giovedì 7 febbraio 2019

fatevi i gatti vostri 1233 " il mercante di Venezia"

Avevo uno specchio molto bello per via d'un formato  molto grande ma banalissimo per qualità ossia  di quelli di mondo convenienza che vengono dati per poche lire di corredo a una camera. Ne abbiamo anche noi uno ovale che spesso compare sullo sfondo del rotolo dormiente.
Avendolo trovato a un cassonetto pensai," va a finire che qualcuno lo rompre e grande così chissà quante disgrazie gli porterà". Così lo imballai tra due cartoni robusti e lo misi in magazzino. Poi prima di Natale, siccome mi impacciava nei movimenti obbligati tra la morsa e l' incudine e temevo di romperlo, lo schizzai da retro con un po' d'acido muriatico e poi lo appoggia a nvecchiare  fuori dal box nella piccola striscia di terra dove coltivo alloro salvia rosmarino, nipitella timo e qualche pianta di peperone piccante. Avere un orto in maremma di quasi 600 metri e chiamare orto una stricia di 5 metri per 80 cm mi par buffo ma è l'arte d'addormentarsi. Ho imparato da don Luigi. Un giorno venne al barre cor un nuomero di topolino e quando Ampelio ni disse "Oh Don Gigi ma che leggi topolino?", lui ni rispose "che vòi, oramai so vecchio sogno delle grandi tope ma m'accontento di guardà queste figurine di topine, nela vita bisogna sapessi accontentà specie quando le primavere diventano dimorte".

La settimana scorsa mentre, pe levammi un pochino di casa,  passeggiavo per una calle di Venezia, vicino a casa nostra, ti vedo uno specchio cor una cornice importante esposto in una botteca di antiquariato modernariato." E' antico vello specchio?" n'ho chiesto. " In tutta onestà- mi ha risposto l'antiquario- non saprei dirle la cornice l' ho fatta mettere io ed è anticata, lo specchio era malridotto ma è la sua bellezza pensi che ne avevo uno simile ed è andato via appena esposto comunque costa 300 euro.

"Io ne avrei uno altrettanto vecchio o invecchiato che dir si voglia ma di formato quasi doppio e cor una cornice maravigliosa ma me lo voglio levare da casa perché quando ci passo davanti mi fa la pancia e un lo sopporto più."

"Sono tempi duri e compro malvolentieri- mi ha risposto- ma se si contenta del giusto ne possiamo parlare" "Va bene in settimana nova gli porto la foto poi se gli piace e ci si trova d'accordo glielo porto a bottega cola barca perché a piedi un ce la faccio a camminare". E ci siamo salutati.
Ora trovare una cornice perfetta pe lo specchio mi pareva cosa assai complicata ma a trovarla anche un po' più piccina andava benone perché cor diamante il vetro lo so tagliare. Sotto casa nostra a Livorno c'era un vetraio e da ragazzetto durante le vacanze ir mi babbo pe un fammi sta a strasciconi pe la strada mi mandava da Torquato così si chiamava il vetraio a danni mano e a mparà quarcosa si sa mai un avessi avuto voglia di studià. Grandi cose un e mparai ma a taglia e squadrà sì mi rieciva perche anche da piccino avevo forza nele mani e cor diamante serve una pressione decisa, senza paura sennò s'intacca a balzelli e dopo quando vai a rompelo invece di separassi co na riga diritta si scheggia.
Mi metto allora  a guardà su Internet e ala fine ti vedo na cornice che pareva fatta apposta per mi specchio
la vendevano a Napoli,  180 euri più le spese di spedizione. A vedella pareva un fine ottecento ma in tal caso il prezzo mi sembrava incredibilmente basso mentre per una imitazione diventava troppo alto.
Du conti  a mente, se no specchio metà der mio l'aveva venduto a trecento... il mio incorniciato lì dentro ne valeva almeno 500 ma lui m'avrebbe detto che più di 350 non si poteva vende.  Levate un po di tasse  era difficile che mi desse più di 100 120 euri  e allora che facevo scambiavo i soldi ammesso di non rimetteci e lavoravo aggratisse. Bisognava parlare col propietario dela cornice
 ma Ebay sta bene attenta a non fatti mettere numeri di telefono o email per non fassi baipassare nelle compravendite e poter esigere la su mediazione.
Così penso se è Napoletano di sicuro unè uno che  dorme e gli mando un messaggio consentito ovvero solo con testo che non indichi tel o mail
e ni dico caro lei la su cornice mi servirebbe, le anticipio che  gliela posso pagà solo in contrassegno (i napoletani so brava gente ma a pigliallo n culo è un attimo)ma ho bisogno di scambiare qualche considerazione con lei,  allego la foto del quadro che ci voglio mette dentro lo guardi bene e mi sappia dire.
Ho creato una immagine a sommo studio co de topi su na scala a partire dall' alto per ogni gardino i topolini indicano un numero e letti uno dopo l' altro un numero di cell. di sette cifre.

