sabato 23 settembre 2017

fatevi i gatti vostri n.700 " L'ora di Lugano valzer con Dino e Dante"

Al ora noi antri gati si speravimo che sendo istato Raggi (scrito groso senò la sindachesa si incassa) dicievo sendo istato Raggi unto l' umero sete ciento speravimonoi antri gati osia gato serino e cuesto inscrivente Sinior Gato Dogie Serenisimo Balena, speravimo tonno arri petere che ciera una donassione limentare che ci spetava pssendo esa cumzistere in tono senplicie, tono con pina giala o diritura il pre ferimento di noi medesimi osi il tono con sorcio. Anterntivamente si poleva maniare anche takino o anche majale sendo noi gati adoranti il Gato eternisimo e no cuel musonero diallà ne cuela barba caprina di acquà.

dito leto e sotoinscrito da 
gato serino 
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Gato Dogie Serenisimo Balena 

cuesto die duesimoventi di setenbre de lano di grassia cincuemiladiciasete che si conta dala concuista dei prati dell'andilà da prte del Sinior Gato Eternisimo Omniputentisimo che vivisce e rennia nei seculi dei seculi osia pero onnia se cula se culorum.

Questo ho ottenuto dopo cinque giorni di amorevolissime cure prestate alla mia amichissima Dani. Parrà poco ma aver dato voce (e che vocie...) al Gato Serenisimo che se ne sbatte di allà e di acquà, non mi par cosa da poco. Siamo uscite e abbiamo anche riso ma quello della Dani è riso scotto, di quello che sa di appiccicato, come dice la mi mamma, e credo ci voglia un po' di bava di lumacone per cauterizzare una ferita che pare non si voglia risargire in tempi brevi. 
A Venezia il tempo è stato bello. Holly ci ha portato in barca ed ha lasciato Dante e Dino a casa a sbevacchiare e suonare perché mentre io son guarita alla svelta dalla bronchitella liviornese, Dante pare peggiorare e la sua tosse fa ballare il muro di casa. Dino passa dal divano letto al divano ovvero la notte ci dorme sopra dopo che glielo ho aperto e di giorno fa lo stesso dopo che glielo ho chiuso. Il bagno spero che lo faccia da sé anche se ha due piedi neri che la mi mamma si metterebbe le mani ne capelli e lo butterebbe fori di camera solo a vedello. Dante è assai lieto di questo particolare perché racconta che Holly tutte le sere, appena lui si gnuda e si prepara a infilassi nel letto accanto a lei ni bercia: " o indove vorresti veì te? un vorrai mia venì a letto con codesti piedi eh?" 
 Eh sì come se parlasse in livornese Holly! Vabbè perdonatemi la licenza glielo dirà in veneziano ma il succo è il medesimo. 
Come facciano poi loro omini  a nsudiciassi i piedi in quel modo ora che è stagione di scarpe e carzini unnè dato di sapello, del resto  anche Riccardo ir Tafanino, mio fratello, ha beccato spesso reprimende in questo senso da mamma Nara che gli bercia dietro : "o Riccardo brutto pezzo di merda accidenti ar' tegame di tumà che t'ha fatto che poi sarei io.... o indove ti credi d'andà co codesti piedi sudici?  Ho cambiato le lenzola ora ora, va via, levati da tre passi  (sottinteso dai c.   ma le signore non dovrebbero dirlo) sinnò ti c'annego io  nela vasca ti c'annego (da noi la ripetizione cantilenante del verbo a mo' di chiusa di frase pare conferire maggior enfasi alla stessa come in frasi del tipo: "l'avevo comprata nova l'avevo comprata"  dice Alvaro sgomento quando trova la cinquecento col paraurti a ciondoloni oppure "un mangi nulla un mangi"  (la mamma alla figliola che vole fare la modella).
 Stasera sul tardi arriva anche la svizzerotta che in segreto al telefono m'ha chiesto se pole dormire in camera con me e Dani perché se é vero che Dino lei lo vole portare lassù a curassi è anche vero che fino a che un s'è rimesso a modino un gliela fa vedé nemmeno dar buo dela serraturra e c'è da crederle perché è bona come ir pane ma di volontà ferrea come l'acciai tedeschi. Dante reso edotto in merito a tali intenzioni ha commentato: " dè tanto se pensa di fagli un dispetto a luilì.... si sgomentava digià all' idea di cavassi i carzoni e poi rimettiseli e poi rilevasseli luilì! E le mutande e carzini ndove li metti? Anche velli lì e levateli e mettiteli! E la canottiera e levatela e rimettitela ci doventerebbe matto co tutto sto lavorìo. Il  rimedio niene avevo trovato gli avevo detto 'fatti i pantaloni cor buco ner cavallo come facevano le puttane dela stazione a Livorno che pe fa prima facevano un buo ner mezzo ai collant e 'n un secondo erano bell' e pronte al servizio". Insomma ci ha fatto schiantare dale risate e anche Dani alla fine gli ha dato la via anche lei al ride  e mi faceva: "ma te la immagini Costanza coll' intimo di Victoria's Secretes o di Jole Novelli  cola pelle liscia tutta depilata al laser e Dino col robo  gli  penzola  dal buco dei pantaloni? E giù a ride come dele matte, tanto appena arriva  la Svizzera ni si racconta anche a lei! Comunque un po' di musica s'è fatta ed ecco come ai vecchi tempi il duo del Bar Nado che si esibisce in un valzerino doc. Tanto perché c'è aria di Svizzera si intitola " L'ora di Lugano" perché ai tempi de tempi, si parla forse di prima dell'anni 80 o giù di lì ale 5 in punto dar mi babbo al baretto che alloro era 2 metri per due e tutta veranda aperta (poi per fortuna si son fatti finestroni apribili d'estate ma che ti sarvano dall' inverno e dal libeccio) dicevo alòe 5 in punto arrivavano dante, Dino, Bob Rock, Barabba (in nostro Claudio da poco passato dal Gatto eterno) chi pigliava la chitarra chi l'armonica, e si faceva l'ora di Lugano (in realtà il titolo è addio Lugano Bella ma Dante sostiene, per me  a ragione, che fa caare e loro l'han sempre evocata così eccoli per Voi.  (hanno finito un litro di vino pe falla decente dé).



