domenica 17 luglio 2022

fatevi i gatti vostri n. 1945 "na vorta n' un angolo di paradiso."

Diamo un poinino di respiro a Dantino che dopo tanta stitichezza c'ha subissati di ca'ate da archivio. Mi riferisco ai su blogghi ovviamente e no ale su deiezioni sode o sciorte che sieno.

Qui a Livorno si procede benino, ner senzo che la gente pe movessi  si move. E' un cardo assassino e quindi le perzone  bevano e quando bevan loro  noi si lavora. Certo che se pe sperà di fa un po' d'incasso cor un po' di birre in più, ir nostro signore deve fa seccà i fiumi e tutte le culture agricole allora un'è pe permettimi di suggerì a tanta onnipotenza ma un potrebbe fa veni un clima più fresco, quarche pioggia e a noi magari pe compenzacci dele birre vendute in meno ci potrebbe fa trovà un ber gratta e vinci pieno?

Chi lo sa che un m' ascorti na vorta? Quando pregai che facesse uscì dar coma r mi fidanzato, lui lassù era a caà e fra pulissi r culo e tirà lo sciacquone quando si fu messo l' occhiali e ebbe inquadrato Livorno, ir mi Cispia erà digià a sonà r campanello del sor Pietro. Quando nvece fu ir mi fratello Mosca coll' ematoma ar cervello e ripregai, stavolta ncazzata,


Luilassù era a letto e beveva na ocaola  erano cinque o sei ore che nzava se chiamà ir barbiere pe fassi da na ravversata a barba e capelli o tenelli così. So bello diceva a se stesso ma mi sembra guasi di rassomiglia a Carlo Marxe, sara bene me li tagli. Po ci ripenzava e ridiceva a se stesso maremma maiala ma a me sto Marke e m' ha rotto oglioni e nemmeno poco o che ti pare normale che io mi preoccupi di somiglià a lui e sarà lui che somiglia a me no? L' omini l' ho creati io. Ma poi ci ripenzava e diceva boiadé ma quello ha un narcisimo e un autoreferenzialismo esagerato se sente dì che è fatto a mi immagimne e somiglianza è capace che sfrutti la cosa a scopi popagandistici. Nzomma un ne veniva fori e mentre s'arrovellava gli pareva di sentì quella vocina che gli ronzava in un occhio peggio dell' acufen. Così  pare abbi chiamato Pietro e gli abbia detto: "O Pietro acidenti a quer Diavolo nfame, e ar tegame smanicato dela mammaccia di Satana, (perché lui un pole mica bestemmià se stesso)  bada un po' laggiù te che hai l' occhi da pescatore mi par di sentì na ragazza che prega. E Pietro che aveva ancora le chiavi der gabinetto n mano perché era andato a fa un bisogno



gli rispose: "con rispetto Signore anche io oramai un ci vedo na sega  ma un ho passato la vita a un fa un cazzo come Voi e Lapo Elkan! Io vedevo bene a mi tempi  ma ho l' occhi bruciati dar sale e offuscati dali sputi de romani, mi pare anche a me. tuttavia, di sentì na voce che dice: "O Te costassù o che me lo rivoi stiaffa n culo n'altra volta? o un t'è bastata quella dela motocicretta?". 

"Merda d' un demonio- deve avé detto quell' Ente supremo coll' occhi a triangolo- se more anche r su fratello questa pora bimba  r culo se lo deve fa ricucì a Pisa e duri come so chissà che troiaio nguardabile gli fanno c'è rischio un cachi nemmeno più. Ascorta Pietro, piglia la annuccia dela Oca ola lì sur mi comodino e vedi di succhiagli quell' ematoma ar bimbo di Livorno". 

Pietro che ormai in grazia del lungo servizio da maggiordomo, d' una durata che avrebbe fatto nvidia anche a Antony Hopkins, si poteva permette anche quarche dubbio, borbottò: "Ma un si faceva prima a fa un miracolo che ad armà tutto sto casino cola cannuccia che poi o come fa ad arrivà fine laggiù io un lo so davvero"

Te un lo sai perché sei gnorante da fa paura del resto chi è r padreterno io o te? Ma devi sapé caro Pietruccio che  i miracoli mi tocca falli da solo  e dopo ogni sforzo mi sale la pressione, mi s'arza la glicemia .... nvece io cor una parolina magica allungo la cannuccia e te succhi co tutta la potenza che hai, meglio  che se tu fossi la Pompadurre e Cicciolina messe nzieme. Così ndue, si sa l' unione fa la forza.......... si vede di contentà sta rompicoglioni. Che poi io me lo mmagino digià:  na vorta accontentata, vedrai te, fra na settimana vole gli sparisca la cellulite poi chiederà un nasino bello dritto e ala fine anche un marito co un monte di sordi e un pisello che gli funzioni, Lucifero boia e merdoso  che unnè altro". 

E con questa bestemmia infernale a mo di chiusa risolsero la pratica e si rimessero, Pietro a scaccolassi e r Grande Capo a finì di bè la ocaola ma cor un altra cannuccia perché di quella che s'era messa in bocca Pietro un se ne giovava.



Così ora che ho scherzato sur mi rapporto coll' artissimo voglio ripubblicare un mio vecchio pezzo con quale cantavo la mia dichiarazione d'amore eterno a quel ragazzo pel quale mandai insù la prima preghiera e purtroppo ir nostro Paddreterno addopra la carta igienica e perze tempo, se fosse stato ir dio di velli che si puliscano r culo cole mani magari arrivava in estremisse.

Ir video fa schifo lo feci in camera e anche io ero piena di bollicini e cor un nasone da fa paura ma ero più giovane e ora so più vecchia, che ci volete fa è la vita.

