domenica 18 ottobre 2020

fatevi i gatti vostri 1637 "lo stiaccianoci"

Bona domenica ai nostri cari lettori. 

A Livorno è nuvoloso con qualche possibilità  di pioggia, mare poco mosso, venti molto leggeri, le temperature arriveranno a 13 gradi. Insomma giornata ideale per pescare ma il bagno meglio farlo a casa coll'acqua calda.

Io ho appena aperto il barre col consueto aiuto di Dino che, ormai da 5 anni. vive praticamente con noi.

 Dino è come se non possedesse o non volesse possedere nulla di suo. Un paio di jeans una maglietta polo un maglione tutto pelucchi e l' eskimo verde che, per il momento, porta ancora sfoderato. Nelle tasche a toppa dell' eskimo ha un temperino, un pettine, gli occhiali, una mattina della Ikea un foglio di carta tutto scritto e ripiegato in 4. Nei pantaloni le chiavi e un po' di soldi alla rinfusa.

 Possiede un telefonino ancora di quelli coi tasti e lo schermo in bianco e nero che gli regalò il mi babbo quando lo dimise. Lo tiene sul banco del barre e quando qualcuno lo chiama siamo sempre noi a rispondere. Per muoversi usa una vecchia bici che fa parte del patrimonio del barre e che appartenne al povero Barabba che tanto voto ha lasciato qui al Bar Nado quando nel 2016 è andato via per sempre con esagerato anticipo.

Dino sona benissimo la chitarra ma non ne ha una tutta sua. Dino è maestro di pianoforte ma non ha uno suo. Gliene regalò uno Costanza ma l' ha venduto in un momento di magra e mi ha confessato che, appena lo hanno ritirato da casa di don Luigi, dove lo conservava, si è sentito meglio. Dino legge molto ma non possiede un libro. La mattina scorre sempre i giornali ma sono quelli del barre.

Ha una casetta minuscola che gli lasciò don Luigi ma non ci va mai se non a prendere gli abiti di ricambio costituiti da: una seconda maglietta t shirt, una seconda polo, un secondo maglione, un secondo paio di scarpe da tennis ( usa quelle estate e inverno). Ha un sacchetto di tela che tiene al bar nel quale sono ammucchiate mutande e calzini che si cambia un po' più spesso, quando se ne ricorda o siamo io o la mi mamma a ricordagglielo.

Mentre scrivo è qui che beve un cappuccino corretto al cognacche e ci zuppa na brioscia. Davanti ha aperto il quotidiano e pe un ora e mezzo è a posto.  Così ogni giorno cor un ritmo eguale da sempre o almeno da quando io sono in grado di ricordammi.

Ho digià messo in cineteca lo schiaccianoci e i 4 regni

Cor solito commento di mymovies. 

Bona Domenica a tutti

Zanza

a proposito: Lucia di Milano c'ha mandato na maille cor una foto di come ha arrangiato ir su salotto di casa a guisa di  saletta cinematografica pe su ragazzi, cole dovute distanze fra le poltrone e parecchi metri di spazio 'n totale. A avella na casa bella ampia così cara Lucia! Comunque bone visioni!



 

UNO SPETTACOLO PER GLI OCCHI, MA NON SOLO: A RIEMPIERE SCENE E COSTUMI C'È UNA BELLA AVVENTURA, TUTTA AL FEMMINILE.
Recensione di Marianna Cappi
mercoledì 31 ottobre 2018

Come ogni vigilia di Natale, la famiglia Stahlbaum si riunisce nel grande salone di casa Drosselmeyer per fare festa. Ma è una vigilia triste per Clara e i suoi fratelli, perché la loro mamma, Marie, è morta da poco. Prima di avviarsi alla serata, il padre consegna i regali che la moglie ha lasciato loro: è così che Clara riceve in dono uno strano scrigno, chiuso a chiave. Ed è cercando la chiave, rubata da un topo, che si ritroverà in un paese magico e, con l'aiuto dello Schiaccianoci Phillip, dovrà combattere per riportare l'armonia tra i quattro regni che lo compongono.

