domenica 15 ottobre 2023

fatevi i gatti vostri n. 2021 "la Sperverza del martedì"

E allora, oggi  tocca a me e accontento  Luci (a San Siro). Ehh e tanto e gli s'è nventato un nikke bello di nulla ala Luci! Pare che perfino Vecchioni, che cole parole ci gioca anche in tv, abbi detto: "boia dé che fantasia sta Lucia! Sta di casa a Sansiro e la chiamano Luci mi sa che gli devo chiede un po' di diritti d'autore". Dunque Luci voleva riascortà na mi covere  e m'ha mandato i su dubbi sull' assenza dela stessa ner blogghe e ha incrusa la speranza di un restauro. Un parlo d'estetica eh!! Un vi sbagliate!.  Io ho deciso che i restauri un fanno per me e so sicura che Luci non ne abbia bisogno. N'avrebbe nvece necessità e urgente sto blogghe. Perché, come la nostra affezionata lettrice mi fa notare e io stessa, con rammarico, riscontro, dai post vecchi, capita che spariscano dele canzoni. Ho spiegato a Luci pol' esse che tali piattaforme che noi s'adopran sempre nella forma assolutamente gratisse, presto o tardi si rompano i coglioni di occupanti che un portano un centesimo e un hanno nemmeno troppi followers. I seguaci  armeno porterebbero i clicchi che ogni piattaforma poi sa gestire come biglietto da visita quando deve vende la pubblicità. A me per esempio di sapé con che carta igienica si pulisce r culo na notissima nfluenzere  un me ne frega un cazzo. Leilì se  lo pole pulì anche coi diti e poi  ciuccialli. Magari se è di quelli che pregano a buco ritto se li pole pulì anche lei  ner muro come fanno tutti loro lì, basta un sia r muro der cesso del bar Nado. Ammé dicevo un me ne mporta na sega nulla ma c'è dela gente che se un ha la medesima carta da culo dell' influenzere un prencipia nemmeno a cacà.

Ricolleghiamoci  però ale canzoni assenti sennò si perde r filo. Dicevo se io fossi na notissima nfluenzere co milioni di follouerrz, se il venditore di pubblicità dela piattaforma che ospita le mi cazzate si trova a convince r cliente ni dice : "E voi vende le mutande che asciugano quarsiasi piscia prima che sgoccioli giù pe le gambe e si puzzi come na latrina?" e poi senza nemmeno fallo fiatà seguita:

 "Boia dé  ti sistemo io! C' ho qui Zanza Fabbrigni che ha più seguaci che la mi 'agna quand'era ncalore. Ci si mette la vignetta cor una tipa che balla cola minigonna er  tinaledi sotto e le vendite ti s'impennano come na moto". Nzomma avete capito che  se r sito è visitato la prubbricita che si mette lì sopra vale di più. Perché la vedano in tanti e fra tanti quarcheduno che compra ci dev'esse. Poi se la pubbricità del parapiscia o dell'assorbenti ve la passano mentre sete a mangia r cacciucco e rigettate tutto vello che avete ngollato, allora  vole dì che vi dovete fa visità da un gastronterologo oppure dovete spenge la tv mentre mangiate. 

Invece a me qui fòri che voialtri 10 o venti, più o meno  i medesimi, un mi caca nessuno e allora dopo un po' mi levano le canzoni.  Questa che dice Luci si chiamava "O perché un so nata allora"? E dato che in questi giorni mi ritrovo sconvorta di testa un po' per il lavoro ma soprattutto pe le preoccupazioni per mi fratellino, un la ritrovo nemmeno nell' archivio. La potrei ricantà ma ho r mar di gola e allora la faccio cantà a Camillina sorella di Samatta e fidanzata storica di Edo r Mosca, mio fratello piccino che sta bene coi problemi dela testa e si spera che gli capiti più. Cami da noi è sempre stata  detta "la sperverza" pel poco garbo che aveva in ogni su azione e anche pe na certa sguaiatezza ne canti. Bisogna però riconosce  che ha na voce da schiodà. Qui prima di aprì ala su maniera canta co na vocina che pare sortita dar coro dell'Antoniano. Un vi fidate,però, l'animale che è in lei non tarderà a mostrassi.



