martedì 12 giugno 2018

Fatevi i gatti vostri n 1015 "una vecchia quistione filosofica ingrese e i cazzotti der mi babbo"

In margine al fatto di ieri che, ovviamente ognuno ha inquadrato dal su punto di vista anche se mi pare che nessuno ne al barre ne tra i lettori abbia fatto panegirici di Sarvini o abbia predicato la caccia al diverso. Pe la cronanca il tipo la stessa sera è entrato in un barre di Follonica e siccome voleva una birra senza soldi ne ha rotta una vota e ha minacciato ir cameriere, so arrivati i carabinieri, dentro una notte e stamattina riera a giro cola medesima biciletta, lui a un fa na sega e io a rompemi i coglioni cor plexiglas pe aggiustà la finestra del camper. Rispondo però ala solita signora che le su rimostranze ce le fa per meile e mi dice che scrivendo post di questi tipo  io velatamente soffio sur foco e faccio propio ir gioco di Sarvini. 
Chiariamo varcosa allora
seddercaso io non fossi stato chiaro o quarcuno m'avesse confuso:
In tutto il bar nado Sarvini un l'ha votato nessuno e solo uno ha votato di Maio. Io Dino Zanza ir Tafano e Samatta un si vota. Le trombanti hanno provato Grasso come Ampelio e Nara. Parecchi non sono andati non per fede anarchica ma perché si so rotti i coglioni. Quarcuno è andato e ha sprcato di merda la scheda, si sà chi è ma un si pole dì, è reato.
Io tutte le mattine piglio ir treno co negri e né li sento puzzà ne mi da noia se berciano come ossessi so omini come e me di razze diverse e meno male ve lo immaginate se i cani o i gatti fossero tutti eguali? E un credo che un cane lupo quando incontra un bracco ni faccia schifo o si senta superiore. Ma se uno dei due ha in bocca un osso e qull'altro glielo vole prende so casini. Così è per me. 
Ner passato dela filosofia si ricordano le posizioni di Locke e Hobbes, uno fautore del giusnaturalismo, l'altro del giuspositivismo.
Io ho sempre amato le idee di Locke, non perché fossero perfette e quelle di Hobbesse sbagliate ognuno diceva cose sensate e altre meno ma ho sempre pensato che se le leggi me le devano fa l'altri facendoci i su porchi conti e i su interessi io d'una legge che mi dovrebbe tutelà e me lo mette nel culo non me nefaccio d'una sega nulla. Ovviamente so costretto a compromessi perché vivo a Venezia in mezzo ala gente ma quando s'arriva ai minimi termini la giustizia so disposto a fammela prima da me e in caso dopo, a fammi giudicà da quella dell' omini. Salvini che forse sa chi era Locke perché dice che il liceo l'ha fatto, sostiene invece una logica Hobbesiana basata sul fatto che le leggi servano  e devano essere in mano a uno stato forte che protegga gli interessi e la libertà dei propri cittadini. In realtà  il su stato ideale controllerebbe  tutto e tutti e la storia suggestiva di farsi paladino della legittima difesa maschera ben altri disegni.
Per me se è difesa è legittima sempre e un mi serve che me lo dica Sarvini o che la Serracchiani mi dica che lo sa lei quando io mi devo difende e quando no.
