mercoledì 25 aprile 2018

fatevi i gatti vostri n. 930 " tutte le donne del bar Nado omaggio a Gabry"

Balena chiede di essere portato di peso fino all' ascensore e poi sul terrazzone, Esserino, invece, pur di uscire, si attacca ai fili del pc. Holly non sta tanto bene in questi giorni e letteggia. Queste le news da Venezia. Da Londra, dopo l'exploit iniziale, fratello e sorella si sono scordati della loro creatura blogghica e così, anche per dare respiro a Dantino, che in questi giorni tra progetti storie e sogni ha dato molto, ci occupiamo noi della pagina odierna. Tutte le donne del gruppo avrebbero da dire qualcosa ma soffrono del famigerato crampo dello scrivano. Così tutte son lì a suggerirmi ma alla fine il diteggio tocca a Zanza. C'è però un tema che mi fa piacere mettere in evidenza. Chi ci ha seguito sa che tutte noi cantiamo, compresa mamma Nara che mesi fa si esibì in un mambo di gran successo. A me sono demandate le canzoni portate alla ribalta da voci un po' particolari, ho familiarità con la timbrica  anche se tra tutte sono quella che riesce sempre anon essere perfetta sui tempi e sull' intonazione perché mi lascio prendere dalla personalizzazione e, talvolta fo qualcosa di originale, talatra strazio irrimediabilmente dei brani belli. Samatta è perfetta per quando si tratta di tenere le note, lei ha il sax anche nella gola. Le trombanti cantano bene tutto ed hanno più o meno lo stesso tono, non perché siano sorelle ma perché abituate alla tromba girano bene tutto in tonalità che sono tipiche anche dello strumento loro, tipo il si bemolle. Mamma canta tutto, lei va a orecchio, come me, ma ne ha da vendere d'orecchio, purtroppo il suo miglior repertorio è dei tempi della Caselli, di Mina, di Orietta Berti (mica stiamo parlando del 2 di briscola eh). Altre canzoni non ha voglia di mettersi lì ad impararle per cui ne sa una due strofe ma mai complete, eco perché canta poco. Ieri sera, però, dato che c'eravamo tutte proprio lei mi fa: "perché non fate mai qualcosa di Gabriella Ferri 

che per me aveva una dele più belle voci che si siano sentite in Italia?".  "e che si fa?"
" Fate quella che parla del ritornello. Falla te Zanza". 
"No mamma  io stecco, falla te Sama", 
"no mi viene monotona ammé".
 insomma "falla te" "no falla te ""no io no". Nessuna di noi  si sentiva di cimentassi in questa canzone che a dire di Dino non è neppure tanto facile, tant'è che ci si sono provate, Patti Pravo, Giorgia, e tante altre valenti ugole ma, secondo me, nessuna cogli esiti di Gabriella che ne aveva fatto uno dei suoi cavalli di battaglia. Alla fine abbiamo preso una decisione:
L'abbiamo fatta tutte, mamma compresa (lei fa il ritornello a voce spiegata) e ci alterniamo nei vari pezzi

Dino all' organo, Ampelio ala batteria e il resto è gola colla tecnica della prima voce, la seconda, la terza e il coro.


Dino dice che avevamo bevuto e pertanto il resultato va attribuito alle sambuche speriamo almeno che sia stato positivo

Bacioni da tutto il Barre
Zanza

martedì 24 aprile 2018

fatevi i gatti vostri n. 929 " Il gato mamone instudia situassione ndel buio dela note "

Per il gattese ci vuole mia nipote Dani ma almeno il titolo, con l'aiuto di Holly, sono riuscito a scriverlo nell' idioma balenico

Ieri ho fatto il latitante, la cosa deve aver stupito Patty che, forse, si era ormai abituata alla cadenza giornaliera dei nostri post e mi chiede se siano state quelle "cazzate" a deprimermi. Buona la battuta! No ci mancherebbe altro, conservo il progetto e ci penso mentre per il momento lascio che di quelle "cazzate" beneficino le signore per le quali importi tra 2000 e 4000 dollari siano davvero delle bazzecole. 