L'ingrese e la metrica so davvero penosi. Nonostante  gliela abbia fatta ripete armeno dieci vorte leilì séguita a dì rubài (come la prima persona der passato remoto di rubare). Poi mette dele congiunzioni indove un ci vogliano e così l metro gli resulta zoppo. Varie altre imperfezioni, pe notà le quali servano orecchi raffinati, faranno rivoltà 'r poro Battiato che di questa canzone  fece na verzione stupenda. A Gèggher penzo che la nostra sperverzina  piacerebbe, ma che voi sapé cosa ha pel capo a quest'ora Maikke? 

In ogni caso, accompagnata da Dino, ar piano e dar mi babbo, ala batteria, Camilla ci offre na bella covere. 

Su sta canzone mi riservo di tornacci ancora, perché Dino m' ha promesso di raccontammi na storiella di tant'anni fa che vede lui e Dante impegnati ner corteggiamento a na simil Rubi, di Shangai (quartiere di Livorno no quella n Cina).... roba dell'anni settanta, di nìdio nzomma 

Bona Domenica

Zanza


 


domenica 8 ottobre 2023

fatevi i gatti vostri 2020 "maschere prima di carnevale"

Tempi duri per noi bloggers.  Zanza ė out perché  il Mosca ha iniziato ad avere dei disturbi neurologici ed è ricoverato a Pisa. I problemi del fratellino paiono avere, forse, relazione con l'incidente che gli provocò l'ematoma cerebrale e richiese una complicata  operazione per rimuoverlo. "E' in mano ai  pisani" ha detto la mia amica "e quindi servono le preghiere di tutti e la presenza mia"

Mio fratello Bobby, dopo la nostra vacanza in Islanda, sta facendo carte false per farsi trasferire là almeno per un anno. Sostiene che la vita Oxfordiana è solo una stupida e provincialissima facciata e che lui ha bisogno di ritrovarsi. Cosa che non gli riesce tra le efelidose bianchicce  ostentanti cosce cadenti e studenti bravini e  ambiziosi ma con l'alito insopportabilmente olezzante di aglio. In effetti durante la nostra vacanza era come estasiato dalla natura e perfino dialogare con me pareva dargli noia.

La zia è immersa nel lavoro, insieme a me. Lo zio ha  la febbre. Aveva fatto alla perfezione il restauro dell'elica danneggiata da me, ma come sempre ha esagerato. Per toglierla dalla sede non aveva voluto sentir parlare di sollevare la barca. "Boiadé ma io mica so di Venezia,- vociava- che anche pe fa na toppa di vetroresina portate la barca in cantiere. E sete ricchi voialtri nipoti tutti de dogi. A Livorno se uno la barca un se la sapeva raccomodà da solo l'aveva ner culo e basta". Riconosco che qui la mentalità del fai da te è considerata ormai osoleta. Forse non c'è più nessuno in grado di farsi le cose da solo. Ma ragioniamo: la maggior parte di chi usa la barca la usa per lavoro. Gli altri sono diportisti con imbarcazioni belle e costose o ragazzini con barchini veloci e dalla potente motorizzazione. Togliamo queste due ultime categorie i cui appartenenti se mettessero le mani su una barca farebbero danni. Loro, per vocazione, quando hanno un problema chiamano il meccanico o vanno in cantiere. Tra chi lavora invece con le barche, forse qualcuno dotato ancora di una certa pratica artigianale potrebbe esserci, ma qui il tempo è denaro e piuttosto che perdere il lavoro di due giorni portano la barca in cantiere e per il tempo della riparazione ne noleggiano una. Alla fine il conto è salato ma preferiscono ammortizzarlo facendo magari qualche ora n più o degli straordinari. Lo zio invece piuttosto che  andare in cantiere e far sollevare la barca si è messo la cintura da sub per rimanere il più fermo possibile col corpo, ha allungato il boccaglio della maschera con una canna da innaffiatura per circa trenta cm in modo da poterlo avere sopra il livello dell' acqua poi  armato di chiavi e mazzuolo ha smontato l' elica lavorandoci vis a vis da sott'acqua. Perché i pesi non lo portassero troppo giù si è legato una cima sotto le ascelle e la ha assicurata alla barca. Ingegnosissimo perché così col boccaglio ha potuto respirare per tutto il tempo della rimozione. Ovviamente non parliamo che di una immersione di poche decine di cm. Nessuno potrebbe respirare con una canna se immerso a due metri. E' però rimasto lì per molto e senza muta perché "con questo caldo ocché mi voi fa sudà anche sottacqua?" mi ha detto. Una volta restaurata l'elica ha fatto lo stesso per riposizionarla  e devo riconoscere che la barca va benissimo. Era felice alla fine ed ha stappato una bottiglia di quello buono dicendo come al solito: "sanno na sega qui di barche, se un avevano li schiavi a remà.... cor cazzo che arivavano 'n oriente". Non cambiera mai. Poi la sera respirava male e gli è salita la febbre perché, per quanto energico possa ancora essere, con l' arrivo del 2024 varcherà la soglia del 70esimo anno e a me sembran troppi per quelle bravate.