  


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domenica 17 settembre 2017

fatevi igatti vostri n.699 "tra zanzare ci si intende"

E così mi sono fatta coraggio e sono partita per   Venezia portando con me Dante e Dino. 

Il mi babbo ha bestemmiato un po' perché gli davo il cambio al barre e ora che comincia a invecchiare i turni lunghi lo affaticano ma che ci fa uno come lui a casa? Lui e la mi mamma sono sempre vissuti tra il banco e il retrobottega e troppa casa mi sa che gli farebbe male.  Potrebbe sembrare un'impresa di poco conto aver portato il Ciampi  ma non è stato affatto semplice.

 Dino era restio a qualunque tipo di azione, compreso il lavarsi e dante si è dovuto incazzare di brutto con l'amico fraterno fino alla micacci fisica del tipo: ti voi ammazzre allora t'ammazzo io a legnate!. La minaccia è stata seguita da uno schianto micidiale che Dante ha tirato sul tavolo di cucina dell' amico fraterno usando il maccheronaio (che è un mattarellone lungo quanto il tavolo e che sta infilato in un foro all' altezza delle gambe. Il tavolo che doveva risalire agli anni 50 ha spalancato le zampe ed è crollato con un fragore indicibile. Poi mi sono messa io tirarcli calci negli stinchi e alla fine gli ho fatto una borsa con un po' di panni e Dante l'ha caricato di peso in macchina. Non s'erano fatti ancora dieci chilometri che dormiva in una maniera quasi comatosa. 

Staremo una settimana a Venezia. Avrei voluto portare anche il Tafanino per rallegrare un po' la mia amica del cuore Dani  ma temevo di far peggio e allora proverò io a scuoterla dal torpore "alla Dino" che pare affliggere anche lei. Per fortuna il suo di torpore  è retto dal magone ma  non dall' alcole. 

Holly si è detta pronta a rifocillarci e a curare le bronchiti che io e Dante ci siamo beccati a sguazzare nel fango. A sentire Holly c'è una vera e propria invasione di zanzare e ha dovuto mettere le retine a tutte le finestre perché comunque i gatti hanno bisogno d'aria. Io non mi preoccupo troppo....tra zanzare ci si intende. 

