabile Don Luigi. Io e Bobby quando Dante si mise insieme alla zia gli chiedevamo sempre le sue cassette registrate e le serate che non erano allietate dai suoi racconti venivano trascorse in ascolto delle cassette che, inserite in un vecchio karaoke diffondevano belle voci belle storie nell' aria resa calda dalla stufa a legna. Perlopiù si bruciavano pallets che Dante aveva gratitamente da una segheria per la quale arrotava le lame. Fossero tuttavia pallets in sacchetti invece che ceppi di legna per me è l'immagine che arriva al cuore quella che conta e quella stufa, per me e Bobby, negli anni 2000 era quello che il camino della zia Idea rappresentava per Dante negli anni 50.
Non mi dilungo oltre devo mettermi un po' in tiro e uscire a pranzo con le amiche. Anche l'ultima fiammella non ha retto alla prova delle due settimane, sono sfortunata con gli uomini o forse non ho ancora imparato a individuare uomini con le palle.
Un abbraccio a tutti
Dani
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venerdì 25 aprile 2014
fatevi i gatti vostri n. 561 " smarrito grosso gatto tigrato di nome Balena "
Mi vedevo già a scrivere il cartello e a far fotocopie perchè ieri sera, quando Dante è salito sul terrazzone condominiale a riprendere Esserino e Balena ,è stato solo Esserino a scendere in casa e Dante, dalle scale, ha vociato:
" il grosso non lo trovo".
Siccome era su da oltre un quarto d'ora e i gatti dovevano mangiare, mi si è stretto il cuore. Balena è sempre il primo a precipitarsi giù quando è ora di cena, al massimo viene superato da Esserino, che è più agile, all' ultima voltata della rampa ma se uno dei due indugia o si infila in qualche casino questi è di certo il curiosissimo Esserino e non il serafico Rotolone. C'è però un brutto precedente nella storia di Balena, quando avevamo appena iniziato il blog cadde dal terrazzo in un cortile interno. Sono 4 piani per un totale di oltre 14 metri e allora, giovane e agile, atterrò sulle quattro zampe rompendosene una e incrinandosi il palato ma adesso che pesa quanto sei bottiglie di acqua da due litri non avrebbe alcuna possibilità di arrivare giù senza esplodere. Son corsa su e Dante stava bestemmiando mentre sciorinava le sue logicissime deduzioni: "se fosse cascato di sotto si sarebbe sentita la botta e poi sono sceso e non c'è il gatto e neppure sangue, ho controllato nella improbabile circostanza che possa essere arrivato giù vivo e si sia nascosto sotto una macchina impaurito". Queste sue immagini verbali mi atterriscono più che confortarmi ma Dante è così, prendere o lasciare.Quando morì la sua mamma, in una caldissima fine d'agosto, la prima cosa che fece, una volta andati via i medici del 118, fu cercare del miele e metterlo in una bottiglia sul comodino, dopo mezzora era piena di mosche e lui la mostrava trionfante spiegando:
"maledette loro, appena c'è un morto arrivano subito dalle finestre e gli depositano le larve sulla bocca e negli occhi".
Credo che l'unico ad apprezzare la trovata sia stato Don Luigi che di morti ne aveva benedetti parecchi in vita sua e se sul paradiso cristi madonne e santi aveva diversi dubbi, sul procedere delle mosche aveva, invece, molte certezze.
"In soffitta non c'è ed ho chiuso la finestra in modo che non faccia dentro e fuori facendomi diventare matto a fare il giro" ha proseguito.
Ancora una serie di madonne e altre ipotesi,
"sul torrino e tra le parabole tv ci sono stato, sul cornicione dove rimase bloccato Esserino non c'è".
"Sarà nascosto", penso, spesso ama giocare a nascondino ma non ha la maliziosità di Esserino che ti fa diventar matto, lui al massimo escogita cose dall'esito modesto, di questo tipo:
"Ma l'hai chiamato?" continuo poi, incredula per questa assenza del mio micione adorato.
Allora sì che bestemmia
"certo perché te pensi che uno sia idiota e non provi a chiamare il gatto prima di cercare o mettersi a far congetture".
"Aspetta dai non volevo di questo, magari ha paura che tu lo rimproveri mentre se chiamo io sa che si mangia"
e poi intono la cantilena consueta
"Balenaaaaaaaa è la mammaaaaaaaa c'è la pappaaaaaaaaaaaaaa."
alla terza volta sento un miagolio flebile viene dal livello del terrazzone quindi non è caduto. Chiamo muovendomi ma non riesco a individuarlo anche se il miagolio adesso è forte e deciso. Alla fine Dante aggiorna il proprio ragionamento: Stamattina hanno messo a norma le scalette di sicurezza da noi e nell'ala di sotto, mica si sarà tagliato su qualche lamiera molata male?
Adesso Balena spiega il suo vocione MMMMMAAAAAAOOOOOOOOOOOOO.
