venerdì 16 gennaio 2026

fatevi i gatti vostri 2134 na perfetta allieva d'Ornella

Eccomi qui, so sempre io, Zanza . Ormai tristemente unica redattrice di sto povero blogghe. Si facesse sentì armeno la fondatrice ne recuperi dale fatiche di barcaiola lagunare. Or fondatore, che fa bene ad affogassi nela passera ngrese ma ogni tanto pole abche ripiglià fiato e ricordassi del bar Nado. Quer posto surreale, pochi nuri e tanta veranda, che gli fece conosce la scanzonata tristezza de livornesi. Lo introdusse ai canoni strutturali del loro iumor, retto dar ponce e dar cognacche e anche a na discretissima topa come Martina. Un mi par poco. Ma ora nculo ala malinconia attuale, passiamo a quella musicale:

So restata senza parole quando Luci ci ha mandato l'esempio di come l'avrebbe voluta fa. R Ciampino ha detto "si pol fa, sorte fori na revisione bossanovata che m'intriga". Poi s'è messo ala chitara e ha realizzato la base. Guasi in sordina. Cosa che per lui unè semprice dato che i su accompagnamenti, a detta di Samatta, che se n'intende, rischiano di prevaricà, nell'ascoltatore fino, addirittura la voce o lo strumento solista. Nvece stavorta ha sciorinato un ritmo incantatore che ripiglia na vecchia verzione dela canzone di Jannacci ma ne modifica in maniera essenziale i rapporti tra voce e strumento.

E sopra ci s'è piantata na sorpresona: 

Lucì, milanese doc, presente ne commenti a piè di pagina fin da quando Patty gli estese le miserie letterarie del blogghe., un ha voce da stordire, ma da stupefarre l'ascortatore più critico. "Stupefarre"bello sto verbo esiste? A me m'è venuto nzu nzieme a n'ancone di cappuccino al rumme. Speriamo d'un esse ncinta, un saprei di chi. Se l'ho data a quarcuno dovevo esse briaca  Ma parecchio perché come nove norme sur conzenzo io Samanta e le trombanti s'è stabilito delle linee guida che si trasmettano ai ragazzi.che sortan co noi. Roba che un capita tutti i giorni, na vorta ogni tanto, pe passa na serata e semmai na notte nzieme. L regola e questa siccome si beve sempre troppo se ha dell'idee di fa roba con me  non fa precipità la situazione, un mi sarta addosso pe montammi come a na bestia. Al massimo tiralo foto e aspetta.Se rido un te la piglià a male, un è  perché n'ho conosciuti di meglio, è perché ho bevuto. Se invece te lo maneggio e decido d infilammelo, anche se so briaca, stai tranquillo, né ti denuncio né ti faccio smette a metà lavoro. I nostri amici ci dicano  che siamo matte ma ala fine funziona. Del resto un posso mica chiama il ministro dell' interni pe sta lì a guardammi. E nemmeno posso evità di fa sesso se ho bevuto, sinnò moio  cole ragnatele ala topa.

S'era precipitato da un verbo e so finita a parlà di conzenzo....boia come mi disperdo sembro cenere! Stupefarre ha più forza espressiva di stupire e poi stupefà egli stesso colla parvenza di bestemmia lessicale . La canzone è forse la più nota di Jannacci. sta qui avrete bell'e  capito dale scarpe lerce qui sotto



Une sbaglia na nota leilì e, rispetto ala versione stranota di Enzo, elimina il dialogato in milanese che è giusto lasciallo solo a lui e ala su perfetta musica-teatro.  Lei continua in quel ritmo brasileiro di cui fu magistrale interprete la Vanoni e ce la ricorda ne passaggi più ardui. Sì propio in que punti ncui bisogna alzare di molto i toni ma non il volume. Jannacci apriva il gasse e ne sortivano berci intonatissimi (a dispetto di chi gli attribuiva le stonature) Luci arza piano come uno che sa dare il gasse magistralmente a na motocicletta ha detto rmi babbo. E ora basta discorzi, godetevi sta meraviglia sottovoce ma non troppo.


Bon week ende

Zanza che ha creato un motticino pe le bimbe d'oggi che girano anche loro co cortelli e fanno a cazzotti peggio dell' omini:  si pol'esse ganza senz'esse maranza


lunedì 12 gennaio 2026

fatevi i gatti vostri 2133 "Non è vero!!!"