s'era pe andà a tavola e mi sona il telefono:
Una voce molto accentata mi fa: "Guagliò sto parlando col servizio segreto?"
"Complimenti per aver capito al volo"
"Ca nisciuno è fesso ma il sistema è ingegnoso assaje"
"Quella cornice sembra un fine ottocento ma il prezzo non è adeguato e se è un falso è cara."
"Signore mio la cornice è un fine ottociento origginale ma solo per metà, una base e una altezza sono d'epoca, i lati opposti sono stati ricostuiti una ventina di anni fa da un bravo artigiano visto che trattiamo extra internet quanto mi vuole offrire?"
"Non posso offrirle più di 80 diciamo cento con la spedizione."
alla fine ci siamo virtualmente stretti la mano a 130 spese comprese.
La cornice è arrivata 3 giorni dopo era stupenda. C'ho lavorato su solo per infilare lo specchio che ho dovuto ridurre leggermenete.
Quando ho mandato la foto l' antiquario mi ha detto" lo porti, senza vederlo si dice male" ed ho capito che il marpione aveva visto l'affare e gli interessava.
Se I napoletani sono furbi e i Livornesi sono convinti di poter prendere pel culo mezzo mondo un attempato antiquario veneziano non è il primo locco che si lascia abbindolare.
"Hanno fatto un buon lavoro ma il restauro interessa più della metà della cornice e lo specchio è troppo sottile per essere d'epoca." sono state le prime parole dopo un accurato esame.
"Non mi dirà che non si vende a 7  ottocento euri?"
"IMPOSSIBILE  bisognerebbe tenerla li anni ed aspettare il cliente giusto ma qui la roba deve entrare e uscire, posso offrirle 150 euro".
"Ommammamia pensavo di farcene  400."
Scuoteva la testa ma vedevo che continuava a girare intorno allo specchio.
Guardi proprio per non farle fare il viaggio a vuoto le posso dare 30 euro in più.
Vi risparmio il tiremmolla degno della Casbah di Algeri
alla fine quando io ero sceso a 300 e lui si era piantato sui 200
ho giocato la carta di  Picche che si dice quando una te la vole dà ma tira fori la scusa der mal di testa pe fa la preziosa
in tar caso a Livorno ni si dice 


"Amore bello 
visto che dici picche
 mi porto via  l' uccello 
e ti lascio ale  pasticche"
 
Così ho detto" mi dispiace ma un ci rientro e ho rimbracciato lo specchione come per portallo via."
"Lo poggi lo metta a terra  per carità che non si rompa ecco 250 e chiudiamo il negozio"
Centoventi euri di guadagno netto mi stavano bene pe no specchio da cassonetto e un quarto d'ora di lavoro anche se sapevo che lui paziente non lo avrebbe dato via a meno di 5 seicento euri. N'ho dato la mano e ho preso i 2 e cinquanta.
Questo però  è l' oggetto che nìho lasciato in bottega, badate quant'è bello! Avessi avuto la casa adatta avrei tenuto anche quello.
Bona Giornata
Dante

mercoledì 6 febbraio 2019

fatevi i gatti vostri n. 1232 " eyes of London "