Potrà essere a una ventina di metri al massimo. Vedo Dante che si accinge a passare dal cornicione per raggiungere la scala che conduce al terrazzo dell' ala confinante che è a circa 3 metri al di sotto del nostro terrazzo. Chiudo gli occhi atterrita, lui fa queste cose con la disinvoltura di un ventenne ma è pesante e pieno di dolori e poi mi vengono le vertigini a guardare. I gatti quando vanno là sotto , passano sul cornicione, risagono un pezzo di tetto e scendono dalla scala di sicurezza. Per noi è da brivido perché il cornicione sarà 35 cm ma per un gatto è come una autostrada. Dopo un poco arriva il gatto dal cornicione e finalmente comincio a piangere, mi stava scoppiando la testa e anche il cuore. A tavola Dante mi spiega l'arcano. Gli operai non hanno terminato il lavoro e la scala antincendio è stata lasciata a metà, mancano molti gradini per arrivare a terra, oltre un metro e sessanta, i gatti sono passati sul cornicione e sono arrivati sulla scaletta, pur mancando i gradini è stato facile saltar giù ma al ritorno probabilmente Esserino ce l'ha fatta a spiccare il salto in alto mentre la forza di gravità deve aver giocato un brutto scherzo al Rotolo che doveva portare in alto un peso ben più rilevante. Così Dante trovata la scala interrotta si è calato giù e recuperato il gatto lo ha issato sul primo gradino utile. Poi il guaio è stato per lui che per tirarsi su a braccia ha durato non poca fatica. Per fortuna ha potuto far perno sulle staffe già pronte nel muro per i gradini da sistemare. Mentre si versava una generosa dose di rosso ha commentato "così queste facce da culo coi baffi smetterano di guardarci con aria di superiorità pensando di essere più agili di noi".
Ormai, passata la paura Balena, sa che esiste il suo privatissimo vigile del fuoco e dorme sereno
Un grande abbraccio Holly
" il grosso non lo trovo".
Siccome era su da oltre un quarto d'ora e i gatti dovevano mangiare, mi si è stretto il cuore. Balena è sempre il primo a precipitarsi giù quando è ora di cena, al massimo viene superato da Esserino, che è più agile, all' ultima voltata della rampa ma se uno dei due indugia o si infila in qualche casino questi è di certo il curiosissimo Esserino e non il serafico Rotolone. C'è però un brutto precedente nella storia di Balena, quando avevamo appena iniziato il blog cadde dal terrazzo in un cortile interno. Sono 4 piani per un totale di oltre 14 metri e allora, giovane e agile, atterrò sulle quattro zampe rompendosene una e incrinandosi il palato ma adesso che pesa quanto sei bottiglie di acqua da due litri non avrebbe alcuna possibilità di arrivare giù senza esplodere. Son corsa su e Dante stava bestemmiando mentre sciorinava le sue logicissime deduzioni: "se fosse cascato di sotto si sarebbe sentita la botta e poi sono sceso e non c'è il gatto e neppure sangue, ho controllato nella improbabile circostanza che possa essere arrivato giù vivo e si sia nascosto sotto una macchina impaurito". Queste sue immagini verbali mi atterriscono più che confortarmi ma Dante è così, prendere o lasciare.Quando morì la sua mamma, in una caldissima fine d'agosto, la prima cosa che fece, una volta andati via i medici del 118, fu cercare del miele e metterlo in una bottiglia sul comodino, dopo mezzora era piena di mosche e lui la mostrava trionfante spiegando:
"maledette loro, appena c'è un morto arrivano subito dalle finestre e gli depositano le larve sulla bocca e negli occhi".
Credo che l'unico ad apprezzare la trovata sia stato Don Luigi che di morti ne aveva benedetti parecchi in vita sua e se sul paradiso cristi madonne e santi aveva diversi dubbi, sul procedere delle mosche aveva, invece, molte certezze.
"In soffitta non c'è ed ho chiuso la finestra in modo che non faccia dentro e fuori facendomi diventare matto a fare il giro" ha proseguito.
Ancora una serie di madonne e altre ipotesi,
"sul torrino e tra le parabole tv ci sono stato, sul cornicione dove rimase bloccato Esserino non c'è".
"Sarà nascosto", penso, spesso ama giocare a nascondino ma non ha la maliziosità di Esserino che ti fa diventar matto, lui al massimo escogita cose dall'esito modesto, di questo tipo:
"Ma l'hai chiamato?" continuo poi, incredula per questa assenza del mio micione adorato.
Allora sì che bestemmia
"certo perché te pensi che uno sia idiota e non provi a chiamare il gatto prima di cercare o mettersi a far congetture".
"Aspetta dai non volevo di questo, magari ha paura che tu lo rimproveri mentre se chiamo io sa che si mangia"
e poi intono la cantilena consueta
"Balenaaaaaaaa è la mammaaaaaaaa c'è la pappaaaaaaaaaaaaaa."
alla terza volta sento un miagolio flebile viene dal livello del terrazzone quindi non è caduto. Chiamo muovendomi ma non riesco a individuarlo anche se il miagolio adesso è forte e deciso. Alla fine Dante aggiorna il proprio ragionamento: Stamattina hanno messo a norma le scalette di sicurezza da noi e nell'ala di sotto, mica si sarà tagliato su qualche lamiera molata male?
Adesso Balena spiega il suo vocione MMMMMAAAAAAOOOOOOOOOOOOO.
Potrà essere a una ventina di metri al massimo. Vedo Dante che si accinge a passare dal cornicione per raggiungere la scala che conduce al terrazzo dell' ala confinante che è a circa 3 metri al di sotto del nostro terrazzo. Chiudo gli occhi atterrita, lui fa queste cose con la disinvoltura di un ventenne ma è pesante e pieno di dolori e poi mi vengono le vertigini a guardare. I gatti quando vanno là sotto , passano sul cornicione, risagono un pezzo di tetto e scendono dalla scala di sicurezza. Per noi è da brivido perché il cornicione sarà 35 cm ma per un gatto è come una autostrada. Dopo un poco arriva il gatto dal cornicione e finalmente comincio a piangere, mi stava scoppiando la testa e anche il cuore. A tavola Dante mi spiega l'arcano. Gli operai non hanno terminato il lavoro e la scala antincendio è stata lasciata a metà, mancano molti gradini per arrivare a terra, oltre un metro e sessanta, i gatti sono passati sul cornicione e sono arrivati sulla scaletta, pur mancando i gradini è stato facile saltar giù ma al ritorno probabilmente Esserino ce l'ha fatta a spiccare il salto in alto mentre la forza di gravità deve aver giocato un brutto scherzo al Rotolo che doveva portare in alto un peso ben più rilevante. Così Dante trovata la scala interrotta si è calato giù e recuperato il gatto lo ha issato sul primo gradino utile. Poi il guaio è stato per lui che per tirarsi su a braccia ha durato non poca fatica. Per fortuna ha potuto far perno sulle staffe già pronte nel muro per i gradini da sistemare. Mentre si versava una generosa dose di rosso ha commentato "così queste facce da culo coi baffi smetterano di guardarci con aria di superiorità pensando di essere più agili di noi".
