lunedì 12 ottobre 2020

fatevi i gatti vostri 1631 "I sciacali? Puah erino kanidi cueli!"

I sciacali ano nente acché videre cummé erino kanidi cueli! Bestiacie che hano un idio kane que rennia supr adessi. Avansa penzare que cuando il Sinior Gato Eternisimo indava ala cunferenzia iddiale di tuti gl' iddii scelieva atentisimamente la segiola que istava + untana dail idio kane e dal idio deli lumani. Ci avrà istata una mutivassione? "Ragiunatici unpò supra" cume dicie il lumano IZZaia que gubernava la nassione veneta. Eso gubernava  maammè, sendo Dogie dela Serenisima Ripublica Dogiale di Venessia chiedevino senpre la permisione pe faciere urdinanse aut editi aut legi . Et cuesta istava vericità vericisima sendo istata dita dammemmedesimo

Gato Dogie Serenisimo

Balena I et lunico



Iniziamo bene la settimana con queste considerazioni profondissime del gattone e avvisiamo i lettori che in cineteca è arrivato "lo sciacallo" che ci era stato richiesto da Valerio. Ci affidiamo come sempre alla recensione di my movies e  mettiamo, a seguire,  anche the Jackal (Il giorno dello sciacallo) al quale  in realtà credo facesse riferimento Valerio  nella sua richiesta. 

Sono in cineteca entrambi,  da subito.  

Qui sotto riporto una lista dei titoli che risultano prenotati fino ad oggi se me ne fosse sfuggito qualcuno segnalatemelo nei commenti 

L' Assedio

L' Eternità e un giorno

Lettere da Berlino

Le ricette della signora Toku

Lo Schiaccianoci e i 4 Regni

Il Santo Bevitore - anticiperò un poco l' acquisizione di quest'ultimo in modo che il pargolo di Eliana abbia tempo bastante per la visione e il relativo compito. Dovessi passare da Ferrara sarebbe bene che l' insegnante si facesse trovare con una Ceres pronta per me.

Buon inizio di settimana a Tutti

Dani

UN FILM CHE POTEVA ESSERE ORDINARIO RESO AUDACE DA UNA COMPLESSA INTERPRETAZIONE DI JAKE GYLLENHAAL.
Recensione di Gabriele Niola
venerdì 24 ottobre 2014