Non è un post sulla conferenza del presidente colla stampa. Il titolo probabilmente ci starebbe bene ma non voglio rubare il mestiere all'opposizione. In ritardo, colpevole ma inevitabile, pubblico la bella e poco nota canzone di Enzo Jannacci che mi era stata segnalata da Luci.  Questo è il testo, che basta da se a far capire che siamo di fronte a un poeta  anche ner campo sentimentale.....e de migliori che si so avuti 

Non è vero

Non è vero che il cielo ha pianto sul tuo viso

Non è vero

Non è vero che il vento ha sciolto i tuoi capelli

Non è vero che m'ami

Tu che hai detto che volevi amar me solo

Che hai giurato d'amarmi sempre

Che hai pregato per la mia vita

Senza me non era più vita, no

Non è vero

E sapevi

E sapevi che il cielo, no, non mi ascoltava

E sapevi

E sapevi che il vento urlava le mie parole

E sapevi mentire

E mentivi e ridevi del mio dolore

E hai giurato d'amarmi sempre

E hai pregato per la mia vita

E sapevi non era amore, no

Tu sapevi

Non è vero

Non è vero che suono al piano la mia tristezza

Non è vero

Non è vero che imploro ancora il tuo ritorno

Non è vero che t'amo

Che morrei pur d'averti, averti ancora

Che ho giurato d'amarti sempre

Che ho pregato per la tua vita

Senza te, no, non è più vita, no

Non è vero

Non è vero

Non è vero


e adesso godetevelo in musica


io torno ai ponci che in questi giorni di gelo sono assai richiesti ve la ricordate la ricetta verace? In caso negativo ve la riproporrò perché il ponce ala livornese lo sanno fare in pochi e come da Nado un si beve da altre parti.

Bon inizio di settimana Zanza

sabato 3 gennaio 2026

fatevi i gatti vostri 2132 "Ce ne vole parecchio!" "D'orecchio!"

Ieri sera, nzieme ar mi babbo, su rai 3 ho  visto r documentario biografico "Enzo Jannacci - Vengo anch'io" di Giorgio Verdelli. Offriva un ritratto completo dell'artista co filmati d'epoca e testimonianze di tanti nomi mportanti delo spettacolo come Vecchioni, Vasco, Cochi e Renato, e molti altri. Se un l'avete visto  lo potete trovà e rivedé  su RaiPlay.



Bello! C'era tanta roba e tante nformazzioni su particolari professionali e biografici che io  nemmeno immaginavo. 

Poi ala fine m'è venuto detto: "Peccato che Dino sia sempre lassù da Dante. Mi sarebbe piaciuto fammi raccontà quarcos' artro su Jannacci magari sui su magheggi musicali che nel filme so emerzi pochino. Quando io e Samatta s'era bimbette ce ne parlò ma na vorta sola". R mi babbo ha replicato: Era mmenzo! Un talento immenzo mischiato  a un anticonformismoammirabile. Era il Piero Ciampi di Milano ma mentre Ciampi cola su malinconia a vorte riusciva a rompe i coglioni anche qui a Livorno e si faceva emarginà, lui nvece aveva saputo impone il tema dell' urtimi e de diverzi e gli riesciva di portallo a Sanremo, a Canzonissima, nzomma nele case di tutti. E tutti gli volevan bene. tutti quelli che un lo capivano ma li faceva ride. E tutti quelli  che  di musica ne capivano. Un parlo de critici ma di gente come Celentano, Gaber, Paolo Conte, Tenco, De Andrè, giganti ma che forze ravvisavano in lui il tocco di pazzia geniale unita a talento. Mi fa piacere che il su figliolo abbia dedicato na serata a Piero Ciampi". 