Alla fine della settimana prossima, se il Ciampi non fa troppo ostruzionismo dovrebbe calare anche Costanza alla quale ho telefonato cercando di organizzare un piano per far disintossicare un po' Dino. Niente ricoveri per carità ma lei che ha i mezzi economici spero possa trovare qualche sostegno adeguato. 

Ho scritto questo post nell'area di servizio di Bologna. Non ce la facevo più a guidare e tossire e ora mi darà il cambio Dante tossendo e guidando. 

Dino si è svegliato un attimo ed ha bofonchiato malette tutte le zanzare anche quelle cole gambe. Si vede che un pezzettino di cervello ni funziona ancora.

Ciao a tutti un abbraccio da

Zanza

sabato 16 settembre 2017

fatevi i gatti vostri n. 698 "ci risiamo.....guasi tutti"

Siamo mancati a lungo e senza spiegazione e allora, visto che la buona volontà di buttar giù qualche post c'è, cerchiamo di riannodare le fila di un discorso interrottosi prima dell' estate. 
A scrivere sono io, Zanzara  la figliola di Ampelio e Nara sorella del Tafano . 
Anche se qualche mio intervento ha animato, negli anni, la paginetta dei nostri mici, i lettori più affezionati capiranno subito che qualche piccolo guaio in redazione deve esserci stato: 
Dani, che al ritorno dall' Australia aveva preso in mano col suo solito entusiasmo, la conduzione del blog ha avuto un brutto incidente. 
No non di macchina, un incidente sentimentale di quelli che ti demoliscono senza neppure farti un graffio. Non sono autorizzata a parlarne ma la mia carissima amica veneziana si sta ancora leccando le ferite.Spero solo che mi ascolti e che torni a far la scema insieme a me che morto un Papa se ne fa un altro o se del caso anche due!

 Holly ha dovuto affrontare una delle peggiori estati della sua vita lagunare. Temperature che sfioravano i 40 e unidità all' 80 per cento: O come si fa, mi domando, a stare in laguna, in barca in quelle condizioni? Eppure ha dovuto starci, i debitucci accumulati in inverno potevano trovare sollievo solo col lavoro estivo e Holly è una che non si tira davvero indietro.
 Dante, a malicuore, si era separato dalla sua metà e dai gatti a inizio giugno muovendo verso la Maremma toscana dove Il babbo e la zia avevano una casuccia a metà. Morti entrambi a breve distanza l' uno dall' altro, Dante si è ritrovato erede di un appartamento vetusto e fatisciente e di un fazzoletto di terra con una decina di ulivi. Se le due misere proprietà  fossero state almeno adiacenti, con una forte dose di ottimismo, la si sarebbe potuta considerare una piccola  fortuna ma distano diversi chilometri tra loro e mentre l' orto è abbastanza prossimo al reame di Ito (qui sta la grande consolazione di Dante) la casa è inglobata in un borgo medievale a mezza collina. Il nostro si è armato di arnesi e buona volontà e ai primi di giugno aveva risistemato il tetto. Al 10 le stanze erano imbiancate e Dante correva come un matto per incontrare Ito di primo mattino (sta benone) e poi alla casetta a far di tutto  per renderla abitabile o meglio affittabile ai turisti che calano a frotte in Luglio e Agosto.
Il 15 era da noi hanno suonato al bar con Dino e gli altri, pareva dess'ere tornati indietro di dieci anni.
Il 16 è morto Barabba. Aveva 61 anni ed era cresciuto insieme a Dino e Dante. Ottimo musicista,bravo scrittore, poeta e valente armonicista. Se ne è sempre parlato poco nel blog perché faceva vita piuttosto ritirata e al barre veniva solo se c'erano Dante e Dino insieme. Il nome gli era stato affibbiato da Don Luigi allo spuntare dei primi peli sul mento che non aveva più tagliato. Al secolo si chiamava Claudio ma credo che così lo avesse chiamato solo la su' mamma.
Per Dante e Dino è stato un colpo micidiale. Dino è stato tra quelli che lo hanno trovato schiantato dall' infarto dopo aver buttato giù la porta perche non rispondeva nè dalla finestra com faceva di solito, né al telefono. Mentre lo calavano nella fossa Dante gli ha suonato l'armonica ma Dino ha ha provato un accordo poi  gli è cascata la chitarra di mano e se ne è andato via. Da allora non è più lui. Né io, né Dante, né la svizzerotta, ormai dal nick Costanza, che gli vole un gran bene siamo riusciti a scuoterlo. Sta zitto e beve e siccome non vuole che gli rompano i coglioni colle prediche non viene più nemmeno al barre da noi. Riccardo, il mi fratello, lo vede spesso alla stazione col bicchiere in mano o in altri barre di passaggio dove non era mai entrato in vita sua. Non credo possa campare a lungo se fa così ma sembra che sia quello che vuole. Dante ha reagito, incupendosi, anche lui e dicendo troppo spesso: meno male che io c'ho i fucili del mi babbo perché quando moio lo voglio decide io e no la sorte e di strascinammi un n'ho punta voglia. Discorsi che mi fanno rabbrividire ma conosco troppo bene Dante e conosco il sentimento profondo che lo lega  che vuole a Holly ai nipoti, ai gatti e a tutti noi e chi ha dentro affetti così forti ama anche la vita.
Comunque qualche turista a casa  gli è arrivato e coi due mesi di lavoro, in cui ha fatto il gestore, talvolta il cuoco e spesso l'organizzatore di gite in barca, è riuscito a recuperare le spese del restauro, l'imu e la tasi. Si preparava a tornare in laguna ed è passato a Livorno, preciso preciso  pe trovacci l'alluvione. Noi al barre  non abbiamo avuto il minimo danno ma una mano a chi era sott'acqua  s'è data e almeno io, Dante e il mi fratello ora  ci s'ha anche un discreto prencipio di bronchite

