domenica 10 novembre 2019

fatevi i gatti vostri 1337 " Di barche e d' uomini di mare di ville palladiane e leggiadre dame 'La Malcontenta' " Dante racconta

Domenica mattina! Colaziome tutti insieme. Siamo im sett gatti inclusi. Bobby può rientrare domani mattina e Holly gongola all' idea  di averlo a pranzo e cena anche oggi. Ieri pomeriggio, mentre Dani e Holly sono uscite per fare la spesa grande per la settimana, io e Bobby abbiamo dovuto fare un intervento alla mia barca, forse i più affezionati tra di voi ricorderanno che si  si tratta di una barchetta da pesca elbana, Cioe tipicamente usata all Isola d' Elba con buona chiglia per reggere il Tirreno ma anche una struttura posteriore che le consente la planata per muoversi invelocità in occasione di repentini cambiamenti d'umore del mare. Qui le barche son tutte plananti per muoversi veloci in laguna ma di solito hanno poca o punta chiglia dato che le uniche onde serie son quelle prodotte dalle navi. La mia che si chiama Gora Gora perché stava ormeggiata su una gora, la portai su nel 2004 e l' ho  sempre tenuta  ormeggiata in un posto che apparteneva agli zii di Holly in un canale periferico della laguna in una localita che si chiama Malcontenta e che è divisa dal fiume Brenta in due parti talché si ha una Malcontenta veneziana e una Malcontenta di Mira appartenendo quest' ultima al comune di Mira che il fiome Brenta separa appunto dal Comune di Venezia. Il grosso vantaggio ripetto ad avarla a Venezia sta nel fatto che la si può raggiungere in auto o col camper mentre a Venezia se hai un problema alla barca ti attacchi. O te la ripari sul posto o ti tocca ricorrere a un cantiere nautico che che di solito ti spenna. La forte pioggia dei giorni scorsi mi aveva messo in allarme e così quando ero andato a pigliare il Camper per andare a ricevere Bobby in aeroporto avevo un po' anticipatyo i tempi per controllare come stesse la barca e difatti l' avevo trovata con buona parte della copertura avvallata e già colma d'acqua.




 L' ondulato incatramato reggeva ma se si fosse piegato un po' di più avrebbe fatto da imbuto e la barca appesantita dall' acqua sarebbe sicuramente affondata. Non è la prima volta che la recupero dal fondo del canale ma viste le condizioni attuali di salute non mi pareva il caso di arrivare a tal punto. Così contando sull' aiuto di Bobby abbiamo caricato un lungo pontile che mi permette di raggiundere la barca legandolo a una robusta cima e calandolo sulla coperda per mezzo di una robusta cima. Non tengo un pontile fisso perché ladri e teste di cazzo fanno come se fossero a casa sua. Ovvero usano la barca degli altri per nascondervi attrezzi per la pesca di frodo o semplicemnte utilizzandole per un attracco in doppia fila. In un oretta di lavoro abbiamo raddrizzato alla meglio le parti avvallate e le abbiamo rinforzate dal sotto con robuste stecche di legno.
 Dovrò sostituire l' ondulato al catrame con lamiera zincata come nella parte anteriore perdendo la possibilità di arrotolare ma guadagnando in resistenza comunque per il momento dovrebbe reggere quel tanto che mi serve a costrure l' ultimo terzo di coperta in acciaio. Poi vuol dire che invece di arrotolarlo lo solleverò e lo lascerò a riva quando e se riuscirò a risalire sulla mia barca. Soddisfatti mentre rientravamo siamo passati davanti alla bellissima villa Palladiana che sta proprio sulla riva del Brenta dal lato di Mira 