Gli ho chiesto se volesse inserire un suo un contributo in questo post. Mi ha risposto: "Metti la foto della mascherina che ho sul banchetto da lavoro e vediamo cosa viene loro in mente". Poi quando sto meglio metto un raccontino su quel soggetto. 



Obbedisco, la poggio sul pavimento perché tra la confusione di oggetti sul duo banco lavoro, non la si vedrebbe bene. Intanto vi auguro buona domenica e buona settimana Dani

mercoledì 4 ottobre 2023

fatevi i gatti vostri n. 2019 "Che banalità!"

Non ci siamo con i tempi, barca in avaria, zia malaticcia io e lo zio a cerca di fare le consegne usando la sua che è agilissima ma troppo piccola per questo lavoro e oltretutto passibile di multa perché non omologata allo scopo. Per fare un giro che col mototopo della zia prende un'ora, adesso ne servono 2 e mezzo perché non c'è spazio per caricare più di tanto. La colpa è mia che manovrando,  con l' elica ho urtato uno scalino in pietra immerso in acqua. Non ho scuse, ci sono passata mille volte da quel rio e so che la scala entra in acqua per un buon metro,


quindi in quel passaggio bisogna tenersi  al centro e non rasentare la riva e se si incroci un'altra barca fermarsi un bel po' prima e lasciarla passare ma non c'ero con la testa. Lo zio ha già smontato l'elica e la sta raddrizzando ma è un lavoro di estrema precisione perché basta che una pala sia leggermente squilibrata per produrre vibrazioni poco sopportabili, peggiorare l'andatura della barca  e soprattutto incidere su linea d'asse e motore. Sono certa che riuscirà a mettere a posto tutto ma ci vuole un po' di tempo e pazienza.

Nel frattempo mentre mi aspettava in barca di ritorno dalle consegne ha scritto questi strani versi su un cartone

auguro a tutti voi  buone giornate

Dani


Che Banalità


Se la sorella morte corporale

colpisse solo menti senza eguale

o conducesse seco all'aldilà

i pochi eroi di questa umanità

confesso che mi sentirei onorato

nell'andar via 

vedendomi accorpato

a tanta prestigiosa compagnia

Ma inversamente a quanto io vagheggio

di sua ragion nello stilar la lista

non riesco a riscontrar nulla di peggio

sol ne ravviso la natura trista

con la sua falce abbatte  re e  pezzenti

uomini retti ed anche  delinquenti

non concepisce la diversità

ed io sospiro: "che banalità".

sabato 23 settembre 2023

fatevi i gatti vostri n. 2018 " La fine dei tormenti "