Zanza pel Cispia clicca qui sopra pe sentimmi

State tranquille che anche se vi dice che vi vole reindirizzà da quarche parte potete cliccà, un ci sono virussi. I virusse so tutti da Bassetti-

E ora che i mi  pochi menuti di blasfemia l' ho spesi un mi resta che salutavvi augurandovi che siate cor culo a mollo e la testa al fresco

Bona domenica

Zanza

In cineteca trovate la terza recenzionone dela serie co Kevinne e la milfoide dela su figliola.

domenica 10 luglio 2022

fatevi i gatti vostri 1944 "una rondine un farà primavera ma un Tafano fa Luglio"

Eh sì, guasi in ogni anno di storia del nostro blogghe, come s'arivava a Luglio, eccotelo l' intramontabile pezzo con cui Riccardo del Turco raggiunse un un successo che dura ancora a dispetto dei 54 anni che sono passati da quella fatidica estate.

Io sta canzone l'ho nel cuore per vari motivi che oggi vi racconto: Luglio 68, io er Ciampino ci si preparava all' esami di terza media. S'era fatti li scritti e si doveva dà l' orali. Dato che s'era in parecchi s'era andati a finì ner mese di Luglio e la cosa ci aveva fatto piacere per il fatto di avere più tempo pel ripasso. Dire però  che che ci si preparava è un eufemismo perché tutto si faceva fòri che studiare seriamente. Non fosse stato pe la condotta e per religione si sarebbe stati i primi dela classe, ala pari co Carla e Antonella che però cor dieci in condotta e altrettanto a religione,  non avevano problemi a lasciacci indietro cola media generale. 

Fu durante que giorni che io presi la broncopormonite e mi giocai tutta l' estate. Andette così: quella fava di Dino oramai s'era digià iscritto ar conzervatorio e dala mattina ala sera mi tediava cola divisione dele note,l' armonie,  i tempi, ir sorfeggio. Sonava digià il pianoforte come un piccolo Mozarte e io ero l' oggetto preferito pe su sbeffeggiamenti. Era cosa normale tra di noi perché ci si confrontava in gare d'ogni genere: lo battevo a scacchi a carte a ping pong e a braccio di ferro anzi in quest'urtima specialità un ci provava nemmeno. Lui era più bravo a pallacanestro e a pallavolo e perdeva nele gare di noto pur difendendosi egregiamente.  Però quando si tirava in ballo la musica con lui un c'era storia. Aveva quell' orecchio naturale che, presempio, quando il vecchio Nado chiamava la su canina, cui aveva dato nome Gigia, Dino ricopiava ala perfezione il timbro di voce di Nado e poi si metteva a dugento metri e la chiamava: "Gigiaaaaaaa  o Gigigiaaaaa ndo sei nata dan cane che un sei altro, vieni da meeee". Roba da matti la canina anche se aveva Nado accanto, partiva che sembrava avesse un razzo n culo e aveva Nado un bel dirgli " ma indo vai scema? Un lo senti che è quer testa di azzo di Dino?". 

No che non lo sentiva povera bestia. L' orecchio assoluto  permetteva a quer malidetto di riprodure la stessa tonalità di Nado. Addirittura na vorta messe in piedi no scherzo, che se ci fossero stati tutti i socialli che ci so ora, la cosa sarebbe stata in rete per mesi. C'era dunque una notissima cantante veneziana che in que tempi trombava come na ciuca co uno di Pontedera. Anche lui da operaio meccanico  era doventato un super divo, nzieme a quell' altri che sonavano co lui. S'era saputo donque che era a casa dala su mamma e dopo na ricerca sull' elenchi der telefono der barre, Dino chiamò ir numero di casa. Rispose la su mamma e r Ciampino si fece passà r cantante, poi cor una imitazione no perfetta, di più, disse nela cornetta con voce femminile ma bassa e piena di lische e di rotacismi: " Amove mi manchi da movive, ho una voglia di caffo che impaffifco, fe non vieni subito defo darla a tutti qui al bar".

Il bon giovanotto. che ovviamente ci teneva perché all' epoca leilì era na topa da paura, rispose "Ma si può sapere dove sei?"  E allora il povero Barabba (povero perché ci ha lasciati quarche anno fa) prese la cornetta e gli disse: Mi dispiace bimbo ma ormai è tardi, s' è sdraiata sul bilardo e tromba con Don Luigi, quell' altri so in fila. Capito lo scherzo lui rise e disse " Sete  dele  belle merde  voi!  E da voi  livornesi c'è da aspettassi questo e altro ma matta com'è sur principio c'avevo creduto." 

Questo per dire quanto il Dino e la musicalità fossero la medesima cosa.

Ora in que tempi io avevo chiesto a don Orio, collega di Don Luigi e maestro di musica, se mi poteva armeno fa entrà ner coro ma luilì mi disse "Ascorta Dantino t'ho visto giocà a pallone e come terzino sei un baluardo, a cazzotti li sdrai tutti o perché ti voi rompe le palle cola musica? Gioca a pallone che se sfondi un sai nemmeno te quanti soldi poi fa! O sinnò fai r pugile che anco loro chiappano un sacco di vaini."

Un mi consolai per nulla e allora lui pe un lasciammi totarmente deluso mi disse "Bada, cantà direi di no ma se voi imparà la musica e sonà, con tanto tantissimo esercizio potresti arriva a de soddisfacenti resultati e mi dette un metodo per armonium scritto da un tedesco che doveva esse stato a capo d' un campo di concentramento e poi si doveva esse riciclato nela musica dopo r 45. Na difficortà assoluta tanto che Dino stesso mi disse: "Con codesto mi ncasinerei anch'io, puliscitici r culo e fregatene".

