sabato 15 giugno 2024

fatevi i gatti vostri n .2047 Razionalità inglese

Questo lo manda Bobby. Tanto per farsi vivo e perché il testo è profuso di quell'English Humor che diverte tanto lui e lascia me, invece, piuttosto freddina.

Comunque lo sto leggendo e vi trovo spunti interessantissimi. L'ho già messo sul suo palchetto in biblio.

Grazie a tutte le amiche che si sono rifatte vive, Patty, Murasaki, Redcats, Luci. Sono un po angosciata per Martinelli perché è una gran brava persona e leggo le sue note da quando avevo 13 anni. So che Patty gli ha scritto, quindi spero si faccia vivo anche solo per dirci come sta. Qui di seguito la sinossi del libro

A proposito, zio Dante ha deciso di andare a fare una capatina al Bar Nado, partirà a breve.

Buon weekend a tutti


Dani



In questo libro appassionante, premiato in Inghilterra da un successo più che decennale, Stuart Sutherland ci rivela gli errori, di cui siamo quasi sempre inconsapevoli, che ci impediscono di pensare correttamente. Essi sono in genere determinati da un uso distorto della ragione e dal prevalere di pulsioni ed emozioni. Pregiudizi, paure, spirito gregario, mancanza di senso critico ci inducono a ignorare i dati oggettivi, o a interpretarli in modo sbagliato, e di conseguenza a prendere decisioni illogiche e controproducenti. Per dimostrare quanto l’irrazionalità domini le azioni umane, l’Autore racconta con humour tipicamente anglosassone aneddoti tratti dalla vita quotidiana e professionale, analizza con rigore scientifico i risultati di test psicologici, si riferisce ad alcuni cruciali avvenimenti storici come, ad esempio, la seconda guerra mondiale o quella del Vietnam. Ma ci indica anche la strada per imparare (o reimparare) a usare bene il nostro cervello, non fidandoci dell’intuizione – una qualità troppo spesso sopravvalutata – e invece ricorrendo alla matematica, alla statistica e al calcolo delle probabilità. Erede del razionalismo e dell’empirismo inglese, Sutherland, pur con molti dubbi, coltiva ancora la fiducia aristotelica nell’agire razionale dell’uomo.

sabato 8 giugno 2024

Fatevi i gatti vostri n. 2046 "Tope di biblioteca!"

 

Pare che la moda sia stata lanciata  circa 10 anni fa! Non tanto quella di esibirsi in  in un naked show off. Di tale forma di esibizionismo si ha traccia perfino nella letteratura settecentesca ma le biblioteche universitarie parevano essere rimaste un luogo semi sacro. Appunto nel 2014 Un gruppo di studentesse della Columbia University diffusero un filmato che le ritraeva in topless al tavolo della biblioteca universitaria. Queste altre due invece in tempi più recenti ma sempre nella biblio di Ateneo sono andate oltre: hanno iniziato quasi scherzosamente col mostrarsi anch'esse in topless


e vista la gioiosa eccitazione che dava loro l'inconsueta situazione

Hanno deciso per l'all inclusive

 

Ovviamente ci siamo adeguati. Così  chi dovesse entrare nella biblioteca di Esserino troverà Alice ed Emma Gatti senza alcun velo addosso e con ostentazione di una gran mole di pelo.

Restando in tema di biblioteche presento un libro odierno che mi è piaciuto molto.



 Eccone la sinossi:

Ancora una volta Manguel conduce il lettore nel mondo dei libri, debordante ed inesauribile come l’esperienza umana. La sua attenzione si concentra sulla biblioteca, luogo deputato a custodire e a tramandare la memoria passata. Dall’utopia di immortalità perseguita nell’antica Alessandria d’Egitto all’evanescenza dell’odierna Internet, la biblioteca, privata o pubblica, si presenta nel corso della storia come spazio di potere, di ordine, di identità, di immaginazione, di oblio, di mito, di sopravvivenza ma, soprattutto, di indiscussa libertà.

Basta scorrerne l'indice per vedere quali affascinanti temi vi si trattino:



Come sempre l'ho messo nella biblio di Esserino.

Infine alcuni chiarimentio per una affezionata lettrice la quale ci scrive  di essere passata dalla nostra biblioteca con l'intenzione di leggere un libro da poco presentato. Testo che noi  avevamo dichiarato essere presente fisicamente in biblio Esserino.