Ormai, passata la paura Balena, sa che esiste il suo privatissimo vigile del fuoco e dorme sereno
Un grande abbraccio Holly
lunedì 21 aprile 2014
fatevi i gatti vostri n. 560 " Radio Giallo 1953"
Domani parto, Il lavoro mi chiama. Avrei voluto far ponti a non finire ma c'è un concorso interno presso il mio dipartimento e non voglio mettermi in cattiva luce con troppe assenze. I concorrenti temibili non sono gli altri europei che definirei quasi pelandroni quanto noi italiani. Inglesi,Tedeschi, Francesi, Nordici in genere lavorano sì ma sono abituati a ricevere ottimi compensi per poche ore. I cinesi e gli indiani invece sono un problema, intelligentissimi e con una voglia di emergere che li porta via sono anche abbastanza spietati nella competizione accademica quindi bisogna stare in campana e produrre ricerca bene e alla svelta....
La prossima settimana penserà Dani (al momento fidanzatissima.... da tre settimane.... ma non durerà perché il giovin cavaliere si accascerà presto non avendo ben valutato qual selvaggio animale vorrebbe rendere domestico). Assai più facile sedurre Balena col tonno che mia sorella con bacini e carezze!
Veniamo al giallo e puntalizziamo subito una cosa:
un gentile signore mi ha scritto una email dicendo che non apprezza chi scopiazza e commenta gialli che probabilmente non ho mai letto. Non ho capito perchè non abbia pubblicato un commento sul blog. Non rivolge contestazioni specifiche a me ma non vedo altre motivazioni nel suo scritto. Gli ho risposto in privato ma rispondo anche pubblicamente.
Tutti i libri dei quali parlo sono stati letti da almeno uno dei componenti il nostro gruppo. Di ogni testo possediamo l'originale cartaceo o in audiolibro. Quando posso cito sempre la fonte da cui traggo le notizie che inserico e se reputo che il pezzo sia citabile per intero cito l'autore all' inizio. Di più mi pare inutile dire.
Per stavolta fotografo sullo sfondo del tavolino di Dante le copie originali di ciò di cui parlo nel blog.
Stavolta voglio fare un piccolo passo indietro e ricordare due italianissimi giallisti che nella cronistoria apparsa nei precedenti post avevo dimenticato.
si tratta di Alessandro Varaldo
e di Giuseppe Ciabattini.
Alessandro Varaldo, il genovese che inventò il noir
Tratto da: Il-Giornale_Genova_16-Gen-2008_Pag49 Autore: Rino Di Stefano
Se a una delle tante trasmissioni televisive a quiz chiedessero quale fu il primo libro giallo di autore italiano pubblicato in Italia, è probabile che ben pochi, se non pochissimi, saprebbero rispondere. Si tratta infatti del libro "Il sette bello" del ligure Alessandro Varaldo (Ventimiglia 1876-Roma 1953), pubblicato nella primavera del 1931 da Arnoldo Mondatori Editore. Varaldo fu uno scrittore assai prolifico ai suoi tempi e arrivò addirittura a pubblicare fino a quattro libri l'anno. Eppure, oggi, il suo nome è conosciuto quasi esclusivamente dagli studiosi e dai rari appassionati del genere noir che ne hanno studiato le origini.
Quel libro segna davvero un punto di partenza per il romanzo di stile poliziesco nel nostro Paese.Alla fine degli Anni Venti il romanzo poliziesco era opera quasi esclusivamente di autori stranieri, soprattutto di lingua inglese. Maestri indiscussi erano autori come S.S. Van Dine, Edgar Wallace, Robert Louis Stevenson e Anna Katherine Green. Ma siamo nel pieno del fascismo e il proliferare degli scrittori stranieri non piaceva affatto a Mussolini e camerati. Soprattutto in un periodo in cui si tendeva ad abolire tutte le parole estere e a italianizzarle. Così il governo fascista promulgò una legge a difesa degli scrittori italiani imponendo che in qualunque collana ogni cinque autori almeno uno fosse italiano. Arnoldo Mondatori, che da tipografo e libraio era diventato il più importante editore italiano dopo aver intuito quello che sarebbe stato lo sviluppo del fascismo in Italia (stampò i manifesti della marcia su Roma nel 1922 e ne ricavò ottime occasioni di lavoro come la stampa del testo unico per le scuole elementari nel 1930) immediatamente capì che il genere poliziesco avrebbe avuto un gran futuro, e allora incaricò Varaldo di scrivergli il primo romanzo che, dal colore della copertina, sarebbe stato il primo "giallo" italiano: il Settebello
La lettura di questo libro è davvero consigliabile per capire quale fosse la realtà sociale dell'epoca. Estremamente chiara, la scrittura è anche accattivante e coinvolgente, pur se inevitabilmente datata. Il romanzo, infatti, racconta la storia di quattro amici (un eterno studente, un maggiore dei bersaglieri, un pittore e una studentessa) che un giorno, per amore di avventura, rispondono ad un annuncio su un giornale cacciandosi in una situazione senza via d'uscita. E così, credendo semplicemente di giocare con l'ignoto, improvvisamente tutti e quattro si ritrovano in qualche modo coinvolti in un omicidio.