Certo "tanto tantissimo esercizio pe de soddisfacenti resultati", "ma vai in culo te, il coro, la chiesa e chi prega" dissi fra me e me e così entrai ner nogozio d'articoli musicali e comprai una armnica e un metodo fatto da un certo Luigi Oreste Anzaghi che, a detta der commesso era l' unico modo pe l' auoapprendimento. Prencipiai a sonà l' Internazionale e Bandiera rossa, pe fa contento ir mi babbo e l' Amapola e il Valzer dela vedova allega (Libiam ne lieti calici) per contentà anche la mi mamma. Un ero duro a capì le cose ma coi tempi e l' armonie m' incasinavo e quella merda di Dino non perdeva occasione pe meleggiammi: "Dantino ti sei perso un ottavino di battuta pe la strada" oppure "Ma com'è che parti cor un tempo di tango e ala fine soni n cha Cha cha?"  Ala fine un giorno  ero nervoso perché Sonia, ar padule, dopo avemmi fatto tirà giù le mutande e girato, rigirato e osservato r mi povero pendolo, guasi fosse na scenziata,   un ne volle sapé  di baciallo e neppure di levassi le sue, di mutande, pe fammi studià un poino come fosse fatta sta benetta topa che a vedella ne libri e a detta der Ciampi, che ala prima occasione cor una donna gli eran venuti l' anconi e aveva rigettato per terra, faceva piuttosto schifo e somigliava a dele frattaglie sbrindellate.  Un si faceva nulla di male si cercava solo d' imparà l' anatomia pe un trovassi sprovveduti appena si sarebbero ncominciate le manovre reali. Ma torniamo a fatti: S'era co Dino sur parapetto di via Garibaldi di fronte ala fortezza nova


e io gli volli fa sentì "Occhi di ragazza" vella di Gianni Morandi perché ero convinto che sonandola a Sonia avrei aperto r su cuore e siccomesecondo l' ayurveda r cuore è colelgato co tutto forse  poteva aprì anche le cosce. Mi disse: "So occhi di ragazza sì cor un po' di sforzo si capisce, ma so occhi strabuzzati perché sta ragazza dela canzone, a sentì come la soni male, deve avé rigettato anche r cacciucco di ierzera." A sta battuta  ar veleno der Ciampi scagliai l' armonica ner mezzo ar fosso co tutta la forza che avevo e cascò parecchiò in là.  Poi mi pentii, gli volevo bene a quella Bravi Alpini e sonava divinamente, "Perché- mi chiedevo- avevo fatto quella scelleratezza per reazione ale parole d' un povero idiota?" 

"Se voi- mi disse lui- ti porto ner mezzo col barchino del mi zio Ermete e si cerca di ripescalla cola calamita". Accettai ma un c'era verzi di ritrovare il punto. Pareva n' impresa impossibile e stavo per rinunciare, bestemmiando, quando mi venne un idea. Guardai la spalletta der fosso da dove avevo tirato e idealmente tracciai le due righe di limite destro e sinistro entro le quali la traiettoria doveva essere stata contenuta, poi tornai a riva e feci un pacchettino rettangolare con de sassi dentro realizzando  un peso che poteva esse, grosso modo, quello dell' armonica. Rimandai Dino cola barca ner mezzo al fosso, tra le du righe ideali che avevo immaginato e poi dala stessa posizione, dar muricciolo, lanciai a piena forza. Il fosso in quer punto dovrebbe esse na sessantina di metri. Il pacchetto cascò 5 o 6 metri davanti ala prua di Dino.

Per non perdere il punto Dino buttò un ancorotto cor un galleggiante e poi tornò a pigliammi cola barca di Ermete. Io ner frattempo era corso dar Seghetti, che stava di casa sula cantonata, a fammi imprestà na maschera e na torcia da subbe. Dieci menuti dopo prencipiai. Mi immersi, credo, na cinquantina di vorte perché, benché all' epoca avessi fiato da buttà via, tra scènde e risalì potevo sta sur fondo ar massimo un menuto e mezzo e non riescivo a vedé un cazzo. Ala fine quando prencipiava a calà r sole la vidi che affiorva dala mota. Mi volsero ancora du immersioni pe recuperalla. Poi tornai a casa dove la ripulii e la tenni ad asciugassi, avvorta nela carta velina. Il giorno dopo avevo la tosse e quello dopo ancora andai ala mi ultima giornata d'esami. Fui promosso con dei boni voti ma oramai la tosse dilagava e la diagnosi, all' ospedale fu impietosa, broncopormonite con esteso focolaio essudativo ar pormone sinistro. Così mi pare recitasse r foglio che mi diedero e  un mi rimase che star guasi tutta l' estate in casa o nela veranda del barre mentre il giubocse sonava Luglio e le mi compagne di scuola prencipiavano a levassi le mutande pe le prove generali di sesso a due.

Concludendo diamo anche ragione der titolo sibillino di questo poste: la cover del pezzo di Del Turco è stata realizzata da Riccardo, r Tafàno,  gemello di Zanzara che ha na bella voce, mpo' mielosa ma che arrapa le donne. Pare proprio che dela su voce si fosse nvaghita Valentina che per anni era stata la su nzeparabile gherl nonché il vanto del bar Nado per avere induscutibilmente uno de più nei culi tatuati visibili nelo specchio del Mediterraneo. A detta di Zanzara, dopo ir lascito conzenzuale ma condito da diverze offese dove "tegame" era la più lieve, lui era guasi arrivato ala depressione ma da na diecina di giorni Valentina ha ripigliato ad andà a fa colazione al barre e non si è peritata di far sapere che il socio dela palestra col quale s'era messa nzieme  dopo la separazione da Rik oramai è sì socio di palestra ma non più di coscia. Riccardo ha tenuto duro e ha fatto r sostenuto e lei non è andata a fa la madonna implorante ma secondo Zanzara si occhieggiano di brutto e  questa nterpretazione di Luglio pare proprio che r Tafanino sapessa a chi dedicalla.  A parte qualche svarione nel testo, dice r Ciampi, che Riccardo  canta benino e immette anche variazioni gradevoli che testimoniano che è figlio d'arte, del resto è  proprio figliolo di di due come Ampelio e Nara che cor canto e la musica ci si sono mantenuti almeno nei primi anni dela loro unione.