Dato per scontato che la lettrice ricordi che l'accesso è consentito solo ai possessori di tesserina spieghiamo di seguito come reperire il testo:

di persona: entrare nel reparto Europa palco  Italia sezione Giornalisti e saggisti Autore (per il caso in questione)

E' possibile anche fare una ricerca sul  pc della biblio 

aprendo Biblioteca esserino  e usando la funzione ricerca, quella con la lente di ingrandimento, semplicemente scrivendo il Nome e cognome dell'autore o il titolo del libro

Una richiesta a chi ci legge ancora. Ho completamente perso i contatti con Smartynello, se qualcuno ne ha notizie ci farebbe un sacco piacere riceverne.

Spero di aver detto tutto,

Vi auguro Buon Week End

Zanza

domenica 26 maggio 2024

fatevi i gatti vostri 2045 "e voi nun zete un cazzo"

Stavolta sono riuscita ad ottenere una piccola collaborazione dello zio Dante. Avevo bisogno di un aiuto per una lettura e, in famiglia, è l'unico che può azzardarsi a produrre  un vocale in dialetto romanesco. Lo spunto  mi è fornito dalla presentazione di un libro che ho ricevuto in dono da poco e che, dopo la lettura, ho riposto con cura tra gli scaffali della biblioteca di Esserino. Per future riletture o a disposizione di chi passi dalla magica stanza del micio. In pratica il titolo del bel libro di Sergio Rizzo rimanda a una ben nota poesia di Giuseppe Gioacchino Belli resa ancor più celebre per aver fornito ad Alberto Sordi, interprete del Marchese Del Grillo, la famosa battuta "Io so' io e voi nun zete un cazzo!" . 

Mi sono permessa di smuovere lo zio dal suo esilio perché io non so leggerla e sbaglio sia la rima sia la metrica, cosicché quando l'ho letta alla zia risultava quasi incomprensibile.

 Ovviamente i nostri amici romani sapranno far di meglio. Credo, tuttavia, che il loro numero si possa contare sulle dita di una mano. Quindi lo sforzo divulgativo è diretto a una miglior comprensione per tutti gli altri. Di seguito, la lettura di Dante, il testo e poi la sinossi del libro di Rizzo.

Buona domenica

Dani

C’era una vorta un Re cche ddar palazzo
Mannò ffora a li popoli st’editto:
«Iö sò io, e vvoi nun zete un cazzo,
Sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.

Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
Pòzzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impiccà, nun ve strapazzo,
Ché la vita e la robba Io ve l’affitto.

Chi abbita a sto monno senza er titolo O dde
Papa, o dde Re, o dd’Imperatore,
Quello nun pò avé mmai vosce in capitolo».

Co st’editto annò er boja pe ccuriero,
Interroganno tutti in zur tenore;
E arisposeno tutti: È vvero, è vvero.





Un ministro con 83 persone di staff. Un altro che fa visita al quasi suocero incarcerato il giorno dopo che questi è finito dietro le sbarre. E un governo dove il conflitto d’interessi è di nuovo la regola e per cui le critiche sono reato di lesa maestà. Tutto questo mentre il Parlamento accoglie senza battere ciglio i pregiudicati, e troppo spesso dimentica che la Costituzione impone a chi «sono affidate funzioni pubbliche […] di adempierle con disciplina ed onore», e mentre affiorano venature nostalgiche di un passato che mette in dubbio le stesse radici della nostra Carta. Il degrado di una classe politica con la credibilità compromessa, e il suo distacco dalla società civile, sembrano inarrestabili. I partiti sono ridotti a macchine di potere e clientela. La logica del clan domina ovunque alla faccia di preparazione e merito, senza riguardo per le istituzioni. Né il taglio dei seggi alle Camere ha migliorato le cose. Nonostante il 36,5 per cento di onorevoli in meno, spendiamo come prima. Il finanziamento ai gruppi politici è rimasto invariato e ogni deputato e senatore costa oggi alla collettività un terzo in più. Le due Camere appaiono invecchiate di cinque anni, piene di incompetenti e con ancora meno donne: dice tutto la regola non scritta per cui molti eletti anziché pagare i collaboratori devono girare quei soldi ai partiti in debito d’ossigeno. Che si arrangiano come possono, talvolta con metodi discutibili. Sergio Rizzo torna sul luogo del delitto de La casta (il bestseller scritto insieme a Gian Antonio Stella) con una nuova requisitoria impietosa contro il mondo degli intoccabili, sordo a ogni richiesta di trasparenza, responsabilità e cambiamento.