e Bobby mi ha ricordato una storiella che tanti anni fa gli avevo raccontato a proposito di quel posto e delle vicende che vi avvennero tra il 1555 e i 20 anni successivi. La villa si chiama anzitutto Villa Malcontenta e dà nome ai luoghi che ho suanzi descritto. Il toponimo che le deriva dall' esser stata abitata da una padrona che, Nonostante gli sforzi di Andrea Palladio per farle una villa ammirata ancor oggi come una delle sue piu belle realizzazioni, aveva sempre il muso lungo e spesso piangeva. Il tutto si ripetè quotidianamente  per anni e anni finché durante una lunga assenza del marito il comandante di un barcone mercantile che risaliva il Brenta la vide sotto un salice piangente mentre  faceva la gara coll albero a chi piangeva di più. "Madonna bona che popò  di stianto di  topa che è quella" escramò il giovane che come avrete capito era di Livorno e che aveva strabuzzato l' occhi a vedere un fiume di lacrime scendere tra du poppe che richiedevano armeno la sesta misura di reggipetto. Dato che come noi tutti livornesi era  un estimatore dela topa  e aveva animo ardito  ormeggio' rapido e lasciati i marinai a grattassi le palle e a beve, sartò a terra e cor un grande inchino si presentò alla signora. " Bosgiur Madame gessuì Baptiste Lenzì au votre servì". Il francese di Battista Lenzi, tale era il nome dell' audace, faceva davvero cacare ma all' epoca il francese faceva assai figo e Battista non perdeva occasione di sfoggiare quel pochino che sapeva. Poi siccome vella une smettva di piange ni fece una di velle domande che hanno reso  Bruno Vespa  un intervistatore di chiara fama ammirato anche n America, "Perche piangete mia leggiadra signora?"  " Leggiadra  na sega" pare gli abbia risposto lei in veneziano ma noi ci sà solo la traduzione in livornese tramandataci dai posteri di Battista " la mi giovinezza sfiorisce non colta e le mi mele (natiche) s' allungano a triangolo verso i porpacci mentre le poppe m arrivano arbellico e la topa è albergo di ragnoli che tesson tele da ani e anni".
"Budella Eva" penzò ir nostro eroe "o so scemo o questo è n' invito senza neppure troppi mezzi termini"  Così le fece la seconda domanda alla Bruno Vespa:  "O perché?"
"Ero la più bella ragazza de dintorni ma mi volelro maritare a un ricco mercante che poteva rivaleggiare per censo e ducati colle meglio famiglie di Venezia ma fu la mi fine.
Una volta sposata m' ha piantata in un cantuccio, nemmeno mi guarda è sempre via pe su commerci quando torna un mi tocca neppure e qelle rarissime volte che succede lo fa così ala svelta che un me n'accorgo neppure".
Vespa docet Battista fece la terza domanda d'approfondimento: "e ora indov'è ir su marito?". 
"E n Grecia e ritornerà dopo la fine di questo mese" 
era ir due agosto e Battista fece i conti da matematico qual' era "Agosto n' ha trentuno meno uno d'ieri ch'è perso questa bisogna tromballa pe trenta giorni armeno 5 vorte al di tra giorno e notte, boia dé"
si tastò le palle con fare poco fine ma che in quell' occasione aggiunse quel pizzico di popolare che in tema di amplessi non guasta e sentendole belle piene e dure cominciò l'opera di seduzione.
"Sebbene Madonna lei mi veda in vesti di comandante di un modesto vascello da carico io vengo da una famiglia di negromanti e alchimisti talche in Livorno tutti m'appellano come Battista l' archimista".
"E come si concretizza la sua arte?" chiese la madonna.
"Ir mi bisnonno Bacucche l' archimista alla corte di Francia seppe tramutare l' oro in merda
dimostrando colla inversio agendi che il trasformare  i materiali vili in oro era per noialtri una bazzecola che nemmeno consideravamo, Ebbe gloria e nomea imperitura anche se in effetti lo cacciarono da parigi per aver distrutto un patrimonio ingente che gli alchimisti francesi nonseppero più far regredire dalla merda all' oro".
"E lei cosa potrebbe fare per me?"
Secondo me con lei bisognerebbe partire dall' alimentazione. Battista aveva letto un libro scritto da un avo di Panzironi. Presempio lei mangia carne bovina ovina e suina vero?"
"Bè un poco come tutti."
"Male ma io le farò assaggiare la carne squisita di un volatile che si trova solo sulle rive del tirreno all' altezza di Livorno."
"Un uccello? "chiese curiosa la signora.
"Appunto" confermò il nostro con un sorrisino ammiccante.
"E per il mio consorte quale sortilegio farà?"
"Cercherò di farlo sctiantare in Grecia ma siccome la magia nera non è il mio forte  preparerò un alternativa per trasformarlo in un vero toro".
"Mi sembra difficile visto il soggetto ma intanto come penserebbe di procedere?."
"Intanto -  disse lui, mentre le si avvicinava superando la distanza di sicurezza da quelle enormi poppe- " Intanto si comincia a fagli le corna poi passo passo si farà il resto".
La signora rise di gusto erano anni che un rideva e mentre lui gli afferrava il sedere a du mani continuò a ridere finche lui con gesto delicatissimo appreso ner Galateo di non so qual monsignore ni perse la mano sulle sue e se l' appoggiò  un parmo sotto al bellico.
"O riavergine - esclamoòla signora - ma qui c'è da mangiare pe un mese!"
 Poi rotti l' indugi s'arzò il sottanone e cominciò a strappassi i dumila laccetti che sostenevano le mutande.
Andare a vanti significherebbe scadere nel porno racconto. Vi basti pensare che dopo quel mese passato ad ascoltar gemiti le anatre del Brenta continuarono a urlare  "qua qua qua" indicando  ai paperi volenterosi dove volevano che le pigliassero.
Il mese finì e siccome all' epoca i matrimoni un si scioglievano il marinaio dovette ripartire sperando che presto il Signorotto decidesse di intraprendere un altro viaggio che lo tenesse via da casa. Purtroppo le malelingue fecero il resto e il marito avvisato delle corna tenne d' occhio la signora, trovatala con in mano una lettera in cui lei scriveva" spero che tu mi porti presto quell' uccello meraviglioso"  capì che non si trattava di un candido cigno da trasportare da Livorno a Venezia e disse due sole parole: "le maiale si cucinano allo spiedo" e la infirsò colla spada come una porchetta d'Ariccia. A Battista, raggiunto dalla funerea notizia, non rimase altro che consolarsi colle donne della su terra ma queste non pativano l' astinenza della Malcontenta e da qualcuna, decisamente tegame al povero giovane capitò anche di sentirsi dire "" ho visto di peggio ma anche di meglio" ragion per cui trascorse tutta la su vita rimpiangendo la signora Malcontenta e consolandosi col narrare all' osteria questa storia che attraverso generazioni d'uomini di mare e fiumi di vino è arrivata fino a me.