Bona Domenica 

Dante

domenica 3 luglio 2022

Fatevi i gatti vostri 1943 " orzi e riorzi storici

Io chi teorizzasse sta storia dell' orzi e riorzi un me ne ricordo, forze r Vico, forze r Croce boh! A quell' epoca io ero rapito da cosce di Giada e Catiuscia che portavano l' otte penz d' inverno e d'estate, pe diacciassi la topa, che in quella stagione della vita, gli bolliva anche a lorolì e dimorto, mettevano la minigonna. Di queste robe storiche si parlava all' ultim' ora nela quale ir giovedì si faceva storia e anche la letteratura latina cascava in fine di mattinata du vorte ala settimana in che giorni non ricordo. Il resultato era che io er Ciampino, attratti come s'era dar paradiso coscestre che s' apriva a nostri sguardi ner banco davanti ar nostro, un s' ascoltava un cazzo e io na volta che il professore di latino mi chiese ner su italiano (offensivo pell' orecchi perché contaminato da una vecchia e iiriducibile calata siciliana gnaulante): "Davini che cosa ne pensa lei dell' amore in Catullo?" Gli risposi : "So na sega io di cosa gli garbava a Catullo io so cosa mi garba a me e l' ho davanti all' occhi". Ci fu un occhiata di ringraziamento da parte di quelle du mezze maiale che avevo davanti le quali mi fecero capire che ero stato coraggioso a fare quell' apprezzamento sule loro grazie, in classe e davanti al docenet. Il proffe seguitò cercando di essere spiritoso e mi disse: "Lei Davini risponde con delle ovvietà che però rispecchiano il suo punto di vista e non quello del poeta" e allora imbaldanzito anche dal fatto che le mi muse ispiratrici s'erano girate verso di me e m' avevano offerto anche un discreto scorcio di poppe replicai: "Sa vole proffe l' ovvietà conzeguano ale domande oziose". E così mi giocai ogni credibilità nonostante a latino fossi una tra i pochi che faceva le verzioni in un quarto d' ora e le conzegnava senza rileggile. Così come un m'interessai mai di Catullo  e de su amori mi lasciarono indifferente anche gli orzi e i riorzi, come li aveva ribattezzati r Ciampi che aveva na teoria tutta sua. Mi faceva: "Lo vedi Dantino che rottura di coglioni è la vita? Le cose succedano e risuccedano, un s'hanno ancora diciott'anni e a me mi sembra d'essemi digià annoiato di tutto. 

"Anche di veste du toparelle qui davanti?" lo ncalzavo io malignamente  ma lui scoteva la testa e mi diceva "Si le prime volte che gliel' ho ntravista, m' interessava ma ora so du anni che fanno r solito giochino. Penza che palle avenne una accanto per tutta la vita. Roba da sognà i mezzi più vari pe sopprimela".

 "Va be intanto penza a come sta visione che oramai è quotidiana possa trovare un gusto nuovo, diverzo...."

Appena dissi "gusto" gli brillarono l' occhi e rivolgendosi a Giada cor una voce mielosa, che all' epoca sapeva fare benissimo e che irretiva parecchie donne gli fece 

"Oh Giadinaaaa"

"Oh Dinoooo"

"Oh Giadina bella la mi topina!"

"Oh Dino ocché vòi?" 

"Ti volevo chiedeeeee...." 

"Si ma chiedi ala sverta sinno si fa buio". 

"Ti volevo chiede se t' anderebbe di fa na cosa trasgressiva per tu amico Dino"

"Che devo fa devo fa per te? Devo rubà dala cassetta dele limosine di chiesa e datti i sordi pe compratti le nazionali?"

"No na roba secsi abbestia". 

"Boia deé dantino io so tutta sudata mi devan ven' le mi 'ose  e le mutande mi stano facendo irritazione ar culo sicché di robe secsi un ne ho per niente voglia".

"Magari la potresti fa te per me e Katia per Dantino". 

"Boia o che avete comprato le "Ore"? "

All' epoca i filmi porno un s'usavano c'erano solo de giornali nei quali si vedeva qualche foto porno sulla base delle quali si potevano far veleggiare le più turpi fantasie. 

"No  ma che ore e ore si penzava di portavvi du diaccioli ala menta o ar limone come vi garbano di più"

"Boni i diaccioli ma che cazzo c'è di trasgressivo?"

"All' ultimora ve li stiantate nela passera li rigirate un po' e poi ce li date a noi da ciuccià".

"Questo è grullo davvero" proruppe Giada sentendo la proposta e poi da livornesaccia cola lingua luga e tagliente lanciò la controproposta 

"o perché i diaccioli un ve l' infilate ner culo voi due e poi li succhiate fino a che un vi viene da rigettà? Caate d'omini che un sete altro?"

Questo m' è tornato a mente mentre viaggio verzo r lido di Venezia. Stavolta invece del ferrybotte ho preso il vaporetto 5.1 che da casa mia è a na distanza ridicola. Poi per coprire lo spazio che separa gli approdi dale spiagge del Lido mi so portato r monopattino. M' alleggerisce precchio la fatica dela caminata e  sul gran viale del Lido i controviali destro e sinistro so di marmo, così il monopattino scivola via che pare unto. Prima di arrivare ar mi loco preferito mi viene a mente di piglià un caffettino a un baretto sula spiaggia indove ero cliente abituale anni fa. Dala strada però un vedo più la discenderia d' una volta o meglio la vedo ma in fondo è sbarrata cor un tornello rotante. Oramai ir sindaco i tornelli li vorrebbe mette anche ar culo de gabbianii perché chiedano ir permesso di cacà ma un desisto  comunque forte der mi diritto che in italia l' accesso ar mare deve esse libero, der tipo che anche se vai a Viareggio e entri ar meglio stabilimento balneare lo poi attraversa fino ala fine e raggiunge la battigia senza che nessuno ti possa di niente. So siuro di  questo per essimelo sentito spiegà fin da bimbo dall' avvocato Santucci che fu sì radiato pe ubriachezza molesta e per avé detto in tribunale  "ner nome di quella  gran puttana dela legge italiana" era comunque ricordato per esse  stato uno de principi der foro non solo a Livorno ma anche in altre sedi più blasonate. Dunque mi diceva ir Santucci ir mare e le coste sono dell' italia e no de sindaci o peggio ancora de concessionari de bagni, loro possano ar massimo sorveglià che tu non gli rubi, che non tocchi r culo ale donne su lettini o che tu le sbirci mentre trombano cor bagnino ne camerini ma nessuno ti pole impedire di caminare diritto e a testa arta fino ar bagnasciuga. E così arrivo ar tornello e vedo che a lato c'è un passaggino di 25 cm, cor una contorzione passo e arriva un orzo che sara più arto di me armeno 15 cm il che vole diì che s'avvicina a du metri e peserà armeno un quintale. N' omo che se avesse cervello e voglia di lavorà sarebbe come na gru ma se è qui a fa la guardia un deve capì di morto.