lunedì 20 maggio 2024

fatevi i gatti vostri n.2044 "le mi malefiche cugine"

Tranquilli non di umane parlo. Tra di esse le malefiche ci sono, eccome. Se ne potrebbe fare l'esportazione. Per fortuna però non ho cugine di questa fatta e nemmeno amiche. Parlo dunque di omina e di omonima ovvero delle zanzare come me che hanno iniziato a fare le loro vaccinazioni. Poco male per le nostrali. Per tenere a bada quelle a me è sempre bastato il bagno di mare e lasciare la pelle un po' salata. Non voglio dire di rinunciare alla doccia come predica Mauro Corona da quel patetico vis a vis con la Bianchina. Povero Enrico non bastasse vedere l' Italia in mano ai fasci gli tocca anche sopportare la su bimba a chaperoneggiare  nel salotto dei Berluschi. Nzomma pe l'italica  zanzara, riconoscibile per la scritta dux tatuata tra le ali, r mi conziglio è: 

fate un paio di tuffi a Calafuria, asciugatevi ar sole e la doccia fatela a tarda sera tanto perché un vi brucino la topa er culo di notte. Otterrete in questo modo un effetto prosciutto che ala zanzara non piace. 

Ovvio che sta mi perzonalissima teoria si basa sur fatto che ammé mi funziona. E  per di più le zanzare sula spiaggia e sule scogliere un ce l'ho mai viste. Samatta che è rossa di pelo e bianca caciata di pelle non registra grandissime migliorie cor mi sistema. Ma ale Trombanti, Marina e Daria, funziona. Mi pare anche  che, quando glielo nzegnai, Dani ne avesse trovato beneficio. Non bisogna lavassi subito pero. Propio pe da tempo ar sale di entrare un poinino affondo e permetteci di ottenere la famosa pelle ar sapore di sale. Vella che, secondo Paoli fa un tale effetto arrapante che se lo vengano a sapé velli che fanno le pasticche der  Viagra spostan subito la fabbrica all'Ardenza. 

Ora ecco i piani di guerra. Siccome  ar mi giornale è arrivato no stralcio der terzo libro di Vannacci che sarà ntitolato "un so solo i ghei a  pigliallo n culo", da quer poco che ho scorzo mi so resa conto che r generale farnetica sula  sostituzione ettinica prodotta dala migrazione dele zanzare affricane e asiatiche che nzidiano la nostra zanzara dux .Mi corre dunque l'obbrigo   di rendevi  edotti su du moniti che Vannacci dispenza a tutti i lettori cola generosità che lo contraddistingue, ovvero:  bisogna conosce r nemico pe potessi difende meglio. Seguito dar più greve ma decentemente efficace: pe un pigliallo mai nel culo, mele strette e spalle ar muro.

E allora bagnamoci sì coll'acqua di mare, teniamo le mele strette, che un fa mai male ma cerchiamo di mette in atto tutte le strategie difenzive contro le mi  cugine maggiormente malefiche e pericolose. 

E così direi che qui vi posso abbraccià e salutà augurandovi bona settimana.

Zanza

Di segito vi presento na zanzara tremenda e n'infezione che si pole prende da arcuni tipi dele nostre zanzare comuni. Al termine di queste du presentazioni le norme pe la prevenzione.

La Giapponese (aedes japonicus)



a zanzare giapponesi stanno invadendo la nostra penisola. Scoperte in Friuli, sono una delle tre specie di insetti più invasive al mondo. "Il timore è che dall'area orientale del Nord Italia si trasferisca nella parte occidentale", ha  spiegato a Repubblica il medico veterinario Annapaola Rizzoli. Ma ora il rischio è anche che queste zanzare diventino un vettore virale per alcune malattie infettive come la febbre del Dengue o la Chikungunya, con febbre e forti dolori.


La zanzara giapponese nasce e vive principalmente nei boschi ma si diffonde rapidamente anche nei centri urbani umidi e freddi. Simile alla zanzara Tigre è molto aggressiva e molesta e agisce soprattutto di giorno. Questo insetto di origine asiatica è responsabile della "encefalite giapponese", caratterizzata da mal di testa, febbre e disturbi gastrointestinali.  questa è la foto ma un penziate di potelle riconosce scanzà perché fa prima lei a pungevi quindi valgono le precauzioni che scrivo in fondo.