Louis è un ladro di materiali edili quando lo incontriamo, non è chiaro cosa abbia fatto prima ma ora ruba rame, ferro e simili per rivenderli sottoprezzo ai cantieri con un obiettivo più grande: trovare un vero lavoro in una congiuntura economica non facile. Tuttavia nessuno assume un ladro. Un giorno è testimone di un incidente stradale e vede una troupe televisiva accorsa per riprendere l'accaduto, capisce che è un vero lavoro e uno che paga ma nemmeno in questo caso trova qualcuno pronto ad assumerlo così pensa di poter fare da sè e con i propri metodi (il furto) ruba il necessario per comprare un'attrezzatura di base e iniziare a girare le strade di Los Angeles in cerca di incidenti, furti e cronaca dura da rivendere ad un'emittente locale con pochi scrupoli. Quando il business si fa più serio aumenta anche la sua abilità ma non il suo senso del limite e dell'etica verso le vittime.
É molto bella la maniera in cui l'imprenditore invasato di sogno americano di Jake Gyllenhaal parla con gli occhi spalancati, ascolta quel che gli viene detto, fa tesoro di ogni batosta e ogni insegnamento per arrivare al proprio traguardo. Uno svantaggiato che non ha avuto un'educazione vera e propria ma che ha imparato a trovare su internet tutte le nozioni di cui ha bisogno. Si applica, studia e lavora senza sosta, è insomma concepito come l'ideale statunitense Louis e appare a tutti gli effetti come un personaggio positivo, non fosse per quel dettaglio della mancanza di scrupoli e della sete di ambizione che ci viene rivelata fin dalla prima scena.
Intorno a lui si muove tutto un film che quando non lo accompagna nelle lunghe nottate passate ad ascoltare la radio della polizia, lo riprende mentre lui stesso si sforza di riuscire a riprendere qualcosa o ancora lo guarda mentre gli altri gli parlano, in piani d'ascolto che sono l'arma vera di Jake Gyllenhaal. Faccia scavata e taglio di capelli che tradiscono un'origine popolare, modo di parlare controllato e un'eccessiva sicurezza in sè che tradiscono l'opposto, se la storia di Lo sciacallo è la più classica critica al cinismo dei media, nel protagonista c'è una complessità di intenti e di stimoli che non è frequente.
Consapevole delle proprie azioni, sempre dotato di un piano molto preciso e calcolatore di ogni mossa, Louis appare tuttavia costantemente agito dall'esterno, come se qualcos'altro lo condizionasse e non fosse fino in fondo padrone di sè. Sono dettagli che non risiedono nella sceneggiatura ma in quel corpo indifeso costruito da Gyllenhaal tramite dieta e postura, in quel modo di parlare e in come sembri succhiare con gli occhi tutto quel che vede per poi rifarlo o portarlo alle estreme conseguenze.
Sarebbe facile individuare in lui un prodotto di questa società e della mancanza di guide (non un'istruzione canonica ma solo nozioni imparate autonomamente e non un superiore che lo guidi nell'apprendere il mestiere), una strada che Lo sciacallo (scritto ma anche diretto da Dan Gilroy) non disdegna di battere, tuttavia è anche il percorso più ordinario per un film che a tratti dimostra di voler essere qualcosa di più. C'è un senso di profonda vacuità nelle strade deserte in cui non si incontra nessuno se non criminali e polizia, una sete di umanità profonda negli occhi spietati del protagonista, una che mette in secondo piano anche tutta quella parte di intreccio che coinvolge il network televisivo. Lentamente importa sempre meno se Louis possa o no arrivare ai vertici della sua scalata e sempre di più in quale mondo si muova.
Un film statunitense del genere negli anni '90 sarebbe finito con un tragico risultato dell'intraprendenza scapestrata del protagonista, il flim che infligge al suo personaggio emblematico la rigida morale della vita o della società. Lo sciacallo invece sceglie di andare da altre parti, di non sottomettere i propri personaggi a nessuna forma di giustizia e anzi gli lascia il mondo per guardare cosa ne fanno. 



IL GIORNO DELLO 

SCIACALLO

Dal romanzo al cinema Valutazione 4 stelle su cinque

di Fran87


F
martedì 10 febbraio 2009

Uno dei thriller più avvincenti degli anni ’70. Tratto dall’omonimo e felicemente famoso romanzo di Fredrick Forsyth, “Il giorno dello Sciacallo”, è una corsa contro il tempo, un classico scontro fra i due poli opposti che governano il mondo: il bene e il male, la giustizia e la criminalità sovversiva. Un complotto contro il generale francese De Gaulle ha destato lo scompiglio fra le forze dell’ordine che si vedono chiamate in causa per fermare una delle più serie minacce mai affrontate; l’obiettivo da fermare è un fantasma, un killer professionista ingaggiato dall’OAS con l’unico scopo di punire la Francia e ciò che essa rappresenta, lasciando un monito per tutti. L’abilità dello Sciacallo (questo l’AKA del killer) è esemplare: non lascia tracce, è meticoloso, preciso, attento a tutti i dettagli, è cauto, dispone di diverse identità e soprattutto non lascia nulla al caso. Freddo e calcolatore non si ferma davanti a niente e nessuno, uccide se necessario e lo fa con straordinaria apatia, nonostante la consapevolezza di avere la polizia e i servizi segreti alle spalle; lui “va avanti” con il piano, senza guardarsi mai indietro. Questo film, diretto dal premio Oscar Fred Zinnemann, ha il grande pregio, a differenza di tante altre pellicole basate su romanzi, di essere stato realizzato rimanendo il più fedele possibile alle vicende narrate (anche se alcune sequenze pur essendo presenti nel racconto sono state ambientate in zone diverse qui nel film), quasi si fosse cercato di rispettare la sacralità di un’opera letteraria di tal pregio (da ricordare che “Il giorno dello Sciacallo” fu premiato come miglior libro dell’anno). Analogamente a quanto si può leggere, c’è anche nel film quella che si può definire come “dualità parallela”, ovvero il racconto intersecato delle due vicende che riguardano l’una l’apoteosi del killer, e l’altra la disperata ricerca delle forze dell’ordine, che, imparando a pensare come lo Sciacallo, giungono a poco a poco alla maturità. L’unico punto debole del film è probabilmente la parte finale, che pur essendo fedele, manca della giusta dose di suspance presente in modo straordinario nel testo. Ma forse questa scelta non è stata casuale, poiché si può pensare che il fatto di girare il tutto in modo vorticoso e precipitoso abbia avuto lo scopo di creare un senso di inquietudine nello spettatore, come uno shock improvviso e fulmineo, e di rimanere conforme a quella che è stata per tutta la vicenda “una corsa contro il tempo”, come la corsa contro una bomba innescata che sta per esplodere e lasciare il segno.