"Dove va lei?" Mi chiede

e io cor dito gli indico il mare.

"Le ho chiesto dove va?" E io gli rispondo: "scusi ma io gli chiedo se la su moglie tromba solo co lei o co tutta Venezia?"

L' orzo si gonfia e mi viene davanti mpettito che sembra r  Duce quando protendeva r mento in avanti. E' un coglione anche a fa a botte gli avrei già preso le misure: esposto così frontalmente  e io di mezzo fianco se arza na mano cor un gancio sinistro gli spedisco la testa fori dale cervicali ma poi mi mi dico: "Dantino fra 26 giorni fenisci 68 anni ed entri in 69. Un poi più fa a botte ora. Uno così ti toccherebbe ammazzallo perché se regge ar primo tonfo te un hai più il fiato come na volta e poi mi fa anche un po' pena quest' omone rosso e bianco tutto sudato cor una magletta piena di loghi che un dicano nulla ma che per lui so come tanti marchi padronali che gli hanno messo addosso. Allora cambio tono e gli fo: "mi scusi il paragone forze un po' offensivo, non ho niente contro di lei e un so nemmeno se ha moglie ma dove vado sono cazzi miei. Lei l' hanno messo di guardia a cosa alla spiaggia?"

" No allo stabilimento e alla piscina."

"Bene allora guardi io vado a pigliare un caffé a quel barre laggiù l' e gliene lascio pagato uno anche a lei però dica a chi l' ha messo qui che quel cazzo di passaggio a lato del tornello un è regolare ci deve passa anche la carrozzina di un andicappato o na donna cor un passeggino. Questa è na furbata perché la gente penzi che il passaggio è privato ed entri da un altra parte ma ar mare i passaggi anche se sono su concessioni non possano essere mai chiusi."

"Forse da lei" mi dice "ma qui si usa così e il passaggio non è bloccato se viene un handicappato mio chiama e io aziono un meccanismo che alza il tornello". 

"Si ma così si costringe una persona a chiedere per poter fruire quello che è un diritto".

Vedo che capisce ma non vuole darmela vinta così vo via e gli dico: "Pigli il caffé al barre dopo, bona giornata".

Quando arrivo davanti al mare ancora non c'è quasi nessuno eppure manca poco ale nove e mezzo. Ecco la mi location.



 Si dice così vero? A proposito na piccola idea che m' è venuta: siccome facendo il bagno ho sempre l' angoscia che mi rubino que du spiccioli che ho con me, ir telefono, le chiavi e la tessera del vaporetto, ho portato questo contenitore dell' ovomaltina di Dani, dentro c'entra la roba elencata. scavo una buchetta nella rena vicino all' aciugamano e poi ci sotterro il bussolotto. Se uno passa mi fruga magari nella borza, arza il telo ma un credo peni a raspà sotto la rena a meno che un venga cor un cane.....





Tre orette di bagni e asciugatura ar sole e poi si mangia anche oggi.

Bona domenica Dante

Quando s' invecchia si perde r filo e ho concluso senza tirare le fila. I primi ricorsi eran quelli che comparivano nela storia di Dino.

I secondi eran rappresentati dalle polemiche in cui continuo a incappare.

Poi un  ricorso c'è nela serie che vede la 2a puntata di Yellowstone che mi pare sia stata gradita da molti di voi.

Infine è luglio e io sono nato a Luglio e ricorre r mi genetliaco.

Ora penzo di avé detto tutto

di novo bona domenica

Dante



domenica 26 giugno 2022

fatevi i gatti vostri n. 1942 .....Tra due mari

Anche oggi  domenica 26 giugno  gran sole e gran caldo. Perlomeno questo  han detto quelli che se ne ntendano. Dani e Holly hanno espresso la chiara volontà di dormire senza rotture di palle. Così io ale 4 e mezzo, quando Balena  ha lanciato il suo grido di guerra che umanizzato si traduce "ma non si mangia un cazzo in questa merda di trattoria?" mi sono alzato, ho pisciato mentre i tre postulanti mi guardavano di traverso come a voler dire "ma quanto ci metti a fare la pipì  rincoglionito che non sei altro?" Ovviamente,  a titolo di dimostrazione mentre io riponevo gli arnesi ne carzoni si sono fiondati nelle loro tre differenti toilettesse e hanno pisciato e cacato riempiendo la casa si miasmi che la palude delo Stige faceva ride ar confronto.

Così  ho pulito anche le cassette e cambiato la sabbia mentre Balena bestemmiava in gattese e Cice ed Emma mi maledivano con uno gnaulio straziante.

Ala fine i tre piatti per loro li ho preparati, mentre intanto avevo messo sur fornello la moka per me. Dall' odore che si sprigionava da scatolette vaschette e bustine varie, pur costosissime, ero  dubbioso se puzzassero di più i cibi per mici o le loro deiezioni. Ho aperto la finestra del salotto perché potessero osservare i primi saltellii dei merli e il tubio dele tortole. Poi mi sono infilato i bermuda  una camicia avaiana, ho preso dieci euri ela tessera del vaporetto r sono sceso.

La graziella pieghevole mia fedele compagna di scorribande ar mare, era digià  pronta e la borsa cor un telo i pantaloncini di ricambio, una bottiglia vota da empi ale cannelle der Lido e quarche altro ammennicolo che pole sempre servire: tipo le chiavi essenziali pe la bici, una pompa e na camera d aria di scorta. Ho passato, spingendo bici a mano, i pochi ponti che mi separano da Ple Roma e poi via di bona pedalata infine al Tronchetto. Cor un euro e mezzo pell' omo e un euro pe la bici si paga ir passaggio a patto di avé la tessera da residenti altrimenti si risparmia ad andare a prendere il caffe al Florian.

Finalmente il traghetto arriva e si parte 


Mezz'oretta e sono al Lido. Ore 7e 10 non c'è ancora nessuno e mi godo l' ariettina fresca che si diverte a passare dall' Adriatico alla Laguna sartando sopra le case del Lido e riempiendone le vie. Qui sono in bici, lo vedete dall' ombra, e ala mi destra l' acqua che si vede è quella dela laguna.