L'infezzione  west nile e la zanzara culex

sfatiamo subito un logo comune che si va diffondendo

La wsat nile unnè na specie di zanzara ma un virusse

virus West Nile (WNV), appartenente alla famiglia dei Flaviviridae. L'agente patogeno della West Nile disease si mantiene nell'ambiente attraverso il continuo passaggio fra i vettori artropodi ematofagi (soprattutto zanzare del genere Culex) e gli uccelli selvatici, che fungono da serbatoio di infezione. Altri vertebrati sono, invece, ospiti occasionali, nei quali il ciclo biologico del virus West Nile tende ad interrompersi, poiché il grado di viremia risulta insufficiente per il mantenimento dell'infezione in natura.

Tra i mammiferi, solo l'uomo e gli equini sviluppano la malattia, anche se una transitoria viremia può essere riscontrata in diversi altri animali (tra cui cani, gatti e conigli).

In generale, nei serbatoi di infezione, uccelli migratori e animali domestici, il virus può persistere da alcuni giorni a qualche mese.

Dove è diffuso il virus West Nile?

Attualmente, il virus West Nile è diffuso nelle regioni temperate e subtropicali di Africa, Asia occidentale, Europa, Australia ed America.

In Italia, il primo focolaio di febbre del Nilo è stato confermato nella tarda estate del 1998 in Toscana; dal 2008, la circolazione del virus West Nile è stata segnalata ogni anno nelle persone, negli animali e nelle zanzare, in diversi territori italiani.


Come si prende la Febbre del Nilo?

La febbre del Nilo viene trasmessa alle persone e agli animali, generalmente equini e uccelli, attraverso la puntura di zanzare infette. L'infezione non si trasmette, invece, da persona a persona.

Modalità di contagio più rare comprendono:

Contatto con animali infetti o con il loro sangue e tessuti;

Trasfusioni di sangue e trapianti di organi;

Trasmissione verticale, cioè da madre a feto durante la gravidanza.

Ruolo delle zanzare

Le zanzare s'infettano quando pungono gli animali infetti. Il virus West Nile arriva alle ghiandole salivari e, a sua volta, può essere trasmesso con la puntura alle persone o ad altri animali, nell'organismo dei quali può causare la malattia.

In Italia, le specie di zanzare che più frequentemente possono trasmettere il virus responsabile della febbre del Nilo sono Culex pipiens s.l.


, Culex modestus 



e Ochlerotatus caspius



 mentre, come serbatoio di infezione sono state identificate oltre 70 specie di uccelli, per lo più passeriformi e corvidi. Ma questi un so granché pericolosi perché difficile che vi vengano a beccà.  Possano però diffonde il virusse So più pericolosi l'uccelli dell' omini perché possano fa gonfià r buzzo ale donne. 

Cosa accade nell’uomo dopo la trasmissione del virus West Nile?

Subito dopo essere stato inoculato nell'uomo, il virus West Nile inizia a moltiplicare nelle cellule di Langerhans del derma, quindi si diffonde attraverso il circolo ematico a tutti gli organi del sistema linfatico. La viremia dura circa 10 giorni, con un picco a 4-8 giorni dalla puntura del vettore.

Il superamento della barriera ematoencefalica da parte del virus West Nile, determina l'evoluzione del quadro clinico verso gravi forme di meningite o encefalite.

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Cosa si pole fa noi pe proteggessi


Ogni anno la maggior parte de comuni italiani intervengano per contenere la proliferazione delle zanzare con trattamenti nelle aree pubbliche eseguiti a cadenza mensile da aprile fino a ottobre.

L’obiettivo è quello di ridurre la presenza di zanzare con interventi di prevenzione, che siano efficaci e a basso impatto ambientale, promuovendo nello stesso tempo la partecipazione dei cittadini.

Cosa dobbiamo fare tutti

Dall'inizio di aprile alla fine di ottobre bisogna:

non abbandonare all’aperto contenitori che possano raccogliere acqua (sottovasi, annaffiatoi, recipienti ecc.) oppure svuotarli dopo l’uso e rovesciarli in modo che non raccolgano acqua piovana

proteggere con una rete zanzariera a maglie fitte i contenitori che non possono essere svuotati e rovesciati (es.: i bidoni degli orti) oppure chiuderli ermeticamente

trattare con prodotti larvicidi l’acqua dei tombini e delle caditoie nel periodo da aprile a ottobre

non abbandonare all’aperto rifiuti

Inoltre si raccomanda di:

svuotare fontane o laghetti ornamentali oppure effettuare gli interventi larvicidi con gli appositi prodotti a basso impatto ambientale, adatti agli ambienti acquatici. In alternativa si possono introdurre pesci rossi, che si nutrono di larve di zanzara

non conservare i copertoni all'aperto, oppure coprirli con un telo ben teso, da svuotare dopo ogni pioggia. In ogni caso, assicurarsi sempre che non vi sia acqua al loro interno

falciare regolarmente l’erba e le siepi, in modo che le zanzare adulte non vi si annidino.