E allora da sta chiaccherata piglio lo spunto pel poste di questo uicchende. Vo ndietro cola memoria fino a quell'episodio

che coinvorge me, Dino, Samatta e le Trombanti. Era credo ir dumila tre e noi sera poco più che bimbe, ci garbava la musica. Io e Samatta s'avevano i genitori musicisti che, anche se s'eran piegati a lavori più ordinari pe fa campà le famiglie, annoi ci avevan trasmesso la passione. La zia dele trombanti nzegnava ar Mascagni e di lì a poco ce le avrebbe tirate dentro come na calamita. Sama e loro due avevan già i su strumentini. Io preferivo  cantà  nzieme a Dino, a Dante e ar mi babbo che un mi lesinavano mai l'accompagnamento. Dante s'era da poco trasferito a Venezia da Holly. Il Ciampi era davanti ala televisione. A un certo punto si sente cantà Lontano Lontano di Tenco ma un era lui era Jannacci. Samatta sbotta su: "Boia dé come l'ha straziata!". Di rimando la Trombante maior chiosa: "fa caà davvero" e Tromba Marina cola delicatezza che  la contraddistingueva fin dall' infanzia s'infila ne commenti : "Pare si lamenti, come uno che ha pigliato na pedata ne 'oglioni " . Il Ciampi lasciò che la canzone finisse. Poi spenze la televisione e rivoltato verzo di noi attaccò: E voi correste doventà dele musiciste? Avvoi costì vi garberebbe entrà ar conservatorio? Ma nemmeno a sciacquà i bicchieri qui da Nado vi metterei. Avete avuto r coraggio di criticà ir meglio pezzo che ci s'ha in Italia. Ne dovrete ascortà di musica prima di capì chi avete davanti". 

Samatta un ci voleva sta a quella ramanzina. "Pole anche esse un genio come dici te Dino, ma se uno stona lo sento e non poi non sentillo anche te. E ci rompi le palle co tempi, coll' intonazione, cor fiato e poi ci rimescoli le carte così."

E Dino seguitò con carma ma con quel fare sprezzante che sembrava parlasse a dele dementi: " Ma lo sapete bimbe che quest'omo è sortito dal conzervatorio cor diploma in piano, armonia composizione e direzione d'orchestra? Esattamente il percorso che ho fatto io e vi posso assicurà che t'aprano r culo quando vai a sostené  quell'esami chellì. Poi, ir fatto di confonde dele dissonanze cole stonature ve lo perdono ma propio perché sete piccine e avete da mparà tutto. Ma percaso, se vedete un quadro di Modigliani dite che un sa rispettà il senzo dele proporzioni anatomiche? E ando giù pe guasi un ora lasciandoci cola coda fra le zampine che sfoggiavano ancora r pelo matto e i calzettoni.

Allora ripromettendomi di parlanne più diffusamente in quarche prossimo poste oggi vi linko propio il pezzo che dette origine a quella lezione ciampiana  

Ora spero un ci sia r solito pisano che mi dice: "Occome co tutta la roba che ha prodotto lui e ci fai senti na covere?" La ragione l'ho detta raccontando l'episodio ma vi farò sentì, a breve, altra roba guasi sconosciuta e bellissima scritta musicata e cantata da lui medesimo ok?

Bon uicchende attutti

Zanza




mercoledì 31 dicembre 2025

fatevi i gatti vostri 2131 Bon LapalissiANNO!

Brevi note che mi giungono da Venezia, tramite una chiamata fatta a Dino. E c'è da rallegrassi perché Dante ha buttato via il cellullare e Dino ancora risponde ma se gli pare. 

Dunque Holly, Dani e naturalmente Bobby, che non si è mosso di lì, sono in Inghilterra. Non però ad Oxford, dove Bobby insegna ed  ha un alloggio minuscolo. Sono tutti nella deliziosa casetta di Porchester Road, a Londra. Quella che Dante,  a forza di braccia e di bestemmie tradotte in inglese perché si sentivano meglio da fori,  da vetusta e fatiscente che era, trasformò in calda ed accogliente. Eh sì, a quell'epoca attraversava ancora i suoi migliori momenti  di disponibilità verzo gli altri. 

Dunque parlo co Dino che mi riferisce quanto sopra e aggiunge che Costanza non è lì e non ci andrà. Alla ovvia richiesta di lei: "Come ci organizziamo per queste feste? "Lui le ha risposto che lei poteva arrivare tranquillamente a Venezia o a Livorno, se preferiva. Lui, però aveva bisogno di stare dassolo nzieme a Dante. La motivazione risiedeva nel fatto che  nutriva dei dubbi sul fatto che in futuro ci potessero essere altre occasioni. 

Lei lo ha giustamente mandato in culo. L'avrei fatto anche io!

Pare che abbia aggiunto che qualora avesse avuto voglia di raggiungerla, lei il 31 sarebbe stata a Montecarlo alla serata al Port Hercule, e che se le dava una risposta in tempi brevi gli avrebbe mandato i soldi per il viaggio. 

