domenica 4 marzo 2018

fatevi igatti vostri n. 886 : "Sala musica quasi finita, 2 puntata storia burl"



Mentre i lavori sul retro del bar fervono, lo stiamo trasformando in sala prove e mettiamo degli insonorizzatori alle pareti, tutti gli uomini validi sono impegnati. Il lavoro sta venendo davvero bene perche sparando gli amplificatori al massimo dalla parte del bar il rumore non supera quello di una radio a volume alto ma non c'è bisogno di tutta quella potenza. Samatta si è fatta prestare del materiale tecnico per controllare, resa, assorbimento, eco riverbero della stanza e Armando, il suo babbo sta rifacendo tutto l'impianto elettrico ex novo. E' andato in pensione quest' anno dalla stanic ma dato che si è sempre occupato di elettricità negli stabilimenti, fa qualche lavoretto per una ditta di installazioni elettriche che così ci farà anche un timbro per la certificazione a norma.
Con questo tipo di soluzione potremo suonare anche di notte senza dare noia ad altri condomini degli appartamenti soprastanti. La SIAE deve essere stat chiamata da loro perché quando si è stronzi si è stronzi, sapevano che i carabinieri o i vigili avrebbero alla prima visita fatto solo abbassare e ammonito di non fare più tanto rumore, invece avvertendo la SIAE speravano di farci prendere un multone che a noi sarebbe pesato molto.
La mia opera è richiesta c'è da lavare e pulire! Quindi approfitto per postare la seconda parte della storia del burlesque . 
Baci a presto Zanza

STORIA DEL BURLESQUE
Il boom del Burlesque come fenomeno di costume e di moda  2 e ultima puntata.
di Lorenza Fruci
Il testo è estratto dal saggio THE BURLESQUE BOOM: A PHENOMENON OF COSTUME AND FASHION pubblicato all’interno dei volumi Fashion through History Costumes, Symbols, Communication (Volumi I e II) a cura di Giovanna Motta e Antonello Biagini. LINK AL VOLUME.
Gli anni a seguire iniziarono a segnare la decadenza del burlesque anche se esistevano ancora le dive del genere. Due su tutte: Dixie Evans “la Marilyn Monroe del Burlesque” e Jennie Lee “The Bazoom Girl” famose entrambe negli anni ‘50 e ’60. E’ a loro che si deve la rinascita del burlesque. Infatti dal 1968 Jennie Lee iniziò a lavorare alla creazione del museo del burlesque Jennie Lee’s Exotic World in un ranch in California, ma morì prima di riuscire ad aprirlo. Lo fece per lei l’amica Dixie Evans nel 1990 chiamandolo Exotic World (nel 2006 venne spostato a Las Vegas nel Nevada e chiamato Burlesque Hall of Fame). Lì, ancora oggi, sono raccolti abiti, locandine, accessori originali delle più famose artiste della storia. Per pubblicizzarlo Dixie Evans nel 1991 istituì il Miss Exotic World un concorso per nuove leve del burlesque che diede nuovo impulso al genere.

Nel 1995 nacque anche The Golden Days of Burlesque History Society un’organizzazione no-profit fondata da Jane Briggeman con lo scopo di diventare un punto di incontro per tutti coloro che avevano lavorato nel burlesque prima del 1965. L’organizzazione intendeva preservare la storia del burlesque attraverso la pubblicazione di libri, la raccolta di materiale e l’organizzazione di riunioni rievocative con ballerini, cantanti, registi, produttori, macchinisti, costumisti, coreografi ma anche direttori di teatro e proprietari che avevano lavorato nella Golden Age del burlesque in ogni parte del mondo. La missione della Briggeman è ancora oggi quella di non perdere memoria di una fetta importante di storia dell’America e non solo.

Gli anni ‘90 segnarono la rinascita del burlesque prima in America e poi in Europa e nel resto del mondo, andando a contaminare le altre arti e divenendo un fenomeno sociale e culturale. La rinascita è stata caratterizzata da due “stili”: il Classic Burlesque e il New Burlesque. Il Classic Burlesque si rifà alle forme classiche del burlesque (come la fan dance) sia nella scelte delle musiche, dei costumi che nelle scenografie; l’abbigliamento tipicamente vintage degli anni ‘20, ’30 e ‘40 diventa elemento identificativo dello show che ha uno stile retrò. Il New Burlesque ha sposato la contemporaneità lasciandosi influenzare dalle culture e sottoculture degli anni ’90, è aperto alle contaminazioni tra il burlesque old style e il punk, il rock, il pop… mette insieme bustini e ciocche colorate, tatuaggi, piume e piercing. Gli show di New Burlesque sono un melting pot di elementi classici e contemporanei e un terreno fertile per sperimentazioni e esperimenti espressivi. Per meglio comprendere la differenza tra i questi due stili possiamo mettere a confronto due artiste che li rappresentano: Dirty Martini per il New Burlesque e Dita Von Teese per il Classic Burlesque.

Dirty Martini ha costruito il suo personaggio sulla sua fisicità importante diversa da quelle delle modelle o ballerine. Dopo essersi resa conto che le forme del suo corpo non erano adatte alla danza, alla quale si era dedicata dall’età di 6 anni, cercò un tipo di spettacolo che non le ponesse dei limiti fisici e scoprì il burlesque. Iniziò ad esibirsi negli anni ’90 a New York e ben presto ottenne successo diventando una delle più affascinanti performer diNew Burlesque, non solo in America ma anche in Europa.