Nela mi vita ho sempre dato e messo a disposizione di tutti tutto quello che ho, se uno m'ha chiesto 10 lire e l'avevo so rimasto senza io ma perdio se me li chiedi e se te li voglio dà no che arrivi e mi metti le mani in tasca o mi sfondi l'uscio. In quer caso scatta l' istinto der gatto e der cane e m'incazzo di brutto e se m'incazzo anche a 64 anni è meglio un essemi davanti.
Coll' intruso der campere ho adoprato ir cortello pe fagli paura perché paura cole mani a uno che ha 40 anni meno di te un gliela fai e allora  se reagisce  poi ti tocca troncallo davvero a forza di cazzotti e se gli fai male come è inevitabile che sia, ti tocca pagallo.
Allora la solidarietà è un discorso, il razzismo è un altro discorso, Sarvini soffia sule paure e piglia voti ma è un altro discorso ancora, il mio è semplice semplice, m'arrangio da me. Mi piglio la briga di esse giudice dela gravità o meno der fatto. Dietro l'uscio di casa mia c'era ir fucile prima che nascessero  Sarvini e la Meloni. A Livorno Uliano lo teneva scarico (ma cole cartucce a portata di mano) mentre a casa dela mi nonna in campgna era sempre coi pallettoni dentro. Un c'è mai stato bisogno d'adoprallo ma quando ar mi poro babbo ni chiesi perché quer fucile fosse sempre pronto lui mi disse: "perché quando uno un vole capì che un deve fa na cosa, se gli berci ci sta che smetta ma se gli berci e gli dai du manate capisce meglio. Il fucile è per quelli che sai già che so disposti a fatti der male e allora se capiscano a vedello so du vite risparmiate se un capiscano allora è bene decide per primi è na cosa brutta  brutta ma se capita è meglio sbaglià e restà vivi che stacci a pensà e fassi ammazzà.
Un ho mai visto ir mi babbo fa un spruso a na persona, un l'ho mai visto rubà uno spillo, un andava in chiesa ma se Don Luigi veniva al barre e parlava di gente che aveva bisogno lui era il primo a mette mano ala tasca. Eppure na volta ar porto, ci sera anche io e Dino, un tedesco gosso come lui e forse di più prencipiò  a insultallo e a sputanni ner viso un si sa bene per quale questione. Ir mi babbo fece finta di niente  si girò e mi disse: chiama Dino e andiamo a casa. A me il fatto che non avesse reagito non mi tornava e ni domandai: "pensavi di un faccela babbo?
" Se pensi di un faccela è certo che un ce la farai mi rispose, no era briaco e poi c'eri te e Dino, questi so affari da omini grandi"
Il giorno dopo il tedesco non era più briaco e il mi babbo prese il fazzoletto che ci s'era ascigauo dalo sputo e ni disse solo, " mangialo"
Il tedesco rise
"Mangialo è meglio per te."
Il tedesco rise più forte.
Mangialo
il tedesco stava per sganasciassi ma  un rise più pe tutta la su vita perchè il cazzotto gli aveva portato via tutti denti e resa la faccia piatta come quell'a d'un cinese.
 Reagì perché era un omo forte o meglio tentò di reagire  ma il mi babbo a forza di cazzotti lo buttò giù dal molo.
 Io gli dissi" bravo babbo sei il mi eroe" e lui mi rispose
" bimbo uno che fa a cazzotti un è un eroe ma  quando un testa di cazzo  ti sputa ner muso bisogna che capisca che un è ir caso di fallo più"