Il mio macinino da 20 euri vedrà la luce prima o poi ma per il momento non ho il materiale adatto. Visto che sono a scialare lo vorrei fare in titanio che è leggerissimo, robustissimo e rigido quanto serve il che, dato il tema, non guasta.
Ieri ho accompagnato Holly a Padova per alcune commissioni che aveva da fare ed ho trovato a poche lire (ahinoi continuo a pensare in lire...) della buona pellicola fotografica per la mia vecchia macchina a pozzetto. Lo sviluppatore ad acido ce l'ho ancora (è una vecchia pentola che modificai oltre 40 anni fa. L' ingranditore non l'ho mai buttato via. Per me la fotografia tradizionale aveva un gran fascino e gli effetti del bianconero sono rimasti insostituibili. Inguaribile nostalgico restio alla modernità? Ma no. Amo la macchina per scrivere ma uso anche il pc. Mi piace raccontare accanto alla stufa ma non disdegno il mettere in rete le mie audioletture e questo blog stesso è frutto della modernità altrimenti nessuno, tranne i miei vicini conoscerebbe Esserino e Balena. Le foto amo farle con qualsiasi mezzo, anche col cellulare che, del resto, ho a portata di mano più spesso degli altri dispositivi. Oserei dire che lo smartphone lo uso più per le foto che per chiamare. Difatti per comunicare sono rimasto legato al vecchio telefonino che si chiude a libretto anche perché ho spesso le mani unte e la tecnica dello strusciaschermo, o touch pad che dir si voglia, viene inibita dalla di sporco e grasso delle mie dita.
La macchina fotografica a pellicola amo usarla  quando voglio ottenere effetti particolari che stravolgano un po' la realtà o meglio che la filtrino attraverso la mia fantasia.


Qui ho voluto creare un' immagine abbastanza inquietante di un gatto mammone che ti mangia in un boccone.
Avevo un bel modello a disposizione. Una decina di scatti per le prove, poi tra le prime stampe quelle che meglio potevo alterare. Ne è uscito questo essere terribile che entrerà nei vostri incubi, lo  si potrebbe ammansire solo con una scatoletta di tonno, tenetela sotto il guanciale

  Dante

domenica 22 aprile 2018

fatevi i gatti vostri n. 928 " nel mare degli oggetti"

Ho abbandonato il progetto, mi succede spesso, sono facile agli entusiasmi ma ho anche un certo senso pratico e capisco che senza produzione a catena ed economia di scala non si può pensare di mettersi a fare niente. Del resto l'idea non era originale e quindi ciò che si poteva apportare di originale erano solo delle modifiche e delle personalizzazioni per le quali servono torni di precisione e assemblaggio di schede elettroniche. Tutta roba che ho nella testa ma che non potrei permettermi di comprare. Pazienza da quando ho cominciato a destreggiarmi con marchingegni vari avrò messo in cantiere più di mille di queste cavolate. Il problema è che nella fase in cui mi entusiasmo sento come una sferzata di adrenalina alla quale segue, quasi inevitabilmente un senso di nausea e di stanchezza. In fondo questo modo che va per conto suo, fuori dagli schemi e dalla normalità è solo un mio modo per sfuggire alla noia del quotidiano e, finché possibile al compromesso. Così mi sono messo ad aggiustare questa 
 
vecchia Olivetti 44, fa caldo e si lavora bene fuori tra la porta del mio Box e il muso del vecchio camper.