 È una delle artiste più coreografiche del panorama contemporaneo, dove è riconosciuta a livello internazionale per i suo show costruiti sull’ironia e sull’autoironia che mixano sottoculture americane, pop e rock. Ha vinto il Miss Exotic World nel 2004 e fa tuttora parte del Cabaret New Burlesque, compagnia che nel 2008 si è esibita in Italia al Napoli Teatro Festival. E’ stato lì che ho scoperto ilNew Burlesque rimanendone affascinata perchè proponeva un modello di donna diverso da quello visto fino a quel momento sulle riviste e in televisione. Con i suoi numeri di New Burlesque, Dirty Martini incita le donne ad essere se stesse, criticando i modelli imposti dai media e dominanti nella danza e nella moda, facendo l’elogio dell’imperfezione e facendosi portabandiera di un nuovo femminismo. Per lei il burlesque, oltre ad essere una forma d’arte, è un modo per rompere i normali stereotipi di genere, è il nuovo punk rock che offre alle donne un modo per ridefinire se stesse, senza tenere conto dei limiti che la società impone.

Dita Von Teese invece ha fatto dello stile Classic Burlesque un vero e proprio stile di vita, tanto che veste vintage ogni ora della giornata. E’ stata capace di ricreare un immaginario retrò di cui è diventa la fashion icon, rendendo la sua immagine immediatamente identificabile con il mondo del burlesque old style

Nei suoi show e nella vita di tutti i giorni rappresenta il glamour, la perfezione, la femminilità classica, il lusso e il passato. Questo insieme di elementi ha fatto sì che il suo personaggio divenisse il massimo rappresentante del genere burlesque. Dita inizia a fare striptease nei locali intorno ai 19 anni, cioè nei primi anni ’90, e, per distinguersi dalle altre che si presentavano già nude, indossava lingerie in stile vintage. Bionda naturale, punta su un nero corvino, mantiene una pelle bianca latte, si crea uno stile e una mise totalmente retrò, truccandosi sempre con un rossetto rosso fuoco. Scelte controcorrenti che le portano i primi successi. Poi nel 2002 approda aPlayboy che impone la sua immagine al mondo.


 A quel punto Dita capisce che per uscire dai club dello striptease e proporsi al grande pubblico deve creare uno spettacolo più teatrale. E lo fa con un show che la vede farsi un raffinato bagno in un bicchiere di Martini che le porta successo a livello mondiale. Poi sfila per Moschino, Jean Paul Gautier, diventa testimonial di Agent provacateur e Frederick’s of Hollywood,Wonderbra le dedica una linea d’intimo ispirata agli anni ’40 e ’50 e nel 2014 Dita crea il proprio brand di lingerie Von Follies che si ispira al burlesque, compresa una linea per donne “curvy” e per neo mamme.

Il ritorno del burlesque si spiega sottolineando l’importanza di diversi fattori culturali, come l’ondata vintage che ha influenzato la moda recente e la significativa reazione alla pura e semplice pornografia dettata dalla ricerca di una maggiore femminilità. Il successo del burlesque si deve anche al suo affermarsi come fenomeno di costume e in questo Dirty Martini è stata tra le più grandi fautrici, essendo sostenitrice del New Burlesque come nuovo femminismo: libera la donna da un’estetica standardizzata, dalle taglie imposte dalla moda, da una femminilità codificata. La sua stessa storia è un esempio per tante donne comuni (e non artiste) che chiedono alle performer lezioni di burlesque per esprimere la loro femminilità e imparare un modo divertente per sedurre.

Inizialmente di nicchia, il burlesque è poi esploso come fenomeno di massa arrivando ad influenzare l’estetica delle donne e quindi anche i brand di lingerie, di accessori e di abbigliamento che vi hanno visto un’occasione di business. Oggi quindi quando si parla di burlesque non si fa più riferimento solo al genere di spettacolo, ma ad un vero e proprio “stile di moda”, ben definito e delineato. Chantal Thomass, Agent Provocateur, Moschino, ma anche le italiane Moschino, Yamamay e Intimissimi hanno dedicato più di una collezione allo stile burlesque, arricchendo reggiseni e slip di piume, paillettes, riproponendo bustini, reggicalze e corpetti. Un fenomeno che si è tramutato anche in business per aziende e performer.

2 commenti:

  1. Complimenti! Questo significa prendere le cose di petto! Trasformare un problema in una occasione! Bravi, immagino che dopo la musica già buona, proveniente dal bar, diventerà perfetta almeno per quanto riguarda le registrazioni. Una curiosità? cosa aveva combinato Amedeo che lo avete bannato?. Infine grazie per questa storia del Burlesque, raccolgo tutte le notizie e questa non l'avevo indivisuata. Ditta è veramente un icona!
    Bacioni
    Patty

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    Risposte
    1. Viene bene, sono sfinita ma contenta. Quanto ad Amedeo, l'ho bannato perchè inneggiava ai dementi che sparano a scuola in America. Appena ho finito con questi lavori andiamo a trovarlo a casa io e Samatta per vederlo dal vivo. Ancora non ho capito se fa lo scemo o se la cosa è indice di un disagio che non avevo intuito.
      Per inciso la signora di cui scrissi, oppressa dal marito si è rivolta a un centro sono felice come se avessi vinto al lotto per quelle poche parole che le ho detto ma che forse l'hanno smossa.
      Sono contenta che tu stia meglio!
      Saluta Valerio e ringrazialo dei consigli, sono stati illuminanti ha un buono ponce che può utilizzare illimitatamente.
      Zanza

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