Un abbraccio a Tutti
Dante


lunedì 11 giugno 2018

fatevi i gatti vostri n 1014 "perché votano Salvini"

Credo che accoglierò davvero il consiglio della saggia Murasaki e alla prima occasione volerò da Dani sperando che l' Inghilterra riempia se non il vuoto del mio cuore almeno quello delle mie zampe.
Mi scuso per essere in questi giorni la firma ricorrente del post ma Holly è in deadline per raggiungerci e fra lavoretti gatti e preparativi non respira proprio. Dani ha collaborato ma richiede anche lei un trait d' union tra la produzione artistica e la messa on line della medesima. Dante da sempre racconta ma è restio a mettersi davanti al pc e allora se mi deve dare una velina fatta con la fedele olivetti perché io la trascriva tanto vale che si rilassi davanti a un buon rosso e sciorìni a voce il materiale del post.
Oggi ce n'è e anche troppo:
Stamattina Dante quasi con un sesto senso mi ha svegliata quasi mezz'ora prima perché lo portassi alla stazione.
" oh he hai fatto stanotte?" n'ho detto. "Il Ciampi russava in do maggiore?" "
"No no ho dormito," ha risposto "ma ho fatto brutti sogni, ho sognato che rièro in galera"
"boia dè" n'ho fatto io chissa come avrai stretto 'r buo der culo".
"Si te ci ridi ma quando andetti in gatta buia pe la storia der cane dei Dino mi tocco guasi ammazzanne uno pe fanni capì che ne pe scherzo né pe burla ntorno ar buo der culo n ci voglio nulla"
"Ma davvero ci provano con tutti?"
"E' guasi di norma o se  ale docce vedano che sei appetibile davanti, ti ritrovi diversi finocchi che ti si propongano e quelli mi riesciva peggio di levammeli da coglioni perché mica li poi picchià lorolì poerini".
"Boia, meno male so donna"
"O perché? voi andà n galera anco te?
"No ma un si sa mai"
"Dice che tra le donne è peggio che dall' omini come arrivi devi lecca la topa a tutte e poi costruiscano de cazzi co tutto ir materiale disponibile e l'adoprano co più cattiveria dell' omini ti sfondano davnti e di dietro".
"Nzomma speriamo ir sogno sia restato sogno mi viene digià da rigetttà" n'ho detto mentre sputavo ner secchio mezzo caffé che, a quell' immagine der carcere femminile, m'aveva preso l'ascensore dalo stomaco ala gola.
"E invece i sogni so strani so premonitori vand'ero
in Tibette sognai che avevo visto la mi mamma che li squartatori di cadaveri ni staccavano i bracci pe danni all' aquile. Ni telefani e stava bene. Un brutto sogno. Dopo na settimana tornai a casa pe raccattalla in braccio morta dopo la prima sera dar mi arrivo. Siamo capaci di vedé avanti, ner futuro ma un ci si vole crede e si penza sieno superstizioni".
"E come s'è avverato ir sogno"
"S'è avverato che appena arrivato a Follonica ho preso la bricicretta ala stazione e mi so precipitato al camper pe prende il tonno e l'arrosto pe Ito che gli avevo messo via ieri. Ner campere ci tengo i piatti plastica, i sacchetti pe un fa sudicio e ir cibo pe ito nonché varcosina pemmé".
"E che è successo?"
"Dé arivo ar campere e ala scaletta c'è na bici legata.
Penso, sarà quarche ragazzo briaco che abita di fronte e pensavo già a come trovallo.
Poi mi so detto va be vo dar gatto e quando torno vedo.
Entro e vedo du piedi gnudfi  nela cuccetta.
Dio boia mi so detto e te lo sai come so fatto io un è passato nemmeno iun secondo che avevo digià ir cortello da subbe in mano e ir beduino cor cortello ala gola mi sentiva dì:Oggi l' Isisse lavora all' incontrario ora ti taglio la gola." Siccome in questi casi un si pole fa finta, perché possano reagì,  ho pigiato e n'è sortito un ber rivolotto di sangue arché Amedde ha cominciato a sbercià:
"No no amigo io no sa dove dormire, io bono, io no preso neinte guarda tuta tua roba dentro, tua torcia tuo rologio sub tuto qui. Perdona Perdona amico."
Per entra aveva spaccato ir lunotto e l'ho preso pela collottola e ni ciò picchiato la fronte "questo come cazzo lo aggiusto?  Ci vorrano dugento euri."
"No soldi amico no soldi perdona io porto domani pillia mia bicicletta leiu vale dugiento euri."
"Si poro te! Piglio na bici rubata. A me m'arrestano è a Te che un ti fanno una sega nulla per questo non ho chiamato i carabinieri." Per questo la gente che un vole trovassi nessuno in casa vota Sarvini anche se dubito che anco lui faccia varcosa per loro. Ner dubbio io fo da me a costo d'andà in galera, mentre ni facevo ir culo quadrato a pedate n'ho chiarito un concetto.
Amico io so islamico integralista, se anche un bimbo fa uno sfregio in questo camper io vengo a cercà te e te lo faccio ner viso, se mi manca uno specchietto vengo coll'accetta e ti taglio una gamba. Se piglia foco il campere io ti trovo e brucio te la tu moglie il tu babbo e tutti i tu figlioli.
Poi mi metto in ginocchio e ringrazio Allah che mi ha chiarito qual'è la strada"

Qui termina ilr acconto di Dante. Non ha fatto le foto ma poveretto ha dovuto lavà tutto, disinfettà tutto e ora n'è venuto in mente di rattoppà l'oblò spaccato cor una scritta on the road since 1982
L'ho convinto io. Lui ci voleva scrive:
Allà akbar

Zanza


domenica 10 giugno 2018

fatevi i gatti vostri n. 1013 " rose dal cuore di Dani"