Mai titolo fu più discutibile di questo odierno. Perché i tormenti non finiscono mai e tanto meno i "tormentoni". Il nostro progetto partiva però dagli anni sessanta per arrivare ad oggi e quindi cerco di dare degna conclusione a questa  fatica rievocativa. Del resto da sempre l'estate è caratterizzata da veri e propri tormentoni, ovvero brani che chiunque adora, canta e balla. Generalmente appartenenti alla sfera pop, i tormentoni risultano ben noti anche a chi non pare apprezzarli. La loro natura è infatti universale. È tale la loro diffusione da non poter scappare. Non c’è luogo che possa tenere al sicuro da quel motivetto accattivante

Ecco dunque I migliori tormentoni estivi dal 2010 al 2023



2010 Shakira Waka waka

Nel 2010 tutti cantavano (a modo proprio) “Waka Waka” di Shakira. Si tratta di una delle sue hit più famose, selezionata per rappresentare i Mondiali di calcio in Sudafrica.




2011 tre ex aequo

In alcuni anni è difficile individuare un solo vero tormentone. È il caso del 2011, che d'istinto porterebbe a incoronare “Danza Kuduro” di Don Omar e Lucenzo. A contendere la vetta vi sono però brani come il remix di Bob Sinclair, “A far l’amore”, che ha riportato Raffaella Carrà in cima alle classifiche. Che ne direste infine di  “Ai Se EU Te Pego”, di Michel Telò. Li mettiemo tutti alla pari




2012 Flo Rida Whistle

Nel 2012 tutti fischiettavano “Whistle” di Flo Rida. Si tratta però di un anno che ha visto nascere un vero e proprio fenomeno globale, PSY, che ha portato in ogni angolo del mondo la sua “Gangnam Style”, che ha raccolto negli anni circa 3 miliardi di visualizzazioni.



2013 Daft Punk Get Lucky

Nel 2013 si registra il ritorno dei Daft Punk, che fanno un salto nel passato fino agli anni Ottanta. Coinvolto anche Pharrell Williams nella loro “Get Lucky”, tra le più suonate tutto l’anno, non solo in estate. 



2014  Enrique Iglesias  Bailando

Nel 2014 Enrique Iglesias fa il proprio esordio tra i maestri dei tormentoni estivi. È lui a meritare lo scettro con “Bailando”. Soltanto la prima di una lunga serie di hit estive che fanno di lui un must della stagione. 



2015 Alvaro Soler El mismo sol

Ancora Spagna in vetta nel 2015, ma stavolta non c’entra Enrique Iglesias. La sua “El Perdon” è apprezzatissimo ma è impossibile non indicare come vero tormentone estivo dell’anno “El Mismo Sol” di Alvaro Soler.



2016 ex aequo Iglesias Soler

La coppia tiene duro anche nel 2016. Il clima spagnolo, pacifico e sereno, nel quale certe canzoni scaraventato gli ascoltatori porta nuovamente a premiare Enrique Iglesias e Alvaro Soler. Stavolta le hit sono rispettivamente “Duele El Corazon” e “Sofia”, a pari merito.



2017 Luis Fonsi e Daddy Yankee   Despacito

Il 2017 è innegabilmente l’anno di “Despacito”, di Luis Fonsi e Daddy Yankee. Una di quelle canzoni che sembrava non avrebbe mai lasciato le nostre radio.



2018  J-Ax e Fedez Italiana

Nel 2018 eravamo tentati ancora da un ex aequo soprattutto in virtù del fatto che  i maggiori tormentoni in Italia sono stati nostrani. Ecco un trittico difficile da dimenticare. Si parte con “Italiana” di J-Ax e Fedez, proseguendo con “Da Zero a Cento” di Baby K e concludendo con “Amore e Capoeira” di Giusy Ferreri, Sean Kingston e Takagi e Ketra. Alla fine abbiamo dato la preferenza a Italiana.



2019  Shawn Mendes Camila Cabello Senorita

La coppia Shawn Mendes e Camila Cabello ha conquistato il mondo nel 2019, con la loro “Senorita” che ha risuonato in ogni dove.



