domenica 15 novembre 2020

fatevi i gatti vostri 1663 "Cavarsela? Un' arte"

 Domenica| Venezia è avvolta da una densa caligine che qui chiamiamo "caìgo". Dante da ieri è sulla barca ad aggiustare l' invertitore perché sapete come si dice a Venezia? 

  • Na peada te la ciapi da un soto
  • ovvero: riesci a prendere un calcio da uno zoppo

Che Dante traduce con "quando è merda è merda hai voglia a stringe r culo" 

modi di dire che rimandano all' italianissimo: piove sul bagnato.

Covid al galoppo, lavoro agli sgoccioli e ti si rompe un pezzo importante della trasmissione! Un bacio della Dea Fortuna. Comunque è a buon punto, ha trovato tutti gli ingranaggi smontandoli da non so dove, li ha molati fresati riadattati  e nella prova che ha fatto da fermo pareva che funzionasse tutto, ora ovviamente resta da richiudere il tutto poi mettere in moto la barca e vedere se il motore prende la retromarcia che in una barca si chiama invertitore, le pale dell' elica girano al contrario e la barca arretra invece di andare avanti. Oltre a servire per tantissime manovre di ormeggio tale funzione è l' unica forma di freno che ha una barca. In barca non si frena ma si va "indietro tutta" non si arriva mai a un blocco completo dell' abbrivio preso ma se si esegue con esperienza si ottiene il risultato di fermare la barca e poi, se è il caso, di farla arretrare. Quello che sta facendo è davvero un lavoraccio, perché una barca grossa come la mia non consente di togliere un motore e lavorarci a terra come si fa con un fuoribordo. Tre sole soluzioni si presentano in caso di interventi come questo. O tiri su tutta la barca con una gru e la fai riparare  in un cantiere nautico. Oppure  lavori sulla barca al freddo e all' umido e con le mani spesso in acqua. La differenza è nei costi. Dal costo quasi zero dell' intervento di Dante alle migliaia di euro della riparazione in cantiere. Col pensiero alla fatica che starà facendo e alle bestemmie che risuonano in calle al pari delle prime campane resto qui a scrivere insieme ai gatti.

Fuori a parte le campane e Dante c'è silenzio quasi assoluto. Nelle calli non cè nessuno. E' pur vero che non sono ancora le sette ma abitualmente anche di domenica si sentiva il via vai perché a Venezia la domenica era un giorno di lavoro come un altro. Per tanto tempo ho imprecato per il flusso caotico e invadente dei turisti ma vedere questa desolazione mi fa male perché so che Venezia senza flusso di denaro non può sopravvivere. Forse ha ragione chi l' ha definita una Disneyland con inserti umani. Forse è in quel modo che le si approcciavano molti turisti. Svuotate Disneyland dei suoi turisti e in un ese avrete un ammasso di strutture inutili e sulla via della fatiscenza. Svuotate Venezia dell' unica fonte di reddito che ha e vi resteranno porte chiuse, muri che si sgretolano odore di uffa e di acqua stagnante e siccome son nata e cresciuta, potrei ormai dire invecchiata qui, me ne dolgo. Venezia da sempre è vissuta per i contatti con l' estero, certo non è più il punto di approdo delle merci d' oriente ma all' oriente vendeva storia e souvenir, piccole emozioni kitsch con foto in gondola e intascava banali euri al posto dei ducati d'oro e delle lire d'un tempo. Banali euri che la tenevano in vita e che permettevano a chicchessia con poca spesa una immersione nel glorioso passato della antica Repubblica Marinara.  A proposito sapete che a Venezia per la prima volta nel mondo si ebbe una moneta chiamata Lira? Per la famosa legge che vuole che a Venezia persino le farmacie vivano più del turismo che degli introiti derivanti dagli acquisti degli stanziali ormai anche le nostre entrate stanno arrrivando al lumicino e meno male che grazie alla lungimiranza di Costanza e alle sue buone raccomandazioni mi accaparrai la maggior parte del lavoro in questo settore, altrimenti saremmo alla fame da mesi oppure obesi grazie alle munifiche elargizioni del nostro governo. Chissà ......

Buona Domenica

Holly

Mi stavo quasi dimenticando il film:

L' arte di cavarsela con commento di my movies, lo trovate in cineteca già sistemato da Dani sul suo scaffale.

UN NUOVO "GIOVANE HOLDEN" PER UNA STORIA D'AMORE IRRISOLTA E SFACCETTATA.