Ove previsto dai comuni si possano andà a prende gratuitamente dele pasticche da sciogli ne tombini interni a condomini, giardini privati e altre aree accessibili solo dai propietari.


martedì 14 maggio 2024

fatevi i gatti vostri n. 2043 "Non ce ne sono molti così"

Nei momenti di crisi del blog la sottoscritta è sempre stata chiamata al timone. Non perché non vi siano persone in grado di farlo altrettanto bene e probabilmente meglio per quanto attiene alla qualità della scrittura ma forse perché io sono la redattrice più distaccata dagli eventi familiari che in qualche modo si ripercuotono sul blog. Dani è stata a lungo ad aiutammi qui a Livorno, al Bar Nado. E' stata una mano eccezionale. I miei vengono tutti i giorni ma sono stanchi e anche un po' scorbutici. La clientela, si sa non è più quella di un tempo, fatta dia avventori che  si rifugiavano qui a smaltire il peso di giornate di lavoro durissimo, a mettere tra parentesi le discussioni familiari, ad animare la consueta partita a scopone o tressette. La classe coeva di Don Luigi e Uliano ha trasmigrato tutta nell'aldilà. I loro eredi, come Dino, Dante, ir mi babbo, Armandino (il babbo di Samatta) hanno tutti settanta o più anni. Adesso la nuova clientela è fatta di giovani che vengono a bere cocktails e spritz . Quest'urtimi Dani, da brava veneziana, li prepara benissimo. Da quando si è messa al banco siamo doventati il bar più ricercato per lo spritz all'Aperol e al Bitter. Novità delle novità, poi, è stato introdotto anche il Select (tipicamente veneziano) che Dani mi aveva portato in notevole quantità. E' la versione che preferisco, meno amaro del Campari e meno dolciastro dell'Aperol. Se miscelato solo con prosecco docg di Valdobbiadene, senza aggiungere soda, ha per me un gusto fantastico. I giovani, parlo dei ventenni o giù di lì, purtroppo hanno una caratteristica che non apparteneva alla generazione mia e del Tafano. Sono pesanti nel farti i complimenti e inclini a scatenare risse. Anche perché buona parte di loro o bevano troppo o si impasticcano. Un paio di volte Dino e r mi babbo ne hanno dovuto pigliare qualcuno pelle trombe del culo e sbatterlo fuori, ma l' urtima volta che ciò s'è verificato c'è stato r seguito. La mattina dopo abbiamo trovato tutti i finestrini del Doblò da carico frantumati, le gomme tagliate e la carrozzeria ammaccata da calci. Oltre dumila euro di danni. Per fortuna r  mi babbo temendo la guida dela mi mamma e la mia ha sempre fatto un' assicurazione 4x 4 che copre anche l'atti vandalici. Dino brontalava: "ci sosse stato qui Dantino s'andava a piglialli a casa uno per uno que pezzi di merda". Ma non si rende conto che non si tratta più delle scazzottate dure ma leali d'un tempo. Questi 4 stronzi se  prendon dele belle legnate ner muso so capaci di tornà cor una pistola o di tirà fori un cortello. Così se al banco siamo solo donne è meglio. Almeno se litigano lo fanno tra di loro  e noi  si pole chiamà la polizia. Samatta poi è in grado di picchià duro più di un omo. E' arivata a un so quanti livelli nela boxe tahilandese e se qualcuno propio ci aggredisse ci dovrebbe fa bene i su conti. Comunque un si vive più tranquilli e mi fermo perché la storia sarebbe lunga. Ora Dani è tornata su perché da primavera a ottobre Holly ha parecchio lavoro cola barca. Potrebbe esse l'urtimo anno che la tiene. Per ora, comunque, seguita a mèttila n moto ogni mattina all'arba. Dante, s'era già bell e detto, ha subito na trasformazione. Cola morte di Balena è come se gli fosse andato via un pezzo del su spirito. Da più recenti aggiornamenti, ricevuti da Dani, resulta che: lui la mattina s'arza prima di tutti e prepara le tre colazioni poi dice ogni giorno la stessa frase: "allora bimbe se un avete bisogno d'altro io vo via. Ci si vede stasera". Parte in bici o in motorino se la stagione lo consente o in autobus se piove. La meta è sempre Malcontenta dove ha barca, camper e la sua rimessa cogli attrezzi. La barca però è da settembre che non la usa e il camper non lo move. Lo mette solo in moto ogni tanto. Spesso quando è lì fa il pane da sé o frigge qualcosa, nzomma tutte quelle attività che a casa sporcano e così si prepara da mangiare pel mezzogiorno. Dani dice che è disponibilissimo per quarsiasi cosa loro gli chiedano ma se un gli chiedan nulla lui un dice una parola. Sta da solo tutto il giorno. La sera ritorna un po' rossiccio in volto, segno che ha bevucchiato ma non attacca più colle su storie e le su polemiche. Mangia zito, ascolta il telegiornale di Mentana, dopo  fa solo un commentino su vestitini di Lilly Gruber, per la quale ha sempre avuto un debole.  Roba del tipo: "bada cosa è ndata a cercà Lilli Bube! Quell'è un optical di Vasarely. Bisogna avé un certo senso estetico pe andà a sceglie quella roba". Poi beve ir caffé la grappa e si congeda cor una frase simile a quella dela mattiuna: "Allora bimbe, se un avete bisogno d'altro io vo a letto".  Resterebbe Bob ma Bob...chi lo acchiappa più Bobbe? Perzo tra le casette di Osforde e le zampette dell'ingresi. Bello r mi Bobbe, com'è cambiato da quando s'era ragazzi. 

