lunedì 12 novembre 2012

fatevi i gatti vostri n 456 "piccole grandi gioie"

Prima di tutto:
Holly ringrazia commossa per le testimonianze di affetto che le sono giunte pubblicamente e in privato da parte degli amici di blog.
Il periodo non è tra i migliori, piovono pietre sulla classe operaia e su di noi macigni. La grande perdita subita da Holly grava ancora sul morale del nostro gruppetto che dopo l' espatrio di Bobby e l' inevitabile rarefazione della presenza di Dani incontra qualche problema nel mantenere in vita queste piccole pagine iniziate 5 anni fa.
I soldi son sempre meno e tutto costa di più e non mi consola il fatto che il problema affligga milioni di persone, anzi, mi fa incazzare di più. Io temo che la cura Monti riesca a salvare sì qualcosa ma qualcosa che non appartiene ai meno abbienti. Se tutto il discorso del riallineamento funzionasse e l' Italia guadagnasse nuova fiducia nel contesto europeo ciò non significa automaticamente che aumenterebbe la nostra produttività. C'è differenza tra finanza ed economia ma non ho voglia di rompermi le palle a disquisire su queste ovvietà.
In questo mare  di merda trovo piacere nelle piccole cose. Prima che l'acqua scendesse a dirotto ho raccolto gli ultimi prodotti dell' orticello di Holly sul terrazzone. (i condomini hanno deciso che non potrà restare lì e io mi auguro che il Gatto eterno dia loro modo di riflettere su tanta pochezza e cattiveria). I vasi con pomodori peperoni fragole erano lì a disposizione di tutti e ne abbiamo anche offerti ma...niente. Ognuno vorrebbe il "suo" di orticello e siccome nessuno ha spirito di iniziativa nessuno fa niente e si biasima che promuove il minimo cambiamento in questo nulla che è fatto di cemento e deve rimanere tale.




Osservare le erbe aromatiche e i peperoni  (ancora a novenbre!) mi dà una gran gioia e sono sicuro che troverò una soluzione anche per il prossimo anno.
Holly è a letto con un febbrone a 39, le emozioni e il freddo che lì ha ttaccata fuori e dentro hanno fatto il resto, altre piccole forze della natura però hanno colto l'occasione per darci gioia e conforto eccolì lì a tener caldo alla mamma umana coi brividi.

Se a qualche nuovo lettore Balena apparisse stranamente grosso ecco le proporzioni tra la sua mano e quella di Holly

venerdì 2 novembre 2012

fatevi i gatti vostri n. 454 "Ciao Vecio"

Ciao Vecio

nel senso di vecchio amico, perché 66 anni son pochini per andarsene ma era dalla metà di Agosto che il babbo della nostra Holly giaceva in un letto d'ospedale pieno di tubi e tubicini, con l' ossigeno direttamente in gola. E' partito stamattina senza fare rumore scegliendo il 2 novembre quasi per occultarsi tra i tanti e perché non ci dovesse essere un' altro giorno di dolore negli anni a venire. Mi limito nel saluto di commiato perchè lui era uno di poche parole e non amava le tiritere. Era un tipo a modo suo, un caratteraccio e modi burberi che venivano esaltati dalla voce rauca. A me stava simpatico.
A quest' ora dovrebbe essere dal Gatto Eterno che per fortuna non giudica col bigottismo cattolico e non gli farà mancare una panchina nei verdi prati del suo regno oltre l'arcobaleno. 

giovedì 1 novembre 2012

fateivi i gatti vostri n 453 " no dormisco... sonnio "





parisce che dormisca in vecie sonnio e sonnio cuesto

uncue io ava pilliato da serino velme cuattociento miglioni di crochi al pessie e in di cambio li avo dato la sampa quattuociento e quarinta volta sendo che il bono orinari del gato no bisogniscie di carta ma di strignimento di sampa e ile quarinta volta erino linterese desso eso serino dicie che rivole in didietro i crochi e che la streta di sampa di gato balena valiscie di meno di prima sendo che no ero fidabile e potrebe esere che io no rinstituiscie il pilliato e alora ano ciamato la pessi e boconi niversity e li ano deto che annoi si volglieva un profesore e avavea venuto uno di esi coi lochiali ena laria tristisima che mici aveva venuto il magone a vedello e di nome si ciamava giovani ma ciaveva una laria da vecio ma parechio si viede che a tratare coi danali no si ava la feliscita ispecie se i danali no erino tui. et eso ava dito che desso da onni maniata mia si cavavino il sesanta pecciento di crochi e si riindavino a serino e che io ava la sampa soto oservassione pegio di cuando me avino arasata dala dotoresa pe fami le nalisi. in conpenso dicie che avo capito tuto il mecanismo dela falssione del debitamento e di cuelo che move tuto e lantre stele e alora mi volliano al governamento d  Taglia pe sugierire le robe che no si devano faciere senò rivieniscie Giovani e erino cassi di voiantri.