Cara dolcissima Dani
diventerei patetica a descrivere quanto mi manchi, quanto mi manca il tuo profondo senso di amicizia, la tua calma tenerezza e anche i tuoi silenziosi magoni. Siamo state conoscenti e amiche per tanti anni ma solo l'anno scorso ci siamo confrontate, ormai cresciute, ormai donne coi nostri amori e non amori, con la nostra voglia di vita e anche una puntina di discgusto per come la si vede vivere. Mi mancano le notti insonni a chiacchierare finite con una mattina in cui cantavamo come due matte.
Ormai rapita dall' Inghilterra che ci aveva già sottratto Bobby, dubito che possano di nuovo esserci tali momenti di intenso cameratismo ma plaudo alla tua scelta, al tuo coraggio nelle decisioni al saperti tirare fuori da queste sabbie mobili della lamentazione quotidiana.
Sono felice nel saperti realizzata e nel sentire che, finalmente, il tuo cuore ha ricominciato a battere per qualcosa di concreto: un bel giovanottone  che è adattissimo a una stangona come te.
Lavora, divertiti, realizzati, sposati se è il caso e fai un sacco di ragazzetti. Delle lezioni di tuo zio Dante e di Dino e degli scambi di opinioni con me trattieni solo le parti liete ma non quelle che portano al nichilismo. Sei d'altra pasta tu e credimi è meglio costruire che star sempre a riflettere su tutto con occhio critico per poi non fare un cazzo.
Un abbraccio a te e al bel giovanotto che con la chitarra non avrà, come tu osservi, la mano del Ciampi ma la suona va a tempo e si armonizza con te e che si vuole di più?
Un abbraccio fortissimo
Zanza

Qui posto  un bellissimo pezzo cover di Johhny Cash che Dani mi ha pregato di pubblicare con queste parole:

Non ho neppure il tempo di respirare ma va bene così, ho un ragazzo si chiama Evan, mi pare quello giusto ma vado con i piedi di piombo, suona la chitarra anche se a ben altri livelli da quelli del Ciampi. In uno dei pochissimi momenti di relax abbiamo registrato questa cover di un famosissimo brano di Johnny Cash che ricordo come uno degli autori che piacciono a Zio e a Dino. Si adatta anche alla modulazione della mia voce.
Un grande abbraccio a tutti voi e, naturalmente a tutti i lettori, vecchi, nuovi e ritrovati
Dani

sabato 9 giugno 2018

fatevi i gatti costri 1012 " Cowboys cercansi"





La danza, come la musica, ha sempre espresso dinamicamente lo spirito e la personalità di ogni cultura.
La Country Western Dance è il risultato della fusione di stili di ballo provenienti da paesi e culture diverse e le sue radici corrono lontane e profonde: le possiamo rintracciare nelle taverne dell’Irlanda e nelle sale da ballo d’Europa, nei palazzi degli zar della Russia, e ancora indietro nei rituali tribali dell’Africa.
I rappresentanti di tutte queste culture hanno portato le loro danze native quando sono arrivati pionieri in America e si sono ritrovati a ballare su un suolo comune.
Il cowboy non era sicuramente una creatura delicata, provato dalle lunghe ore in sella e dal lavoro faticoso; non aveva il temperamento per imparare passi di danza complicati e neanche per accompagnare una dama nella pista da ballo al suono di una musica romantica. Il selvaggio west ha prodotto dei ballerini di dubbia grazia ed eleganza, che preferivano riunirsi in una danza accompagnati da urla selvagge e goliardiche. Joseph McCoy, uno dei primi grandi proprietari di mandrie, scrisse nel 1874 che il cowboy saltava in pista senza togliersi cappello, pistole e speroni, e adattava alla musica, spontaneamente, i movimenti tradizionali portati all’ovest dalle varie culture degli immigrati.
I pensieri puritani, le proibizioni religiose e le abitudini tradizionaliste tipiche dell’est si sono mosse ad ovest insieme ai pionieri. I piaceri della danza erano spesso disdegnati e, se non completamente vietati, i balli erano studiati in modo che il contatto e la spontaneità fossero mantenute al minimo. Di conseguenza i balli preferiti dai primi pionieri erano le danze figurate e i balli folk.
Gli spazi aperti ed inesplorati dell’ovest hanno contribuito ad influenzare l’interazione fra i suoi pionieri e a modificarne il carattere e le abitudini.
Come unico punto di ritrovo e divertimento, sulla base di un passaparola, venivano organizzati balli nei fienili e per evitare il caos in pista (poche persone conoscevano gli stessi passi) emerse una figura che divenne presto leggendaria: “the caller”. Il suo compito era quello di guidare la folla eterogenea nell’esecuzione di movimenti armoniosi.
Lavorando sui passi delle quadriglie formali ed i balli tradizionali, venne aggiunta una posizione di “valzer cowboy” che ha contribuito a promuovere la Square Dance. Questo nuovo ibrido era notevolmente più alla portata di tutti rispetto alle danze tradizionali dalle quali derivava, ma inibiva ancora i giovani che non erano pronti per un ballo che consentiva un contatto con la partner.
Un nuovo ballo chiamato Polka cominciò a muoversi verso ovest, aveva l’intimità di un valzer e la vivacità di un allegro ballo irlandese e venne accolto con entusiasmo. La popolazione dell’ovest includeva gruppi di polacchi, tedeschi, francesi, irlandesi, ebrei, scandinavi, cecoslovacchi e russi, e tutti continuavano a divertirsi con i loro balli folkloristici, ma nella Polka trovarono un rifugio comune.
Rimase comunque una forte influenza dettata dai cowboys: lo slancio della gamba quando si scende da cavallo diventò un forte galoppo nella polka, e le donne erano trattate come se il cowboy stesse lanciando un vitello a terra, pronto per essere marchiato. I pesanti stivali contribuivano a far sì che i passi fossero maldestri, letteralmente “trascinati” a tempo di musica, e l’abitudine di portare gli speroni anche sulla pista da ballo obbligava i cowboy a tenere i piedi ben distanti. Alcuni di questi atteggiamenti da cowboy, benché mitigati, sono sopravvissuti sino ad oggi nella danza western moderna: la posizione base “push pull” rievoca il movimento delle braccia che impugnano le redini quando si cavalca. Il Folk unì tutte le persone che volevano ballare, essendo adatto a qualsiasi ambiente (i ranch, i granai, i cortili all’aria aperta). E’ così che un ballo che poteva definirsi “western” cominciò ad affermarsi.