2020 Elodie Guaranà

Tempi duri per il  tormentone dell’estate 2020 si era in piena pandemia e solo  a settembre si tirarono le somme ma intanto, guardando ai titoli italiani, è impossibile non citare “Guaranà” di Elodie e “Karaoke” dei Boomdabash affiancati ancora da Alessandra Amoroso.



2021 Fedez Orietta Berti Achille Lauro  Mille

Non tutte le classifiche sono concordi e spesso Mille e Malibu si alternano sul gradino più alto del podio tra le varie abbiamo scelto questa classifica della quale riportiamo i primi 5

Mille – Fedez, Achille Lauro e Orietta Berti: 335 pt.

Malibu – Sangiovanni: 326 pt.

Mi fai impazzire – Blanco e Sfera Ebbasta: 298 pt.

Marea – Madame: 246 pt.

Un bacio all’improvviso – Rocco Hunt e Ana Mena: 239 pt. 



2022 Carl Brave e Noemi  Hula-Hoop, 

Ci sembrano meno sfruttate reggaeton, musica latina e canzoni in spagnolo. Si tendono a recuperare gli anni Sessanta  la disco anni Settanta. Mettiamo sul gradino più alto Hula Hop che  è una canzone deliziosamente rétro, un po’ anni Sessanta, un po’ “cantautorap”, cioè puro Carl Brave. A parere di Zio Dante sembra abbiano riscoperto il Molleggiato e Caudia Mori



2023  Achille Lauro e Rose Villain. Fragole

Lo sapete che io e Zanza siamo viziatelle e avevamo ceduto a quella fragole panna e champagne che era piaciuta anche a Dino ad onta dei caustici giudizi espressi in precedenza su Achille Lauro. Poi per metterci in dubbio tutti si son messi a fare qualcosa al top, specie Mengoni ed Elodie quindi mettiamo la nostra lista dando anche per coerenza la nostra scelta al binomio fragole e bollicine francesi e non ce ne voglia Zaia ma il prosecco lo beviamo tutti i giorni.

Fragole – Achille Lauro e Rose Villain. ...

Pazza musica – Elodie e Marco Mengoni. ...

Italodisco – The Kolors. ...

Mon amour – Annalisa. ...

Occhiali da sole – Diodato. ...

Considera – Colapesce Dimartino. ...

Un briciolo di allegria – Mina e Blanco.

Buona settimana a tutti e grazie per la pazienza e la fedeltà con cui ci seguite

Dani

addenda:

Come promesso Samatta e le Trombanti si sono prodotte in uno sforzo che reputo davvero encomiabile visto il risultato, vere professioniste! Ho inserito il pezzo nel baule online che mio fratello Bobby condivide con Balena, Buon Ascolto. Dani





domenica 17 settembre 2023

fatevi i gatti vostri n. 2017 "un giorno dopo l' altro"

E così anche Zanza è ritornata al bar Nado a Livorno. Dani ha ripreso il suo lavoro barca con la zia ed io le mie peregrinazioni  all' ormeggio della mia barca e al mio vecchio camper che costituisce una sorta di luogo di rifugio e meditazione.