Il Ciampi è poverissimo ma ha orgoglio da vendere quindi potete immaginare dove le ha detto di mettersi quei soldi sempre che non avesse da metterci qualcosa di meglio. Bella storia. 

Quest'anno non c'è pace nemmeno nei sodalizi più conzolidati. 

Alla fine gli ho chiesto se lui e Dantino penzavano di fare qualcosa per l' ultimo e lui laconico mi ha risposto "aspettiamo che finisca questo sinnò come fa a prencipià il 2026?".

"E' lapalissiano" è stato il mio commento alche lui ha aggiunto: "Sì ma le verità lapalissine spesso sfuggono ai più, come quella, ad esempio, che al momento  noi tutti abbiamo un Natale di meno da vivere e tra poco anche un ultimo dell'anno e questo non vale solo per gli anziani come noi ma anche per voi allegre comari del bar Nado e persino per i bimbi in fasce".

L'ho salutato dicendo che  ci  avrei penato su perché quest'ultima  sua sortita era davvero profonda.

E così mi sono messa scrivere il post su l'anno lapalissiano. 

Tuti voi conoscerete l'aggettivo "lapalissiano" usato per definire  un fatto di tale evidenza e ovvietà che la sua enunciazione è del tutto inutile se non proprio umoristica, come nell'espressione «l'acqua è bagnata». 

Da qui l' espressione verità lapalissiana o verità di La Palice[(in francese: lapalissade o vérité de La Palice). 

Forse in meno sanno che  l'aggettivo lapalissiano deriva dal nome del maresciallo Jacques de Chabannes, signore di Lapalisse (La Palice) di cui vi mostro busto con aria assai fiera e castello.






L'origine dell'aggettivo lapalissiano nel significato di «ovvio, scontato» è ricondotta a un aneddoto legato alla sconfitta dei francesi nella battaglia di Pavia (1525). I soldati agli ordini del maresciallo La Palice, morto nell'assedio della città, per rendere onore al coraggio del loro comandante avrebbero composto il seguente epitaffio; La Palice est mort a Pavia "Si il n'était pas mort, il ferait encore envie" (Se non fosse morto, farebbe ancora invidia) per definirne appunto la grandezza. 

Purtroppo almeno secondo una versione abbastanza credibile il marmista che aveva ricevuto l' incarico di incidere la frase sulla lapide comprese Serait al posto di Ferait e en vie al posto di en vie  e così incise dando origine all' immortale ovvietò: "Si il n'était pas mort, il serait encore en vie" (Se non fosse morto, sarebbe ancora in vita.)

Nel XVIII secolo, l'accademico francese Bernard de la Monnoye compose una canzone che utilizzava il motto inciso, adattandolo ai propri versi e diffondendo l'idea che La Palice fosse un maestro delle ovvietà.

Ecco un estratto della canzone di La Monnoye:


(francese)

«Messieurs, vous plaît-il d'ouïr

l'air du fameux La Palisse,

Il pourra vous réjouir

pourvu qu'il vous divertisse.

La Palisse eut peu de biens

pour soutenir sa naissance,

Mais il ne manqua de rien

tant qu'il fut dans l'abondance.


Il voyageait volontiers,

courant par tout le royaume,

Quand il était à Poitiers,

il n'était pas à Vendôme!


Il se plaisait en bateau

et, soit en paix soit en guerre,

Il allait toujours par eau

quand il n'allait pas par terre.


Il buvait tous les matins

du vin tiré de la tonne,

Pour manger chez les voisins

il s'y rendait en personne.


Il voulait aux bons repas

des mets exquis et forts tendres

Et faisait son mardi gras

toujours la veille des cendres.


Il brillait comme un soleil,

sa chevelure était blonde,

Il n'eût pas eu son pareil,

s'il eût été seul au monde.


Il eut des talents divers,

même on assure une chose:

Quand il écrivait en vers,

il n'écrivait pas en prose.


Il fut, à la vérité,

un danseur assez vulgaire,

Mais il n'eût pas mal chanté

s'il avait voulu se taire.


On raconte que jamais

il ne pouvait se résoudre

À charger ses pistolets

quand il n'avait pas de poudre.


Monsieur d'la Palisse est mort,

il est mort devant Pavie,

Un quart d'heure avant sa mort,

il était encore en vie.