Due forze muovono il mondo, sembra dire il copione di Ashleigh Powell: una è una forza fisica, su cui opera la meccanica, e in un certo senso anche la meccanica del corpo nel balletto, l'altra è una forza psicologica, si chiama coraggio, e su di essa occorre fare leva quando la vita diventa difficile.

A contenere entrambe le forze è il personaggio di Clara, che fa la sua comparsa per la prima volta in questa riscrittura della favola originale, quasi un suo sequel; ma, più in generale, è il film nel suo complesso a catturare anche perché costruito come un ingranaggio, un percorso attraverso ambienti diversi ma ugualmente fedeli, visivamente, al tema del movimento meccanico, che sia quello cartaceo del pop-up o quello degli oggetti a molla.

Di tutte le principesse o recenti eroine dei film Disney, Clara richiama alla mente più di tutte l'Alice di Tim Burton, giovane condottiera alle prese con creature dalle fogge e dalle dimensioni carnevalesche, ma dietro il mistero della chiave e gli ingranaggi dell'orologio c'è anche il viaggio nel meraviglioso cinema delle origini di Hugo Cabret, ci sono suggestioni visive provengono dalle Cronache di Narnia e altre, fortissime, dal Mago di Oz. Eppure non è un citazionismo ingombrante, quello de Lo Schiacchianoci e i Quattro Regni, ma un modo di inserirsi volontariamente dentro un certo immaginario, classico ma in movimento: un repertorio che, con l'aggiunta del giusto peso in più, può sortire nuove magie filmiche.

UNA FIABA NATALIZIA DALLE IMMAGINI INCANTEVOLI E I SUONI MAGICI.
Overview di Francesca Ferri

Tutto ciò che vuole Clara è una chiave capace di aprire una scatola che contiene un dono speciale lasciatole dalla madre defunta. Un filo d'oro, che riceve durante la festa annuale del padrino Drosselmeyer, la conduce all'ambita chiave e a un mondo magico e parallelo alla sua realtà. È lì che Clara incontra un soldato di nome Phillip, una banda di topi e reggenti che presiedono a tre reami: la terra dei fiocchi di neve, quella dei fiori e infine quella dei dolci. Clara e Phillip devono sfidare l'infausto Quarto Regno a cui fa capo la tiranna Madre Ginger, per recuperare la chiave e riportare l'armonia nel mondo.

Lasse Hallström, il regista svedese famoso per Chocolat, rivisita un grande classico della letteratura e della musica.

Lo schiaccianoci e i quattro regni è l'adattamento cinematografico del racconto tedesco "Schiaccianoci e il re dei topi" (1816) di E. T. A. Hoffmann e del balletto "Lo schiaccianoci" di Pëtr Il'i? ?ajkovskij, a sua volta ispirato alla traduzione poco fedele di Alexandre Dumas del racconto originale.

Il romanticismo dello scrittore tedesco dunque si fonde con i meravigliosi scenari teatrali e le trascinanti musiche del balletto russo nella sceneggiatura di Ashleigh Powell. Il nuovo progetto Disney è una fiaba natalizia dalle immagini incantevoli e i suoni magici. "È la vigilia di Natale, il tempo del mistero, delle aspettative. Chissà cosa succederà?", risuona nel trailer la voce di Morgan Freeman nel ruolo del padrino Drosselmeyer. Al suo fianco Mackenzie Foy interpreta la coraggiosa protagonista, Clara, conosciuta come Murph in Interstellar di Christopher Nolan, mentre Keira Knightley veste i panni della smielata Fata Confetto e Helen Mirren quelli della perfida Madre Cicogna. L'attore messicano Eugenio Derbez invece sarà il sovrano del Regno dei fiori e la stella del balletto americano, Misty Copeland, danzerà per il grande schermo sulle magiche note.