Un abbraccio a tutti quelli che ci hanno aspettato.
Finché Dani non si ripiglia scrivo io

Angela  al secolo Zanzara

giovedì 14 settembre 2017

fatevi i gatti vostri 697: PORA LIVORNO 'n mano a ste merde




Che il Gatto Eterno li maledica ne secoli de secoli, che stiantino quell' ebete di sindaco che ha idee poche e confuse e quel baronetto di merda che di rosso  ha solo 'r cognome.

 Nogarin prima ancora di preoccupassi di quanti morti c'erano ha detto : io un so' stato 
come Pierino alla maestra che chiedeva chi aveva scoperto lamerica. 
Giusto pe scaricà il barile sugli altri. ha denunciato la tardiva e incolore  allerta lanciata dalla protezione civile, che ha etichettato  la tempesta solo con un allarme arancione. Certo era arancione tutta l' italia e Nogarin non ha la palla di cristallo per sapere che il su arancione si sarebbe tinto  di merda, ma la gravità della situazione era chiara sin da sabato mattina e altre città, Pisa per esempio, si erano attrezzate per tempo, mentre lui non si sarebbe nemmeno peritato di mandare sms di allarme come avrebbe dovuto. Se c'è una responsabilità fisica in quello che è successo lo stabiliranno i giudici e gli organi competenti. 
L'unica certezza è che l'incompetenza al potere e l'idea che la politica migliore la possano fare i cittadini, gli inesperti, quelli che non sanno nulla di come funziona una macchina amministrativa, finora hanno fatto disastri.

Monsignor Giusti si chiede: "Chi doveva avvertire la gente? Sono state fatte le delibere per cambiare i protocolli?". La replica seccata di Nogarin: "Il vescovo faccia il vescovo e non si occupi di cose che non sono di sua competenza"

Ora che la gente di Grillo un capisce una sega e che un so' boni nemmeno a fa l' O cor culo si sapeva da tempo e io da questo rincoglionito a dire il vero un mi so mai aspettato nulla.

Ma te novello  Granduca di Toscana  che ora pontifichi sull' operato de sindachi un lo sapevi che un sanno fa un cazzo e allora se si dovevano adoperà perché con metà del tempo che spendi ora a pontificà un hai arzato ir telefano e gnai chiesto: Oh palle 'ome ti sei organizzato pe ogni evenienza. Invece dormano e poi si rimbarzano le corpe mentre la gente piange i propri cari e tutto quello che è stato perso.

Mi domando io perché dala sera prima il barre di Ampelio che non è in zona a rischio  era mezzo smantellato e ci mancava poino che portasse n casa anche r banco e la macchina der caffè. Laa gente del barre lo piglia pel culo e ni diceva un vorrai mica che straripi r' fosso reale ma lui continuava a dire meglio avé paura che buscanne io quer che posso lo levo.