Il periodo in cui le due ragazze sono state insieme Venezia ha rappresentato per me e per Holly una discreta parentesi dalle tensioni tensioni quotidiane determinate da finanze familiari, economia  nazionale, politica e cazzi vari. Ho aiutato Holly in barca e quando c'è da movere mani e gambe alla svelta e da badare a non farsi male le quistioni dela Meloni passano in secondo ordine. Colle ragazze s0è chiacchierato la sera, le poche volte che stavano a casa. Le due ragazze conservano nei miei confronti un affetto è una stima che le porta spesso ad eleggermi come voce oracolo per qualche loro dubbio. Tuttavia questo aspetto che in passato era una mia attività pressoché quotidiana va scemando in ragione di tempo di pertinenza delle mie risposte. Cerco di spiegarmi meglio: intorno ai 15 vent'anni di Dani io riuscivo ancora ad avere una visione abbastanza chiara del mondo e mi permettevo di trasmetterle giudizi consigli e strategie di vita. Non è più così. Se qualcosa conoscevo del mondo, della gente e del suo modo di vivere tutto questo ha subito i colpi di una pesante obsolescenza sono cambiati i principali valori di riferimento. I miei consigli servirebbero più a creare una asociale o una disadattata piuttosto che  una persona integrata nella vita di questi tempi. Così dal ciarliero che ero, sono diventato taciturno e anche solitario. La mattina presto dopo che Holly e Dani sono andate al lavoro prendo il mio vecchio Ciao, raggiungo Piazzale Roma spingendolo. Poi di lì  mi avvio verso la zona Malcontenta dove, come sapete, tengo parcheggiato il mio vecchio camper e  la mia barca, ormeggiata in un canale poco lontano. La distanza da Venezia non è grandissima ma c'è comunque da attraversare tutto il Ponte della Libertà per raggiungere Marghera e poi nantra diecina di chilometri. Credo che, in totale, dalla porta di casa al camper ce ne siano una ventina. Negli ultimi tempi sono uscito in barca solo una voltam accompagnando Holly Dani e Zanza per una piccola gita con pranzo sulla spiaggetta della barena delle Giare.

Per il resto ho impiegato il tempo fare piccole migliorie alla barca e al posto di ormeggio che consiste in una Riva fluviale piuttosto malmessa e piena di erbacce. Col tempo uno dei due pali si è marcito ed è crollato. Così non potendo al momento comperarne uno nuovo per le consuete ovvie ragioni e non volendo tagliare un alberello per farlo da me,  l'ho sostituito con un tubo in ferro montato in due tempi. 


In più da tempo provavo una certa difficoltà nello scendere dalla strada fino alla barca. La riva è scoscesa ed ha una pendenza obliqua per circa 3 metri. Un tempo la scendevo e la risalivo con alcuni saltelli ma un fastidioso risentimento a un legamento esterno del ginocchio mi impedisce, al momento, questa prova di agilità. Allora ho costruito una scaletta rudimentale scavandola nella terra e mettendo alcuni assi fissate per dritto e sorrette da paletti per il contenimento della terra  che avevo spianata a mo' di gradini.
Poi le ho tinte di verde e coperto i gradini con della paglia per non turbare troppo l'habitat naturale. 


Qui mi fanno visita le anatre e anche un Cigno enorme,
 


da un paio di giorni viene a razzolare tra le ninfee. Sono i miei amici con loro non ho bisogno di fare discorsi e soprattutto di ascoltarne. Così si va avanti, un giorno dopo l'altro. come cantava Tenco e come vi metto qui in calce, anzi oggi pe scappà dall'autoreferenzialismi, tipici del bar Nado, ve la faccio sentì cantata da un livornese co' fiocchi: Bobo Rondelli


Buona Domenica
Dante

domenica 10 settembre 2023

fatevi i gatti vostri n.2016 "Il sole del nordeste"

Sono ancora  quassù. Complici la mi mamma, Dani e appunto il sole del nordeste. La mi mamma sentendomi finalmente serena e gioiosa mi ha detto " O Zanzina resta costassú finché ti pare. Ci sto io al barre co tu fratelli e anche r tu babbo. Luilì, e lo sai anche te, un è bono a sta senza fa na sega nulla. Così  se io devo sta a fa la massaia, che un l'ho mai fatta e luili a rompimi le palle girando a voto per casa, è meglio si stia al barre come s' è fatto per na vita".

Un sarebbe propio così. Io il loro ritiro dal lavoro lo immaginavo ricco di viaggi in posti che un hanno mai visto. Di crocere su lussuosi tranzatrantici ollinclusivve e così via. 

Un escludo che lo faccino prima o poi ma per ora nisba. 