Ora toccherebe a noialtre impratichirsi per metterlo in pratica nei nostri numeri, per la musica non c'è problema, leballerine ci sarebbero ma i nostri aged cowboy saranno all'altezza?

  volendo andare sul difficile ci sarebbe da cimentarsi in questo 
abbiamo bisogno del vostro incoraggiamento
baci  Zanza


venerdì 8 giugno 2018

fatevi i gatti vostri 1011 "Non sparate sul pianista"

Nel west, nel “selvaggio west”, come in un film di Leone, tra bicchieri di whisky e un mazzo di carte, qualche rara donnina che consuma la sua allegria, tra le urla. 
Ogni tanto qualche ceffone, un baro, il solito ubriacone. L’atmosfera di per sé è persino simpatica, un “universo” in piena autonomia, un “caos” di voci, rumori, schiamazzi, dove la bella di una partita diventa una questione di vita. Fuori, un passante non può percepire assolutamente nulla, solo avvicinandosi comincerebbe ad intuire un rumore indefinito, fine a se stesso, che non fa germogliare niente, però non stanca i protagonisti, fieri del loro dolce gozzoviglio.
Ma dall’esterno si sente anche la musica, la musica del pianista, che nella distrazione generale, continua imperterrito a suonare.
A tutti gli “ospiti” dovrebbe interessare il tema che si sente sollevare dal piano, ma nessuno si gira, nemmeno a guardare.
Ah! Il pianista, sempre col sorriso e col fare gentile, convinto che in fondo nessuno lo possa capire. Perché lui è l’unico che mentre gli altri si accapigliano  si dedica a riscaldarsi dal sacro fuoco dell’arte!


Dino Ciampi western

giovedì 7 giugno 2018

fatevi i gatti vostri 1010 "un americano a Livorno"

A richiesta di Giacomo pubbrico la musica del pezzo che abbiamo eseguito ieri, l'effetto particolare delle mia armonica è ottenuto solo assumendo una certa rotondità colle guance e di conseguenza amprifiando la cassa armonica naturale nonché da un discreto microfono e un bon amplificatore, un poinino giovano anche le mani a coppa ma non le considero determinanti nella qualità del sono.
4   -4   5     5    -5   -6   6  -5  5  
Born to lose, I've lived my life in vain.  

4  4   -6   -7  7 -8   7    -6    6  
Every dream has only brought me pain.  

5  -4   4    5   -4  4   5   6   -6  
All my life I've always been so blue.  

-6   7   -7  -6   6   5  -5 -4   4  
Born to lose and now I'm losing you.  

  
4   -4   5     5  -5   -6   6  -5  5  
Born to lose, it seems so hard to bear 
  
4   4  -6 -7  7 -8    7   -6   6  
How I long to always have you near 

  5     -4    4    5   -4  4   5    6     -6  
You've grown cold and now you say we're through 
  
-6   7   -7  -6   6   5  -5 -4   4  
Born to lose and now I'm losing you 

Ovviamente per non rompere troppo le palle co sta solfa che interessa solo all' armonicisti o a chi studia l'armonica, arricchisco il pezzo odierno con una chicca imperdibile George che oltre al pregio di dare pane e companatico all' ormoni di Daria (che difatti è la meno isterica dele nostre tigri) ha una bella voce tipicamente americana ci canta accompagnato dal Maestro Ciampi due pezzi immortali
uno è quello che s'è fatto tutti insieme, l'altro aiken stop lovin iu.
Pregate con me che Daria se lo mantenga perché una voce davvero americana ci mancava.