non si muoveva neppure un ingranaggio ma adesso funziona tutto, devo ripulirla per bene togliere qualche punto di ruggine e poi sarà pronta per scrivere un bel racconto del quale ho già pronto il titolo: il fascino di gambadilegno che non è quello di topolino. Era una ragazza coetanea della mia mamma di nome Luana  che in tempo di guerra aveva perso una gamba. Spero di ricordarmela con la dovizia di particolari che vi aggiungeva lei.
 Questa Olivetti mi pare adatta a reggere un racconto, da solo non ce la farei, ho bisogno del suo aiuto ma questo modello era un vero mulo che faceva la sua bella presenza in molti uffici quando io ero giovane. Credo di possedere in tutto una ventina di macchine per scrivere che ogni tanto tiro fuori, riparo alla meglio, uso per qualche giorno avvicendandole. In fondo sono oggetti come tanti ma io credo che abbiano un anima e molte cose da dire, cosi sogno di mettermi davanti a una di loro, chiudere gli occhi e aspettare che le idee scaturiscano come per miracolo. Arriva un aria profumata di fiori e mi prende la voglia del mare. Da qui l'unico mare accettabile è al Lido. Ho i vaporetti vicini a casa e in mezz'ora sono davanti al vialone centrale che porta alle spiagge. Quel chilometro me lo faccio in monopattino, un mezzo leggero e pieghevole che metto in una sacca insieme all' asciugamano. Dato che cammino male mi aiuta alla grande nel percorrere quelle distanze che lunghe non sono ma che a me paiono interminabili. Per l'occasione ho rimesso a nuovo anche questo,


 a vederlo sembra piccolo ma ne ho irrobustito tutte le aree portanti e arriva a sostenere il mio peso egregiamente. Devo solo stare attento alle ruote piccoline che, se entrano in una buchetta, possono farti ribaltare e alla mia età non è una figura tanto bella da offrire a chi affolla il viale camminando verso il Blue Moon.
A Luglio compirò 64 anni ed entrerò nel mio 65esimo. Nonostante mi senta ancora l'energia di un giovanotto devo fare i conti con molte, troppe cose per le quali il tempo vitale necessario ad affrontarle comincia a scarseggiare. Piano piano darò l'assalto ai miei magazzini e, obtorto collo, comincerò a disfarmi di tanta roba che ho raccolto. Vorrei conservare l' essenziale ma io non so essere essenziale e quando guardo le oltre 20 biciclette che ho rimesso in funzione mi piange il cuore all' idea di salutarne una. Ho una cinquantina di orologi, un centinaio tra coltelli e spade, una ventina di armoniche 2 mandolini, 3 chitarre, 3 vecchie radio,  4 fucili, tre pistole, un monopattino, 2 vecchi ciao piaggio, una vespa e chissà quante altre cose che al momento non ho citato. Di vocabolari di Greco ne ho 3, ci farò il brodo. Di latino 6, ci farò la ribollita e ancora scorgo piccole sculture, quadri, migliaia di libri e utensili quasi tutti doppi perché ho ereditato quelli del mio babbo e quelli del babbo di Dino che non vuole neppure un cacciavite in casa per non porsi il problema di svitare qualcosa. Beato lui. Ha solo il piano, una chitarra, l'eschimo e poca altra roba che entrerebbe in un carrellino della spesa.
Lo invidierei se stesse bene ma mi pare stia peggiio di me, così galleggio in questo mare di oggetti che mi soffocano un po' ma mi stimolano, uno per uno, dei ricordi meravigliosi che per la mia testa e il mio cuore sono come un tonico vitale.

Buona domenica a Tutti

Dante

sabato 21 aprile 2018

fatevi i gatti vostri n. 927 " Una delusione per zio Dante"