 Fatto ir pezzo che separa l' approdel ferry da quello de vaporetti normali, circa un chilometro, si riempe la bottiglia dell' acqua 

 Qui sto per imboccare il gran viale del lido che unisce la laguna colle spiagge dell' Adriatico. Molto bello e pieno di barri e negozzi che trovano posto nei controviali laterali tutti lastricati in marmo, ma a quest'ora un c'è ancora nessuno, solo qualche barre aperto.

 Poi una bella brioscia e un artro caffè e sono pronto pe raggiunge la spiaggia, libera s' intende.

 Un' c'è anima viva e mi accaparro un bel tronco d'albero sula spiaggia pe legacci la Graziella e mettimici a sedé


Ho subito fatto na notata di quelle robuste e mi so fermato solo quando ho visto na motovedetta dela Croazia. Scherzo ovviamente, mi so contentata d' una chilometrata che ala mi età basta e avanza. Sono andato avanti così a bagni e asciugate ar sole  e la spaiggia anche ale dieci è in questa maniera, la divido co pochi altri 

fino a che nell' ultimo bagno un tafano m'à pizzicato una palpebra proprio nel mentre tiravo su la testa di lato pe respirare durante la notata. Un male boia e una specie di gnocco sotto all' occhio sinistro ma passerà in uno o du giorni. Ar mare  ci so stato fine all' 11 perché all' 11 e 40 ho il ferribotte pel ritorno eccolo che sfreccia verso Venezia

 Dani m'aveva promesso di passami a prendere e portammi almeno fino a Piazzale Roma per risparmiammi un' ulteriore solata. Così è stato. Salvo che la macchina un gli andava e  m'è toccato sdraiammici sotto per aggeggià cor filtro del gasolio e guadagnammi a forza di bestemmie quer pezzettino d'inferno che ancora non avevo acquisito. Ala fine l' ho fatta riandà e bruciato dar sole unto di nafta e affamato so riescito a mettimi a tavola.

M'ero dimenticato questa. Un'era ar Lido, è quella ragazza diciamo cresciuta di cui ha chiacchierato Zanzina l' altra domenica. Zanza parlava di culo moscio e di cellulite e credo che bella soda com'è annaffiata ad acqua di Tirreno e salmastro abbia anche la facoltà di dillo. Di certo un sarà r culo di Valentina, l' ex der Tafanino, che se ne tatuaggi ci si fosse fatta fa li stati dela terra ir culo di lei  sarebbe sembrato un mappamondo  ma comunque anche queste  un mi sembran mele da buttà via. Ora proverò a vedé come le move, la signora, visto che da sta settimana Zanzina ha penzato di recenzì la serie come aveva fatto pe l' americanina a parigi. Qui un  siamo a Pigalle, ma ner Montana, tra cavalli e bovari e la protagonista è meno innocente di quella strullerella di Emily, che ha strappato tanti conzenzi anche tra voi. Tuttavia sempre di topa si tratta e io ho sempre penzato che a non apprezzalla si fa peccato mortale e con un peccato così grosso all' inferno indove s'anderà di sicuro c'è il rischio che ci buttino nela borgia di quelli che gli garbano le mele dell' omini . Ntendiamoci qui un si discrimina nessuno, anzi le differenze di idee e di gusti so sempre bene accette, è solo che a me e ar Ciampino ci hanno nzegnato a caminà cola testa arta e cole mele strette e ci siamo trovati tarmente bene che ci s'è presa l' abitudine. 

Oggi fritto e popone, vino bianco dell' Elba.

Spero v' abbiano dato da mangià anche a voi

Bona Domenica

Dante


domenica 19 giugno 2022

fatevi i gatti vostri n. 1941 " r' culo mosciotto fa ammattire mosche e tafani"

Ante Onnia un po' di gossippe, perché potreste parlà anche de massimi sistemi o dele più belle parole di Budda ma se tirate fori  quarcosa che abbia a che fa cor un po' di ciccia, speciarmente ora che ir caldo fa scoprì ogniccosa, state tranquilli che riceverete più attenzione. Armeno da que torzoli ala cui schiera posso annoverà anche i mi du fratelli maschi. Ma andiamo con ordine, voglio dare seguito a na richiesta di Lucy Milàn che mi chiedeva se per caso avessi voglia di recenzì na serie e magari quella dell' inossidabile Kevinne. Boiadé, so sconvorta da quando ho visto ir mi fratello che dopo avè avuto pele mani ir più ber culo di Livorno, riconosciuto e attestato dall' 80 per cento dela popolazione maschile (che gli garbino le mele di donna pe quell' altri bisogna chieda ala Rai) l' altra sera  letteralmente sbavava nzieme al rincoglionito der mi fratello più piccino vedendo r culo moscio e anche un po' cellulitoso di Bette di Ielloston. E' vero che l' ottima attrice Relli Kelli sà interpretà benissimo sto personaggio controverso e arrapante che un si perita a chiede all' omini come so messi sotto a carzoni e anche a tastalli cola mano pe vedé se dicano r vero. E' vero che una che si gnuda disinvortamente e fa ir bagno ner trogolo der maiale o meglio nell' abbeveratoio de cavalli, come fa lei allora  è una da fagli tanto di cappello. E' vero che a poppe sta messa piuttosto bene  e la si potrebbe fa entra ner "Livorno pormone clubbe" nel quale io e la mi mamma s' hanno le cariche che toccan di diritto ale quinte doc. E ala fine mi corre l' obbrigo di divvi  che Samatta l' ha eletta a su starre preferita.



ma che i mi fratelli rimangano davanti ala tv coll' occhi sfavati e dican "boiade che meraviglia di culo! E' na roba divina!" mi pare testimoni ir fatto che l' omini viaggian di fantasia peggio che di noi donne e e che se vedano un po' di ciccia gnuda ir senzo critico gli sparisce  der tutto.

Comunque ir video è questo, e r culo è quello che si vede ner video e se quer culo è na meraviglia, na roba da dea, allora anche noi povere  mortali si pole sperà d'esse ammesse all' Olimpo.