Il fut par un triste sort

blessé d'une main cruelle,

On croit, puisqu'il en est mort,

que la plaie était mortelle.


Regretté de ses soldats,

il mourut digne d'envie,

Et le jour de son trépas

fut le dernier de sa vie.


Il mourut le vendredi,

le dernier jour de son âge,

S'il fut mort le samedi,

il eût vécu davantage.»



(italiano per chi aborrisce il francese)

«Signori, vi piaccia udire

l'aria del famoso La Palisse,

Potrebbe rallegrarvi

a patto che vi diverta.

La Palisse ebbe pochi beni

per mantenere il proprio rango,

Ma non gli mancò nulla

quando fu nell'abbondanza.


Viaggiava volentieri,

scorrazzava per tutto il reame

e quando era a Poitiers,

non era certo a Vendôme!


Si divertiva in battello

e, sia in pace sia in guerra,

andava sempre per acqua

se non viaggiava via terra.


Beveva ogni mattina

vino spillato dalla botte

E quando pranzava dai vicini

ci andava di persona.


Voleva per mangiar bene

vivande squisite e tenere

E celebrava sempre il Martedì Grasso

la vigilia delle Ceneri.


Brillava come un sole,

coi suoi capelli biondi.

Non avrebbe avuto pari

se fosse stato solo al mondo.


Ebbe molti talenti,

ma si è certi di una cosa:

quando scriveva in versi,

non scriveva mai in prosa.


Fu, per la verità,

un ballerino scadente,

ma non avrebbe cantato male,

se fosse stato silente.


Si racconta che mai

sia riuscito a risolversi

a caricar le pistole

se non aveva le polveri.


Morto è il signor de la Palisse,

morto davanti a Pavia,

Un quarto d'ora prima di morire,

era in vita tuttavia.


Fu per una triste sorte

ferito da mano crudele,

Si crede, poiché ne è morto,

che la ferita fosse mortale.


Rimpianto dai suoi soldati,

morì degno d'invidia,

e il giorno del suo trapasso

fu l'ultimo della sua vita.


Morì di venerdì,

l'ultimo giorno della sua età,

Se fosse morto il sabato,

sarebbe vissuto di più.»

il est mort devant Pavie ;

Hélas ! s'il n'estoit pas mort,

il seroit encore en vie.»

(italiano)

«Ahimè! La Palice è morto,

è morto davanti a Pavia;

Ahimè! se non fosse morto,

sarebbe ancora in vita.»


Non mi resta che auguravvi sto 2026 Lapalissianno perché a me le cose ovvie mi garbano anche includano che anch'io c'abbia un Natale e un urtimo dell'anno di meno da dové vive. Le cose che un so ovvie, nvece, tipo stragi e genocidi mi fanno dimolto orrore e paura

Bona Fine

Zanza e il Barre tutto

giovedì 25 dicembre 2025

fatevi i gatti vostri 2130 BUON NATALE A TUTTI !!!

L'alberino lo ha fatto Dante e le luci al Babbo Natale, che Dante aveva restaurato lo scorso anno, le ha messe il Ciampi. Me lo hanno mandato ieri sera con gli auguri e lo condivido con tutti

Dal Bar Nado il nostro Buon Natale a tutti i lettori

Zanza e tutto lo staffe




domenica 21 dicembre 2025

Fatevi i gatti vostri 2129: "Un Natale parecchio moscio"

E ci risiamo! Se un si sta attenti Babbo Natale ci viene addosso cola slitta e le renne mentre noi si penzava d'avecci quarche artro giorno di riflessione be doventà più buone e volé bene a tutti. A parte la corza cole renne, st'anno Babbo Natale ha prencipiato a perde colpi e perzino la mamma der bimbo dela nostra canzoncina Natalizia pare abbia ricevuto na letterina di scuse.  Ner bigliettino arivato co anticipo sur 24, Zanta Clausse diceva d'ave de problemi d'erezione e che era meglio che leilì organizzasse l'abituale trombatella natalizzia cor postino o co quarche vigile der foco, perché lui si vergognava anche a tirallo fori pe piscià.