L'originalità del racconto sta nel fatto che ogni singolo protagonista di questa storia espone la propria versione dei fatti. Per cui, in definitiva, il lettore si troverà a leggere i quattro racconti degli amici, più quello del commissario di polizia che conduce le indagini sul delitto.
Giuseppe Ciabattini.
Scrittore, regista, commediografo e attore, nato ad Aulla, piccolo paese in provincia di Massa Carrara, nel 1882 e morto a Milano nel 1962 è noto, oltre che per aver recitato in numerosi film di gran richiamo, anche per aver lavorato per la radio.
Per questo media ha infatti creato numerosi e famosi personaggi, alcuni dei quali protagonisti di gialli radiofonici, tra cui, con lo pseudonimo di Giuseppe Catiani, l’ispettore Scala, presente nei radio sceneggiati “L’ispettore Scala” e “L’Ispettore Scala è in piedi”.
Nel 1956, inoltre, ha dato vita a due romanzi gialli molto originali.
Questi libri, pubblicati sulla testata “I gialli Mondadori”, sono ispirati a sei racconti, raccolti con il titolo “Sei casi per Tre Soldi”, trasmessi in un primo momento dalla radio e, in seguito, pubblicati dalla Mondadori in appendice ai volumi del giallo.
'Tre Soldi' è un vagabondo che, insieme ad un suo amico, va in giro per la periferia di Milano alla ricerca di pezzi di carta da raccogliere e rivendere. A questo unisce una passione: leggere e in particolare leggere libri gialli. E quando si ritrova nei negozi dei rivenditori di carta per motivi 'professionali' molto spesso si perde nella lettura dimenticandosi persino degli affari.
Ben presto, grazie anche ad una certa capacità di ragionare sviluppata dalla vita solitaria, 'Tre soldi' acquisisce una notevole tecnica investigativa che mette all'opera non per denaro o per divertimento, ma solo per umanità.
Gli ambienti che frequenta spesso gli forniscono dei 'casi' e il nostro simpatico vagabondo è subito pronto all'azione spinto da un istintivo senso di giustizia e di onestà e ,'perché no', anche dal desiderio di avventura. Così, prima che la polizia giunga alla conclusione, al Commissario di zona verrà recapitata una lettera'piena di errori di ortografia, ma con la soluzione del mistero !
Di Giuseppe Ciabattini inserisco una vera e propria chicca trasmessa da Radio Rai nel 1953! Neppure zio Dante era nato!
Visto che anche il giallo di Vichi ambientato a Firenze è piaciuto a diverse persone (Come scrivemmo in un precedente commento si è aggiudicato il premio Scerbanenco per il miglior noir italiano del 2009) anche questo appeartiene alla personale biblioteca di zio Dante come potete vedere dalla foto analoga a quella dei gialli
continuo ad offrirvene l'ascolto, basta cliccare sopra le scritte sottostanti
quarta parte
quinta parte
sesta parte
Un abbraccio, Vi lascio in buone mani
Bobby
La prossima settimana penserà Dani (al momento fidanzatissima.... da tre settimane.... ma non durerà perché il giovin cavaliere si accascerà presto non avendo ben valutato qual selvaggio animale vorrebbe rendere domestico). Assai più facile sedurre Balena col tonno che mia sorella con bacini e carezze!
Veniamo al giallo e puntalizziamo subito una cosa:
un gentile signore mi ha scritto una email dicendo che non apprezza chi scopiazza e commenta gialli che probabilmente non ho mai letto. Non ho capito perchè non abbia pubblicato un commento sul blog. Non rivolge contestazioni specifiche a me ma non vedo altre motivazioni nel suo scritto. Gli ho risposto in privato ma rispondo anche pubblicamente.
Tutti i libri dei quali parlo sono stati letti da almeno uno dei componenti il nostro gruppo. Di ogni testo possediamo l'originale cartaceo o in audiolibro. Quando posso cito sempre la fonte da cui traggo le notizie che inserico e se reputo che il pezzo sia citabile per intero cito l'autore all' inizio. Di più mi pare inutile dire.
Per stavolta fotografo sullo sfondo del tavolino di Dante le copie originali di ciò di cui parlo nel blog.
Stavolta voglio fare un piccolo passo indietro e ricordare due italianissimi giallisti che nella cronistoria apparsa nei precedenti post avevo dimenticato.
si tratta di Alessandro Varaldo
e di Giuseppe Ciabattini.
Alessandro Varaldo, il genovese che inventò il noir
Tratto da: Il-Giornale_Genova_16-Gen-2008_Pag49 Autore: Rino Di Stefano
Se a una delle tante trasmissioni televisive a quiz chiedessero quale fu il primo libro giallo di autore italiano pubblicato in Italia, è probabile che ben pochi, se non pochissimi, saprebbero rispondere. Si tratta infatti del libro "Il sette bello" del ligure Alessandro Varaldo (Ventimiglia 1876-Roma 1953), pubblicato nella primavera del 1931 da Arnoldo Mondatori Editore. Varaldo fu uno scrittore assai prolifico ai suoi tempi e arrivò addirittura a pubblicare fino a quattro libri l'anno. Eppure, oggi, il suo nome è conosciuto quasi esclusivamente dagli studiosi e dai rari appassionati del genere noir che ne hanno studiato le origini.