A ampelio niè andata bene percchè il barre  non è nele zone a rischio e in più è in pratica un angolo di casa chiuso che se lo colpisce l'acqua entra e riesce.
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Questo infine  il giudizio tecnico di gente che ne capiva quarcosa:
Se c’è una cosa che  ha insegnato il tempo e l’esperienza fatta in questo settore è che fenomeni quantomeno confrontabili, hanno dato luogo a scenari di evento profondamente diversi e distanti tra di loro, ciò a riprova che innumerevoli sono le variabili che compongono un’emergenza e che ciò che conta in questi frangenti sono le ‘sfumature’, dettagli che il sistema di protezione civile deve saper cogliere e possibilmente anticipare con la logica della migliore flessibilità possibile”. Imprevisto, imprevedibile, variabili, sfumature, flessibilità.

Resta da capire se questo sistema flessibile è stato applicato anche nella cascata d’acqua che tre notti fa ha sconvolto Livorno.Ilfatto.it ha chiesto al sindaco Filippo Nogarin se la Protezione Civile di Livorno poteva, sì, superare l’allerta arancione (non massimo, anche se elevato) diramato dalla Regione Toscana e decidere in autonomia di mettere in campo un’organizzazione per evacuare le persone in zone a rischio. Il sindaco ha risposto di non avere strumenti per valutare una situazione di pericolo crescente causata dai corsi d’acqua.
Esistono però varidocumenti per irischi eventualianche perché il 9 per cento del territoriodi Livorno è a elevata pericolosità idraulica. Il Manuale contenuto nel piano di protezione civile – elaborato a fine 2015 – mette nelle aree a rischio idraulico anche quelle ai lati del Rio Maggiore e Rio Ardenza.

 Le strade, innanzitutto. Tra quelle caratterizzate da “criticità dovute adesondazioni e tracimazioni” ci sono tutte quelle intorno a viale Nazario Sauro e vicine allo stadio, compresa viaRodocanacchi, dove vivevano Roberto, Simone e Filippo Ramacciotti e Glenda Garzelli. Lo stesso vale per le strade diCollinaia ai lati dell’Ardenza e dei suoi affluenti, comprese via Sant’Alò, via Garzelli e via delle Fontanelle, dove abitavano le altre 4 vittime del disastro (Martina Bechini, Roberto Vestuti, Raimondo Frattali, Gianfranco Tampucci). Ma il piano va nel dettaglio fino a prevedere una tabella con il numero di abitanti nelle aree a rischio idraulico “elevato” o “molto elevato”. Lungo ilrio Maggiore, per esempio, sono 3936 divise in 311 abitazioni: 3927 in zone a pericolosità idraulica elevata e altri 9 in zone a pericolosità idraulica molto elevata. Lungo il rio Ardenza, invece le persone che abitano in zone altamente sensibili sono 543 divise in 100 residenze esposte al rischio: 417 vivono in zone a rischio elevato, altre 126 a rischio “molto elevato”. Di tutte queste persone il Comune ha un’anagrafe, numeri di telefono, fissi e cellulari. Ma l’altra notte non è partito nessun avvertimento. “Lo abbiamo fatto – ha detto Nogarin – con l’applicazione”, cioè la app che un cittadino deve scaricare volontariamente dagli store per smartphone e che parla a tutti i cittadini e non ad alcune zone mirate. Bisognerebbe infilaglielo nel culo lo smarfone a sto cervello fritto.

Esistono però varidocumenti per irischi eventualianche perché il 9 per cento del territoriodi Livorno è a elevata pericolosità idraulica. Il Manuale contenuto nel piano di protezione civile – elaborato a fine 2015 – mette nelle aree a rischio idraulico anche quelle ai lati del Rio Maggiore e Rio Ardenza.