So che per lo zio sarà un colpo duro. Non credo sia un frequentatore di siti porno come del resto non lo sono io e penso  che nel limare e assemlare quel gioiello di modellino a manovella si sia sentito come Bobby, da ragazzino, quando mi mostrò una sua genialoide reinterpretazione del teorema di Pitagora. A mio fratello brillavano gli occhi di gioia ma dopo un' ora su internet aveva trovato una dimostrazione    identica alla sua ma ancor più cavillosa nei dettaglia, che risaliva a 500 anni ad opera di un arabo, a malapena ricordato in una noticina a piè di pagina della storia della matematica. Anche io sono piuttosto restia alla fruizione di quel genere di movies, non per bigottismo ma per bassissimo senso di voyerismo, in pratica, detto papale papale  se non sono la coprotagonista,  mi interessa ben poco. Mesi or sono guardammo un video del genere  con Zanza e Samatta e il tanto osannato Rocco per primo attore,  tanto per ridere, ma dopo 5 minuti sbadigliavamo e avevamo già cambiato tema. Nemmeno Bobby credo sia un appassionato, ma Howard, il suo amico che aveva fatto il rendering grafico del  modellino, pur non essendo un pornofilo, ha avuto la curiosità di vedere se sul mercato il vecchio schema a motore sterling  e l'idea dello zio avessero già trovato dei fabbricanti.
 Così ieri sera ci ha mostrato un filmato  del quale non metto link, tanto basta a chiunque di voi digitare girl fucking with electric machine per avere un'ampia videoteca a disposizione, sempre ammesso che a qualcuno possa interessare. Nel video nel quale vedeva in funzione un attrezzo che pare vendutissimo qui a Londra. Certo si trattava di un marchingegno ingombrante. Ma il funzionamento mi ha letteralmente lasciata sbigottita. Mentre i due stronzi ridevano di gusto a vedermi sgranare gli occhi di fornte a quell' orribile macchina da palestra che tuttavia otteneva un risultato ergonomico decisamente non alla portata di un uomo normale e neppure di un super eroe. Mi sono copiata al volo la marca  e sono andata a vedere i costi. Che non pensiate male


No non basta così poco a farmene comperare uno, in primis  perché costa molto
e soprattutto perche vorrei che dietro a quel coso che va avanti e indietro ci fosse una bella persona.
Detto questo  volevo dire allo  allo zio che solo se riuscisse a contenere i costi e a ridurre moltissimo le dimensioni (non del membro, del motore) potrebbe sperare in un qualche successo. Secondo Howard le dimensioni da attrezzo da palestra sono dovute al fatto che i motori piccoli riscaldano e senza ventole di raffreddamnto dopo pochi cicli d'uso si bruciano. Inoltre il corpo macchina deve fornire una resistenza all' attrito altrimenti arretrerebbe sobbalzando con spiacevoli fuoriuscite magari nel momento clou. Questo secondo Bob è un problema che non si pone, invece,  nel caso di una macchinetta da fare indossare a una persona (o da fargliela manovrare) mentre per una partner solitaria una base supersolida è necessaria.
Potevo affidare il post a Bobby che forse avrebbe trattato l'argomento con meno imbarazzo ma non volevo che diventasse un tema per soli uomini. In questi giorni ho scorso molti siti italiani e inglesi su sesso e disabilità e sono rimasta molto colpita dalla prostrazione psicologica che affligge molte persone appartenenti alla categoria.
So che lo zio ce la potrebbe fare ma io posso immaginare  come vadano a finire ste cose. Se il tutto funziona ti copiano e coi soldi lo fanno meglio, se non funziona sei il genio strampalato che spesso fa coppia con lo scemo del villaggio.
Per consolarlo dallo scoramento che certo lo assalirà,  dò un suggerimento a zio Dante : Fabbricane una ventina da 20 o 30 euro a pezzo,  per gli intimi zio! Almeno non avrai delusioni e di certo  ti arriveranno molti ringraziamenti.


Dani

venerdì 20 aprile 2018

fatevi i gatti vostri n 926 " un progetto del cazzo "