E unè  è ndata maluccio solo ar tegamino americano che penzava di ripete l'ampresso natalizio che durava da quando nventarono la canzoncina. Purtroppo anche noi siamo nfilate n'una serie di delusioni che temevo ma a cui un volevo crede. Queste so l'urtime notizie, Bobby un si poteva move per via che la su attuale fidanzata s'è fatta male a na zampa e un si pol move. Così Danì ha penzato di andà su lei e gli piaceva l'idea di portà anche i su zii. Ma le conzegne cola barca seguitano fine al 24 mattina e dopo un c'eran più aeri a meno di un pagalli un botto. Le cose pare l'abbia risolte Dantino cola su proverbiale salomonicità: "O perché un vi levate da coglioni voi due? Tanto pe le conzefna d'una mattina ci posso andà io!" Detta così cor una cortesia e no stile mpareggiabile gli so arrivati du vaffanculi unisoni e Holly e Dani so corze a fa r biglietto. Quando ha saputo come si metteva r Natale pel su fratello di latte, Dino l'ha chiamato ar telefano pe digli allora fai le conzegne e poi monti n treno e vieni al Barre tanto noi siamo qui. Nisba! "E l'unica gattina resta chi glielo dà da mangià? Gesù n fasce?".

Penzava d'avé chiuso così ogni possibilità a tutti ma un sapeva o meglio l,o sapeva ma un si ricordava di avé un antagonista tremendo quanto a stronzaggine. Difatti Dino ha replicato allora vengo nzù io. E Costanza gli s'è chiesto noi? E Costanza pol venì lei a Venezia o sennò ci si vede pe San Silvestro.

Così  ala fine siamo tutti sparpagliati ed è la prima volta da quando nacque sto blogghe. Ammé un vedé Dani, Bobby, Holly Dante e perfino Dino mi dà un senzo di smarrimento. Certo sola un so, ho du fratelli e relative donne, la mi mamma, r mi babbo, Samatta e i suoi, le tromanti tutte e due, Gerge e Kate Dalton. Nzomma da fa na tavola c'è ma uné la medesima di sempre e mi dispiace. Prima che r Ciampino partisse però s'è voluto fa la musica nzieme e  st'anno era d'obbrigo, anche visto come ho prencipiato il post, fa na verzione nova dela canzoncina der bimbo che spia la mamma a fruga ne carzoni a Babbo Natale. L'armonica di Dante manca ma c'è r sax di Sam  e c'è rpiano der Ciampi ir basso der Tafano e la batteria d'Ampelio, nzomma na Bar Nado band  

cge potrebbe anche andà n culo a Bice. Per i curiosi che voglian sapé chi sia sta Bice gli si risponderà alla maniera di Mario. O Mario chi? Ma Mario r bagnino no! L'immortale perzonaggio sortito dala geniale fantasia di Giorgio Panariello.





O come chi Bige? 
Quella lì che le su amighe l'avan messa già n cornige ,
come meglio  direttrige 
che  gli voglian fa dirige, a sentì quer che si dige, 
propio  l'araba Fenige. 
E che dice  la Fenige? 
La Fenige  un vol sonà 
se a dirige è quella là!

Ci si sente il 24 pell'auguri, nel frattempo organizzatevi e divertitevi!

Zanza

sabato 13 dicembre 2025

Fatevi i gatti vostri 2128 "Stianto ma reggo"

Cari amici, capirete che, nonostante la buona volontà, il compito di redattrice unica mi resulta un po' pesantino. Dala pandemia in poi lavoro14 ore al giorno al barre.  Oramai, a meno che un principe cor cavallo bianco un si fermi a Livorno e resti irretito dale mi poppe esagerate e cascanti e dale mi mele striate di cellulite, unò speranza di levammi di ulo dacquì. 

I sogni ci so stati e belli ma eran tutti lontani e io unò trovato né coraggio perzonale né compricità esterna pe affrontalli. 