 Le strade, innanzitutto. Tra quelle caratterizzate da “criticità dovute adesondazioni e tracimazioni” ci sono tutte quelle intorno a viale Nazario Sauro e vicine allo stadio, compresa viaRodocanacchi, dove vivevano Roberto, Simone e Filippo Ramacciotti e Glenda Garzelli. Lo stesso vale per le strade di Collinaia ai lati dell’Ardenza e dei suoi affluenti, comprese via Sant’Alò, via Garzelli e via delle Fontanelle, dove abitavano le altre 4 vittime del disastro (Martina Bechini, Roberto Vestuti, Raimondo Frattali, Gianfranco Tampucci). Ma il piano va nel dettaglio fino a prevedere una tabella con il numero di abitanti nelle aree a rischio idraulico “elevato” o “molto elevato”. Lungo ilrio Maggiore, per esempio, sono 3936 divise in 311 abitazioni: 3927 in zone a pericolosità idraulica elevata e altri 9 in zone a pericolosità idraulica molto elevata. Lungo il rio Ardenza, invece le persone che abitano in zone altamente sensibili sono 543 divise in 100 residenze esposte al rischio: 417 vivono in zone a rischio elevato, altre 126 a rischio “molto elevato”. Di tutte queste persone il Comune ha un’anagrafe, numeri di telefono, fissi e cellulari. Ma l’altra notte non è partito nessun avvertimento. “Lo abbiamo fatto – ha detto Nogarin – con l’applicazione”, cioè la app che un cittadino deve scaricare volontariamente dagli store per smartphone e che parla a tutti i cittadini e non ad alcune zone mirate.

Bisognerebbe infilaglielo nel culo lo smarfone a sto cervello fritto.

domenica 4 giugno 2017

fatevi i gatti vostri n. 696 "Pare Balena nella cesta"

"Me par el gato Baena nea so cesta".

La posizione al pontile da cui ci si imbarcava per raggiumgere l'area della partenza  era stata riassunta da zia con questa micidiale analogia ma poi l'abbiamo visto andar via tranquillo, il braccio era sciolto come sempre (vedi filmato in calce) l'incognita era la tenuta. Al posto del gatorade che secondo lui, nonostante il nome, fa schifo anche ai gatti aveva tre panini col parmigiano che, sempre nel Dante pensiero, fa meglio dello zucchero, un litro di vino, un litro e mezzo di acqua minerale e una banana. Ha impiegato dieci minuti meno rispetto alla sua ultima prestazione che risaliva al 2012. Le nostre sincere congratulazioni! La Vogalonga non è competitiva  e vengono persone da tutto il mondo. Quest'anno 8000 iscritti e oltre 2000 barche.


 Zio Dante, in ogni caso, la competizione la fa con se stesso. All'arrivo era abbastanza segnato dal sole e dalla salsedine ma stava bene in piedi. Aveva mangiato i panini,la banana e finito il vino, ma anche l'acqua minerale era a metà e la zia si è complimentata": meno male che un po' di acqua l'hai bevuta stavolta! I liquidi servono".  La replica è stata immediata "pei liquidi ho bevuto il vino, coll'acqua mi ci so' lavato le mani prima di toccà i panini e poi mi ci so' bagnato la testa pel troppo sole, quest' altra che è avanzata bevetela voi!". Pranzo con tortelli fatti a mano da lui preparati ieri e stasera pizza


 fatta da zia. Giusto perché nessuna delle calorie perse corra il rischio di non essere reintegrata ipso facto. Dimenticavo, Morellino di Scansano per buttare giù il tutto, tiramisù bianco all'ananas (ricetta di Holly) e, per chiudere, liquorino allo zenzero (sempre fatto da zia)  una spintarella da circa 50 gradi.
A tavola noi tre coi gatti, il guaio è che io non ho neppure fatto la Vogalonga  e per infilarmi i pantaloni mi devo sdraiare sul letto.....
Domani metto la foto sua e quella di Balena.
Buona Serata a tutti.


Dani

venerdì 2 giugno 2017

fatevi igatti vostri n. 695 "come sbarcare il lunario diario di una rientrante, Dante e la voga"