Sono rientrata veramente amareggiata dal dovermi separare da Zanza che per la mia anima è sempre stata un tonico incredibile fin da quando avevamo 15 anni  e altrettanto dice lei .  Fino a lunedì non ho scuola. La fortuna di essere insegnante a gettone. Si guadagna di più e si lavora di meno. Ovviamente non c'è alcuna sicurezza di durata ma probabilmente i giudizi degli allievi e delle famiglie degli allievi che, nella scuola privata, contano molto hanno giocato in mio favore e poi del resto insegno italiano e faccio le ripetizioni (gestite dalla scuola) di latino e qualcosina di greco. Pur non essendo classicista per vocazione sfrutto il detto caro allo zio che in un mondo di ciechi un monòculo è re.
Mica voglio dire che gli Inglesi non sappiano il latino (quelli che lo studiano) ma la loro pronuncia è pur sempre viziata da una fonetica che non li avvantaggia e la costruzione o la decrittazione della frase dà loro qualche problemuccio.
Dunque, fremo per il progetto di viaggio con Zanza, forse però non potremo attuarlo fino a giugno anche se ci piacerebbe partire in aprile. E allora vale la pena di allenarsi un po' con le foto. Bobby ha una Nikon professionale e non me la negherebbe ma sentirlo fare mille raccomandazioni e usarla tutto il giorno con l' ansia sarebbe troppo per me. Così mi sono rivolta allo zio che di macchine ne ha una cassetta piena. Ovviamente lui predilige la pellicola e se fosse possibile adoprerebbe anche il lampo al magnesio al posto del flash ma nonostante le vocazioni è uomo di mondo e così ha tirato fuori da un cartoccio una macchina dall' aria estremamente professionale e mi ha detto:
"Chiappa qui bimba questa è una  EOSSE 5 D digitale full frame della Canon e non c'è Nikon o altro che la batta, per male che vada fanno pari resultato difatti i ritrattisti ancora si dividano nella scelta. Secondo me trovi l' obbiettivi pagandoli meno e per una che comincia è un cavallo più duttile".

 A sentirlo sembrava che non avesse mai fatto altro in vita sua. In effetti per un periodo, a Roma fece il fotoreporter indipendente o forse girava come adesso con la tessera da fotogiornalista al servizio di Stampa Alternativa. Comunque realizzò svariate  mostre e aveva varato un suo stile personalissimo con foto che  sezionava scomponeva e ricomponeva tanto che da una foto su bandiera rossa di Berlinguer ne trasse fuori una vagina contornata da una peluria lussureggiante ed ebbe la sfaggiataggine di intitolarla la topa rossa e come sottotitolo IN HOC SIGNO VINCES. Purtoppo un tanto antico e oneroso vaticinio, in tempi più recenti, è stato affidato alle grazie della Boschi e all' esperienza della Fedeli e si è visto come è finita. In seguito  varie e pesanti traversie finanziarie ed affettive  portarono lo zio Dante  a concludere quel periodo nel peggiore dei modi: con l'attrezzatura al monte dei pegni e come casa le adiacenze della stazione Termini dove, come ricorderete, lo incontrò fortuitamente e fortunatamente la zia Holly prima che si disintegrasse totalmente nell' alcool e nell' abbrutimento. Le sue migliori foto andarono perdute e del bel corredo fortografico si salvarono un pezzo o due le cui polizze non erano ancora scadute quando lui si rimise un po' in carreggiata.
Per il momento aveva da mettere come obbiettivi   solo il 50mm e un 70/200  ma mi basta e mi avanza.
In giro per Londra mi sono subito persa d'animo, le foto mi venivano bene, anzi troppo bene, per merito della gran macchina ma i soggetti, che dipendevano invece da me, non mi convincevano.
Alla fine ho pensato ai bambini proprio guardandoli e vedendoli per lo più col broncio e gli occhi tristi. Ma chi lo ha detto che i bambini ridono sempre a Londra? A me sembrano tutti incazzati.
Ecco alcuni esempi sono occhi che parlano e credo si capisca meglio il mio progetto di far parlare le anime.