Dani sarebbe stata n ottima compagna di viaggio. Ideale direi. E s'è sognato nzieme, a lungo di girà tutto l mondo e na volta fenito l giro di riprencipiallo. Però affrontà na vita nzieme a zonzo n ognidove unè semplice. Pe du etere poi è propio difficile perché sortan fori dele complicazioni dovute ala vita sentimentale d'ognuna. Purtroppo oltre ala compricità, all amicizia profondissima e all'ideali condivisi, s'ha tutt'eddue un  brutto difetto anche un po' fori moda si sti tempi. Annoi  n mezzo ale zampe ci garba avé un maschio cor su arbero di natale  bello svettante e le palle attaccate. Come immaginerete, quando ci si mettan di mezzo le relazioni di sto tipo bisogna fanne recede altre. Cor 2025  ir volo verzo la quarantina è spiccato e un mi pare che niente lo possa fermà. Così è per me. Così per Samatta e anche pe le trombanti che so leggermente più piccine ma di poco. Quando ho detto ala mi mamma e a babbo: " ora potete andà in penzione" sapevo indove mi infilavo. In fondo sentivo, tuttavia, che era r mi modo pe un perde un mondo in cui ero cresciuta e indove mi ritrovavo a mi agio. La mattina, ancora coll'occhi incispiati, ho bisogno di vedé Dino che ciondola, di sentì l'odore dela macchina der caffè che prencipia il su lavoro, la ventata d'aria esterna, che ariva dala porta che s' apre, il saluto der primo che entra. Qui ancora si conzumano de rapporti umani. Cambiati, è vero, nquinati quer tanto che basta a fammi venì la nausea da si art fo e alla ma ancora si parla e s'erza la voce e finché questo resterà io lo coltiverò come l'urtimo giardino dele meraviglie. Qui ci s'hanno ancora le carte da gioco e le bestemmie volano in alto come se qualcuno le potesse ascoltà e cambià quell' urtima mano di scopone. Da Nado  un so mai entrate le slotte mascjin. Qui ogni giorno ci so sur tavolino, accanto ala porta d'ingresso, du quotidiani e du giornali sportivi. Qui se uno entra ale 10 di mattina e ha fame ma no di briosce, quarcosa ar foco gli si mette e lo stesso se arriva a mezzanotte. Detto questo bisogna anche ragionà sur fatto che sotto il carico di lavoro che mi arriva sul groppone da quelle belle ma lunghissime quattordici ore ar giorno passate qui, di tempo per me ne resta poco e pochissimo pel blogghe. Spero che Bobby e Dani si decidano a dammi una mano. Quest'anno non andrò a Venezia perché l' idea di Dante che un cìè o fa finta di un esseci mi fa troppo male. Se però qualcuno di loro, magari anche Holly, che lavora sempre e troppo, come me, volesse venì quaggiù, ho dato la mi disponibilità. Dino seguita a dormì nel nostro magazziono e ha la casa vota. Ir mi fratello piccino, dopo che ha avuto ir secondo mancamento di cervello, dorme fisso da Camillina che, secondo quer che ha detto lei, se lui deve morì lei vole esse lì. Ma un v'allarmate ha la pelle dura il Mosca e a parte ste precauzioni fa la solita vita di sempre. Mangia, beve, dorme sereno e tromba tutte le volte che lei ci sta. Quando lei unnà voglia no. Perché si sa e ora l'ha decerato anche il parlamento, le donne possan di di no anche a metà delo zumzumme. Io sinceramente un l'ho mai fatto, perché mi sembrerebbe un atto di sadismo. Quarche volta ho sopportato, sperando che fenisse ala svelta e si levassa dale palle ma se gli avevo detto di sì da prencipio, sinceramente il no a mezza monta un l'ho mai pronunciato. Tornando a posti disponibili:  Io posso dormì tranquillamente ner magazzino,  eguale Dino perché ci so du posti  e lui non russa. Se venisse Costanza,dala Svizzera, lei si porterebbe Dino in albergo, così ci sarebbe un posto voto qui, quattro a casa di Dino e du camerette a casa dei miei (la mia e quella del Mosca). Glielo avevo già detto per telefono a Dani ma lo scrivo anche qui perché " scritta mane" e così, se un viene nessuno, mi sento libera d'incazzammi. Oggi come vedete ho buttato giú ste righe. ma è stato na specie di sfogo, a mo di diario, perché storielle da Dino un mi so arrivate e ammé un menè venute a mente punte. Visto che a Natale s'è sempre messo musica natalizzia ho penzato di risuscità quercheduna dele nostre vecchie esibizzioni. Oggi prencipierei con quarcosa che ancora propio da Natale unè ma è piena di dolcezza perche la canta Kate la figliola di George Dalton



che al tempo dell'esecuzzione fummo tutti concordi nel definì la voce (e non solo) più arrapante del webbe. 

Godetevi sta cauboi di mezzanotte e bona domenica

Zanza