il Gatomonti 

(lavo iscrito picino diferentemente da come facio sendo che a carateri ubitali da GATODOGIE cacieva contrastassione cola pelicia di l' oden)

lunedì 29 ottobre 2012

fatevi i gatti vostri n 452 " Ascolta piccolo uomo che ti danno noia i gatti "

Senti pezzo di merda,
ascolta il canto
dell' uccellìni
ed il rumor di pioggia,


lo stormire di foglia
ed anche il soffio
del barbagianni che
rompe  la  notte.

Ascolta la natura
già di tutti
ed anco tua
ma da te verme  cinta

con un filo spinato
ed un cancello
per  poter dir a tutti
"questo è mio".

Ascolta sterco
senti  bene
il passo lieve del tigrato gatto
che  per te solamente

 fa rumore.
Ascolta e taci
facendo in modo
che il lamento resti


dentro lo scrigno
della tua  miseria,
non palesar mai
discontento alcuno

e non osar   affronto
al socio  antico
che  con  patto di sangue
all' om  legossi

Senti sul  collo tuo
giunger repente
la  mano sua pesante
e  allora sappi

che l  Gatto Eterno
giudica
senza rimandi
o sconti.

Se  avanti andrai così
dal tuo timor protetto
e  nell' odio
tuo cieco trincerato

fors' alla meta
 trascinerai
 la tua nefanda vita
 ed a quel punto

no non temer giudizio
che  condanna
già si sostanzia
nell' esser tu così, meschino e gretto.

T' odio piccolo uomo?
e come posso
sprecar per te
cotanto sentimento.

No va tranquillo,
 non t' odio
né  progetto
di farti male alcun

PIUTTOSTO
TI PISCIO IN CAPO
sperando  che il rumor
d'acque ti sembri

un alluvione
e ancor più ti sprofondi
in un cupo terror di  perder presto
il tuo ristretto mondo.

mercoledì 26 settembre 2012

fatevi i gatti vostri n. 450 " l' acca muta "

Per cortesia, se leggete queste righe, promettetemi di andare a vedere anche il post precedente o scoppierà uno scontro fraticida tra Rotolo e Remo. Il fatto è poche ore dopo aver messo on line il sogno di Balena, mi è giunta una e mail di Dani con il presente allegato che ha tratto da "news al femminile", da lei seguito con una certa assiduità


Non entro nel merito della questione, non sarà certo  un erroruccio a farmi cader di grazia la Santanché, che del resto non ha mai goduto della mia stima. Il fatto è che il curiosissimo Εσσερινο (σχριττο ιν γρεκο φα μολτο φικο) si era accoccolato sul PC e ha letto il trafiletto prima di me. Ha vomitato due crocchi sulla stampante e poi è diventato, improvvisamente assai pensieroso. Interrogato sulla ragione di tal comportamento mi fa: "sto riflettendo" e mi gira il culo con coda a punto interrogativo.
L' avrei mandato a quel paese ipso facto ma Holly incuriosita e più caparbia di me ha voluto vederci chiaro e ha chiesto conto al micetto di tanto riflessivo isolamento.
Alla fine il buon peloso ha ceduto e ci ha proposto l'enigma che tormentava la sua arzigogolata corteccia cerebrale
" con l' h è sbagliato, è ovvio ma ho pensato alla parola cacca e il dubbio è questo se chiedessi  "cacca si scrive con l' "H" la risposta è no   ma se invece chiedessi  "cacca si scrive con l'  "acca"? (così come voi umani scrivete per esteso la dizione della muta)  la risposta sarebbe sì altrimenti verrebbe scritta solo la "C"

"Esato" è intervenuto il rotolo dalla ciesta " a memmi scapava la caca coll aca e coll h " e si è diretto al suo water sabbioso.

A me scappava da ridere, anche perché quando inizia la trafila dei rimandi si sa da dove si comincia ma....
e allora per il gioco delle associazioni, visto da dove siamo partiti: " Vacca si scrive con l' H o con l' ACCA?" senz' H ma con l ' ACCA perché se lo scrivessimo senz' Acca scriveremmo V.
E tra l' H e la Santanché che relazione c'è?
Bè l' H è muta, la Santanché la vorremmo muta.

Dante