 C'è qualche difetto nella messa a fuoco e nella elaborazione per l' effetto seppia che adoro ma penso siano cose perfettibili.

Fotografare bambini è sempre una cosa un po' complessa così mi sono presentata  a un fotostudio gestito da un signore indiano  vicino a casa mia  ed ho detto che sto facendo un master in comunicazione visuale e chiesto se mi poteva aiutare nel trovare  dei modelli fotografabili. L' impresa non è costata poco ma nemmeno troppo e, del resto non volevo incappare in un litigio per strada o beccarmi una denuncia alla mia prima uscita da reporter. Il fotografo indiano, che fa quasi solo foto tessera ma che ha anche qualche bel ritratto esposto, mi ha detto che con la macchina dello zio (vecchia ma davvero professionale) posso fare tutto e di più.
Speriamo che il manico migliori
Bacioni da Dani

martedì 5 febbraio 2019

fatevi i gatti vostri 1231 " E so più antichi del ca'are loro2lì"

Boia dé, dopo essemi abbracciata stretta co Dani, avé pianto nzieme e esse tornata ad aprì la veranda del bar Nado ale 6 di mattina e a volte anche prima, mi sentivo comunque come na privilegiata che era stata a giro a godessi la vita e a fa progetti meravigliosi cola su amica veneziana. Nvece ti trovo ir mi babbo in piena forma che spostava i mobili perché a sentì lui tra 10 giorni è primavera e bisogna fa respirà il locale, la mi mamma co de capelli a caschetto e un vestitino charleston carinissimo perché hanno prencipiato ad andà a fa le gare di ballo. Boia pensavo ma allora ero io che tenevo giù l' umore di tutti allora mi sa che è vero che mi devo leva dale palle...
Poi arriva Samatta, attopata da fa paura co più borchie d'una metallara convinta e i capelli fatti stile rasta e du menuti dopo le trombanti digià nere come di giugno.
"Boia- n'ho detto- o che avete rimorchiato du spazzacamini?"
"No cara bella" è stat la risposta "te vai nele pozzanghere e noi si topeggia suli scogli di Calafuria. Tanto pe fatti stiantà s'è preso anche r sole ale puppe così un ci resta il rigo der costume vando è pieno di gente e un ci si pole gnudà".
"Allora stiantate voi brutti tegami senza manico! Se la mi mancanza vi fa sta così v'annuncioche fra qualche mese si parte pe sei mesi io e Dani  si va in culo a Venezia a Livorno e a voi".
E fgorse co st'ultima uscita na piccola rivincita me la so presa perché hanno attaccato a chiedemi particolari sur progetto.
S'è mangiato tutte nzieme e poi ho messo mano ar brogghe e n'ho chiesto u n pezzettino visto che il Ciampi e Dante avevano fatto quelle prodezze co Scipén.
"Boia -ha commentato Sama- sentì e si so sentiti lorolì ma r budello di sumà l' ha fatti antiki fin dar nasce". 
E in coro le trombanti: "so più antiki del caare loroduelì!"
"Anzi -ha continuato Sama- siccome si sapeva che varcosina c'avresti chiesto s' è preparato ieri quer desimo pezzo ma a modo nostro, pe persone vive ntendo, perché ir Ciampi è bravo si sa ma un pole spaccà le palle facendo  ir fantasma di Rubinstein e Dantino ce l'ha messa tutta ma è meglio vando sona i valzerrini o Bobbe Dylan" .
E m'hanno fatto sentì un pezzettino.
so più giovani, niente da dire e che poi a dire che ir jazz è giovane è capace che quarche rapper sia preso da conati di fomito o ar meglio da fortori di stomaco.
Eccolelì  allora, so sicura che resterete stupiti da quer che hanno cavato fori, ala batteria r mi babbo, a fa du note cor pianorgano di Dino ir mi fratello Mosca ma proprio due, perché  ha attaccato a settembre a studià cor Ciampi, quindi qui sona grazie ar  debito ammaestramento ricevuto prima da Samatta ma un va male.
Bacioni a tutti
Zanza