Quel libro segna davvero un punto di partenza per il romanzo di stile poliziesco nel nostro Paese.Alla fine degli Anni Venti il romanzo poliziesco era opera quasi esclusivamente di autori stranieri, soprattutto di lingua inglese. Maestri indiscussi erano autori come S.S. Van Dine, Edgar Wallace, Robert Louis Stevenson e Anna Katherine Green. Ma siamo nel pieno del fascismo e il proliferare degli scrittori stranieri non piaceva affatto a Mussolini e camerati. Soprattutto in un periodo in cui si tendeva ad abolire tutte le parole estere e a italianizzarle. Così il governo fascista promulgò una legge a difesa degli scrittori italiani imponendo che in qualunque collana ogni cinque autori almeno uno fosse italiano. Arnoldo Mondatori, che da tipografo e libraio era diventato il più importante editore italiano dopo aver intuito quello che sarebbe stato lo sviluppo del fascismo in Italia (stampò i manifesti della marcia su Roma nel 1922 e ne ricavò ottime occasioni di lavoro come la stampa del testo unico per le scuole elementari nel 1930) immediatamente capì che il genere poliziesco avrebbe avuto un gran futuro, e allora incaricò Varaldo di scrivergli il primo romanzo che, dal colore della copertina, sarebbe stato il primo "giallo" italiano: il Settebello
La lettura di questo libro è davvero consigliabile per capire quale fosse la realtà sociale dell'epoca. Estremamente chiara, la scrittura è anche accattivante e coinvolgente, pur se inevitabilmente datata. Il romanzo, infatti, racconta la storia di quattro amici (un eterno studente, un maggiore dei bersaglieri, un pittore e una studentessa) che un giorno, per amore di avventura, rispondono ad un annuncio su un giornale cacciandosi in una situazione senza via d'uscita. E così, credendo semplicemente di giocare con l'ignoto, improvvisamente tutti e quattro si ritrovano in qualche modo coinvolti in un omicidio.
L'originalità del racconto sta nel fatto che ogni singolo protagonista di questa storia espone la propria versione dei fatti. Per cui, in definitiva, il lettore si troverà a leggere i quattro racconti degli amici, più quello del commissario di polizia che conduce le indagini sul delitto.
Giuseppe Ciabattini.
Scrittore, regista, commediografo e attore, nato ad Aulla, piccolo paese in provincia di Massa Carrara, nel 1882 e morto a Milano nel 1962 è noto, oltre che per aver recitato in numerosi film di gran richiamo, anche per aver lavorato per la radio.
Per questo media ha infatti creato numerosi e famosi personaggi, alcuni dei quali protagonisti di gialli radiofonici, tra cui, con lo pseudonimo di Giuseppe Catiani, l’ispettore Scala, presente nei radio sceneggiati “L’ispettore Scala” e “L’Ispettore Scala è in piedi”.
Nel 1956, inoltre, ha dato vita a due romanzi gialli molto originali.
Questi libri, pubblicati sulla testata “I gialli Mondadori”, sono ispirati a sei racconti, raccolti con il titolo “Sei casi per Tre Soldi”, trasmessi in un primo momento dalla radio e, in seguito, pubblicati dalla Mondadori in appendice ai volumi del giallo.
'Tre Soldi' è un vagabondo che, insieme ad un suo amico, va in giro per la periferia di Milano alla ricerca di pezzi di carta da raccogliere e rivendere. A questo unisce una passione: leggere e in particolare leggere libri gialli. E quando si ritrova nei negozi dei rivenditori di carta per motivi 'professionali' molto spesso si perde nella lettura dimenticandosi persino degli affari.
Ben presto, grazie anche ad una certa capacità di ragionare sviluppata dalla vita solitaria, 'Tre soldi' acquisisce una notevole tecnica investigativa che mette all'opera non per denaro o per divertimento, ma solo per umanità.
Gli ambienti che frequenta spesso gli forniscono dei 'casi' e il nostro simpatico vagabondo è subito pronto all'azione spinto da un istintivo senso di giustizia e di onestà e ,'perché no', anche dal desiderio di avventura. Così, prima che la polizia giunga alla conclusione, al Commissario di zona verrà recapitata una lettera'piena di errori di ortografia, ma con la soluzione del mistero !
Di Giuseppe Ciabattini inserisco una vera e propria chicca trasmessa da Radio Rai nel 1953! Neppure zio Dante era nato!
Visto che anche il giallo di Vichi ambientato a Firenze è piaciuto a diverse persone (Come scrivemmo in un precedente commento si è aggiudicato il premio Scerbanenco per il miglior noir italiano del 2009) anche questo appeartiene alla personale biblioteca di zio Dante come potete vedere dalla foto analoga a quella dei gialli
continuo ad offrirvene l'ascolto, basta cliccare sopra le scritte sottostanti
quarta parte
quinta parte
sesta parte
Un abbraccio, Vi lascio in buone mani
Bobby
sabato 19 aprile 2014
fatevi i gatti vostri n. 559 "quante cose oggi"
Pensavo che questa puntata scorresse liscia cogli auguri e il post, invece......
mi ci girano le palle quando digito Gabriel nella finestrella di Google e mi appare Gabriel Garko al primo posto. Ecco questa è la perfetta manifestazione di questo mondo del cazzo e son quasi contento che Gabo si sia messo in viaggio pei prati del Gatto Eterno levandosi da questo merdaio.
Quand'ero giovane io la musica era diversa e tutti sapevano chi era Gabo senza pronunciare per intero il nome di Gabriel José de la Concordia Garcìa Màrquez.
Lo conoscevo già da tempo ma quando lessi per la prima volta "Cronica de una muerte anunciada" le prime parole : El dia que lo iban a matar
mi colpirono così tanto che ancora oggi mi ricordo tutta a memoria la prima pagina in spagnolo. Trovai infatti il libro a Caracas dove per avventura facevo il lettore d'italiano all' università ed era ovviamente in spagnolo.
Di te si sa tutto magico affabulatore e compagno delle mie migliori ore di lettura quindi non aggiungo altro che la raccomandazione al Gato Eternisimo
perchè vegli sui tuoi prossimi infiniti anni. Del resto il Signor Gatto ha un sorriso sornione che somiglia al tuo e ci andrai sicuramente d'accordo.