Holly ha sollevato una questione che, a parer mio, non tiene conto di alcune considerazioni che io avevo fatto a monte, in primis l'angosciosa condizione che le persone disabili si trovano a vivere in merito alla sessualità.
Anche chi può è costretto spesso a intermediazioni umilianti avvalendosi di prestazioni a pagamento o comunque dovendo fari il bilancio tra le proprie legittime pulsioni e la difficoltà di interfacciarsi col mondo normale.
Ancor più mi ha colpito il pensiero di chi per ragioni fisiologiche non può avere rapporti con l'altro sesso (o anche con lo stesso, ci mancherebbe ora di far torto alla categoria dei disabiliomosessuali).
E' vero che ho la testa dura, è anche vero che ho la presunzione di risolvere tutto. Quando ci rifletto e quando mi ci fanno riflettere me ne dispiaccio. Devo dire che questa mia fede nelle mie idee l'ho sempre pagata a caro prezzo e che, tuttavia, se le persone che sono deputate a risolvere i problemi, tipo politici nostri, ci mettessero la metà dell' impegno che io metto anche in un progetto banale o fallimentare staremmo sicuramente meglio tutti.
La sfida che mi ero posto era quella di creare un marchingegno che permettesse a un uomo impossibilitato al coito, di render lo stesso felice la propria partner. E qui Holly me ne ha dette mille: che è un modo semplicistico di vedere la cosa che una donna non ha bisogno di uno stecco che le si muove dentro per star bene. 
Ha ragione ma io non volevo fare ne lo psicanalista nè il sociologo né il filosofo. Volevo solo fare il meccanico. Quindi la mia idea va bene solo se due partner sono ambedue felici di usarla.
Non ho neppure la pretesa di avere inventato nulla, di queste macchinette per il sesso ne sono sempre esistite ed ecco la prima idea  da cui ho tratto spunto si tratta di un modellino che vidi molto tempo fa in internet, un motore sterling ad aria che manovra una macchinetta del sesso, mi par chiaro che il problema e il progetto animassero la curiosità e l'inventiva di sperimentatori di oltre un secolo fa

Bobby appena gli ho chiesto il favore mi ha trovato l'immagine e poi con un mio schizzo fatto a matita e inviato a mezzo mail  ha incaricato un suo amico di farmi una simulazione al pc di come verrebbe fuori una macchinetta moderna con la medesima funzione



 Con un po' di materiale di recupero e un paio di ore di lavoro ho tirato fuori questo grazioso modellino, quello che ha tanto fatto infuriare Holly. Vabbé, alla sua amica Nicoletta  potevo evitare di dire cosa era  e, soprattutto di gongolare dichiarando  che in cima ci si avvita un bel cazzo di gomma! Ammetto di essermi lasciato andare ad una gag che, tuttavia,  al bar Nado avrei potuto dirla anche a Nara con Ampelio accanto ma che in questa anticamera dell' oratorio e di marie vergini non stava bene. 
Secondo me poi  la sua amica ha strabuzzato gli occhi pensando a come deve essere divertente un giocattolino così....E forse Holly che è acuta più di un angolo di 30 gradi si è incazzata proprio per questo .




 
Le ha rotto le palle il fatto che io intrattenessi un'altra donna su questo argomento.
  Qui sotto invece vederete un gran casino ma è un semplice motorino recuperato da un elettrodomestico e la ricostruzione del sistema a manovella che permette di trasformare un moro circolare, prodotto dall' albero motore, in un moto lineare avanti e indietro. Per renderlo più stabile sul banco, qui, lo vedete muoversi dal basso in alto. Ovviamente la velocità va ridotta, la spinta calibrata e il braccio deve muoversi in maniera più rettilinea anche se con questi scostamenti assiali dovrebbe produrre uno stimolio che farebbe sgranare gli occhi anche ai più esperti dell' arte.



Le immagini non rendono giustizia ma per me vederlo funzionare in continuità è stato un trionfo. Non avevo soldi da buttare  in un motorino bellino e potente da applicare al modellino manuale e così ho fatto questo accrocco con pezzi di tubo e materiale di scarto ma mi interessava di dimostrare che va.
Avevo in mente di fare molte domande al pubblico femminile magari si con un test su durata in secondi di ogni andata e ritorno, colore, densità della gomma e a chi meglio che a delle donne potevo chiederlo? Ma non voglio far arrabbiare Holly ulteriormente poi ci sono tutte le ragazze del bar Nado che possono darmi suggerimenti sui particolari della realizzazione.
Mi limito quindi a chiedere  a voi lettrici una riflessione di carattere meno prosaico:
 Se foste innamorate di un uomo che non può o non può più avere rapporti, vi sconvolgerebbe tanto se tra le gambe avesse un congegno di questo genere?
Non pensate alla rudimentalità di questo prototipo, potrei farlo delle dimensioni di un piccolo pimmer da cucina ed esternamente si vedrebbe solo un bell' articolo di gomma color carne, dato che il motore potrebbe essere alloggiato tra le gambe del partner o occultato dai boxer.