lunedì 4 febbraio 2019

fatevi i gatti vostri 1230 " Boia dé cor Ciampi pare d'esse a scola"

Allora dé chiamo r' Ciampi, lassù da Costanza, tanto pe sapé come va ,se ritorna a Livorno o se si vole levà dale palle per sempre e restà a fa ir Goglielmo Telle nzomma pe fa du chiacchiere e ovviamente ni fo i comprimenti pe la bella eseguzzione der notturno di Sciopenne.
 Cola solita spocchia che lo farebbe rimané su coglioni anche anche a na voce bianca mi dice:
"ovvia Dantino ocché ci vole a fà vello lì miga è r numero 1 dela dieci che n' italia la sapeva sonà Pollini e r sottoscritto immodestamente  ver brano che ho fatto perché piaceva a Costanza lo poi fa anche te coll' armonica".

"Na bella sega"  ho repricato io "ma te hai le note sula tastiera e le vedi io le devo cerca cola bocca, andà a tempo non  piglianne due nzieme, non soffià da asmatico senno mi rompi coglioni,  o no?"

"Bada che se un pianista guardasse  la tastiera potrebbe anche smette subito e dassi ala briscola  o ala scopa
l' unica cosa che hai ragione te  è che la nota di un piano accordato è perfetta mentre nell' armonica la poi distorge con facilità ma la partitura der piano è molto più complicata di quella d'un violino presempio".

"Difatti ir violinista mica ha la nota fatta"  ni fo ancora io

"appunto allora ti do n'esercizio, pigli na partitura da violino te la semprifico ureteriormente e te me la fai coll' armonica tempo di preparazione un giorno, pe lunedì la voglio sentì."

A me lo sapete le sfide (fori che cquella d'attaccassi un secchio d'acua ar pisello perché si pole restà rovinati per sempre) un mi scoraggiano mai e mi ci so messo di buzzo bono.
Senza accompagnamento senza metronomi così solo colo spartito del ciampi che poi ho dovuto riscrive perché le note dalo spartito le so legge ma no ala svelta e le note dell' armonica si numerano 1, 2, 3, 4, 5, ecc e poi se si devano aspirà ni si mette un meno davanti.
Nzomma c'ho perso tutta la domenica ed è venuto fori così
ora vediamo cosa ne dice r maestro.
bona giornata a tutti 
Dante

domenica 3 febbraio 2019

Fatevi i gatti vostri n 1229 " appuntamento col Tenente"


Come passa alla svelta una settimana! Adesso che mi son preso l' impegno per ben 69 pubblicazioni dei gialli televisivi appartenenti alla serie del tenente Colombo mi pare quasi di avere una percezione del tempo accelerata. E allora non perdiamo tempo. Oggi voglio liquidare la pagina che meno mi piace della storia del mitico tenete e del suo eccezionale interprete Peter Falk.


Era il 25 aprile del 2008 e sui principali quotidiani si poteva leggere una notizia sconcertante per gli ammiratori di Colombo. In Italia la Stampa ci raccontava:
 Questa volta non si è trattato di un film, tanto meno di una rivisitazione del Tenente Colombo. Questa volta Peter Falk è stato protagonista di se stesso, attore dimenticato e forse caduto in disgrazia, che dopo anni di ombra è rispuntato sul set della realtà nella più drammatica delle scene. Drammatica a tal punto da sembrare surreale. I passanti non potevano credere ai loro occhi quando qualche giorno fa hanno visto l’attore aggirarsi per le strade di Beverly Hills in evidente stato confusionale, sporco in viso e con abiti lerci, mentre urlava parole senza senso e i paparazzi mettevano mano alle macchine fotografiche. 