Ovviamente perché la bella attrice un abbia a penzà che quer che ho scritto è mosso dall' invidi,a io la serie in cui sbudelleggia co mezzo Montana la recenzisco eccome, troverete il tutto in cineteca e conziderato che ha fatto armeno quattro stagioni,  chi gli garba, starà bene  pe na quarantina di settimane.

Ma veniamo ale notizie de nostri che a quarcheduno de lettori magariu nteressan di più che dele poppe di Bette:

Dantino riè guasi sur punto di andà via e tutti siamo dispiaciuti perché ora che un c'è poiù r gatto Ito che lo richiamava a Follonica tutti i giorni è rimasto parecchio al barre. Nonostante non abbia perso il su bonumore e la battuta pronta e caustica un velo di tristezza pare lo accompagni ed è quer velo che da tanto scorgo anche in Dino. Di certo un si pole dire che sian vecchi anche se orami si avvicinano decisamente ala settantina. Dante addirittura in questi giorni non aveva dolori e mi è sembrato in gran forma fisica, sicuramente meglio delo scorzo anno. Però c'è poco da fare, ogni tanto si guardano intorno e senza dire nulla sembra contino i posti voti. Un c'è più Uliano e nemmeno Don Luigi, se n' è andato Barabba e Lucianino r subbe, ci ha salutato per sempre  Mau il dottore, e Enzino di Pozzuoli ala fine s'è arreso nel braccio di ferro cor tumore al fegato nel quale aveva resistito per diec'anni. Dela generazione prima di loro un c'è più nessuno tra  di loro c'è stato un discreto spicinìo. Rimangano loro due, ir mi babbo, la mi mamma, Armando e Roberta che sarebban babbo e mamma di Samatta, e George Dalton che pur avendo fatto di tutto pe ammazzassi d'alcole, sopravvive in bona salute. Comunque hanno sonato e qui vi metto tre bei pezzi dei due, un country mprovvisato dal nome creato dale loro iniziali western dindan

 un bonazera zignorina bonazzera grande classico nel repertorio dei nostri due,  e ala fine un dorcissimo pezzo di quer Lucio che armeno a me manca tanto un tango struggente che a detta del Ciampi si potrebbe avvicinare anche ar fado portoghese ma siccome la cosa era troppo compricata pe quel chiorbone di Dante, meglio lasciallo tango e così sia.. Hanno ovviamente anche   cantato, mangiato bevuto e ribevuto. Sesso niente eh o mica tutti i vizzi si possan praticà, anche  perché ala loro età è bene che s'addentrino solo nell' intercosciale  che conoscano da anni anzi da decenni, così armeno so sicuri che son donne che li sopportano e che un s'aspettano niente di più di quello che hanno sempre avuto loro.  Anzi  se ci fosse quarche calo di rendimento in questi superbi maschi.... d' una vorta, veste femmine di razza e te l' avranno bell' e preventivato, facendo i conti anche sul fatto che r tempo passa anche pe le svizzere e pe le veneziane, mica solo pe le livornesi.
Baci Zanza




domenica 12 giugno 2022

fatevi i gatti vostri 1940 "Zanzara and her watery eyes"

Dino è rimasto un bel po' lassù in laguna. Non c'eran grosse possibilità che Holly o Dani si potessan movere a quer momento e allora lui che dell' inutilità ha fatto il suo canone di vita ha detto che stava bene lì per ora e che tanto al barre è solo d' impiccio oltre a rappresentare un costo per quello che beve a sbafo. In realtà non è così perché la sua presenza al barre specie di notte è vitale ma in effetti ora ho du fratelli omini e quarche vorta il mi babbo a fornire una rassicurante presenza maschile per quelle sere che s'allungano nela notte e che per noi sono benedette perché portan più vaini vellle tre ore dopo l' undici che tutta la giornata e noi che si deve fa? si sta aperti. Siamo stati aperti quando si facevano venti caffè al giorno si starà aperti anche ora che scorrano un dico fiumi ma de bei ruscelli di birra. 
Ala fine cola su inedia un resultato lo ha avuto, ritorna in giù con Dante dovrebbero arivà oggi cor treno di mezzogiorno e mezzo e sarà festa perché Dantino s'aspettava dall' anno scorzo.
Intanto Dani per consolammi der fatto che un pole venì per via che ora un po' di conzegne da fa lei e la su zia ce le hanno, e soprattutto sapendo che a dì il vero ci speravo e parecchio in una su calata,  ha preparato sto pezzetto nzieme ar Ciampi. Si tratta di un revival d' un pezzo famosissimo di quello Zimmermann ben più noto come Dylanne che tanto ha influito su gusti musicali d' una intera generazione e anche oltre. Dino un ha voluto che Dante ci facesse l' inzerti d'armonica che nel brano di Bob ci sono eccome ma luilì lo sapete com'è. Ha sentenziato se ti ci faccio mette i pezzi d'armonica ci tocca rifalla venti volte e la voce dela tu nipote un pole esse piegata ale tu deficenze. Dante un se l' è presa e l' ha mandato in culo come ar solito riserbandosi di rifallo tutto da solo quer mitico pezzo che conosce anche piuttosto bene. C'è da dire che ne è sortita n interpretazione d'archivio, Dani ne gorheggi alla Joan Baez credo l' abbiate sentite su ste pagine e ve la ricordiate anche bene ma qui supera perfino la su mentore ideale. Per di più m' ha fatto no scherzo che m' ha commosso dicendomi: Io l' ho cantata col suo testo classico ma quando l' avevamo terminata, riascoltandola ho pensato che al nome Ramona si potrebbe sostituire Zanzara senza alterare per nulla la metrica e che così in pratica la dedica a me e a que momenti in cui i mi occhi sembrano de rubinetti dell' acqua.