Un salutone a tutti Voi

Dante





mercoledì 6 giugno 2018

fatevi i gatti vostri n. 1009 "BONTULUS complimenti a' vincenti avete vinto stocazzo"

Sono contenta, le nostre serate musicali vanno bene. C'è qualche incasso, i clienti sono contenti, viene anche gente che non avevo mai visto prima. Abbiamo fatto una aggiunta al permesso Siae (leggi altri soldi versati) per suonare anche un pò fuori dalla sala prove. D'inverno è magnifica ma d'estate la gente vuole star fuori. Il mi babbo s'è ripreso dallo sconforto da estratto conto e mi ha detto che forse un altro anno dietro al banco lo faranno lui e la mamma. Vorrebbe andare in pensione e ha ragione ma la ritirata sua e della mamma significherebbe per noi figli o accollarci il barre o cederlo. Riccardo di certo non ne ha voglia per niente e Mosca pochina pochina. Io da sola non ce la farei e poi significherebbe carcerarsi a vita. Avevo pensato di proporre una società a Samatta ed  eventualmente a Daria e Marina ma sebbene tutte sostengano a spada tratta che la chiusura del bar Nado sarebbe sarebbe una sciagura per l'umanita, non se la sentono molto di impegnarsi fisicamente ed economicamente e le capisco. Ieri sera c'erano anche Camilla e Valentina ad aiutarmi ai tavoli e sono state davvero carine. I miei fratelli sono fortunati, hanno trovato due ragazze che a primo acchito sembrano strambe ma che, alla prova dei fatti, si sono dimostrate molto attente e rispettose delle loro relazioni. Sono contenta per loro, visto che non mi sposerò e non farò figli voreii almeno avere una nidiata di nipotini.
Nel pomeriggio con Dante e Dino si era parlato a lungo di temi esistenziali, di senso della vita di vincere e perdere che paiono le componenti dominanti nella vita dei contemporanei.
A un certo punto Dante è saltatò su con una affermazione: noi fin da piccoli eravamo nati per perdere e per fortuna tra qualche anno si perderà anche questa vita sgangherata. Ma chi vince, chi ha passato la vita a cercà di vince cosa ha vinto? Stocazzo!
A una mia richiesta di spiegazioni mi ha risposto:
Vedi Zanza noi a scuola s'andava bene, abbiamo fatto un sacco di studi e cosa ne abbiamo fatto? Nulla.
Dino è un musicista che avrebbe potuto dirigere non so quale cazzo di orchestra e che fa? Sona con me al Bar Nado. Io ho fatto di tutto, il pescatore, il professore, l'arrotino, il barbone. Forse però siamo contenti così.
In noi esiste una forma di malsano compiacimento nell' essere diversi ma anche nel cambià le regole der gioco come ci pare. Io poi tale destino lo porto anche nel cognome. Puoi immaginarti....
Non aveva bisogno di spiegarmi troppo, quel sentimento di rifiuto del conformarsi a ciò che è normale mi dilania da anni e non ci posso fare nulla se non chiedere loro una musica che stia bene col mio stato d'animo.
"Va bene" mi dice Dino "ma dinni  a Daria che porti il su trombante".
"Nantra tromba?" chiedo io.
"Ma no quer gigantone americano che  sona ir violino."
"Ah George voi dí ma unnè mia r su omo !"
"Ho detto trombante no fidanzato Zanzina te sei l' unica che dorme pe ste cose ma le sorelle bandiera un dormano lorolì".
"Ma saranno cazzi sua no con chi va a letto?"
"Mia no di certo."
Fo un giro di telefonate e in serata il gruppo è  formato
Ampelio: batteria
George: violino
Samatta:sax
Dante: armonica amplificata
Dino: ir solito esagerato, chitarra e pianorgano.

La gente si spella le mani già alle prime note
Bon ascolto
Zanza
nota:
C'è quarche rumore di fondo perché siamo fori ma armeno si sentono de battimani sinceri e a un certo punto si sente anche George che dice IOBOIA in ingrese