In tuo ricordo offro in dono ai nostri lettori qualsiasi opera (delle tue) che essi desiderino.
scrivete il titolo a esserinoebalena@email.it e la riceverete quanto prima
credo proprio di averle tutte e se qualcuno mi indicasse un titolo che non conosco mi farebbe un enorme regalo facendomi prendere coscienza del fatto che posso gioire ancora di qualche tua pagina.
Non voglio dimenticarmi gli auguri
BUONA PASQUA a TUTTI
Holly ha preso i numeri della lotteria organizzata da un vinaio vicino casa ed ha vinto il primo premio azzeccando il 75 come primo estratto di Venezia. Una bella cesta che faceva mostra di sè fra i tini
e ora poggia sul nostro tavolo di cucina.
Faremo sparire la cesta perché altrimenti ci sarebbero lotte fratricide per accaparrarsela.
Infine la favola della settimana.
vi metto due capitoli audio del simpaticissimo
Bertoldo Bertoldino e Cacasenno
legge sempre Silvia Cecchini alla cui voce sono particolarmente affezionato.
cliccare qui per il primo capitolo
cliccare qui per il secondo capitolo
tutto l'audiolibro è pesante e quindi i pezzi successivi li troverete nei miei post futuri del sabato
Un abbraccio a Tutte/i
da Dante Holly Dani Bobby Esserino e da un essere speciale
che ha voluto comparire per ultimo
in cuanto dicie che il nuntimo che mete la firmassione cola sampa cuello era colui che contava davero sendo eso medesmo
il Gato Dogie Serenisimo
B A L E N A
mi ci girano le palle quando digito Gabriel nella finestrella di Google e mi appare Gabriel Garko al primo posto. Ecco questa è la perfetta manifestazione di questo mondo del cazzo e son quasi contento che Gabo si sia messo in viaggio pei prati del Gatto Eterno levandosi da questo merdaio.
Quand'ero giovane io la musica era diversa e tutti sapevano chi era Gabo senza pronunciare per intero il nome di Gabriel José de la Concordia Garcìa Màrquez.
Lo conoscevo già da tempo ma quando lessi per la prima volta "Cronica de una muerte anunciada" le prime parole : El dia que lo iban a matar
mi colpirono così tanto che ancora oggi mi ricordo tutta a memoria la prima pagina in spagnolo. Trovai infatti il libro a Caracas dove per avventura facevo il lettore d'italiano all' università ed era ovviamente in spagnolo.
Di te si sa tutto magico affabulatore e compagno delle mie migliori ore di lettura quindi non aggiungo altro che la raccomandazione al Gato Eternisimo
perchè vegli sui tuoi prossimi infiniti anni. Del resto il Signor Gatto ha un sorriso sornione che somiglia al tuo e ci andrai sicuramente d'accordo.
In tuo ricordo offro in dono ai nostri lettori qualsiasi opera (delle tue) che essi desiderino.
scrivete il titolo a esserinoebalena@email.it e la riceverete quanto prima
credo proprio di averle tutte e se qualcuno mi indicasse un titolo che non conosco mi farebbe un enorme regalo facendomi prendere coscienza del fatto che posso gioire ancora di qualche tua pagina.
Non voglio dimenticarmi gli auguri
BUONA PASQUA a TUTTI
Holly ha preso i numeri della lotteria organizzata da un vinaio vicino casa ed ha vinto il primo premio azzeccando il 75 come primo estratto di Venezia. Una bella cesta che faceva mostra di sè fra i tini
e ora poggia sul nostro tavolo di cucina.
Faremo sparire la cesta perché altrimenti ci sarebbero lotte fratricide per accaparrarsela.
Infine la favola della settimana.
vi metto due capitoli audio del simpaticissimo
Bertoldo Bertoldino e Cacasenno
legge sempre Silvia Cecchini alla cui voce sono particolarmente affezionato.
cliccare qui per il primo capitolo
cliccare qui per il secondo capitolo
tutto l'audiolibro è pesante e quindi i pezzi successivi li troverete nei miei post futuri del sabato
Un abbraccio a Tutte/i
da Dante Holly Dani Bobby Esserino e da un essere speciale
che ha voluto comparire per ultimo
in cuanto dicie che il nuntimo che mete la firmassione cola sampa cuello era colui che contava davero sendo eso medesmo
il Gato Dogie Serenisimo
B A L E N A
giovedì 17 aprile 2014
fatevi i gatti vostri n. 558 " ecco la sciarpa e il suo messaggio"
MI PIACCIONO LE PAROLE MA AMO I FATTI un abbraccione a tutti da Holly
CHIOGGIA. Corso del Popolo in rosa. Il centro storico si è tinto del colore più delicato per ospitare la sfilata della sciarpa realizzata da donne, famiglie, scuole e associazioni per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione.
Una sciarpa rosa di 1.920 metri, che ha coperto tutto il Corso da Vigo a Santa Maria, e centinaia di donne, di tutte le età, vestite di rosa.
Tanti volti per un unico messaggio: lo screening può salvare la vita. L’idea di realizzare la sciarpa più lunga del mondo (le misurazioni dei giudici per entrare nel guinness verranno fatte fra qualche settimana quando la
sciarpa sarà esposta in ospedale ndr) è partita a Natale dalle donne dell’Andos (Associazione donne operate al seno) e ha subito entusiasmato tutti. Asl 14 e amministrazione hanno dato pieno sostegno all’iniziativa e col passaparola centina di donne si sono messe a sferruzzare per realizzare le porzioni che, assemblate a fine marzo, hanno prodotto la lunghissima sciarpa.