Ora per none sta a parlà sempre de cazzi nostri vorrei   recensire il libro di un collega che ovviamente guardo dal basso in alto con estrema ammirazione. Ho letto con molta attenzione e con gusto l'ultimo libro di Antonio Padellaro. Me lo ha mandato in regalo Dani sapendo che un tempo ero una giornalista e li spritz li bevevo invece di preparalli. Secondo me di giornalisti così non ce ne sono molti e il libro è na sorta di testamento professionale.  Compratelo se vi fa voglia, non vi deluderà. Io la mi copia l'ho messa al bar Nado e Dani dopo avella letta, la sua l' ha sistemata nela biblioteca di Esserino a disposizione di chi va a sedessi lì pe un po di riposo e na bona lettura.

Ecco la sinossi del libro:


«Sì, mi sono divertito ma la festa è finita da tempo. Il pianeta cartaceo si sta rapidamente sgonfiando sotto i colpi implacabili della rete e del disinteresse. Ancora qualche anno e le vecchie redazioni non esisteranno più come sistema pensante. E l’idea del giornale come idea del mondo rimarrà in una forma estremamente elitaria e con numeri sempre più piccoli. Mi sento come il sopravvissuto di un pianeta che progressivamente scompare».
Antonio Padellaro è una delle grandi firme del giornalismo italiano. Pur riconoscendo che “sangue e merda”, in una celeberrima definizione di Rino Formica, potere, politica e interessi degli editori abbiano da sempre condizionato la professione, l’autore ci racconta i meccanismi che governano la notizia e i retroscena che spesso l’accompagnano. Più di cinquant’anni di giornalismo, di scoop e ricordi autobiografici, di ritratti di personaggi potenti o eccentrici che si sono succeduti, di “maestri” e amici di sempre.
Solo la verità lo giuro è un libro sincero, che non fa sconti a nessuno, tanto meno a chi scrive, un diario intimo fatto di confessioni, riflessioni e rivelazioni, spesso dirompenti e amarissime. Senza mai perdere il gusto dell’ironia (e dell’autoironia) a cui Padellaro si è sempre affidato.

domenica 21 aprile 2024

fatevi i gatti vostri 2042 "Il Tatami Meraviglioso" raccontino zen dello zio Dante

Con opera lenta e paziente sto cercando di ricreare in casa la vecchia serenità che al mio rientro da Livorno mi era parsa volata via, insieme a Balena. Purtroppo questo tempo freddo, che non ricordo di aver mai sentito in aprile inoltrato, non aiuta molto. Ieri ho trovato su un pezzo di carta da pacchi tutto stropicciato un manoscritto dello zio. Non avendolo mai udito prima ho pensato che fosse opera abbastanza recente.