La seconda motivazione a sta qui a Venezia di più der programmato  me l' ha regalata Dani. Noi due siamo legatissime da quando s'era ragazzotte d' una quattordicina d'anni e Dante la portò al nostro barre, a Livorno, nzieme co Bobby, r su fratello maggiore. Da allora il nostro sodalizio di amiche, confidenti e compagne d avventure ha resistito conzolidandosi e rinnovandosi ad ogni occasione. Dante che in questo periodo è in eccellente forma fisica l' ha sostituita nella equipaggio della barca della zia Holly. Così lei è stata libra di venire al mare commé e lui ha cercato di mitigare coll' ergo terapia i recenti dolori che si è trovato a dover fronteggiare.

Infine il Sole . Chi l' avrebbe mai detto? Un settembre recorde! Co temperature agostinee e un venticello di grecale, che qui è nomato bora e che spira tutti i giorni con velocità  che spaziano dai 12 ai 24 km orari, è come avere il condizionatore sula spiaggia. Il Lido di Venezia  ha spiaggioni enormi e dala strada ala battigia ci son sempre distanze dai dugento ai quattrocento metri. I bagni, che qui chiamano stabilimenti, forse in omaggio ala vocazione industriale del Veneto, cessano la loro estensione a una settantina di metri da riva. Bona parte deli stabilimenti hanno nome Venezia Spiagge e credo ci sia dietro qualche partecipata comunale, molto efficenti i servizi, comodità ampie anche se non si pole parlà di ambienti di lusso diciamo che sono per un popolo che pole spende na quarantina d'euri al giorno per tené r bellico ar sole. Pur rientrando parecchia parte di quella settantina di metri nella loro concessione demaniale. La direzione  rinuncia (per modo di dì) a quello spazio in favore delle persone che affittano na cabina, qui detta capanna, presso lo stabilimento  e la usano, oltre che per passare dale mutande al costume, anche per ricoverare un ombrellone e una sdraia personale

Ne resulta che davanti a ogni bagno pare di vedere una spiaggia libera che tuttavia libera non è perché se uno dei numerosi guardaspiaggia di colore assoldato per l' occasione ti viene a chiedere il tu numero di cabina glielo devi dare oppure rimuovere la tu installazione da spiaggia

Qualche volta ci siamo messe lì usufruendo dell' abbonamento della nonna di Dani  o a quella più prestigiosa del  De Bain. 




Un hotel sciccosissimo presso il quale la mamma sempre di Dani  ha una mega capanna in cui, volendo, ci si pol far portare il mangiare dal ristorante o portasselo da casa purché sia ncartato nela confezione di una di velle gastronomie che quando c'entri un sai se voi du etti di salame o se sei entrata a piglià un braccialetto da Bulgari. Del resto l' essere scicche ha r su prezzo. Dani non ama troppo fermassi li. Teme di incontracci le amiche del su mamma che son manierose anche troppo e invadenti idemme.  Così a volte si va ala spiaggia libera che ha un simpatico baretto propio sul mare o meglio ancora si cavalcano le nostre bici fino ai Murazzi  dove i massi a difesa de flutti mi fan sentire guasi suli scogli di Livorno. In più ci sono delle simpaticissime capanne costruite da volenterosi che, se le trovi libere ti permettano di avere ombra e mangiare in una condizione confortevole senza rena ner pane e sole sur capo. 

Le bici le ha allestite Dante e ha fatto du capolavori. A gurdalle fanno rigettà anche  r piu abboccato de ladri ma a pedalacci pare di volà.  L' aspetto rigettevole  è stato studiato apposta  perché un si poteva fà come lui che si porta la graziella piegata in borsa sul vaporetto. E neppure ci andava di mètte ogni giorno du bici normali sul traghetto andata e ritorno. Così Holly e  Dante c'è le hanno portate in barca al Lido e si tengano legate qui. Ci sono de parcheggi dedicati e badate la quantità che ce n'è.