Carissimi amici lettori, eccomi di nuovo alle micesche cronache. Per una decina di giorni ho dovuto dedicarmi al mio reinserimento nella vita veneziana, dato che dal mio ritorno dall'Australia, non avevo ancora messo mano a nulla. Sebbene  da Gennaio ad Aprile avessi organizzato una vendita di tutto il sovrappiù accumulato in un anno di permanenza, gli scatoloni spediti erano comunque parecchi. Li ho mandati per nave  il 15 marzo e senza fretta per risparmiare e intorno al 20 maggio sono arrivati regolarmente. Nel contempo mi sono ritrovata senza casa perché la mamma, tanto presa nei suoi affari, quanto efficiente aveva pensato bene di affittare l'appartamento che fu mio e di Bob e che sta al piano superiore di quello di zia. Non biasimo la sua scelta che, per lo meno le ha permesso di girare a me e a Bobby un anno di affitti che in questo momento di magra mi son giunti come una benedizione. Tra l'altro Bobby mi ha lasciato anche la sua parte e quindi ho sopravvivenza certa per 7 mesi o più. Con qualcosina risparmiato in Australia, posso arrivare ad un anno. Per il momento ho trovato solo la zia disposta a prendermi con sè in barca. Non sono una gran pescatrice ma conosco il mare e so pilotare bene in laguna.La zia non può pagarmi e non vorrei niente da lei ma mi ha promesso pasti gratis e  ferie ogniqualvolta ne abbia bisogno! Posso guardarmi intorno con una certa tranquillità. Ovviamente non è stato semplicissimo rientrare in possesso della casa perchè gli studenti affittuari avevano fatto la bocca a rimanere per tutta l'università ma il contratto della mamma era chiaro. Dato che erano 4 studentesse a dividersi l'appartamento ho trovato una forma di compromesso che non mi pare male, avendo 2 camere ho proposto a due di loro l'affitto di due posti letto, per un altro anno, a un prezzo davvero buono rispetto a quanto chiedono qui. La stanza è la mia che è grandina e Bobby mi lascia la sua che è più piccola, quando lui verrà a casa, la zia è disposta a ospitarmi oppure posso andare dalla mamma. Lo zio al sentire tutti questi maneggi ha commentato:"forse i Genovesi nel rapporto morboso coi soldi vincono ma anche voi qui mica scherzate...."
Povero Zio lui è l'unico al quale i soldi non girano mai nonostante l'impegno ma lui non se ne cruccia troppo e al momento il suo unico pensiero pare la preparazione per la vogalonga edizione n.34. Da diversi anni non aveva potuto partecipare per la malattia del nonno o per lavori che all' improvviso si erano presentati in concomitanza con la bella manifestazione remiera.
Stavolta è partito deciso. A parte il fatto che aveva dimenticato di iscriversi. Stamattina alle 8 eravamo insieme qui 


ad aspettare che l'ufficio iscrizioni aprisse per vedere se a prenotazioni ormai chiuse  fosse possibile inserirsi ancora ed ha rimediato un pettorale  per il rotto della cuffia, visto che un iscritto si era ritirato. 
Oggi ha sistemato la vecchia canoa, una verniciata, qualche stuccatura, il bilanciamento del seggiolino e tutto era pronto. Il potente mezzo nautico è del 1970  47 anni insieme, un bel record.

 Abbiamo chiesto a zio Dante come si sentisse, perchè son sempre 32 km di voga e lui ha detto onestamente:" non sono al massimo della forma". La zia che conosce bene le difficoltà del lungo percorso, perchè da giovane si è cimentata varie volte nell' impresa ha commentato: "non si allena mai, mangia e beve peggio di Balena, come vuoi che sappia se può farcela? Si farà venire un colpo partendo così senza aver fatto un minimo di abitudine alla distanza".
"Va bene" - ha risposto lui- "ma io nelle braccia e nelle gambe ho una tenuta da oltre 100 km, ho fatto la discesa del Rodano, il Po in sù e in giù e perfino il giro della Sardegna, mica mi cacherò addosso per una trentina di chilometri in codesta pozzanghera".
Era meglio non provocare la sua reazione orgogliosa perchè probabilmente cercherà di farla anche a velocità sostenuta. Se non sbaglio facemmo la cronaca di quella del 2007, poi seguita da varie altre. Aveva 53 anni e se la cavò benone, adesso ne ha 63 ma, tutto sommato io credo che se la possa cavare ugualmente bene.
A presto Dani


mercoledì 17 maggio 2017

fatevi i gatti vostri n. 694 " roba da nordici che si balla anche da Nado"