Si tratta di una storia simil zen, di quelle che allietarono molte delle mie sere da ragazzina, quando con Bobby stavamo accanto alla stufa ad ascoltarlo. L'ho faticosamente letta e trascritta qui sperando che vi piaccia o vi faccia sorridere. Lo zio al posto dei nomi dei maestri zen ha messo solo le iniziali. Forse per non urtarne la suscettibilità. Pare che siano tremendi anche dall'aldilà. Ho rispettato la sua scelta.

Buona domenica a tutti


Dani


Il tatami meraviglioso.


Il famoso maestro zen T.N. viveva in una maniera così semplice e sobria da rasentare l'indigenza. I suoi abiti erano ormai logori, non portava calzature, la sua modestissima abitazione aveva il pavimento pieno di crepe e fessure in cui si annidavano formiche e altri insetti. Nondimeno era riconosciuto in tutta quella regione del Giappone come il più saggio e venerabile dei maestri. Molti erano i discepoli che lo frequentavano avidi dei suoi insegnamenti. Tra di essi, l'allievo G.Z. soffriva nel vedere le miserrime condizioni in cui versava  un sì grande faro di saggezza e conoscenza e desiderava onorarlo donandogli qualcosa di consono alla statura morale di quel vecchio saggio. Non osava tuttavia intervenire tentando qualche restauro della casupola. Né si azzardava a donare una veste lussuosa. Penso così a qualcosa che non alterasse niente di ciò che il maestro aveva dintorno ma che almeno eliminasse alla vista  le brutture di quel pavimento sconnesso e pieno di insetti. Si rivolse così ai migliori intessitori di stuoie e chiese loro di realizzare un grande tatami da pavimento cercando di tirar fuori  quanto di più bello e stupefacente avessero mai creato. Ci volle quasi un anno ma quando il tatami fu pronto G.Z. rimase attonito in contemplazione. Non aveva mai visto niente di così bello: Il tatami comprendeva tre grandi mandala. Il numero tre voleva rappresentare probabilmente i tre tesori del buddismo. All' interno ogni mandala si suddivideva in altre tre mandala più piccoli che contenevano a loro volta altri 3 mandala minuscoli. Il  meraviglioso stava  nel fatto che nessuno riusciva a contare tutti i mandala presenti. Gli occhi e la mente perdevano la concentrazione e chi si era cimentato nell'impresa cadeva in una specie di trance. Se questa era la meraviglia prodotta a livello di effetti psicofisici, i tecnicismi usati non erano da mano, i milioni di pagliuzze costituivano mosaici perfetti e nessuno comprendeva come potessero stare insieme in una maniera così solida. Il costo fu salatissimo ma G.Z. veniva da una famiglia agiata e non gli pesò investire in quella meraviglia tutto quanto aveva come sua riserva personale. La notte prima del mattino in cui aveva programmato la consegna G.Z non riuscì a chiudere occhio. Temeva che qualcuno potesse rubare il tatami nonostante avesse assicurato il manufatto al suo polso con una corda e avesse messo a guardia i 6 cani posseduti dalla sua famiglia. Il mattino seguente, aiutato da due servitori, si recò alla dimora di T.N. e inginocchiandosi davanti al maestro srotolò il tatami  dichiarando che era un dono per lui da parte del suo umile allievo. Il maestro fece un lieve cenno di ringraziamento con la testa, poi sempre col gesto ordinò ai due servitori di arrotolarlo e poggiarlo in un angolo. Gz non dormì neppure la notte seguente, pensava a quale destinazione avrebbe dato il maesto al suo meraviglioso tatami. Lui lo aveva pensato per coprire il pavimento ma forse il maestro vedendo quella meraviglia lo avrebbe appeso non volendo che alcuno lo calpestasse. Grande fu il suo dolore e la mortificazione quando il mattino seguente, recatosi alla casa del maestro vide la stuoia srotolata sull'aia antistante la casa. Per di più due maiali e  un cane vi stavano stesi sopra. Il cuore batteva forte nel petto del giovane monaco  e avrebbe voluto chiedere conto del motivo per cui il maestro l' avesse umiliato in quel modo. Non poteva però rivolgere una domanda così diretta. Certo TN avrebbe reagito a tale insolenza bastonandolo e cacciandolo dalla scuola. Così pensò di chiedere a H.K. un altro grande e venerato maestro che, però, non aveva ancora raggiunto lo status di T.N. Conosciuta la storia H.K. disse soltanto: "Se avessi ricevuto io quel tatami lo avresti trovato nella stanza del cesso" e lo licenziò con un gesto imperioso che non ammetteva repliche di sorta.