Il culmine dell’evento con la sfilata in corso del Popolo. Donne di tutte le età, bambine, mamme e nonne, si sono ritrovate a Vigo per mostrare il frutto di mesi di lavoro e “avvolgere in un caldo abbraccio rosa” tutta la città.
«Volevamo far parlare della prevenzione», spiega la presidente Andos, Silvia Pagan, «con un gesto che coinvolgesse la città e ci siamo riuscite. Abbiamo condiviso questo progetto con decine di associazioni che ci hanno creduto e con tante donne che con passione ci hanno dato una mano. Il messaggio che deve arrivare è quello di aderire alle campagne di screening perché solo una diagnosi precoce può salvare la vita».
Emozionata per la massiccia presenza l’assessore alle pari opportunità, Silvia Vianello: «Mai avrei creduto di vedere così tante persone oggi», spiega, «abbiamo centrato l’obiettivo. Purtroppo l’adesione a Chioggia alle campagne di screening è ancora bassa, ci auguriamo che passi il messaggio».
Il corteo è partito da Vigo srotolando pian piano la sciarpa lungo tutto il Corso per arrivare a Santa Maria e tornare indietro. Nei pezzi di sciarpa si potevano leggere i nomi delle signore o delle associazioni che hanno partecipato. Tra queste anche le donne del centro diurno “San Rocco” di Piove di Sacco, ma anche famiglie di Roma e del Sud che hanno letto dell’iniziativa sul sito nazionale dell’Andos.
«Per sconfiggere il cancro serve informazione», ricorda il responsabile del Dipartimento di prevenzione dell’Asl 14, Massimo Boscolo Nata, «ci auguriamo che gli inviti agli screening non siano cestinati».
martedì 15 aprile 2014
fatevi i gatti vostri n. 557: referendum tra i nostri lettori
Conversando davanti a una birra ghiacciata,che ormai comincia a richiedersi, mia sorella Dani argomenta sulla opportunità o meno di mantenere vivo il blog. Dapprima la guardo sconcertato, il blog l'ho creato io nel lontano 2007 ma senza di lei si sarebbe spento alla 4a puntata. Dani ha sempre dato voce a Balena, e in mia assenza anche a Esserino, rendendoli quelle figure uniche e inimitabili che sono. Lei ha sempre punzecchiato Dante perché mettesse su carta le amenità con le quali ha allietato la nostra giovinezza e quando Dante ha mostrato il fiato corto e una certa disillusione nei confronti di tutto e di tutti è sempre stata mia sorella a trascrivere ogni sua battuta e a convincerlo affinché le passasse almeno qualche fogliaccio di carta scritto a penna. Senza di lei anche la zia si sarebbe presto defilata. La zia è un'anima pratica, adatta per i sit in di protesta e gli sciarponi a sostegno della prevenzione, gran cuoca e pasticcera ma non è certo una di quelle tipe che sostituiscono il reale col virtuale, anzi mostra una certa insofferenza anche per chi tra la fascia degli amici evidenzia troppa dipendenza da tastiera e monitor o da androidi e simili. Mi son messo per ultimo ma anch'io ho collaborato poco pensando in primis al lavoro all'università, poi agli amori, alla salute, al riposo, allo sport e infine a questa paginetta alla quale, tuttavia, tengo tanto.
Da Livorno non ci arriva più niente, lamenta Dani, le persone che ci leggono son sempre le solite 4 o 5 carissime amiche della prima ora ma son sparite tantissime figure che allietavano e rendevano vivace la striscia dei commenti quasi quanto il post in se stesso.
Obietto che se i commenti non son tanti le persone che aprono la pagina sono almeno una cinquantina per ogni post e che per quanto riguarda i libri gialli ho ricevuto direttamente a esserinoebalena@email.it almeno una quindicina di richieste dei libri che avevo offerto gratuitamente.
Infine foss'anche una sola la persona alla quale dà gioia leggere "fatevi i gatti vostri" sarebbe motivo sufficiente per spendere i 5 o 10 minuti necessari alla scrittura e alla messa on line.
Comunque visto che son solo a difendere questa posizione,
visto che le mie ragionevoli ragioni hanno sortito meno effetto della birra su mia sorella Dani,
visto che a zio Dante pare essere subentrato un monaco Zen per il quale tutto è utile e tutto è inutile tutto bello e tutto è il contrario di bello e per il quale infine anche l'interrogarsi sulle cose è atto ed espressione dell'umana stoltezza
visto che la zia non si esprime se non asserendo che a lei non fa fatica dare il suo contributo ma dubita che possa interessare a qualcuno
chiedo ai nostri lettori se per alcuni di loro il fatto che noi ci si impegni a mantenere in vita il blog possa rappresentare un momento anche minimo di interesse e di diletto.
E' un referendum abbastanza informale ma vi prego di rispondere con sincerità e possibilmente numerosi.
Qunidi anche chi apre la nostra pagina senza scrivere abitualmente commenti è pregato in questa occasione di lasciare un rigo dicendoci: "andate avanti" oppure "andate al diavolo".
Ed eccoci all' appuntamento consueto col nostro Martedì Giallo.
Dato che sono un ottimista e spero che il blog goda ancora di lunga vita, inizio oggi la pubblicazione di uno stupendo giallo a puntate da ascoltare:
si tratta di un gran bel lavoro, "MORTEAFIRENZE" di MarcoVichi, scrittore fiorentino che ambienta una inchiesta dagli incredibili risvolti nell' ormai lontano novembre del 1966.