«No, non può essere lui», sussurrano gli ignari spettatori in un primo momento. Ma i dubbi sono stati allontanati con lo scorrere delle scene, spazzati via il giorno successivo dalle fotografie dei tabloid britannici e americani: è proprio lui, è Peter Falk. Addosso ha una camicia a scacchi semiaperta all’altezza della cinta mentre la pancia pronunciata - forse conseguenza di qualche bicchiere di troppo - si appoggia su un paio di pantaloni marrone chiaro completamente sgualciti, sporchi e più piccoli di un paio di taglie. I capelli bianco-cenere sono arruffati e accentuano il viso gonfio e sporco di grasso: alza le braccia al cielo Peter Falk, urla, mena le mani contro se stesso. Sembra volersi punire per qualcosa che ha fatto, o forse che non ha fatto.

«Era completamente disorientato, lui stesso non sembrava capire dove volesse andare», spiega un passante. Sulla scena arriva anche la polizia: «L’ho chiamata io - avverte una signora - ero molto preoccupata, sembrava stare davvero male». Gli agenti scendono dalla vettura e parlano per qualche istante con l’ex tenente Colombo: «Il suo stato non sembra destare preoccupazione - spiegano - fra l’altro abita poco lontano da qui e tutto sommato non ha bisogno di aiuto». Potrà anche tornare a casa da solo Peter Falk, «ma che non abbia bisogno di aiuto è da vedere», commentano alcuni ragazzi. 

Quello visto per le strade di Beverly Hills è del resto lontano anni luce dall’astuto e giovanile investigatore della serie televisiva che per trent’anni ha animato le serate sul piccolo schermo. Il primo episodio fu trasmesso negli Stati Uniti all’inizio del 1968, ma in Italia approdò oltre dieci anni dopo, nel 1979. Da allora il successo è stato costante per oltre venti anni (nel 1998 terminò la produzione), così come lo sono oggi le repliche. Il segreto è l’interpretazione del personaggio e la struttura al contrario degli episodi che iniziano con le immagini dell’omicidio e del suo autore. Lui è un ispettore di origine italiana di L. A., inconfondibile nel suo stile: indossa sempre un’impermeabile chiaro e tra le labbra stringe un mozzicone di sigaro. Adora il chilli, ha come inseparabile compagno il suo cane che chiama «Cane» e guida una Peugeot 403 Cabrio del 1959 scelta da lui personalmente. Nomina sempre la moglie che però non compare mai, tanto da diventare un personaggio a metà tra il grottesco e il leggendario. La serie è un successo da subito e gli consente di vincere quattro Emmy Award, un Golden Globe e di ottenere alcune nomination all’Oscar. Tuttavia quando il tenente Colombo va in pensione, la stella di Falk perde luce e nonostante alcune parti in film e opere teatrali di lui si perde quasi ogni traccia. Sino a qualche giorno fa quando compare a sorpresa su un set reale interpretando il ruolo più drammatico della sua vita.
La conclusione non è delle migliori a Falk viene diagnosticato il morbo di Alzheimer. La figlia adottiva Catherine chiede e ottiene la tutela legale nei confronti del padre, oramai incapace di intendere. Successivamente la seconda moglie Shera Danese (in foto in tempi migliori)
 
 presenterà ricorso contro la decisione, sostenendo di avere ricevuto direttamente dall'attore il mandato di gestirne salute e affari prima che le sue condizioni psicofisiche degenerassero. La tutela definitiva passa infine alla moglie, grazie all'accoglimento del ricorso.

Peter Falk ci lascia all'età di 83 anni nella sua villa di Beverly Hills, in California, il 23 giugno del 2011 ed è sepolto nel Westwood Memorial Park di Los Angeles, California. 