Ancor più importante di tutto cio sarebbero degli elettrodi da collegare all' area cerebrale del portatore di questa protesi ma non ho le competenze per affrontare questa parte. So che al S. Anna di Pisa hanno fatto mani robotichee  gambe robotiche quasi perfette. Ora se una mano robotica afferra gli oggetti  pesanti e li solleva vuol dire che ci sono micromotori potenti e stabili che la muovono. Io non so se abbiano progettato un pene robot e di sicuro costerebbe al momento centinaia di migliaia di euro forse oltre il milione e ci vorranno tanti anni prima di averlo in commercio. Allora meglio la mia manovellina che costa 4 euri e che tutti possono realizzare.

Saluti a tutti
Dante

giovedì 19 aprile 2018

fatevi i gatti vostri n.926 "Mi dissocio dai suoi progetti e da queste folli idee" post di Holly

Dato che quando ha deciso una cosa è impossibile farlo desistere, mi dissocio in anticipo da questo folle progetto al quale sta lavorando da ieri.
Il proposito avrebbe anche delle sue nobili ragioni per essere preso in considerazione. La storia del nostro giovane amico di Livorno sicuramente è stata toccante per un animo buono come quello di mio marito che si rimprovera perfino di averlo mandato a quel paese un sacco di volte. Detto questo, a parer mio, ci dovrebbe essere un senso della misura nel volersi prendere a cuore le sorti degli altri, quindi almeno certi interventi dovrebbero essere richiesti, necessiterebbe poi un confronto con del personale medico specialistico e psicologi o psicoterapeuti. Lui invece si butta a capofitto nelle cose. Per questa faccenda ha chiamato Bobby di notte perché gli trovasse una immagine che aveva visto tempo fa in internet e che avevano commentato ....tra uomini.
Io non mi ritengo bigotta ed anzi, in famiglia, sono proprio quella che ha rotto con i canoni del perbenismo, della messa alla domenica e del "Mària Vergine chissà cussa che diran de ti!" caro a mia madre. A diciotto anni vivevo già per conto mio ed ho pagato la libertà col dover rinuciare a università, accademia di canto ecc.
Non mi scandalizza quindi la tematica alla quale da circa 36 ore Dante si sta dedicando, scordandosi perfino che a una certa ora si mangia. Mi meraviglia, anche se ci dovrei essere abituata, la sua mancanza di senso dell' opportunità. Sono in strada a parlare con una mia amica e lui salta su dalla barca urlando: "guarda Holly guarda come funziona" e mi sventola sotto il naso un modellino di acciaio che muove con una manovella. Subito la mia amica incuriosita chiede se è un modello di serratura e lui come se niente fosse mentre continua a far girare la manovella le confessa candidamente "sai Nicoletta sto preparando un membro (ovviamente ha usato la parola più volgare) meccanico, vedi in fondo a questo pistone ci avvito un bel pisellone di gomma e poi...." gira la manovella e accompagna col fischio i movimenti ritmici di andata e ritorno. Vorrei scomparire sotto terra La mia amica strabuzza gli occhi e poi ride dicendo " Ma ti se fora come un balcon Dante! Poareta ti Holy".
Meno male che Nicoletta detta "Teta" è di spirito ma stasera mezzo sestriere saprà che il toscano sta preparando sto bel marchingegno e penseranno che sia, ovviamente, per chissà quale fantasia di quella svergognata di sua moglie.
Non faccio in tempo a finire di arrabbiarmi con lui e a dirgli che una cosa sono i discorsi tra noi, nei quali neppure i metto tabù e non mi piacerebbe che ce ne fossero (ci mancherebbe altro) e una cosa sono le dichiarazioni in strada con gente che almeno lui non  conosce bene.  Manco a dirglielo. Lui si gira dall' altra parte e comincia la sua filippica:
 "Certo io sono il matto, sono lo strambo, perché costuisco un oggettino comodo, discreto, personalizzabile, igienico. Che nel caso lo fo per un disabile ma potrebbe servire anche a tante signore di qui. Vedi come sono? Vanno in chiesa, pregano si scandalizzano e poi la notte riempiono i locali di scambisti di tutta la pianura padana e giù bestemmie contro la pianura padana, le zanzare, le mogli puttane i mariti becchi, Salvini e perfino la sua donna" un diluvio di improperi. Poi risalta in barca e torna al suo magazzino, in terra ferma, dove deve elettrificarlo.
Mi telefona dopo un ora, commosso come un bimbo: "funziona Holly!  Tu vedessi come "pinta" sembra un animale da monta! Senti amore non è che sai dove si compra uno di quegli affari di gomma che usate voi donne? Me ne andresti a comprare uno a gusto tuo bello grosso ma no troppo lungo sennò se si piega quella disgraziata chiappa un colpo di pistone laggiù sotto... Se puoi  guarda  anche  che sia abbastanza duretto o che magari abbia una pompetta pe fargli schizzare dell' acqua". Come se io passassi la vita nei sexy shop!
Mi pare davvero scemo quando fa così e lo liquido in breve:
"Io per ora uso solo te! Quando non sei in giro per il mondo, quando non hai bevuto, quando non ti senti male! Quindi quasi mai.  Figurati se entro in quei posti"
So di essere stata pesante ma per fortuna non è permaloso. Se dicessero una cosa simile a mio nipote Bobby lo rivedrebbero dopo anni.
Insomma volevo preavvertire  che so già che la sua attenzione per i prossimi giorni sarà calamitata da questa idea e che chiederà giudizi, opinioni, magari farà un questionario per stabilire la media della velocità e le dimesioni che dovrebbe dare allo strumento. Non si può fermarlo quando è preso da queste febbri.
Compatitelo se potete e compatite anche me.
Un abbraccio a tutte
Holly