Un delitto agghiacciante trova ambientazione all'interno della vasta cornice dei giorni dell' alluvione. Ben oltre il semplice giallo, il lavoro di Vichi include, riflessioni sull' esistenza, illusioni, disillusioni, amori. Il tratteggio dei personaggi è completissimo e completissima e perfetta la descrizione delle strade, degli itinerari perfino degli angoli di una Firenze che zio Dante, che ci ha fatto l'università (tanto per non andare a Pisa) mi assicura che è descritta alla perfezione. Aggiungo che ci son pagine esilaranti e pagine toccanti che mi hanno lasciato col nodo alla gola. Davvero Buona e intensa la lettura di LorenzoDegliInnocenti che pur non avendo una voce di quelle che fanno strappare le mutande (a Dani) legge con perfetta enfasi e senza sbagliare una virgola.
L' avvocato del diavolo:
Forse per i puristi del giallo non rappresenterà un lavoro perfetto, l'indagine occupa non più di un terzo del romanzo e altrettanto spazio è dedicato all' alluvione, a storie di partigiani e a un' amore impossibile che sboccia per un commissario di 56 anni. Il ns ommissario non è un Poirot che esamina tutto e ricostruisce alla perfezione anzi commette umanissimi errori e ne paga le conseguenze ma proprio per tale motivo è molto più vicino al reale di quanto lo siano i detectives ai quali ci hanno abituato gli autori classici del genere giallo.
Sono moltissime puntate ma si ascoltano che è un piacere, magari davanti a un buon bicchiere di vino che il protagonista (commissario FrancoBordelli) consuma in misura analoga a un nostro familiare:....a fiaschi.
Buon ascolto
qui ci sono le prime tre
clikkando sui singoli links sottostanti scaricate il file audio che potrete ascoltare con comodo.
1 punt
2 punt
3 punt
provate ad ascoltarle, se vi piacciono Vi farò ascoltare anche le altre
un abbraccio Bobby
Da Livorno non ci arriva più niente, lamenta Dani, le persone che ci leggono son sempre le solite 4 o 5 carissime amiche della prima ora ma son sparite tantissime figure che allietavano e rendevano vivace la striscia dei commenti quasi quanto il post in se stesso.
Obietto che se i commenti non son tanti le persone che aprono la pagina sono almeno una cinquantina per ogni post e che per quanto riguarda i libri gialli ho ricevuto direttamente a esserinoebalena@email.it almeno una quindicina di richieste dei libri che avevo offerto gratuitamente.
Infine foss'anche una sola la persona alla quale dà gioia leggere "fatevi i gatti vostri" sarebbe motivo sufficiente per spendere i 5 o 10 minuti necessari alla scrittura e alla messa on line.
Comunque visto che son solo a difendere questa posizione,
visto che le mie ragionevoli ragioni hanno sortito meno effetto della birra su mia sorella Dani,
visto che a zio Dante pare essere subentrato un monaco Zen per il quale tutto è utile e tutto è inutile tutto bello e tutto è il contrario di bello e per il quale infine anche l'interrogarsi sulle cose è atto ed espressione dell'umana stoltezza
visto che la zia non si esprime se non asserendo che a lei non fa fatica dare il suo contributo ma dubita che possa interessare a qualcuno
chiedo ai nostri lettori se per alcuni di loro il fatto che noi ci si impegni a mantenere in vita il blog possa rappresentare un momento anche minimo di interesse e di diletto.
E' un referendum abbastanza informale ma vi prego di rispondere con sincerità e possibilmente numerosi.
Qunidi anche chi apre la nostra pagina senza scrivere abitualmente commenti è pregato in questa occasione di lasciare un rigo dicendoci: "andate avanti" oppure "andate al diavolo".
Ed eccoci all' appuntamento consueto col nostro Martedì Giallo.
Dato che sono un ottimista e spero che il blog goda ancora di lunga vita, inizio oggi la pubblicazione di uno stupendo giallo a puntate da ascoltare:
si tratta di un gran bel lavoro, "MORTEAFIRENZE" di MarcoVichi, scrittore fiorentino che ambienta una inchiesta dagli incredibili risvolti nell' ormai lontano novembre del 1966.
Un delitto agghiacciante trova ambientazione all'interno della vasta cornice dei giorni dell' alluvione. Ben oltre il semplice giallo, il lavoro di Vichi include, riflessioni sull' esistenza, illusioni, disillusioni, amori. Il tratteggio dei personaggi è completissimo e completissima e perfetta la descrizione delle strade, degli itinerari perfino degli angoli di una Firenze che zio Dante, che ci ha fatto l'università (tanto per non andare a Pisa) mi assicura che è descritta alla perfezione. Aggiungo che ci son pagine esilaranti e pagine toccanti che mi hanno lasciato col nodo alla gola. Davvero Buona e intensa la lettura di LorenzoDegliInnocenti che pur non avendo una voce di quelle che fanno strappare le mutande (a Dani) legge con perfetta enfasi e senza sbagliare una virgola.
L' avvocato del diavolo:
Forse per i puristi del giallo non rappresenterà un lavoro perfetto, l'indagine occupa non più di un terzo del romanzo e altrettanto spazio è dedicato all' alluvione, a storie di partigiani e a un' amore impossibile che sboccia per un commissario di 56 anni. Il ns ommissario non è un Poirot che esamina tutto e ricostruisce alla perfezione anzi commette umanissimi errori e ne paga le conseguenze ma proprio per tale motivo è molto più vicino al reale di quanto lo siano i detectives ai quali ci hanno abituato gli autori classici del genere giallo.
Sono moltissime puntate ma si ascoltano che è un piacere, magari davanti a un buon bicchiere di vino che il protagonista (commissario FrancoBordelli) consuma in misura analoga a un nostro familiare:....a fiaschi.
Buon ascolto
qui ci sono le prime tre
clikkando sui singoli links sottostanti scaricate il file audio che potrete ascoltare con comodo.
1 punt
2 punt
3 punt
provate ad ascoltarle, se vi piacciono Vi farò ascoltare anche le altre
un abbraccio Bobby
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