"Non sono qui sono a casa con Shera" recita l' incisione sulla lapide. Sei anche a casa nostra caro Peter, perché il tuo tenente Colombo ti ha fatto guadagnare l'unica vita eterna nella quale si può credere senza bisogno di atti di fede. Oggi sei con noi con un bell' episodio della lunga serie che si intitola " Un giallo da manuale"
buona visione
Bobby

sabato 2 febbraio 2019

fatevi i gatti vostri n. 1228 " un contributo di Costanza: Dino Champin sona "peggio che andar di notte"

Invio a voi di Redazione Fatevi i Gatti Vostri mio primo piccolissimo contributo in tema di pubblicazzione.
Avevate richieste di musica di grandissimo Friederick Chopin in esecuzzione fatta da Dino. Ho convinto lui legandolo a mio pianoforte e lui per Voi Tutti ha sonato questo bellissimo notturno che ha voluto chiamare "peggio che andar di notte"
Auguro a Tutti i Lettori buon ascolto

Regi 
 in arte Costanza
& Dino


venerdì 1 febbraio 2019

fatevi i gatti vostri 1228 " A Matteo, Gigi e Beppe" richiesta d'aiuto e offerta di collaborazione

Questo poste lo si dedica a na triade mportante:

Matteo Gigi e Beppe.

Secondo le cariche stituzzionali Beppe dovrebbe sta avanti ma siccome n realtà un conta na sega s'è messo didietro. Dev'esse un destino di velli che si chiamano Beppe vello di un contà un cazzo: anche vell'altro lì che doventò babbo perché gnene disse l'angiolo l'hanno messo nel presepio perché ir bue un si sentisse l' unico ad avé le corna.

E allora che dicano Matteo e Gigi  vicecapi?
Dicano:
"un vi preoccupate state allegri".


Solo che quarche mormorio tra la gente prencipa a corre si mormora: "fra poco è n' anno che ci dicano di sta tranquilli...mmàhh speriamo che un sia come la storia  del norcino che diceva r maiale 'sta tranquillo che fra poco è Natale'."

Comunque io ar momento non ho un niente e un posso avé né reddito di cittadinanza né aiuti né limosine di stato né quote cento o dugento.
Un vecchio tossico che bazzica la stazione m'ha detto  che se i buchi dle punture incevce di fammeli nela schiena e ner culo me li faccio in un braccio e poi a Venezia butto in acqua na vecchia pe piglianni la borsa posso entrà in un programma di rieducazione e mi danno un po' di sordi, da mangia e da dormì.

Ma a me questi mezzucci un mi garbano e allora lancio un appello ala triade di cui sopra anzi ala coppia dei vici visto che Beppe un conta:

Matteo Gigi! Fra pochino un vi  ci crederà più nessuno a codeste budellate ma sapete perché?
Perché l' Italia ha un popolo co na larga percentuale di omini piccini piccini che finché si soffia sul rancore e sull' odio s'infiammano ma mica so arabi capaci di taglà le le gole o tedeschi capaci d'accende il forno pe srvà la razza o francesi capaci di fa le rivoluzioni cor un principio e finille cor un altro ghigliottinando i soci rivoluzzionari dela prima ora.
Questi cari miei e so italiani! Dopo avé berciato un pochino, avé maledetto i negri e l' Unione  europea si rompano i coglioni, vogliano i soldi aggratisse e vogliano cantà, balla e divertissi.
Allora io se voi ni darete i sordi un lo so,  ma cantà e balla a un ritmo che dice:

" state tranquilli un vi preoccupate siate allegri che anche se lo pigliate ner culo poi vi ci abituate e vi potrebbe anche piacé "

niene posso sonà io magari accompagnato dall' ukulele di Holly qui sotto per vostra megliore conoscenza c'è na prova audio fatta ncasa da me e lei che ne dite ?



Spero mi diate retta

Dante Davini Diversi