Eccomi qui, so sempre io, Zanza . Ormai tristemente unica redattrice di sto povero blogghe. Si facesse sentì armeno la fondatrice ne recuperi dale fatiche di barcaiola lagunare. Or fondatore, che fa bene ad affogassi nela passera ngrese ma ogni tanto pole abche ripiglià fiato e ricordassi del bar Nado. Quer posto surreale, pochi nuri e tanta veranda, che gli fece conosce la scanzonata tristezza de livornesi. Lo introdusse ai canoni strutturali del loro iumor, retto dar ponce e dar cognacche e anche a na discretissima topa come Martina. Un mi par poco. Ma ora nculo ala malinconia attuale, passiamo a quella musicale:
So restata senza parole quando Luci ci ha mandato l'esempio di come l'avrebbe voluta fa. R Ciampino ha detto "si pol fa, sorte fori na revisione bossanovata che m'intriga". Poi s'è messo ala chitara e ha realizzato la base. Guasi in sordina. Cosa che per lui unè semprice dato che i su accompagnamenti, a detta di Samatta, che se n'intende, rischiano di prevaricà, nell'ascoltatore fino, addirittura la voce o lo strumento solista. Nvece stavorta ha sciorinato un ritmo incantatore che ripiglia na vecchia verzione dela canzone di Jannacci ma ne modifica in maniera essenziale i rapporti tra voce e strumento.
E sopra ci s'è piantata na sorpresona:
Lucì, milanese doc, presente ne commenti a piè di pagina fin da quando Patty gli estese le miserie letterarie del blogghe., un ha voce da stordire, ma da stupefarre l'ascortatore più critico. "Stupefarre"bello sto verbo esiste? A me m'è venuto nzu nzieme a n'ancone di cappuccino al rumme. Speriamo d'un esse ncinta, un saprei di chi. Se l'ho data a quarcuno dovevo esse briaca Ma parecchio perché come nove norme sur conzenzo io Samanta e le trombanti s'è stabilito delle linee guida che si trasmettano ai ragazzi.che sortan co noi. Roba che un capita tutti i giorni, na vorta ogni tanto, pe passa na serata e semmai na notte nzieme. L regola e questa siccome si beve sempre troppo se ha dell'idee di fa roba con me non fa precipità la situazione, un mi sarta addosso pe montammi come a na bestia. Al massimo tiralo foto e aspetta.Se rido un te la piglià a male, un è perché n'ho conosciuti di meglio, è perché ho bevuto. Se invece te lo maneggio e decido d infilammelo, anche se so briaca, stai tranquillo, né ti denuncio né ti faccio smette a metà lavoro. I nostri amici ci dicano che siamo matte ma ala fine funziona. Del resto un posso mica chiama il ministro dell' interni pe sta lì a guardammi. E nemmeno posso evità di fa sesso se ho bevuto, sinnò moio cole ragnatele ala topa.
S'era precipitato da un verbo e so finita a parlà di conzenzo....boia come mi disperdo sembro cenere! Stupefarre ha più forza espressiva di stupire e poi stupefà egli stesso colla parvenza di bestemmia lessicale . La canzone è forse la più nota di Jannacci. sta qui avrete bell'e capito dale scarpe lerce qui sotto
Une sbaglia na nota leilì e, rispetto ala versione stranota di Enzo, elimina il dialogato in milanese che è giusto lasciallo solo a lui e ala su perfetta musica-teatro. Lei continua in quel ritmo brasileiro di cui fu magistrale interprete la Vanoni e ce la ricorda ne passaggi più ardui. Sì propio in que punti ncui bisogna alzare di molto i toni ma non il volume. Jannacci apriva il gasse e ne sortivano berci intonatissimi (a dispetto di chi gli attribuiva le stonature) Luci arza piano come uno che sa dare il gasse magistralmente a na motocicletta ha detto rmi babbo. E ora basta discorzi, godetevi sta meraviglia sottovoce ma non troppo.
Bon week ende
Zanza che ha creato un motticino pe le bimbe d'oggi che girano anche loro co cortelli e fanno a cazzotti peggio dell' omini: si pol'esse ganza senz'esse maranza