Il giovane continuava a non capire e volle fare un altro tentativo con R.T. maestro in ascesa, non ancora al livello degli altri ma che sapeva essere un po' più loquace.

"Mia povera zucca vuota- disse questi- come puoi tu interrogarti sull'operato del venerabile T.N.? Quale incredibile presunzione ti muove a ciò?"

"Il monaco balbettò: "io ...io.. volevo solo abbellire la sua casa rendendola degna della sua grandezza"

Il maestro lo fece ruzzolare a terra con un calcio nel sedere e lo bastonò ma essendo il più loquace degli interpellati gli pose tre  domande affinché il giovane  avesse la opportunità di aprire la sua povera zucca.

Come poteva egli aver pensato che una deliberata scelta di T.N. sul proprio modo di vivere potesse essere messa in qualche modo in discussione?

Come poteva pensare che il venerabile maestro potesse essere sensibile a tali sciocche ostentazioni?

Infine come poteva non comprendere che chi modifica la propria immagine o quella del proprio modo di vivere per mostrarla ad altri o per compiacerli, è come se cedesse ad essi un pezzo della propria libertà?

DDD




 


sabato 13 aprile 2024

fatevi i gatti vostri 2041 "aggiornamento"

Ringrazio tutti gli amici che ci hanno scritto e si sono uniti nel saluto a Balena. 

Io sono venuta  a Venezia per un breve periodo quando la zia Holly mi ha detto del mio Balena. 

Bale se ricorderete era il mio gattone di riferimento mentre Esserino faceva coppia con Bobby. 

Poi sono tornata a Livorno perché Zanza mi aveva fatto un contrattino pro tempore per aiutarla al bar. Tanto per essere in regola con tutte le formalità. Mi sono resa conto di quanto sia difficile lavorare con tutti i balzelli esistenti. Pensate che in una settimana ci sono molte giornate in cui gli incassi non bastano a coprire i costi quotidiani del suo stipendio e della collaborazione mia e di Samatta. 

Adesso sono tornata a Venezia. Con la stagione migliore il lavoro in barca triplica. Il maggior numero di turisti fa aumentare molto la popolazione giornaliera e quindi servono più prodotti e più trasporto. 

La zia vorrebbe fare il suo ultimo anno in barca, io da sola non so se potrei continuare, ho i titoli necessari ma dovrei assumere un aiutante e si ripeterebbe il discorso del bar Nado.

Lo zio dopo la partenza di Balena è diventato taciturno e pare aver perduto l'abituale buonumore col quale lo ho sempre conosciuto. Passa le giornate vicino all'ormeggio della sua barca dove tiene anche il camper e il suo box .

A sentir lui sta sistemando migliaia di cose perché mi ha detto: "dopo Balena ci sono io in prima linea per la partenza  e non voglio lasciare problemi a nessuno".

Qualche volta, lo ammetto ho pensato che potesse essere accumunato agli accumulatori seriali ma ho dovuto ricredermi. Lui ha un suo ordine particolare. Da lui persino un bullone ha il suo posto e lui sa come ritrovarlo. Niente di sporco, unto o di pericoloso. Però chi entra nel suo box deve sapercisi muovere perché si tratta di svicolare tra una infinità di oggetti ben sistemati ma presenti ovunque. Solo di bici, tra smontate e montate  ne saranno presenti almeno 20 e poi motorini, motociclette e una infinità di attrezzi da lavoro come morse, saldatrici, seghe, mole. In 25 mq ha infilato il mondo!

Nemmeno se vivesse 100 anni potrebbe usare tutta quella roba.

Veniamo alle pelose delle quali mi avete chiesto notizie.

Non mi pare che abbiano accolto tragicamente la scomparsa di balena. Dormono, mangiano e fanno i loro bisognetti come sempre han fatto. Solo che quando entro io se ne vanno sotto al letto. Forse mi stanno facendo pagare la lunga assenza da Venezia. Anche lo hanno capito che per le questioni di cuore sono davvero inaffidabile.

Qui ci sono due foto che le ha fatto la zia. Alice (detta Cice) sul tavolo vicino al pc

 ed Emma sulla cassa di legno che era di Balena. Lei però ha preteso una cuccia di stracci.

Quanto a Balena la zia ha espresso il desiderio ti tenere in casa quel che resta del suo corpo mortale. Ecco la sua urna cinerari con foto. Realizzata artigianalmente.






Un abbraccio a tutti voi e buon fine settimana

Dani