Dante 
Ecco anche il titolo del video di Colombo che Bobby ha diligentemente inserito in videoteca:   Indagine a Incastro


4 commenti:

  1. Ma che meraviglia di raccontino!
    Selvaggina per la povera dama della Malcontenta ci voleva altro che ovini bovini ecc.! Ci hai fatto sganasciare come sempre.
    Rivisitare così la triste vicenda di quella poveretta è roba da narratori par tuo. E un audio con te che leggi sarebbe un degno coronamento.
    Patty e Vale

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  2. Dante è un vero alchimista nel trasformare un fatto storico in una gag ma non solo, ricordo vari suoi pezzi d'arte nei quali esibiva una vis comica innata che tuttavia non oblia il lato tragico della vita (anche qui nella gran commedia due note tragiche l'amara vita della Malcontenta e la sua tristissima fine. Per fortuna che nella realtà andò tutto diversamente.
    Buona domenica
    Giovanni Martinelli

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  3. Stiamo ancora ridendo! Aspettiamo nuovi frutti della tua vena letteraria

    Anna e Giacomo

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  4. Caata d'amico che sei, questa in tutto il Bar Nado non se la ricordava nessuno nemmeno ir Ciampino. Meno male che t'è tornata la verve. C'hai fatto ride.
    Zanza e Company

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