E' sì cari amici qui ci vuole qualcosa di allegro ma Dino non è nel momento migliore e Samatta non si vede da tre giorni. Ma al bar Nado un po' di allegria si trova sempre. C'è per esempio Ciano, che non ha niente a che vedere con il Galeazzo genero del chiorbone. Lui si chiama Luciano ed è nato nel Bellunese. Cosa ci fa a Livorno? Una delle tante magie del Gatto eterno. Lui amerebbe la grappa ma si contenta del ponce di Ampelio ogni tanto passa a bevere perché ama la musica. Sa che al bar si canta e si suona e si aggrega Così ho detto ad Ampelio: se hai modo di snetire il tuo amico, a  luilì dinni se porta la fisarmonica e ni si registra quarche pezzetto nordico pe fallo sentire a quelle pulendone dela mi moglie e dela mi nipote. Da noi la polenta si chima pulenda e questo gerundivo labronico mi piace perché mi par voglia invitare a ripulire anche il paiolo in cui si è fatta. Il tipo è venuto, è assai simpatico, beve come noi e sona anche meglio di noi. Eccolo in quel bel ballabile che Holly chiama "poenta e baccaeà" o anche "se il mare fose de tocio" ma c'è anche chi lo chiama "me piase i bigoi coa luganega", chi "Marietta dammela per carità", a Trieste e sul confine ma anche nella Dalmazia ex Italiana si chiama "La mula de Parenzo" forse la versione più bella e delicatamente allusiva: una bella ragazza (mula) di Parenzo (località) aveva messo su bottega e di tutto la vendeva fora che 'l baccalà. In altre parti d'Italia con stesse note ma ritmo più lento e andamento di certo meno valzereggiante la si incontra col titolo "tutti mi chiamano bionda". In questa versione spiritata e velocissima, a Ciano si vedono a malapena le dita sui tasti della fisarmonica, ho visto solo Nara ballarla come si deve e volteggiando velocissimamente ma Ampelio sfiatava e l'ha dovuta ballare da sola. Io ho provato con Zanzara che a ballare non va male ma per questa roba deve allenarsi e, del resto  anche io son fori fase e  sbaglio varcosina. Nella vecchia cartolina la cittadina di Parenzo (in italiano) in croato Porec.
Se Dani trova lo script del testo ve lo posta Giovedì torno sù 
 un abbraccio Dante

Chiamata in causa metto l'addenda che è onnicomprensiva delle varie versioni in uso in Veneto

La mula de Parenzo leri-lerà
l'hà messo su bottega leri-lerà
e tutto la vendeva
e tutto la vendeva.
La mula de Parenzo leri-lerà
l'hà messo su bottega leri-lerà
e tutto la vendeva
fora ch'el bacalà
perché non m'ami più.
Me piase i bigoî co le luganeghe
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità.
Me piase i bigoî co le luganeghe
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità sul canapè.
La mia morosa vecia leri-lerà
la tengo per riserva leri-lerà
e quando spunta l'erba
e quando spunta l'erba.
Le me morosa vecia leri-lerà
la tengo per riserva leri-lerà
e quando spunta l'erba
la mando a pascolar
perché non m'ami più.
Me piase i bigoî co le luganeghe
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità.
Me piase i bigoî co le luganeghe
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità sul canapè.
La mando a pascolare leri-lerà
nel mese di settembre leri-lerà
e quando vien novembre
e quando vien novembre.
La mando a pascolare leri-lerà
nel mese di settembre leri-lerà
e quando vien novembre
la vado a ritirar
perché non m'ami più.
Me piase i bigoî co le luganeghe
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità.
Me piase i bigoî co le luganeghe
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità sul canapè.
La mando a pascolare leri-lerà
insieme alle caprette leri-lerà
l'amor con le servette
l'amor con le servette
La mando a pascolare leri-lerà
insieme alle caprette leri-lerà
l'amor con le servette
non la farò mai più
perché non m'ami più.
Me piase i bigoî co le luganeghe
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità.
Me piase i bigoî co le luganeghe
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità sul canapè
Se il mare fosse tocio leri-lerà
e i monti de polenta leri-lerà
o mamma che tociade
o mamma che tociade.
Se il mare fosse tocio leri-lerà
e i monti de polenta leri-lerà
o mamma che tociade
polenta e bacalà
perché non m'ami più.
Me piase i bigoî co le luganeghe
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità.
Me piase i bigoî co le luganeghe
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità sul canapè.
Baci Dani