mercoledì 18 aprile 2018

fatevi i gatti vostri n. 925 " una conversazione con Don Lugi" audioracconto breve

Da un pochino mi dedico agli audioracconti, non perché non ami scrivere, del resto la traccia la butto giù prima  ma scrivere perbenino, coi punti e cole virgole mi resulta difficile perché io  vado di getto, cola penna se sono in bus o in treno e cor una vecchia macchina pe scrive se sono a casa o nel mi box (di macchine per scrivere ne ho collezionate una ventina)
Proprio la macchina per scrivere ha condizionato il mio modo di comporre, Batto sverto, non proprio da dattilografo, ma con guasi tutti i diti anche se colla mano destra,  a volte, invado le pertinenze dela sinistra. Siccome odio ribatte, cancellare ecc. mi sono abituato a formulare pensieri abbastanza organici  perché dopo non amo ritornacci sopra. Col Pc è diverso ma a forza di correggere tagliare e incollare qualla prosa un mi pare più la mia. Quando c'era Dani ricopiai i miei scritti al pc. Ora lo fo da solo ma erdo tempo e non smepre ho voglia, in più nel copiare aggiungo altri errori. Così mi faccio uno script, un canovaccio scritto a macchina e poi ci leggo sopra spesso mettendo le pause che mi paiono opportune anche se nel canovaccio non le ho messe. 
Quella di oggi è una bella conversazione e i temi portanti furono detti tutti da Don Luigi, uno che sapeva stare al mondo e secondo me sapeva anche come si sta di là.
Attenzione enunciando una nota legge Don Luigi recita 
niente si crea e niente si trasforma, deve intendersi niente si crea e niente si distrugge ma tutto si trasforma (chiedo venia per l'errata lettura).

Nel racconto parlo di una rudimentale batteria in uso aTerranova ne ho fatta una e la sona Holly in questa bella polka cacciaspiriti alla quale cerco di dare una interpretazione decente colla mi armonica.
Un abbraccio Dante
sotto schema e realizzazione 
per ascoltare la musica cliccate i nostri nomi qui sotto

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Dante e Holly "polka caccia spiriti"
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