 Come non essere commossa da un penziero così gentile di una amica così cara e cor una voce come questa? Infine mi permetto di osservare l' ingrese, anzi dirrei l' americano che Dani performa guasi altrettanto bene di quanto fa r su fratello co Ed Sheeranne. 
Bon ascorto e bona domenica a tutti 
Zanza

domenica 5 giugno 2022

fatevi i gatti vostri n. 1939- "malidetta primavera"

'N certi momenti fa  'n cardo da stiantà  e a momenti, nvece, prencipia a diacciassi tutto e io mi c' incazzo perché oramai ho a disposizione  solo roba da sta mezza gnuda e penzavo d'addopralla infine a ottobre senza dové ripescà nele scatole der cambio abiti. La mi mamma, saggia mi ricorda: "infine ar 21 è primavera e chi confonde la primavera coll' estate d' accidenti ne chiappa a secchiate". Ma chi era Budda 'n confronto alleilì? Un allievo dele scuole serali?

Ma r fatto clù di sti giorni un sono l' alternanze dele temperature ma la sparizione di Dino che per poco un veniva segnalato a "chi l' ha visto".

Dunque il Ciampi zitto zitto na  mattina m' ha fatto trovà un biglietto ner quale facendo sfoggio della su proverbiale laconicità ha scritto: "vo via un par di giorni".

Il cellulare non lo ha mai avuto o forse ce ne ha uno che gli deve avé regalato Costanza ma tanto è come se un l' avesse perché un l' accende mai, così pe sapé quarcosa di più ho chiamato Costanza, certa di non creare gaffe perché Dino è già tanto se tromba lei quando se lo ricorda, quindi ero sicura di non mette purci nell' orecchio a nessuno e difatti leiulì mi ha risposto: Dino è impossibile no conscie uno schema in sua vita. Lui si svellia e vuole fare una cosa e fa cosa Più speso no vole fare niente e efetivamente no fa niente. Prova a chiamare da Dante".

Certo! Come se Dante ir cellulare lo tenesse attaccato ar collo e sempre  carico. Credo che ir 90 per cento de su scazzi co Holly sieno dovuti al fatto che a vorte  un c'è modo di trovallo. Quando un lo voi l' hai tra le palle fino all' ossessione ma se ti serve e un'è lì, allora  tanto vale chiama i carabinieri. Allora ho sentito Dani che per fortuna fa parte dela generazione cell. Non ne è dipendente come non lo sono io ma lo usiamo guasi ar massimo dele su potenzialità. E Dani m' ha risposto: " Dino è qui da noi, è arrivato ieri sera ma non ti aveva avvertito?"

"Meglio, figurati se avverte sta caata d'omo ma avvoi costì v'aveva avvertito?"

"No no figurati, abbiamo sentito suonare il campanello ieri sera verso le 11 ed era giù alla porta con solo una borsa di plastica della Coop." Ci ha detto che aveva incontrato, da voi  al bar, un furgonista  che dal porto di Livorno era diretto a Porto Marghera e ha ottenuto  un passaggio."

In effetti io la sera al barre un c'ero, avevo lasciato ir Tafano ir Mosca e Camillina e rincoglioniti come sono figurati se si so accorti che ir Ciampino pigliava accordi con quarcheduno. Comunque bene. Era tanto che un gli tornava il fatto che Dante un venisse più giù e allora dov'esse andato a tiragli l' orecchi. In fondo so fratelli di latte e figli unici tutt'e due, sicché ir legame è abbastanza strettino.

A presa di culo m' anno nviato na tablatura di Dante per armonica a bocca, nelo spcifico del pezzo notissimo "mattinata fiorentina"

Mattinata Fiorentina

musica G. D'Anzi 1941  testo M. Galdieri

harp tabs per armonica diatonica by Dante Davini Diversi


E' primavera     8 9 8  -9  10   

svegliatevi bambine   -9 10 -9 8 -7 6   -3

alle Cascine  4 -3 4 -3-3 

messer Aprile  -3 -3 4 -5 -5  

fa il rubacuor   -5-5  6 5 

ricordate che le note precedute dal segno meno "-" sono da aspirare, quelle senza alcun segno a precederle vanno soffiate.


e tanto pe un fassi mancà nulla  anche la registrazione dell' esecuzione der medesimo pezzo improvvisato dar Ciampino coll' ukulele di Holly.

"Fatila voi se vi riesce" è stata la dedica acida der Ciampino.

Gli s'è risposto per mezzo di Camillina detta "la sguaiata" che come ricorderete è la sorellina di Samatta e fidanzatina storica der mi fratello più piccino. Questo armeno finché un si mandano nculo come han fatto quell' artri due. "La sguaiata" come nicche glielo messe Dino perché Camilla ha na gran  voce, potente e ntonata ma è n cavallo matto come la su sorella e spesso va sopra i righi der pentagramma pe dimostrà che le note arte a leilì gli fanno na sega. Del resto i Giusti so na famiglia d'artisti, ben nota nela nostra città. Armando r su babbo rischiò perfino di sostituì Fogli quando r mitico  Riccardino di Pontedera preferì la topa di Patty (Pravo eh no quella che ci manda i commenti) a mugolii de su soci. Roberta, la su mamma cantava in duo cor su babbo e per tant'anni co proventi di velle serate  c'hanno campato la famiglia. Poi Armando come tanti altri talenti livornesi  ripiegò verso la Stanic andando a lavorà  ale benzine e a lasciacci i pormoni. 

Nzomma eccoVi Camillina cor   una "malidetta primavera"

che farebbe rivortà le budella ala Goggi se la sentisse 
Ma a noi " ci garba, ci basta, e ci avanza" come ebbe a dire quella signora tutta perbenino, ricoverata alo spedale di Pisa. Capitò nfatti che mentre la signora era a letto, l' infermiera n' aveva lasciato na supposta pe andà di corpo, raccomandandole di mettisela quando si sentiva più a suo agio.  Leilì, che era vergognosetta, aspettò che spengessero  le luci e poi,  nela discrezione favorita dar buio, nvece dela supposta,  dar comodino, prese na banana e compì la delicata e intima  operazione accorgendosi delo sbaglio solo a cose fatte per cui un gli restò che commentare colla frase che s' è nerettata qui sopra.

In effetti non mi sento di contraddire l' esclamazione dela signora pisana, la banana, come si vede nell' immagine ha un sacco di proprietà
e tra l' altro Samatta e Camilla   mi  confermano   che, come la maggior parte dele medicine si pole pigliare  anche per bocca.

Baci Zanza.