7 commenti:

  1. A R E A __ C O M U N I C A Z I O N E__ R E D A T T O R I __B L O G
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    Redazione: Zanza Livorno on line dalle ore 12:00 alle 20:00

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  2. Preparato il ponce ierisera seguendo alla lettera le tue istruzioni la bevanda è venuta più che accettabile ma con alcuni problemi quando ho messo la prima mistura zucchero vecchia Romagna Mistrà lo zucchero si è lievemente caramellato. Il resto è stato semplice ma la bevanda è riuscita molto alcoolica, almeno per me.
    Bella la realizzazione del cinema in casa fatta dalla lettrice.
    Forse per Natale mi regalerò una tv molto più grande della attuale. Quella in foto è fantastica.
    Buona Domenica
    Giovanni Martinelli

    Buona Domenica

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. avevo fatto casino e quindi ho eliminato riscrivo:
      Caro prof. ho mancato io dimenticando di inserire un piccolo accorgimento: se lei versa la miscela nel tegamino lo zucchero la appesantisce si adagia sul fondo e con facilità caramella (Lei ha usato il termine più appropriato complimenti). Allora diciamo che in ambito casalingo la prima fase nel bicchiere si può omettere. Lei versi 1,5 di stravecchio o di rumme e 1,5 di Mistrà nel tegamino ma lo faccia quando la caffettiera ha già cominciato a buttare il caffé così avrà tutto ben bollente. Mentre i liquori scaldano metta intanto lo zucchero nel bicchiere, ci versi poi dapprima l' alcole caldo e giri, poi riempia col caffé e giri metta il limone anche dentro va bene e beva sto nettare poi me lo dirà.
      Se lo ha sentito troppo forte di alcole nessun problema faccia 1 e ì invece di 1,5 e 1,5
      Sa 3cl di alcole sono la dose standard di un whisky da bar ma è roba da bevitori per lei sono certa che va bene un caffettone robusto forte (le dosi di cui sopra riducibili ad libitum)
      A parer mio col rumme sarebbe anche meglio e se proprio nonha voglia di uscire a prendere quello della lidl un gocciolino di Matusalem consideto che lo tiene li a invecchiare non sarà una rovina.
      le auguro buona domenica
      Zanza
      Mi stia bene e si goda il ponce.

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  3. Io la ricetta del ponce alla livornese la salvai ai tempi di Splinder. Volete ridere? non ho mai provato a farlo ma ho ritrovato il foglietto sul frigo sotto una calamita da oltre 10 anni. Mancava in quella stupenda descrizione del miracolo del barista il manuale per gli incapaci che a casa si vogliano cimentare nell' opera d'arte. vedo con piacere che il tempo vi ha resi più umani e pazienti tanto da insegnarci il ponce con la moka. Grazie anche al prof che si è subito cimentato nell' impresa. Con la risposta che hai dato al suo commento sono riuscita anche io a fare un buon ponce proprio adesso. Ho rispettato le dosi originali e il massimo di zucchero Rum di eurospin e Sambuca classica (non avevo altro) caffè Kimbo. Non avevo il bicchiere adatto (ma lo comprerò) ed ho fatto una mezza Mug. Davvero una bontà ma poi ho iniziato a sudare, mi sentivo le orecchie calde ed ero euforica. Deve fare questo effetto? Vale era uscito e così si è perso la bevanda degli dei e la moglie allegra.
    Un abbraccio
    Patty

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  4. Vi ringrazio moltissimo, perché lo Schiaccianoci era uno dei film che mi sono persa perché ero in ospedale, e se non ricordo male c'ero ancora quando lo misero in vendita e mi era rimasto il rimpianto.
    La sala-cinema di Lucia è proprio bella, e consiglio al prof. Martinello di seguire la sua ispirazione, perché con un maxischermo, che ormai costa pure poco se non lo vuoi di straultimissima generazione, è davvero un'altra cosa.
    Penultima tranche delle richieste con la L: vorrei anche Let it be e Lui è tornato. Grazie infinite ❤️

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