Recensione di Edoardo Becattini
sabato 6 agosto 2011

George è un adolescente solitario, dotato di una sensibilità che lo porta a tormentarsi sui grandi perché della vita. A scuola, passa il tempo a riempire di schizzi e disegni i libri di testo durante le ore di lezione e a fumare qualche sigaretta in cortile nelle ore libere, rischiando così di compromettere il diploma e la possibilità di andare al college. A turbare questa sua solitaria quiete da giovane misantropo, arriva un giorno Sally, una compagna di scuola affascinata da quei modi schivi, riservati e ingenuamente ribelli, che vede in lui un animo più affine rispetto a quello di tutti gli altri suoi amici ricchi e viziati. L'emarginazione volontaria di George comincia così lentamente a sciogliersi, man mano che sente crescere i suoi sentimenti per Sally.
C'è un potenziale giovane Holden in ogni angolo di Manhattan. Del romanzo di Salinger, per quanto non esista nessuna versione filmica ufficiale, conosciamo ormai una quantità di libere trasposizioni perlopiù provenienti dai cataloghi del Sundance. L'arte di cavarsela è una di queste: ennesima variazione dell'adolescente inquieto e senza prospettive sullo sfondo dello skyline newyorkese, che solo negli ultimi anni abbiamo riconosciuto in Igby goes downL'amore giovane o Fa' la cosa sbagliata. Come i protagonisti di queste storie, George è un giovane scapigliato perso nella sua sensibilità e nella sua acerba incapacità di esprimersi, la cui insofferenza per le regole non è dovuta tanto a un senso di innata ribellione, quanto a un nostalgismo precoce che gli fa vivere con indifferenza il mondo circostante e gli scopi della vita. Oltre a Holden Caufield, c'è quindi un po' del nobile fatalismo del Bartleby di Melville, dell'abulia esistenziale dei personaggi di Camus, più un insieme di suggestioni letterarie, artistiche e filmiche di varia natura.
La formula standard del romanzo di formazione e della storia d'amore fra il platonico e il tormentato vengono perciò rispettate, così come quell'aria da film indipendente americano che guarda all'esistenzialismo europeo, citando esplicitamente "Lo straniero" o la versione di Zazie nel metrò diretta da Louis Malle. L'opera prima di Gavin Wiesen non si sforza quindi di andare in senso contrario rispetto agli stereotipi del cinema indie-teen. Anzi, come il suo protagonista, rimane inerme alle circostanze e asseconda tutti i cliché del genere, in particolare quelle scelte musicali che obbligano ad avere gli Shins, Leonard Cohen o qualche brano melodico di musica rock sempre in sottofondo. Tuttavia, dove Wiesen "se la cava" meglio è nella costruzione dei personaggi. Per quanto il titolo possa suonare infelicemente arrogante per un film che parla di adolescenti benestanti che vivono nei quartieri alti di Manhattan, L'arte di cavarsela tiene sospeso il proprio sguardo verso la vita agiata della borghesia newyorkese fra l'empatia e la critica. A cominciare dallo stesso George, in questo microcosmo scolastico e familiare dell'Upper West Side vivono figure al contempo affascinanti e fastidiose. È un universo senza buoni o cattivi, dove emergono tanto le vacuità e i fallimenti che l'indole più dolce dei vari caratteri, tanto il loro lato meschino e viziato che quello con meno asperità. Una New York popolata di adulti che accumulano divorzi e traslochi, troppo indulgenti e troppo libertari, e di adolescenti viziati ma sensibili, ognuno con grosse turbe sentimentali. Personaggi irrisolti e sfaccettati come lo è il film di Wiesen. Ma, in fondo, come lo è anche l'adolescenza.

5 commenti:

  1. A R E A __ C O M U N I C A Z I O N E__ R E D A T T O R I __B L O G
    ===============================================================================
    Le risposte a questo primo commento sono riservate allo staff. I nostri lettori possono commentare seguendo le consuete modalità.
    *****************************---==oOo==---*************************
    Redazione: Holly Venezia on line dalle ore 16:00 alle 23:00

    RispondiElimina
  2. Grazie!
    Vedremo adesso come butta , e se Venezia davvero sarà costretta a cambiare economia. L'ideale naturalmente sarebbe una via di mezzo, un po' di produzioni autonome e un po' meno turismo, ma per ora c'è una nottata da passare. Incrociamo le dita, intanto

    RispondiElimina
  3. Evviva, mi fa nuovamente pubblicare i commenti anche dal computer fisso!

    RispondiElimina
  4. Non so se la selezione di Holly contempli altri titoli ma per il momento questo è quello che mi è piaciuto maggiormente senza nulla togliere agli altri che sono stati tutti gradevoli.
    Grazie Holly
    Buona Domenica
    Giovanni Martinelli

    RispondiElimina
  5. Molto carino e anche la critica stavolta mi pare analizzi compiutamente.
    Grazie ad Holly e a voi tutti
    Anna

    RispondiElimina

Il tuo commento è il benvenuto, ci fa sentire bene e ci incita a scrivere ancora GRAZIE
___________________________________________________
Se non hai un tuo profilo puoi commentare come ANONIMO scegliendo tale opzione dal menù a tendina (per conferirgli maggiore personalità puoi aggiungere la tua email)
Se non desideri comparire come ANONIMO hai a disposizione un altro modo semplice: apri una tua pagina qualsiasi su un host gratuito. Dopo aver scritto il commento seleziona la voce URL dal menù a tendina che ti viene proposto. Potrai inserire la tua firma o un tuo nickname e confermarlo scrivendo nella riga sotto l' indirizzo del tuo URL. I tuoi commenti saranno personalizzati e firmati. Un ulteriore modo, forse il più elegante di tutti, ma un po' più complesso è quello di aprire un blog, anche se non hai intenzione di pubblicare. Blogger ti guida passo passo alla creazione e ti farà aprire un account google. I passi sono parecchi ma se tu avessi difficoltà ti aiuteranno i nostri redattori o gli affezionati lettori.
_________________________________________________
COMMENTI PRIVATI: indirizzare a esserinoebalena@gmail.com
_________________________________________________