mercoledì 6 giugno 2018

fatevi i gatti vostri n. 1009 "BONTULUS complimenti a' vincenti avete vinto stocazzo"

Sono contenta, le nostre serate musicali vanno bene. C'è qualche incasso, i clienti sono contenti, viene anche gente che non avevo mai visto prima. Abbiamo fatto una aggiunta al permesso Siae (leggi altri soldi versati) per suonare anche un pò fuori dalla sala prove. D'inverno è magnifica ma d'estate la gente vuole star fuori. Il mi babbo s'è ripreso dallo sconforto da estratto conto e mi ha detto che forse un altro anno dietro al banco lo faranno lui e la mamma. Vorrebbe andare in pensione e ha ragione ma la ritirata sua e della mamma significherebbe per noi figli o accollarci il barre o cederlo. Riccardo di certo non ne ha voglia per niente e Mosca pochina pochina. Io da sola non ce la farei e poi significherebbe carcerarsi a vita. Avevo pensato di proporre una società a Samatta ed  eventualmente a Daria e Marina ma sebbene tutte sostengano a spada tratta che la chiusura del bar Nado sarebbe sarebbe una sciagura per l'umanita, non se la sentono molto di impegnarsi fisicamente ed economicamente e le capisco. Ieri sera c'erano anche Camilla e Valentina ad aiutarmi ai tavoli e sono state davvero carine. I miei fratelli sono fortunati, hanno trovato due ragazze che a primo acchito sembrano strambe ma che, alla prova dei fatti, si sono dimostrate molto attente e rispettose delle loro relazioni. Sono contenta per loro, visto che non mi sposerò e non farò figli voreii almeno avere una nidiata di nipotini.
Nel pomeriggio con Dante e Dino si era parlato a lungo di temi esistenziali, di senso della vita di vincere e perdere che paiono le componenti dominanti nella vita dei contemporanei.
A un certo punto Dante è saltatò su con una affermazione: noi fin da piccoli eravamo nati per perdere e per fortuna tra qualche anno si perderà anche questa vita sgangherata. Ma chi vince, chi ha passato la vita a cercà di vince cosa ha vinto? Stocazzo!
A una mia richiesta di spiegazioni mi ha risposto:
Vedi Zanza noi a scuola s'andava bene, abbiamo fatto un sacco di studi e cosa ne abbiamo fatto? Nulla.
Dino è un musicista che avrebbe potuto dirigere non so quale cazzo di orchestra e che fa? Sona con me al Bar Nado. Io ho fatto di tutto, il pescatore, il professore, l'arrotino, il barbone. Forse però siamo contenti così.
In noi esiste una forma di malsano compiacimento nell' essere diversi ma anche nel cambià le regole der gioco come ci pare. Io poi tale destino lo porto anche nel cognome. Puoi immaginarti....
Non aveva bisogno di spiegarmi troppo, quel sentimento di rifiuto del conformarsi a ciò che è normale mi dilania da anni e non ci posso fare nulla se non chiedere loro una musica che stia bene col mio stato d'animo.
"Va bene" mi dice Dino "ma dinni  a Daria che porti il su trombante".
"Nantra tromba?" chiedo io.
"Ma no quer gigantone americano che  sona ir violino."
"Ah George voi dí ma unnè mia r su omo !"
"Ho detto trombante no fidanzato Zanzina te sei l' unica che dorme pe ste cose ma le sorelle bandiera un dormano lorolì".
"Ma saranno cazzi sua no con chi va a letto?"
"Mia no di certo."
Fo un giro di telefonate e in serata il gruppo è  formato
Ampelio: batteria
George: violino
Samatta:sax
Dante: armonica amplificata
Dino: ir solito esagerato, chitarra e pianorgano.

La gente si spella le mani già alle prime note
Bon ascolto
Zanza
nota:
C'è quarche rumore di fondo perché siamo fori ma armeno si sentono de battimani sinceri e a un certo punto si sente anche George che dice IOBOIA in ingrese

1 commento:

  1. Delizioso il tuo post, superlativa l'interpretazione del gruppo
    siete la mia ancora di salvezza in un periodo di incazzature
    Un abbraccissimo
    Patty

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