La mattina si piglia il vaporetto diretto e dopo 30 menuti  di navigazione siamo pronte a inforcalle.  Siamo nere come du carboncini e coll' abbronzatura si vedano meno i segni dela cellulite mpietosa arivata come bonusse nzieme ai trent'anni. Sta fotto me l' ha fatta Dani e devo dì che è la più bella che ho avuto in vita mia 
Questa invece è lei che è na strafica da paura ma la foto è banale, l' ho fatta io nfatti



Non abbiamo cercato compagnia maschile e nessuno c'è l ha offerta. Meglio cosi  per lo più  son rotture di coglioni

Baci a tutti

Zanza & Dani



domenica 3 settembre 2023

fatevi i gatti vostri n. 2015 "O te e lo mangi il breccino?" In ricordo di Upi

Lo scorzo fine settimana siamo stati chiusi per lutto. Ora è il momento di dà la via a ricordi.

Ci sono molti tipi di amicizia che non escludono contrasti e talvolta anche qualche scazzottata dopo la quale, se le fondamenta erano robuste, ci si stringe la mano e si rinnova il sodalizio. 

Ci sono amicizie fraterne, come quella con Dino, nelle quali ci può stare il battibecco, la presa per il culo et similia ma comunque rette da qualcosa di archetipico bevuto col latte materno e pertanto saldissime.

C'è poi nela mia ormai discreta esperienza di vita il rapporto con un amico col quale non ho mai avuto modo di sperimentare qualcosa di simile a quanto descritto finora. Un'amicizia nela quale non c'è mai stata mezza parola di troppo, nella quale ti intendevi ad occhiata o anche con solo mezza parola. Mai uno screzio, mai un dissapore. Capitava di non vedessi per mesi e mesi ma quando ci si incontrava scattava vicendevole il sorriso, testimone del piacere di ritrovassi e in bona salute. Allora riattaccava il gioco dei ricordi, la rievocazione delle avventure giovanili, la risata al rammentare situazioni buffe condivise.




C'era poi, fra noi, un codice comunicativo che traeva spunto da vicende aneddotiche  afferenti ala nostra comune memoria. Ne ricorderò una tra le tante. Raccontava, il mio amico, di un certo Tapino, proprietario di un cane. A lui  si presentò un conoscente con una cartata di cibo in mano. Si trattava di ossa di bestia e chiese al Tapino: "O Tapino, e li mangia l' ossi il tu cane?" E il Tapino di rimando: "O te la mangi la breccia?" Per chi non sapesse cosa sia la breccia chiarisco che consiste in grosse spezzature di sasso con le quali si solevano ricoprire le strade sterrate. Colto alla sprovvista e un po' mortificato il tizio, con tono gnegnoso di scusa, riprese: "Diobono Tapino, e volevo dì l'ossicini" ma il Tapino, impietoso e cinicamente logico ribadì cor una domanda tagliente ar pari d' una coltellata: "O te e lo mangi il breccino?" Trattasi si breccia dalla spezzatura più piccola con la quale si coprono vialetti un po' più curati. Per noi tale vicenda, ormai ascesa al grado di aneddotica, era rappresentativa della situazione in cui  uno ti fa domande o proposte idiote e nel persistere in tale posizione. Tale però era il grado di intesa tra me e il mio amico che quando ci trovavamo insieme al cospetto di qualcheduno che faceva un discorso stùpito (stupido) lui mi chiedeva: "O quanto ce n'è di breccino?" e io rispondevo al volo "Oh mammina" che nel nostro vernacola sta per (mamma mia non puoi immaginare quanto ce ne sia). Nessuno capiva e noi si rideva, complici.  Adesso anche lui ha passato il ponte e spero sia insieme a Esserino a Ito e a chi dei nostri amici s'è avviato prematuramente. A me resta la consapevolezza di aver avuto il privilegio di aver fruito di un rapporto di amicizia unico e d'essere restato cor un vòto (vuoto) dentro  che non credo ci sia modo di  riempillo.

Dante

Queste foto si scattarono nel '72  e te le ho portate a far vedere in giugno, l' ultima volta che t'ho visto.

Ora che ti sei lasciato ale spalle questo mondo di merda l'occhi e li poi anche aprì.