9 commenti:

  1. A R E A __ C O M U N I C A Z I O N E__ R E D A T T O R I __B L O G
    ===============================================================================
    Le risposte a questo primo commento sono riservate allo staff. I nostri lettori possono commentare seguendo le consuete modalità.
    *****************************---==oOo==---*************************
    Redazione: Dani Venezia on line dalle ore 19:00 alle 20:00

    RispondiElimina
  2. Valerio Ringrazia di cuore io mi scuso per non aver inviato la dovuta precisazione. In effetti era al "giorno dello sciacallo" che lui faceva riferimento ma il commento del primo "sciacallo" è piuttosto invitante e quindi avere due titoli da vedere in giornata non è male considerato che siamo a casa entrambi.
    Un abbraccio da
    Patty

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono io che devo scusarmi Patty perché Vale mi aveva chiesto anche Lo spaccone e mi sono totalmente scordata. Per fortuna che me lo ha ricordato oggi il Parmigiamino.
      una abbraccio a Te e a Vale
      Dani

      Elimina
  3. Gran bella offerta quella odierna! Grazie alla richiesta di Valerio so come trascorrere un pomeriggio piovoso. Avrei un desiderio un po' particolare ma non vorrei andare off topic. Ho cercato "l'uomo che non c'era" dei f.lli Coen tra i titoli disponibili ma non l' ho trovato. E' un gran bel film e bello sarebbe anche avere degli stessi Coen, "Il crocevia della morte". A tempo e luogo propizi potreste far qualcosa per l' acquisizione di queste due perle da cineteca?
    Con Affetto e Gratitudine
    Giovanni Martinelli

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Prof. I due titoli non sono in lista né in magazzino ma forse zio Dante li ha in vhs.
      Cpn pazienza riusciremo
      grazie per la fiducia
      Dani

      Elimina
  4. Ciao Dani nel tuo elenco dei titoli "pendenti" mancherebbe "Lo spaccone" che stavo aspettando anche io, ma a tutto comodo
    Un abbraccio
    Giacomo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Giacomo lo aveva chiesto Vale fin dal giorno di pubblicazione del Listone mi hai risparmiato una figura di m.
      Un abbraccio a Te ed Anna
      Dani

      Elimina

Il tuo commento è il benvenuto, ci fa sentire bene e ci incita a scrivere ancora GRAZIE
___________________________________________________
Se non hai un tuo profilo puoi commentare come ANONIMO scegliendo tale opzione dal menù a tendina (per conferirgli maggiore personalità puoi aggiungere la tua email)
Se non desideri comparire come ANONIMO hai a disposizione un altro modo semplice: apri una tua pagina qualsiasi su un host gratuito. Dopo aver scritto il commento seleziona la voce URL dal menù a tendina che ti viene proposto. Potrai inserire la tua firma o un tuo nickname e confermarlo scrivendo nella riga sotto l' indirizzo del tuo URL. I tuoi commenti saranno personalizzati e firmati. Un ulteriore modo, forse il più elegante di tutti, ma un po' più complesso è quello di aprire un blog, anche se non hai intenzione di pubblicare. Blogger ti guida passo passo alla creazione e ti farà aprire un account google. I passi sono parecchi ma se tu avessi difficoltà ti aiuteranno i nostri redattori o gli affezionati lettori.
_________________________________________________
COMMENTI PRIVATI: indirizzare a esserinoebalena@gmail.com
_________________________________________________